10 July, 2026

[bing_translator]

Scelte nutrizionali delle popolazioni del bacino mediterraneo, salute e promozione del viver bene. E ancora, confronto tra dieta sardo-mediterranea e tradizioni alimentari delle isole Baleari e di alcune zone della Spagna accomunate nella loro sobrietà alimentare dal piatto unico la “Panada”.

Questi ed altri ancora sono i temi al centro del dibattito transdisciplinare con ricercatori e addetti ai lavori nel campo della promozione del benessere di Sardegna, Spagna ed Isole Baleari dal titolo “Strategie Nutrizionali dei Popoli del Mediterraneo- Focus sui Piatti unici e salute – La Panada” in programma sabato 21 aprile 2018, dalle ore 9,30, nella sala conferenze dell’agriturismo “Is Scalas” di Assemini.

Il Convegno Internazionale è organizzato dalla Comunità mondiale della longevità, da Medicina sociale, dalla Fondazione di Sardegna, dall’Osservatorio internazionale sulla longevità e l’invecchiamento attivo, dall’ Associazione “Sa Mata” di Assemini e dall’Associazione “Città di Assemini”.

L’appuntamento, terza conferenza internazionale su queste tematiche, si inserisce nell’ambito delle iniziative svolte dalla Comunità mondiale della longevità che dal 2010 studia il legame tra invecchiamento attivo, benessere ed alimentazione. Inoltre raccoglie l’eredità e l’esperienza di tre precedenti meeting “Cent’annus papendi panadas” (2016 Assemini), “La via della Panada” (2016 Cuglieri) e “Panada di Sardegna” (2017 Oschiri) aggiungendo un ulteriore tassello alla ricerca sulla promozione del benessere.

I lavori si apriranno con una una relazione del presidente della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili sulla metodologia nutrizionale dei piatti unici della dieta mediterranea in rapporto con la promozione della salute , il benessere e la longevità.

«L’equilibrato connubio nutrizionale dei piatti unici della Dieta Mediterranea , come la Panada – afferma Roberto Pili – è capace di riunire in un’unica portata, i principali macro e micronutrienti necessari per una corretta alimentazione. Questo di fatto ha contribuito al successo antropologico dei popoli mediterranei e posto la Sardegna ai vertici della centenarietà mondiale.»

A seguire il presidente dell’associazione “Sa Mata”, Veronica Matta, illustrerà i risultati della sua inchiesta antropologica “Panada on the road, viaggio antropologico sul gioiello della dieta sardo-mediterranea” nella quale sono descritti punti di contatto e le affinità tra Sa Panada, il tipico piatto unico della dieta sardo-mediterranea e specialità simili presenti nella tradizione spagnola e nelle isole Baleari.

«La Sardegna e le isole Baleari hanno più similitudini di quanto crediamo, entrambe sono al centro dei traffici e della storia del Mediterraneo – dichiara Veronica Matta – la cultura tecnica-alimentare mediterranea è il frutto di influenze e contaminazioni derivati da scambi commerciali e culturali da parte di quelle popolazioni che si sono avvicendate, navigando in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Non è proprio remota la probabilità che Sa Panada sia nata da un’integrazione e resistenza con gli invasori, per poi diffondersi e resistere.»

Al tavolo dei lavori, moderati dal giornalista Gianni Filippini e da Veronica Matta, si alterneranno quindi alcuni ospiti dalla Spagna e dalle Isole Baleari: Francisco Salleras Juan, fondatore e Presidente “Caballeros y Damas de Honor de Santa Maria de la Panada”, Mario Alonso Aguado, Direttore de La Merced. Membro della Reale Accademia di Belle Arti e Scienze Storiche di Toledo, Pep Pelfort, Direttore Centre d’Estudis Gastronòmics Menorca, Bep Allès, Direttore “El Iris” e Presidente dell’associazione dei giornalisti e scrittori gastronomici delle Isole Baleari, Bartlomeu Arbona, maestro e scrittore. Questi ospiti stranieri racconteranno esperienze ispaniche nelle quali la propria tradizione alimentare si intreccia con spiritualità ed identità.

Sarà poi la volta degli ospiti sardi, tra cui Maria Carmela Deidda, presidente dell’associazione “Città di Assemini” e vice presidente del Centro internazionale di Etnostudi , di Mauro Perra, archeologo e Direttore del Museo archeologico di Villanofranca.

«La ricchezza di questo piatto, la diversità tra le varie panade e la loro costante presenza nel contesto sociale delle comunità – dichiara Maria Carmela Deidda – costituiscono la grande ricchezza di questo antico alimento dalle origini sconosciute. Tra le tradizioni che identificano un popolo sicuramente c’è il grande patrimonio gastronomico. La panada si apre al confronto internazionale diventandone un soggetto primario.»

Chiuderà la serie degli interventi la relazione di Andrea Loviselli, docente di Endocrinologia all’Università di Cagliari che riprenderà il tema delle qualità nutrizionali e proprietà della dieta sardo mediterranea nella prevenzione delle patologie età-correlate e le cosiddette patologie non trasmissibili.

Dopo i lavori della mattina sempre presso l’Agriturismo Is Scalas, si terrà a partire dalle ore 15:30, il grande Concorso “La Panada d’oro”, organizzato da Sa Mata, Centro Etnostudi, Osservatorio Mondiale della longevità e Gruppo Folk Città di Assemini, Gurulis Nova e la Casa della Panada che unirà gruppi di bambini di Assemini, Cuglieri e Oschiri in un confronto culturale e culinario nell’antica arte della panada. Seguirà lo show cooking coi maestri e artigiani provenienti dalla Sardegna e dalle Isole Baleari al termine del quale si potranno degustare le attese e appetitose panadas/panades.

[bing_translator]

Su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, la Giunta regionale ha assegnato gli obiettivi ai direttori generali delle aziende per il 2018, a partire dalla rilevanza che l’esecutivo ha assegnato al miglioramento dei tempi d’attesa per visite ed esami.

«E’ per noi obiettivo fondamentale abbattere le liste d’attesa – ha detto l’assessore Luigi Arru – mentre sul piano del controllo della spesa, registriamo favorevolmente i risultati ottenuti lo scorso anno: a fronte di un target di 45 milioni, i risparmi sui costi della produzione risultano pari 42 milioni.»
Gli obiettivi strategici assegnati alle aziende sanitarie vengono articolati in tre aree: Area dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e della qualità; Area della sostenibilità economico finanziaria; Area informatica e dei flussi informativi. All’interno dell’area dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza i pesi sono stati ripartiti tra: – assistenza collettiva, peso 33,3%; – assistenza distrettuale e ospedaliera (aggregate in una logica di continuità), peso 66,7%. Nell’ambito dell’assistenza collettiva sono state individuate due sotto aree: – area della sanità pubblica e della promozione della salute umana (peso 66,7%); – area della sanità pubblica animale (peso 33,3%). Nell’ambito dell’assistenza distrettuale e ospedaliera sono state individuate due aree: – area della Qualità e Governo clinico (peso 26,6%); – area del mantenimento dei LEA, del miglioramento dell’Appropriatezza e dell’Efficacia del SSR (peso 73,4%). All’interno dell’area dell’erogazione della sostenibilità economico – finanziaria i pesi sono stati ripartiti tra: – dimensione della razionalizzazione e contenimento della spesa, peso 57,5%; – dimensione della riqualificazione e potenziamento del patrimonio immobiliare, peso 15%; – dimensione della gestione amministrativo-contabile, peso 27,5%. Rispetto agli obiettivi 2017 si è voluto attribuire una rilevanza strategica al rispetto nei termini di presentazione dei documenti di programmazione e rendicontazione e in generale di tutti gli elementi informativi di natura economico – finanziaria richiesti dall’Assessorato, la cui mancata trasmissione determina un impatto negativo sugli adempimenti imposti nei confronti della Corte dei Conti, dei Ministeri e degli altri organismi a vario titolo interessati dagli adempimenti. All’interno dell’area informatica e dei flussi informativi i pesi sono stati ripartiti tra: – dimensione della gestione delle liste d’attesa, peso 33%; – dimensione della tempistica e del valore informativo dei dati, peso 47%; – Dimensione della informatizzazione aziendale, peso 20%.
Gli obiettivi al Direttore generale dell’AREUS sono stati assegnati con delibera a ottobre dello scorso anno e integrati sulla base degli obiettivi strategici affidatigli dall’assessorato.

[bing_translator]

La Giunta regionale ha stanziato 6,8 milioni di euro per lo sviluppo dello spettacolo dal vivo in Sardegna. Su proposta di delibera dell’assessore della Cultura Giuseppe Dessena, l’Esecutivo ha deliberato lo stanziamento di quasi 7 milioni di euro che sarà destinato a favore di manifestazioni dal vivo di teatro, musica e danza.

«E’ un finanziamento molto importante, che destiniamo a un comparto che in questi anni è davvero cresciuto nella nostra Regione – ha detto l’assessore Giuseppe Dessena – ma che, al contempo, ha dovuto affrontare anche diverse criticità a causa dei criteri dell’articolo 56, che lo regola. Abbiamo per questo provveduto a un aggiornamento e adeguamento dei criteri applicativi, grazie a un costante tavolo di confronto con le parti interessate. Metodo del quale sono molto orgoglioso e che ha portato a un risultato del quale siamo soddisfatti.»
Le modifiche dei criteri riguardano in particolare l’introduzione di nuovi soggetti ammissibili, la possibilità di accedere attraverso associazioni temporanee di impresa o di scopo, i requisiti di accesso al contributo e alle premialità, e alcuni aspetti concernenti la rendicontazione.

[bing_translator]

Scadono il 2 maggio i termini per l’affidamento della gestione dello stadio Comunale di Cortoghiana. Il comune di Carbonia ha recentemente indetto un avviso di evidenza pubblica finalizzato alla gestione dell’intera struttura per un periodo di tempo di tre anni, con possibilità di rinnovo per un ulteriore triennio, su concorde volontà delle parti: Amministrazione comunale e società sportiva aggiudicataria dell’appalto. «Il nostro obiettivo è consolidare e valorizzare la funzione sociale che tale campo riveste per gli atleti di Cortoghiana, che lo considerano a tutti gli effetti un centro di aggregazione della comunità locale», ha affermato il sindaco Paola Massidda.

Il criterio di aggiudicazione dell’appalto si baserà sull’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata in considerazione del miglior rapporto qualità/prezzo. I soggetti ammessi a partecipare alla gara sono: operatori economici; società o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive e discipline associate riconosciute dal Coni; enti di promozione sportiva o società aderenti riconosciute dal Coni; federazioni sportive nazionali e/o regionali e discipline associate riconosciute dal Coni; associazioni senza scopo di lucro che abbiano nel loro statuto lo svolgimento di un’attività sportiva.

L’assessore dello Sport, Valerio Piria, ha spiegato quali saranno le specifiche che regoleranno il contratto d’appalto: «Al gestore spetteranno le entrate derivanti dalle tariffe di utilizzo, dalla gestione di eventuali punti di ristoro, dalla pubblicità, dalle sponsorizzazioni e dall’organizzazione di eventi di carattere extra sportivo. Il Comune erogherà annualmente al gestore un contributo finalizzato a sostenere, in particolare, le spese per le utenze di energia elettrica e di acqua. Nel dettaglio, 1.000 euro il primo anno, 800 euro il secondo e 600 euro il terzo anno».

Le domande di partecipazione all’appalto dovranno essere presentate, entro e non oltre le ore 12.00 del 2 maggio 2018, al seguente indirizzo: Ufficio Appalti del Comune di Carbonia,  piazza Roma 1, 09013 Carbonia.

Valerio Piria.

Paola Massidda.

 

[bing_translator]

Il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia ha aderito alla richiesta di patrocinio e di collaborazione formulata dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Pavia per il simposio “Ri-trascrizioni: la scrittura manuale tra storia, arte e neuroscienze”, organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia e dall’Università degli Studi di Pavia.

Il saluto del Circolo ai convegnisti è stato portato dalla presidente Paola Pisano.

Nell’ottica di promozione dei prodotti sardi il Circolo  ha offerto ai convegnisti, alla fine dei lavori, nel  salone del Rettorato, un apprezzato buffet “alla sarda” (grazie ai soci Angela Congiu, Gesuino Dente e Luca Lazzati).

L’importante incontro di studi  ha avuto notevole eco presso la stampa nazionale (giornali, radio e tv).

“La Repubblica” gli ha dedicato prima un articolo e poi un’intera pagina (entrambi a firma di Giuliano Aluffi). Ecco cosa ha scritto il 4 aprile il quotidiano. «Salvate la scrittura manuale per proteggere la memoria e la creatività». È lo spirito del simposio “Ri-Trascrizioni, la scrittura manuale tra storia, arte e neuroscienze” che si terrà il 10 aprile all’Università di Pavia, e che inaugurerà un’opera di ricopiatura a mano, aperta a tutti, degli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau. «Il progetto Ri-Trascrizioni nasce da un’idea di Antonello Fresu, psichiatra e artista visivo di successo – spiega Gabriella Bottini, docente di Neuropsicologia all’Università di Pavia -. L’idea è di esporre in luoghi pubblici una postazione con un libro, perché chi vuole possa copiarne brani a mano su un libro bianco». Lo scopo è sottolineare il valore cognitivo della scrittura. «Oggi c’è un impoverimento espressivo degli studenti – spiega Eraldo Paulesu, docente di psicologia all’Università di Milano-Bicocca. «Legato alla predominanza, sui mezzi digitali, dell’audio, delle abbreviazioni e dei testi supercontratti. Il recupero della scrittura manuale può ridarci padronanza nell’esprimerci».

Ha scritto, fra l’altro, il settimanale “Famiglia  Cristiana”: «Pochi giorni fa anche gli studiosi di neuroscienze dell’Università di Pavia, in un simposio sul tema “Ri-Trascrizioni, la scrittura manuale tra storia, arte e neuroscienze”  hanno fatto eco agli appelli lanciati dai loro colleghi americani ribadendo l’utilità e la bellezza della scrittura manuale ai fini della cognizione vera e propria. Prendere appunti con la penna durante una lezione – per esempio – aiuta a farne propri i contenuti. In altre parole è il primo passo dell’apprendimento, molto più utile della trascrizione meccanica delle parole dell’insegnante, anche se più veloce, attraverso la tastiera del computer».

Si è verificata una curiosa predominanza delle caratteristiche connotative della “sardità” e della “sarditudine” tra i relatori. Antonello Fresu, fratello del musicista Paolo Fresu. Di padre originario dell’oristanese Eraldo Paulesu (Università di Milano-Bicocca: “Cervello, lettura e scrittura nell’era dei robot: scenari dal XXII secolo”). Di madre sarda Clelia Martignoni (Università di Pavia: “Scritture e ri-scritture dal Centro manoscritti e altro”). Silvana Borutti (Università di Pavia), nella sua relazione “Tracce e identità. Bambini, antenati, artisti”, ha citato l’opera dello scultore sardo (Olbia, 1929) Giovanni Campus: «Anche Campus, in un’opera in cui una corda è applicata al complesso nuragico Genna Maria, fa un’operazione biomorfica che collega la vita alla cosa inanimata: Campus persegue, attraverso il segno-corda, che delimita un luogo e lo risimboleggia, una comparazione con le misure primarie del sito nuragico».

Dopo il rinfresco, tutti nello Shop-Up (negozio di vendita e promozione prodotti a marchio Università degli Studi di Pavia) del Cortile dei tassi a ricopiare a mano pagine degli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau (di cui Michele Spinicci aveva letto alcuni brani nel corso del convegno).

Paolo Pulina

[bing_translator]

Le emissioni di CO2 prodotte da agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti dovranno essere ridotte del 30% per il 2030 e la deforestazione dovrà essere compensata piantando nuovi alberi.

Questi sono gli obiettivi di due proposte di legge adottate oggi in via definitiva dal Parlamento europeo.

Gli obiettivi dell’UE dovranno essere trasformati in obiettivi nazionali vincolanti per i settori che non rientrano nell’attuale sistema comunitario di scambio delle quote di emissione, vale a dire l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che insieme rappresentano circa il 60% delle emissioni di gas ad effetto serra dell’Unione.

Questi tagli contribuiranno a rispettare l’impegno collettivo dell’UE di ridurre del 40% le emissioni di gas ad effetto serra in tutti i settori e riportarle ai livelli del 1990, come previsto dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

«Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un ambizioso regolamento europeo in materia di azione sul clima, nonostante i tentativi di molti governi dell’UE di minare la nostra ambizione – ha affermato il relatore Gerben-Jan Gerbrandy (ALDE, NL) -. Grazie alle pressioni del Parlamento, siamo riusciti a ridurre il budget di carbonio consentito con le emissioni di circa quattro milioni di automobili. I governi europei dovranno fare di più e prima. Ritardare l’azione in favore del clima non è più possibile; questo regolamento chiede a tutti i governi di accelerare gli investimenti verdi per affrontare le emissioni provenienti da agricoltura, trasporti, rifiuti ed edifici.»

Il regolamento è stato approvato con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.

Il Parlamento ha adottato un’altra normativa volta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura e ad aumentare il livello delle emissioni assorbite dalle foreste per far fronte ai cambiamenti climatici. 

Attualmente, le foreste dell’UE assorbono l’equivalente di quasi il 10% del totale dei gas a effetto serra prodotti dall’Unione ogni anno.

La legge approvata stabilisce che i Paesi dell’UE dovranno garantire che la deforestazione sia bilanciata da nuovi alberi e introduce le misure da adottare per promuovere l’assorbimento di CO2 delle foreste, delle coltivazioni e dei pascoli.

I deputati hanno rafforzato queste disposizioni aggiungendo che, entro il 2030, gli Stati membri dovranno impegnarsi affinché l’assorbimento di CO2 superi le emissioni, in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’UE e con l’Accordo di Parigi.

«Le attività LULUCF riguardano il contributo positivo dell’agricoltura e della silvicoltura per combattere i cambiamenti climatici – ha affermato il relatore Norbert Lins (PPE, DE) -. Il Parlamento si è impegnato per trovare un equilibrio tra flessibilità e le norme contabili comparabili per i 28 Stati membri. Sono convinto che siamo riusciti a rafforzare la bioeconomia – legno per edilizia, mobili e bioenergia (…) Con questa legislazione stiamo inviando un messaggio: desideriamo che le nostre foreste in Europa continuino a essere gestite in modo sostenibile e continuare a mantenere una forte silvicoltura in Europa», ha concluso.

Il regolamento è stato approvato con 574 voti favorevoli, 79 contrari e 32 astensioni.

[bing_translator]

Il rosso Fòla e il rosé Nudo, entrambi cannonau, della cantina gallurese Siddùra hanno vinto la medaglia d’oro al concorso internazionale Grenaches du Monde che si è svolto in Spagna la settimana scorsa. Tra i vincitori della competizione dell’ultima edizione del Grenaches du Monde, c’è anche Nudo, il nuovo cannonau rosé di Siddùra in commercio dallo scorso gennaio. L’azienda agricola gallurese ha ritirato il premio a Verona, nello stand della Regione, all’interno di un evento creato appositamente durante il Vinitaly 2018 per dare la giusta visibilità al concorso che si è appena concluso in Spagna.

«L’oro vinto da Nudo all’interno della selezione che premia le massime espressioni delle varietà di grenaches, conferma la nostra qualità e la vocazione dell’azienda verso questo vitigno autoctono – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra -. Lavoriamo per incontrare e accontentare le curiosità del consumatore, in un momento storico in cui la preparazione di chi beve vino è sempre più elevata. L’esplorazione dell’offerta enologica è costante, si è creato questo mercato di nicchia rappresentato dai vini rosati nel quale vogliamo essere protagonisti».

L’idea di Nudo è stata concepita diversi anni fa dall’enologo di Siddùra, Dino Dini. Prima di realizzarla è stato necessario creare un perfetto adattamento della vite al terroir con le condizioni microclimatiche ideali.

[bing_translator]

Il presidente Daniela Marras ha convocato il Consiglio comunale, in seduta straordinaria urgente, presso la sala consiliare del Centro polifunzionale di Piazza Roma, a Carbonia, per le ore 19,00 di domani, mercoledì 18 aprile 2018 con due punti all’ordine del giorno: l’esame di interrogazioni, interpellanze, mozioni ed ordini del giorno; e l’esame della proposta di adesione del comune di Carbonia all’associazione Atrium.

[bing_translator]

Giovedì 19 aprile, a Carbonia, nella sala Astarte della Grande Miniera di Serbariu, si svolgerà, a partire dalle ore 9.00, una giornata di studio riservata a operatori della Polizia locale sul tema “Manifestazioni pubbliche tra safety e security alla luce della circolare Gabrielli, privacy e videosorveglianza”.
L’apertura dei lavori sarà affidata al sindaco di Carbonia, Paola Massidda, che ha accolto con favore l’invito a partecipare all’incontro organizzato dall’Infopol e patrocinato dal comune di Carbonia. «Si tratta di un convegno che consentirà di approfondire una tematica importante, quella della sicurezza durante gli eventi pubblici, soprattutto alla luce della circolare Gabrielli che impone stringenti norme in materia. Con l’avvicinarsi della stagione estiva l’obiettivo dell’Amministrazione comunale è garantire, attraverso un lavoro di squadra messo in campo da Comune, Polizia locale e associazioni, il rispetto della sicurezza e la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini che prendono parte agli eventi», ha affermato Paola Massidda.
I lavori della giornata di giornata di studio saranno coordinati dal maggiore Andrea Usai, comandante della Polizia Locale di Carbonia. I relatori saranno: Domenico Giannetta, comandante della Polizia, specialista in organizzazione, gestione della sicurezza urbana ed esperto in Protezione civile; Nicola Angius, agente di Polizia locale e pilota certificato di droni.
La chiusura dei lavori è prevista per le ore 16.00.

Il maggiore Andrea Usai.

[bing_translator]

Al via i cantieri di LavoRas, il piano per il lavoro da 128 milioni (e 70 ciascuno per il 2019 e 2020) voluto dalla Giunta e approvato dal Consiglio regionale per dare occupazione a oltre 12mila sardi. Questa mattina l’assessore del Bilancio Raffaele Paci ha condiviso, nella conferenza permanente Regione-Enti Locali convocata dall’assessore Cristiano Erriu, l’accordo che disciplina le procedure e che sarà alla base di tutte le convenzioni che Insar firmerà con i singoli Comuni. Per la parte cantieri LavoRas stanzia oltre 66 milioni di euro, 45,2 per quelli di nuova attivazione, 21 milioni e 260mila euro per quelli già operativi (l’altra parte dell’importo è destinata ai bonus occupazionali): con la misura cantieri si creeranno oltre 4.000 posti di lavoro.
Condiviso e firmato l’accordo, sarà pubblicata da Insar la manifestazione d’interesse che fa ufficialmente partire tutta la procedura amministrativa. I Comuni a quel punto possono presentare i loro progetti, entro 30 giorni se procedono da soli, entro 45 se decidono di aggregarsi. Arrivato il progetto, Insar ha 30 giorni di tempo per validarli e mandare la bozza di convenzione ai Comuni che in 15 giorni devono firmare. A quel punto inizia la terza fase che coinvolge Aspal e i Centri per l’impiego sulle liste dei disoccupati che vengono inviate dagli enti locali. È stato specificato che la tempistica è scandita su giorni solari e non lavorativi, per accelerare al massimo.
Sono 6 le tipologie di cantiere previste: ambiente, compresi i litorali e le aree umide, e dissesto idrogeologico; beni culturali e archeologici; edilizia; reti idriche; valorizzazione attrattori culturali; patrimonio pubblico ed efficientamento delle procedure comunali. Il soggetto gestore sarà Insar, che avrà funzioni di coordinamento operativo, l’assistenza tecnica è affidata ad Aspal tramite i Centri per l’Impiego che hanno il compito di compilare gli elenchi dei disoccupati per i Comuni. Il ruolo di soggetto attuatore dei cantieri è affidato ai Comuni che possono procedere con assunzioni dirette o attraverso le cooperative sociali, agricole e forestali. Un Osservatorio, composto da tre rappresentanti ciascuno per Giunta, Consiglio, Enti locali, sindacati e datoriali, verificherà il rispetto del cronoprogramma e l’efficacia di LavoRas. La durata dei cantieri sarà di 8 mesi, ai quali può seguire la Naspi per altri 4. LavoRas offre un’occasione a tutte le tipologie di disoccupati: ai più giovani e a quelli avanti con gli anni, alle donne, a chi non ha professionalità specifiche e ai laureati, a chi non ha mai avuto un’occupazione e a coloro che invece sono fuoriusciti dal mercato del lavoro.