Il “Bando Territoriale Sulcis-Competitività” verrà illustrato in un incontro che si svolgerà martedì 17 aprile, dalle ore 16.00, a Carbonia.
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Sabato 14 aprile, presso la sala Convegni dell’Hotel delle Terme di Santa Maria Acquas, a Sardara, si terrà il primo convegno nazionale per ribadire il NO all’istituzione degli Ambiti Territoriali di Caccia.
A tutti i partecipanti sarà consegnato un opuscolo contenente le varie esperienze regionali in merito al modo in cui si caccia all’interno degli Ambiti Territoriali di Caccia e, soprattutto, le grandi difficoltà che incontrano.
Ai primi 100 che si registreranno (a parte i prenotati) sarà consegnata una borsa, unitamente all’opuscolo e ai gadget in ricordo della giornata.
Il convegno inizierà alle 9.30 e terminerà alle 13.30. Chi non potrà essere presente potrà seguirlo in diretta streaming sul canale della LS videoproduzioni di Sergio Trastus e condiviso sul gruppo Facebook del C.P.A. Sardegna.
Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 16.30, ci sarà la presentazione delle linee guida sulla falconeria moderna, nuovo codice di condotta proposto da C.P.A. ed avvallato da ISPRA con protocollo d’intesa.
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La commissione Sanità e Politiche sociali presieduta da Raimondo Perra (Cps-Psi) ha ascoltato l’assessore della Sanità Luigi Arru ed il Direttore generale dell’Azienda “Brotzu” di Cagliari Graziella Pintus su alcune importanti problematiche del sistema sanitario regionale.
Con l’assessore Luigi Arru, in particolare, sono stati affrontati i temi delle strutture private che operano nell’area della salute mentale, del nuovo tariffario veterinario e dei servizi funerari e cimiteriali.
Per quanto riguarda la salute mentale, dopo un positivo confronto con l’assessore Luigi Arru, la commissione ha approvato all’unanimità una risoluzione che, prendendo spunto dalla vicenda della crisi della comunità “Approdo” di Nuoro, rilancia il ruolo di queste strutture «nel quadro di una ridefinizione generale dell’offerta (già avviata dall’Ats) che tenga conto della distribuzione dei centri sul territorio e della coerenza fra bisogni terapeutici ed assistenziali dei pazienti e strumenti disponibili».
Illustrando i contenuti del nuovo tariffario veterinario, predisposto da uno specifico tavolo tecnico, l’assessore della Sanità ha sottolineato la necessità di un intervento di revisione sia perché il precedente risaliva agli anni ’90, con tipologie di prestazioni e sistemi di calcolo non più attuali, sia per assicurarne una applicazione unitaria sul territorio superando la frammentazione legata alle diverse Aziende sanitarie.
Sullo schema delle tariffe molti esponenti della commissione hanno espresso riserve, relative soprattutto all’impatto sul mondo agricolo e sul comparto dell’agro-alimentare. Rossella Pinna, del Pd, ha ipotizzato un consistente aggravio reale dei costi per le manifestazioni equestri, sia agonistiche che religiose o laiche, mentre Augusto Cherchi del Pds si è soffermato sugli effetti negativi che potrebbero derivare sulle certificazioni, la movimentazione del bestiame ovino e la circolazione dei prodotti agro-alimentari nei Paesi Ue ed extra Ue, evidenziando in definitiva che «la delibera non affronta il nodo politico della grande sofferenza del nostro mondo agricolo».
L’assessore Luigi Arru ha manifestato ampia disponibilità politica a rivedere in modo puntuale alcuni aspetti «di una delibera certamente molto complessa che, comunque, nel panorama regionale, presenta anche specificità favorevoli alla Sardegna e va inquadrata in una ottica complessiva di sostenibilità del sistema, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni extra-Lea a totale carico della finanza regionale».
Sintetizzando l’andamento del dibattito, il presidente Raimondo Perra ha proposto di rinviare l’argomento, per consentire alla commissione di formulare osservazioni di dettaglio sulle singole voci del tariffario, da inserire eventualmente in una risoluzione da sottoporre al Consiglio. La proposta è stata accolta.
La commissione, inoltre, ha deciso di rinviare l’esame della proposta di legge (Comandini e più) sui servizi funerari e cimiteriali per iniziare un ciclo di audizioni con i soggetti interessati.
L’audizione della dr.ssa Graziella Pintus, direttore generale dell’Azienda “Brotzu” di Cagliari, ha invece riferito sulla situazione del settore oncologico dopo che il problema era stato sottoposto all’attenzione della commissione da alcune associazioni di pazienti donne. Graziella Pintus ha ricordato in apertura che la nuova configurazione della rete ospedaliera assegna all’ex ospedale Businco il ruolo di hub regionale oncologico insieme a quelli di Sassari e Nuoro ma questo significa, ha precisato, che l’hub deve essere il terminale di una rete territoriale. «Nel caso dell’area di Cagliari – ha spiegato – abbiamo invece verificato un 35% di accessi in più alle nostre strutture di pazienti che arrivano da Carbonia, Oristano, Sanluri e Lanusei, un dato che da una parte determina un surplus di lavoro non sempre facile fa fronteggiare e dall’altra segnala che la rete territoriale è ancora troppo debole».
Sulle liste d’attesa, altro tema sensibile segnalato dalle associazioni delle pazienti, la responsabile dell’Azienda Brotzu ha fatto una distinzione fra quelle diagnostiche e quelle chirurgiche, nel senso che se per le prime si può parlare di 40/50 giorni, per le seconde c’è un problema di gestione non omogenea ed aggiornata dei dati informatici sul quale è in corso un’approfondita verifica interna.
Dal punto di vista strutturale, inoltre, la Pintus ha segnalato che, a breve e medio termine, il settore oncologico dovrà trovare rimedio alla carenza di alcune figure importanti come gli anestesisti ma soprattutto gli anatomo-patologi, specializzazione finita in fondo alle scelte dei medici con l’effetto collaterale di una forte competizione fra Regioni.
Nel corso delle audizioni con l’assessore Luigi Arru e la dr.ssa Graziella Pintus, sono intervenuti tutti i componenti della commissione. Con la responsabile dell’Azienda “Brotzu” è stato deciso di calendarizzare un nuovo incontro su temi specifici che la commissione si è riservata di individuare.
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Nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e delle celebrazioni per l’ottantesimo compleanno di Carbonia, l’Amministrazione comunale ha organizzato la “Festa del Patrimonio”, che si svolgerà sabato 19 e domenica 20 maggio. «Si tratta di un evento inedito, finalizzato a rafforzare il senso di identità e di appartenenza dei nostri concittadini ai tanti luoghi e simboli storico-culturali che caratterizzano il territorio comunale. La Festa del Patrimonio si inserisce all’interno di un ampio progetto sistemico di valorizzazione del territorio comunale che investe il paesaggio, l’ambiente, l’architettura e gli spazi urbani», ha affermato il Sindaco Paola Massidda.
L’iniziativa dell’Amministrazione comunale è trasversale ed abbraccia svariati settori: dall’istruzione allo sport, dalla cultura al turismo, dall’urbanistica all’ambiente.
La “Festa del Patrimonio” si avvarrà della preziosa collaborazione di studenti e docenti delle scuole cittadine, i quali saranno i veri protagonisti dell’evento. «Il nostro obiettivo è incoraggiare i giovani a esplorare tutte le peculiarità del tessuto storico, culturale e ambientale locale, favorendo nel contempo la crescita di una cultura del rispetto e della tutela del nostro patrimonio», ha spiegato l’assessore alla Cultura Sabrina Sabiu.
Attraverso questa iniziativa sarà possibile valorizzare la ricchezza monumentale e storico-culturale di cui la nostra città è dotata. In particolare, il focus del progetto sarà incentrato sui principali siti d’interesse comunali: dalla Grande Miniera di Serbariu a Piazza Roma, da Monte Rosmarino al Parco archeologico di Cannas di Sotto, senza trascurare in alcun modo il patrimonio storico-culturale presente a Serbariu, Flumentepido, Bacu Abis e Cortoghiana.
A tal proposito, oggi, venerdì 13 aprile, alle ore 18.30, presso la sala dell’ex Circoscrizione di via Bresciano, l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu incontrerà i cittadini di Cortoghiana per illustrare i dettagli della “Festa del Patrimonio”, raccogliendo ulteriori proposte e segnalazioni provenienti dagli abitanti della popolosa frazione di Carbonia.
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Prenderanno il via domani le celebrazioni della 659ª Festa di Sant’Antioco Martire, in programma da sabato 14 a lunedì 16 aprile, tra cultura, fede, tradizione, enogastronomia e spettacoli di intrattenimento.
Si parte alle 10.00, presso il Municipio (piano terra), con l’inaugurazione della mostra “Arte in Comune”, realizzata dai ragazzi delle classi seconda, terza, quarta e quinta E del Liceo Statale Emilio Lussu di Sant’Antioco, indirizzo “design”.
A seguire, alle 11.00, appuntamento nel Palazzo del Capitolo, in Piazza De Gasperi, con il taglio del nastro della mostra “Aetherium” dell’artista di fama internazionale Jacopo Scassellati (l’allestimento resterà in esposizione fino al 15 maggio). Jacopo Scassellati è definito dalla maggior parte dei critici uno dei più grandi giovani talenti italiani nella pittura e nella ceramica degli ultimi anni. Le sue opere oggi sono esposte in una prestigiosa galleria d’arte di Barbizon, a pochi chilometri da Parigi, e al museo Sanna di Sassari, nella mostra “Nel segno di Ares – Armi di guerra, frammenti di pace”.
La mattinata si chiuderà alle 12.00, ancora una volta in Municipio, presso la sala consiliare, con il conferimento delle Civiche Benemerenze (Premio Città di Sant’Antioco) agli sportivi antiochensi che nel 1990, con indosso la maglia dell’Olimpia Sant’Antioco, conquistarono la promozione nel campionato di serie A2 di volley nazionale. Un traguardo prestigioso che ha segnato la storia della pallavolo sarda: l’Olimpia fu infatti la prima squadra isolana a far parte dell’élite della pallavolo nazionale.
Alle 18.00, da Piazza Santa Maria Goretti, partirà la tradizionale processione de “Is Coccois”: pellegrinaggio verso la Basilica di Piazza De Gasperi per la tradizionale benedizione de “Is Coccois” offerti al Santo, che si terrà alle 18.30 con la santa Messa e la distribuzione del pane ai devoti.
Sempre alle 18.30, in Piazza Italia, verrà inaugurato un evento del tutto inedito: la prima edizione della Fiera Enogastronomica, con stand provenienti da tutta la Sardegna, vendita di prodotti tipici della tradizione ed esibizione dei gruppi folk presenti alla fiera.
La prima giornata di festeggiamenti in onore del Santo Patrono si concluderà alle 21.00, in Piazza Umberto, con la grande musica dei “Sud Sound System &Bag a Riddim Band”, formazione del Salento che muove tra sonorità “raggamuffin e dancehall reggae”, combinando ritmi giamaicani e sonorità locali, come l’uso del dialetto salentino e le ballate di pizzica e tarantella.
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Lunedì 22 gennaio sono riprese le attività dei “Nonni Vigili” all’ingresso e all’uscita dalla scuola primaria di via Lombardia, a Carbonia. Un’iniziativa che è stata successivamente estesa, nella settimana dal 19 al 24 marzo, nella scuola di via Roma. Dopo circa tre mesi di attività il bilancio è positivo, a tal punto che il comune di Carbonia e l’associazione Terza Età di via Lazio hanno deciso di implementare ulteriormente il servizio, estendendolo anche alla scuola di via Mazzini, dove i “Nonni Vigili” saranno operativi dal 16 al 21 aprile.
«La diversificazione delle attività dei “Nonni Vigili” in più istituti scolastici nasce dall’esigenza di tutelare l’incolumità dei minori negli orari di ingresso e di uscita dalle scuole, assistendo gli studenti, agevolando in particolare l’attraversamento della strada sia ai bambini che ai loro accompagnatori», ha affermato il sindaco Paola Massidda.
L’estensione del servizio dei “Nonni Vigili” è stata studiata appositamente dall’associazione Terza età d’intesa con il maggiore Andrea Usai, comandante della Polizia locale di Carbonia.
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Nuova dura presa di posizione di segretari della FP CGIL Giovanni Zedde, della CISL FP Claudio Nuscis e della UIL FPL Efisio Aresti, sulla «condizione economica e lavorativa che vivono i dipendenti AIAS del territorio».
«Abbiamo pensato tutte le volte di essere arrivati al punto più basso di questa vicenda – scrivono in un comunicato stampa i tre segretari sindacali di categoria – ma ogni volta ci siamo ricreduti: al peggio non c’è fine e le ultime vicende sono lì a ricordarcelo.
Ci riferiamo alla decisione di AIAS di licenziare altri cinque lavoratori della struttura di Cortoghiana. Ci riferiamo alla mancata corresponsione dello stipendio anche nel mese di marzo e al fatto che ad oggi sono passati ben 42 giorni dall’ultimo stipendio. Eppure tutto tace. Come se di questo dramma collettivo, che vivono quotidianamente e da anni i lavoratori AIAS e le loro famiglie, non importi a nessun altro che il Sindacato e tutti gli altri assistano da spettatori non paganti.»
«Non bastavano i continui acconti e le nove mensilità complessivamente dovute, non bastava essere amministrati da “imprenditori” che scaricano sui dipendenti il loro rischio d’impresa – aggiungono i tre segretari sindacali -, adesso i lavoratori vivono con terrore il loro ambiente lavorativo. Abbiamo chiesto che venissero installati nei Centri degli impianti di videosorveglianza proprio per fugare le paure dei lavoratori che temono di essere vittime di piccole o grandi vendette. Non saranno certo questi licenziamenti e quelli precedenti a far riguadagnare l’immagine all’AIAS.»
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Via libera della Giunta regionale alla rimodulazione degli interventi nel porto di Calasetta che pone in capo all’Amministrazione regionale l’attuazione in gestione diretta delle opere di sottoflutto, banchinamenti ed escavo dei fondali, finanziate per un milione di euro del Fondo di coesione sociale 2014-2020. Il comune di Calasetta, inizialmente delegato all’attuazione delle opere, ha infatti proposto che le stesse vengano gestite dall’Assessorato che già cura un primo intervento in fase di attuazione avanzata per 6 milioni di euro. Considerato che i due progetti prevedono opere sostanzialmente integrative, con la rimodulazione si intende garantire maggiore efficacia e rapidità dell’azione amministrativa.
Su proposta dell’assessore Luigi Arru sono state ripartite parzialmente le risorse destinate alle aziende sanitarie per la copertura dello squilibrio dei bilanci. Approvato il Regolamento per l’accreditamento dei degli enti formatori che saranno autorizzati a tenere i corsi per l’uso dei defibrillatori; l’esecutivo ha dato il via libera anche alla rideterminazione delle risorse per l’accordo integrativo coi medici di famiglia e all’assegnazione di 2 milioni 200 mila euro all’Izs per specifiche attività.
Su proposta dell’assessore Raffaele Paci è stato approvato lo Statuto dell’Agenzia Sarda delle Entrate.
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La Giunta regionale ha approvato il disegno di legge un materia di governo idrogeologico del territorio. Il primo obiettivo è accorpare in una sola struttura le molteplici competenze in materia di assetto idrogeologico e governo della sicurezza idraulica e idrogeologica.
Le funzioni attualmente sono in parte attribuite all’assessorato dei lavori pubblici, all’Agenzia del distretto idrografico della Sardegna (nell’ambito della presidenza della Regione) e in parte non risultano ancora incardinate in capo a specifiche strutture. Il disegno di legge, costituito da 11 articoli, prevede che le competenze derivanti dall’accorpamento siano esercitate da un’apposita Direzione generale articolata in Servizi territoriali tenendo conto dell’omogeneità dei bacini idrografici. Viene inoltre aggiornato il riparto di alcune funzioni, sempre in materia di sicurezza idraulica e idrogeologica, tra Regione ed enti locali, stabilite dalla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, e dalla legge regionale 7 agosto 2007, n. 5, in linea con quanto operato in altre regioni.
In base al testo, approvato oggi dalla Giunta, la Regione ha competenza su tutti i corsi d’acqua principali dove sono presenti dighe e opere idrauliche di seconda categoria.
Resta inoltre la competenza della Regione (attualmente svolta dai Servizi territoriali opere idrauliche dell’assessorato dei Lavori pubblici) in materia di rilascio delle concessioni di derivazione di acque superficiali e acque sotterranee, queste ultime per portate superiori o uguali a 10 litri al secondo. È invece attribuita alle Unioni dei Comuni la competenza al rilascio di licenze di attingimento di acque superficiali e di autorizzazioni alla ricerca, estrazione ed utilizzazione delle acque sotterranee di portata inferiore a 10 litri al secondo e per usi domestici con il compito di provvedere all’accertamento e all’introito dei relativi proventi.
Alla nuova Direzione spetta anche il compito di individuare il reticolo idrografico regionale e, in tale ambito, i corsi d’acqua principali. Saranno inoltre ripartite tra Regione ed Enti locali le competenze relative all’approvazione degli studi di compatibilità idraulica e degli studi di compatibilità geologica e geotecnica previsti dalle norme di attuazione del Piano di assetto idrogeologico.
Un’altra novità riguarda la mappatura e il monitoraggio delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e delle infrastrutture di attraversamento o interferenti con il reticolo idrografico regionale attraverso un’apposita piattaforma telematica regionale.
Il disegno di legge ha avuto, lo scorso 28 marzo, l’intesa della Conferenza permanente Regione Enti locali e ora proseguirà il suo iter in Consiglio regionale.
«La finalità del disegno di legge – sottolineano gli assessori ai Lavori pubblici e agli Affari Generali e Personale, Edoardo Balzarini e Filippo Spanu – è quella di semplificare e fare chiarezza in un ambito importante e delicato per la vita dei cittadini. Vogliamo rafforzare l’azione di governo del territorio dal punto di vista dell’assetto idrogeologico, anche attraverso la definizione più precisa delle competenze in capo agli enti locali. E’ un ulteriore segnale dell’attenzione che la Regione rivolge agli aspetti legati alla prevenzione di gravi eventi in grado di mettere seriamente a rischio l’incolumità delle persone.»