10 July, 2026

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L’assemblea ordinaria del Banco di Sardegna S.p.A. ha approvato oggi la relazione finanziaria annuale 2017 e la distribuzione di un dividendo complessivo di euro 3.099.583,86 milioni da attribuire come segue:

• alle azioni di risparmio (numero cedola 23) un dividendo unitario complessivo di 0,15 euro;

• alle azioni privilegiate (numero cedola 15) un dividendo unitario di 0,30 euro;

• alle azioni ordinarie (numero cedola 16) un dividendo unitario di 0,04 euro.

Il dividendo sarà messo in pagamento a partire dal 16 maggio 2018, con data “stacco” cedole il 14 maggio 2018 e record date il 15 maggio 2018.

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L’associazione culturale Sardinia4all presenterà domani, 12 aprile, in una conferenza stampa, nella sala gruppi del Consiglio regionale, il “Bosa Beer Fest 2018”, in programma il 24 e 25 aprile.

Il festival quest’anno prevede un convegno internazionale sulla birra, la presenza di 21 birrifici sardi, nazionali e internazionali, eventi gourmet, eventi live e numerose altre attività legate al mondo della birra.

Parteciperanno: Antonio Marras, presidente Sardinia4All, organizzatore dell’evento; Giampiero Carta, responsabile Comunicazione Sardinia4All; Stefano Mameli e Antonio Matzutzi, Confartigianato Imprese Sardegna partner dell’evento; Franco Fois, responsabile Conad – main sponsor dell’evento; e, infine, i consiglieri regionali Paolo Truzzu, Luigi Crisponi ed Alfonso Marras.

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Non si è ancora spento l’eco della battaglia della finale della terza edizione del Risiko Tour, vinto dal giornalista Manuel Scordo, che riparte giovedì un torneo itinerante del gioco di strategia da tavolo più amato in Italia.

I carri armati colorati si affronteranno tra Cagliari, Quartu e Selargius in dieci tappe.

Tutti i giovedì alternativamente al Capo Horn di Cagliari e al Kings’ Cross di Quartu ma con la novità del lunedì, per ragioni logistiche, al Risico RistoPizza di Selargius.

Dieci partite, tre scarti, semifinali e finale, con partite di poco più di un’ora e mezza, secondo la collaudata formula del Club ufficiale di Risiko di Cagliari, vicecampione nazionale nel 2017.

«La formula consente la partecipazione di tanti giocatori – dice Monica Corda, presidente del RCU Cagliari – sia esperti che esordienti, senza timore di perdere qualche appuntamento o subire qualche sconfitta al tavolo da gioco.»

Il vincitore di tappa riceverà un omaggio dal locale ospitante. I quattro finalisti del torneo invece dei bei premi. Il torneo è valido per il ranking 2018 dove i primi classificati iscritti al club potranno partecipare al Campionato nazionale a squadre.

La formula del Risiko Tour 4.0 prevede 10 gare ma solo sette valide (migliori punteggi) per la classifica finale. I classificati dalla seconda posizione alla tredicesima, disputeranno un turno di semifinale. I tre vincenti raggiungeranno il finalista di diritto (il primo classificato dopo le dieci gare).

Gli strateghi del gioco di guerra da tavolo più popolare in Italia, si ritrovano per la manifestazione itinerante di Risiko, giunta alla quarta edizione e organizzata dal  direttivo del RCU Cagliari. Torneo aperto a tutti gli appassionati del gioco ma anche a chi ha deciso di riprendere a giocare dopo tanto tempo o a chi è desideroso di avvicinarsi per semplice curiosità (dopo un briefing sul regolamento ufficiale che verrà effettuato alle ore 21 subito dopo l’iscrizione e prima della partita). La formula è collaudata: dieci partite con tre scarti dei punteggi più bassi, consentono la partecipazione anche a chi ha deciso di non impegnarsi tutti i giovedì e qualche lunedì fino al 24 maggio. Il Risiko Tour, è il secondo torneo dell’anno valido per il prestigioso trofeo ranking che verrà assegnato a dicembre. «L’invito è quello di partecipare numerosi – conclude Monica Corda – passare due ore lontani da tv e videogiochi, socializzare con persone che hanno la stessa passione».

L’appuntamento è quindi per giovedì 12 aprile. Il messaggio da trasmettere? «Non fate la guerra, giocate a Risiko!».

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Da oggi è possibile affidare al comune di Sant’Antioco le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), conosciute anche come Testamento biologico. Per procedere al deposito delle DAT e all’iscrizione nel registro comunale è necessario fissare un appuntamento, telefonicamente al numero 0781 8030245, o tramite e-mail scrivendo all’indirizzo: mario.cocco@comune.santantioco.ca.it . L’interessato (disponente), il giorno fissato per il deposito, dovrà presentarsi di persona, munito di un documento d’identità valido, delle DAT in busta chiusa e del modulo di richiesta di iscrizione al registro (scaricabile dal sito internet www.comune.santantioco.ca.it) che dovrà essere sottoscritto davanti all’ufficiale di Stato Civile.

L’operatore dell’Ufficio di Stato Civile non prende parte alla stesura delle DAT, né fornisce informazioni in merito al contenuto delle stesse. Coloro che necessitano di aiuto per la stesura possono rivolgersi alle associazioni di riferimento che si occupano del tema. Il deposito delle DAT è gratuito. Si consideri che è prevista la possibilità di ottenere la cancellazione dal registro e di ritirare le disposizioni anticipate di trattamento previa richiesta scritta presentata personalmente dal disponente all’Ufficiale di Stato Civile del Comune.

Le disposizioni anticipate di trattamento sono regolamentate dall’art. 4 della legge 219/2017, entrate  in vigore il 31 gennaio 2018. Per DAT – Disposizioni anticipate di trattamento – si intendono gli atti con i quali una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere (in previsione di una eventuale futura incapacità a prendere decisioni in autonomia e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte) esprime le proprie intenzioni in materia di trattamenti sanitari, il consenso o diniego rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e l’eventuale nomina, con atto scritto, di una persona di fiducia che la rappresenti nel rapporto con il medico e gli ospedali. Si può quindi esprimere la propria volontà di accettare o rifiutare accertamenti e terapie in momenti della vita in cui non si sarà in grado di indicare consapevolmente tale opzione, secondo il principio che «nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata».

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I rappresentanti sindacali di FP-CGIL Roberta Gessa, FP-CISL Davide Pateri e UIL-FPL Fulvia Murru, hanno chiesto all’assessore regionale della Sanità Luigi Arru e al direttore generale ATS Sardegna Fulvio Moirano, l’attivazione delle procedure di risoluzione del contratto ATS/AIAS.

«Come è noto – si legge in una nota – l’Azienda AIAS è debitrice nei confronti dei suoi dipendenti di circa nove mensilità. Oggi, ad un anno esatto dall’impegno assunto dal Consiglio regionale con l’approvazione dello specifico ordine del giorno, la vertenza AIAS rimane irrisolta. Siamo a conoscenza che il contratto tra ATS ed AIAS per l’acquisizione di prestazioni di assistenza riabilitativa globale sanitaria e sociosanitaria stipulato nel 2017 è stato prorogato e scadrà il 30 aprile 2018. Allo stato, non ci risulta che l’ATS, nonostante il clamore delle vicende AIAS, abbia mai attivato le procedure di risoluzione del contratto previste nell’art. 16 bis, lettera d, del medesimo.»

FP-CGIL, FP-CISL e UIL-FPL, chiedono all’assessore Luigi Arru e al direttore generale Fulvio Moirano, «di attivare immediatamente le verifiche sul rispetto delle clausole contrattuali da parte dell’AIAS, e di valutare tutte le eventuali conseguenze».

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Il direttore generale dell’ATS Sardegna Fulvio Moirano.

Sono 1.200 le nuove assunzioni che l’Azienda per la Tutela della Salute (ATS) ha previsto per il 2018. Sono questi i numeri indicati dalla proposta di Piano di fabbisogno/assunzioni del personale ATS come previsto dalla DGR 10/17 del 27 febbraio 2018, oltre che dai protocolli d’intesa in materia di stabilizzazione del personale precario siglati nei primi giorni di marzo con le OO.SS.
In particolare, nel corso dell’anno saranno assunte, ad invarianza della spesa, attraverso lo scorrimento delle graduatorie, concorsi e mobilità 630 profili professionali. A questi si aggiungeranno 570 figure frutto delle stabilizzazioni per un totale di 1.200.
Grazie anche a questi nuovi ingressi l’ATS intende lavorare ad un drastico taglio dei tempi delle liste d’attesa a tutto vantaggio dei cittadini.
La proposta di Piano di fabbisogno/assunzioni del personale ATS per l’anno 2018 è stata trasmessa alla Regione – Assessorato alla Sanità -, al Collegio Sindacale dell’azienda. Inoltre il documento (di seguito) è stato inviato alle organizzazioni sindacali – dirigenza e del comparto – per la dovuta informativa.

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Cinquina in Riviera del Corallo per lo scrittore e sceneggiatore romano Francesco Trento che prosegue ad Alghero i seminari su “come si scrive una grande storia”. Il ciclo di lezioni arriva così al quinto appuntamento in città, sempre ospite della nuova realtà artistica “Cabussò – Contingenze Culturali”, in via Rossini 15. Il seminario del 21 e 22 aprile è incentrato su come si scrive un soggetto cinematografico ma è utile anche per chi volesse scrivere un progetto di libro per cercare un editore, o un agente, attraverso un testo di poche pagine. Per i corsisti, l’obiettivo è imparare a raccontare per immagini, a suggerire il tono della storia in poche pagine, a mantenere il giusto equilibrio narrativo tra le parti. Durante le due giornate di studio verranno forniti trucchi e consigli di redazione insieme a insegnamenti su come procedere nella stesura creando sempre nuova domande per il lettore/spettatore, anche grazie alla teoria delle otto sequenze. Si imparerà, una volta terminata una prima stesura, a lavorare a ritroso, seminando bene le scene più importanti, tenendo il lettore in uno stato di anticipazione, per fargli desiderare un certo esito o una certa svolta narrativa, allo scopo di amplificare il conflitto nei momenti chiave della storia. Questa lezione, come tutte quelle del ciclo “come si scrive una grande storia”, è autoconclusiva, adatta quindi anche a chi vuole seguire solo la materia in questione. Il seminario dura 16 ore ed è suddiviso in due giornate, dalle ore 10.00 alle 19.30 con pausa pranzo dalle 13.30 alle 15.00. Lo scrittore romano tornerà poi ad Alghero con altre lezioni: il 19 e 20 maggio su “come scrivere (e riscrivere) i dialoghi” e a giugno 16 e 17 su “come scrivere (e riscrivere) una scena”. 

Francesco Trento, scrittore e sceneggiatore, quest’anno ha pubblicato “Crazy for football – storia di una sfida davvero pazzesca” (Longanesi), nel 2014 “La guerra non era finita” (Laterza) e, con Aureliano Amadei, “Venti sigarette a Nassirya” (Einaudi, 2005), di cui ha scritto anche la sceneggiatura per il cinema, “20 sigarette” è stato premiato come miglior film al Festival di Venezia 2010, nella sezione controcampo. È autore di molti documentari, tra cui “Matti per il calcio”, “Stessa spiaggia, stesso mare”, “Crazy for football” (vincitore del David di Donatello 2017), la docufiction “Brothers in Army”. Nella sua lunga carriera di docente ha insegnato per 13 anni sceneggiatura cinematografica, allo IED (Istituto Europeo di Design e cultura), all’Università La Sapienza di Roma, alla scuola di cinema Officine Mattòli, dirigendo anche i corsi di Filmaker’s magazine. Il seminario “come si scrive un soggetto cinematografico” è a numero chiuso, per prenotare e avere informazioni: scrivereunagrandestoriaalghero@gmail.com . 

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E’ stata presentata alla stampa questa mattina, nella sala conferenze della Biblioteca regionale di viale Trieste, a Cagliari, la XXII edizione di Monumenti Aperti, alla presenza dell’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Barbara Argiolas, dell’assessore della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, Giuseppe Dessena, e del presidente di Imago Mundi onlus, Fabrizio Frongia.

La manifestazione inizierà sabato prossimo 14 aprile, a Bitonto, in Puglia, per poi proseguire in 59 comuni della Sardegna fino al 3 giugno. La chiusura dell’edizione 2018, in autunno, il 13 e 14 ottobre, a Ferrara, e il 20 e 21, a Copparo, comune dell’Emilia Romagna che entra nel circuito di Monumenti Aperti per la prima volta.

Il calendario completo.

14/15 aprile: Bitonto

21/22 aprile: Bauladu, Milis, Tramatza e Uta

5/6 maggio: Bosa, Cagliari, Gonnosfanadiga, Olbia, Sant’Antioco, Sassari, Unione dei Comuni del Basso Campidano: Monastir, Nuraminis, Samatzai, San Sperate, Ussana e Villasor

12/13 maggio: Alghero, Arbus, Guspini, Oristano, Padria, Porto Torres, Quartucciu, San Gavino Monreale, Sanluri, Serramanna, Sestu, Usini, Villamar, Villanovaforru e Villasimius
19/20 maggio: Cuglieri, Lunamatrona, Monserrato, Pabillonis, Quartu Sant’Elena, Serdiana, Thiesi, Tortolì-Arbatax, Villanovafranca
26/27 maggio: Osilo, Ozieri, Ploaghe, Sardara, Selargius, Terralba, Uras, Villacidro e Villamassargia
2/3 giugno: Buggerru, Cossoine, Dolianova, Iglesias, Santadi, Sant’Anna Arresi, Semestene, Seneghe, Settimo San Pietro e Torralba
13/14 ottobre: Ferrara
20/21 ottobre: Copparo.

https://www.facebook.com/regioneautonomasardegna/videos/780683258793893/

 

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Il salone parrocchiale di San Ponziano, a Carbonia, ha ospitato questa mattina l’assemblea dei lavoratori ex Alcoa, a distanza di meno di 48 ore dall’incontro svoltosi al ministero dello Sviluppo economico, nel corso del quale il ministro Carlo Calenda ha presentato importanti novità nella procedura di cessione dello stabilimento ex Alcoa alla Sider Alloys, rappresentate dall’ingresso di Invitalia con il 20% nel capitale societario di Sider Alloys e dalla cessione ai lavoratori di una quota del 5% delle azioni totali della società, novità assoluta in Italia con tali modalità. A tal fine verrà costituita l’associazione dei lavoratori, con uno statuto che prevede scopo e oggetto, associati e organi.

L’associazione dei lavoratori non avrà fini di lucro, con le seguenti finalità:

  • promuovere e favorire il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita degli associati, nonché promuovere e difendere i loro interessi e i diritti lavoratori anche mediante partecipazione, tramite propri rappresentanti, negli organi di amministrazione e controllo della società di gestione:
  • promuovere la formazione e l’elevazione culturale, professionale, psicofisica, morale e sociale degli associati e delle loro famiglie.

Faranno parte dell’associazione tutti i dipendenti della società, dall’assunzione fino all’uscita dalla società. L’associato sarà tenuto al versamento della quota di iscrizione associativa e della quota annuale eventualmente stabilita dal Consiglio direttivo.

Gli organi dell’associazione sono: l’assemblea, il presidente, il vicepresidente, il consiglio direttivo ed il collegio dei revisori.

Da qui al 3 maggio verrà analizzata la bozza di contratto per l’entrata di Invitalia nel capitale societario della Sider Alloys e dei lavoratori con il 5%. Entro il 3 arriverà la risposta da parte del Governo e della Regione sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per il secondo semestre 2018. Per il 3 maggio la Sider Alloys si è impegnata a discutere il Piano Industriale.

Al termine dell’assemblea, abbiamo intervistato Manolo Mureddu, neo segretario FSM-CISL del Sulcis Iglesiente, Roberto Forresu, segretario FIOM-CGIL del Sulcis Iglesiente e Renato Tocco, della UILM-UIL.

                    

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10216284875102458/

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Dal triennio 2012-2014 al 2015-2017 il numero dei focolai di Peste suina africana (PSA) nei maiali domestici si è ridotto del 75%, mentre la presenza della malattia nei cinghiali ha avuto un calo di circa il 64%. Se invece si dovesse fare il paragone con gli ultimi 8 mesi (agosto 2017 – marzo 2018), la riduzione dei focolai nel domestico raggiunge il 90%. Sono i dati che emergono dagli studi elaborati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS), e presentati questa mattina a Cagliari, nel corso di una conferenza stampa, che dimostrano come le azioni di contrasto, promosse in questi ultimi anni dalla Giunta Pigliaru attraverso l’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna, abbiano raggiunto risultati molto incoraggianti. È opinione condivisa fra i veterinari dell’IZS che «l’eradicazione della PSA dalla Sardegna non è mai stata così vicina. Per questo, bisogna continuare a fare quello che si sta già facendo, con il massimo impegno e determinazione». 
Il report sull’andamento della malattia sull’Isola sarà illustrato dagli studiosi sardi, con maggiore dettaglio scientifico, nell’ambito della quattro giorni di lavori internazionali, iniziati oggi a Cagliari e in chiusura il prossimo 14 aprile, dove i maggiori esperti mondiali di PSA si incontreranno per il quarto seminario GARA (Global African Swine Fever Research Alliance).
Alla conferenza stampa di questa mattina, tenuta nell’hotel Regina Margherita, dove si svolge il GARA, hanno partecipato il presidente Francesco Pigliaru, il responsabile dell’UdP, Alessandro De Martini, il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada, il coordinatore ATS Area veterinaria, Franco Sgarangella, il consulente dell’UdP e docente all’Università di Madrid, José Manuel Sánchez-Vizcaíno, Marco Pittau (docente di malattie infettive dell’Università di Sassari) e, in rappresentanza del ministero della Salute, il direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari, Pier Davide Lecchini.
«La Sardegna non è mai stata così vicina a eradicare la Peste suina – ha detto il presidente Francesco Pigliaru -: oggi, nel confronto tra gli esperti internazionali, è emerso chiaramente che, dopo 40 anni, questa partita sta finalmente andando a chiudersi. Se negli ultimi decenni nessuno ha avuto il coraggio di combattere la PSA, noi invece, insieme a un pezzo importante della Sardegna, lo stiamo facendo e siamo vicinissimi al risultato. Questo è il momento di dare la spinta finale per liberarci da una malattia che impedisce a un settore, dalle potenzialità straordinarie, di svilupparsi creando lavoro e sviluppo nelle zone che ne hanno particolarmente bisogno. È vero – ha aggiunto il presidente Pigliaru -, c’è ancora il pascolo brado, ma molto meno rispetto al passato perché tutti hanno capito che c’è una determinazione assoluta, non soltanto della Regione, ma ormai di gran parte della popolazione. C’è la consapevolezza che bisogna liberarsi da questa piaga perché alla fine farà bene a tutti, anche a chi oggi non ha ancora capito e continua a stare nell’illegalità. Se da un lato continueremo con gli abbattimenti dall’altro stiamo costruendo autostrade per chi si vuole mettere in regola garantendo loro sostegno economico e assistenza tecnica e creando tutte le migliori condizioni perché si porti avanti una produzione virtuosa.» Francesco Pigliaru ha poi ricordato quanto accaduto nella Penisola Iberica: «La regione spagnola dell’Estremadura ha avuto come noi la PSA per 40anni: le campagne erano abbandonate, in una situazione disastrosa. Quando se ne sono liberati, la produzione, il lavoro e lo sviluppo sono stati straordinari con oltre 400milioni di euro di fatturato per una territorio molto piccolo. Questa è la nostra prospettiva. È a portata di mano e ci arriveremo insieme». 
Il presidente Pigliaru ha quindi ringraziato tutta la squadra, di donne e uomini, che compongono l’UdP per i risultati raggiunti in questa battaglia giusta per la Sardegna.
«I dati oggi in nostro possesso ci dicono che stiamo intaccando il nucleo vero della malattia – ha precisato il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada -. Gli abbattimenti hanno anche avuto un ruolo di persuasione verso chi operava nell’illegalità dove molti soggetti hanno deciso di mettersi in regola.» 
«I depopolamenti si sono comunque mossi con una azione costante di dialogo e collaborazione con gli allevatori e i cacciatori. In questo momento – ha proseguito Alberto Laddomada – la Sardegna è impegnata a riconquistare la credibilità internazionale persa con 40 anni di fallimenti e illegalità diffusa. Dimostrare oggi che siamo diventati dei soggetti affidabili non è un percorso facile, ma sia il presidente Pigliaru e sia il ministro Beatrice Lorenzin sostengono questa azione di recupero della fiducia soprattutto nei confronti di Bruxelles.»
Alessandro De Martini ha ricordato le fasi istitutive dell’UdP e la linea di dialogo sempre aperta nei confronti dei territori e degli amministratori: dal coinvolgimento dei sindaci ai 6mila cacciatori formati nei corsi di Laore Sardegna passando per la straordinaria collaborazione con allevatori, cacciatori e tutte le diverse componenti dell’Unità di Progetto.
«I circa 300 veterinari che operano in tutta la Regione – ha spiegato Franco Sgarangella -, garantiscono la Salute animale da un lato e la sicurezza alimentare della filiera dall’altro con controlli effettuati nelle circa 15mila aziende suinicole sarde.»
«Oggi – ha affermato lo studioso spagnolo José Manuel Sánchez-Vizcaíno – sono molto contento perché è un grande giorno per un ricercatore che per anni ha cercato di eradicare una malattia. La squadra veterinaria della Sardegna ha dimostrato di essere una Ferrari, riconquistando con i risultati una credibilità europea e internazionale non facile, soprattutto dopo 40 anni in cui la malattia ha creato gravi danni all’apparato economico.»
Nel periodo 2012-2014 si erano verificati 223 focolai, con una media di oltre 74 per anno e circa 6 al mese; nel triennio successivo, 2015-2017, ci sono stati invece 56 focolai con una media di 19 per anno e di circa 1,5 al mese. Il calo dei focolai è stato ancora più accentuato ed eclatante negli ultimi otto mesi (agosto 2017 – marzo 2018) dove si sono verificati solo 3 focolai in 3 Comuni, a fronte dei 13 focolai in 9 Comuni riscontrati fra agosto 2016 e marzo 2017.
Per quanto riguarda i due focolai di Aritzo (gennaio 2018) e Fonni (febbraio 2018), i controlli nelle zone di protezione e sorveglianza, così come previsti dalle norme, sono ormai pressoché ultimati e finora non è stato trovato alcun riscontro di PSA negli allevamenti registrati. In queste zone di protezione e sorveglianza ricadono territori di numerosi Comuni già categorizzati come ad alto ed altissimo rischio per PSA ed è confortante avere conferma che la situazione sia ragionevolmente sotto controllo.
La situazione nel cinghiale è in chiaro miglioramento, come indicato dal trend di sieroprevalenza nell’attuale zone infetta (circa 10mila kmq su un totale di 24mila Kmq dell’intera Isola). A partire dalla stagione venatoria 2012/2103 fino alla stagione 2017/2018, i valori sono stati i seguenti: 10,44%, 7,84, 7,37, 6,76, 4,70, e infine 3,80% in quest’ultima campagna di caccia. Tali dati registrano un calo progressivo della sieroprevalenza (indicatore importantissimo della avvenuta circolazione virale tra i cinghiali nei mesi/anni precedenti alla caccia). I numeri elaborati dall’IZS sono frutto dei test effettuati sui campioni prelevati dai cacciatori nei cinghiali abbattuti. L’affidabilità di questi dati è andata consolidandosi grazie a una crescente collaborazione con il mondo venatorio che in questi anni ha visto aumentare i campioni sottoposti a controllo da circa 3200 a oltre 5200 (+62%) a stagione.
Il quadro inequivocabile emerso dalla situazione nei cinghiali conferma quanto gli studiosi dell’UdP vanno sostenendo da tempo: «In linea generale, a un miglioramento della situazione nei domestici corrisponde o fa seguito anche un miglioramento nel selvatico». 
I maiali allo stato brado. A fronte di una popolazione, stimata a inizio dicembre 2017, di circa 3-5mila capi bradi presenti fra Nuorese e Ogliastra, negli ultimi quattro mesi sono stati abbattuti circa 1700 animali al pascolo non confinato illegale. I comuni dove si è intervenuti sono: Arzana, Baunei, Desulo, Nuoro, Orgosolo, Talana, Urzulei e Villagrande Strisaili.
I controlli sierologici e virologici indicano che la PSA era perfettamente endemica nei territori di Orgosolo, mentre altrove la situazione era più variegata suggerendo, certamente, l’altissimo rischio di questa pratica di allevamento, ma non necessariamente la sua endemicità in ognuno dei gruppi di maiali e territori in cui gli abbattimenti sono stati effettuati. L’endemicità della PSA ad Orgosolo è presumibilmente dovuta all’alto numero e alla densità dei capi bradi tenuti in quel territorio comunale e alla conseguente elevata probabilità di contatti tra i diversi branchi di maiali, che assicuravano una continua circolazione del virus. Nella sola Orgosolo, fra dicembre 2017 e marzo 2018, sono stati abbattuti 907 capi. In contemporanea e per evitare le azioni di depopolamento, molti detentori di maiali illegali, in tutti gli otto Comuni interessati dagli abbattimenti, hanno macellato clandestinamente i loro animali immettendoli nel mercato abusivo. L’avvistamento dei suini bradi è ora molto più sporadico, rendendo di conseguenza meno facile la stima dei capi rimasti che, a oggi, si ipotizza si siano ridotti a non più del 10-20% rispetto a inizio dicembre 2017. In ogni caso, è sicuro che il numero e la densità sono molto inferiori rispetto al passato e già questo depone a favore di un diminuito rischio di circolazione virale.
La tendenza, chiaramente positiva, degli ultimi tre anni e quella, ancor più marcata, degli ultimi mesi, indica complessivamente una rarefazione della circolazione virale sia negli allevamenti registrati che nel cinghiale e lascia ben sperare sulla possibilità di eradicazione definitiva della malattia dalla Sardegna anche a seguito del forte e ulteriore impatto positivo che ci si attende come conseguenza al contrasto del pascolo brado, che deve continuare.
A determinare il trend positivo dei dati sull’arretramento della PSA, oltre al contrasto del brado, hanno contribuito indubbiamente le attività di controllo sugli allevamenti e sulla caccia, sia in termini quantitativi che qualitativi. Il miglioramento della situazione epidemiologica complessiva è infatti correlato a un miglioramento dell’attuazione delle attività da parte dei servizi veterinari (potenziati a giugno 2017 con il Gruppo di Intervento Veterinario e ora coordinati centralmente dall’Azienda Tutela della Salute, che ha competenza sull’intero territorio regionale) e dei cacciatori rispetto alle norme e al programma di eradicazione.
Altro elemento che ha contribuito notevolmente a ridurre la presenza della PSA riguarda la formazione e l’informazione di allevatori e cacciatori, promossa nei territori dall’UdP, sulle buone pratiche dell’allevamento regolare e sui numerosi vantaggi economici e occupazionali che, soprattutto nelle zone interne della Sardegna, si potrebbero avere una volta sconfitta la malattia.
In ultimo, un fattore esterno che potrebbe aver contribuito ai risultati illustrati oggi è quello legato alla lunga e calda stagione estiva del 2017, che avrebbe favorito l’inattivazione del virus nel ambiente, con il conseguente minor rischio di focolai nei domestici. La siccità e la mancanza quindi di cibo per molti mesi hanno causato una diminuzione della densità dei cinghiali, specie più giovani. L’inattivazione del virus nell’ambiente e la diminuzione della densità dei capi selvatici hanno probabilmente reso più difficile la circolazione del virus tra i cinghiali ed i maiali.