26 June, 2026

[bing_translator]

Si terrà martedì 1 settembre, alle 11.00, negli spazi dell’Exma a Cagliari, la conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione del comune di Calasetta e del ricco programma di eventi a esse collegati.
Interverranno Claudia Mura, sindaco di Calasetta, Igor Lobascio, assessore della Cultura del comune di Calasetta, Marzia Varaldo, presidente della cooperativa Millepiedi, ed Efisio Carbone, direttore del MACC, il Museo d’Arte Contemporanea di Calasetta.
La manifestazione è promossa dal comune di Calasetta con il sostegno della Regione Sardegna (assessorati della Cultura e del Turismo), della Fondazione di Sardegna e con l’organizzazione dell’Associazione Enti locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

[bing_translator]

Nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro 2020, i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco, coordinati dal T.V. (CP) Francesco S.M.
D’Istria, hanno effettuato una operazione di Polizia Marittima che ha portato al sequestro di un intero stabilimento balneare, a Calasetta.
Le attività di indagine, svolte con la fattiva collaborazione dell’Ufficio Tecnico del comune di Calasetta, hanno permesso ai militari della Guardia Costiera di Sant’Antioco di accertare diverse violazioni penali.
Le violazioni, sono sia di natura demaniale che ambientale. Il responsabile della struttura è stato deferito alla Procura della Repubblica di Cagliari per le ipotesi di reato di natura edilizia e di tutela del paesaggio, in quanto la zona è di particolare pregio naturalistico.
Dalle indagini svolte è stato inoltre accertato il deturpamento dell’Habitat preesistente, in particolare della zona dunale e della vegetazione spontanea.
I militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Antioco, dopo aver effettuato il sopralluogo e le misurazioni previste, hanno proceduto sotto
sequestro dell’area e le strutture per un totale di 450 mq.
Sono in corso ulteriori indagini, al fine di accertare eventuali comportamenti illeciti aggiuntivi.

 

[bing_translator]

Giacomo Guadagnini (PD) aderisce alla proposta di Articolo 1 per un’assemblea pubblica del centrosinistra in vista delle Amministrative 2021.

«Ringrazio Articolo 1dice Giacomo Guadagniniper l’invito a partecipare ad un’assemblea pubblica che si terrà nel mese di settembre, per discutere su idee e proposte per la città di Carbonia in vista del vicino impegno elettorale. Partecipo molto volentieri a questo incontro, convinto che il centro sinistra, allargato alle forze sociali ed alle associazioni, abbia molte proposte che lo uniscono e su queste, assieme, dobbiamo lavorare, confrontarci e programmare il nuovo futuro della nostra città.»

[bing_translator]

Utili indicazioni, per il nuovo tecnico del Carbonia Marco Mariotti, nella prima amichevole stagionale disputata giovedì pomeriggio contro il Sant’Elena, dopo i primi venti giorni di preparazione. 7 i goal realizzati e nessuno subito (primo tempo 4 a 0), con doppiette di Cristian Stivaletta e Ador Gjuci e goal di Emmanuel Odianose, Francesco Pio Quarta e Roberto Cappai, quest’ultimo il 31enne bomber arrivato appena 48 prima dal Casale.

Marco Mariotti ha distribuito nei due tempi tutti i componenti della rosa, per iniziare a conoscere tutti e, soprattutto, mettere a frutto il lavoro svolto in allenamento. Le sedute alle quali sta sottoponendo il gruppo sono molto intense. Mercoledì, il giorno prima della prima amichevole, ha svolto due sedute di lavoro e una seduta giovedì mattina, a poche ore dalla partita.

Questo pomeriggio, alle 17.00, è in programma il secondo test, contro il Guspini di Giampaolo Murru, altra formazione di Eccellenza regionale.

Intorno al nuovo Carbonia si sta creando grande interesse, come conferma il centinaio di spettatori presente sulla tribunale del Comunale “Carlo Zoboli” per l’amichevole con il Sant’Elena ed i gruppi di tifosi che seguono quotidianamente le sedute di allenamento.

                                                                  

“Con molto dispiacere sono venuta a conoscenza poco fa, in seguito agli aggiornamenti ricevuti da ATS Sardegna, della presenza di un caso di contagio da Covid–19 nel territorio di Guasila.”

“L’amministrazione – ha concluso Paola Casula – ha attivato inoltre tutte le azioni necessarie per contenere la diffusione del virus. Invito tutti i cittadini a mantenere la serenità ma anche a continuare a rispettare scrupolosamente tutte le prescrizioni anti-covid nazionali e regionali, soprattutto il distanziamento sociale, l’uso della mascherina e l’igiene delle mani”.

Ad annunciarlo è stata la sindaca, Paola Casula, che aggiunge: “La persona positiva sta bene ed è già in carico alle autorità sanitarie competenti che hanno già attivato i protocolli previsti. L’interessato e la famiglia sono già stati sentiti e informati in merito ai sintomi e alle modalità di contagio della malattia oltre che ai comportamenti da attuare.”

Antonio Caria

[bing_translator]

Terza serata per il 30° festival Narcao Blues. Dopo il duo sulcitano Don Leone ed il gruppo cagliaritano King Howl, protagonisti ieri sera, sul palco di Piazza Europa, oggi alle 21.30, salirà il Bad Blues Quartet, composto da Eleonora Usala (voce), Federico Valenti (chitarra), Frank Stara (batteria) e Gabriele Loddo (basso) la band isolana, attiva dal 2014, che ritorna a Narcao con nuova energia e consapevolezza, traducendo in musica gli ultimi due intensi anni, ricchi di importanti esperienze in alcuni tra i palcoscenici più rappresentativi in Italia.

A farla da padrona nel secondo set (ore 23.00) sarà la regina del blues isolano, Irene Loche, sul palco con un progetto in cui sonorità folk e soul si incontrano, e dove accordature aperte e ritmi lontani diventano protagonisti. Dal 2015, la cantautrice e chitarrista oristanese è ufficialmente artista Magnatone USA, unica italiana nel panorama mondiale insieme a Jeff Beck, Billy Gibbons, Keith Richards, Jackson Browne, Neil Young, tra gli altri. Dal 2018 è diventata, inoltre, artista della Asher Guitars & Lap Steels, insieme ad artisti come nomi del calibro di Ben Harper, David Crosby, Marc Ford, Gregg Leisz, James Valentine, Zack Brown. Al fianco di Irene Loche, venerdì 28 a Narcao, ci saranno Andrea Sanna al Feder Rhodes ed Hammond, Gian Luca Canu al basso e Alessandro Cau alla batteria.

[bing_translator]

Non si placano le polemiche intorno alla gestione del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. Oggi interviene Daniele Reginali, segretario provinciale del Partito democratico.

«L’attuale condizione del Parco Geominerario impone una riflessione circa gli sviluppi degli ultimi anni scrive in una nota Daniele Reginali -. La  mancanza di collaborazione ha rappresentato uno dei principali fallimenti dell’attuale management, incapace di dare attuazione ad un processo che avrebbe  garantito un futuro alle aree ex minerarie, nell’ottica di una loro riconversione culturale e turistica. Malgrado questa inattività, che spesso si traduce in ostacolo, i Comuni sono riusciti a garantire l’apertura di siti come Porto Flavia, nel Comune di Iglesias e Galleria Henry, a Buggerru, rendendo le aree dismesse dei poli di attrazione turistica, caratterizzati da un sempre maggiore numero di visitatori e dall’interesse da parte dei principali mezzi di comunicazione e dei tour operator nazionali ed internazionali.»
«Di fronte a tanto impegno da parte delle Amministrazioni locali e dei tanti soggetti della Società civile che collaborano alla promozione e alla valorizzazione del territorio, il Parco Geominerario ha risposto con una gestione fortemente deficitaria che ha portato lo scorso anno alla pesantissima esclusione dal circuito UNESCO facendo venir meno il suo ruolo di partner privilegiato delle comunità locali e di protagonista nel processo di riconversione del territorio, un esempio è anche la condizione nelle quali versa la Laveria Lamarmora a rischio crollo nonostante ci siano le risorse a disposizioneaggiunge Daniele Reginali -. Di fronte a tutte le contraddizioni, alle tensioni, alla mancanza di collegialità con i Comuni, soggetti centrali della Comunità del Parco e al disimpegno nei confronti della società civile e delle associazioni, sorge spontaneo avviare una profonda riflessione su questo management dopo i grandi insuccessi di questa gestione e dopo la mancanza di un cambio di passo più volte auspicato e promesso conclude Daniele Reginali -. Le massime istituzioni hanno il dovere di occuparsi del problema e non lasciare da soli i comuni.»

 

[bing_translator]

Oggi negli Ospedali le “liste d’attesa” non sono più lunghissime, sono mostruose. Prendiamo il caso delle visite diabetologiche, cardiologiche, neurologiche, internistiche, pneumologiche, e anche oncologiche: siamo sicuri che l’allungamento dei tempi d’attesa, stabiliti per regolamento anti-Covid, sia meno dannoso del Covid stesso? La Sanità per le patologie più comuni è come “congelata”, immobilizzata da regolamenti.
Oggi se ne parla nella stampa perché è deceduto un noto avvocato sassarese, fratello di un esponente politico di spicco, a causa di un “aneurisma dell’aorta” diagnosticato tardivamente per effetto delle norme di distanziamento dell’Ospedale dal Cittadino.
E’ bene riconoscere rapidamente che oggi nulla è come prima, e che il Covid ha cambiato molte cose della nostra vita quotidiana; soprattutto ha “distanziato” gli Ospedali dal Cittadino.
Occorre un “nuovo contratto” tra Pazienti e Ospedale.
Per noi sulcitani la città di Cagliari, con i suoi mille ospedali, è ormai ad una distanza intollerabile a causa degli ostacoli posti dalle norme anti-Covid.
Abbiamo la necessità assoluta di abbreviare la distanza dai Servizi. L’unico modo consiste nell’istituire qui, vicino alle nostre cittadine, tutto il Servizio sanitario che ci serve quotidianamente.
Voglio portare ad esempio un caso recentemente rimbalzato su Facebook sui tormenti di una famiglia isolana che, nel periodo di Ferragosto ha chiesto soccorso per una ragazzina di 13 anni.
La ragazzina cominciò a lamentare, di sera, dolori al quadrante inferiore destro dell’addome, accompagnati da nausea, vomito e febbricola. Durante la notte peggiorò. La madre la condusse al Pronto Soccorso di Carbonia. Qui, dopo il “triage” e la fila d’attesa, la paziente venne visitata. Il medico era indeciso. Alla fine riferì alla madre che, data l’età, il caso non poteva essere trattato a Carbonia ma presso un Servizio specialistico di Pediatria.
La madre prese la figlia e la condusse ad Iglesias. Erano le 2.00 di notte. Qui il Pediatra si orientò per una patologia chirurgica e consigliò il ricovero presso la “Chirurgia pediatrica” del Brotzu a Cagliari. Alle 4.00 di notte la famiglia riprese il viaggio. Giuntavi alle 5.00, dopo un’altra fila d’attesa, la bambina venne vista dal chirurgo. Questi decise di seguire un comportamento “attendistico”: non ricoverò la paziente e la rispedì a Sant’Antioco. Verso le 7.00 del mattino la famigliola era a casa. Fortunatamente la piccola paziente oggi sta bene.
La madre su Facebook ha lamentato: il disagio, le sofferenze, l’attesa, le incomprensioni, la stanchezza di una notte di viaggi, l’atteggiamento “respingente” legato alle regole di distanziamento, e la sostanziale “inutilità” di tutto.
Dopo la pubblicazione sono comparse altre segnalazioni simili.

Questo fatto documenta la necessità che le Autorità si dedichino a studiarci sopra. Vi sono contenute: segnalazioni, denunce di disagio e sottintesi suggerimenti per il ripristino della normalità.
Analisi degli elementi salienti:
– Il medico di base, per regolamento anti-Covid, può solo raccogliere l’anamnesi telefonica e spedire in ospedale il paziente.
– All’ospedale di Carbonia non c’è più la Pediatria da 10 anni, e non si operano più i bambini da 37 anni.
– Ad Iglesias è stata chiusa la “Chirurgia pediatrica”. Oggi il Servizio si trova solo a Cagliari.
– Il chirurgo pediatra di Cagliari, in questo caso specifico, ha scelto un atteggiamento di tipoosservazional, attendistico”, e ha rispedito a casa la bambina nella supposizione che potesse guarire spontaneamente. Naturalmente, questa scelta attendista comporta anche la raccomandazione di ripresentarsi nel caso peggiorassero i sintomi. Questa scelta è logica nel contesto di un regolamento di distanziamento Covid, ma è assurda e deleteria per chi deve adeguarsi: la famiglia. Nessuno ha tenuto conto delle enormi distanze percorse dalla piccola paziente per raggiungere dapprima Carbonia, poi Iglesias e, infine Cagliari alle 2.00 e alle 4.00 della notte. E’ evidente che anche il programma di controllare un sospetto “addome acuto” su una paziente che risiede a 100 chilometri di distanza è intollerabile. Ed è intollerabile la minimizzazione schematicamente burocratica di questo fatto così grave. Se si va ad analizzare, si scopre che nessuno ha la benché minima responsabilità per tanta carenza sanitaria. La burocrazia difensiva ha vinto.
– Se la paziente fosse stata ricoverata subito in osservazione a Carbonia, con la corretta assistenza pediatrica, avremmo avuto la soluzione ideale. Ma non si può fare per due motivi. 1: Non c’è più la Pediatria. 2: Non vengono più operati i ragazzini sotto i 17 anni.

Il fatto raccontato ci obbliga a prendere coscienza che le nostre città del Sulcis Iglesiente sono, da un punto di vista sanitario, una periferia sottoservita. La carenza di Sanità, Scuola, Lavoro, scoraggiano le giovani coppie dall’avere figli e inducono a lasciare il territorio per stabilirsi dove ci si sente più sicuri. Si chiama: “Spopolamento”.

Fino a 37 anni fa, non era così.
Tutti i bambini e gli adolescenti fino ai 16 anni venivano ricoverati all’Ospedale di Carbonia, o di Iglesias, e qui venivano osservati, studiati, curati ed operati. Si operavano con successo casi difficilissimi. Tra le corsie di Chirurgia Generale vi erano corsie per i bambini. Questi venivano operati regolarmente per tutte le urgenze addominali, urologiche e traumatiche.
Un caso che vale la pena citare, come urgenza pediatrica, avvenuto al Pronto Soccorso di Carbonia, è quello che segue. Un giorno molto lontano di almeno 50 anni fa, un giovane signore conduceva per mano una bimbetta di 4 anni. Una manina teneva quella del padre; l’altra teneva una bambolina. All’apparenza la bambina stava bene, ma il padre, per prudenza l’aveva portata a controllo al Pronto Soccorso. Era successo che, mentre imbiancava i muri di casa, stava su una scala “a libro”. La scala era caduta colpendo la bambina a sul fianco sinistro. Apparentemente non era successo nulla. All’improvviso la bambina chiese di fare la pipì: urinò sangue. Poi sbiancò ed il polso divenne impercettibile. Era in quel momento in sala operatoria il professor Lionello Orrù. Uscì in fretta; visitò la bambina e si orientò subito per la diagnosi di “anemia emorragica acuta da rottura del rene sinistro”. Valutò anche il fatto che la scala, cadendo, aveva contuso il fianco sinistro e, tra il fianco ed il rene c’è la milza. La bambina venne subito portata in sala operatoria. In pochi minuti era già in condizioni disperate. Il Professore aprì l’addome. Era pieno di sangue.
Rimosse il sangue e vide che proveniva dalla milza, che era spappolata. Asportò la milza. Subito la pressione arteriosa della bambina risalì; il ritmo cardiaco migliorò, e l’anestesista disse: «Professore…presa per i capelli». Esposto il rene sinistro, ne suturò un’ampia rima di frattura. La bambina sopravvisse e penso che oggi sia madre e nonna. Se questo fatto fosse avvenuto oggi, la bambina non si sarebbe salvata.
Questa chirurgia, fino al 1983, si faceva comunemente sia sugli adulti che sui pazienti pediatrici. Si operarono migliaia di appendiciti acute, ernie strozzate, peritoniti, occlusioni intestinali, e andavano bene. Fino ad allora il Chirurgo generale operava regolarmente anche i bambini. Poi il caso veniva seguito dai Pediatri fino alla dimissione.
Nel 1983 venne inaugurato il reparto di Chirurgia pediatrica al Fratelli Crobu di Iglesias. Da allora nei reparti di Chirurgia Generale non si operarono più i bambini.
Oggi le cose si sono capovolte rispetto al 1983. La Chirurgia Pediatrica di Iglesias è stata chiusa da qualche anno ed i bambini, fino ai 16 anni, devono recarsi a Cagliari.
Secondo la teoria degli “Hub and Spoke” noi siamo i raggi ( spoke) e Cagliari è l’Hub, cioè il centro della ruota verso cui devono convergere i raggi. Lì devono convergere tutti i malati pediatrici.
Si può capire che questa teoria possa essere valida per i trapianti d’organo, la cardiochirurgia e la neurochirurgia, ma per tutte le altre chirurgie addominali urinarie e traumatologiche, questo non ha senso. Ne stiamo vivendo le conseguenze.
E’ necessario che le nostre Chirurgie generali si facciano nuovamente carico dell’assistenza ai pazienti pediatrici. Naturalmente devono urgentemente riaprire le Unità specialistiche di Pediatria.
Oggi che Cagliari è stata resa ancora più lontana dalle norme di distanziamento anti-Covid, dal traffico pazzesco e dall’atteggiamento respingente dei Pronto Soccorso per eccessivo carico di lavoro, abbiamo la necessità assoluta di riprenderci la nostra Sanità, e ridiventare autosufficienti, ricostituendo i nostri Ospedali.
Naturalmente è necessario che l’opinione pubblica sia consapevole di questi fatti dimenticati e spinga i Politici competenti e i Sindaci, a farci restituire tutto il maltolto.

Mario Marroccu

 

Si conclude domani, sabato 29 agosto, la XII edizione della rassegna “Notti a Monte Sirai”Alle ore 21.30, Francesco Montanari andrà in scena, nel sito archeologico di Monte Sirai, a Carbonia, con una rappresentazione difficile e misteriosa: il Processo a Shylock. Il testo è liberamente ispirato a “Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare. Con Francesco Montanari – voce recitante, testo di Tommaso Mattei, produzione Aida Studio. Nasce da un’idea di Elena Marazzita. Nico Gori al clarinetto, e Massimo Moriconi al basso elettrico. Musiche di Nico Gori.

Nel testo proposto viene analizzato il rapporto tra uomo e denaro. Quando si traffica con i soldi spesso si dimentica che si sta toccando la carne degli uomini, i loro corpi e i loro destini. Anche amori, affetti, passioni in questa storia si traducono in denaro, oro, gioielli. Il mondo concreto di Venezia si contrappone al mondo mitico di Belmonte, ma i problemi degli uomini e delle donne che li abitano sono gli stessi: la malinconia d’amore, il denaro che non basta a riempire la vita, il dilemma della scelta del proprio destino, la ricerca disperante di un equilibrio impossibile e di un’indefinibile felicità.

William Shakespeare ci regala un formidabile affresco della natura umana e il mondo che ci sembra così equilibrato, chiaramente diviso in buoni a malvagi, colpevoli e innocenti, eletti e reietti, mostra le sue crepe e si rivela fragile, precario e relativo.