22 June, 2026

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Alcune associazioni hanno presentato nuove osservazioni al progetto di ammodernamento dello stabilimento Eurallumina di Portovesme, alla vigilia della Conferenza dei servizi in programma il 21 e 22 gennaio.

Secondo Legambiente Sardegna, «per l’area di Portoscuso tutte le analisi evidenziano la situazione di grave inquinamento diffuso su aria, suolo e falde conseguentemente ai ritardi nelle attività di bonifica ed ai necessari adeguamenti tecnologici e ambientali. La priorità assoluta è il radicale disinquinamento del territorio con la bonifica delle falde e dei suoli. Pertanto, sono inaccettabili i progetti aziendali di ampliamento del bacino fanghi rossi, incompatibili anche con le rigorose normative di tutela paesaggistica. Il DM 430/2018 – aggiunge Legambiente Sardegna – prevede la dismissione della centrale a carbone ENEL, per cui il vapordotto non appare realizzabile. La centrale a carbone dovrebbe essere convertita in una alimentata con GNL di cui però non esiste neppure il terminale. In sintesi, il progetto della Eurallumina appare fortemente contraddittorio con il complesso delle recenti normative e con la strategia espressa nella proposta di Piano nazionale integrato per l’energia ed il clima varata dal Governo».

Legambiente Sardegna sostiene che «la bonifica dei siti inquinati costituisce la priorità, da cui non si può prescindere e da attuare in tempi stretti: non sono più accettabili i tempi del piano di risanamento di Portoscuso ancora non concluso dopo oltre vent’anni; non appare corretto che il territorio di Portoscuso venga considerato un’area condannata alla compromissione irreversibile e nella quale alla situazione di inquinamento diffuso si proponga di aggiungere altri impianti inquinanti. E’ necessario che vengano affrontati con urgenza i problemi connessi con l’inquinamento diffuso del suolo, al fine di giungere rapidamente al superamento dell’ordinanza di limitazione al consumo per i prodotti alimentari. Qualsiasi nuovo intervento deve essere subordinato alla realizzazione del disinquinamento assolutamente indifferibile della falda e dei suoli (già previsti 20 anni fa dal piano di disinquinamento), adottando opzioni tecnologiche efficaci, specie in relazione a quelle che, in altri SIN, hanno dimostrato diverse criticità. Risulta contraddittoria ed inaccettabile dal punto di vista paesaggistico ed ambientale – aggiunge Legambiente Sardegna – la proposta di ampliare il bacino fanghi rossi che comporterebbe di lasciare in eredità alle generazioni future una collina artificiale, in riva al mare, da circa 60 milioni di tonnellate. L’attuazione del DM 430/2018 prescrive la chiusura della centrale a carbone di Portoscuso entro il 2025, rendendo di fatto improponibile la fornitura di vapore all’Eurallumina. Infatti, l’impianto deputato alla fornitura di vapore ed energia elettrica all’Eurallumina dovrebbe prevedere l’alimentazione a gas naturale (con necessaria riconversione della centrale esistente) la cui fornitura potrebbe però avvenire tra molti anni, dal momento che allo stato attuale non esiste né in Sardegna né a Portoscuso un terminale idoneo. In estrema sintesi, i contenuti del progetto Eurallumina risultano totalmente contraddittori con il complesso di recenti normative improntate ad una strategia basata sul disinquinamento dei territori, sviluppo delle fonti di energia da fonti rinnovabili e di chiusura delle centrali a carbone entro il 2025. Il progetto – conclude Legambiente Sardegna – appare non compatibile con la prospettiva ultimamente ribadita in maniera autorevole dalla proposta di piano nazionale integrato per l’energie edil clima, approvata dal ministero dello Sviluppo economico congiuntamente al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

Altre osservazioni sono state avanzate da Giacomo Meloni, segretario della Confederazione Sindacale Sarda; Domenico Scanu, presidente di ISDE, Medici per l’Ambiente – Sardegna; Graziano Bullegas, presidente di Italia Nostra Sardegna; e Marco Mameli, presidente di Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus, secondo i quali «le principali criticità rilevate riguardano la mancata attribuzione di un codice univoco ai fanghi destinati al Bacino dei Fanghi Rossi (BFR), criticità che si ripresenta anche nel nuovo progetto; le tecniche di coltivazione dei bacini C e D, che non appaiono conformi alla normativa sulle discariche, come già evidenziato in precedenti osservazioni il massiccio impiego di carbone per la fornitura di vapore all’Eurallumina da parte dell’ENEL; la generale assenza di benefici emissivi legati alla cogenerazione e, anzi, un peggioramento rispetto agli anni precedenti. Si fa anche notare che l’intervento dell’assetto cogenerativo ricade nella fattispecie per la quale è necessaria una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (la precedente era stata realizzata sulla base del precedente progetto). Desta, infatti, preoccupazione l’impatto sulla salute pubblica dell’intero progetto, localizzato all’interno di un Sito d’interesse nazionale per bonifica (S.i.n.) dove diversi studi epidemiologici hanno evidenziato l’esistenza di una situazione sanitaria problematica».

Giacomo Meloni, Domenico Scanu, Graziano Bullegas e Marco Mameli manifestano la loro contrarietà al rilancio della produzione di allumina da bauxite ed evidenziano una serie di carenze che – a loro parere – «rendono improcedibile la Valutazione d’impatto ambientale» e sostengono che «una delle principali novità del nuovo progetto dell’Eurallumina consiste nella rinuncia all”impianto CHP di proprietà, a favore del vapordotto ENEL-Eurallumina. L’impiego della centrale ENEL “Grazia Deledda” (già inserita dall’Agenzia Europea per l’Ambiente tra i 190 impianti più inquinanti d’Europa) in assetto cogenerativo comporterà la combustione di oltre 730.000 tonnellate di carbone/anno all’interno di un S.i.n, la cui caratteristica fondamentale è la necessità che i carichi inquinanti diminuiscano anziché aumentare. L’effetto di questo intervento – concludono Giacomo Meloni, Domenico Scanu, Graziano Bullegas e Marco Mameli – consiste nel rilanciare il ruolo del termoelettrico alimentato a carbone come erogatore di un servizio di base, proprio quando il nuovo corso della politica energetica comunitaria e italiana (vedi il recente Decreto 430/2018) prevede l’abbandono dei combustibili fossili.»

 

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Alle prossime elezioni regionali del 24 febbraio il Movimento 5 Stelle sarà presente in tutte le otto circoscrizioni elettorali. In queste ore, infatti, è terminata la raccolta delle firme richieste dalla normativa (1.500 per la circoscrizione di Cagliari, 500 per ognuna delle altre sette), grazie alla mobilitazione di attivisti, portavoce e parlamentari.

«Abbiamo ottenuto in pochi giorni un risultato incredibile che ha dimostrato quanto i cittadini siano vicini al Movimento – ha detto il candidato alla carica di governatore Francesco Desogus – e quanto forte sia la volontà di rinnovamento della politica in Sardegna. Il mio ringraziamento va, dunque, a tutti coloro che in questo modo hanno iniziato a sostenerci, in vista della dura battaglia che condurremo contro gli interessi rappresentati dei partiti tradizionali.»

«A causa di una regola assurda, la nostra è stata l’unica sigla ad aver dovuto raccogliere le firme per presentare le proprie liste, e questo nonostante il Movimento sia la prima forza in Parlamento e in Sardegna ha superato il 40 per cento dei consensi alle scorse politiche – ha concluso il candidato del Movimento 5 Stelle -. Tuttavia non ci siamo fatti scoraggiare. Gli attivisti si sono subito mobilitati e in pochi giorni abbiamo raccolto un numero decisamente superiore di firme certificate rispetto a quelle richieste. Per questo dico grazie a tutti gli attivisti e, soprattutto, ai cittadini che hanno firmato per noi.»

 

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L’assemblea del circolo di Fratelli d’Italia di Sant’Antioco ha votato all’unanimità lo scioglimento dell’organismo «per non scendere a compromessi imposti dai vertici regionali». «Con dispiacere – ha dichiarato il presidente Emanuela Pilia -, prendo atto della volontà dell’assemblea e, con dispiacere, visti i sacrifici fatti per tenere in piedi in circolo, l’ho sciolto ufficialmente».

«Alla luce dell’ultima candidatura espressa ed imposta dai vertici regionali di partito, il Circolo ha preso posizione e più volte ha chiesto al coordinamento regionale e provinciale di non presentare una candidatura che fosse estranea al partito e al circolo cittadino. Siamo stati tenuti all’oscuro sulle manovre di scelta del candidato locale a Sant’Antioco», dice Michele Pirosu, uno dei tesserati.

«La scelta del candidato di Sant’Antioco è stata fatta senza passare dal circolo cittadino – afferma il presidente uscente del Circolo – e, appresa la scelta del candidato espressione della nostra città, la maggioranza dei tesserati del circolo ha posto il veto da subito, esprimendo al coordinamento regionale la propria contrarietà alla candidatura del suddetto, proponendo altri candidati. La cosa più triste – aggiunge l’ormai dimissionario presidente del circolo -, è aver appreso da vie non ufficiali e non dal partito, la scelta del candidato, più volte contestato e di averlo scelto tra le fila di persone totalmente estranee al partito, soprattutto a livello cittadino e allo stesso circolo, presso il quale non si è mai presentato. Avremmo voluto che la base del partito, intesa come circoli e più volte lasciata intendere come cardine dell’ideologia di destra, fosse stata presa in considerazione dal coordinamento regionale e, soprattutto, provinciale, di cui faccio parte, come vice -, conclude Emanuela Pilia – ed esprime il suo rammarico per non aver trovato un punto d’incontro con il partito e per aver dovuto chiudere un circolo portato avanti con sacrificio e voglia di fare.»

Anche Simone Caddeo, fondatore e primo presidente cittadino, che ha assistito inerme alla caduta del Circolo, ma rimane vicino alla scelta dei tesserati e di Emanuela Pilia, ha espresso grande dispiacere: «Mi sarei aspettato una maggior tutela da parte del mio successore Pino Floris, commissario provinciale, invece il territorio è rimasto solo e senza voce in capitolo – dice Simone Caddeo -. Rimane fermo l’appoggio dei tesserati al partito nazionale e al suo presidente Giorgia Meloni e a Christian Solinas». 

Emanuela Pilia.

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Ieri sera i carabinieri della stazione di Cagliari-Sant’Avendrace hanno arrestato due giovani in flagranza di reato, N.N.M., 23 anni, e A.M., 18 anni, entrambi di Monserrato. I due, intorno alle 19.30, introdottisi nel punto vendita “Vestis e Fralù”, si sono impossessati di indumenti per il valore di 225,70 euro e, dopo averli privati nel dispositivo antitaccheggio ed occultati nella borsa in loro possesso, hanno oltrepassato la barriera casse senza pagare il corrispettivo. Sono stati bloccati dai militari, nel frattempo intervenuti poiché riconosciuti dal gestore quali autori del furto di ulteriori capi di abbigliamento, per il valore di 250 euro, perpetrato nella stessa mattinata con identiche modalità. La donna, destinataria della misura della permanenza domiciliare, verrà inoltre deferita anche per il reato di evasione, poiché, allontanatasi arbitrariamente dal proprio luogo di detenzione. La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Ieri pomeriggio i carabinieri della stazione di Cagliari San Bartolomeo, al termine di attività investigativa, hanno deferito in stato di libertà, per il furto in un esercizio commerciale, due donne di 20 e 21 anni, entrambe residenti a Sestu, poiché intorno a mezzogiorno, introdottesi nel punto vendita “Upim”, sito in piazza Repubblica, si sono impossessate di alcuni cosmetici e si sono allontanate senza pagare il corrispettivo. Sono state bloccate a breve distanza dal personale dipendente e dai militari intervenuti su disposizione della dipendente Centrale operativa. La merce recuperata, è stata restituita al legittimo proprietario.

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Dopo la bella impresa compiuta contro la capolista Basket Olbia (93 a 86), l’Automek Calasetta questa sera (inizio ore 20.00), gioca sul campo della Sef Torres, a Sassari, per la penultima giornata del girone di ritorno della fase di qualificazione del campionato di serie C Silver di basket maschile. La squadra di Simone Frisolone, quarta in classifica con 20 punti, frutto di 10 vittorie 5 sconfitte, punta alla vittoria per tenere il passo delle tre squadre che la precedono: Basket Olbia, Esperia Cagliari e Ferrini Legnami Delogu Quartu Sant’Elena.

Nel campionato di serie D, giunto alla seconda giornata del girone di ritorno, la Sulcispes, reduce dalla vittoria sulla Scuola Basket Cagliari (73 a 63), alle 19.00 gioca sul campo della Pallacanestro Nuoro, un avversario sulla carta ala portata della miglior Sulcispes formato esterno. La Scuola Basket Miners Carbonia, vittoriosa la scorsa settimana nel match casalingo con il Basket Quartu A.F. Motors (68 a 50), gioca ancora in casa, alle 18.00, con la Scuola Basket Cagliari.

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Il presidente della Regione Francesco Pigliaru lunedì 21 gennaio sarà a Neoneli, per la presentazione del progetto vincitore per la riqualificazione del Polo scolastico intercomunale, inserito nell’Asse 1 di Iscol@ (Scuole del Nuovo Millennio). Alle 10.30 è previsto, in Municipio, l’incontro con il sindaco Salvatore Cau e con gli altri primi cittadini dell’Unione dei Comuni del Barigadu. Alle 10.45 è in programma la visita nella scuola elementare, in via Scano. Alle 11.45, dopo la tappa a Casa Cherchi, verrà illustrato nella sala comunale “Corale”, in via Roma 83, il progetto della nuova scuola. Oltre al presidente Francesco Pigliaru e ai sindaci, interverranno il dirigente scolastico Luca Tedde, con gli alunni e gli insegnanti, e i progettisti.

 

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Uno sguardo differente sulle origini della salute, della malattia e delle dipendenze, attraverso gli insegnamenti di Bruno Gröning (Danzica 1906–Parigi 1959). Sarà proiettato sabato 26 gennaio dalle 14.30, in contemporanea a  Cagliari, Alghero e Carbonia, il film diretto da Thomas Eich.
Questi nel dettaglio gli appuntamenti: Cagliari, centro Shunya, via Chiara Lubich 32; Alghero, Hotel La Margherita, via Sassari 70; Carbonia, Gruppo Comunità Marconi, via Marconi 65. Inoltre il 19 gennaio, alle 15,15, è prevista una proiezione rivolta ai giovani, a Cagliari, presso l’Hostel Marina – Scalette di San Sepolcro, 2.

“Il fenomeno Bruno Gröning” racconta la vita e l’impegno di un laico tedesco dalla forte spiritualità e ripercorre la via da lui indicata verso l’equilibrio psico-fisico, in armonia con se stessi e con l’ambiente circostante.

Il film si sviluppa attraverso documenti audio originali materiale d’archivio e dà voce ai testimoni dell’epoca che raccontano di essere stati liberati da gravi sofferenze. Fatti straordinari e inspiegabili che conquistarono le prime pagine sui giornali dell’epoca.

Per il suo aiuto Bruno Gröning rifiutava di accettare anche un solo centesimo. A distanza di 60 anni, il suo messaggio è più che mai attuale e la sua eredità spirituale è raccolta all’interno del “Circolo per l’Aiuto Naturale nella Vita”, associazione di volontariato diffusa in tutto il mondo attraverso le comunità, che già Bruno Gröning in vita aveva fatto nascere.

Per l’impegno nella promozione della pace e della tolleranza, nel 2013 il “Circolo” è stato premiato, presso la sede dell’Onu, con il “Peace Pole” da parte della Ong World Peace Prayer Society.

L’ingresso è libero a offerta volontaria.

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Un paese che con grande generosità accoglie dentro i suoi confini oltre un milione di profughi in arrivo dal Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Somalia, Ruanda ed Eritrea. È il caso dell’Uganda, grande un quinto meno dell’Italia con un Pil pro capite di 520 euro (cinquanta volte minore del Pil italiano) ma con la forza di un’ospitalità che lo contraddistingue. Di questo modello di cui si parla poco a livello internazionale si è discusso a Cagliari, all’Hostel Marina, nel corso di un incontro promosso dalla Regione a cui ha preso parte l’assessore degli Affari generali Filippo Spanu. La Sardegna ha stipulato con la regione ugandese del West Nile un patto di collaborazione con il quale si intende portare nel paese subsahariano, con il supporto dell’Enas e dell’Università di Sassari, buone pratiche nel campo dell’approvvigionamento idrico e del rimboschimento.

«Siamo di fronte a un paese che, nonostante i problemi, ha fatto da molti anni una scelta orientata all’accoglienza senza pregiudizi e con senso di apertura – ha detto Filippo Spanu – che è un grande esempio in tempi di rigida chiusura delle frontiere. Un caso che dovrebbe indurre a riflettere sulle scelte dell’Europa che invece vanno nella direzione opposta.»

L’assessore degli Affari generali ha anche ricordato che «con l’Uganda la Sardegna ha stipulato un accordo di collaborazione che supera il modello di cooperazione decentrata per andare incontro , in un rapporto da pari a pari, alle reali necessità di un territorio in difficoltà che deve far fronte a una presenza massiccia di persone provenienti da altri Stati africani. Abbiamo avviato il percorso, ora stiamo preparando i progetti che presto saranno sottoposti al vaglio delle strutture del ministero degli Esteri per ottenere i necessari finanziamenti».

All’incontro sono intervenuti Caesar Kotevu, dell’Ufficio Immigrazione del ministero degli Affari Esteri ugandese, il direttore e il vice direttore del giornale on line Africa Express Massimo Alberizzi e Cornelia Toelgyes. Caesar Kotevu ha spiegato che il modello ugandese mira ad aumentare l’autosufficienza delle due comunità: rifugiati e popolazione locale. Secondo Alberizzi e Toelgyes si tratta di un’esperienza che alla vecchia Europa, sempre più impaurita e ripiegata su sé stessa, dovrebbe servire come esempio.

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Procede a vele spiegate il viaggio della nave di “Capitani coraggiosi”, la stagione di teatro dedicata ai ragazzi organizzata e curata da Cada Die Teatro, sotto la direzione artistica di Tatiana Floris e Silvestro Ziccardi. Anche quello di domani, domenica 20 gennaio, sarà un pomeriggio ricco di appuntamenti alla Vetreria di Pirri. Si parte alle 16.00, con i laboratori “Parole a manovella”, a cura dei Cemea, e “Nella pancia del teatro”, condotto da Giovanni Schirru, direttore tecnico di Cada Die Teatro.
Sempre dalle 16.00, Occhio al Desiderio!: il Teatro Tages di Agostino Cacciabue e Rita Xaxa porta in scena i desideri spontanei espressi dai bambini. Nello spettacolo, pensato per uno spettatore alla volta, è il sorteggio a decidere quale desiderio viene rappresentato a ogni apertura di sipario (il progetto è realizzato in collaborazione con l’Ufficio Poetico del Festival Tuttestorie).

Alle 17.00 la “Merenda” e alle 17.30 andrà in scena al Teatro La Vetreria “I canti di Tuttestorie”, del Teatro dallarmadio, uno Zibaldone teatrale e musicale dai Festival Tuttestorie di Cagliari, con i testi di Bruno Tognolini, le musiche originali e la regia di Antonello Murgia, con Fabio Marceddu, Antonello Murgia e Tiziana Pani.
Lo spettacolo mette insieme tre corti teatrali scritti da Bruno Tognolini per le ultime tre edizioni del festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie. Il primo, TANA!, indaga sul tema dell’abitare ed è interpretato da due Lumache che illustrano l’evoluzione della specie umana e di quella Lumacoide.
Il secondo, “Sorpresa!”, vede in scena due Angeli pescatori: Urrà, che si entusiasma per tutto, e Uffa, eterno scontento, che vanno alla ricerca del pesce Sorpresa, per pescare le cose belle umane e condividerle con le Umane genti. Nel terzo, EXTRA!, i fondatori dell’improbabile Circhetto MinEXTRA, Petruscka Jolce, brusca ma dolce, e Dimitri Sasha, che tutto sfascia, artisti delle piazze che raccontano cose straordinarie e pazze, cercano di insegnare al loro apprendista Arietto a diventare un Extra, per poi scoprire che le cose più extraordinarie di ogni bambino sono l’unicità e la normalità. Un separè segna i cambi repentini da un corto all’altro, dove le canzoni fanno parte integrante del tessuto drammaturgico. Quasi un piccolo Music Hall “I canti di Tuttestorie”, con sette brani tematici cantati e suonati dal vivo.

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«La rete regionale di giardini fenologici che la Sardegna sta realizzando a partire da Sorradile e che si estenderà anche a Desulo e Tissi, fornirà un significativo apporto nelle azioni di contrasto al mutamento climatico: un vero e proprio strumento di monitoraggio dei fenomeni meteoclimatici grazie ai dati che verranno raccolti nel tempo dall’analisi dello sviluppo vegetativo. Con la nascita del “Giardino fenologico europeo” di Sorradile, infatti, stiamo gettando le basi per un significativo contributo all’intera rete europea e per una migliore qualità di vita della popolazione residente.»

Lo ha detto l’assessora della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, intervenendo ieri alla presentazione del progetto ‘Cultivar’ per la realizzazione del Giardino fenologico, organizzato dal Comune di Sorradile in collaborazione con Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna.

La rete regionale, che partirà da Sorradile con la preziosa collaborazione dell’Arpas, risulta composta da giardini localizzati in contesti territoriali rappresentativi distinti, uno in pianura uno in collina e l’altro in montagna.

«Il costante monitoraggio previsto nella rete ci permetterà anche di tenere sotto controllo le minacce derivanti dalle specie aliene invasive e dall’incremento di patogeni – ha aggiunto Donatella Spano -. L’attività di raccolta dati realizzata dall’Arpas consentirà la precoce individuazione delle emergenze, dei rischi di espansione e la pianificazione di interventi correttivi in tempi rapidi.»

A causa della vulnerabilità di tutta l’area mediterranea, la Regione ha rafforzato tutte le politiche di contrasto ai mutamenti climatici.

«Durante il mio mandato – ha sottolineato ancora l’assessore Donatella Spano – è sempre stato fortissimo l’impegno delle politiche regionali per la tutela della biodiversità, attraverso azioni mirate al mantenimento e la valorizzazione del patrimonio boschivo – rilanciato anche dalla legge forestale regionale – e all’estensione della rete Natura 2000. Il Mediterraneo è tra le regioni più vulnerabili per gli impatti dell’aumento delle temperature, con ripercussioni su siccità e incendi, e per la crescita dell’intensità e frequenza degli eventi meteorologici estremi che la nostra isola ha registrato specialmente negli ultimi anni, come nel caso della grave siccità del 2017 e dei fenomeni alluvionali dei mesi scorsi.»

L’assessore dell’Ambiente si è congratulata con il sindaco Pietro Arca e con la comunità di Sorradile, «un Comune pioniere nel portare avanti dei progetti dall’alto valore ambientale e primo in Sardegna ad essersi dotato di un proprio Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, a marzo 2017». L’intervento di rigenerazione del paesaggio del Lago Omodeo può dare un contributo essenziale anche alla fruizione turistico-ricreativa del territorio.

«Plauso al comune di Sorradile per aver inserito i temi ambientali e climatici nella progettazione territoriale. Inoltre il turismo attivo costituisce anche una modalità di educazione ambientale, la più efficace poiché basata sull’esperienza.» 

Vediamo come nuove modalità di occuparsi della sostenibilità ambientale dei nostri territori costituiscano occasione per la creazione di nuove opportunità lavorative unendo l’educazione ambientale, la fruizione e la ricerca.

«I cosiddetti green jobs necessitano di un nuovo tipo di formazione che richiede capacità nuove, legate all’ambiente e alla sostenibilità ambientale. Per questo stiamo chiedendo con forza al ministro dell’Ambiente affinché intervenga assieme al ministro della Pubblica Istruzione e del Lavoro per adeguare il sistema scolastico a questa necessità – ha concluso l’assessore dell’Ambiente – invitando gli amministratori presenti a dare continuità alle azioni intraprese, che potranno essere valorizzante anche a livello internazionale grazie all’inserimento nella rete fenologica europea.»