12 October, 2026

“Rilanciare l’industria: lavoro, sviluppo e futuro per il Sulcis Iglesiente”: è il tema del Consiglio Generale Sardo promosso dalla Federatzione Sarda Metalmeccanicos (FSM CISL), che si è tenuto ieri pomeriggio nella sala convegni Fratelli Fois in via E. Fermi 9, a Portoscuso. L’obiettivo è quello di porre al centro dell’attenzione il tema del rilancio industriale del Sulcis Iglesiente, un’area che necessita di politiche concrete per la sua crescita economica e per la tutela del lavoro. E’ stata un’importante occasione di confronto e di proposta sul futuro del territorio tra istituzioni, organizzazioni sindacali e rappresentanze del territorio.
Per gli organizzatori, dopo la relazione del segretario regionale FSM CISL Marco Angioni, sono intervenuti Ferdinando Uliano, segretario generale FIM CISL; Valerio D’Alò, segretario nazionale FIM CISL; Marco Angioni, segretario regionale FSM CISL; Pier Luigi Ledda, segretario generale USR CISL Sardegna; Antonello Saba, segretario generale UST CISL Sulcis Iglesiente; Giuseppe Masala, segretario FSM CISL del Sulcis Iglesiente. Emanuele Cani, assessore dell’Industria della Regione Sardegna; Ignazio Atzori, sindaco di Portoscuso; Mauro Usai, sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente; Pietro Morittu, sindaco di Carbonia e presidente del Consorzio Industriale del Sulcis Iglesiente; sindaci e amministratori dei Comuni del territorio; don Antonio Mura, responsabile della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias.
Nel corso dei lavori, sono state affrontate le tematiche legate alla crisi dell’apparato industriale del Sulcis Iglesiente, che vede due infinite vertenze, Eurallumina ed ex Alcoa oggi Sider Alloys, aperte rispettivamente da 17 e 14 anni; una situazione di grande incertezza su presente e futuro sia alla Portovesme srl sia alla Centrale Enel Grazia Deledda; conseguentemente, una situazione di crisi profonda dell’intero tessuto economico che per diversi decenni si è basato prevalentemente sulla realtà industriale. Qualsiasi ipotesi di rilancio dell’industria nel territorio non può prescindere dalla sistemazione del porto industriale di Portovesme, in attesa da diversi lustri del dragaggio dei fondali e di un riassetto complessivo, e dalle bonifiche delle aree inquinate con conseguente recupero di quelle inutilizzate da anni, da destinare all’insediamento di nuove piccole e medie imprese. Tutti gli intervenuti hanno rimarcato quanto sia indispensabile il mantenimento di una realtà industriale per il rilancio socio-economico del Sulcis Iglesiente, da affiancare a nuove iniziative per il superamento della monocoltura industriale che ha messo in ginocchio il territorio una volta entrate in crisi prima la realtà mineraria, poi quella della grande industria.
Giampaolo Cirronis

Cresce la preoccupazione dei lavoratori metalmeccanici per il futuro della centrale Enel Grazia Deledda e delle lavorazioni degli appalti. Ieri mattina, davanti ai cancelli, a Portovesme, si è svolta l’assemblea generale dei lavoratori iscritti e simpatizzanti alla FIOM CGIL e alla UILM UIL, che ha evidenziato un clima di crescente tensione, in una situazione che, nonostante il rinvio al 2038 dei programmi di abbandono dell’impiego del carbone nei cicli produttivi, si presenta assai incerta. Era presente don Antonio Mura, responsabile della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias.

Al termine dei lavori, abbiamo intervistato Mauro Manca, rappresentante della FIOM CGIL, e Maurizio Tidu, della UILM UIL.

 

La distintiva azione del papato di Francesco, dall’elezione del 3 marzo 2013 alla fine del pontificato il 21 aprile 2025, si è sviluppata nel profondo senso di missione “in uscita”: determinata verso la misericordia e l’incontro con gli ultimi in fraternità. Definito e incisivo messaggio universale missionario per una Chiesa sinodale e di assoluta, totale accoglienza.
Un percorso evangelico e di fede, caratterizzato dalla Parola di Dio e nella trasmissione della salvezza in Cristo, diretto a tutte le periferie esistenziali e a sconfinare dentro i cuori per la costruzione di ponti tra popoli e fedi.
Francesco invitava costantemente alla preghiera, a riflettere sulle molteplici criticità del mondo, derivate dalla mancanza di attenzione e rispetto alla sacralità della dignità umana. Frequenti i richiami alla condizione di migranti, di rifugiati e l’impegno missionario a sostenere “il diverso” dal nostro essere esistenziale e lontano dalle nostre logiche di sviluppo economico.
Insegnava a pensare contro l’abituale modo consolidato di agire, per aprirci in modo “rivoluzionario” verso ogni prossimo con fraternità e oltre alle diversità culturali e sociali. Un papato di sfida al silenzio delle coscienze, quello di Francesco, segnato dal magistero di “pace disarmata e disarmante”, frutto dettato da contributi di coraggio, verità e amore, mentre denunciava «una terza guerra mondiale combattuta a pezzi».
Dal suo ultimo messaggio giubilare e dallo scritto Laudato sì è emerso, come non mai, il concetto di “debito ecologico”: ossia, quel debito, e squilibrio tra Nord e Sud, che il mondo ricco ha accumulato nei confronti della Terra ed ora impone una radicale riconsiderazione di natura complessiva ambientale ed etica; mentre con l’enciclica Fratelli tutti ha focalizzato il pensiero sulla necessità di affratellamento umano e amicizia sociale.
Il papato di Francesco è stato principalmente di presenza missionaria e di viaggi apostolici verso i luoghi delle periferie sociali, segnate dalla disumanità. Ricordiamo il simbolico primo viaggio a Lampedusa, l’8 luglio 2013, per richiamare sulle immani tragedie nel teatro del Mediterraneo e la denuncia dell’indifferenza globale al dramma dei migranti, testimoniando una Chiesa vicina a tutti gli ultimi e ai bisognosi.
L’aspetto caratteristico e spirito missionario di Francesco ha incarnato la viva attenzione e vicinanza alle diverse comunità cristiane del mondo, con senso di Chiesa accogliente, aperta, inclusiva; papato dialogante con i non credenti, per la costruzione di quella fraternità universale da cui può generare vera pace e bene comune. Un pontefice che ha saputo interpretare e leggere gli eventi del mondo e annunciato la gioia del Vangelo in modo «diretto nel suo parlare in favore dei più fragili, sferzante nei confronti dei potenti».
I processi di trasformazione, innescati da papa Francesco per dare senso al suo principio programmatico “il tempo è superiore allo spazio”, hanno rafforzato l’idea di sinodalità e di Chiesa partecipativa, rivitalizzato in trasparenza la riforma della Curia, alimentato una Chiesa povera e vicina agli ultimi, incrementato la lotta agli abusi, il dialogo interreligioso e di pace, l’impegno per l’ecologia integrale, l’apertura su temi etici e pastorali, la promozione di un’economia giusta, ispirata a valori di dignità umana e cura del creato; e ancora l’iniziativa “The Economy of Francesco” e il “Patto Educativo Globale”, per un aiuto ai bambini a crescere come cittadini responsabili.
Il pensiero, a un anno dalla scomparsa, corre anche all’intensa giornata isolana di papa Francesco nel settembre 2013; accolto da un terzo dei sardi a Cagliari, cui ha donato parole forti pronunciate con il cuore. Parlando direttamente, a braccio, ai giovani e lavoratori ha raccomandato di “non lasciarsi rubare la speranza”. Il diritto al lavoro e alla dignità è stato il tema determinante della visita in Sardegna.
Memorabile il suo saluto in limba: “Nostra Signora ‘e Bonaria bos acumpanzet sempre in sa vida”. N. S. di Bonaria, quest’anno ricorre il 100° Anniversario della Dedicazione della Basilica cagliaritana, è per l’intera Isola la patrona massima e madre spirituale.

Cristoforo Puddu

 

Dialogo tra Vento ed erba, ovvero amore al cardiopalma –  in scena venerdì 10 aprile, alle ore 20.00, al Teatro Bottega di Carloforte, sabato 11 aprile, alle ore 21.00, al T.Off di Cagliari e domenica 12 aprile, alle ore 19.00, a Lo Teatrì di Alghero -, è una partita a tre per voce sola: c’è il Vento, l’erba e il narrare.

A scriverlo e interpretarlo, Edda Gaber, che qui ritrae, declina e coniuga l’amore in diverse letture.

C’è poco da fare, una donna dopo i cinquant’anni, vista da fuori e se non è una bellezza, è una tardona o una vecchia. A una cinquantenne, men che mai se sessanta o settantenne, è quasi vietato innamorarsi, desiderare non tanto un giovane, ma finanche un coetaneo se addirittura non più attempato. Già, perché se a quest’ultimo il brizzolato e l’età donano fascino, a una donna tolgono qualsiasi possibilità di conquista.

Forse è generalizzare, forse altrove dal Belpaese non è così, ma intanto qui dagli “anta” in poi per le donne la sessualità è una chimera.

Questo testo nasce dal disdicevole innamorarsi desiderando in menopausa conclamata.

Ma se questa è la realtà, la sua trasfigurazione teatral poetica parla altrimenti e dice di un amore a senso unico. Il sentimento ardente di una vecchia bambina sviscerato nel dialogo tra vento ed erba; lei e il suo patire danno adito alla Natura di disquisire sull’amore umano: dal non amore veterotestamentario, all’amore universale di Cristo, a un finale panteistico. «Amore amore, lieto disonore», scriveva il poeta Sandro Penna a proposito di uno dei dolori più forti che ci possano capitare, mentre l’Adriano di Marguerite Yourcenar sosteneva che non del potere né del prestigio era importante dire, quanto invece dell’amore non corrisposto e dell’insulto del tempo.

Si terrà domani, mercoledì 8 aprile, alle ore 15.00, nella sala convegni Fratelli Fois in via E. Fermi 9, a Portoscuso, il Consiglio Generale Sardo “Rilanciare l’industria: lavoro, sviluppo e futuro per il Sulcis Iglesiente” promosso dalla Federatzione Sarda Metalmeccanicos (FSM CISL).
L’obiettivo è quello di porre al centro dell’attenzione il tema del rilancio industriale del Sulcis Iglesiente, un’area che necessita di politiche concrete per la sua crescita economica e per la tutela del lavoro.
Un’occasione di confronto e proposta sul futuro del territorio tra istituzioni, organizzazioni sindacali e rappresentanze del territorio.
Interverranno: Ferdinando Uliano (Segretario generale FIM Cisl), Valerio D’Alò (segretario nazionale FIM Cisl), Pier Luigi Ledda (segretario generale USR Cisl Sardegna), Antonello Saba (segretario generale UST Cisl Sulcis), don Antonio Mura (responsabile Diocesano UPSL), Emanuele Cani (assessore dell’Industria della Regione Sardegna), Ignazio Atzori (sindaco di Portoscuso), Mauro Usai (sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente), Pietro Morittu (sindaco di Carbonia e presidente del Consorzio Industriale) e i sindaci del territorio.

La mancata assegnazione della sigla ufficiale per le targhe da parte del ministero dei Trasporti sta bloccando l’operatività della provincia del Medio Campidano. Senza questo codice, infatti, non è possibile immatricolare nuovi veicoli né aggiornare gli archivi della Motorizzazione e del PRA, con conseguenze
dirette su imprese e lavoratori. A oltre dieci mesi dalla sua istituzione, la provincia del Medio Campidano è ancora paralizzata da un grave vuoto normativo nazionale. Una situazione che sta producendo danni concreti a imprese, lavoratori e all’intero sistema economico del territorio.
A denunciarlo è il consigliere regionale Alberto Urpi, che parla senza mezzi termini di una situazione «gravissima e non più tollerabile».
«La provincia del Medio Campidano è stata istituita il 1° giugno 2025. Da allora imprenditori e operatori economici hanno investito, creduto nel territorio e programmato il futuro. Oggi però si trovano ostaggio di una burocrazia inaccettabile e di un disinteresse generale.»

Il nodo principale riguarda proprio la mancata assegnazione della sigla ufficiale per le targhe e il conseguente aggiornamento degli archivi della Motorizzazione e del PRA. Un ritardo che blocca operativamente le aziende: impossibilità di immatricolare nuovi veicoli difficoltà nell’ottenere licenze per l’autotrasporto rallentamenti o blocchi nelle attività produttive.
«Alcune imprese sono già state costrette a spostare sedi in altre province per continuare a lavorare. Questo significa perdita di competitività, posti di lavoro a rischio e un territorio che viene penalizzato dallo Stato invece che sostenuto.»
Alberto Urpi incalza il ministro dei Trasporti, chiedendo un intervento immediato e deciso: «Non ci sono più alibi: o siamo davanti a una inerzia amministrativa, o a una grave sottovalutazione del problema. In entrambi i casi, è una responsabilità che non può ricadere su cittadini e imprese».
L’appello è diretto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: «Serve un’assunzione di responsabilità politica. Il Ministro dia un ultimatum ai suoi uffici e sblocchi immediatamente la situazione. Il Medio Campidano deve diventare operativo a tutti gli effetti, senza ulteriori rinvii».
Lo stesso Alberto Urpi ha inoltre inviato una nota formale e urgente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo lo sblocco immediato della situazione e l’assegnazione della sigla ufficiale.

 

Venerdì 10 alle 10.00 e domenica 12 aprile alle 9.30, nella spiaggia di Fontanamare a Gonnesa e nella prima spiaggia di Porto Pino, sono in programma due giornate della 36ª campagna di Legambiente Sardegna “Spiagge e Fondali Puliti 2026” .
Obiettivo della campagna è quello di denunciare l’incuria e l’abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell’ecosistema marino.
Quest’anno lo slogan della campagna è “tiriamolisù, una spiaggia più pulita è una spiaggia più felice”.
Non è un caso che l’immagine scelta per questa edizione 2026 di “Spiagge e Fondali Puliti” sia una “faccina” triste realizzata con i rifiuti spiaggiati, che però può ritrovare presto il sorriso grazie all’impegno e ad una maggiore cura dei cittadini come testimonia la clip pubblicata sui social di Legambiente.
Legambiente ricorda che il marine e il beach litter, ossia il tema dell’abbandono dei rifiuti in spiaggia o in mare, è un’emergenza seria e importante da affrontare. Sulle spiagge di tutta la Penisola spopolano troppi rifiuti di ogni genere, forma e tipo.
Quest’anno la campagna, insieme all’indagine Beach Litter, porterà in primo piano il tema dei mozziconi di sigaretta. Un’emergenza silenziosa figlia di un grave gesto di inciviltà ma anche della carenza di politiche e controlli.
L’abbandono dei mozziconi di sigaretta in spiaggia o in mare, così come quella dei rifiuti, rappresenta una minaccia anche per la biodiversità e per diverse specie a rischio.
In Italia tra quelle più a rischio c’è ad esempio il fratino (Anarhynchus alexandrinus), piccolo uccello che nidifica proprio in questo periodo lungo gli ecosistemi dunali e le spiagge naturali delle coste.

Prenderà il via mercoledì 8 aprile a Carbonia, alla presenza dei principali protagonisti del mondo della sanità del Sulcis, la terza giornata della Scuola di formazione politica promossa dai Riformatori Sardi e incentrata appunto sulla sanità (Hotel Lu, via Costituente, ore 17.00).

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco, Pietro Morittu, e del Vicesindaco, Michele Stivaletta, e l’introduzione del responsabile della Scuola di formazione, Umberto Ticca, si aprirà l’analisi e il confronto sullo stato della sanità sarda tra emergenze, nodi strutturali e soluzioni, con un’attenzione particolare al Sulcis. Il cuore del confronto sarà sul Manifesto sulla salute, un documento che di incontro in incontro si arricchisce di nuovi spunti e contributi.

Sarà Franco Meloni, uno dei più autorevoli manager della sanità, a guidare subito dopo la tavola rotonda incentrata sul Manifesto e le cure di cui necessita la sanità sarda. Parteciperanno, chiamati a dare il loro contributo per un ulteriore arricchimento del documento in fase di predisposizione, Daniele Maria Agulli, Dirigente ARES Sardegna e Segretario regionale FEDIR; Paolo Cannas, Direttore generale Asl Sulcis Iglesiente; Salvatore Ierna, Direttore F.F.S.C. Cardiologia Sulci Iglesiente; Rosaria Montisci, medico di base –Narcao; Carlo Murru, Direttore Distretto socio-sanitario di Iglesias. Le conclusioni saranno affidate ad Andrea Tunis.

Il terzo appuntamento della Scuola di formazione politica rappresenta un nuovo momento di confronto dedicato alle criticità, all’analisi dei problemi, alla ricerca delle soluzioni e alle prospettive del sistema sanitario regionale.

La Scuola di formazione politica, che nell’edizione 2026 è itinerante (verranno toccate diverse città della Sardegna) e incentrata sulla sanità, nasce proprio dalla volontà di mettere attorno allo stesso tavolo i principali protagonisti del settore sanitario per condividere analisi, esperienze e possibili linee di intervento in una fase particolarmente delicata per la sanità sarda.Non a caso, gli appuntamenti hanno come filo conduttore il “Manifesto sulla sanità” che verrà illustrato al ministro della Sanità, Orazio Schillaci, nella giornata in programma il 10 aprile a Cagliari.

Preparatevi a vivere una serata che rimarrà nella storia del Pilau International Fest. Sabato 16 maggio, Piazza Principato di Monaco, a Calasetta, si accenderà con le note degli of NEW TROLLS, un nome che da 60 anni rappresenta l’eccellenza della musica italiana nel mondo.
A guidare la band sul palco ci saranno i due pilastri originali, Gianni Belleno e Nico Di Palo, pronti a farci sognare con i successi che hanno segnato intere generazioni. Dai ricordi del tour con Fabrizio De André alle vette del “Concerto Grosso”, fino alle collaborazioni internazionali e ai nuovi successi, gli of NEW TROLLS portano a Calasetta l’energia di chi ha scritto le pagine più belle del rock progressivo e della canzone d’autore.
Sarà un viaggio incredibile tra passato e presente, un’occasione unica per festeggiare insieme i loro 60 anni di carriera proprio qui, tra il bianco delle nostre case e l’azzurro del nostro mare. Non mancate!

Ieri ha seguito il derby dalla tribuna, attaccato alla recinzione per dare indicazioni ai suoi calciatori che hanno eseguito tutto alla perfezione, aggiudicandosi la vittoria e i tre punti in palio che valgono tantissimo in prospettiva salvezza. Grazie ai concomitanti risultati delle dirette concorrenti, il Carbonia è salito al settimo posto con 36 punti, e il vantaggio sulla quota playout è ora di cinque punti. Graziano Mannu ieri pomeriggio, al termine del derby, negli spogliatoi del Comunale “Carlo Zoboli, non ha potuto rilasciare interviste, perché squalificato per una giornata dopo l’espulsione rimediata la scorsa settimana sul campo della capolista Ossese, lo ha fatto stamane, esprimendo tutta la sua soddisfazione per la prestazione fornita dalla sua squadra e per l’importantissimo passo in avanti compiuto in classifica e nella corsa salvezza.

Graziano Mannu