3 November, 2026
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Consiglio regionale 3 copia

Il Consiglio regionale ha bocciato (presenti 50, votanti 49, sì 20, no 29, 1 astenuto) la mozione n. 40 (Fenu e più) «sull’attuazione immediata della zona franca integrale in Sardegna, in ottemperanza e nel rispetto dello Statuto sardo, delle leggi regionali e dello Stato italiano». 

 La seduta pomeridiana del Consiglio regionale si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il presidente ha comunicato di aver accolto la richiesta di rinviare a domani la discussione della mozione n. 26 (Cappellacci e più) «sulla continuità territoriale marittima della Sardegna». L’Aula ha quindi proseguito nell’ordine del giorno, con l’esame della mozione n. 40 (Fenu e più) «sull’attuazione immediata della zona franca integrale in Sardegna, in ottemperanza e nel rispetto dello Statuto sardo, delle leggi regionali e dello Stato italiano». Il presidente ha dato la parola al primo firmatario, il consigliere Modesto Fenu (Sardegna – Zona Franca).

Il consigliere Modesto Fenu (Sardegna – Zona Franca), dopo aver precisato che la mozione è stata presentata prima dell’incontro promosso dalla Prefettura di Cagliari con le istituzioni interessate per verificare lo stato di attuazione delle leggi che disciplinano la materia, ha dato lettura del testo della mozione, illustrando i vantaggi concreti della zona franca integrale e invitando le forze politiche presenti in Consiglio ad abbandonare pregiudizi e a superare steccati ideologici.

Il consigliere Salvatore Demontis (Pd) ha espresso in apertura la sua contrarietà alla zona franca integrale. «Responsabilità e coscienza su entrate e spese – ha affermato – sono concetti alla base della vertenza fiscale fra la Sardegna e lo Stato ma la zona franca integrale, grazie alla quale non si pagano iva e accise, comporta necessariamente la rinuncia alle entrate provenienti da queste fonti, entrate che non potrebbero essere compensate nemmeno da una forte crescita dell’economia». Non esistono studi scientifici né una programmazione strategica, ha aggiunto Demontis, «che dimostrino che quella della zona franca è una ipotesi praticabile e concreta, anche perché l’assenza di entrate imporrebbe alla Regione l’individuazione di nuove coperture, ipotesi anche questa non realistica».

Il consigliere di Forza Italia, Oscar Cherchi, ha ricordato la gravità della crisi economica in atto e ha sottolineato la condizione di insularità che caratterizza l’economia della Sardegna «che si traduce in maggiori costi per l’energia, i trasporti e un eccessivo carico fiscale per le imprese che nell’Isola operano». Per l’esponente della minoranza sono queste, in sintesi, le condizioni di svantaggio che oggi si traducono in un aumento della disoccupazione  a livelli tali da poterla definire un’autentica emergenza sociale. «E’ ineludibile – ha dichiarato Cherchi – porre in essere misure e interventi adeguati per assicurare crescita e sviluppo alla nostra Isola». Il consigliere di Fi ha ricordato, dunque, i numerosi dibattiti e gli approfondimenti che in questi ultimi anni si sono succeduti in Consiglio regionale, e non soltanto, in materia di zona franca.

Oscar Cherchi ha elencato, quindi, le diverse norme che regolano la materia e rimarcato come il codice doganale comunitario rappresenti «la fonte normativa in materia di zone e aree franche». L’esponente dell’opposizione, a questo proposito, ha rimarcato che sono «gli Stati membri a chiedere all’Ue l’istituzione del regime franco in particolari porzioni del loro territorio, su proposta della Regione». Il consigliere Cherchi ha quindi spiegato che nella scorsa legislatura, con la delibera 39/30 del 26 settembre 2013, la giunta ha deliberato la richiesta al governo italiano perché procedesse con l’Ue per l’istituzione della zona franca in tutto il territorio regionale. L’onorevole Cherchi ha concluso affermando che la zona franca integrale e la fiscalità di vantaggio rappresentano lo strumento per offrire sostegno all’economia sarda e all’intera Isola.

Il consigliere del Psd’Az, Angelo Carta, ha dichiarato che negli ultimi due anni sulla materia della zona franca si sono dette «tante e tante cose e anche informazioni e comunicazioni non sempre rispondenti alla realtà dei fatti». «Ma è innegabile – ha spiegato Carta – che la zona franca, in questi ultimi anni, sia stata vista da molti come «una soluzione possibile per risolvere tutti i mali» e ha ricordato come però ben trecento Comuni in Sardegna abbiano deliberato per l’istituzione della zona franca in Sardegna. «Queste iniziative – ha proseguito l’esponente della minoranza – hanno spinto anche il Consiglio regionale a ritornare sul tema ed in particolare sui provvedimenti che prevedono l’istituzione dei sei punti franchi nell’Isola. Serve dare immediata attuazione ai decreti attuativi del 1998 – ha affermato Carta – e procedere con l’istituzione dei sei punti franchi». A giudizio di Carta su questo aspetto non si registrano divisioni politiche mentre le differenziazioni emergono sulla cosiddetta zona franca integrale. «Pertanto – ha insistito Carta – procediamo per la parte in cui tutti siamo d’accordo, i punti franchi, e insieme con l’esenzione doganale si inseriscano anche quelle fiscali». Per il rappresentante del Psd’Az in Consiglio sarebbe questa una sperimentazione utile a valutare l’eventuale estensione del regime franco a tutto il territorio regionale.

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, in apertura del suo intervento, ha sottolineato la mancanza di interesse per l’argomento da parte della maggioranza: «Il fatto che non si intervenga in Aula è significativo – ha detto Pittalis – non ci siamo fatti un’illusione di un cambio di rotta. La posizione di Pigliaru e del centrosinistra e la loro netta contrarietà alla zona franca integrale è chiara fin dalla campagna elettorale. Non ci hanno convinto le motivazioni, per questo abbiamo proposto la mozione». La Sardegna, secondo il capogruppo “azzurro”, assume una posizione rinunciataria. «Comprendiamo le difficoltà – ha proseguito Pittalis – però guardando ai paesi che hanno sperimentato questo strumento di politica economica sarebbe opportuna una riflessione sulla possibilità di utilizzarlo nel confronto con il Governo nazionale e con l’Unione Europea».

Per il consigliere di Forza Italia, non si può ignorare il pronunciamento favorevole di 300 consigli comunali a favore della zona franca. «Questa è una battaglia storica sulla quale purtroppo la Sardegna si divide. «Il centrosinistra – ha concluso Pittalis – oggi si assume la responsabilità di non portarla avanti».

Il presidente Ganau ha quindi dato la parola all’assessore regionale alla Programmazione Raffaele Paci. «E’ un tema importante largamente dibattuto in campagna elettorale – ha esordito Paci – la maggioranza non è silenziosa, la nostra posizione deriva da un programma elettorale chiaro: portiamo avanti ciò che abbiamo scritto». L’assessore ha poi ribadito la posizione della Giunta: «La zona franca integrale è un inganno. Abbiamo spiegato perché non era realizzabile e gli scompensi economici e sociali che avrebbe potuto generare. Siamo invece favorevoli all’istituzione di porti franchi o di aree economiche  speciali così come previsto DL 75/98 rimasto finora inattuato».

Raffaele Paci ha illustrato in Aula i passi fatti dalla Giunta in questa direzione: «Abbiamo preso contatto con la società Cagliari Free Zone per la creazione di una zona franca nell’area doganale del porto. Siamo pronti a fare altrettanto nelle altre 5 aree indicate dal DL 75/98». L’assessore ha poi informato il Consiglio delle interlocuzioni con le Capitanerie di Porto e i responsabili delle dogane. «La Regione – ha annunciato l’assessore – non entrerà nelle compagini sociali, ma offrirà tutto il supporto per implementare le aree doganali. L’obiettivo è l’attrazione di nuove imprese e l’aumento dell’occupazione». Per l’assessore è necessario adesso fare chiarezza con semplificazioni amministrative che creino le condizioni per catturare possibili investitori. «Basta però insistere sulla zona franca integrale – ha concluso Paci – concentriamoci su elementi condivisi e realizzabili in tempi rapidi».

Il presidente Ganau ha dato la parola per la replica al consigliere Modesto Fenu (Sardegna – Zona franca), il quale ha sottolineato la complessità della materia. Il primo firmatario della mozione ha però apprezzato l’intervento dell’assessore Paci che «sembra aver lasciato un piccolo spiraglio per il futuro». Rispondendo poi al consigliere Demontis, Fenu ha affermato che «è vero che la Sardegna avrà in un primo momento meno entrate, ma bisogna rendersi conto della condizione di disperazione delle imprese e famiglie sarde, che non potranno comunque pagare questi tributi. Bisogna affrontare la situazione e trovare le soluzioni per fare fronte al primo periodo tenendo conto che non c’è un’unica zona franca, sta a noi scegliere quella che va bene per la Sardegna e io sono disponibile a dimostrarvi che nelle altre parti del mondo la zona franca funziona».

Il presidente Ganau ha chiuso la discussione generale e ha dato la parola al consigliere Augusto Cherchi (Soberania e Indipendentzia) per dichiarazione di voto, il quale ha dichiarato di apprezzare l’iniziativa di parlare di questo importante argomento e ha annunciato un voto favorevole. Cherchi ha sottolineato che la Sardegna ha bisogno di una fiscalità diversa, «perché la pressione fiscale è eccessiva e schiaccia le nostre famiglie e imprese». Cherchi ha anche ribadito la necessità di istituire l’agenzia regionale delle entrate.

Il consigliere Salvatore Demontis (Pd) ha ribadito che sul problema della zona franca integrale «non si può andare al buio, senza una programmazione strategica». «Sulla sperimentazione suggerita dall’assessore e in parte anche dal consigliere Carta – ha osservato Demontis – ho visto un approccio condivisibile al problema ma è cosa diversa dalla zona franca integrale». Il consigliere ha confermato in conclusione il voto contrario alla mozione.

Il consigliere Mario Floris (Misto – Sardegna) ha ricordato che lo Stato deve concorrere allo sviluppo della Sardegna ma ha smesso da tempo di farlo e non lo ha fatto nemmeno dopo l’uscita della Regione dall’obiettivo 1. «Rischiamo – ha affermato – di fare la fine della continuità territoriale, ottenuta dallo Stato e poi mandata per aria da Soru che la riportò a totale carico della Regione». «E così accadde – ha aggiunto – quando Soru non rinnovò il comitato dei punti franchi. Esercitiamo i poteri che abbiamo, ha detto Floris rivolgendosi a tutto il Consiglio, e cominciamo con i punti franchi, andiamo avanti con prudenza ma andiamo avanti, senza riprendere argomenti da campagna elettorale».

Il consigliere Angelo Carta (Psd’Az) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo perché, ha spiegato, «la zona franca fuori dalla cinta doganale, in realtà, significa che la Regione può esercitare i poteri dello Stato nella materia che da sempre le è riservata, quella fiscale, e quindi esercizio di vera sovranità. Utilizzare la leva fiscale significa decidere se certe tasse si devono pagare e quanto si deve pagare; la vera differenza è che con la zona franca decidono i sardi». 

Il capogruppo di “Sardegna”, Modesto Fenu, ha ricordato che lo Statuto speciale del ‘48 prevede l’istituzione della zona franca e fa riferimento al codice doganale del 1940 che prevede l’istituzione di zone franche extradoganali. «Quindi – ha spiegato il consigliere della minoranza – l’articolo 12 dello Statuto sardo fa riferimento alla zona franca integrale, quella extradoganale, come tutte quelle istituite in base a quelle norme». Il consigliere Fenu ha dichiarato di attendere gli atti annunciati dalla Giunta per l’istituzione dei sei punti franchi in Sardegna ma ha ritenuto opportuno evidenziare che «nel resto d’Italia si sta procedendo con l’istituzione di punti franchi non interclusi».

Il capogruppo di “Sardegna Vera”, Efisio Arbau, ha dichiarato di condividere grande parte dell’intervento del consigliere Carta e ha lamentato come il dibattito si sia svolto senza  tenere conto di quanto accaduto nella parte conclusiva dell’ultima legislatura in Consiglio regionale. L’esponente della maggioranza ha ricordato, dunque, la proposta di legge nazionale approvata nell’Assemblea sarda per la modifica del Titolo terzo dello Statuto di Autonomia che prevede: l’agenzia delle entrate sarda, la fiscalità di vantaggio e la modifica dell’articolo 12 dello Statuto speciale. «La legge varata dal Consiglio – ha annunciato Arbau – è incardinata al Senato».  Il capogruppo Arbau ha proseguito ricordando il confronto in atto per il patto di stabilità e definito maturi i tempi per l’istituzione dell’agenzia delle entrate. Efisio Arbau ha quindi concluso preannunciando il voto contrario alla mozione n. 40.

Il capogruppo dei Riformatori sardi, Attilio Dedoni, ha ribadito il favore per la zona franca e ha denunciato come la Regione sembra non voler «andare contro il governo italiano». «E’ stato così anche per la vicenda delle accise», ha dichiarato l’esponente della minoranza che ha concluso definendo la zona franca «uno dei principali strumenti a cui far ricorso per garantire il benessere del popolo sardo».

Per il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, «quella sulla zona franca è un’operazione di facciata più che di sostanza. Se n’è parlato anche nella scorsa legislatura – ha ricordato – noi non sottovalutiamo il tema, siamo però alla ricerca di strumenti utili». Cocco ha citato, come esempio virtuoso, «la zona franca urbana del Sulcis che ha consentito esenzioni fiscali importanti per le imprese. Un’altra opportunità potrebbe arrivare dall’istituzione della zona franca nel porto di Cagliari e nelle altre aree previste dal DL 75/98».

Secondo Giuseppe Fasolino (Forza Italia), il Consiglio con il voto contrario alla mozione perde un’opportunità. «La speranza – ha detto Fasolino – è che, considerato anche il livello degli interventi in Aula, si possa ragionare in futuro dell’argomento per individuare un percorso che dia risposte ai sardi».

Il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu, annunciando il voto favorevole alla mozione, ha sottolineato il rischio della rinuncia alla zona franca. «Stiamo  perdendo una grande occasione per provare a uscire dalla crisi – ha detto Rubiu – i problemi economici non si risolvono con nuove tasse, occorre trovare nuovi strumenti, la zona franca poteva dare nuovo impulso alle imprese». L’esponente dell’Udc ha ricordato all’Aula i benefici della fiscalità di vantaggio che si sta sperimentando nel Sulcis-Iglesiente dove, in pochi mesi, sono stati creati 250 nuovi posti di lavoro.

Il presidente Ganau ha dato quindi la parola al consigliere di Forza Italia, Stefano Tunis, il quale, annunciando il voto favorevole, ha esortato la maggioranza a rivedere le proprie posizioni e a ribellarsi alle logiche di partito. Tunis ha chiesto alla maggioranza di combattere per un sogno per la Sardegna.

Pietro Pittalis (capogruppo di Forza Italia) ha affermato di non avere sentito alcuna argomentazione giuridica ostativa al progetto della zona franca, né ha sentito da parte dell’assessore una proposta alternativa per rendere la Sardegna competitiva. «Per ora – ha detto – avete fatto soltanto annunci». Pittalis, annunciando il voto favorevole del suo gruppo, ha confermato che quello della zona franca è uno strumento anche a portata di mano viste le pregresse interlocuzioni positive con il governo e con l’Unione europea. Piermario Manca (Soberania e Indipendentzia) ha affermato, come sovranista, di essere convinto sostenitore delle tesi di Fenu, ma bisogna decidere come procedere. Manca ha sottolineato che non c’è alcuna volontà di rinunciar alla zona franca, ma bisogna decidere in che modo procedere. L’esponente della maggioranza ha condiviso la proposta dell’assessore Paci.

Il consigliere Alessandra Zedda (FI) ha dichiarato che, al d là delle accuse reciproche, «è giunto il momento di andare a fondo su questa materia». La zona franca integrale, come dicono autorevoli studiosi a cominciare dal professor Victor Uckmar, «viene applicata in tutto il mondo e dalla stessa Unione europea in presenza di una serie parametri identici a quelli che possiede la Sardegna, a partire dall’insularità». A parere del consigliere Zedda, in definitiva, «si può e si deve buttare il cuore oltre l’ostacolo, e possiamo ritrovarci se ci sediamo ad un tavolo senza perdere neanche un minuto, non per coltivare sogni ma per lavorare sui contenuti».

Il consigliere Roberto Deriu (Pd) ha affermato che «nonostante i ripetuti richiami alla concretezza nella proposta della minoranza di concretezza non se ne vede molta». Se c’è volontà di discutere, ha aggiunto, «ognuno deve portare idee e proposte, ma senza dimenticare, come ci ha indicato l’assessore Paci, il duro impatto con la realtà».

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente Ganau ha messo in votazione la mozione che l’Aula ha respinto con 29 voti contrari, 20 favorevoli ed 1 astenuto.

I lavori del Consiglio regionale riprenderanno domani alle 10.00. In apertura sono previste le comunicazioni del presidente della Regione sul problema delle servitù militari, cui seguirà il dibattito. Successivamente sarà esaminata la mozione n. 26 (Cappellacci e più) “sulla continuità territoriale marittima della Sardegna”.

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La #Giunta regionale ha approvato la delibera, presentata dall’assessore dell’Ambiente, Donatella Spano, che stanzia 350mila euro per la bonifica del rio San Giovanni, in provincia di Olbia Tempio. Le acque erano state inquinate in seguito all’esondazione del rio che aveva coinvolto due cisterne contenenti liquidi combustibili. La situazione, soprattutto in vista dell’estate, ha imposto una accelerazione dei tempi, senza attendere l’intervento imposto dalla Provincia alla società responsabile dell’inquinamento.L’assessore Spano ha portato all’approvazione anche due delibere relative ad autorizzazioni per la cava per estrazioni di inerti di Petru Puciu, comune di Telti, e per la discarica per rifiuti non pericolosi di Monte Coldiaru, Ozieri.L’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, ha portato all’approvazione della Giunta due delibere di variazione di bilancio per Argea e Laore e il bilancio di previsione 2014 e 2014-2016 di Agris, la società regionale di ricerca scientifica nel campo dell’agricoltura.

Anche le delibere proposte dall’assessore del Turismo, Francesco Morandi, e approvate dalla Giunta riguardano spostamenti di bilancio che hanno l’obiettivo di rafforzare la capacità di promozione di settori di turismo interessanti. Una delibera punta a recuperare piccoli finanziamenti sparsi e inutilizzati per concentrarli sulla promozione della Sardegna sui mercati internazionali con particolare riferimento al turismo congressuale e ai viaggi d’affari. Con l’altra delibera, rinunciando a settori meno interessanti, si finanzia lo sviluppo del cicloturismo e del turismo nautico.

L’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, ha portato al voto per l’approvazione definitiva una delibera che modifica le direttive per i contributi alle imprese della Sardegna centrale.

Approvazione definitiva anche per la delibera, presentata dall’assessore Raffaele Paci, sul patto di stabilità interno, quella con cui si sono definiti i plafond di spesa euro compatibile.

 

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L’assessore Raffaele Paci e il presidente Francesco Pigliaru.

«Così il bilancio della Regione diventa il piano finanziario del programma di governo della giunta. E tutto diventa più trasparente». Con queste parole il presidente Francesco PIgliaru ha commentato l’approvazione da parte della Giunta della delibera da lui stesso presentata e illustrata dall’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, che introduce l’armonizzazione di bilancio, prima tra le Regioni a statuto speciale. Si cambia cioè la gestione del bilancio di previsione, che passa da una visione per strategie a una visione per missioni. Questo permetterà una maggior trasparenza: le voci del bilancio infatti corrisponderanno agli obiettivi che la Giunta si dà e sarà quindi possibile verificare l’andamento effettivo della spesa rispetto a ogni obiettivo, a ogni missione.

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Raffaele Paci, assessore regionale della Programmazione, è intervenuto alla presentazione del rapporto Crenos, diretto da Stefano Usai, sull’economia della Sardegna. 
«Abbiamo portato al centro del governo della Regione le regole che avevamo quando, prima Francesco Pigliaru poi io, eravamo direttori del Crenos: rigore e analisi delle fonti per individuare le politiche necessarie», ha detto Raffaele Paci, sottolineando la continuità tra le due esperienze anche rispetto a un altro tema centrale di questa amministrazione: l’importanza dei fattori immateriali, della qualità dell’istruzione prima di tutto. 

«Ci hanno accusato – ha aggiunto l’assessore Paci – di usare il buon senso per amministrare. E’ vero e non ce ne vergogniamo affatto, e lo decliniamo con trasparenza e rigore». Poi ha analizzato il risultato ottenuto ieri al tavolo con il governo sul patto di stabilità.
«E’ il frutto – ha detto – di un confronto, a tratti anche duro, ma sempre improntato sulla leale collaborazione che deve sempre caratterizzare le amministrazioni pubbliche. Per questo siamo riusciti a trovare una soluzione di equilibrio che rappresenta la soluzione strutturale della gestione del bilancio per la Sardegna. C’è sempre stata fiducia reciproca.»

«Prima eravamo fuori da tutti i tavoli di confronto sui costi standard – ha detto ancora Paci – e siamo arrivati al continuo aumento del costo della sanità, solo perché era fuori dal patto di stabilità e quindi non avevamo i giusti incentivi per renderla più efficiente, sempre garantendo i servizi per cittadini. Ora taglieremo gli sprechi e aumenteremo la qualità dei servizi anche nel mondo della salute. E i soldi risparmiati potranno alimentare investimenti per la crescita.»

Il prossimo passo della Giunta sono le riforme. Paci le ha ricordate: «Quella della pubblica amministrazione prima di tutto, della macchina regionale, degli enti e delle agenzie. Poi quella degli enti territoriali. E ancora: piano urbanistico, ciclo completo dall’acqua, piano energetico». E a proposito delle recenti polemiche sul metano ha rilanciato il suo slogan: «Vogliamo il gas, non il Galsi». 

L’assessore Paci ha concluso con una nota di ottimismo: «Ci sono segnali di una ripresa graduale dell’economia nazionale. Anche la Sardegna saprà sfruttarla. Sono certo che nei prossimi anni il rapporto Crenos potrà mostrarci qualche risultato positivo».

 

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La Giunta regionale presieduta da #Francesco Pigliaru ha approvato ieri un atto di indirizzo strategico per la programmazione unitaria 2014-2020 per la riorganizzazione degli interventi in base alle priorità del programma di governo: istruzione, creazione di opportunità di lavoro attraverso le imprese, società inclusiva, ambiente sostenibile, sviluppo urbano e delle aree interne, potenziamento delle infrastrutture e qualità istituzionale. Il percorso individua poi le modalità e i programmi operativi che permettono di realizzare gli obiettivi strategici in un percorso temporale definito. Altra proposta della Presidenza è stata l’istituzione di un #Tavolo di Coordinamento Interassessoriale per la definizione della variante al #Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del comune di Olbia a seguito dell’alluvione del novembre 2013 e per l’individuazione di misure e interventi di messa in sicurezza e di mitigazione del rischio idrogeologico. 
Le delibere portate al tavolo dei lavori dall’assessore dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda hanno riguardato il subentro della Regione nella titolarità delle concessioni di derivazione di opere del sistema idrico multisettoriale regionale e il trasferimento di gestione. Con l’approvazione della Giunta una serie di dighe, tra cui Coghinas, Flumendosa e Taloro, vengono così incluse nel sistema multisettoriale regionale. 
In relazione al Fondo nazionale per le non autosufficienze annualità 2013, la proposta dell’assessore della Sanità Luigi Arru ha delineato la definizione di nuove modalità operative per il finanziamento degli interventi per le non autosufficienze e il potenziamento del supporto domiciliare alle persone in situazione di disabilità grave. Viene così disposto l’incremento per l’assistenza domiciliare, potenziando il programma “Ritornare a casa”. Dall’assessore Arru anche una delibera sulle strutture e i servizi residenziali e semiresidenziali per la salute mentale, con l’avvio della ricognizione di fabbisogno, offerta e adeguamento alle necessità attuali, oltre alla contestuale sospensione della concessione di nuove o ulteriori autorizzazioni. 
L’atto di indirizzo presentato dall’assessore della Programmazione Raffaele Paci stabilisce i compiti di vigilanza dei Collegi dei revisori sulla regolarità amministrativa e contabile degli enti regionali. Dall’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu è arrivata la presa d’atto della Sentenza del TAR Sardegna n. 294/2014 sul comune di Putifigari, che ne stabilisce la gestione provvisoria; il commissario sarà Giuseppe Deligia. Le altre delibere dell’assessorato Enti Locali hanno riguardato immobili e terreni di proprietà della Regione Sardegna. Dall’assessore Donatella Spano è stata portata all’attenzione della Giunta la delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ente Foreste sul Bilancio di previsione 2014-2016 della Sardegna, mentre l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras ha portato una delibera di autorizzazione per un’integrazione di risorse destinate a #Carbosulcis s.p.a. per attività di messa in sicurezza della miniera di Nuraxi Figus relativamente all’anno 2013. Sull’argomento Trasporti, l’assessore Massimo Deiana ha presentato una proposta relativa alla razionalizzazione e il contenimento della spesa per quanto riguarda i contratti di servizio sul sistema dei trasporti pubblici locali. In tema di nomine, per l’assessorato della Pubblica istruzione, Cultura e Sport, la #Direzione Generale della Cultura è stata affidata ad Antonina Scanu. Per il Consorzio di Bonifica del Cixerri, infine, è stata decisa la proroga della gestione commissariale, e commissario è Graziella Carta. Altre delibere approvate riguardano disposizioni legali.

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«Se la Giunta non si opporrà al governo contro la norma in Finanziaria sulle accise che consentirebbe il taglio del costo della benzina per i sardi, allora saremo costretti a farlo noi. Francesco Pigliaru e Raffaele Paci sono avvisati. Non facciano i disertori». I Riformatori sardi non si fermano e la battaglia per le accise va avanti.

«Mancano ormai sette giorni -proseguono i Riformatori sardi – alla scadenza per la costituzione in giudizio davanti alla Corte costituzionale contro la decisione del governo: è il tempo che resta alla Giunta Pigliaru per dimostrare di essere al fianco dei sardi in una battaglia storica: ci aspettiamo che il governo regionale lo faccia subito senza perdere altro tempo.  Il Governo ha deciso di ricorrere contro una legge che venne approvata all’unanimità dal Consiglio, che non risarcisce certo i sardi dei danni ambientali e alla salute umana derivanti dall’inquinamento della lavorazione dei prodotti del petrolio, ma almeno ribadisce il sacrosanto principio che chiunque inquina la Sardegna, quanto meno debba pagare le tasse in Sardegna.»

«Dal 14 maggio – dicono ancora i Riformatori sardi – la Giunta regionale sarda aveva venti giorni di tempo per costituirsi davanti alla Corte Costituzionale, per combattere e vincere la battaglia giuridica in difesa dei diritti dei sardi. L’accordo Prodi-Soru del 2007 ha caricato sul bilancio della Sardegna il costo della sanità e della continuità territoriale: non è tollerabile  la beffa che ci vengano negate le risorse. Sui soldi che ci spettano si vada alla guerra sino in fondo: non ci sono “governi amici”, la Giunta deve essere “amica” soltanto dei sardi e dei loro legittimi interessi.»

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La Giunta regionale presieduta da #Francesco Pigliaru ha approvato ieri pomeriggio una delibera presentata dall’assessore della Sanità, #Luigi Arru che, con uno stanziamento di 2.227.500 euro rafforza gli interventi a favore di persone in condizioni di disabilità gravissima. La proposta potenzia ulteriori servizi di supporto a favore delle persone affette da gravi patologie cronico-degenerative non reversibili in ventilazione meccanica assistita continuativamente o in stato vegetativo, beneficiarie dell’assistenza finanziata con il programma “Ritornare a casa”. Ancora da #Luigi Arru è stata presentata l’adesione alla sperimentazione nel territorio regionale del modello di intervento P.I.P.P.I. (Programma di Interventi per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione), come da Protocollo di Intesa tra la Regione Sardegna e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

La Giunta ha poi dato il via libera alla revisione per il 2014 del Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi 2014-2016. Presentato dall’assessore dell’Ambiente, #Donatella Spano, il Piano sarà illustrato nel dettaglio il prossimo giovedì alla stampa. Sempre dall’assessorato dell’Ambiente sono arrivati al tavolo della Giunta due disegni di legge molto attesi dal territorio: l’Istituzione del parco naturale regionale di #Gutturu Mannu e di quello di #Tepilora. Approvati dalla Giunta, dovranno ora passare all’esame del Consiglio.

Su proposta dell’assessore della Pubblica istruzione, #Claudia Firino, la Giunta ha poi deliberato la presa d’atto della relazione annuale relativa all’esercizio finanziario 2012 relativamente alle norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna.
Dall’assessorato del Lavoro è arrivata una delibera che stabilisce le nuove modalità e i criteri di finanziamento delle attività connesse previste a favore delle cooperative e volte a migliorare il loro accesso al Fondo per lo sviluppo del sistema cooperativistico in Sardegna.

Due le delibere presentate dall’assessore dell’Agricoltura #Elisabetta Falchi: la prima è il disegno di legge che definisce le disposizioni in materia di concessioni demaniali ai fini di pesca e acquacoltura, con modifiche alla legge regionale n. 19/2012. Si tratta di un disegno di legge che mira non solo ad assicurare la coerenza del quadro normativo complessivo, così da evitare ogni disparità di trattamento tra gli operatori della Sardegna e quelli del resto del territorio nazionale, ma soprattutto a consentire un arco temporale e una prospettiva adeguati ad affrontare correttamente in Sardegna le questioni relative al miglior sfruttamento nelle lagune e negli stagni costieri e quelle relative all’acquacoltura. Con la seconda, poi, è stato individuato il Commissario straordinario del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, con la nomina di #Francesco Putzolu.

In materia di Bilancio, la delibera presentata dall’assessore #Raffaele Paci ha deciso il trasferimento della somma di 11.956.931,48 euro dal capitolo SC05.0001, per far fronte ad una serie di esigenze in ambito sanitario. Si tratta di spostamenti tecnici all’interno del bilancio della sanità.

Su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici, #Paolo Maninchedda, è stata approvata la proposta di aggiornamento del canone annuale di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico. Riapprovato anche il Piano regolatore del porto di Cagliari, dopo che un ricorso aveva invalidato la precedente approvazione.

Su proposta dell’assessore degli Enti Locali, #Cristiano Erriu, è stata approvata la nomina di # Michele Lavra a commissario straordinario del Comune di Elini, il cui consiglio è stato sciolto in seguito alle dimissioni degli eletti.
Nominati anche due nuovi dirigenti della Regione: sono il direttore generale di Organizzazione e metodo e del personale #Maria Giuseppina Medde e il direttore generale dell’assessorato all’Ambiente #Paola Zinzula.

 

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La Giunta regionale ha approvato oggi una delibera con cui autorizza la Sfirs a esercitare il diritto di uscita da Galsi, la società che gestisce il progetto del gasdotto che dovrebbe portare il metano algerino in Sardegna e poi in Toscana. Le difficoltà burocratiche incontrate da Galsi e una situazione economica ha convinto la Regione che l’investimento nel gasdotto non sia remunerativo, come dimostrano altri progetti in fase di stallo. Tutto ciò ha portato a un congelamento del progetto che non è chiaro se e quando potrà essere sbloccato.

La Sfirs ha fatto presente questa situazione di stallo del progetto Galsi già alla precedente amministrazione con una relazione e con la deliberazione da parte del consiglio di amministrazione, riunito 16 dicembre 2013, «di procedere all’uscita dalla compagine sociale di Galsi Spa». La risposta arriva ora dalla nuova giunta con la delibera presentata oggi dal presidente Francesco Pigliaru d’intesa con gli assessori Raffaele Paci (Programmazione) e Maria Grazia Piras (Industria). Che riconosce la correttezza di quelle valutazioni e di quella scelta e procede al via libera all’uscita da Galsi. Una uscita che, fatta in questo momento, permette di recuperare tutti gli 11 milioni investiti da Sfirs nel progetto.

La Regione potrà comunque rientrare in Galsi in qualsiasi momento.
La delibera sul metano è anche e soprattutto una delibera di indirizzo. «L’uscita da Galsi – ha precisato Francesco Pigliaru – non può in alcun modo interrompere il processo di metanizzazione già avviato con la realizzazione, attualmente in corso, delle reti urbane di distribuzione del gas, il cui completamento richiede la costruzione di una dorsale di trasporto e delle relative reti intermedie di collegamento. Anzi usciamo da Galsi proprio per rilanciare la metanizzazione della Sardegna. Non possiamo continuare a stare fermi su un tema strategico per lo sviluppo della nostra regione».

Questo significa che la giunta ha aperto e rilancia la propria iniziativa su due fronti:
– È già stato fissato per il 19 maggio il tavolo con il governo per definire gli interventi strutturali a carico dello Stato che permettano alla Sardegna di avviare la metanizzazione anche senza il gasdotto dall’Algeria, con l’apertura a tutte le soluzioni tecnologiche, individuando quelle più favorevoli per l’isola;
– Un gruppo di lavoro tra i diversi assessorati coinvolti dovrà monitorare e accelerare i progetti di intervento dei privati che devono realizzare le reti di distribuzione del gas.

Consiglio regionale 42

«Porre fine alla precarietà nei centri servizi per l’impiego dando attuazione alle norme approvate in conclusione della scorsa Legislatura dal Consiglio regionale», è l’invito che il presidente della Seconda commissione, Gavino Manca (Pd), ha rivolto all’assessore al Lavoro, Virginia Mura nel corso dell’audizione in Consiglio. L’ipotesi è procedere con i concorsi banditi dall’agenzia del lavoro prima della scadenza dei contratti a tempo, prevista per la fine del prossimo settembre. Nell’immediato, l’assessore Mura, ha ribadito la volontà di procedere nel rilancio delle attività dei Csl e confermato che proprio in questi giorni hanno preso il via le azioni per la formazione professionale rivolte agli operatori dei centri servizi per l’impiego di tutta l’Isola assicurando la partecipazione sia del personale ex ministeriale sia di quello con contratto a tempo determinato.

La strategicità del ruolo dei Csl è stata rimarcata anche in riferimento al progetto “garanzia giovani” le cui misure godono di uno stanziamento di 54.181.253 euro, così ripartito: accoglienza, presa in carico e orientamento “6.627.188; “formazione” 10.381.564; “accompagnamento al lavoro” 8.501.750; “tirocinio extra culturale anche in mobilità geografica” 8.127.188; “servizio civile” 1.625.438; “sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità” 5.083.625; “mobilità professionale transazionale e territoriale” 1.625.437; “bonus occupazionale” 12.209.063. Nessuno stanziamento è previsto nella misura “apprendistato” ma soltanto perché (ha precisato l’assessore Mura) sono disponibili forme di finanziamento diverse da quelle indicate nella deliberazione n.13 dello scorso 8 aprile.

L’assessore al Lavoro si è soffermata inoltre sugli stanziamenti e l’erogazione degli ammortizzatori sociali e confermato che “tutta la mobilità in deroga” riferita al 2013 è stata pagata mentre per la mobilità in deroga, entro i prossimi giorni, saranno erogate parte delle competenze 2013 con l’utilizzo dei 52 milioni di euro di risorse regionali in anticipazione sugli stanziamenti nazionali. L’assessore ha inoltre confermato la necessità di procedere per una rivisitazione degli ammortizzatori sociali in deroga alla luce anche dell’annunciata disponibilità del ministro del Lavoro circa lo stanziamento di un miliardo di euro da ripartire tra tutte le regioni italiane.

L’audizione è proseguita con l’illustrazione da parte dell’assessore Mura del documento sullo stato di attuazione del programma operativo “Fondo sociale europeo 2007-2013” e nell’occasione sono stati evidenziati i positivi dati (illustrati nel dettaglio nell’audizione in commissione Bilancio dello scorso 6 maggio) riferiti alla capacità di spesa delle risorse del Fse che collocano la Regione sarda ben al di sopra della media nazionale. L’assessore ha confermato la volontà di procedere con il rafforzamento del “microcredito” e rilanciato l’idea di  trasformare il fondo per il “Master and back” con il prestito d’onore e con l’inserimento di alcuni correttivi che tengano conto dei livelli di reddito del beneficiario e il “rientro” nell’Isola, dopo il periodo di formazione finanziato fuori dalla Sardegna.

Virginia Mura ha illustrato ai commissari la situazione del bilancio (definita “grave”) e dichiarato che la delibera sul patto di stabilità (n.15 del 29 aprile scorso) non indica però «le spese da tagliare ma quelle che possono essere rinviate», e ha auspicato che in sede di assestamento di bilancio possano essere recuperate le necessarie risorse.

Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Ignazio Locci (Fi), Stefano Tunis (Fi), Fabrizio Anedda (R.C.-C.I), Rossella Pinna (Pd)  e in fase di replica l’assessore Mura ha raccolto l’invito del presidente Gavino Manca per una nuova audizione incentrata sulle problematiche dei Csl e di Cesil.

La seduta è proseguita con l’audizione dell’assessore alla Cultura, Claudia Firino che ha illustrato alla commissione i documenti relativi alle attività di sintesi delle direzioni generali della pubblica istruzione e dei Beni culturali, informazione, spettacolo e sport. L’assessore ha compiuto una ricognizione generale sugli stanziamenti, i progetti, le azioni e il bilancio, auspicando una conclusione positiva del confronto in corso con lo Stato per la modifica dei tetti di spesa del patto di stabilità.

La delegata all’Istruzione non ha nascosto alcune criticità di carattere finanziario in ordine a particolari capitoli di bilancio di competenza, ad incominciare dalla scarsità di risorse disponibili in quello inerente il diritto allo studio. Per quanto riguarda le borse di studio – ha dichiarato l’assessore – a fronte di uno stanziamento per il 2014 di sette milioni di euro sono necessari ulteriori dieci milioni per coprire il totale degli idonei al sostegno. A questo proposito (così ha assicurato Claudia Firino) sono in corso interlocuzioni con l’assessore alla Programmazione, Raffaele Paci e con il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, per recuperare i fondi necessari ad assicurare ai beneficiari la borsa di studio sia per le scuole che per le università.

La nota positiva si registra, invece, nei fondi per l’edilizia scolastica dove si sono registrati ingenti investimenti a valere sui fondi Por e dove sono stati impegnati 35 milioni di euro a valere sul “Fondo coesione sociale” e 30 milioni con il piano straordinario per l’edilizia scolastica. L’assessore ha assicurato tempi rapidi per redigere l’elenco degli interventi prioritari e annunciato che è stata inoltrata agli Enti locali un’ulteriore richiesta perché siano indicati i progetti finanziati e le nuove richieste di intervento. La cifra disponibile per le opere immediatamente cantierabili è pari a 35 milioni di euro e la Firino ha auspicato l’avvio degli appalti entro l’estate.

L’assessore si è quindi soffermata sul progetto del mueso giudicale che interessa i Comuni di Oristano e Sanluri, sottolineando gli aspetti legati al modello gestionale che – a giudizio della Firino – deve consentire, senza mortificare il ruolo degli Enti Llocali, un controllo della Regione che ha in carico il finanziamento dell’iniziativa. L’assessore ha inoltre dichiarato conclusa la prima fase (restauro e musealizzazione) del progetto per i giganti di Monte Prama e che una nuova fase incomincia con la stipula dell’accordo di programma quadro con il Mibac e le soprintendenze per il potenziamento della musealizzazione e  della promozione dell’intero complesso anche all’Expo’ 2015.

Non sono mancati i riferimenti alla polemica dei giorni scorsi che ha visto gli operatori dello spettacolo protestare per la mancata erogazione del saldo dovuto dalla Regione per le manifestazioni ammesse al contributo. L’assessore ha dichiarato che entro le prossime settimane il problema sarà risolto e che sono stati reperiti i fondi per far fronte agli impegni contratti con gli operatori dello spettacolo.

Il presidente della commissione Gavino Manca in apertura del dibattito ha invitato l’assessore Firino a prestare particolare attenzione al settore della informazione in Sardegna e annunciato la volontà di voler procedere perché possa essere varata una legge organica del settore che – ha sottolineato Manca – è attesa dagli operatori, dai lavoratori e da tempo viene sollecitata dal sindacato di categoria e dall’ordine dei giornalisti.

Il conclusione della seduta l’assessore, Claudia Firino, ha informato i commissari sulla situazione che riguarda il servizio “lingua sarda”: il dirigente attualmente in servizio è infatti a “comando” ed è in scadenza a partire dal prossimo 16 maggio. Per la conferma è necessaria una norma, da approvare in tempi rapidi in Consiglio regionale.

Il consigliere, Paolo Zedda (Soberania e Indipendentzia) si è espresso contro una soluzione in tempi rapidi («serve una valutazione dei risultati della politica linguistica della Regione») e denunciato che «senza l’ingresso della lingua nelle scuole, la lingua sarda non ha un futuro».

Paci-Pigliaru-Mura 2 copia

«La situazione è difficile e ribadisco la volontà alla collaborazione con la commissione e il Consiglio perché c’è bisogno di trovare condivisione nella visione del bilancio regionale e nelle politiche da attuare», L’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, ha raccolto con queste parole l’invito formulato in proposito, dal presidente della Terza commissione, Franco Sabatini, in apertura della seduta dedicata alle audizioni dei componenti l’esecutivo regionale con delega al Bilancio e al Lavoro.

L’intervento dell’assessore Paci si è incentrato sull’illustrazione della delibera n. 15 del 29 aprile scorso, avente per oggetto il patto di stabilità 2014, su cui la commissione è chiamata ad esprimere il parere ma il cui testo non è stato ancora preso in carico dal preposto organismo consiliare.

Il documento nella sua tabella riepilogativa indica il cosiddetto plafond di spese prioritarie il cui ammontare è pari a 2.406.860.000 di euro, una cifra inferiore rispetto allo scorso anno, quando il plafond era di 3.373.000.000 di euro. L’assessore Paci ha quindi sottolineato come per il 2014 ci sia stata una riduzione degli “spazi finanziari” di circa 900 milioni di euro e come le richieste di spesa degli assessorati, per l’anno in corso, superano i 4 miliardi di euro.

«Con questi limiti di spesa non si può andare avanti», ha ammesso il delegato alla Programmazione, nell’introdurre il tema del confronto aperto con lo Stato per la modifica dei tetti di spesa del patto di stabilità. Il 10 aprile – ha riferito Paci – si è aperto il tavolo della trattativa con il governo alla presenza anche del presidente della giunta, Francesco Pigliaru, e in un successivo incontro la ragioneria dello Stato ha quantificato delle ipotesi (definite “interessanti” dall’assessore) a cui la Regione ha già risposto con ulteriori indicazioni. Oggi e domani sono in programma a Roma altri incontri per “chiudere” entro la prossima settimana il tavolo politico Regione-Governo sul tema del “patto”. L’assessore, pur mostrandosi fiducioso per gli esiti della vertenza aperta con lo Stato, ha ribadito il concetto espresso in Aula dal presidente Pigliaru: «Se non riusciamo ad ottenere risultati positivi, dovremo decidere insieme come contrapporci duramente allo Stato». «Non abbiamo spazi finanziari – ha proseguito Paci – e teoricamente dovremo spendere oltre 4 miliardi di euro ma ne possiamo spendere appena 2.4 miliardi».

L’assessore ha dunque ricordato il lavoro fatto con la revisione della spesa regionale e la volontà di procedere speditamente con le “riforme a costo zero” ad incominciare da quella per la semplificazione burocratica. «Ma – ha aggiunto il responsabile della Programmazione – ogni giorno che passa la situazione peggiora». L’esempio è il recente decreto del governo sul cuneo fiscale che ha comportato per la Sardegna una riduzione del “patto” di 34 milioni di euro con un accantonamento di pari importo. Dal 2012 le somme accantonante (cifre che lo Stato congela alle regioni a Statuto speciale) sono di circa un miliardo di euro e per il 2014 la cifra stimata è di circa 600 milioni.

In riferimento al 2014 le entrate della Regione registreranno una riduzione del gettito per effetto della “manovra” sull’Irap e per le riduzioni effetto della crisi economica, ad iniziare dalla quota di compartecipazione sui giochi.

L’assessore ha annunciato una manovra di assestamento di bilancio tra giugno e luglio, quando cioè dovrebbe essere conclusa la trattativa con lo Stato per la modifica dei tetti di spesa del patto di stabilità.

Sono intervenuti nel dibattito Pietro Pittalis -Fi (ha chiesto l’attenzione della giunta per i settori strategici e sensibili a incominciare dal lavoro e dal disagio sociale); Giorgio Oppi – Udc (ha invitato l’assessore a procedere con la riforma dei consorzi industriali, con l’azzeramento delle Zir e la cancellazione dei Cda); Alessandra Zedda – Fi (ha sottolineato come l’interlocutore della giunta nel confronto con lo Stato debba essere principalmente la parte politica e si è detta preoccupata per il taglio del fondo per gli Enti Locali); Christian Solinas – Psd’Az (ha invitato la giunta ad “inchiodare” lo Stato alle proprie responsabilità e ricordato che la Sardegna è l’unica Regione che paga i servizi del trasporto pubblico locale); Gavino Sale – Irs (ha chiesto quale sia lo strumento della Regione per quantificare il gettito fiscale); Valter Piscedda – Pd (ha invitato la giunta a dotarsi di strumenti idonei per conoscere le dinamiche della spesa negli Enti locali).

Il presidente della commissione, Franco Sabatini (Pd) ha sottolineato come il plafond di spesa si sia abbassato dai 3.100.000.000 del 2009 ai 2.400.000.000 del 2014 e denunciato come la differenza in danno della Sardegna tra il cosiddetto “accertato e riscosso” sia di 2.800.000.000 di euro. Sabatini ha invitato inoltre l’assessore Paci a non “cedere di un millimetro” nel confronto con lo Stato per il fondo unico degli Enti Locali che (come ha dichiarato l’assessore) è a rischio impugnazione da parte del governo. L’ulteriore invito formulato dal presidente della commissione alla giunta ha riguardato «la certezza e la puntualità del trasferimento delle risorse ai Comuni che rappresentano il primo argine contro la crisi per le famiglie e le imprese sarde».

Nell’intervento di replica l’assessore Paci ha dichiarato di considerare come temporaneo il vincolo di spesa del patto di stabilità («perché con l’attuale tetto di spesa non si può governare») e non ha escluso, in caso di mancata conclusione positiva del confronto con lo Stato, lo sforamento dei tetti di spesa del patto di stabilità, davanti ad un pronunciamento unanime del Consiglio in tal senso. L’assessore, a questo proposito, ha evidenziato come l’ostacolo principale non sia quello rappresentato dalle sanzioni previste, quanto dalle disposizioni della legge regionale n. 31/98 che obbliga la Regione al rispetto del patto. Norma che potrebbe essere modificata dal Consiglio regionale già in sede di approvazione dell’assestamento del bilancio.

L’assessore Paci e il presidente Sabatini hanno, dunque, concordato l’audizione sullo stato di attuazione dei fondi europei ad una successiva riunione della commissione.

I lavori sono proseguiti con l’audizione dell’assessore del Lavoro, Virginia Mura, che su invito del presidente della commissione, ha proceduto con l’illustrazione del documento relativo allo stato di attuazione del piano operativo “Fondo sociale europeo 2007-2013”.

Nel corso del 2013 e dei primi mesi del 2014 sono stati pubblicati 24 bandi pubblici per un importo di circa 125 milioni di euro, alcuni dei progetti a valere sul Fse sono in corso e altri sono nella fase conclusiva dell’intervento. Il piano in sette anni ha coinvolto 135.177 destinatari e 128.491 hanno concluso le attività, il 53.66% dei destinatari degli interventi sono donne. A fronte di una media nazionale di spesa del 52.7% delle risorse, il piano operativo Fse della Regione sarda ha certificato a Bruxelles il 69.4% delle risorse. Al 31 dicembre 2013 sono stati certificati oltre 468 milioni di euro su 675.053.206 di dotazione complessiva e il piano Fse regionale ha raggiunto anche per il 2013 tutti gli obiettivi fissati dall’Ue.

Il focus riguarda gli interventi sul microcredito, il cui fondo, l’assessore ha dichiarato di voler incrementare, visto l’apprezzamento degli amministratori e delle imprese e il successo dell’iniziativa. L’ulteriore approfondimento ha riguardato il programma “Master and Back” (dotazione di 137 milioni, di cui 117.8 milioni spesi al 31.12.2013) con 4.070 destinatari dei quali 2.443 destinati ai percorsi di alta formazione e dei tirocini mentre 1.627 sono i destinatari dei percorsi di rientro. L’assessore nell’occasione ha annunciato la volontà di voler introdurre per il Master and Back la formula del prestito d’onore con la restituzione qualora chi beneficia del sostegno regionale non rientri nell’Isola dopo il periodo di formazione all’estero.

L’assessore Mura ha dunque illustrato la deliberazione n.13 dell’8 aprile scorso relativa alla cosiddetta “Garanzia giovani”: nove le misure previste per un importo complessivo di 54.181.253 euro.

Nel corso del dibattito (sono intervenuti i consiglieri Pietro Pittalis, Attilio Dedoni, Alessandra Zedda, Pietro Cocco, Daniele Cocco, Alessandro Paolo Collu, Truzzu, Gavino Sale) sono state sollecitate risposte e chiarimenti in ordine alla cassa integrazione in deroga, ai centro servizi per l’impiego, alla formazione professionale  e approfondimenti per il master and back e la Garanzia giovani.

L’assessore nel suo intervento di replica ha annunciato che nei prossimi giorni «i lavoratori in mobilità in deroga riceveranno parte delle competenze relative al 2013. Somme “coperte” dai 52 milioni di euro di stanziamento regionale in anticipazione sulle somme statali». Il responsabile del lavoro della giunta Pigliaru ha sottolineato come dallo Stato servano 170 milioni per fare fronte alla cassa integrazione in deroga e che il ministro del Lavoro ha avanzato la proposta di uno stanziamento di un miliardo di euro da ripartire tra tutte le regioni.

L’assessore Mura ha illustrato nel dettaglio il progetto “Garanzia giovani” e rimarcato la centralità dei centri servizi per l’impiego, per i quali sono già incominciate le azioni formative rivolte al personale. «Vogliamo far funzionare i Csl», ha dichiarato Virginia Mura, che ha concluso annunciando «una profonda rivisitazione della formazione professionale non appena saranno varate le nuove norme nazionali sull’apprendistato».

Il presidente della commissione, Franco Sabatini, nel suo intervento di chiusura lavori ha sottolineato come a fronte dei positivi risultati sui livelli di spesa del Fse – in Sardegna – la disoccupazione sia cresciuta e come siano carenti in materia di lavoro la programmazione, denunciando l’assenza di una vero piano per il lavoro. Il presidente Sabatini ha inoltre chiesto informazioni sullo stato di elaborazione del programma operativo 2014-2020 e invitato l’assessore Mura a far pervenire la relativa documentazione e ogni utile comunicazione alla commissione, non appena il programma sarà definito con maggiore dettaglio.

Il presidente Sabatini ha concluso i lavori annunciando che l’audizione dell’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi (in programma oggi alle 10.00) è rinviata ad una prossima seduta.