7 September, 2026

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Nel periodo estivo il Museo dei Paleoambienti Sulcitani (PAS) Martel, ubicato presso l’ex officina meccanica del sito minerario di Serbariu, sarà aperto dal martedì alla domenica nei seguenti orari:

la mattina dalle 10.00 alle 13.00;

il pomeriggio dalle 15 alle 18.30.

Il Museo PAS Martel della Grande Miniera di Serbariu fa parte del Sistema Museale della città di Carbonia (SiMuC), il quale comprende – oltre alla struttura citata – il Museo Archeologico di Villa Sulcis e due aree archeologiche di grande rilievo come Monte Sirai e Cannas di Sotto.

«Acquistando il biglietto cumulativo cittadini e turisti potranno visitare tutti i siti del Sistema Museale ad una tariffa conveniente – ha spiegato l’assessore alla Cultura Sabrina Sabiu -. Il modo migliore per godere di tutte le bellezze archeologiche, paesaggistiche e naturalistiche che fanno parte del grande patrimonio della nostra città.»

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Ieri sera il Consiglio regionale ha approvato gli articoli del testo unificato sulla lingua sarda. Il presidente Gianfranco Ganau ha aperto la seduta alle 16.39. Dopo le formalità di rito, il Consiglio ha ripreso l’esame del Testo Unico sulla lingua sarda interrotto la scorsa settimana subito dopo l’approvazione dell’art. 8.  La discussione è ripartita dall’art. 9 “Norma ortografica e norma linguistica di riferimento della lingua sarda” considerato il cuore della nuova disciplina di tutela dell’idioma isolano e sul quale nelle scorse settimane si sono confrontate le forze di maggioranza.

Sull’ordine dei lavori ha chiesto la parola il consigliere di Forza Italia Antonello Peru per segnalare la grave situazione in cui si trovano i diabetici sardi per la mancata fornitura dei sensori per la glicemia. «E’ una situazione preoccupante – ha detto Antonello Peru – sarebbe opportuno che l’assessore alla Sanità Luigi Arru riferisse in Aula. Arrivano ogni giorno numerose segnalazioni, abbiamo appreso dei gravi disagi che si trovano ad affrontare i diabetici sardi, in particolare i bambini. Tanti di questi pazienti saranno presto costretti a rivolgersi alle strutture sanitarie di altre regioni, in particolare il Piemonte, dove i sensori vengono forniti gratuitamente».

Il presidente Gianfranco Ganau, dopo aver ringraziato il consigliere Peru, ha messo in votazione l’emendamento n. 126. Per dichiarazioni di voto è intervenuto il consigliere di Forza Italia Stefano Coinu che, in fonnese stretto, ha rivelato all’aula la tentazione di esprimersi nella parlata del suo paese in modo da rendere difficoltoso l’ascolto: «Se parlo in fonnese probabilmente qualcuno mi insulterà, se uso l’italiano rischio che nessuno mi ascolti – ha detto Stefano Coinu – ma ho fede e provo a dire alcune cose importanti nel tentativo di convincere la maggioranza dei consiglieri a desistere». Secondo Stefano Coinu, il tema in discussione avrebbe meritato un trattamento diverso: «Sono certo che le buone intenzioni non bastano per produrre buone cose. Esitare per forza e a qualunque costo questa legge può provocare un aborto. Ciò che uscirà da quest’Aula sarà negativo, apprezzo l’impegno del relatore ma quando si arriva a trattare un argomento di questa portata a fine mandato si produce solo un danno».

Prima della votazione, l’emendamento n. 126 è stato ritirato.

Successivamente è stato messo in votazione l’emendamento n. 377 che è stato respinto con 28 no e 19 sì.

Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione l’emendamento all’emendamento n396 che sostituisce totalmente il testo dell’art. 9. La proposta correttiva prevede l’istituzione di una Consulta regionale che avrà il compito di individuare un’unica norma linguistica di riferimento e una norma ortografica che tenga conto delle macrovarietà linguistiche e letterarie campidanese e logudorese e delle parlate diffuse nelle singole comunità locali. 

Il capogruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni, pur  apprezzando lo sforzo dei proponenti (Pinna-Deriu-Zedda P.) li ha invitati a un ulteriore riflessione sul contenuto dell’emendamento. «Il testo ripropone quanto espunto in precedenza con la soppressione dell’art. 2 – ha sottolineato Attilio Dedoni – meglio sopprimere i punti 4 e 9 che fanno riferimento a macrovarianti e a standard delle parlate alloglotte.. Se così fosse l’emendamento si potrebbe votare. Altrimenti ritengo sia divisivo del popolo sardo. Serve una lingua ufficiale, tutte le altre possono essere parlate. Quanto alla Consulta mi sembra una nuova pletora di nominati. Se l’articolo resta tale non lo votiamo. State obbligando il popolo sardo a dividersi anche sulla lingua».

Stefano Coinu (Forza Italia), dopo aver annunciato il suo voto contrario, si è soffermato sulla Consulta per la lingua proposta dalla norma: «Qui dentro siamo 60 consiglieri e stiamo discutendo da giorni – ha detto Stefano Coinu – pensate davvero che una Consulta di 28 esperti possa decidere all’unanimità? Questo emendamento non mette d’accordo chi d’accordo non è. Meglio fare un passo indietro in favore della lingua e dell’unità linguistica».

Rossella Pinna (Pd), prima firmataria dell’emendamento, ha difeso l’impianto della norma. «Voglio tranquillizzare chi esprime dubbi – ha detto Pinna – non c’è né l’intento di dividere né quello di prevaricare la volontà del popolo sardo. Parliamo di una comunità regionale che ha il dovere di partecipare alla definizione della grafia e dello standard linguistico della lingua sarda. C’è rispetto nei confronti di una Consulta numerosa in cui tutti sono rappresentati. Il comma 4 prevede una proposta che non è vincolante ma tiene conto non solo delle macrovarietà del sardo ma di tutte le parlate locali e tiene conto del lavoro fatto in questi anni».

Alessandra Zedda (Forza Italia) ha espresso apprezzamento per la collega Pinna ma, allo stesso tempo, ha manifestato forti perplessità sul metodo seguito nella discussione della legge: «Proponendo una nuova norma ortografica rischiamo di aggravare la situazione oltre che procedere in modo antidemocratico. L’individuazione di una norma linguistica e ortografica doveva essere fatta dal Consiglio ma non ci sono le condizioni. Stiamo andando avanti a tentoni. Il rischio è dividere un popolo anziché unirlo».

Roberto Deriu (Pd) ha invece difeso il contenuto dell’emendamento: «Sono d’accordo con Attilio Dedoni e Stefano Coinu, le motivazioni esposte sono quelle che ci hanno indotto a presentare l’emendamento – ha spiegato Roberto Deriu – dobbiamo fare in modo che su questa legge confluisca il dibattito di 30 anni, un dibattito che non si esaurisce qui dentro. Mi pare giusto individuare un organismo ristretto, rispetto alla complessità del tema e alla ricchezza delle posizioni, per elaborare una proposta. In questo modo parteciperanno anche le comunità locali. Esprimo il mio voto favorevole ed invito a non ostacolare questo processo».

Il relatore della legge Paolo Zedda (Art. 1 – Mdp) ha spiegato le ragioni che hanno convinto i proponenti a presentare l’emendamento: «I motivi sono due: il primo è la ricerca di una koinè del sardo a seguito di decine di incontri sulla standardizzazione, il rispetto delle varietà che hanno dato vita a un dibattito amplissimo, a tratti infuocato. L’altra ragione è rappresentata dalla decisione di rinunciare all’istituzione dell’Agenzia sarda delle lingue. I suoi compiti sono affidati in questo emendamento a una Consulta che lavorerà a titolo gratuito per individuare le norma linguistiche ed ortografiche tenendo conto delle varietà del sardo ma con lo scopo di produrre norme unificanti valide per tutti».

Posto in votazione l’emendamento all’emendamento n. 396 è stato approvato con 25 voti a favore e 14 contrari. A seguito del via libera all’emendamento sostitutivo totale sono stati dichiarati decaduti tutti gli altri emendamenti.

Il presidente Gianfranco Ganau ha quindi messo in discussione l’art. 10 “Certificazione linguistica”. Dopo aver ottenuto i pareri della Commissione e della Giunta sugli emendamenti, il presidente ha messo in discussione l’emendamento n. 5=206=289=378 che è stato respinto.

Approvato invece l’emendamento all’emendamento n. 395 che sostituisce il comma 5 dell’art. 10. Il nuovo testo stabilisce che «nelle more dell’adozione del sistema di certificazione linguistica la conoscenza della lingua sarda e del catalano di Alghero è certificata in via provvisoria dall’assessorato competente in materia, previa valutazione da parte di una commissione nominata a tale scopo». L’emendamento introduce inoltre il comma 5 bis che recita: «Tali certificazioni possono essere utilizzate per le finalità previste dalla presente legge solo fino alla messa a regime delle modalità di rilascio della certificazione prevista dal presente articolo».

Disco verde anche per l’emendamento n. 239 che estende le modalità di certificazione previste dal comma 5 dell’art.10 anche per il sassarese, gallurese e tabarchino.

Successivamente il Consiglio ha approvato con 28 voti a favore e 17 contrari, il testo dell’art. 10.

Cancellato, invece, con la votazione dell’emendamento soppressivo totale n. 210 (Deriu-Cocco Pietro) l’articolo 11 della legge che prevedeva l’istituzione della Agenzia sarda per le lingue.

Stessa sorte per l’articolo 12 “Statuto, struttura organizzativa e personale dell’Agenzia Sarda per le lingue”, eliminato con l’approvazione dell’emendamento soppressivo totale n. 211 ( Deriu-Cocco).

E’ quindi intervenuto il capogruppo dei riformatori Attilio Dedoni che ha chiesto chiarimenti sul contenuto degli articoli precedentemente approvati lamentando un modo di procedere confusionario.

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda: «Stiamo facendo l’esatto contrario di ciò che si dovrebbe fare nella formazione di una legge. Si procede in modo schizofrenico. Si cassano articoli che potrebbero aver una utilità successiva».

Critico anche Marco Tedde (Forza Italia): «E’ un modo di lavorare singolare. Abbiamo censurato il metodo che ha prodotto una babele di linguaggi. Siamo passati da un’esplosione di particolarismi a un accentramento verso una fonte unica.  Tutto questo all’interno di un percorso pasticciato. Abbiamo chiesto di arrivare alla massima condivisione. Il fatto che vengano proposti emendamenti soppressivi che vengono condivisi è la prova che l’impianto della legge è un fallimento totale. La maggioranza sta destrutturando un provvedimento che essa stessa ha proposto. Questo perché il progetto aveva necessità di una ristrutturazione totale. Non lo avete voluto fare, avete preferito scomporlo e decomporlo. Alla fine sarà un risultato negativo che non accontenterà nessuno».

Il relatore Paolo Zedda (Art. 1 – Mdp) ha spiegato i motivi della cancellazione dell’Agenzia sarda per le lingue: «La decisione di sopprimere l’agenzia è arrivata dopo una riflessione meditata – ha detto Zedda – ci sono due ragioni: la prima è che si aveva paura di un nuovo carrozzone. L’altra è rappresentato dai tempi. Non si può fare un Agenzia in questa legislatura. Così abbiamo deciso, anche a malincuore, di procedere con uno strumento più agile come la Consulta. Su questo punto c’è l’impegno della Giunta».

All’articolo 13 è stato presentato l’emendamento 212 ed altri aggiuntivi.

Per l’on. Stefano Coinu (FI) «i colori del tabellone cambiano anche su proposte identiche, a secondo di chi è il proponente. Non ho scoperto l’acqua calda: mi sembra di essere finito in un romanzo di Kafka, in una babele legislativa che invito a demolire prima che ci caschi addosso. Abbiamo una atavica tendenza alla divisione e dobbiamo contrastarla per garantirci un maggiore peso politico anche in Europa. Da Abbasanta a Zerfaliu tutti i dialetti vanno difesi: ci manca solo che venga nominato un commissario per la lingua sarda».

Ha preso poi la parola l’on. Paolo Zedda, che ha detto: «Una norma ortografica può essere capace di rappresentare tutte le varietà del sardo e l’articolo 13 e anche l’articolo 19 con la rete degli sportelli linguistici sono norme fondamentali per ravvivare e diffondere la lingua nelle istituzioni. Sarà la Sardegna con la Regione, non più il ministero, a gestire gli sportelli»”.

Per il Pd è intervenuto l’on. Roberto Deriu (Pd), che ha risposto all’on. Coinu: «Sono importanti le sue considerazioni ma io non sono d’accordo sul fatto che il Consiglio non debba più svolgere il suo ruolo perché siamo vicini alle elezioni. Ogni nostra valutazione risente sempre di cosa succede nella società sarda, anche se le elezioni sono vicine. Noi possiamo avviare una procedura di riesame dell’esperienza pregressa per non fare quegli errori che paventava l’onorevole Coinu. Oggi noi facciamo passi avanti e questa legge è davvero condivisibile: mi fa piacere che stiano arrivando segnali favorevoli anche dall’opposizione. E non è un male, anzi: vuol dire che questo testo lo si sta capendo davvero».

L’on. Gianluigi Rubiu (Udc) ha preso la parola e ha detto: «Questo testo è soltanto l’inizio ma l’impianto normativo è criticato da più parti, non solo da noi. Non è una legge che convince:questo testo nega l’unitarietà della lingua sarda. Sarà necessario proseguire nel percorso iniziato, anche con interventi scientifici sulla lingua sarda e scongiurando la divisione localistica che porta al blocco dei processi di modernizzazione e standardizzazione del sardo».

L’Aula ha poi approvato un pacchetto di emendamenti di maggioranza: si tratta del 390 (Zedda); 382 (Usula sui corsi alla cittadinanza e sul sostegno alle imprese nella comunicazione in lingua sarda); 388 (Congiu sugli sportelli linguistici a Carloforte, in Gallura, a Sassari e Alghero); 389 (Cacciotto – Tedde sullo sportello linguistico nel territorio di Alghero) e il 212 (Deriu) sull’attività e sul funzionamento degli sportelli linguistici.

Esaminato l’articolo 14, l’Aula ha approvato l’emendamento soppressivo totale 213.

All’articolo 15 sono stati presentati l’emendamento soppressivo totale 214 (col parere favorevole del relatore on. Paolo Zedda) ed il 347 (invito al ritiro). Il 214 è stato approvato mentre il 347 è decaduto.

All’articolo 16 il relatore ha dato parere favorevole agli emendamenti 215 (soppressivo totale), 348, 78; parere contrario agli emendamenti 312, 271, 89, 79, 90.

Sull’emendamento 215 l’on. Marco Tedde (FI) si è lamentato «per la quantità di emendamenti soppressivi che vanno in direzione contraria al lavoro fatto in commissione». Il vicecapogruppo del Pd, on. Roberto Deriu, ha replicato così: «E’ del tutto normale che si modifichi un testo in Aula, soprattutto quando ce n’è bisogno. Altrimenti, che ci stiamo a fare noi qui? A passare le carte?».

Della stessa opinione l’on. Piermario Tendas (Pd): «Una volta che abbiamo fatto decadere l’articolo 12 e l’Agenzia della lingua sarda è chiaro che decadono tutte le norme collegate come il direttore dell’agenzia. Per due anni la commissione ha fatto il suo lavoro e le sue audizioni e mai una volta l’opposizione ha avuto da lamentarsi, se non per l’idea dell’agenzia della lingua sarda».

Sempre per il Pd l’on. Rossella Pinna ha aggiunto che «proprio il contenuto dell’articolo 16 è riportato nell’emendamento 396. Sarebbe il caso che qualcuno abbandonasse i preconcetti».

Per il relatore on. Paolo Zedda «il comitato tecnico scientifico confluisce nella Consulta e non decade mentre sull’Agenzia abbiamo tenuto conto delle obiezioni dell’opposizione».

L’emendamento 215, soppressivo dell’articolo 16, è stato approvato.

Anche l’articolo 17 è stato soppresso con l’approvazione dell’emendamento 216. E così l’articolo 18 per effetto dell’approvazione del soppressivo totale 217.

All’articolo 19 sono stati presentati emendamenti. Il 349 (Congiu e più) è stato respinto mentre è stato approvato il 222 (soppressivo del comma 3 dell’articolo 19).

Approvato anche l’emendamento 397 (Zedda e Cacciotto) sulle lingue delle minoranze storiche.

Sì dall’Aula all’emendamento 260 e anche al 259 e il 258 (Tedde e Cacciotto). Il presidente Ganau ha messo in votazione il testo dell’articolo 19, che è stato approvato. Respinto invece l’emendamento 141 (Fuoco). La Commissione e la Giunta hanno espresso il parere sull’articolo 20 e sugli emendamenti. Approvato l’emendamento 223 (Deriu), soppressivo del comma 5 dell’articolo 20; respinto il 35 (Contu). Approvato il 272 (Cacciotto, Tedde) sulle minoranze storiche nella politica linguistica regionale.

L’Aula ha poi approvato il testo dell’articolo 20.

Successivamente il Consiglio ha approvato l’art. 21 (Toponomastica e cartellonistica in lingua sarda) il cui testo è stato integrato dai seguenti emendamenti: 225 (soppressione comma 4). 273 (inserimento di catalano di Alghero, sassarese, gallurese e tabarchino). 224 (catalogazione, in collaborazione con le autonomie locali, del patrimonio linguistico e toponomastico storico). 230 (denominazione della toponomastica di Alghero a cura del Comune). 80 (specifici accordi con Anas, province e comuni per la segnaletica stradale bilingue). 

L’art. 22 (Comunicazione eventi culturali e promozione del territorio in lingua sarda) è stato modificato dai seguenti emendamenti: 229 (soppressione del comma 2) .274 (inserimento del catalano di Alghero, del sassarese e del tabarchino)

L’art. 23 (Quota regionale dei piani di studio) è stato integrato dai seguenti emendamenti: 275 (inserimento del catalano di Alghero). 391 (inserimento di catalano di Alghero, sassarese, gallurese e tabarchino).

Sull’articolo, il relatore Paolo Zedda ha sottolineato che si tratta di una competenza importantissima che consentirà di studiare la storia sarda nelle scuole grazie alla c.d. legge Moratti che assegna alle Regioni la facoltà di indicare i contenuti del 20% dei programmi.

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha osservato che la quota regionale del  20%  esiste da sempre ed è stata riconosciuta anche dalla Corte costituzionale, aggiungendo che evidentemente «gli assessori regionali succedutisi del tempo non se ne sono occupati».

L’art. 24 (Coordinamento dei compiti in materia di uso e insegnamento della lingua sarda) è stato modificato dai seguenti emendamenti: 226 (soppressione della lettera E del comma 2) 267 (soppressione dell’aggettivo “sarda”), 276 (inserimento della dizione “lingue delle minoranze storiche”), 257 (inserimento della dizione “lingue delle minoranze storiche”), 128 (aggiunta della dizione “pianificazione del percorso educativo partendo dalla parlata locale”), 392 (inserimento della dizione “di apprendimento”).

L’art.25 (Insegnamento della lingua strada e utilizzo veicolare) è stato integrato dai seguenti emendamenti: 278 (inserimento della dizione “delle lingue delle minoranze linguistiche e quello nelle lingue delle minoranze storiche”), 279 (idem), 256 (idem) ,281 (idem) ,255 (idem), 240 (inserimento della dizione “al sassarese, gallurese e tabarchino”), 280 (inserimento della dizione “catalano di Alghero”).

L’art. 26 (Insegnamento della storia e della letteratura della Sardegna) è stato modificato dal seguente emendamento: 241 (abrogazione del comma 3), 358.

L’art. 27 (Laboratori didattici extracurriculari in lingua sarda) è stato modificato dai seguenti emendamenti: 242 (soppressione del comma 4), 282 (inserimento della dizione “catalano di Alghero, sassarese, gallurese e tabarchino”).

L’art. 28 (Docenti di lingua sarda) è stato integrato dai seguenti emendamenti: 283 (soppressione della parola “sarda”), 58 (soppressione della parola “prioritariamente”), 284 (soppressione della parola “sarda”), 285 (idem), 60 (reclutamento di docenti esterni qualificati nelle istituzioni scolastiche) 393 (soppressione della dizione “qualora non via sia disponibilità di docenti”), 227 (inserimento al comma 2 della dizione “assicura la tenuta”).

L’art. 29 (Docenti di lingua sarda) è stato modificato dai seguenti emendamenti: 243 (soppressione del comma 3), 286 (inserimento della dizione “catalano di Alghero, sassarese, gallurese e tabarchino”).

L’art. 30 (Interventi nei settori dei mass media, dell’editoria, dell’informatica e del web) è stato integrato dai seguenti emendamenti: 244 (soppressione del comma 5), 287 (rimando alla definizione di “lingue” del comma 1), 254 (idem), 253 (idem), 246 (idem), 247 (idem).

L’art. 31 (Contratto di servizio per la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo) è stato integrato dai seguenti emendamenti: 248 (inserimento della dizione “lingue delle minoranze storiche”), 236 (inserimento di “catalano di Alghero, sassarese, gallurese e tabarchino”).

L’art. 32 (Collaborazione con le università della Sardegna) è stato modificato dai seguenti emendamenti: 83 (soppressione delle parole “della Sardegna”), 249 (soppressione delle parole “lingua sarda”), 84 (istituzione della “Academia de su sardu” con il compito di ricerca e consulenza sulle caratteristiche strutturali e funzionali della lingua), 383 (inserimento della dizione “e della sua evoluzione”).

L’art. 33 (Sostegno ad organismi privati) è stato approvato assieme ai seguenti emendamenti: 245 (soppressione del comma 2) 288 (inserimento della dizione “catalano di Alghero, sassarese, gallurese  e tabarchino”).

L’art. 34 (Interventi a favore delle arti proprie della Sardegna) è stato integrato dai seguenti emendamenti: 251/252 (soppressione della parola “sarda”), 394 (inserimento della dizione “catalano di Alghero, sassarese, gallurese a tabarchino”).

Gli articoli (Modalità attuative), 36 (Concessione dei contributi), 37 (Clausola valutativa) e 39 (Abrogazioni e modifiche legislative) sono stati approvati senza emendamenti.

L’art. 40 (Norma finanziaria) è stato completamente sostituito dall’emendamento della Giunta n. 169.

Al termine di questa votazione il presidente ha tolto la seduta riconvocando il Consiglio per questa mattina alle 10.30. Inoltre ha comunicato l’elenco dei componenti della commissione speciale di inchiesta sul sito industriale di Ottana: Forma, Cozzolino, Deriu, Solinas, Contu, Congiu, Coinu, Gaia, Rubiu, Crisponi, Cocco Daniele, Truzzu e Usula. La commissione si riunirà alle 15.30 per l’insediamento.

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BLACK AS COAL” (Nero come il Carbone) è il quinto album della band del cantante, chitarrista ed autore cagliaritano Salvatore Amara, che ha composto musiche e testi. E’ un concept album che ruota attorno alle miniere ed al mondo che le circonda, per la cui realizzazione l’autore ha tratto ispirazione da Su Gridu de su Minadore (1904), poemetto scritto dal poeta di Tresnuraghes Sebastiano Moretti Pittanu (1868-1932), ambientato nella Sardegna di fine ‘800, rivisto e musicato in chiave rock-blues da Salvatore Amara.

“Il durissimo lavoro in condizioni disumane e deplorevoli dei minatori, le angherie e le difficoltà da questi quotidianamente vissute – spiega Salvatore Amara – ed anche la necessità di ribellarsi e far fronte comune contro sfruttatori ed oppressori; questo è il tema di “BLACK AS COAL“,  Nero come il Carbone”.

Le canzoni vanno dalla title track “Black as Coal”, che apre e chiude l’album in due versioni completamente differenti, a “So far away from home”, una ballad nella quale si intrecciano chitarra elettrica e dobro; “Horses”, che nel suo ritmo ricorda l’incessante galoppo dei cavalli, e “Los Moros” (I Mori), poesia in musica dedicata dall’autore alla nostra isola. La brillante e divertente, almeno quanto a portamento, “Fallin’ down” e, infine, “Let’s fight!”, il cui titolo è già di per sé sufficiente per capire il contenuto del testo. Tutti brani questi firmati da Salvatore Amara, il quale, tuttavia, non ha omesso alcuni i richiami alla tradizione americana, allo spiritual & al country-blues, con i classici “Mary had a little lamb”, “Swing low, sweet Chariot” e “John Henry”, che narra la storia del minatore afro-americano che sfidò, vincendo, i martelli pneumatici e le trivelle, giusto per restare in tema!

Il poemetto Su Gridu de su Minadore (1904) a cui si ispira l’album BLACK AS COALè stato tradotto grazie alla preziosa collaborazione del poeta cagliaritano Gianni Mascia.

Salvatore Amara & The Easy Blues Band

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Dal 6 al 15 luglio, a Dolianova, torna per la sua terza edizione il festival Street Books, scrittori, lettori e libri. “Le storie siamo noi” sarà il tema della manifestazione che vedrà protagonisti scrittori, musicisti e artisti per dieci serate all’insegna della letteratura, della musica, del teatro, del cibo e del buon vino, organizzate dal Circolo dei Lettori Miele Amaro. 

L’iniziativa verrà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà giovedì 28 giugno, alle ore 11.00, in piazzetta Savoia, a Cagliari, alla presenza del sindaco di Dolianova Ivan Piras, dell’assessore della Cultura Francesco Fenu e del direttore artistico del festival Gianni Stocchino.

 

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Il cuore dell’Ogliastra si prepara ad ospitare la “Festa del gusto”. A Tortolì, da venerdì 29 giugno a domenica primo luglio, molti stand dedicati allo street food, insieme a hobbisti e artigiani, sono pronti a “illuminare” il Corso Umberto e la via Monsignor Virgilio, in pieno centro città. Non solo sapori nazionali (con cibo tipico di Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania e Sicilia) e internazionali (Argentina, Brasile, Cuba, Spagna e Usa) ma anche gusti cento per cento sardi. Meglio, ogliastrini, come nel caso delle ostriche “Le Fabrizie”, proposte dalla cooperativa dei pescatori di Tortolì.

E, se il cibo è il protagonista principale, c’è spazio anche per un prelibatissimo “contorno” fatto di musica e spettacoli: dagli scatenanti balli latino americani sino al seducente flamenco, con la presenza delle famosissime ballerine brasiliane carioca e con anche la musica country. Il maxi “villaggio” del gusto totalmente gratuito, organizzato dal team di InvitaS con il patrocinio del comune di Tortolì, apre i battenti venerdì 29 giugno alle diciotto. Stesso orario anche per sabato e domenica.

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Il ritorno ufficiale sulle scene musicali di Awana Gana avverrà sabato 30 giugno a Sanremo con lo spettacolo “La Gigante e il Bambino” e con il poliedrico showman (speaker storico di Radio Montecarlo, conduttore, attore) ci sarà la giovanissima diciassettenne Erika Piras, in compagnia dell’inseparabile violino (che suona dall’età di 5 anni), con la sua vocalità intensa e matura, nonostante la sua giovane età. Erika, finalista di Area Sanremo 2017, proprio in questi giorni ha affrontato la prima tappa delle nuove selezioni 2018, superando la prima fase, e ritenterà la scalata verso il palco dell’Ariston per il prossimo Festival 2019.

Lo spettacolo si sviluppa attraverso musica, letture, musical ed intrattenimento ironico, in un crescendo di emozioni dove si intrecciano le 2 voci, quella dell’eterno Peter Pan che vive in Awana (Il Bambino) e quella dell’enfant prodige Erika (La Gigante), in un repertorio internazionale che spazia dalle canzoni di De André a classici francesi rivisitati come “Les Feuilles Mortes” a successi sudamericani come “Besame Mucho”, oltre a brani inediti composti da Igor Nogarotto, produttore ed autore di Erika Piras, nonché direttore artistico e regista dello spettacolo.

Ecco un’anticipazione del concerto, realizzata live durante la presentazione del progetto alla conferenza stampa realizzata al Grand Hotel & Des Anglais, la stessa location che ospiterà l’evento, dalle ore 20, il prossimo 30 giugno. Nel video “Les Feuilles Mortes”: https://youtu.be/MMemON9AXTA.

Il progetto “La Gigante e il Bambino” si avvale del patrocinio della Regione Liguria. Media Partner è LILT “Lega Italiana Per La Lotta Contro I Tumori” per la quale vi sarà una raccolta fondi durante gli spettacoli. Lo show è prodotto da Flying Music e dall’etichetta discografica Samigo.

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Luigi Arru, ha accolto la proposta di nomina di Gianmario Demuro, su designazione d’intesa dell’Università degli studi di Cagliari e del presidente della Regione quale presidente dell’Organo d’indirizzo dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari.

Approvati l’assegnazione di poco meno di 400mila euro all’Azienda Brotzu per investimenti in due reparti dell’ospedale Businco, lo stanziamento di un milione di euro per le cure termali, i criteri di ripartizione delle somme versate dalle aziende farmaceutiche per le procedure di pay back.

Via libera all’accordo con Federfarma Sardegna per far ripartire il Programma regionale di screening del carcinoma del colon retto, con la consegna dei kit per l’esame nelle farmacie convenzionate. Infine, sono stati approvati i bilanci d’esercizio per il 2016 dell’Ats, dell’ Azienda Ospedaliera Brotzu e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari.

La Giunta ha destinato 7,5 milioni di euro a Egas (Ente di Governo d’ambito della Sardegna) per la copertura degli oneri per raccolta e lo smaltimento nel sistema fognario depurativo delle acque meteoriche, sostenuti nel periodo 2005-2011 dal Gestore del Sistema Idrico integrato Abbanoa e da diversi Consorzi industriali. La somma costituisce l’ultima tranche dei 42 milioni destinati a far fronte a questi costi.
Spostata la decorrenza delle disposizioni relative all’autorizzazione all’esercizio delle strutture sanitarie e socio-sanitarie private e per l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie da effettuarsi allo Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia (SUAPE). Per le attività di bassa complessità si partirà dal 1 luglio, per quelle a media complessità il prossimo 31 ottobre, per l’alta dal 31 dicembre.
Su proposta dell’assessore della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, l’Esecutivo ha espresso l’intesa con la Capitaneria di Porto di Cagliari sull’aggiornamento, per il periodo 2018-2020, dei piani di raccolta e di gestione dei rifiuti e dei residui del carico prodotti dalle navi che fanno scalo nel porto turistico di Capitana (Quartu Sant’Elena) e in quello di Perde’è Sali (Sarroch). Accolta la richiesta di subentro di una società nella titolarità della delibera (n. 16/25 del 23 marzo 2017) relativa all’intervento di installazione di un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi a Magomadas, fatte salve le prescrizioni.
Nell’ambito dell’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, è stata approvata la proposta di costituzione di un gruppo di lavoro, interno all’assessorato della difesa dell’Ambiente, per la redazione di linee guida per l’adozione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati nel territorio regionale. Espresso il nulla osta alla immediata esecutività della deliberazione dell’Amministratore Unico dell’Agenzia FoReSTAS sul Bilancio pluriennale 2018-2020.

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, ha approvato nell’ultima seduta il bilancio d’esercizio 2017 della Carbosulcis S.p.A. È stato deciso, inoltre, di rinnovare il mandato dell’attuale Amministratore Unico, Antonio Martini, fino all’approvazione del prossimo bilancio di esercizio che si chiuderà il 31 dicembre del 2018.

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Bruno Carcangiu, ex segretario comunale, è il commissario straordinario del comune di Sant’Anna Arresi. La decisione della Giunta regionale è maturata a seguito delle dimissioni di sette consiglieri comunali (gli assessori Maddalena Garau e Daniela Farci e la consigliera Emanuela Pilloni; e i quattro consiglieri di minoranza Loretta Atzori, Elisabetta Rossu, Adriana Lobina e Maurizio Antonio Podda) che hanno provocato lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale, a due anni dalla conclusione naturale della consiliatura.

Il presidente della Regione disporrà con proprio decreto l’atto formale di scioglimento e di nomina del commissario straordinario che rimarrà in carica fino alla primavera del prossimo anno, quando si terranno le elezioni per il nuovo sindaco e il Consiglio comunale.

Non è difficile prevedere una lunghissima campagna elettorale…

 

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Il ruolo delle cooperative nel sistema imprenditoriale della Sardegna, con focus su sistema delle garanzie, modelli d’impresa e nuove convenzioni bancarie. Se ne è parlato questa mattina al Lazzaretto di Cagliari in occasione della Assemblea di Fidicoop Sardegna, con gli assessori del Lavoro Virginia Mura, dell’Agricoltura Pier Luigi Caria e della Programmazione Raffaele Paci.
L’assessore del Lavoro ha più volte sottolineato il ruolo virtuoso e fortemente sociale di Fidicoop, che ha fatto propri i valori di solidarietà e mutualità delle cooperative. «Le cooperative hanno una funzione importante e peculiare rispetto alle altre imprese, come dimostra il prezioso lavoro portato avanti da Fidicoop. Come Giunta abbiamo perciò ritenuto indispensabile intervenire per ammodernare e migliorare le vecchie leggi in vigore, ed è ormai in dirittura d’arrivo il Ddl sulla cooperazione che è stato messo a punto dopo una lunga e importante fase di consultazione e ascolto in un percorso fortemente condiviso. Il disegno di legge è attualmente al Mise per una analisi tecnica – ha spiegato Virginia Mura -. Con questo testo unificato stiamo introducendo importanti novità che la legge 5 del ’57 sulla cooperazione e la 16 del ’91 sulle cooperative sociali non prevedono. Vogliamo che la vigilanza sulle cooperative non spetti più al Ministero ma passi direttamente alla Regione, che potrà avvalersi anche dei revisori delle centrali cooperative. Più in generale, vogliamo una semplificazione del sistema e l’introduzione di novità, per esempio il Workers Buyout e le cooperative di comunità, necessarie perché la cooperazione possa ulteriormente svilupparsi e dare il suo contributo alla crescita della Sardegna», ha concluso l’assessore Virginia Mura.
«Lo strumento più importante con cui la Regione può agire e incidere sull’agricoltura isolana – ha osservato l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria – è legato al Programma di sviluppo rurale: oltre 1miliardo e 300milioni di euro da spendere nella programmazione 2014-2020. Fin dal primo giorno del mio mandato, poco più di 15 mesi fa, ho sempre chiesto nei numerosi incontri fatti sul territorio se dovevamo puntare su un PSR di sviluppo oppure su uno di sostegno. Allora, in tanti mi guardavano come un alieno, ma a distanza di poco più di un anno fa piacere constatare che diversi portatori di interesse del mondo delle campagne abbiano sollecitato l’Assessorato per lavorare su una rimodulazione delle risorse che guardasse agli investimenti e al miglioramento produttivo delle nostre aziende agricole. Un esempio per tutti – ha aggiunto Pier Luigi Caria – riguarda i bandi sui Progetti integrati di filiera (PIF) dove avevamo inizialmente investito 36milioni, per portarli prima a 40 e con l’ultima rimodulazione del PSR, raggiunta nel tavolo verde con le associazioni di categoria agricola, a oltre 55milioni di euro. Questi sono atti su cui la politica è stata chiamata a misurarsi ascoltando i territori e trasformando idee e proposte in azioni concrete che mirano alla crescita e alla creazione di nuove economie. I Consorzi di garanzia fidi – ha concluso l’assessore dell’Agricoltura – sono strumenti facilitatori fondamentali per l’accesso al credito e quindi per lo sviluppo del nostro tessuto produttivo». 
«Stiamo facendo un grande lavoro con i Confidi, in piena collaborazione con loro. La legge di riforma, la 14 del 2015, è una riforma del finanziamento pubblico ai Confidi non una riforma dei Confidi, che sono strutture private e fanno quello che più ritengono opportuno. Da parte nostra, come Regione, abbiamo espresso una posizione ben precisa: i soldi dei contribuenti vanno investiti dove viene garantita efficienza ed efficacia dell’intervento, cioè in Confidi sani e che fanno seriamente il loro lavoro. Su questo abbiamo trovato totale convergenza con i Confidi e dunque abbiamo lavorato insieme – ha detto l’assessore Raffaele Paci -. I Confidi erano troppi, alcuni inefficienti e riuscivano a vivere solo di contributo pubblico al limite degli aiuti di Stato e della legittimità delle norme europee. Siamo intervenuti attraverso un grande lavoro di partecipazione e i frutti si vedono: ci sono state aggregazioni, fuoriuscite, un generale rafforzamento e nel complesso c’è un sistema più sano. Dobbiamo proseguire su questa strada, rafforzando il ruolo dell’Osservatorio, che deve diventare il luogo dove i Confidi ragionano per trovare la strada migliore recependo i suggerimenti che arrivano, e portando avanti la revisione di indicatori e moltiplicatori. Bisogna poi decidere sull’eventuale attivazione del fondo di stabilizzazione: la legge lo prevede, scade quest’anno. La Regione non obbligherà mai nessuno a partecipare, daremo una mano se il sistema lo ritiene un elemento positivo, altrimenti faremo una norma per abrogarlo o posticiparlo.»
Il vicepresidente della Regione ha poi ricordato la politica della Giunta a favore delle imprese: bandi, strumenti finanziari, pegno rotativo che di per sé ha dato equilibrio al sistema, Irap più bassa d’Italia. «Ce la stiamo mettendo tutta, consapevoli di alcune cose: lo sviluppo lo fanno le imprese, e le imprese cooperative svolgono ruolo fondamentale. Quindi l’impresa è centrale e noi abbiamo il dovere di creare humus favorevole, come stiamo facendo. Non ci sono scorciatoie – ha concluso Raffaele Paci -. È un momento politico delicato, le sirene del ‘tutto facile’ sono chimere inesistenti: c’è solo il duro lavoro quotidiano, c’è l’affrontare i problemi e risolverli, avendo come obiettivo il rilancio della Sardegna e lo sviluppo dell’occupazione».