22 August, 2026

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Mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo della diocesi di Iglesias, interviene sulla vicenda dello stabilimento RWM di Domusnovas.

«Con dispiacere e con grande apprensione ho appreso degli imminenti licenziamenti alla RWM di Domusnovas per la riduzione di commesse, conseguente alle decisioni ministeriali sul traffico d’armi verso l’Arabia Saudita.

Con questa prospettiva non vince nessuno.

Non vince lo Stato, che pensa di aver risolto il conflitto costituzionale con un intervento vago e con modalità che sanno di atteggiamento pilatesco.

Non vince il Comitato per la riconversione RWM, perché il loro progetto rimane incompiuto nella sola rivendicazione, finora teorica, di una riconversione.

Non vince un certo tipo di pacifismo ideologico, perché la pace resta lontana e purtroppo laggiù si continuerà a morire.

Così sono perdenti, unicamente e malamente, le maestranze in odore di licenziamento, senza neppure il conforto, per molti, degli ammortizzatori sociali.

Sono ben lontano dal perorare un ritorno alla situazione precedente e riconfermo nella loro interezza le considerazioni espresse varie volte nei mesi scorsi.

Come Vescovo della Chiesa Diocesana sento il dovere di esprimere il più preoccupato dissenso nei confronti della gestione del problema, a mio giudizio assai approssimativa ed unilaterale e non adeguata alla doverosa tutela del diritto ad un lavoro degno per tutti.

Esorto pertanto la Politica a non limitarsi al mero blocco, peraltro limitato nel tempo, delle esportazioni belliche, ma a ideare progetti immediati di sostegno ai lavoratori e a preparare ipotesi serie di riconversione e di progresso, con attenta responsabilità per lo sviluppo dell’intero territorio.

Invito il Comitato per la riconversione RWM a non pensare di aver già raggiunto un risultato positivo, ma a continuare a spendersi con determinazione per una seria ricerca di valide e urgenti soluzioni lavorative, anche per non sentirsi pericolosamente addosso il fiato dei diseredati e delle loro famiglie.

Invito, infine, la stessa RWM, nel rispetto delle sue competenze, a indirizzare produzione e progetti di ampliamento verso manufatti eticamente sostenibili e a sentire la responsabilità di una tutela del diritto al lavoro per i propri dipendenti, con attenzione non solo ad una professionalità tecnica, né tanto meno nell’unica ricerca del profitto economico, ma anche all’offerta di un’occupazione finalizzata alla dignità personale e sociale di ogni lavoratore.

Faccio pressante appello a tutta la Chiesa diocesana perché si unisca nella preghiera e nell’aiuto fraterno verso i lavoratori e le loro famiglie attualmente in difficoltà.»

Iglesias, 13 settembre 2019

+ Giovanni Paolo Zedda

Vescovo di Iglesias

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Sulla vicenda RWM il leader di Sardegna Pulita, Angelo Cremone, grida all’irresponsabilità politica di Governo regionale e nazionale.
L’uomo contro l’uomo, questo è quanto riesce a realizzare il Governo regionale della Sardegna al pari del Governo nazionale – secondo Angelo Cremone -, su quello che definisce il vergognoso caso della fabbrica bombe RWM di Domusnovas.
«Vuoi lavorare in Sardegna per dar da mangiare alla tua famiglia? – aggiunge Angelo Cremone -, allora devi costruire bombe che serviranno a massacrare altri esseri umani innocenti, bambini, donne e uomini. A distanza di oltre quattro anni dal nostro impegno civico contro la produzione di ordigni di morte nella fabbrica RWM di Domusnovas, per una riconversione di quel lavoro malato e l’indifferenza e complicità politica regionale e nazionale, hanno solo prodotto il risultato di mettere “Uomo contro Uomo”, di creare lo scontro, una guerra locale tra poveri, non impegnandosi minimamente, neanche ad accennare la possibilità di discutere politicamente, progetti di lavoro alternativi, evitando così di dare dispiacere alla multinazionale Rehimetall ed i suoi lauti guadagni.»
«E tutto ciò – sottolinea ancora Angelo  Cremone – nonostante la Comunità Europea mette a disposizione finanziamenti pubblici per le aziende che intendono riconvertire proprie produzioni dall’uso militare ad uso civile. Ancora non c’è stato nessun impegno  del Governo nazionale a tal fine dopo il voto alla Camera dei Deputati, evitando di mettere a disposizione un capitolo di spesa per la riconversione della fabbrica, dopo la farsa del blocco temporaneo dell’esportazione bombe RWM all’Arabia  Saudita, vergognandosi anche soprattutto di rendere noto il “dispositivo a tempo” del Governo, dove prescrive i termini che impongono alla RWM il blocco esportazione bombe all’Arabia Saudita.»
«Questa – conclude Angelo Cremone – è la trasparenza di un Governo che non ha nessuna intenzione di assumere una posizione chiara e netta, facendosi attore principale e svolgendo un ruolo determinante ,soprattutto per una forma di rispetto nei confronti di tutte quelle vittime innocenti che hanno pagato con la vita a causa di una Guerra sporca, dove a farla da padrona sono sempre le superpotenze, ma è in questa situazione che ci si augura che questo mercato di morte abbia fine!»
Armando Cusa

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Un abbraccio commosso con il presidente della confraternita Beata Vergine delle Difesa, Giuseppe Benenati, e un altro ancora ricco di commozione con il primo cittadino di Stintino Antonio Diana, perché, sebbene fosse «un’occasione per ricordare i nove anni trascorsi alla guida della parrocchia e non un addio», i saluti portano con sé sempre un po’ di tristezza. E questo è vero soprattutto se, per nove anni, si sono condivisi momenti di vita che hanno segnato una comunità.

Nei giorni scorsi gli stintinesi si sono ritrovati nella chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione per salutare il parroco don Andrea Piras che proprio il 10 settembre terminava il suo incarico a Stintino. Ad attenderlo, adesso, c’è quello di rettore del seminario. Per il sacerdote, però, la data dei giorni scorsi è stata anche l’occasione per celebrare i 14 anni di vita consacrata, e «questo giornoha dettonon avrei pensato altro che condividerlo con la mia famiglia e con voi. Qui che sono stato abbracciato da una comunità preziosa ricca di talenti, desiderosa e intelligente».

Nel suo intervento, don Andrea Piras non ha dimenticato di ricordare i suoi predecessori che a Stintino hanno lasciato un importante segno nella comunità. A partire quindi da don Vittorio Prunas, il più “longevo” tra i parroci del paese, e a seguire don Piergiorgio Currelidon Franco Manunta, don Antonio Cuccureddu per finire con don Salvatore Fois. A sostituirlo, dal 29 settembre, sarà don Daniele Contieri.

È stato Giuseppe Benenati a tracciare alcuni momenti importanti del rapporto tra parroco e confraternita, tra questi: il gemellaggio con la confraternita di Santa Croce di Bastia, i due pellegrinaggi all’Asinara, le celebrazioni per i 150 anni del sodalizio e la pubblicazione del libro, la cerimonia per gli 80 anni della chiesa parrocchiale. «Si dice che il tempo voli quando si è in grata compagniaha sottolineato Giuseppe Benenati e questo è quello che provo oggi, nel ricordare il suo ingresso qui a Stintino. Sin da subito sorretto da determinazione, operosità e cura dello spirito».

«In questi nove anni sei entrato nelle nostre famiglie portando i sacramentiha detto Antonio Diana e non solo. Hai lasciato un segno, e per questo Stintino ti ringrazia. Con te abbiamo scoperto e ridato vita alle feste religiose del nostro paese. Abbiamo valorizzato il lavoro fatto con la festa per la nostra chiesa. Abbiamo trascorso 9 anni e adesso l’amministrazione e i cittadini ti augurano di trovare nuove soddisfazioni nel tuo nuovo incarico.»

Prima dei saluti finali, da una parte il consiglio della Confraternita e dall’altra l’amministrazione comunale, con il sindaco, il vice sindaco Angelo Schiaffino e l’assessora comunale al Turismo Francesca Demontis, hanno voluto omaggiare don Andrea Piras con alcuni doni in ricordo dell’amicizia e del sincero legame che ha unito Stintino al suo parroco.

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«Il Consiglio regionale, nella seduta di ieri, ha approvato un provvedimento importante che destina oltre dieci milioni di euro per le prestazioni aggiuntive del personale del sistema sanitario regionale e degli specialisti convenzionati interni. Questi fondi consentiranno di aumentare le ore di specialistica ambulatoriale anche nei presidi territoriali del Nuorese.»

Lo ha detto Pierluigi Saiu, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione Autonomia e Riforme.

«Grazie a questo intervento – aggiunge Pierluigi Saiu – sarà possibile dare una risposta concreta alle esigenze che vengono dal nostro territorio, dalla nostra provincia. In questo mesi ho avuto modo di ricevere moltissime sollecitazioni da chi chiedeva proprio il potenziamento di strutture poliambulatoriali. Non è chiudendo ospedali e reparti, come faceva il centrosinistra, che il sistema sanitario regionale può crescere. Attraverso queste risorse sarà possibile potenziare servizi essenziali che costituiscono, fra le altre cose, autentici presidi contro lo spopolamento delle zone interne.»

«La provincia di Nuoro – conclude Pierluigi Saiu – per anni è stata costretta a subire tagli e ridimensionamenti. Razionalizzazioni che altro non erano che chiusure. Finalmente adesso arrivano nuove risorse anche per il nostro territorio.»

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Enti locali, Quirico Sanna, nel corso dell’ultima seduta, ha deciso il rinvio della data delle elezioni dei presidenti dei Consigli provinciali, inizialmente fissata per il 5 ottobre prossimo. La nuova data verrà stabilita dal presidente della Regione, Christian Solinas, con proprio decreto, in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno del 2020.

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Anche la UGL sarda rivendica l’insularità in Costituzione.
«La Costituzione del 1948 contemplava al terzo comma dell’art. 119 un puntuale riferimento all’insularità – si legge in una nota del segretario territoriale Simone Testoni -. Le isole venivano considerate realtà svantaggiate dal punto di vista geografico, economico e sociale, da valorizzare ed alle quali destinare incentivi. Il legislatore costituzionale del 2001 ha, sprovvedutamente, eliminato dall’art. 119 ogni riferimento all’insularità, senza ridisciplinare la distintiva condizione delle zone insulari, dimenticando la loro evidente condizione di disequilibrio, dovuta alla collocazione nello spazio; situazione che incide sul trasporto, sul commercio, sul diritto alla salute e sull’istruzione. Dunque le Isole non hanno più avuto un trattamento specifico che tenesse conto della loro peculiarità e fragilità. Per di più, nonostante i trattati comunitari e internazionali, che riconoscono il principio di insularità, gli abitanti delle isole continuano ad avere uno svantaggio infrastrutturale e strutturale che impedisce di avere pari opportunità con il resto dei connazionali e dei cittadini europei. Ciò accade in considerazione della disciplina della concorrenza, elemento essenziale dell’integrazione europea, articolata su due aspetti principali: il controllo sul comportamento delle imprese in materia d’intese e concentrazioni; la limitazione degli aiuti di Stato ai produttori nazionali. Dunque, per l’Europa, la disciplina degli aiuti di Stato è prevalente rispetto a qualsiasi altro diritto.»
«La questione dell’insularità – conclude Simone Testoni – è stata affrontata più volte nel Parlamento europeo che, infatti, nel 1997 adottò una risoluzione per avviare «una politica integrata adeguata alla specificità delle regioni insulari dell’Unione europea» e poi, nel 1998, con il Trattato di Amsterdam, con il quale l’Europa riconobbe il principio che è necessario ridurre il divario esistente tra i livelli di sviluppo dei vari territori e colmare il ritardo delle regioni meno favorite, come le isole. Oltre non si è andati, nell’arco di più di dieci anni. Oggi la Sardegna la rivendica a gran voce e la nostra organizzazione sarà al fianco del Sardi nella legittimità richiesta.»

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L’Associazione Ottovolante Sulcis, nell’ambito del progetto “A Sant’Antioco per Antichi Sentieri”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, dal 19 al 29 settembre ospiterà in residenza artistica presso la Home Gallery di Sant’Antioco tre artisti sardi selezionati con specifico bando. La residenza artistica, a cura dell’architetto ed artista antiochense Claudio Rosa, intende promuovere percorsi di arricchimento culturale e di crescita artistico-professionale degli artisti emergenti attivi in Sardegna. Il progetto “Antichi sentieri” parte da una mappatura, realizzata con la partecipazione di esperti e appassionati di percorsi e mappe antiche, e si arricchisce di esperienze artistiche, musicali e visive, strettamente connesse al patrimonio naturale e umano di Sant’Antioco.

Le opere prodotte durante la residenza artistica comporranno un documento espressivo dei sentieri e dei luoghi dell’isola, interpretati secondo la sensibilità degli artisti visivi partecipanti al progetto. Gli artisti selezionati sono: Mattia Barbata (Iglesias, 1984) Diplomato all’Università di Sassari nella Facoltà di Scienze dei Beni Culturali, si avvicina alla fotografia, con un approccio all’antropologia visuale dopo studi svolti in Bolivia. Dal profondo legame con la sua terra d’origine scaturisce un forte interesse verso la rivalutazione, per mezzo del reportage fotografico, di siti in decadenza presenti sul territorio.

Rita Deidda (Cagliari, 1990) Durante il liceo scopre la fotografia e da allora prosegue il suo percorso alla scoperta della tecnica e della poesia di questo medium che le dà la possibilità di esplorare e con cui comunica. Ad essa ha unito nel tempo altre arti, tra le quali il collage, la legatoria, la scrittura, gli origami e il cucito.

Alessandra Sarritzu (Cagliari, 1991): La sua ricerca si concentra sul tema dell’identità, del senso di appartenenza, della memoria e dello scorrere del tempo e si sviluppa attraverso vari linguaggi come la fotografia, il suono e le installazioni. Fa parte del collettivo artistico Transhumanza che aspira a creare una connessione tra la ricerca artistica contemporanea e le zone rurali della Sardegna.

Inoltre, per favorire la conoscenza e l’interscambio tra artisti, dall’Associazione Ottovolante di Bologna sono stati invitati a partecipare:

James Beghelli  (nome d’arte di Andrea Baraldi) (Bologna, 1989) Diplomato al corso di Decorazione dell’Ambiente all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Assimila competenze in differenti ambiti, unendo illustrazione, stampa, fotografia e videomaking al fine di creare una figura poliedrica e funzionale. Il suo stile è trasversale alle discipline che padroneggia presenti nei suoi lavori.

Giampaolo Parrilla (Bologna, 1994) Dopo aver frequentato i corsi di Fumetto e Illustrazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha collaborato a diversi progetti di integrazione di rifugiati politici attraverso la pittura ed il fumetto. Il suo interesse è rivolto a disegnare spettacoli dal vivo attraverso la musica ed il teatro.

Sofia Cordoba (Montevideo, 1986) Regista e artista, incorpora differenti linguaggi al fine di comunicare più incisivamente. È interessata soprattutto alla regia cinematografica, alla fotografia e allo sviluppo creativo multimediale. Negli ultimi anni ha diretto numerosi documentari, video musicali, videoarte, video istituzionali e commerciali, focalizzandosi sullo sviluppo concettuale e visuale. A conclusione dell’esperienza di residenza artistica nei giorni 28 e 29 settembre il presidente dell’Associazione Ottovolante Sulcis, Paolo Balia, presenterà le opere prodotte in una esposizione, a cura di Claudio Rosa, aperta a tutta la comunità. 

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“L’occhio dietro la fotocamera” è la mostra realizzata dai ragazzi che frequentano il Centro diurno per disabili “Pensami Adulto”, gestito dalla Cooperativa Sociale NOA “Nessuno ostacoli l’apprendimento”.
La galleria fotografica è stata allestita nella saletta dei Pittori di piazza Roma.

Le immagini rappresentano icasticamente il passato e il presente della nostra città e dei suoi luoghi simbolo, le attività dei minatori e quelle portate avanti dai ragazzi del Centro per disabili “Pensami adulto”, tra cui si segnala la partecipazione a un laboratorio musicale culminato con la videoregistrazione di alcune canzoni di pregevole fattura.

Stamattina, a far visita alla mostra sono stati il sindaco Paola Massidda e la presidente del Consiglio comunale Daniela Marras, che si sono complimentati con i ragazzi per aver portato avanti con impegno e passione questa encomiabile iniziativa.

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Si terrà questo fine settimana, 14 e 15 settembre, a Nuraminis, la terza edizione di “Cumbidus. Incontri letterari tra le case di terra”, organizzata dall’Amministrazione Comunale con la direzione artistico-organizzativa della cooperativa Meela – Comunicazione e organizzazione eventi.

Cumbidus nasce dalla volontà di creare delle sinergie tra i vari aspetti della cultura del luogo, dove le case di terra cruda sono utilizzate non solo come location ma anche come vere  e proprie incubatrici di espressione artistica e sviluppo. D’altronde, nella realtà le case in terra cruda sono da una parte un monumento architettonico in grado di raccontare le tecniche di costruzione di un tempo, dall’altro un monumento civico in grado di raccontare gli aspetti sociali ed economici principali di una comunità. Ecco perché Cumbidus si svolge in questi luoghi identificativi.

La due giorni sarà un susseguirsi di appuntamenti che animeranno la vita di Nuraminis: dalle “discussioni letterarie” tra lo scrittore Flavio Soriga e l’antropologo Francesco Bachis alla presentazione dell’ultimo libro di Piergiorgio Pulixi; dal reading con Flavio Soriga e Renzo Cugis al concerto del duo blues Don Leone. Darà inoltre prestigio la partecipazione al tour delle case di terra cruda la presenza del professore e architetto Ugo Tonietti, che sarà ospite della manifestazione grazie alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Città della Terra Cruda. Il tutto sarà cadenzato da “is cumbidus”, banchetti organizzati dall’Associazione Cuochi della provincia di Cagliari e dalla Pro Loco di Nuraminis. La manifestazione sarà arricchita dai laboratori sulla creazione e l’uso della terra cruda, indirizzati sia ad adulti e sia a bambini e bambine organizzati dall’Associazione Terras, ci sarà inoltre una degustazione di vini organizzati da Le Strade del Gusto e dall’associazione Semyai. Gli eventi, ed i banchetti, sono tutti ad ingresso libero e gratuito; gli incontri serali saranno ospitati nel cortile di una casa campidanese privata, in via Portico 20, gentilmente messa a disposizione dell’evento.

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La Lega ha presentato una mozione in consiglio Regionale sugli sbarchi di migranti provenienti dal Nord Africa sulle coste del Sud Sardegna.
«Gli sbarchi diretti nell’Isola si sono concentrati sino ad oggi nelle coste del Sulcis Iglesiente – dice il consigliere regionale Michele Ennas, primo firmatario dell’iniziativa -. Spesso l’approdo avviene direttamente sulle spiagge in orari in cui sono presenti molte persone. Un evento negativo per tutto il territorio sardo, con riflessi sulla percezione di sicurezza dell’area e gravi ripercussioni negative per il turismo e quindi per l’economia del territorio.»

«La mancata identificazione – aggiunge Michele Ennas – rappresenta un potenziale rischio nella lotta al terrorismo. Inoltre si devono considerare anche i notevoli costi in termini economici e organizzativi per gestire le incombenze legate ai migranti approdati nell’isola. Con il decreto legge del 14/06/2019 n° 53 (cosiddetto Decreto Sicurezza BIS) sono state introdotte una serie di misure per il contrasto alle prassi elusive della normativa internazionale in materia di immigrazione e potenziamento dei rimpatri.»

«Destano preoccupazione le dichiarazioni di alcuni esponenti del partiti che hanno formato il nuovo governo nazionale in merito al tema immigrazione. La nostra mozione – conclude Michele Ennas – impegna il presidente della Regione ad interrogare il Governo Italiano, e nello specifico il Ministro degli Interni, su quali iniziative intendono adottare al fine di  arginare il flusso migratorio dal Nord Africa verso le coste della Sardegna e se è nella volontà di questo Governo attuare le misure necessarie per gestire i rimpatri dei migranti a cui sono state respinte le domande di richiesta asilo e che conseguentemente pone questi stranieri in una condizione di clandestinità sul territorio italiano.»