16 August, 2026

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«All’interno della terribile crisi che da anni flagella la Sardegna il Sulcis Iglesiente affonda in una condizione ancora peggiore. Le famiglie indigenti nell’Isola sono 108mila, il 15% del totale (a fronte di una media nazionale del 10,3%). Nel Sulcis Iglesiente è di ben il 19%!, risultante di 35 mila disoccupati su una popolazione di 127mila abitanti e di un reddito pro-capite che è il più basso in Italia.»

Lo hanno detto oggi Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori sardi e Roberto Frongia, componente del Centro Studi dei Riformatori sardi.

«Sul piano ambientale basti rammentare un unico significativo dato relativo ai rifiuti speciali: nel Sulcis Iglesiente (già dichiarata area ad elevato rischio di crisi ambientale), per molti anni venivano prodotti circa il 65% di rifiuti speciali dell’isola. Il Piano Sulcis è, nella sostanza, una scatola vuota. Per queste ragioni condividiamo appieno le motivazioni poste a base della protesta organizzata dalla CISL e da tutti gli altri Movimenti. I Riformatori Sardi – hanno concluso Michele Cossa e Roberto Frongia – aderiscono alle legittime rivendicazioni del territorio e alle consentite manifestazioni e azioni poste in essere dal Comitato.»

Roberto Frongia copia

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Emanuele Cani.

«Sul Piano Sulcis il coordinatore Cherchi, la Regione e gli Enti locali hanno svolto un ottimo lavoro. Le polemiche di chi cerca consenso elettorale non meritano attenzione».

E’ questo il giudizio espresso oggi da Emanuele Cani, deputato del Partito Democratico.

«Si tratta di un aspetto importante per il nostro territorio e, considerato l’alto valore del coordinatore, siamo certi che saprà portare a termine questo importante piano per il Sulcis Iglesiente. Piano che l’ha visto tra gli ideatori e promotori e i cui effetti si sono già registrati con la fiscalità di vantaggio e sono certo proseguiranno con gli altri progetti in itinere. I dati, gli accordi e i protocolli sono una cosa concreta e non parole al vento. Le polemiche di questi giorni e di queste ore sollevate da chi auspica un fallimento del piano per poter gioire e cavalcare la polemica non meritano particolare attenzione se non per quella che si può riservare a chi va alla ricerca di un consenso popolare che mai ha ricevuto speculando su disagio e crisi. Quindi – ha concluso Emanuele Cani – sì alla concretezza no alla propaganda.»

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Daniele Reginali 2

«La fiscalità di vantaggio è uno dei primi effetti tangibili del Piano Sulcis. Gli altri aspetti e interventi certificati dal coordinatore sono un fatto positivo per il nostro territorio. Parlare di scatola vuota è quantomeno azzardato.»

Lo ha detto oggi Daniele Reginali, segretario del PD di Carbonia Iglesias.

«E’ curioso che ad alimentare le polemiche siano coloro che per 5 anni hanno governato la Sardegna producendo danni a cui il centrosinistra sta cercando di rimediare, oltretutto questa necessità di protagonismo senza argomentare ciò che si dice in maniera concreta, è un po’ come parlare al vento. Questo territorio – ha concluso Daniele Reginali – ha bisogno di soluzioni che passino per progetti concreti e atti veri non per proclami di impossibile applicazione.»

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La commissione “Attività produttive” del Consiglio regionale, presieduta da Luigi Lotto, ha sentito nel pomeriggio gli assessori al Turismo, Francesco Morandi e all’Industria, Maria Grazia Piras, sulle parti di competenza della manovra finanziaria 2016-2018.

L’assessore Morandi ha confermato alla Commissione la scelta della Giunta di procedere a una verifica complessiva delle risorse disponibili per l’attuazione delle scelte strategiche. «Dopo aver predisposto nel 2015 un bilancio per l’emergenza, quest’anno le risorse saranno orientate verso la ripresa – ha detto Morandi – fondi europei e fondi regionali diventeranno un unico strumento finanziario per il rilancio del sistema produttivo».

L’assessore del Turismo è poi entrato nello specifico dei settori di sua competenza. «Registriamo incoraggianti segnali di ripresa nel turismo che nel 2015, dopo anni di sofferenza, ha ripreso il trend positivo – ha sottolineato Morandi – segnali di crescita, anche se in forma meno marcata, arrivano dall’artigianato grazie alle risorse messe a disposizione per le opere immediatamente cantierabili e agli interventi finanziati con una parte del mutuo regionale. Più problematica, invece, la situazione del commercio che sconta ancora gli effetti negativi della crisi». Su questo fronte, l’assessore ha annunciato lo stanziamento di 1,5 milioni per i centri commerciali naturali più virtuosi: «Obiettivo della Giunta e sostenere i piccoli esercizi in una Regione dove la grande distribuzione sta prendendo il sopravvento».

Per le imprese artigiane, il bilancio regionale mira a mettere in sicurezza le piccole e medie imprese e, allo stesso tempo, a investire in innovazione per renderle competitive sui mercati. «Le azioni saranno finanziate soprattutto con fondi europei – ha spiegato Morandi – le risorse saranno messe a disposizione delle imprese attraverso bandi periodici a sportello». Confermato anche il sostegno all’artigianato artistico: la dotazione finanziaria sarà portata da 150 a 400mila euro.

Al settore del turismo andranno 18 milioni di euro da spendere per la promozione, comunicazione e l’innovazione tecnologica. Risorse che serviranno a finanziare gli eventi sul territorio (6,5 milioni di euro per 200 manifestazioni), la comunicazione attraverso stampa e tv, i progetti per l’implementazione dei social network. Su quest’ultimo fronte, l’assessore Morandi ha annunciato che verrà rispolverato il vecchio progetto di un portale per la promo commercializzazione delle offerte turistiche e la creazione di un’agenzia web che si occupi di informazione digitale.

Confermati anche i finanziamenti (7 milioni nel triennio) per il bando “Lunga estate”. «Nel 2016 puntiamo a consolidare l’allungamento della stagione turistica nei mesi maggio-ottobre per arrivare a aprile-novembre  nel 2017».

L’assessore, sollecitato dai consiglieri Gianluigi Rubiu (Udc), Piero Comandini (Pd) e Luigi Criponi (Riformatori) ha poi fornito un chiarimento sul dimezzamento dei fondi destinati alle Pro loco ( -750mila euro). «Quelle risorse sono state messe nel Fondo Unico degli enti locali, le Pro loco potranno riceverle dai comuni. Non sono comunque contrario a un ritorno alla situazione quo ante».

Subito dopo è stato il turno dell’assessore all’Industria Maria Grazia Piras che ha illustrato alla Commissione le voci della manovra dedicate al settore di sua competenza. «Una parte consistente del bilancio è destinata alle società partecipate della Regione – ha spiegato Piras – 18,5 milioni di euro andranno all’Igea per la manutenzione, sorveglianza e messa in sicurezza dei siti minerari dismessi; 29 milioni serviranno per attuare il piano di dismissioni della Carbosulcis che dovrà essere portato a termine nel 2018; 5,5 milioni saranno invece a disposizione per le attività di manutenzione e custodia della miniera di fluorite di Silius».

Nella manovra 2016-2018 sono poi previste altre due voci importanti per le bonifiche ambientali e gli interventi nelle aree di crisi. «Oltre 42 milioni di euro andranno alla riqualificazione di siti minerari – ha detto l’assessore all’Industria – di questi, circa la metà serviranno per finanziare le bonifiche dell’ex miniera d’oro di Furtei. Per i progetti nelle aree di crisi la dotazione finanziaria è di 22 milioni di euro, 11 dei quali saranno disponibili per il 2016».

L’assessore, infine, ha parlato delle iniziative a sostegno del sistema produttivo. «Su questo fronte – ha rimarcato – tutti gli investimenti saranno a carico dei fondi Por. Quattro i settori di intervento: internazionalizzazione delle imprese, competitività e innovazione, attuazione del piano energetico regionale e venture capital».

I lavori della Commissione proseguiranno domani mattina alle 10.00 con l’audizione dell’assessore all’agricoltura Elisabetta Falchi.

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

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 Teatro Centrale Carbonia copia

Venerdì 12 febbraio, alle 21.00, presso il Teatro Centrale di Piazza Roma, a Carbonia, si terrà lo spettacolo “Vacanze Rumene”, con  e la partecipazione straordinaria di Demo Mura. I tre artisti provengono da programmi televisivi e compagnie di successo come Zelig, Comedy Central e il Bagaglino. Lo spettacolo, ingresso gratuito, è organizzato con il patrocinio del comune di Carbonia.

Adriano, muratore esperto, lavora nella ditta di costruzioni di famiglia, aperta dal padre venti anni prima. Ora, a causa della grave crisi economica che ha investito il suo settore, si ritrova schiacciato dalle tasse ed è costretto a chiudere l’impresa, trovandosi di punto in bianco senza lavoro. Ad aggravare la sua situazione, è la pressione psicologica esercitata dalla ex moglie che non perde occasione per metterlo alle strette, davanti ai suoi doveri di padre e di ex coniuge: mantenimento e mutuo della casa lasciata in usufrutto. Una mattina, una visita inaspettata sul cantiere: Gregorio, suo fratello è tornato dopo un lungo periodo di assenza, in cui impegni di lavoro di vario genere lo hanno portato ad allontanarsi dalla famiglia. Gregorio è un attore, o per lo meno ama definirsi tale, dopo che, da ragazzino, il suo volto venne scelto come testimonial per una nota marca di cioccolatini. Anche lui è alla ricerca di lavoro: la sua carriera non ha avuto grandi svolte dopo quell’ultima esperienza come bambino dei cioccolatini, ma lui, nonostante non sia più giovanissimo, non smette di credere nel suo sogno. Decide di presentarsi dal fratello, dopo quasi due anni di assenza, per chiedergli lavoro, confida nella ditta di famiglia per tirare a campare in attesa della svolta per la sua carriera. Ricevuta la notizia da Adriano della chiusura della ditta, Gregorio cerca di risollevare suo fratello, proponendo la sua idea per rimettersi in gioco: fingersi Rumeni per riprendere il lavoro al cantiere. Vacanze rumene, una commedia tutta da ridere, che affronta un tema serio, pesante, concreto, ma soprattutto attuale, come quello della crisi del lavoro, con leggerezza e tanta ironia.

vacanze rumene

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La Confesercenti Provinciale di Cagliari ha organizzato un seminario formativo gratuito sul leasing e le sue novità di applicazione nel campo immobiliare. Con le novità legislative, infatti, lo strumento del leasing può essere utilizzato anche dai privati per l’acquisto dell’immobile di residenza e può risultare una nuova possibilità di vedersi finanziato il loro acquisto.

La sessione formativa si terrà venerdì 12 febbraio 2016 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 presso l’EXMA’ a Cagliari, in Via San Lucifero 71 e l’ingresso è gratuito e riservato agli agenti immobiliari e ai loro collaboratori.

Ai lavori interverranno il Presidente dell’ANAMA (Associazione degli agenti immobiliari aderente alla Confesercenti) della Provincia di Cagliari Cesare Pintus, il Direttore Provinciale Nicola Murru e il Notaio Marcello Dolia che avrà il compito specifio di illustrare la normativa e raccontare il campo di applicazione di uno strumento che, fino ad oggi, è stato utilizzato solo in ambito imprenditoriale.

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni è possibile recarsi presso la sede di Cagliari, in Via Cavalcanti 30, o contattare Il Sig. Maurizio Frau o la Dott.ssa Laura Scanu al n. 070 402370, o visitando il sito internet www.confesercenticagliari.it .

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INVITO SEMINARIO 12 FEBBRAIO

Servizi alla persona, accreditamento e alternativa agli appalti. E’ il tema del seminario che si svolgerà venerdì 12 febbraio nella sala convegni della Fondazione Banco di Sardegna in via Salvatore da Horta 2, a Cagliari, a partire dalle 9.00. All’iniziativa, promossa da Legacoop Cagliari e Legacoop Sardegna, partecipano l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, il presidente dell’Anci Pier Sandro Scano, il responsabile integrazione socio sanitaria e politiche per la non autosufficienza della Regione Emilia Romagna Fabrizio Raffaele, il responsabile dell’area welfare di Legacoop Bologna, il presidente di Legacoop Sardegna Claudio Atzori. Apertura lavori Daniela Schirru presidente Legacoop Cagliari.

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Domani, giovedì 11 febbraio, anche al Policlinico Duilio Casula si celebra la XXIV Giornata Mondiale del Malato.
Saranno interessati diversi reparti tra cui, in maniera particolare, i reparti Chirurgici, l’Otorino e l’Oncologia. Da metà mattina i reparti saranno animati da volontari e pazienti coordinati dal cappellano padre Giuseppe Carrucciu, che porteranno un momento di serenità tra i pazienti ricoverati nei presidi dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari. 

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Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Con le due distinte audizioni dei rappresentanti delle associazioni del settore pesca e di quello dello spettacolo si sono conclusme domani alle 10.00, alla presenza  dell’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, si svolgerà la discussione generale sulla Manovra 2016.

Questa mattina i responsabili regionali di Agci-Agrital, Giovanni Loi; di Legacoop – dipartimento pesca, Gabriele Chessa; dell’associazione armatori motopescherecci sardi, Renato Murgia, hanno portato all’attenzione del parlamentino del Bilancio le difficoltà del comparto della pesca, unitamente alla richiesta di nuovi stanziamenti a favore di un settore che è stato definito “fondamentale per l’economia isolana”. «Contiamo 1.300 imbarcazioni – ha spiegato Giovanni Loi – 3.000 buste paga dirette e mille operatori nelle attività in laguna, per un indotto complessivo che assicura il reddito a circa diecimila persone in Sardegna». Le richieste avanzate alla commissione riguardano principalmente il finanziamento di un progetto di manutenzione straordinaria delle lagune e stanziamenti adeguati per il ristoro dei danni causati dai cormorani nelle aree umide e dai delfini in mare. A questo proposito, Gabriele Chessa (Legacoop) ha dichiarato la contrarietà delle associazioni della pesca per la decisione della giunta di unificare in un unico capitolo di bilancio (1 milione di euro di stanziamento complessivo) il ristoro dei danni provocati dalla fauna selvatica in agricoltura e quelli provocati ai pescatori («l’agricoltura assorbirebbe il 98% dei fondi»). L’ulteriore sottolineatura critica ha riguardato l’azzeramento delle risorse al fondo solidarietà della pesca.

Il presidente dell’associazione degli armatori dei motopescherecci, ha denunciato “il basissimo livello di spesa” delle risorse del fondo europeo per la pesca (FeP): «Sulla programmazione 2007-2013 la Regione sarda ha restituito il 40% delle risorse assegnate a causa del mancato raccordo tra le diverse agenzie e l’assessorato ed anche perché i bandi sono datati nell’impostazione e del tutto inadeguati».

Le associazioni della pesca hanno dunque rammentato le difficoltà delle aziende nell’accesso al credito ed hanno concluso definendo “offensivo” lo stanziamento di centomila euro per i danni causati dai delfini: «Con una flotta di mille barche significano dieci euro a imbarcazione e il tutto sta a significare che è inutile istruire la pratica per domandare il ristoro dei danni»

A seguire si sono svolte le audizioni di rappresentanti delle associazioni del settore dello spettacolo in Sardegna. Piero Marras e Lelio Lecis (Agis); Massimiliano Leoni (Agis – Asmed); Antioco Usala e Giulio Landis (Cosass), Marco Benoni (Federcultura – Confoccop) hanno portato all’attenzione della commissione Bilancio la drammatica situazione del settore che – così è stato affermato – senza il ripristino degli stanziamenti in bilancio rischia la scomparsa.

Piero Marras, Lelio Lecis, Marco Benoni e Giulio Landis hanno ricordato la continua riduzione, nel corso degli ultimi anni,  dei fondi destinati alla cultura e alle rappresentazioni artistiche ed hanno chiesto con forza, uno stanziamento di almeno 10 milioni sul capitolo di spesa destinato ai contributi per le attività teatrali, musicali e alle iniziative culturali, nonché l’approvazione di una legge regionale sullo spettacolo.

Il consigliere Ignazio Locci (Fi), ha quindi confermato l’insufficiente stanziamento nel capitolo di bilancio («le associazioni hanno definito insufficiente una dotazione di 7,5 milioni ma i fondi sono ancora meno perché si fermano a poco più di 5 milioni di euro») ed il consigliere dei Riformatori, Attilio Dedoni, ha proposto la presentazione di un emendamento bipartisan per lo stanziamento delle risorse necessarie a non far morire l’industria dello spettacolo in Sardegna. A favore di iniziative per la valorizzazione delle attività culturali ed artistiche si sono espressi Annamaria Busia (Cd); Christian Solinas (Psd’Az) e Gianfranco Congiu (Pds).

Il presidente della commissione, Franco Sabatini (Pd), in conclusione dei lavori, non ha nascosto il disappunto per l’insufficiente stanziamento dei fondi ed ha affermato che, già in sede di predisposizione della manovra, aveva invitato l’esecutivo ad assicurare gli stanziamenti necessarie allo spettacolo e ad un’altra serie di voci del bilancio che continuano, invece, a non avere certezze sul livello di dotazione finanziaria. 

 

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La V commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale ha concluso questa mattina il ciclo di audizioni sulle proposte di legge presentate dai consiglieri Daniela Forma (Pd) e Luigi Crisponi (Pd) in materia di panificazione e tutela dei pani tipici della Sardegna.

Il parlamentino presieduto da Luigi Lotto ha sentito i  docenti universitari Costantino Palmas e Antonio Farris e il presidente dell’Associazione “Pane al pane” Tommaso Sussarello.

Il prof. Farris ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione e offerto alcuni spunti di riflessione: «Questa norma rappresenta un passo in avanti per tentare di mettere ordine in un settore senza regole e garantire il consumatore – ha detto Farris – introdurre una distinzione netta tra pane fresco e pane congelato contribuirà a fare chiarezza. La legge però potrebbe osare di più prevedendo una tutela più marcata per le produzioni tipiche. Se si vuole salvare la tipicità dei nostri pani, occorre incentivare la coltivazione del grano sardo e puntare sulle produzioni a lievitazione naturale».

Antonio Farris ha poi smentito che in Sardegna non esista una produzione cerealicola sufficiente per coprire la richiesta dell’industria del pane: «In Sardegna si coltivano attualmente 35mila ettari a grano, in passato la superficie seminata arrivava a 90mila ettari. Oggi si può incentivare il ritorno alla terra, ci sono realtà che già lo fanno con le filiere corte. Non è necessario produrre grano duro per tutti i tipi di pane, è sufficiente farlo per quelli tipici».

Sulle tipologie di pane da tutelare, il docente dell’Università di Sassari ha ricordato che la Regione ha a disposizione un lavoro fatto nel 2002 con i disciplinari di produzione di sei pani tipici: carasau, cocoi, modditzosu, pistocu, tzichi e spianata. «Questo lavoro potrebbe essere utilizzato in legge – ha concluso Farris – basterebbero alcune piccole modifiche».

Il prof. Costantino Palmas ha invece puntato l’attenzione sui risultati della ricerca condotta dall’Università di Cagliari sulle proprietà del pane tipico. «Gli studi effettuati su 50 pazienti diabetici hanno dimostrato che il consumo di pane a lievitazione naturale “aggiusta” la mucosa intestinale e riduce il consumo di insulina – ha spiegato Palmas – i risultati sono straordinari: oltre a migliorare salute dei pazienti, un’alimentazione corretta consente di ridurre notevolmente i costi a carico del sistema sanitario». Palmas ha poi citato come esempio l’esperienza virtuosa portata avanti a Settimo San Pietro dove i panificatori locali si sono consorziati per la produzione del civraxiu. «Qualche anno fa è nato il “Borgo del Pane”, un esempio di filiera corta che ha creato reddito consentendo ai piccoli produttori di proporsi sul mercato con un prodotto di altissima qualità».

Sulla necessità di valorizzare le produzioni tipiche ha insistito anche il presidente dell’Associazione “Pane al pane” Tommaso Sussarello che ogni anno, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari, valuta e seleziona i pani tipici presentati dai produttori locali in occasione della Cavalcata Sarda. «Sono produzioni che hanno un grande valore sul mercato – ha detto Sussarello – le tipicità possono rappresentare la Sardegna nel mondo. La legge non può non tenerne conto».

Il presidente Luigi Lotto ha spiegato che l’orientamento della Commissione è quello di arrivare in tempi rapidi a un Testo Unico. «Le due proposte in discussione possono essere integrate e ampliate – ha detto Lotto – obiettivo primario è arrivare a una disciplina organica dell’attività di panificazione che tuteli produttori e consumatori. Grande attenzione sarà riservata anche ai pani tipici e alla valorizzazione delle filiere corte. La speranza è quella di arrivare ad individuare almeno un marchio Dop e a definire 4 o 5 disciplinari di produzione».