24 August, 2026

Si è svolta al Centro Culturale di Iglesias, il 7 e 8 novembre scorsi, la 45ª edizione del Premio Nazionale di Cinematografia “Villa di Chiesa”. Promosso dallo storico Cineclub di Iglesias affiliato alla Federazione Italiana dei Cineclub (Fedic), il concorso è nato nel 1969.

Durante la seconda serata sono stati assegnati numerosi riconoscimenti. Per l’attribuzione dei premi, i giurati si sono attenuti a criteri fondamentali come il contenuto e il linguaggio dei video, non trascurando ciò che riguarda le forme (montaggio, sincronia immagine-suono, stile fotografico) e non ultimo il movimento di macchina e di scena. Dopo attenta valutazione di questi parametri, la giuria composta da Luca Rocchi (Fotografo), Miriam Cappa (giornalista) ed Enrico Scano (Lingue e Comunicazione) ha deciso all’unanimità di assegnare il Primo Premio al cortometraggio “Boule de neige – Una nuova vita” del regista romano Andrea Natale, scritto in collaborazione con l’artista iglesiente Chiara Ferrara e con l’attore lucerino Felice Capogrosso.

Questa la motivazione della giuria: «Il regista, prendendo spunto da una storia attuale, è riuscito a raccontare l’autismo in modo diretto e toccante, avvalendosi di una capace tecnica cinematografica».

Ispirato ad una storia vera accaduta in Puglia negli anni Novanta, nel film «due giovani genitori scoprono che il loro bambino è autistico e il giovane padre inizialmente entra in crisi. Poi però riesce a stabilire un canale di comunicazione con suo figlio e nella poetica e metaforica scena finale, ai piedi di un grande ulivo dalle radici nodose, il padre spiega al suo bimbo, ma soprattutto a se stesso,  il significato della vita, promettendo al bimbo che loro, i suoi genitori, ci saranno sempre per lui« (Enrico Scano).

Il film, già premiato come miglior corto per la sezione “Il Sociale” al Flaminio Film Festival di Roma, è stato inserito anche nella official selection del Foggia Film Festival, un concorso con il meglio della produzione italiana nel campo di lungometraggi, cortometraggi e documentari  presieduto quest’anno da Sergio Rubini, nella sezione “Vetrine”.

Dopo la vittoria del primo premio al 45° Festival Villa di Chiesa, il cortometraggio è stato inoltre selezionato per essere trasmesso nel mese di dicembre dal canale Antenna Sud Pop Tv all’interno di “Cortocorrente”, primo format televisivo dedicato ai cortometraggi. Antenna Sud Pop Tv è un canale televisivo che tratta musica, cultura e spettacolo, in onda sul digitale terrestre (canale 643) e su SKY (canale 5643).

Didascalie foto:

1 – Foto di scena di “Boule de neige – Una nuova vita” (ph Chiara Ferrara).

2 – Il Primo Premio del 45° Festival di Cinematografia Nazionale “Villa di Chiesa”, Alfonsino d’argento mis. max.

3 – Foto del cast di “Boule de neige – Una nuova vita” al Foggia Film Festival di fronte al Multisala Cinema Corso di Cerignola il 24 novembre 2014 (ph Nicola Capogrosso). Da sinistra: Felice Capogrosso (protagonista e autore) con Claudio Finizio (che nel film interpreta Mattia, il bambino autistico), Chiara Ferrara (autore) e Andrea Natale (regista e autore).

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«Il sindaco Emilio Gariazzo e il presidente del Consiglio comunale convochino subito un Consiglio comunale straordinario per affrontare la questione Igea.»

L’appello arriva da Carla Cicilloni, consigliere comunale del Partito Democratico.

«In qualità di dirigente del Pd, di donna e di consigliere comunale – aggiunge l’ex assessore provinciale dell’Ambiente -, in considerazione delle condizioni di precarietà in cui vertono i lavoratori e alla luce dell’occupazione portata avanti dalle donne dell’Igea chiedo che il problema venga affrontato subito dal Consiglio comunale con l’urgenza del caso.»

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Il carcere di Iglesias si avvia alla definitiva chiusura. La conferma viene da Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”.

.«L’apertura del carcere di Uta, che sarà inaugurato alla presenza del vertice del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a dicembre – dice Maria Grazia Caligaris –, coincide con l’ormai imminente chiusura della struttura detentiva di “Sa Stoia”, nel territorio di Iglesias. Lo stesso destino è riservato anche all’Istituto di Macomer (Nuoro). Entro la metà del mese di dicembre è prevista la conclusione della storia dei due Istituti gemelli. Il cui destino è stato definitivamente segnato sette mesi fa da un decreto ministeriale sospeso temporaneamente ma mai annullato, nonostante le manifestazioni e le proteste di amministratori, familiari, detenuti e volontari.»

«La riorganizzazione ministeriale del sistema detentivo in Sardegna – sottolinea Maria Grazia Caligaris – è improntata al risparmio e alla razionalizzazione dell’impiego degli Agenti della Polizia Penitenziaria. Il personale attualmente in servizio nelle due carceri sarà infatti utilizzato in buona parte per completare le piante organiche delle nuove strutture, in particolare quelle di Oristano-Massama e Cagliari-Uta, dove saranno concentrati la maggior parte dei detenuti.»

«E’ ancora incerto invece il destino dei sex offender dislocati a Iglesias. La struttura del San Daniele di Lanusei non può infatti accoglierli per il sovraffollamento. E’ quindi probabile che alcuni di loro vengano trasferiti a Sassari-Bancali e altri nel Villaggio Penitenziario di Cagliari-Uta. L’auspicio è che i trasferimenti avvengano – conclude la presidente di SDR – tenendo conto della vicinanza alle famiglie e dei programmi riabilitativi in atto. La migliore sicurezza infatti è quella di azzerare la recidiva garantendo con opportuni interventi il recupero dell’individuo durante il periodo di privazione della libertà.»

L’assessore regionale del Bilancio e della Programmazione Raffaele Paci smentisce le voci su una cancellazione della riduzione dell’Irap.
«Non solo la Giunta non cancella la riduzione dell’Irap – ha detto Paci – ma anzi la stabilizza, trasformando “a tempo indeterminato” un provvedimento della durata solo triennale che, come deciso dalla precedente legislatura, sarebbe scaduto nel 2015.»
«In Sardegna l’Irap è e resterà la più bassa d’Italia – ha aggiunto l’assessore del Bilancio -. Ma per renderla stabile, una rimodulazione dell’aliquota regionale era necessaria dopo l’ulteriore riduzione dell’Irap decisa dal governo nazionale attraverso la legge di stabilità. La somma del taglio regionale, che pur rimodulato resta, e di quello nazionale, garantirà uno sgravio importante e permanente per le imprese sarde.»
Sulla decisione dell’esecutivo Pigliaru di contrarre un mutuo da 600 milioni, il vicepresidente della Giunta ribadisce che «la Regione chiederà un prestito non certo per pagare debiti come molto spesso accaduto in passato ma per fare investimenti, per aprire cantieri, per superare l’eterno gap infrastrutturale che da sempre penalizza la Sardegna e per iniziare un percorso, troppo a lungo rimandato, di rilancio della sua economia».
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«La gestione della vertenza Igea da parte della Regione è oltremodo scandalosa: tutti gli accordi, compreso l’ultimo del 7 novembre scorso, sono stati disattesi, mentre gli operai, stremati da una situazione sempre più drammatica, sono arrivati al settimo mese senza stipendio. Unico responsabile: la Giunta dei professori, palesemente disinteressata al dramma che stanno attraversamento le maestranze Igea, e convinta di farla franca con il solito “stiamo lavorando”. Un lavoro di cui, tuttavia, non si percepisce alcun frutto.»

Lo ha detto stamane Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo Forza Italia Sardegna, dopo essersi recato a Monteponi a portare solidarietà e vicinanza ai lavoratori.

«Sono padri di famiglia che non sanno più come andare avanti, strozzati dai debiti e abbandonati da una classe dirigente che, oggi al governo, mostra di non sapere fare il proprio lavoro – ha aggiunto Locci -. Inoltre, per una ventina di precari i contratti risultano in scadenza e ancora nessuno ha fornito loro le giuste rassicurazioni. A questo punto, vista l’imbarazzante incapacità di gestire la vertenza da parte della Giunta Pigliaru, sarebbe il caso che si andasse in Consiglio regionale con una proposta di legge urgente che ponga la parola fine, regolarizzando la situazione degli operai e mettendo in sicurezza l’immenso patrimonio minerario oggi a rischio per ragioni di pubblica sicurezza. Più passa il tempo, più lo scenario si aggrava. Non si capisce cosa stiano aspettando gli uffici regionali competenti a liquidare all’Igea i tre milioni di euro di fatture scadute, o a trasferirle gli 8 milioni stanziati nell’assestamento di bilancio. L’Assessorato regionale all’Industria ha tutti i poteri per velocizzare le pratiche e dare una scossa alla burocrazia. Ma è evidente che Maria Grazia Piras sta pensando ad altro. A breve, poi, chiuderà la Ragioneria della Regione e per assicurarsi gli stipendi (almeno un anticipo prima di Natale) gli operai dovranno attendere il 2015. E questo sarebbe gravissimo, un ulteriore offesa all’indirizzo di centinaia di famiglie sarde.»

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«La situazione dei lavoratori dell’Igea è oramai insostenibile. E’ necessario che vengano pagati subito gli stipendi dei lavoratori. La Regione deve intervenire e trovare una soluzione al problema. Non si può continuare a tergiversare e perdere tempo creando solo danni ai lavoratori e alle famiglie. La Regione ha titolo e competenze. Le usi e intervenga in maniera decisa  con una soluzione industriale strutturale che dia un futuro a Igea. Sulla pelle delle persone non si puo’ giocare.»

Lo ha detto stamane Daniele Reginali, segretario del Partito Democratico di Carbonia Iglesias.

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha presentato un’interrogazione sulla scadenza dei pagamenti per gli interventi di sostegno economico ai dipendenti delle fabbriche in forte difficoltà.

«Da giorni attendono risposte dalla Regione sulla cassa integrazione in deroga – spiega Rubiu -. Con un sottile filo di speranza che si possa sbloccare la situazione, per una ripresa dell’attività produttiva. Un esercito di senza lavoro e le aziende in crisi accomunati da un destino davvero assurdo. Stipendi fermi da mesi, con gli ammortizzatori sociali inesistenti.»

L’emergenza riguarda, in modo particolare, il Sulcis Iglesiente e l’Ogliastra ma si allarga anche agli altri territori della Sardegna, come certificano le chiusure di diversi stabilimenti anche nel Medio Campidano e nel Nuorese.

«E’ un’ecatombe senza fine – aggiunge Rubiu – che sta mettendo in ginocchio il nostro sistema economico e sociale. Occorre predisporre tutti gli interventi necessari per consentire il pagamento della cassa integrazione per tutte le richieste già avanzate per l’anno in corso con l’apposita proroga, attivandosi altresì in vista del 2015 visto che tantissime famiglie trovano nel trattamento di integrazione salariale l’unica forma per portare avanti le spese necessarie al sostentamento del proprio nucleo familiare.»

Anche sugli interventi di sostegno al reddito incombe la preoccupazione di nuove sforbiciate da parte del Governo.

«Sarebbe un disastro – sottolinea ancora Gianluigi Rubiu -. Per questo appare opportuno realizzare un fronte comune tra le Regioni per impedire che si attui la riduzione dei beneficiari della cassa integrazione in deroga e mobilità in vista dei prossimi stanziamenti.»

«La pesantezza derivante dal prolungarsi della crisi – conclude Rubiu – rende sempre meno sopportabili le ripercussioni sociali e materiali in chi è direttamente coinvolto. Proprio per questo sono inaccettabili ed incomprensibili i ritardi nella corresponsione dei sussidi e le volontà di restringere le tutele garantite dall’attuale sistema di ammortizzatori sociali. Sarebbero poi davvero inconcepibili tagli al sistema di interventi per il sostegno al reddito.»

Lunedì 15 dicembre, dalle 9.30, nelle sale dell’Ufficio Orientamento al lavoro dell’università di Cagliari – via Ospedale n. 121, Cagliari, l’azienda Elliot – Geri Hdp incontrerà i laureati e i laureandi dei corsi di laurea in Scienze economiche, giuridiche e politiche. L’incontro è curato dallo staff dell’Ufficio orientamento al lavoro – Job Placement (direzione Ricerca e territorio).

Elliot è una società di consulenza e progettazione, che offre soluzioni in ambito customer care alla clientela. Fa parte di Geri Hdp, un gruppo attivo da vent’anni nella gestione del credito, con quattro sedi in Italia e due all’estero. La finalità dell’incontro è quella di permettere all’azienda di far conoscere la propria attività ai laureati e ai laureandi di Ateneo, in vista di futuri inserimenti lavorativi. Per lo sviluppo della sede di Cagliari, Elliot recluta candidati abili nel lavoro in team, dotati di entusiasmo e di dinamismo, con competenze nel sistema Excel e conoscenza dell’inglese.

«La Sardegna deve andare oltre la sentenza del giorno 8 gennaio 2013 emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo che ha condannato lo Stato Italiano per violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo, censurando i trattamenti inumani derivanti dall’accertata condizione di sovraffollamento delle carceri.»

Piero Comandini, primo firmatario di una mozione urgente, insieme agli esponenti del gruppo PD della maggioranza in Consiglio regionale, ribadisce che nonostante la condanna della Corte Europea e i vari appelli del Presidente della Repubblica la situazione penitenziaria non è cambiata e la Sardegna ha raggiunto limiti massimi, nonostante le denunce fino ad oggi nulla è cambiato per ripristinare le politiche di competenza regionale. Mentre si registra un costante aumento di reclusi sia indigeni che extracomunitari che aspettano mesi per un primo giudizio portando ad un sovraffollamento delle strutture penitenziarie, causando un collasso sulla dotazione di beni indispensabili, molte strutture rischiano la chiusura.

Piero Comandini sollecita una risposta da parte del presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro della Giustizia e dal Ministro delle Infrastrutture e della Salute, e precisa che «la mozione non vuole essere un atto prepotente nei confronti dell’esecutivo regionale, anzi, vuole accendere un riflettore comune sul tema, con l’obiettivo di rafforzare l’impegno e la sensibilità delle istituzioni affinché venga chiarito, all’opinione pubblica, che si sta facendo quanto possibile per verificare che il processo di riordino giudiziario, specialmente degli istituti penitenziari presenti nell’isola, metta in atto un programma di interventi immediati in grado di creare condizioni di vivibilità, ripristinare i servizi e le dotazioni dei beni di prima necessità, nonché di risolvere, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e in via definitiva, il problema del sovraffollamento carcerario in Sardegna».

Piero Comandini sottolinea che, affinché tutto possa funzionare al meglio, «è necessario potenziare il corpo di Polizia Penitenziaria e definire gli incarichi dirigenziali degli Istituti isolani attestato che, cinque Direttori gestiscono 12 Istituti comprese tre ex Colonie Penali (Mammone, Isili e Is Arenas)».

Il trasferimento dei detenuti dal carcere di Buoncammino nella nuova struttura di Uta ha messo in evidenza la situazione di crisi che vive l’intero sistema carcerario, a partire da quello sanitario dove a Uta, carcere modello, attualmente ci sono solo due medici che effettuano il servizio 24 ore su 24, mancano l’archivio delle cartelle cliniche, i telefoni e i computer e, il Centro clinico dove si trovano i farmaci salva vita, non è di facile accesso, da non trascurare inoltre la mancanza di un’ambulanza e il disagio che potrebbe crearsi, in caso di emergenza, per il trasferimento di un detenuto in una dalle strutture sanitarie urbane.

Piero Comandini sottolinea che «ogni discorso sulla sanità in carcere non può prescindere dalla condizione dell’uomo, per il quale il concetto di salute non può limitarsi alla mera assenza di malattia in quanto il carcere è una summa di malattie psico-fisiche».

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E’ in programma sabato sera, nella sede dell’associazione culturale “Isidoro Sarritzu”, in via Eligio Porcu 231, alle 18.30, a Quartu Sant’Elena, la presentazione del libro sulla vita di Enrico Berlinguer curato da Pierpaolo Farina, che ha sistematizzato per la prima volta in una raccolta di oltre 400 pagine i discorsi, gli scritti e le interviste dell’ex-segretario del PCI, che ha portato il 14 giugno 2013 Bianca Berlinguer a rompere il silenzio dopo 29 anni e a parlare per la prima volta in pubblico del padre.

Interverranno l’autore, Pierpaolo Farina, giovane di 24 anni, e Tore Corona, presidente della Fondazione Berlinguer.

La presentazione è organizzata dall’associazione culturale “Isidoro Sarritzu” e dal circolo del partito della Rifondazione Comunista di Quartu Sant’Elena.

Il libro verrà presentato anche domenica 30 novembre, alle 18.30, a Iglesias, in via Giuseppe Verdi, angolo Piazza Pichi.

Presentazione del libro su Enrico Berlinguer