16 August, 2026

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I sindaci del Sulcis Iglesiente si sono riuniti questa mattina a San Giovanni Suergiu, per discutere della grave crisi sanitaria che sta investendo il territorio. È dal 2017 che i primi cittadini dei Comuni del Sulcis evidenziano le criticità dovute alle chiusure e alle sospensioni dei servizi sanitari ospedalieri territoriali. Non ultima, arriva la chiusura, entro il mese di giugno, del servizio di diabetologia nei poliambulatori di San Giovanni Suergiu, Calasetta, Narcao e Santadi. Sospesi, ridotti o addirittura trasferiti anche gli screening territoriali e alcuni servizi ambulatoriali mentre le dotazioni medico-infermieristiche risultano sofferenti per la ridotta turnazione e le mancate assunzioni.
In questo periodo post Covid-19, la situazione si è resa ancora più evidente, sebbene i sindaci dei vari Comuni si auspicassero invece una ripresa e una maggiore sensibilità verso queste problematiche, da parte delle istituzioni. Sensibilità che invece non c’è stata.
Riprende, dunque, la protesta dei primi cittadini, in concomitanza con la discussione, in Consiglio regionale, proprio della Riforma del sistema regionale sanitario.
La conferenza stampa che questa mattina si è svolta presso il Poliambulatorio di San Giovanni Suergiu è solo la prima di una serie di proteste itineranti che i sindaci dei vari Comuni hanno deciso di mettere in atto.
«Una battaglia che abbiamo iniziato nel 2017 spiega il primo cittadino di Perdaxius, Gianfranco Trullu – Sembrava che si fosse risolto tutto, invece la situazione sta precipitando, anche a causa del Corona Virus. Si tratta di problematiche di carattere oramai ordinario, ovvero dell’eliminazione di servizi in modo quasi indifferente. Ci opponiamo a questo. Abbiamo ideato questa battaglia per la sanità, nel nostro territorio, a favore dei nostri cittadini.»
L’Unione dei Comuni del Basso Sulcis chiede da tempo uno sguardo più attento verso i servizi sanitari territoriali, in modo da agevolare anche la deospedalizzazione e la domiciliazione dei pazienti più deboli.
«Chiediamo di portare a termine la riorganizzazione ospedaliera sottolinea Ivo Melis, sindaco di Masainas e presidente dell’Unione dei Comuni del Basso Sulcis -. Chiediamo di avere una giusta efficienza negli ospedali e nell’intero territorio, perché solo in questo modo si può sopperire all’esigenza dei pazienti. Tanto più in questo periodo di Corona Virus, in cui l’efficienza è ancora più essenziale. Non abbiamo ancora visto la riorganizzazione generale degli ospedali e del territorio, quindi premeremo per avere un incontro urgentissimo con la Regione.» 
La Conferenza socio sanitaria del Sulcis Iglesiente ha richiesto più volte attenzione alla Regione verso i servizi ambulatoriali e ospedalieri. «Come Conferenza territoriale, abbiamo chiesto attenzione verso la medicina di base e quindi verso quella territorialesottolinea Paola Massidda, sindaca di Carbonia e presidente della Conferenza socio sanitaria del Sulcis Iglesiente -. Occorre, come prevede lo stesso decreto legge bilancio, che la medicina del territorio sia rafforzata, soprattutto in questo periodo. La sanità deve essere vicina al cittadino per contrastare il pericolo di una nuova diffusione del Covid. Invece, nonostante i rischi appena passati, gli ambulatori territoriali, anziché essere rafforzati, chiudono. Per quanto riguarda la diabetologia, il nostro territorio è uno dei più colpiti, col tasso più alto di malati diabetici. Non possiamo rinunciare a questi ambulatori. San Giovanni Suergiu, Narcao, Santadi e Calasetta  vedono la chiusura di questi ambulatori. Per cui, mandiamo avanti questa iniziativa di vicinanza e di informazione dei cittadini perché siamo stufi di scrivere a una Regione che non risponde.»
I Sindaci, quindi, si uniscono per denunciare e lamentare questi tagli indiscriminati ai servizi sanitari territoriali e alla venuta meno delle visite diabetologiche. La Sardegna vanta il triste primato, a livello europeo, di malati di diabete.
«La Federazione Rete Sarda Diabete ha lanciato spesso appelli – precisa Riccardo Trentin, presidente della Federazione -. Il Sulcis Iglesiente è l’area geografica col più alto tasso di incidenza di diabete di tipo secondo, per cui i servizi vanno ripartiti e distribuiti in maniera capillare su tutto il territorio. I diabetologi vanno in pensione ed è necessario che vengano sostituiti e gli organici rimpinguati. Il problema è davvero importante. Un altro aspetto grave è il diabete di tipo 1. Noi siamo l’area geografica, a livello mondiale, con la più alta incidenza di questo tipo di diabete, che si annovera tra le malattie autoimmuni. Per questo motivo, anche l’aspetto pediatrico è da considerarsi strategico. È vero che in questa “Fase 2” si sta cercando di riorganizzare il sistema ma né la telemedicina né la teleassistenza sono sufficienti per gestire queste problematiche. Oltretutto, occorre che la telemedicina venga strutturata come prestazione sanitaria. La Sardegna ancora stenta ad allinearsi a tutto il resto d’Italia. Queste prestazioni, nella nostra regione, non sono ancora riconosciute.»
Federica Selis

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10222941575635811/

 

  

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«Abbiamo collaborato responsabilmente nei mesi scorsi per garantire ai sardi che politica e istituzioni regionali avessero voce univoca sulla sicurezza e sulla difesa dalla pandemia. Da quando il presidente Christian Solinas ha pensato che il peggio fosse passato e ha iniziato a muoversi da solo, non ha fatto che confondere, spaventare e danneggiare i sardi.»
E’ molto duro l’attacco di Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico, al presidente della Regione Christian Solinas, sulla gestione dell’emergenza.
«Dopo 4 intense settimane passate a formulare le più strampalate ipotesi per generare un fantomatico passaporto sanitario per entrare in Sardegna, il presidente della Regione, scoperto il bluff sul piano politico, istituzionale, amministrativo e scientifico, annaspa nel ridicolo che lui stesso ha generatoha aggiunto Emanuele Cani -.
Noi preferiamo parole chiare: non esiste e non è mai esistita né sul piano scientifico né sul piano amministrativo un passaporto sanitario come quello frutto della sua immaginazione. In tutto il mondo questo si ottiene solo da una vaccinazione, come quelle obbligatorie per chi viaggia verso alcuni Paesi nel mondo, che oggi non è disponibile per il Coronavirus che ha portato il Covid -19. Da tempo stiamo insistendo sulla necessità, invece, di effettuare uno screening della popolazione sarda con tamponi e test, richiesta completamente ignorata dal presidente Solinas.»
«Il presidente sa, e non può continuare a nascondersi dietro un dito, che se vuole garantire maggiore sicurezza ai sardi deve applicare con attenzione le indicazioni comportamentali già presenti o renderle più cogenti, ma per questo deve assumersi la responsabilità di farloha sottolineato Emanuele Cani -. Non può pensare di essere l’uomo di tutte le aperture e sperare che le chiusure le facciano altri: la responsabilità dei controlli o di definire regole più restrittive con protocolli di sicurezza per le strutture turistiche, come di un’organizzazione sanitaria adeguata e di un piano sanitario adeguato è solo del presidente della Regione, in particolare pensi il Presidente a prevedere ed attuare il piano sanitario con la organizzazione dei servizi sanitari territoriali, anche in previsione dei previsti afflussi turistici, con la riorganizzazione degli ospedali per tutte le patologie, pur mantenendo attive tutte le strutture Covid.»
«Il Presidente sa bene tutto questo e non ha esitato a giocare in maniera spregiudicata con le paure dei sardi al gioco che sa fare meglio, lo scaricabarile, solo per nascondere la sua assoluta mancanza di idee e iniziative per risollevare la Sardegna dopo un anno di gestione e tre mesi di fermo totaleha concluso il segretario regionale del Partito democratico -. Il problema che ha buttato via in pochi giorni un’immagine della Sardegna che non aveva bisogno di essere esposta in questo modo e denigrata. Il turismo è una cultura innanzitutto ma per moltissime famiglie in Sardegna è anche un lavoro e una professione. E queste famiglie non meritavano di essere danneggiate dal loro Presidente.»

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Le squadre del pronto intervento di Abbanoa sono a lavoro in località Rio Murtas a Narcao per eseguire d’urgenza la riparazione di un improvviso guasto verificatosi questa mattina nell’acquedotto che alimenta Carbonia, Gonnesa, Portoscuso, Perdaxius, Narcao, Villaperuccio, Santadi, Giba, Masainas e Piscinas. La rottura riguarda un tratto di condotta in acciaio del diametro di 700 millimetri. Son ora in corso le operazioni di isolamento e svuotamento della tubatura per poi procedere alla sostituzione e saldatura del punto interessato. Per tutta la durata dei lavori, che andranno avanti senza sosta fino a tarda serata, sarà necessario sospendere interrompere l’alimentazione dei serbatoi d’accumulo nei centri interessati.

L’erogazione alle utenze dei comuni interessati potrà essere garantita con le scorte disponibili nei serbatoi sino alle 20.00 di stasera. Il servizio sarà nuovamente operativo domani mattina alle 6.00 per consentire durante la notte di ripristinare i livelli negli stessi serbatoi.

Sarà cura dei tecnici di Abbanoa limitare le ore di interruzione qualora l’intervento dovesse essere completato in tempi minori rispetto a quelli previsti. Qualsiasi anomalia potrà essere segnalata al servizio di segnalazione guasti di Abbanoa tramite il numero verde 800.022.040 attivo 24 ore su 24.

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Il Consiglio regionale si riunirà giovedì 4 giugno alle 10,30. Lo ha deciso la conferenza dei Capigruppo, presieduta dal presidente Michele Pais. All’ordine del giorno: la proposta di legge 91/A (Maieli e più) “Modifiche alla legge regionale 11 maggio 2015, n. 11 (Norme in materia di agriturismo, ittiturismo, pescaturismo, fattoria didattica e sociale e abrogazione della legge regionale n. 18 del 1998)” ed il dibattito sulla “Fase 2”  del Covid-19 richiesto da tutti i consiglieri dell’opposizione.

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Dalla giornata di sabato 30 maggio, riapriranno ai visitatori i siti di Porto Flavia e della Grotta Santa Barbara.
Porto Flavia seguirà i seguenti orari: aperto il 30 e 31 maggio e 1° e 2 giugno
Visite guidate alle ore 10.00 – 11.00 – 12.00 – 14.00 – 15.00 – 16.00 – 17.00
Nel sito potranno accedere 30 persone per ogni turno di visita. I visitatori saranno divisi in due gruppi di 15 persone, il secondo gruppo dovrà attendere circa 15 minuti per poter accedere alla galleria. Sarà necessario mantenere il distanziamento sociale tra persone di diverso nucleo familiare durante la visita
Grotta Santa Barbara seguirà i seguenti orari: aperto il 30 e 31 maggio e 1° e 2 giugno
Visite guidate alle ore 10.30 – 12.00 – 14.00 – 15.30
Nella Grotta potranno accedere 15 persone per ogni turno di visita. Sarà necessario mantenere il distanziamento sociale tra persone di diverso nucleo familiare durante la visita.
Per poter visitare i siti è vivamente consigliata la prenotazione sul sito www.iglesiasturismo.it
Per i visitatori dei siti di Porto Flavia e Grotta Santa Barbara sarà possibile accedere gratuitamente al Museo del Costume, in via Mazzini. Per poterlo visitare, rivolgersi all’Ufficio Turistico in Piazza Municipio.
«E’ importante ripartire in tutta sicurezza e riaprire ai visitatori due meraviglie del nostro territorioha commentato il sindaco Mauro Usai contiamo presto di poter aprire un altro sito di grande rilevanza come la Galleria Villamarina, per dare ai visitatori un’offerta turistica ampia e complessiva, con le bellezze paesaggistiche, le aree costiere, i siti ex minerari, le tradizioni, e le aree di interesse storico e culturale.»
Di seguito il regolamento per i visitatori, in base alle disposizioni di prevenzione Covid-19:
– obbligo della misurazione della temperatura corporea prima dell’ingresso, con più di 37,5 °C sarà vietato l’accesso al sito
– obbligo di indossare mascherina e guanti
– durante la visita distanziamento di almeno un metro tra persone di diverso nucleo familiare
– obbligo di igienizzare le mani (guanti compresi) prima dell’ingresso
L’Ufficio Turistico è aperto dal 25 maggio e seguirà i seguenti orari: dal 25 al 31 maggio
Aperto tutti i giorni, mattina 10.00/12.00 pomeriggio 16.00/19.00
Dal 1° giugno al 30 settembre
Aperto tutti i giorni, mattina 10.00/13.00 pomeriggio 15.00/19.00
A breve saranno disponibili gli orari per le visite nel mese di giugno.

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Anche nelle ultime 24 ore, nessun nuovo caso positivo al Covid-19 in Sardegna su 1.293 tamponi eseguiti e nessun decesso.

I casi accertati nell’Isola dall’inizio dell’emergenza restano complessivamente 1.355. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 54.587 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 40, di cui 38 con sintomi e 2 in terapia intensiva, mentre 160 sono le persone in isolamento domiciliare. Gli attualmente positivi sono 200. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 961 pazienti guariti (+14 rispetto al dato precedente), più altri 64 guariti clinicamente. Non si registrano nuove vittime, in tutto 130.

Sul territorio, dei 1.355 casi positivi complessivamente accertati, 250 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 97 nel Sud Sardegna, 59 a Oristano, 79 a Nuoro, 870 a Sassari.

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La Sardegna continua il suo percorso di superamento dell’emergenza Coronavirus. Per il sesto giorno consecutivo nell’Isola non sono stati registrati nuovi casi positivi e per il quarto giorno, nessun decesso.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti molti più tamponi rispetto ai due giorni precedenti, 1.326 (totale 53.294) e sono stati testati più casi, 1.082 (totale 45.745).

Invariato sia il numero dei pazienti ricoverati con sintomi, 41, sia quello dei ricoverati in terapia intensiva, 2. Sono diminuite ancora le persone in isolamento domiciliare, 172 (ieri erano 181) e gli attualmente positivi, 215 (ieri erano 224). 1.010 i dimessi/guariti, 10 più di ieri.

 

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Sarà presentato venerdì 29 maggio con un seminario online il programma di Sardegna RicercheMicroincentivi per l’innovazione che aiuta le imprese sarde finanziando con contributi fino a 15.000 euro l’acquisto di servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione.
I lavori del seminario saranno aperti alle 10.00 dalla Commissaria straordinaria di Sardegna Ricerche, Maria Assunta Serra, che descrive così la principale novità del programma:
«Questa terza edizione del programma viene a cadere in un momento molto particolare per le nostre imprese, a causa della pandemia Covid-19. Abbiamo quindi pensato di introdurre un tema d’attività specifico per gli interventi volti ad affrontare e gestire, nel breve e nel medio termine i rischi connessi all’emergenza sanitaria.
In questa categoria ricadono gli interventi più legati all’emergenza in corso, come la riconversione produttiva per soddisfare la domanda di dispositivi di protezione e l’adozione di misure di contenimento del contagio, ma anche quelli necessari a garantire la ripartenza dell’economia post-pandemia, innovando i prodotti ed i servizi per adattarli alla nuova quotidianità.»

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese attive in Sardegna in numerosi settori, come quello manifatturiero, dei servizi, commerciale, turistico e della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e naturale, con le esclusioni previste dai regolamenti comunitari sugli aiuti alle imprese (agricoltura primaria, pesca, acquacoltura, ecc.).
Oltre agli interventi Covid-19, particolare attenzione è rivolta in questa edizione al tema della valorizzazione della proprietà intellettuale (brevetti, design e marchi).
Sarà pertanto possibile presentare domanda di contributo per quattro categorie di progetti:

  • progetti standard: sviluppo di nuovi prodotti e processi;
  • interventi Covid-19: sviluppo di soluzioni e tecnologie in grado di rispondere alle nuove esigenze, individuali e collettive, derivate dall’emergenza epidemiologica;
  • valorizzazione di titoli di proprietà industriale: sviluppo o miglioramento di prodotti e processi basati su un’invenzione brevettata, o su un disegno o marchio registrato;
  • assistenza e informazione in tema di proprietà intellettuale: consulenza e costi amministrativi relativi ai questi servizi.

In generale, i servizi finanziabili possono riguardare le attività necessarie alla messa a punto di un nuovo prodotto o processo: progettazione e definizione di specifiche tecniche, prototipazione fisica o virtuale, prove tecniche di laboratorio e test, certificazione di prodotto, tutela della proprietà intellettuale della nuova soluzione.

L’aiuto massimo previsto per ogni progetto è pari a 15.000 euro, che possono essere impiegati per coprire l’80% dei costi ammissibili. L’intensità dell’aiuto può arrivare sino al 100% nel caso degli interventi “Covid-19” e della valorizzazione di brevetti, disegni e marchi.

Lo stanziamento iniziale di 700.000 euro proviene dalla programmazione regionale e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (POR-FESR Sardegna 2014-2020). La procedura è di tipo valutativo “a sportello”.
Le domande potranno essere presentate sul portale regionale SIPES, dalle ore 12:00 del prossimo 5 giugno e fino al 31 dicembre 2020.

La scheda d’iscrizione al webinar, il bando completo e il catalogo dei servizi ammissibili sono disponibili sul sito web di Sardegna Ricerche (www.sardegnaricerche.it). Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla responsabile del procedimento, Mara Mangia (email: mangia@sardegnaricerche.it).

Per comodità di consultazione, riportiamo di seguito l’elenco non esaustivo degli “Interventi Covid-19” ammissibili:

1. Servizi a supporto del settore emergente delle protezioni:

  • progettazione/prototipazione di nuovi dispositivi di protezione individuale DPI (p. es.: mascherine, occhiali, visiere, ecc.) e relativi accessori;
  • progettazione/prototipazione di prodotti e dispositivi di protezione non DPI e relative parti/pezzi di ricambio, realizzabili rapidamente e con materiali di facile reperibilità, preferibilmente riutilizzabili, sanificabili, sterilizzabili, smontabili;
  • sviluppo di nuovi prodotti ecosostenibili per l’igiene e la cura personale o degli ambienti domestici;
  • sviluppo di prodotti o strumenti per la sanificazione di ambienti di lavoro;
  • certificazione di prodotto, marcatura CE/DPI, test di laboratorio;
  • assistenza e accompagnamento sui temi della riconversione, anche parziale, di imprese verso la produzione di DPI o comunque di prodotti e servizi “covid fighter”;
  • servizi per la riconversione (progettazione di nuove linee di prodotto/processo che tenga conto della normativa di riferimento).

2. Sviluppo di soluzioni per il contenimento del contagio negli ambienti domestici e di lavoro.

  • sviluppo di sistemi destinati alle protezione delle categorie più fragili (anziani, bambini, persone con disabilità o patologie croniche) nella propria abitazione o in strutture di accoglienza;
  • sviluppo di sistemi per l’aggiornamento dei processi di lavoro (sia da remoto che in presenza);
  • progettazione di postazioni tecnologiche per nuove modalità lavorative, anche per il commercio;
  • sviluppo di piattaforme di comunicazione e condivisione, intra o extra-aziendali, o di web-app specificatamente destinate al commercio, anche “da asporto”, con funzionalità di gestione delle code.

3. Servizi per la progettazione della fase post-confinamento (per vivere la nuova quotidianità e rilanciare l’economia regionale).

  • sviluppo di soluzioni tecnologiche e organizzative per la fruizione di servizi ed eventi nei luoghi di socializzazione e di intrattenimento, anche all’aperto, quali cinema, teatri, musei, ristoranti, bar, palestre, alberghi, stabilimenti balneari, ecc.;
  • sviluppo di sistemi per monitorare e gestire il distanziamento, fisico o temporale, delle persone nei vari ambiti di fruizione dei servizi;
  • sviluppo di design degli spazi di relazione (DSR) negli ambienti di lavoro e delle attività ricreative;
  • realizzazione di nuovi servizi per l’“addio alla globalizzazione” e il ripristino delle lavorazioni locali, industriali, artigianali o di servizi;
  • servizi per il settore agroalimentare (es: accorciamento delle filiere, nuove modalità di produzione e distribuzione prodotti km 0, sistemi per la tracciabilità e la rintracciabilità dei prodotti agroalimentari);
  • progettazione di nuovi servizi turistici e d’intrattenimento.

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Fatto inedito nella prassi consiliare consolidata, anche l’audizione della rappresentanza delle agenzie formative, come quella con le rappresentanze sindacali sulle misure lavoro della giunta, entrambe previste in sequenza nel pomeriggio odierno, è stata disertata dai componenti consiglieri di maggioranza, rendendo invalida e quindi impraticabile la riunione stessa, che pertanto non ha potuto discutere i temi importanti all’ordine del giorno: «Problematiche del sistema della Formazione professionale in Sardegna nell’emergenza sanitaria, proposte di intervento».

Tuttavia, come CISL Sarda riteniamo utile intervenire nel dibattito e proporre una riflessione su un tema cosi decisivo per la vita delle persone e delle nostre comunità.

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria, e delle decisioni adottate per contrastare il Coronavirus sul versante economico e sociale, sono pesantissime. Lo attestano i principali indicatori economici e sociali, ma soprattutto sono visibili nel diffuso e consistente disagio espresso da gran parte della popolazione, e di quanti attendono di ricevere le provvidenze messe in campo dal Governo.

Sono indispensabili dunque misure strutturali in grado di sostenere le imprese, ma evitando che i decreti governativi portino a un loro ulteriore ed eccessivo indebitamento nel tentativo di rafforzare la loro ricapitalizzazione. Si tratta invece di potenziare la struttura imprenditoriale e il loro capitale per fare ripartire una fase espansiva dell’economia, insieme a politiche attive del lavoro e formative promosse, in questo caso, dalla Regione, e utili a rispondere, sul lato dell’offerta, all’acquisizione ed aggiornamento di competenze e ai bisogni di una parte consistente della popolazione.

La fase recessiva in corso non sarà purtroppo di breve durata, e sul mercato del lavoro è fondamentale allora immettere adeguate misure di politiche attive.

La formazione professionale svolge, in questo contesto, una funzione insostituibile nel mondo del lavoro e nelle stesse politiche attive. E’ indispensabile che l’una e le altre siano di nuovo operative, con maggiori risorse e con tempi attuativi brevissimi, per incidere positivamente sulle conseguenze prodotte dalla lunga sospensione produttiva, e in un’economia peraltro da tempo in grande difficoltà.

La Regione Sardegna, in questa direzione, deve rendere visibile e operativo un programma aggiuntivo di misure e attività formative, con protocolli sanitari e di prevenzione utili a garantire la piena operatività delle Agenzie formative, in aula con lezioni frontali, e di partecipazione alle attività pratiche e di laboratorio. Senza ovviamente escludere, laddove necessario, la formazione in Fad e in E-learning, con gli indispensabili sostegni finanziari alle agenzie e all’utenza per i costi sostenuti a causa della sospensione dell’attività, e per quelli conseguenti al ri-orientamento dell’attività didattica e organizzativa. Sul versante dei costi conseguenti al lungo blocco delle attività, che sostanzialmente ancora perdura, e chissà per quanto tempo ancora, né il Governo né la Regione hanno predisposto specifici interventi a sostegno. Le misure sul credito d’imposta e i benefici previsti per le imprese hanno infatti limitazioni e procedure complesse che non li rendono facilmente praticabili per le Agenzie formative. Diversamente dalla scuola dove i costi sono ovviamente e interamente a carico della spesa statale.

Si tratta invece di mettere in campo, da parte della Regione, delle iniziative e degli atti a favore della formazione, quale settore strategico per il lavoro e lo sviluppo, necessitati dall’emergenza in atto, e peraltro rispondenti ai documenti programmatici dell’attuale Giunta, che nel Programma Regionale di Sviluppo 2020-2024, approvato con delibera il 5 marzo 2020, così lo titolava: «L’identità che si costruisce nel fare per creare valore e sviluppo sostenibile per i Sardi e la Sardegna».

Il fare, relativamente alla formazione professionale, veniva indicato nel capitolo “Principali ambiti d’intervento” e nel sottotitolo “L’identità professionale”, con la seguente dicitura a carattere programmatico: «…La Regione si pone l’obiettivo di rafforzare l’identità professionale come strumento e mezzo per garantire migliori condizioni di vita.(…..) Tutto ciò andrà effettuato attraverso un rafforzamento delle competenze e delle qualifiche professionali finalizzate alla creazione di posti di lavoro…».

Oggi, il fare significa sostanzialmente tre cose: rendere subito operativa la ripartenza delle attività formative con modalità frontale, e con i dispositivi di sicurezza, garantire da parte della Regione la copertura dei costi dovuti all’emergenza sanitaria e anche l’adozione della rendicontazione a costi standard, la pubblicazione di avvisi e bandi per nuove attività formative e di supporto soprattutto alle politiche attive del lavoro e a quelle inclusive sul piano sociale.

Più di una Regione ha già dato precise indicazioni con protocolli utili a una sicura ripartenza delle attività in aula e nei laboratori, mentre sulla copertura dei costi causati dall’emergenza è urgente uno specifico provvedimento, da valutare se in sede legislativa o se con atto amministrativo, da parte dell’Assessorato del Lavoro.

Sul versante delle nuove attività è necessario avviare subito gli avvisi relativi al programma ASSIST per le categorie più in difficoltà sul piano sociale (alleanze strategiche per lo sviluppo dell’innovazione sociale nei territori della Sardegna) e TVB (Tirocini, Voucher, Bonus), e un programma straordinario formativo di aggiornamento, orientamento, qualificazione, riqualificazione, ed eventuale accompagnamento e ricollocazione di quanti usufruiscono dei benefici di integrazione del reddito e assistenziali, in capo ai provvedimenti varati per contrastare l’emergenza sanitaria e le sue conseguenze sul piano sociale ed economico.

In questa direzione, più volte, si sono espresse le rappresentanze delle Agenzie formative, ma, per ora, senza risultati.

Eppure si è di fronte a un mercato del lavoro che ha impattato in dimensioni senza precedenti con l’emergenza sanitaria, a un crollo della domanda di lavoro, a un impoverimento di intere categorie sociali, a una difficoltà diffusa e consistente di tenere in vita la propria intrapresa in tutti i territori dell’Isola, pena un forte e forse insostenibile indebitamento.

Le misure di integrazione del reddito, necessarie e da garantire velocemente a tutti i richiedenti, non sono reiterabili per lunghissimo tempo, vuoi per i costi a gravare sull’INPS e sul debito pubblico, e perché l’attività produttiva e dei servizi deve riprendere quanto prima. In tutti casi, lo si deve ancora sottolineare, almeno una parte delle migliaia di lavoratori coinvolti necessitano di adeguati servizi all’impiego, di attività di tutoraggio e accompagnamento al lavoro, e di attività formativa.

Gavino Carta

Segretario Generale

Cisl Sardegna

 

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Il Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle terrà una conferenza stampa domani, giovedì 28 maggio, alle ore 10.30, nella sala stampa del Consiglio regionale «per presentare l’insostenibile situazione di difficoltà in cui si trova a operare la II Commissione permanente del Consiglio regionale» (Commissione Lavoro, cultura, formazione professionale, istruzione, beni e attività culturali, identità linguistiche, informazione) a causa della costante mancata partecipazione di alcuni componenti della maggioranza alle sedute convocate.

La conferenza si terrà nel rispetto delle misure di distanziamento sociale indicate dall’Ufficio di Presidenza.