25 June, 2026

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Il sindaco Paola Massidda e l’Amministrazione comunale di Carbonia salutano il dottor Enrico Pasqui, morto venerdì 15 maggio, all’età di 91 anni.

«Il dottor Enrico Pasqui si legge in una nota è stato una personalità d’eccellenza nel campo medico-sanitario, didattico ed associazionistico cittadino, settori in cui si è fatto apprezzare per le sue qualità professionali ed umane. Carbonia saluta uno dei suoi figli più illustri, che ci lascia con il dolore della perdita, aumentato dall’amarezza di una partecipazione costretta dalle prescrizioni di contrasto alla diffusione del Covid-19.»

«Il sindaco Paola Massidda e l’intera Amministrazione comunale di Carbonia esprimono cordoglio e condoglianze ai familiari, a cui si uniscono in un forte abbraccio conclude la nota -. Riposa in pace dott. Enrico Pasqui.»

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«Sospensione della delibera regionale che riduce le tariffe ai centri di riabilitazione sardi, stop a ritardi e attese per le pratiche delle commissioni ciechi e invalidità civile, immediata soluzione per il ritiro in sicurezza dei presidi da parte dei pazienti diabetici. Sono le tre richieste che ho formulato nell’ultima riunione della commissione sanità e sulle quali sono stati assunti precisi impegni dall’assessorato regionale alla sanità.»

Così il consigliere regionale del gruppo Cambiamo! UDC Antonello Peru che ha sollecitato una rapida soluzione alle tre diverse problematiche già segnalate anche in precedenti sedute della commissione. Per quanto riguarda la questione dei centri di riabilitazione l’aumento delle tariffe aveva provocato non poche perplessità e proteste da parte non solo dei rappresentanti dei centri ma anche delle famiglie delle persone assistite.

«Nel mio interventoafferma il consigliere di Cambiamo!ho voluto prima di tutto ribadire quanto siano importanti i centri di riabilitazione in Sardegna. Svolgono un’attività preziosa e insostituibile in un settore delicatissimo e si rivolgono a pazienti con patologie che meritano un’attenzione particolare. Ho chiesto quindi la sospensione della delibera che aveva previsto una riduzione delle tariffe per le prestazioni rese dai centri e contemporaneamente ho sollecitato l’attivazione di un tavolo tecnico per discutere l’ammontare delle nuove tariffe. Non dobbiamo equiparare le tariffe sarde a quelle delle altre regioni ma dobbiamo effettuare delle valutazioni sul tipo di prestazione e sulla qualità delle stesse che in Sardegna mi risulta essere di alto livello. Devo dire che con soddisfazione ho accolto la decisione dell’assessore di venire incontro a quanto da me richiesto e di sospendere immediatamente la delibera che aveva previsto l’aumento delle tariffe, annunciando anche l’intenzione di attivare il tavolo tecnico per la rideterminazione delle stesse.»

«Ed una soluzione immediata è diventata oramai indispensabile per tutti quei cittadini del nord Sardegna che attendono un pronunciamento da parte delle commissioni ciechi e invalidità civili. Sono sempre di più le segnalazioni che ricevo da persone che hanno inoltrato domanda e non hanno ricevuto risposta. Se prima dell’emergenza Coronavirus c’era forte preoccupazione per il numero di pratiche arretrate ora con l’ulteriore blocco determinato dal Covid-19 il problema ha assunto dimensioni ancora più gravi. Avevo proposto di snellire ulteriormente in questa fase la gestione delle pratiche, almeno per le patologie più gravi, evitando le visite specialistiche in tutti quei casi nei quali era presente una certificazione medica rilasciata da medici specialisti. A questo punto, non rimane che far seguire dalle parole i fatti – ha concluso Antonello Peru -. La situazione delle numerose persone che hanno effettuato richiesta alle due commissioni non può accettare ulteriori ritardi.»

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La Messa Crismale, prevista dalla liturgia nella data del Giovedì santo e rinviata a causa delle limitazioni sanitarie legate alla pandemia, secondo il Decreto della Congregazione per il culto divino del 19 marzo 2020 potrà essere celebrata entro la festa della Pentecoste.
Nella nostra Diocesi sono giunto alla decisione di celebrarla sabato 30 maggio, alle ore 10.00, nella chiesa Cattedrale.
Per le norme del Protocollo del Ministero degli Interni, accettato dalla CEI il 13 maggio 2020, purtroppo, il numero dei partecipanti dovrà essere contingentato secondo l’effettiva capienza della cattedrale.
Invito a partecipare alla Messa del Crisma, durante la quale saranno benedetti i Santi Oli per i Sacramenti, i presbiteri, chiamati durante il rito a rinnovare le promesse sacerdotali, i diaconi, i seminaristi, e una rappresentanza delle comunità religiose, delle associazioni laicali e delle équipe degli Uffici diocesani. Tutti coloro che saranno convocati per la partecipazione (compresi i sacerdoti, a cui chiedo di comunicare l’adesione entro il 25 c.m.) si troveranno direttamente in cattedrale alle ore 9.30. Nei prossimi giorni l’Ufficio liturgico diocesano comunicherà alcuni dettagli per la celebrazione.
Chiedo all’intera comunità diocesana, di unirsi spiritualmente alla celebrazione e di pregare perché tutti i ministri e i battezzati della nostra Chiesa vivano nella fede del Signore Risorto e siano arricchiti dei doni del Suo Santo Spirito.

Mons. Giovanni Paolo Zedda – Vescovo di Iglesias

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In questo tempo, segnato dall’esperienza drammatica della pandemia, dover rinunciare alle grandi e belle tradizioni religiose, come sta capitando anche nella nostra Chiesa diocesana, è inevitabilmente fonte di disagio e di grande sofferenza. Oltre all’impossibilità di presenziare all’Eucaristia (e non sarà ancora sufficiente l’apertura ad un piccolo numero di fedeli dal prossimo 18 maggio), si sono già dovute sospendere la dedicazione della Basilica di Sant’Antioco il 18 marzo, le processioni della Settimana Santa, della Messa crismale nel Giovedì santo, della Festa di Sant’Antioco il 27 aprile, e di altre feste patronali.

Giovedì 21 maggio era previsto e atteso il pellegrinaggio del simulacro di S. Maria di Monserrat verso Tratalias, che sarebbe dovuto rientrare ad Iglesias, secondo la tradizione, martedì 24. Concordemente con la responsabilità della Chiesa italiana, che ha accettato responsabilmente per l’attenzione dovuta alla salvaguardia della salute pubblica, mi sembra doveroso chiedere ai cristiani di Tratalias e del Sulcis il sacrificio di rinunciare momentaneamente alla possibilità di godere in questo periodo della presenza dell’immagine della Santa Regina del Sulcis nella sua chiesa storica di Tratalias. Siamo giunti a questa decisione dopo aver riflettuto attentamente con l’Amministrazione comunale di Tratalias e con le Autorità preposte all’ordine pubblico: pur con tutta la buona volontà è sembrato arduo osservare tutte le norme sanitarie prudenziali decise dai Decreti ministeriali e gestire la Festa nei giorni previsti dalla tradizione.
Dal punto di vista propriamente religioso, invito tutta la comunità ecclesiale a tenere salda la propria devozione a Santa Maria di Monserrat. Il suo amore materno per noi è sicuro al di là di tutte le manifestazioni esteriori, e il nostro amore e la nostra fiducia nel suo aiuto non possono essere diminuiti dalle difficoltà di presenza fisica che ci sono imposte dalla situazione di pandemia. Si potrebbe cominciare a prevedere l’ipotesi di spostare per quest’anno il pellegrinaggio e la festa al mese di settembre, nella speranza che la situazione epidemiologica migliori.
Anche se in questo periodo non possiamo esprimere pubblicamente la nostra fiducia nella Beata Vergine Maria se non in modo limitato alla preghiera personale e familiare, vogliamo affidare alla sua intercessione le nostre famiglie e il nostro popolo, perché rafforzi in tutti noi la fede e la speranza nel suo Figlio, morto e risorto per noi, rinvigorisca la carità vicendevole e ci aiuti a superare tutte le difficoltà che abbiamo da affrontare, quelle direttamente legate all’epidemia e quelle relative alle insicurezze economiche e sociali che possono derivarne e che si aggiungono alla crisi che da tempo ci sta colpendo.

Vi saluto cordialmente e vi benedico tutti, affidandovi alla materna protezione di Santa Maria di Monserrat.

Mons. Giovanni Paolo Zedda – Vescovo di Iglesias

 

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1 solo nuovo caso positivo al Covid-19 nelle ultime 24 ore in Sardegna su 992 tamponi eseguiti. Sono ora 1.353 i casi accertati dall’inizio dell’emergenza. Si registra un solo nuovo caso nella Città Metropolitana di Cagliari. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 42.249 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 86, di cui 10 in terapia intensiva, mentre 319 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 731 pazienti guariti (+12 rispetto al dato precedente), più altri 92 guariti clinicamente. Non si registrano nuovi decessi (complessivamente 125).
Sul territorio, dei 1.353 casi positivi complessivamente accertati, 248 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 97 nel Sud Sardegna, 58 a Oristano, 79 a Nuoro, 871 a Sassari.

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Le condizioni meteo sono migliorate ed il bilancio dei danni provocati dal vento l’altra notte, in alcune località del Sulcis, è contenuto. A Carbonia, si è rischiato veramente grosso, con la caduta di coperture e depositi d’acqua che avrebbero potuto ingenti danni e anche delle vittime. Le fotografie allegate documentano la caduta di una copertura nella zona commerciale ed artigianale di via Roma, l’intervento dei vigili del fuoco in via Cannas ed il grande deposito d’acqua precipitato da un palazzo in piazza mercato. Fortunatamente in entrambi i casi più pericolosi, anche perché il tutto è avvenuto in piena notte, non erano presenti persone e neppure auto parcheggiate, per le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus.

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Dal 14 marzo sono 44.149 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019. Nella giornata di ieri sono stati effettuati 23 controlli: 5 nell’area di Cagliari, 1 Oristano, 12 Sassari, 3 Lanusei, 2 Tempio. Non è stata emessa alcuna sanzione e dal 14 marzo le persone sanzionate sono 825.

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Anche oggi in Sardegna sono stati riscontrati alcuni casi positivi al Covid-19, 4, ma si tratta ancora di numeri minimi che confermano un’evoluzione incoraggiante verso il superamento dell’emergenza, come confermano sia un’altra giornata senza decessi, sia la consistente diminuzione sia delle persone in isolamento domiciliare, 330 (ieri erano 376) sia quello degli attualmente positivi, 415 (ieri erano 461). E ancora, la crescita sensibile del numero dei pazienti dimessi/guariti, 812 (ieri erano 762).

Restano invariati sia il numero dei pazienti ricoverati con sintomi, 75, sia quello dei pazienti in terapia intensiva, 10.

Nelle province, ancora una giornata senza nuovi casi positivi nelle province di Nuoro e Sud Sardegna, mentre 1 caso è stato riscontrato sia nella Città Metropolitana di Cagliari sia nella provincia di Oristano (ieri prive di casi positivi). 2 i casi riscontrati nella provincia di Sassari che ieri ne aveva avuto 3 e complessivamente è arrivata a 871.

 

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La consigliera regionale M5S  Carla Cuccu, segretaria nell’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, è la prima firmataria di una mozione, sottoscritta pure dai colleghi Elena Fancello e Valerio De Giorgi del gruppo misto, che impegna il presidente della Regione Christian Solinas e la Giunta regionale ad adoperarsi affinché l’infezione da Covid-19 venga qualificata come malattia professionale e prevedano misure che consentano ai lavoratori ed agli imprenditori di poter riaprire le attività scongiurandone la chiusura definitiva.

«Il motore dell’economia sarda, agonizzante già prima della pandemia, merita interventi urgenti ed improcrastinabili per contenere la gravissima crisi finanziaria in corsosottolinea Carla Cuccu -. In particolare chiede una serie di interventi: l’esonero temporaneo dal versamento di contributi previdenziali ed assistenziali, fatti salvi quelli figurativi,  ed una tassa piatta al 15% sulle persone fisiche (I.R.P.E.F.) usufruendo degli oneri deducibili dal reddito per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione, che possano beneficiare di finanziamenti statali a tasso zero da restituire in 10-15 anni. E, infine, l’estensione ai lavoratori del settore marittimo locale passeggeri e servizi connessi, dal mese di marzo 2020 dell’indennità prevista per i lavoratori stagionali di cui all’art. 29, comma 1 D.L. n.18/20 convertito in legge n. 27/2020.»

«La Sardegna da isola felice che potrebbe essere non può diventare l’isola della disperazione; se l’insularità ha consentito di contenere il contagio della pandemia deve essere pure una risorsa propulsiva per proteggere e sviluppare circuiti economici a garanzia del reddito isolanoconclude Carla Cuccu -, non c’è più tempo da perdere; i sardi attendono risposte concrete ed immediate.»

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L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile dell’impresa. Ieri sera, dopo le proteste di Confartigianato e degli imprenditori, che avrebbero rischiato un processo penale nel caso un loro dipendente si fosse ammalato di Covid-19, l’Inail ha precisato come «i criteri applicati dall’Istituto per l’erogazione delle prestazioni assicurative ai lavoratori che hanno contratto il virus sono totalmente diversi da quelli previsti in sede penale e civile, dove è sempre necessario dimostrare il dolo o la colpa per il mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza».

Per questo, dal riconoscimento del contagio come infortunio sul lavoro non deriva automaticamente una responsabilità del datore di lavoro.

«Siamo soddisfatti della precisazione, forse una piccola retromarcia, dell’Istitutocommenta Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – perché al danno dei costi legati all’emergenza sanitaria della quarantena, per le imprese si sarebbe aggiunta anche la beffa di poter finire in tribunale o, quanto meno, di vedersi citati in giudizio per il contagio di un proprio dipendente. Tutto questo dopo gli enormi sforzi sostenuti per ripartire in sicurezza

Confartigianato Sardegna, infatti, ha più volte sottolineato come la pandemia fosse un fatto esogeno all’azienda e, per questo, non si sarebbe potuta attribuire all’imprenditore alcuna responsabilità penale se questo avesse messo in campo tutte le protezioni individuali e tutti gli accorgimenti richiesti dai vari protocolli, svolgendo anche una azione di controllo.

«Ci auguriamo che, anche per i mesi a venire, a nessuno venga in mente di colpevolizzare gli imprenditori – prosegue il Presidente – quindi è necessario che chi rispetta le norme di sicurezza, anche in futuro, non debba incorrere in responsabilità penali legate a eventuali positività dei propri dipendenti: e su questo chiederemo sempre garanzia per la loro tutela. Moltissime imprese – sottolinea Antonio Matzutzi – già stremate dalle pesanti conseguenze economiche della pandemia, avrebbero rischiato altrimenti di non sopravvivere agli ulteriori costi che sarebbero derivati da eventuali sanzioni correlate anche a questa possibilità.»

Confartigianato Sardegna ricorda come gli imprenditori, anche nell’Isola, abbiano già sostenuto difficoltà enormi come i costi legati alla sorveglianza sanitaria, alla gestione della sicurezza, all’acquisto dei dpi, ma anche quelli sostenuti per agevolare i trasporti personali casa-lavoro dei propri dipendenti, per implementare lo smart working, per stipulare coperture assicurative RC per azienda e dipendenti. E ancora dei costi legati alle assenze e sostituzione di dipendenti, uniti a quelli per accedere ai finanziamenti bancari, per recuperare i crediti insoluti, per assicurarsi le materie prime con nuove modalità. Un elenco nemmeno esaustivo, ma già lunghissimo.

«Sulla tutela delle imprese, soprattutto in questo periodo di ripartenza – conclude il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – non molleremo mai e vigileremo sempre.»