22 August, 2026

L’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, in rappresentanza del presidente Francesco Pigliaru, aperto l’incontro della Comunità del Parco, presso la presidenza della Regione a Cagliari, per le designazioni di presidente e rappresentanti nel Consiglio Direttivo.
«Il Parco nazionale di La Maddalena – ha detto l’assessore dell’Ambiente – ha tutti i requisiti naturalistici per ambire a diventare internazionale. Quel che adesso è necessario è un forte ruolo di coordinamento e indirizzo, espresso da un Consiglio direttivo di grande competenza.»
L’assessore, il commissario della Provincia di Olbia Tempio Giovanni Carta e il sindaco di La Maddalena Angelo Comiti hanno convenuto di attribuire la Presidenza della Comunità del Parco al Presidente della Regione, tramite delega all’assessore della difesa dell’ambiente Donatella Spano.
La Comunità del Parco si è espressa in maniera unanime, in base all’esperienza certificata nei curriculum, a favore della nomina dei componenti della Comunità del parco. I delegati sono Bruno Paliaga, che vanta una lunghissima esperienza in qualità di direttore del Parco della Maddalena e delle Aree marine protette di Capo Carbonara e della Penisola del Sinis Mal di Ventre e di direttore del Consorzio di gestione del Parco Naturale regionale di Molentargius, oltre essere stato Commissario per il G8, aver prodotto numerose pubblicazioni scientifiche e ad aver lavorato per il Ministero della Pubblica Istruzione e diverse Università; Luca Ronchi, guida ambientale escursionistica iscritta all’Albo Regionale con un’esperienza decennale all’interno del Parco di La Maddalena in qualità di responsabile della progettazione di attività di Educazione Ambientale ed escursionismo naturalistico, progetti didattici, monitoraggio dei flussi antropici, censimento delle attività di pesca professionale; Andrea Rotta, ricercatore del Dipartimento di Biologia Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, esperto in attività di ricerca e monitoraggio sui cetacei, già Consulente ambientale e collaboratore dell’Ente Parco La Madalena, e Vincenzo Di Fraia, docente dell’Istituto tecnico Navale D. Millelire, direttore dei Corsi P.S.S.R – (Certificazione di Sicurezza Personale e Responsabilità Sociali) su nomina del Ministero dei Trasporti, e Comandante e Direttore di macchina di unità navali per il trasporto marittimo.
I nominativi saranno inoltrati al ministero dell’Ambiente per la formalizzazione dell’incarico.

 

Carloforte dice “NO” alla privatizzazione della Saremar. Lo ha fatto stamane con una manifestazione che ha registrato un’ampia partecipazione di lavoratori, studenti, commercianti e tanti cittadini, fortemente preoccupati per il futuro dei dipendenti Saremar e, soprattutto, del servizio. Il timore, infatti, è che con il passaggio del servizio di trasporto ai privati, possano aumentare i costi e peggiorare sia i livelli occupativi sia la qualità del servizio, fondamentale per la mobilità della comunità isolana, già penalizzata da una doppia insularità rispetto al resto della Sardegna.

La manifestazione è iniziata e si è conclusa sul lungomare. Sono stati tanti i commercianti che per due ore hanno tenuto le serrande abbassate e partecipato al corteo, guidato dai sindaci di Carloforte Marco Simeone e di Calasetta Antonio Vigo.

Ricordiamo che il 13 febbraio scorso l’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana, ha partecipato alla riunione del Consiglio comunale aperto alla cittadinanza. Nell’occasione ha detto che le priorità della Regione sono la continuità del servizio e la salvaguardia dei 181 posti di lavoro dei dipendenti Saremar attraverso forme di incentivazione all’assorbimento, ma queste rassicurazioni, a Carloforte, non hanno convinto pressoché nessuno e la riprova si è avuta con la manifestazione odierna.

Per l’intera giornata sono stati garantiti solo i collegamenti essenziali con Portovesme e Calasetta: cinque corse per Portovesme (5.05, 6.00, 13.15, 16.25 e 21.10) e rientro (6.10, 6.50, 14.30, 17.20 e 22.30); tre corse per Calasetta (6.55, 12.40 e 17.10) e rientro (7.35, 13.20 e 17.50).

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La sala conferenze della Biblioteca regionale di viale Trento, a Cagliari, questa mattina ha ospitato un nuovo incontro tra l’assessore dei Beni Librari Claudia Firino e i rappresentanti del mondo dell’editoria sarda. Molte le idee e i progetti condivisi,. E’ stata confermata la partecipazione della Regione Sardegna al Salone del Libro di Torino, alla quale l’Assessore Firino intende dare una connotazione forte, prendendo spunto dal ventennale della scomparsa di Sergio Atzeni.
«A Torino ci saremo, con lo stand dei libri degli editori sardi e le relative presentazioni, ma intendiamo esserci anche con un segno specifico che parli della nostra storia e della nostra cultura a partire dagli scritti di chi, con grande maestria e sensibilità, fuori dagli stereotipi e inventando un nuovo linguaggio, ha saputo dare una voce originale alla Sardegna e alle sue mille storie – ha detto Claudia Firino -. L’idea, condivisa questa mattina anche con l’AES e gli Editori indipendenti, è di costruire un progetto intorno agli scritti di Sergio Atzeni.»
Nel corso dell’incontro, si è inoltre parlato degli aggiornamenti da inserire nella normativa regionale, alla stregua delle innovazioni tecnologiche e del mercato dell’e-book. «È sempre più importante dare sostegno all’innovazione delle imprese e alla digitalizzazione. Legata a questa è la questione delle traduzioni, indispensabile per promuovere l’esportabilità dei nostri prodotti – ha spiegato l’assessore -. Per una maggiore distribuzione e promozione nel mercato locale, è inoltre importante assicurare la presenza dei libri sardi nei luoghi di rilevanza turistica quali porti ed aeroporti».
Si è parlato, infine, di contenuti a proposito del rapporto con la scuola. Su questo fronte la collaborazione con gli editori dovrà essere sulla produzione di contenuti soprattutto digitali, destinati ai ragazzi per interventi contro la dispersione scolastica.
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«L’emendamento presentato dai consiglieri regionali Anna Maria Busia del Centro Democratico e Pietro Cocco del Partito Democratico, approvato dal Consiglio regionale, apre una nuova era per i siti minerari. Si crea così una grande opportunità per la città di Iglesias e per il Sulcis Iglesiente, creando le possibilità per lo sfruttamento in termini turistici e culturali del territorio e delle sue innumerevoli risorse.»

Lo scrive in una nota Patrick Pinna, coordinatore regionale dei Giovani del Centro Democratico Sardegna.

«Guide turistiche, associazioni, cooperative ma soprattutto l’economia del Sulcis Iglesiente  – aggiunge Pinna – potrà scorgere quello spiraglio di luce che da tanto tempo attendevamo. Anche il coordinatore provinciale del Centro Democratico, Pierpaolo Boi, nei mesi scorsi è più volte intervenuto in merito alla questione dei siti minerari, poco o quasi nulla fruibili, causando enormi disagi non solo all’economia ma anche ai turisti che non potevano quasi mai visitare l’interno delle miniere. Ci auguriamo che l’Amministrazione comunale di Iglesias sfrutti questa grande opportunità, creando gli elementi per poterlo rendere attivo. Questa svolta – conclude Patrick Pinna – è la dimostrazione che quando si fa sinergia politica, al di là delle appartenenze di partito, i risultati non tardano ad arrivare.»

Porto Flavia

In Parlamento il dibattito sul comparto del latte vaccino che vive un periodo di crisi, cresce, e Copagri Sardegna – su richiesta dell’assessore regionale dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi – interviene sulla questione. A Montecitorio, ora intervengono alcuni parlamentari che hanno presentato tre distinte risoluzioni con contenuti che Copagri ritiene condivisibili, i quali  sottolineano, tra l’altro, l’esigenza di un’equa ripartizione del valore lungo la filiera mediante il monitoraggio dei costi di produzione affinché il prezzo riesca a coprirli, l’indicazione obbligatoria in etichetta del luogo di origine del latte e dello stabilimento di lavorazione, il pieno rispetto dell’art. 62 della legge 27 del 2012 che impone contratti scritti tra le parti, chiari e trasparenti. Si indica inoltre al Governo di promuovere le produzioni di qualità del settore e di promuovere il consumo del latte e formaggi nelle scuole e mense pubbliche.

Secondo Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri, «sono senz’altro utili anche le indicazioni di “promuovere iniziative affinché alle imprese agricole siano garantiti prezzi di favore per l’acquisto del gas, dell’energia elettrica, del gasolio e dei mangimi per l’allevamento degli animali nonché dei medicinali”, ma gli sforzi andrebbero concentrati verso la cancellazione degli oneri Imu e il ripristino delle agevolazioni per il gasolio agricolo».
Sull’attuazione della legge 27 del 2012, inoltre, per Copagri Sardegna, il Governo deve elaborare, sentite le parti, un contratto-tipo che regoli i rapporti tra venditori e acquirenti, trasparente e omogeneo sull’intero territorio nazionale. Copagri Sardegna ha anche trasmesso alla Regione lo schema di un contratto tipo stilato negli anni scorsi per il comparto ovicaprino.
Per dare più forza al potere contrattuale dei produttori, basterebbe poi dare applicazione al decreto all’articolo 17 del decreto legislativo n. 228 del 2001 che prevede il trasferimento di adeguato vantaggio economico ai produttori agricoli da parte delle industrie che ottengano benefici pubblici.

In Italia il comparto bovino da latte è rappresentato da 1.862.000 vacche allevate da 35.544 aziende che producono 11 milioni di tonnellate di latte per un valore di 4,5 milioni di euro. Mentre in Sardegna, nell’ultimo censimento del 2010, erano registrate 1.245 aziende con vacche da latte e 33.348 capi. A seguito della convocazione di due tavoli di filiera sul comparto, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha dichiarato di volersi muovere verso il miglioramento e difesa della qualità, lo sviluppo di campagne di educazione alimentare, la promozione dei formaggi, una più chiara etichettatura che rilevi il luogo di mungitura e la sede dello stabilimento di lavorazione. Per il triennio 2015-2017 è prevista dal Governo la spesa di 110 milioni di euro.

In Sardegna, però, le regole contrattuali in materia di latte vaccino hanno un rilievo minore rispetto ad altre regioni: il latte bovino è, per circa il 90%, controllato dalla 3A di Arborea che lo remunera a un prezzo tra i più alti d’Italia. Per questo motivo lo Stato dovrebbe riconoscere un aiuto ai programmi di attività delle OP che, quando ben organizzate (come la 3A),  sono in grado di soddisfare al meglio le aspettative dei produttori.

«L’attenzione del Governo, e dei parlamentari, però – sostiene Pietro Tandeddu – coordinatore regionale di Copagri – non deve limitarsi al latte bovino ma occorre estendere le indicazioni e le  soluzioni trovate per il comparto bovino al settore ovicaprino, che non interessa solo la Sardegna ma il Lazio, Toscana, l’Abruzzo, Piemonte, Basilicata e l’intero Appennino italiano. Deve quindi essere riaperto dal Governo il Tavolo di Filiera Ovicaprino, istituito, dopo le insistenze della Regione sarda, nel 2008».

«Non possiamo abbassare la guardia per il comparto ovino solo perché il prezzo del pecorino romano ha raggiunto i 9 euro al chilo, superando la quotazione del parmigiano reggiano a 12 mesi e più (oggi a 7,80 €/Kg) – aggiunge Pietro Tandeddu -. Sembra che qualche caseificio sardo stia incrementando la produzione di pecorino romano il che contrasta palesemente con la volontà espressa di provvedere alla regolazione dell’offerta per il prossimo anno. Copagri Sardegna rivolge quindi «un pressante appello agli industriali privati e alle cooperative perché prevalga il buon senso e non si comprometta un momento “felice” del mercato, anche se la ripartizione del valore nella filiera non è del tutto equo».

Gianni Tatti, consigliere regionale del gruppo Area Popolare e Vicepresidente della Commissione Trasporti, ha presentato un’interrogazione urgente su caso del totem aborigeno dell’aeroporto di Cagliari.

«In questi giorni, ho avuto modo di leggere in una segnalazione fatta su facebook e ripresa da un quotidiano regionale che nella principale porta di accesso alla nostra isola, l’aeroporto “Mameli” di Cagliari-Elmas è installato un totem di grandi dimensioni che nulla ha a che vedere con la storia e l’immagine della Sardegna – dice Tatti -. Mi associo al tam-tam di facebook nel chiedere che ad accogliere i turisti ed i tanti emigrati sardi che fanno rientro nella terra natia ci siano invece delle riproduzioni dei Giganti di Mont’e Prama di Cabras.»

«A tal proposito – aggiunge Ignazio Tatti – ho presentato un’interrogazione urgente al Presidente della regione e agli assessori dei Trasporti, Massimo Deiana e del Turismo, Francesco Morandi, per sapere se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative intendano intraprendere per dare l’opportuna accoglienza ai passeggeri in transito presso l’aeroporto “M. Mameli” di Elmas, affinché lo scalo stesso diventi vetrina per la promozione dell’immagine della Sardegna nel mondo.»

Dopo l’approvazione della legge finanziaria 2015, il Consiglio regionale tornerà a riunirsi martedì 10 marzo, alle 16.00, per l’esame di un provvedimento urgente in materia di Enti locali (iscritto all’ordine del giorno con procedura immediata ai sensi dell’articolo 102 del regolamento interno) e la discussione di cinque mozioni: la n. 82 (Zedda Paolo e più) sulla mancata ratifica da parte dello Stato italiano della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie; la n. 92 (Rubiu e più) sugli aggiornamenti relativi al nuovo Refresh da parte dell’Agenzia per erogazioni in agricoltura (Agea): la n. 113 (Pizzutto e più) sulle problematiche relative alla privatizzazione della Saremar; la n. 114-118 (Pittalis, Dedoni e più) sul piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche; la n. 116 (Cocco Pietro e più) sul piano di sviluppo dell’aeroporto di Cagliari-Elmas.

La convocazione è stata decisa dalla conferenza dei capigruppo, guidata dal presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, che ha anche previsto la convocazione dell’Aula per l’intera giornata di mercoledì 11 marzo 2015, con all’ordine del giorno l’esame del disegno di legge n. 130 “Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia”.

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Il consigliere regionale Ignazio Locci (FI) propone il congelamento del Piano di dimensionamento scolastico.

«L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Claudia Firino congeli, almeno per un anno, il Piano di dimensionamento scolastico – dice Locci -, nella parte in cui si decide, con criteri decisamente discutibili, la soppressione di alcune scuole primarie della Sardegna. Non si capisce, infatti, perché sebbene le pluriclassi dell’isola siano ben 45, soltanto per 20 di queste è prevista la cancellazione. È evidente che siamo di fronte a scelte arbitrarie, dettate da criteri contestabili e soggettivi, in cui a farla da padrone è il colore politico delle amministrazioni comunali e non, come dovrebbe essere, la sostanza dei servizi offerti. Diversamente si disporrebbe la chiusura di tutti gli istituti primari in cui insistono pluriclassi, anziché soltanto di una porzione di questi. Una decisione, quella adottata dall’Assessorato, che solleva almeno qualche dubbio sulla corretta applicazione delle linee guida.»

«Visto lo scontro istituzionale senza precedenti tra Amministrazioni locali, Regione e ministero alla Pubblica istruzione, che ignora le competenze della RAS in materia e si “porta avanti con il lavoro” – aggiunge Ignazio Locci -, è doveroso che l’assessore Firino sospenda il Piano e prosegua nella discussione, ascoltando molto attentamente le istanze delle comunità locali. Inoltre il rappresentante dell’Esecutivo Pigliaru non può ignorare che, di fronte alla smaccata fuga dello Stato dalle periferie, l’istituzione Scuola rappresenta un presidio statale cui i piccoli centri della Sardegna non possono rinunciare. È opportuno sottolineare ancora una volta che il mantenimento degli attuali livelli di servizio non comporterebbe per la Regione alcun costo aggiuntivo. Di contro, la soppressione degli istituti scolastici causerebbe nuove spese come, ad esempio, i costi di trasporto.»

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Quest’anno, in occasione della Festa della Donna, il Teatro Electra ospiterà due iniziative culturali e di spettacolo organizzate dall’Associazione “Io non ho paura” e dall’Ente Concerti “Città di Iglesias”.

L’8 marzo è il giorno in cui ricorre la Giornata Internazionale della Donna per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui le donne sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. La data si riferisce ad un avvenimento che ha avuto luogo a New York, quando 129 operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni finché, l’8 marzo, il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento. Ci fu un incendio doloso e le 129 operaie prigioniere all’interno dello stabilimento morirono arse dalle fiamme. Da allora, l’8 marzo è stata proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne. La commemorazione delle vittime è stata accolta nel mondo come la giornata simbolo del riscatto femminile.
L’iniziativa di celebrare la giornata internazionale della donna fu presa per la prima volta nel 1910 da Clara Zetkin a Copenaghen durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste.

Programma della serata:

ore 17.00  “8 marzo: Non c’è niente da festeggiare”. Presentazione del libro di Angelica Piras “Regina delle ombre in Asulu Bisendi”. Concluderà il Coro di Iglesias. A cura dell’Associazione “Io non ho paura”.

ore 18.30 – “Non solo 8 marzo”. Con Nadia Pische, Valeria Lilith Finazzi, De Rita, Susanna Moujie Montis, Maria Paola Loi,  Piera Bua Artemisia, Manola Cirronis, Loriana Pitzalis, Anthea Atelier Nené Sorgia, Ilaria Fanni, Petula Farina, Maria Fracesca Pilloni, Alessia Tudino. Direttore artistico: Gianluca Erriu. Presenta: Nadia Pische. Service: Gennarta Servizi.  A cura dell’Ente Concerti “Città di Iglesias”.

L’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari partecipa alla giornata di sicurezza in anestesia e rianimazione e lo fa con la struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Marco Piga. Domani, giovedì 5 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 14.00 nell’Atrio del Blocco Q del Policlinico Casula di Monserrato, verrà allestito un apposito spazio dedicato all’argomento “Sicurezza” per quanto riguarda la prestazione specialistica di Anestesia e Rianimazione.

Nell’occasione, l’equipe medico-infermieristica della Struttura Complessa darà informazione alle persone interessate, oltre che sulle varie tecniche di Anestesia e Rianimazione, pure sui sistemi che vengono normalmente adoperati per garantire la sicurezza del paziente sottoposto a Anestesia in Sala Operatoria e/o nel corso del ricovero in Terapia Intensiva.

Sarà possibile compilare un questionario informativo che servirà a ottimizzare l’operato dell’Anestesista Rianimatore.