21 August, 2026

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Le prove di idoneità relative al cantiere LavoRAS del comune di Carbonia per i progetti inerenti la riqualificazione delle aree di pertinenza del complesso sportivo di via Balilla e l’intervento di riduzione e prevenzione rischi incendi nelle aree limitrofe alle strade comunali avranno luogo nelle date del 6, 7 e 8 Novembre, secondo il calendario e i nominativi indicati nel link: https://www.comune.carbonia.su.it/amministrazione-trasp/altri-contenuti/dati-ulteriori/item/2608-programma-integrato-plurifondo-per-il-lavoro-lavoras-misura-cantieri-nuova-attivazione-convocazione-per-prove-di-idoneita

Sono previste le seguenti assunzioni: 3 figure da geometra capocantiere; 7 muratori specializzati; 2 operatori al decespugliatore; 2 motoseghisti; 6 operai generici.
I candidati dovranno presentarsi, muniti di un documento di identità in corso di validità, presso il Comune di Carbonia (cantiere comunale di via Roma).

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L’insostenibile condizione degli uffici periferici della Motorizzazione Civile della Sardegna sarà oggetto del sopralluogo che Nardo Marino, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della commissione Trasporti della Camera, eseguirà lunedì 21 ottobre, alle 9.00, negli uffici UMC di Sassari. L’attività, organizzata di concerto con Marco Pes, referente per il Mit e responsabile della Motorizzazione civile della Sardegna, consentirà di evidenziare le carenze in termini di organico e di organizzazione che, interessando capillarmente gli UMC dell’isola, causano gravi rallentamenti nello svolgimento delle pratiche ed enormi disagi all’utenza. Il sopralluogo consentirà, inoltre, di ascoltare le istanza dei lavoratori, dei loro rappresentanti e delle associazioni di categoria che da tempo richiedono interventi di breve e medio periodo che portino gli uffici ad un livello di servizio continuo e adeguato.

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Appassionati di disegno, grandi e piccini, affermati o alle prime armi, siete pronti? La quarta edizione del “Festival del Disegno di Fabriano” fa tappa a Bacu Abis nella nuova Biblioteca comunale sita in piazza Santa Barbara, venerdì 18 ottobre dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00 con un laboratorio didattico per bambini (dai 6 anni in su), ragazzi e adulti, intitolato “Dipingiamo con Matisse”. Si tratta di un viaggio alla scoperta del cut out, la tecnica utilizzata da un esponente di spicco dell’arte internazionale, Henri Matisse, pittore, incisore, illustratore e scultore francese.

L’evento è organizzato dall’associazione culturale LopLop, Lot of people Lot of projects in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis ed il comune di Carbonia.
I partecipanti saranno accompagnati alla scoperta di Matisse, con particolare attenzione a una caratteristica tipica delle sue opere realizzate in età avanzata: l’utilizzo delle forbici (cut out). Matisse, quando divenne anziano, abbandonò il pennello e “dipinse” con le forbici.

Un altro focus del laboratorio sarà incentrato sulla scelta dei colori che in Matisse assunse un ruolo fondamentale per la resa finale delle sue composizioni. Saranno mostrati ai partecipanti gli accostamenti da lui prediletti. I ragazzi saranno guidati nella realizzazione di fantasiosi giardini colorati attraverso l’utilizzo della tecnica del cut out.

«La nuova biblioteca di Bacu Abis, riaperta lo scorso 16 luglio dopo 7 anni dalla chiusura della precedente struttura – dice il sindaco, Paola Massidda -, viene così valorizzata con la promozione di iniziative importanti come questa, che condurrà i partecipanti in una vera e propria full immersion nel mondo del disegno.»

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Per Genti Noa lo sviluppo economico e sociale di Sant’Antioco è una priorità che supera le divisioni politiche.
Venerdì abbiamo votato un progetto di pianificazione del nostro porto che preserva tutti gli scenari di sviluppo desiderati dagli antiochensi.
Il Consiglio comunale ha scelto la pianificazione del porto che in sostanza costituisce una previsione di ciò che potrà realizzarsi all’interno del perimetro portuale nei prossimi anni.
Cantieristica, turismo, pesca e servizi connessi, oltre che il trasporto commerciale e industriale, sono le linee direttrici su cui si svilupperà il nostro porto, secondo l’avviso dei consiglieri comunali, maggioranza e opposizioni comprese.
Nell’occasione è stato altresì stralciato il progetto del nuovo e gigantesco ponte che non coincide più con la pianificazione locale e con la nostra idea di sviluppo futuro sostenibile.
Genti Noa ha sempre pensato che non si possano accettare in modo aprioristico progetti sul nostro futuro calati dall’alto, per questo dalla scorsa consiliatura prima, e poi nel 2017 e nel 2018, ci siamo opposti ai progetti che avrebbero assorbito tutte le risorse disponibili per creare un collegamento tra la città e un moderno porto polifunzionale.
Grazie ad una ulteriore delibera, votata sempre nella seduta di Consiglio di venerdì 11.10. 2019, con la quale si è revocata l’impostazione della precedente amministrazione che aveva accettato il grande ponte e la circonvallazione pesante, la nostra idea di sviluppo ed anche la strategia per ottenere una pianificazione sostenibile, ha finalmente trovato ascolto.
Non importa, dunque, che la nostra prospettiva sia stata ignorata e osteggiata fino ad oggi dalla maggioranza del Consiglio. La cosa importante è che adesso sia stata integralmente accolta, anche se con due anni di ritardo.
Adesso possiamo solo sperare che non sia troppo tardi.
Ora però restano tre grandi sfide da affrontare: la prima è la definitiva approvazione della pianificazione portuale da parte dell’Amministrazione regionale per attrarre investimenti pubblici e privati; la seconda è la rimodulazione del Piano Sulcis per orientare le ingenti risorse stanziate verso infrastrutture veramente funzionali alla crescita economica e sociale del territorio; infine, la terza è l’adeguamento del PUC al PPR, per costruire una città moderna, dove l’ambiente ed il paesaggio si integrino con la naturale attitudine al lavoro, alla produzione e allo scambio degli antiochensi.
Noi, e tutti coloro che si sentono Genti Noa nel cuore, rimarremo ancorati ai nostri valori, continuando ad operare secondo scienza e coscienza, per il bene della nostra città, che per noi è lo scrigno che custodisce i nostri amici, le nostre famiglie ed i nostri figli. La nostra vita. Cercheremo sempre di unire tutte le componenti sociali della nostra comunità, anche quelle che oggi parlano in piazza delle nostre battaglie facendo finta che Genti Noa non le stia documentando ed affrontando in prima persona da anni.

Genti Noa

Gruppo consiliare di minoranza

del comune di Sant’Antioco

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Questa sera la Sala Concerti del Teatro Verdi di Sassari, dalle 21.00, ospiterà ancora un doppio, anzi triplo appuntamento con il mondo della grande danza internazionale per il festival “Corpi in movimento” di Danzeventi. Ad andare in scena saranno la compagnia “Spellbound Contemporary Ballet” con “Ascent + Hunger and Grace” e la compagnia “Ariella Vidach AiEP” con lo spettacolo “Minority party”.

Interpretato dai danzatori Mario Laterza e Giuliana Mele, “Ascent” è una creazione del coreografo Mauro Astolfi, che ha abbracciato le musiche di Nils Frahm. “Hunger and Grace” è anch’esso nato dall’inventiva tersicorea di Mauro Astolfi, stavolta sulle note raffinate delle composizioni di F. Chopin.

La compagnia romana è ormai una realtà consolidata, fondata nel lontano 1994 proprio dalla volontà di Astolfi al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. Forte di una cifra stilistica inconfondibile esaltata da un ensemble di danzatori considerati tra le eccellenze dell’ultima generazione, Spellbound si colloca oggi nella rosa delle proposte italiane maggiormente competitive sul piano di una dialettica internazionale. Espressione di una danza che si offre al pubblico con un vocabolario ampio e in continua sperimentazione, riesce a convincere le platee dei principali Festival europei, asiatici e americani.

A partire dal 1996, Mauro Astolfi ha condiviso il progetto di produzione con Valentina Marini, con la quale la compagnia ha avviato un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali.

Alle 21.30, al Verdi, sarà poi protagonista la compagnia Ariella Vidach AiEP, che rappresenta un vero e proprio laboratorio artistico, il quale ha fatto delle nuove tecnologie un punto di ricerca espressiva, attento all’innovazione del linguaggio e centrato su contenuti attuali, come quello della percezione del corpo nei confronti dell’ambiente virtuale.

Con “Minority Party” il laboratorio pone come tema centrale della composizione coreutica diversi quesiti: «Cosa significa nell’era delle nuove cittadinanze e della globalizzazione la coreografia contemporanea? È possibile concepirla senza prendere atto delle differenze dei corpi, della contaminazione tra i linguaggi, dei nuovi scenari estetici?»

Il lavoro indaga quindi il corpo e la danza come sistema di relazioni, esplorando le frontiere del linguaggio e le tradizioni come elementi permeabili di trasmissione e incontro tra culture.

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«Il gettito del tributo di smaltimento dei rifiuti solidi in discarica è destinato alla costituzione di un fondo per interventi di tipo ambientale e, sulle 107 istanze pervenute dai Comuni nel 2018, 35 sono state già finanziate. Perciò, abbiamo deciso di utilizzare ulteriori risorse per finanziare anche gli enti locali rimasti senza finanziamento nella precedente annualità.»
Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, riferendosi ai 4 milioni 654mila euro stanziati dalla Giunta regionale per favorire, tra le altre cose, la minore produzione di rifiuti, la bonifica di siti inquinati, il recupero di aree degradate ed altri investimenti di tipo ambientale.

Tre milioni derivano dallo stanziamento per il 2019 destinato a finanziare la realizzazione di interventi di recupero ambientale di aree degradate dall’abbandono di rifiuti e la realizzazione di investimenti per dissuadere da ulteriori abbandoni. Inoltre, nel 2018, c’era stato un avanzo di 1 milione 654mila euro.

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Il Consiglio comunale di Sant’Antioco, nella seduta di venerdì 11 ottobre, ha approvato all’unanimità la “Presa d’atto della Variante al Piano Regolatore del Porto”, che prevede la suddivisione delle aree portuali salvaguardando l’attività della pesca, la produzione commerciale (la banchina del sale), e concedendo ampi spazi sia alla cantieristica da diporto (ben 50 mila metri quadrati a disposizione, ovvero lo sviluppo su cui si intende principalmente puntare) sia ai posti barca da diporto (500), a questi ultimi intimamente legati, nonché ai servizi che faranno dal collegamento al centro urbano. Senza dimenticare la possibilità di poter accogliere piccole navi da crociera. Una rivoluzione, che pone Sant’Antioco al centro del Mediterraneo.

«L’approvazione del PRP è un momento storico – commenta il sindaco, Ignazio Locci – una grande opportunità che ci consente di guardare al futuro con ottimismo: adesso abbiamo le basi concrete per dare gambe allo sviluppo tanto agognato dagli antiochensi. In Sardegna siamo i primi ad aver adottato preliminarmente il Piano Regolatore del Porto, e lo abbiamo fatto con il consenso di tutte le forze politiche presenti nell’assemblea civica, a testimonianza che la strada imboccata è quella giusta e risponde alle esigenze della città e del territorio: con questo piano di lavoro guardiamo al Mediterraneo, guardiamo all’Europa. Nel frattempo – conclude il sindaco Ignazio Locci – lavoriamo alla ricerca di risorse per realizzare questo grande progetto battendo su più fronti: abbiamo, infatti, presentato anche una scheda progettuale nell’ambito del “Contratto di Istituzionale di Sviluppo” del Governo centrale per un totale di 50 milioni di euro.»

«La Pianificazione portuale era ferma dal 1967 – spiega l’assessore dell’Urbanistica, Francesco Garau – ecco perché nel 2019, con gli scenari economico-sociali profondamente mutati, possiamo parlare di fatto storico. Portare a compimento il lavoro di pianificazione avviato nel 2009 è stato uno dei primi atti messi in campo dalla nostra Giunta. Oggi possiamo dire di aver fatto un passo importante verso lo sviluppo di Sant’Antioco e del Sud Sardegna.»

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Un tavolo di lavoro nel corso del quale ogni comparto produttivo sardo ha declinato l’insularità in ogni sua forma, individuando i principali ostacoli e chiedendo un impegno “immediato, forte e deciso”. Un incontro a porte chiuse, per tracciare un percorso condiviso che guardi al futuro. Il mondo produttivo si schiera dalla parte dell’insularità: recepisce e accoglie l’invito del Comitato affinché le Associazioni di categoria nazionali di riferimento, ognuna per la propria parte, possano sostenere quella che ormai è da tutti considerata la “battaglia dei sardi”. L’obiettivo è duplice: l’inserimento nella Carta costituzionale del principio di insularità attraverso la dicitura “Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e dispone le misure necessarie a garantire una effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuabili e inalienabili”; l’avvio della stagione della rivendicazione in sede europea di un diritto fin qui negato, ovvero la mancata applicazione dell’articolo 174 TFUE, che riconosce gli svantaggi naturali e geografici permanenti specifici della condizione di insularità.
Al tavolo di lavoro promosso dal Comitato per l’insularità hanno partecipato stamani tutti i settori produttivi, rappresentati dalle Associazioni di categoria. Presente il comparto dell’agricoltura, tutto il mondo delle imprese e dell’edilizia, l’artigianato, il commercio, il turismo e tutti coloro che fanno girare l’economia dell’Isola.
«Oggi chiediamo che chi è portavoce del mondo produttivo sia determinato nel dire che non si può più prescindere dal riconoscimento del principio di insularità, la più importante sfida per il futuro della Sardegna – spiegano i rappresentanti del Comitato Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu -. Si tratta di una battaglia che chiama in causa tutti i settori dell’economia della Sardegna qui e oggi ben rappresentanti.»
Come poter correre alla velocità dei competitors della Penisola se non si parte dalle stesse condizioni e non si hanno le medesime opportunità? È la domanda che hanno posto Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu alla platea.
Esiste, e per i vertici del Comitato “è freno allo sviluppo della nostra Isola”, un’insularità che si riflette direttamente sull’agricoltura, sul commercio, sull’artigianato, sull’edilizia, sul turismo, sulla capacità di fare impresa in genere e che «finisce per ostacolare lo sviluppo e, nell’epoca dell’innovazione digitale, frena il rinnovamento e l’applicazione delle nuove tecnologie in tutti i settori dell’economia sarda, specie in quelli tradizionali, con evidenti riflessi sulla propensione al cambiamento in chiave moderna delle aziende». Una condizione alla quale è necessario ed urgente porre rimedio per mettere a nudo un Parlamento fin qui sordo alla richiesta di discussione della proposta di legge di iniziativa popolare ancora inspiegabilmente ferma in Commissione Affari Costituzionali al Senato: «Non si può perdere altro tempo».

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«Il trasporto pubblico, offerto a condizioni accessibili a tutti, deve essere considerato come uno strumento per neutralizzare le disparità sociali e per dare uguali opportunità di lavoro e di istruzione ai cittadini meno abbienti, che non sempre possono sostenere il costo della mobilità privata.»

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, che questa mattina ha partecipato, a Sassari, alla cerimonia di presentazione dei 41 nuovi autobus dell’ARST che saranno utilizzati nel trasporto dei passeggeri a corto e a medio raggio.

Gli autobus, dotati di tutti i confort, garantiscono affidabilità, sicurezza e facilità di accesso anche per i viaggiatori con disabilità.

«Con questi nuovi autobus – ha detto il presidente Michele Pais a margine dell’incontro – l’ARST raggiunge due importanti obiettivi: l’abbassamento dell’età media dei vettori e il miglioramento degli standard qualitativi con notevoli benefici per gli utenti e per l’efficienza del servizio.»

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«Non stupisce il fatto che l’assessore del Turismo della Regione Sardegna in queste ore sia impegnato in nord Africa. Dagli atti recentemente firmati dal suo assessorato appare evidente come il modello di riferimento che ha in mente per la Sardegna sia quello del deserto del Sahara. Un deserto culturale, nel nostro caso: su oltre 327 domande presentate da imprese ed enti pubblici e considerate idonee ai finanziamenti previsti dalla L. 7/55 (manifestazioni ed eventi di interesse turistico) solo 80 sono state effettivamente finanziate.»

Lo scrive, in una nota, Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti in Consiglio regionale.

«Nel 2018 le graduatorie furono approvate con quattro mesi di anticipo e consentirono di realizzare oltre 215 eventi in tutta la Sardegna, tutti quelle presentate dai richiedenti in regola con i requisiti previsti dal bando – aggiunge Francesco Agus -. Oggi invece sono 247 i soggetti esclusi, inseriti in uno sterminato elenco di idonei non beneficiari nelle categorie che riguardano gli eventi nei centri minori e i cartelloni tematici. Tra questi festival culturali con una lunga storia, eventi di promozione territoriale e sportiva di grande richiamo, manifestazioni indispensabili per garantire l’animazione dei piccoli centri a rischio spopolamento. Come si fa, mi chiedo, a tener fuori il 75% delle richieste e comunicare questo agli operatori ad anno ormai concluso?»

«Forse è vero, così come è stato denunciato anche in un’interrogazione già presentata dall’opposizione in Consiglio regionale, il fatto che si cerchi di passare dalla politica trasparente dei bandi pubblici a quella in cui i beneficiari dei contributi vengono scelti tra gli amici e gli amici degli amici? – chiede Francesco Agus –. Eppure in questo caso bastava poco: a fronte di un numero crescente di richieste provenienti da tutta la Sardegna, sarebbe stata sufficiente una variazione di bilancio nei capitoli dell’assessorato al Turismo, dove sussistono dei residui che difficilmente saranno spesi nei prossimi due mesi, per incrementare la dotazione finanziaria prevista e consentire il finanziamento di tutti gli eventi. Esattamente come si è sempre fatto in passato.»

«Se la Giunta deciderà di fare a meno dei metodi carbonari condannati anche da esponenti della maggioranza, saremo ben lieti di suggerire le soluzioni migliori per affrontare e risolvere il problema. In caso contrario il prossimo futuro dell’isola sarà nel segno della desertificazione culturale e lo sviluppo turistico rimarrà solo un miraggio – conclude Francesco Agus -: avremo una Sardegna più povera di risorse e di eventi, dove nessuno sarà in condizione di organizzare manifestazioni, contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta turistica e alla crescita dei piccoli centri e delle città.»