22 June, 2026

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Sono due italiani, Gianni Iorio e Matteo Casula, i vincitori della prima edizione del Concorso internazionale di composizione per bandoneòn “Heinrich Band”, organizzato dall’associazione Anton Stadler e dall’Accademia internazionale del bandoneòn, in collaborazione con il Conservatorio di Cagliari “G.P. da Palestrina”.

Nei giorni scorsi la giuria internazionale presieduta da Juanjo Mosalini (compositore e docente di bandoneòn nel Conservatorio di Parigi “Genevilleurs”), ha concluso le operazioni di valutazione delle opere arrivate nei mesi scorsi da tutto il mondo.

Gianni Iorio, foggiano, già vincitore di prestigiosi premi nazionali e internazionali sia come pianista che come bandoneonista, si è aggiudicato la vittoria nella categoria “Opere per trio, per quartetto o per quintetto o per bandoneòn e quartetto d’archi”.

Matteo Casula, nato a Iglesias, pianista e compositore diplomato nel Conservatorio di Cagliari, che ha vanta già la partecipazione a importanti concorsi pianistici in cui si è sempre classificato alle prime posizioni, ha vinto nella categoria “Opere per bandoneòn solo e altro strumento” e si è aggiudicato anche il premio speciale “Compositore under 35”, messo in palio dalla fabbrica tedesca di bandoneòn “Bandonion Fabrik”.

Nessun vincitore, invece, nella sezione “Opere per bandoneón e orchestra d’archi o orchestra da camera”, in cui i partecipanti non sono riusciti a raggiungere il punteggio minimo richiesto. Sono andate comunque delle menzioni speciali a Francesco Venerucci, Giulian Graciano, Leonardo Terrugi e Omar Khoan.

Oltre che da Juanjo Mosalini, a far parte della giuria sono stati Fabio Furìa, direttore artistico dell’Accademia internazionale di bandoneòn, Emilio Capalbo, docente di composizione nel Conservatorio di Cagliari, Yvonne Hahn, docente di bandoneòn nel Conservatorio du Grand Avignon.

«Non mi aspettavo una così alta partecipazione, visto che si tratta della prima edizione del concorso – dice il direttore dell’Accademia internazionale di bandoneòn Fabio Furìa, che è anche docente nel Conservatorio di Cagliari –. Le opere arrivate sono state tutte di altissimo livello e la giuria è riuscita a lavorare con grande armonia e serenità».

«Questo concorso dà sostanza al Bandoneòn che il nostro Conservatorio ha deciso di valorizzare – afferma il direttore del “Palestrina”, Giorgio Sanna – Tale percorso è stato favorito anche dal grande lavoro svolto da Fabio Furìa che in questi anni è riuscito a stimolare l’utenza tanto da portare ad iscriversi da noi decine di studenti. Ci auspichiamo che questo Concorso possa ancor più favorire la conoscenza e lo sviluppo a Cagliari della cultura del Bandoneòn. Come non essere orgogliosi, inoltre, del premio ottenuto dal nostro validissimo studente Matteo Casula, tale risultato conferma la già consolidata tradizione e l’ottimo livello della nostra scuola di Composizione.»

Il concorso, intitolato all’inventore del bandoneòn, nasce con l’obiettivo di rinnovare e arricchire il repertorio dello strumento che ancora oggi viene associato quasi sempre al genere tango, senza tener conto del fatto che si tratta invece di uno strumento estremamente versatile, adatto a infiniti generi musicali.

Il concorso è stato organizzato con il patrocinio della Fondazione di Sardegna e della Bandonion Fabrik di Klingental.

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E’ stato perfezionato oggi a Roma, nella sede di Utilitalia, il finanziamento di 200 milioni per investimenti sulle infrastrutture (reti, potabilizzatori, depuratori) del servizio idrico della Sardegna, concesso ad Abbanoa spa (gestore unico del Servizio idrico integrato, SII nella regione), dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI).

Per accedere al finanziamento, Abbanoa ha affrontato e superato con successo una due diligence tecnica e finanziaria condotta dalla Banca europea per gli investimenti, chiusa con esito positivo nello scorso mese di settembre. I tecnici della Bei, sulla base dei risultati economici, finanziari e patrimoniali e del progetto industriale di sviluppo logistico e tecnologico della società, hanno esaminato e valutato l’importante piano investimenti pluriennale. Il finanziamento BEI sostiene l’impegno finanziario di una parte significativa del masterplan investimenti del Gestore, pari complessivamente a 800 milioni di euro, che è caratterizzato da alcuni obiettivi strategici tra i quali particolare rilievo assume quello della piena compliance ambientale e della gestione attiva delle reti di distribuzione funzionale alla prevenzione della dispersione di risorsa.

Tra gli investimenti strategici si annoverano anche quelli finalizzati all’adozione di sistemi tecnologici aderenti alla filosofia  della Industry 4.0 e alla realizzazione dell’efficienza idraulica ed energetica del sistema isolano, molto complesso, articolato nei 24.000 kmq dell’intera regione. Costituisce linea prioritaria di intervento anche la realizzazione di alcuni interventi sperimentali in materia di trattamento di rifiuti urbani (umido domestico) nel processo di depurazione per la produzione di biogas e la gestione dei fanghi con riuso in agricoltura.

«Siamo impegnati per garantire  un servizio di qualità in una Regione dalle caratteristiche uniche – ha spiegato Sandro Murtas, direttore generale di Abbanoa -. I 68 abitanti/kmq presenti in Sardegna richiedono una organizzazione del lavoro e una dotazione infrastrutturale idonea a garantire il servizio anche nel luogo più isolato e meno abitato con la gestione dei picchi di domanda estiva che portano numerosissime località a decuplicare le presenze. L’assenza di acque di falda costringe a far ricorso a bacini artificiali di accumulo della risorsa da cui proviene l’85% dell’acqua distribuita che viene potabilizzata prima di poter essere immessa in rete. Una complessità gestionale – ha concluso Sandro Murtas – che necessita di investimenti mirati, competenze tecniche e standard progettuali elevati, oltre ad un forte orientamento al cambiamento ed alla massima adesione alla filosofia della Industry 4.0, capace di sostenere l’enorme sforzo infrastrutturale soprattutto dei territori a bassa concentrazione

«I finanziamenti al settore idrico integrato e di contrasto ai cambiamenti climatici rappresentano uno dei pilastri dell’attività della BEI, in particolare in Italia – ha detto Miguel Morgado, direttore per l’Italia e i Balcani -. Il finanziamento a lungo termine perfezionato con Abbanoa è un’operazione di successo che permette, unitamente ai Fondi Strutturali gestiti dall’Unione Europea, di supportare un articolato piano degli investimenti sull’intero ciclo delle acque, con significative ricadute positive sui cittadini di tutta la Sardegna, un’importante regione di convergenza

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Nel pomeriggio di venerdì 11 gennaio 2019 (a vent’anni esatti dalla scomparsa di Fabrizio De André) è stata presentata in anteprima a Pavia, presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, la seconda edizione ampliata del volume “La mia prima volta con Fabrizio De André. 515 storie” a cura di Daniela Bonanni e Gipo Anfosso, edito da Ibis.

Le storie, che raccontano la propria, personale iniziazione” a Fabrizio De André (come-dove-quando-con chi è successo), da 305 sono diventate 515. Questo interesse sempre vivo testimonia il fatto che Fabrizio De André è ancora tanto amato e presente nel nostro immaginario collettivo: di fatto si conferma essere sempre più il “filo rosso” che unisce vite e generazioni. Tanta è la voglia di raccontare e raccontarsi in rapporto al mitico Faber – dichiarano i due curatori -, che sono stati chiamati a presentare la prima edizione del libro in tutt’Italia e lo hanno fatto in osterie, biblioteche, librerie  e in qualche festival letterario.

Scrivono Bonanni e Anfosso: «Sono storie  scritte da persone di ogni età, dai 10 agli 82 anni. Da persone comuni e personaggi famosi (tra cui musicisti e stretti collaboratori di De André). Tutti inseriti, rigorosamente e molto democraticamente, in ordine alfabetico. Questa edizione, oltre al messaggio pieno d’affetto di Dori Ghezzi, è impreziosita da una introduzione – accurata e appassionata – di Enrico De Angelis. In collegamento con la nuova edizione del libro, in segno di omaggio a Fabrizio De André, si propone l’iniziativa: #deandregoccedimemoria 2019: dedicato a Fabrizio De André. Vent’anni dopo. Si tratta di una proposta semplice: dare un segnale, inserire “frammenti di De André” nelle nostre attività quotidiane. Una canzone, un testo, un pensiero di Fabrizio nella scaletta dei concerti (pop, rock, jazz, rap, musica classica…) per chi è musicista, nelle programmazioni scolastiche per chi è insegnante, nella playlist dell’I Pod, nelle librerie, nelle biblioteche… Ma anche nei negozi e negli uffici in cui lavoriamo. Una sorta di “De André diffuso”, perché mai come ora, in tempi sempre più cinici e disumani, sentiamo il bisogno, la necessità di divulgare la sua musica, la sua poesia, la sua direzione ostinata e contraria».

Adesioni: #deandregoccedimemoria, indicando generalità, luogo, titolo e breve descrizione dell’iniziativa. Info: danielabonanni52@alice.it ; gipoanfosso@gmail.com

Blog:  primavoltacondeandre.tumblr.com  /  Facebook @primavoltacondeandre».

La giornata pavese in ricordo di De André si è conclusa a Spaziomusica con l’omaggio da parte di diversi cantanti e gruppi musicali. Il cantautore sardo-pavese Antonio Carta ha cantato due pezzi di De André: “Monti di Mola” (testo in gallurese) e “Inverno”; con lui hanno suonato Giovanni Lanfranchi al violino e Matteo Zanesi alle percussioni.

***

Ed ecco qui di seguito “la prima volta con Fabrizio De André” di Paolo Pulina (Ploaghe, 1948)

Quando uscì, nel 1963, il terzo 45 giri di Fabrizio De André, con i pezzi  Il fannullone e Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, anche in una classe di quinta Ginnasio del Liceo classico “Domenico Alberto Azuni” di Sassari, cominciarono subito a circolare – in una specie di samizdat – le parole trasgressive ed i contenuti  dissacratori di una figura mitizzata nella manualistica storica come Carlo Martello, contenuti molto più “intriganti” di due “licenze poetiche” pur presenti nei versi (Carlo Martello non era re, ma solo “maestro di palazzo” dei re Merovingi; la battaglia di Poitiers avvenne nel 732 nel mese di ottobre, non “nella calda primavera”).

Nel mio paese natale, Ploaghe, vicino a Sassari, in una famiglia di pastori come la mia non era certo disponibile un giradischi né c’erano le possibilità economiche di comprare degli oggetti voluttuari come i 45 giri.

Era successo però che, in cambio di numerose forme di formaggio pecorino, una famiglia che stava per emigrare in Francia, nei primi anni Sessanta, ci aveva  consegnato una vecchia, ingombrante RadioMarelli e lo Zingarelli, il famoso dizionario della lingua italiana: due strumenti di acculturazione sicuramente non di prima necessità vitale nel luogo di nuova residenza della famiglia costretta all’espatrio alla ricerca di un lavoro.

Avendo potuto ascoltare fortunosamente “Carlo Martello” alla radio anche io potei vantare il “privilegio emozionante” (secondo il ben conosciuto meccanismo del  “fascino del proibito”) di aver sentito dalla viva voce di Fabrizio De André quelle “parole brutte” e dissacranti che non potevano non sollecitare l’interesse dei giovani  allevati in un contesto socio-culturale (prima metà degli anni Sessanta) di asfissiante pruderie che la studiosa Nora Galli de’ Paratesi si apprestava a documentare addirittura in un volume degli Oscar Mondadori (1969; ma l’edizione originale presso Giappichelli di Torino  era del 1964) con un titolo ineccepibilmente scientifico ma veramente ostico per la comprensione da parte di lettori comuni, cioè Le brutte parole: semantica dell’eufemismo. Sicuramente la spiegazione riportata in copertina dell’edizione economica era più intelligibile (“Uno studio sulla censura del linguaggio; l’interdizione verbale operata dall’inconscio, dal pregiudizio, dal pudore e dalla convenienza; le parole proibite nell’italiano, nei dialetti, nei gerghi”)  anche rispetto al sottotitolo originale che era “L’eufemismo e la repressione verbale: con esempi tratti dall’italiano contemporaneo”.

Da allora Fabrizio De André per me ha significato “trasgressività” e nel clima di rivoluzione sessuale inaugurato nel 1968 dal movimento studentesco la “favola d’amore” intitolata “La canzone di Marinella” ha trovato la sua più adatta collocazione e valorizzazione, diventando la colonna sonora di molte reali storie d’amore.

***

Scritta questa testimonianza – racconta Paolo Pulina -, da sardo, in omaggio a De André innamorato della Sardegna, mi sono divertito a tradurre nella variante logudorese della lingua sarda (Faber avrebbe certo apprezzato di più la variante gallurese, quella parlata nei luoghi a lui cari giustappunto in Gallura, ma non è la mia parlata materna…) La canzone di Marinella, in versione ovviamente cantabile.

Sa cantone de Marinella

Custa de Marinella est s’istòria bera 

chi in d’unu riu at illitàdu in berànu 

ma su entu chi l’at bida gai bella 

da-i su riu l’at giuta subra un’istèlla. 

Sola, chena amméntos de dolore,

vivías chena sónnios de amore, 

ma unu re, chena corona e chena iscorta 

at tzoccàdu tres bortas a sa porta. 

Biancu che-i sa luna  at su cappéddu 

che-i s’amore  ruju at su mantéddu 

tue l’as sighídu chena una rajone 

comente unu pitzínnu sighit s’abbilòne.

E bi fit su sole e aías ojos beddos

e isse t’at basadu laras e capíddos, 

bi fit sa luna e aías ojos istràccos 

isse t’at postu  sa  manu  in sos fiancos 

et fint meda basos et fint meda risíttos

poi fint solu sos frores bellítos   

e sas istèllas ant bidu cun própios ojos

trèmere sa pedde tua pro entu e basos. 

E naran poi chi cando ses torràda

in su riu chissà comente che ses falàda

e isse  chi non cheria a ti crèere morta 

at tzoccàdu àteros chent’annos a sa porta. 

Custa est sa cantone tua, Marinella, 

chi ses bolàda in chelu subra de un’istèlla 

e comente totu sas pius bellas cosas 

as vívidu solu una die comente sas rosas.

e comente totu sas pius bellas cosas 

as vívidu solu una die comente sas rosas.

Traduzione in logudorese di Paolo Pulina

La canzone di Marinella

Questa di Marinella è la storia vera

che scivolò nel fiume a primavera

ma il vento che la vide così bella

dal fiume la portò sopra a una stella.

Sola senza il ricordo di un dolore

vivevi senza il sogno di un amore

ma un re senza corona e senza scorta

bussò tre volte un giorno alla tua porta.

Bianco come la luna il suo cappello

come l’amore rosso il suo mantello

tu lo seguisti senza una ragione

come un ragazzo segue un aquilone.

E c’era il sole e avevi gli occhi belli

lui ti baciò le labbra ed i capelli

c’era la luna e avevi gli occhi stanchi

lui posò la sua mano sui tuoi fianchi

furono baci e furono sorrisi

poi furono soltanto i fiordalisi

che videro con gli occhi delle stelle

fremere al vento e ai baci la tua pelle…

Dicono poi che mentre ritornavi

nel fiume chissà come scivolavi

e lui che non ti volle creder morta

bussò cent’anni ancora alla tua porta.

Questa è la tua canzone Marinella

che sei volata in cielo su una stella

e come tutte le più belle cose

vivesti solo un giorno, come le rose

e come tutte le più belle cose

vivesti solo un giorno come le rose.            

Fabrizio De André

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Il nuovo piano di investimenti di McDonald’s prevede l’assunzione di 180 giovani per il mese di gennaio 2019 da inserire presso i diversi ristoranti. Tutti gli interessati potranno partecipare alla prima fase di selezione rispondendo ad alcune domande e inserendo il proprio curriculum vitae. Chi supererà tutte le fasi di selezione potrà entrare a far parte dell’azienda, dopo aver seguito un percorso di formazione e crescita professionale che ne valorizzerà i punti di forza, dando l’opportunità di lavorare in un contesto giovane, informale e dalla forte identità di gruppo. Oggi McDonald’s è presente in Italia con oltre 500 ristoranti aperti in tutte le regioni e… 

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_mcdonalds_gen_2019.html .

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Al fine di consentire l’assolvimento degli adempimenti previsti in occasione della presentazione delle liste dei candidati prevista dalle ore 8.00 di domenica 20 gennaio alle ore 20.00 di lunedì 21 gennaio 2019, l’Ufficio Elettorale del comune di Carbonia, sito in via XVIII Dicembre, osserverà orari di apertura straordinari:

• Venerdì 18 gennaio, apertura anche nelle ore pomeridiane, dalle ore 15.30 alle ore 19.00;

• Sabato 19 gennaio, la mattina dalle ore 9.00 alle ore 13.00; il pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 19.00;

• Domenica 20 gennaio, orario continuato dalle 8.00 alle 20.00;

• Lunedì 21 gennaio, orario continuato dalle 8.00 alle 20.00.

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L’Associazione Culturale Sardinian Events nell’approfondire e dare impulso alle finalità associative promuove, attraverso il presepe, la cultura del territorio legata alla religiosità popolare ricca di riti e di gestualità unte alle consuetudini e al folkclore del Sulcis. Per questa ragione, i soci di Sardinian Events, nella ricerca delle memorie del passato  predispongono, negli allestimenti presepiali, quegli aspetti che ci portano al ricordo di antiche consuetudini.

Proprio per questa particolarità di ricerca e di proposizione di tematiche, il presepe di Portoscuso, grazie all’impegno dei soci, ha ottenuto ampi consensi di critica da parte del pubblico nei più importanti eventi natalizi nazionali ed internazionali tanto da essere sollecitati per il Natale 2018 dal Movimento lavoratori Cattolici della diocesi di Brescia, a partecipare al 45° Concorso “Il Mio Presepe” con la riproposizione di un’antica consuetudine di fine Ottocento e della prima metà del secolo scorso, quando la solidarietà non mancava nemmeno in tempi difficili; nei giorni antecedente il Natale era d’uso, da parte delle famiglie abbienti, inviare alle famiglie più povere  pane, carne, formaggio e dolci (sa mandada), in modo che tutti potessero vivere  il Natale festeggiando con  un pasto più ricco e abbondante del normale, dove solitamente la carne era una pietanza eccezionale, riservata a pochi giorni all’anno, come Natale o altre ricorrenze.

Questa tematica ha suscitato nella commissione giudicatrice un particolare interesse, tanto da assegnare al presepe allestito nella frazione di Paringianu, un riconoscimento quale premio assoluto per la migliore interpretazione su ben 300 presepi presi in visione.

Sabato 19 gennaio, alle ore 15,00, presso l’Auditorium Ballestrieri, alla presenza del sindaco di Brescia prof. Emilio del Bono, di mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia e di Autorità civili e religiose, si terrà la cerimonia di premiazione dei presepi iscritti al 45° Concorso indetto dal Movimento Lavoratori Cattolici della Diocesi di Brescia.

Dopo i riconoscimenti ottenuti dal Congresso Internazionale sulle tradizioni svoltosi a Malta, la partecipazione alla Mostra Internazionale d’Arte Presepiale di Giffoni, ora Sardinian Events aggiunge al suo medagliere un altro riconoscimento frutto di impegno dell’associazione che, in questi anni, continua a promuovere e a stimolare interesse per la cultura e le tradizioni portoscusesi.

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Dopo Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ecco Silvio Berlusconi. Domani il leader di Forza Italia arriva in Sardegna per una serie di incontri programmati nell’arco di due giorni, in vista del voto per le suppletive nel Collegio uninominale di Cagliari, in programma domenica 20 gennaio, a sostegno della candidatura di Daniela Noli. Le elezioni si sono rese necessarie dopo le dimissioni del deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Mura, finito al centro delle polemiche per le assenze alla Camera ed espulso dal Movimento.

Silvio Berlusconi parteciperà ad iniziative in tutti gli 8 Comuni chiamati al voto. Inizierà a mezzogiorno a Quartu Sant’Elena, da dove si sposterà alle 12.45 a Monserrato ed alle 13.30 a Quartucciu e chiuderà la prima giornata a Cagliari, dalle 19.30, in piazza Giovanni XXIII.

Venerdì mattina l’ex presidente del Consiglio incontrerà gli elettori, alle 10.00, in uno dei caffè storici di Cagliari, il bar “Mariuccia” di Pirri, si sposterà alle 11.00 a Sinnai, alle 11.45 a Maracalagonis in piazza del Comune, alle 12.45 a Burcei in piazza Is Griffonis, e chiuderà la giornata e il tour elettorale in Sardegna, alle 14.30, a Villasimius.

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Giovedì 17 gennaio, alle 18.00, presso la Biblioteca comunale di Iglesias “Nicolò Canelles”, in via Antonio Gramsci 11, Walter Cappicciola presenterà il volume L’Altra Atlantide. Civiltà scomparse, antiche conoscenze, megalitismo e Sardegna (Arkadia Editore). Dialogherà con l’autore Clara Congia.

“L’Altra Atlantide” prende in considerazione l’esistenza di una o più civiltà evolute esistite prima di quelle attestate storicamente a partire dal 10.000 a.C.. La spaventosa portata dei cataclismi che cancellarono la grande civiltà che precedette la nostra è stata tramandata oralmente e poi riportata nei testi più antichi dai Sumeri, nei testi egiziani, nella Bibbia, nei libri sacri indiani e da Platone. Contribuiscono a delineare una storia meno nebulosa le recenti scoperte archeologiche che colmano in parte i vuoti che intercorrono tra la scomparsa della grande civiltà prediluviana e l’emergere dei primi popoli storici. In questo contesto, ruolo di primaria importanza giocarono la Sardegna e le genti che la abitarono. Appare anche più chiara la funzione che il megalitismo sardo si ritagliò nella cornice degli eventi generali, poiché si inseriva in un flusso di conoscenze ereditate dalla civiltà scomparsa. Walter Cappicciola ci porta dentro una storia “diversa”, misteriosa ed affascinante.

Walter Cappicciola, laureato in ingegneria chimica, curioso e avido lettore, ha indirizzato la propria ricerca sulla storia e l’archeologia. Nel 2010 ha pubblicato la sua prima opera, “Antiche Civiltà Scomparse”, in cui espone la teoria, oggi largamente condivisa, della dislocazione dei poli geografici e delle conseguenze catastrofiche occorse sul Pianeta dalla fine dell’ultima Era Glaciale al Terzo diluvio universale. Le sue ipotesi di studio sono state al centro di numerosi dibattiti e conferenze.

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Sono iniziati nei giorni scorsi, a Calasetta, i lavori di completamento delle opere di urbanizzazione primaria della zona Pip. La prima fase di intervento riguarda la creazione di un collegamento tra l’area di insediamento produttivo e la zona che conduce al Tupei Resort, nel vivo delle campagne calasettane.

A breve verranno avviati i lavori per la sistemazione della “strada di penetrazione dell’area Pip” e della “strada interna dell’area Pip”: soprattutto nel caso della seconda, sarà necessario un lavoro ulteriore di ottimizzazione della carreggiata al fine di creare un sistema stradale ordinato e funzionale.

«Sul piatto è disponibile un investimento di 175 mila euro derivanti da un fondo D.u.p.i.m. del Documento unico programmatico isole minori – spiega il sindaco Antonio Vigo – con cui si doterà l’area anche di un sistema di fognature e canali, nonché di un impianto di illuminazione capillare con pali in acciaio alti 8 metri.» Inclusa nel ridisegno del Pip, anche la creazione di marciapiedi con cordonata, sempre nell’ottica della sicurezza stradale e del cittadino.

Sebbene si tratti di interventi capaci di apportare significative ripercussioni migliorative sull’economia di Calasetta, in vista della volontà di rivalorizzazione delle attività locali, il progetto non comporterà alcun mutamento rilevante in termini ambientali: come osserva Antonio Vigo, «sono interventi di lieve entità che si armonizzano con l’ambiente circostante: non a caso saranno mantenute le caratteristiche dei luoghi e la loro morfologia».

 

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Il Parlamento europeo ha approvato la nascita di InvestEU, un nuovo programma comunitario per sostenere gli investimenti e l’accesso ai finanziamenti dal 2021 al 2027. Il nuovo programma InvestEU segue e sostituisce l’attuale FEIS (Fondo europeo per gli investimenti strategici), istituito dopo la crisi finanziaria.

Mercoledì scorso, i deputati hanno adottato alcuni emendamenti per migliorare la proposta della Commissione europea, tra cui:

  • l’aumento della garanzia del bilancio UE a 40,8 miliardi di euro (ai prezzi correnti) per mobilitare oltre 698 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi in tutta l’UE (la Commissione ha proposto 38 miliardi di euro per mobilitare 650 miliardi di euro);
  • obiettivi nuovi e più chiari, come l’aumento del tasso di occupazione nell’UE, la realizzazione degli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima o la coesione economica, territoriale e sociale;
  • una migliore protezione del clima: un obiettivo di “almeno il 40%” della dotazione finanziaria complessiva del programma InvestEU per gli obiettivi climatici;
  • l’introduzione di un comitato direttivo per garantire il giusto equilibrio tra l’esperienza politica e bancaria nella gestione del programma. Un membro nominato dal PE farà parte del comitato;
  • la Commissione e il comitato direttivo dovrebbero riferire annualmente al Parlamento e al Consiglio sui progressi, l’impatto e le operazioni del programma InvestEU per garantire una migliore responsabilità nei confronti dei cittadini europei.

La relazione è stata approvata con 517 voti favorevoli, 90 contrari e 25 astensioni.