24 June, 2026

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Dal 14 marzo sono 40.365 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Nella giornata di ieri sono stati effettuati 529 controlli: 70 nell’area di Cagliari, 20 Iglesias, 64 Oristano, 176 Sassari, 97 Nuoro, 19 Lanusei, 83 a Tempio. Sono state sanzionate 3 persone (2 a Sassari, 1 ad Oristano), per un totale (dal 14 marzo) di 784.

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A poche ore dall’inizio della “Fase 2”, sono solo 4 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati oggi in Sardegna. Nessun caso per il secondo giorno consecutivo nella provincia di Sassari che resta quella ampiamente più colpita in Sardegna, con 848 casi positivi su 1.319 totali. 3 dei 4 casi sono stati riscontrati nella provincia di Nuoro (totale 81), 1 nella Città Metropolitana di Cagliari (totale 241). Nessun caso positivo sia nella provincia di Oristano (totale 55) sia nella provincia del Sud Sardegna (94).

Oggi è stato eseguito lo stesso numero di tamponi di ieri, 747 (ieri solo uno in più), dato che porta il totale a 27.737. E’ marcato il calo degli attualmente positivi, 689, 41 meno di ieri, quando erano 730. Non ci sono stati decessi, il totale delle vittime resta fermo a 119.

E’ cresciuto il numero dei pazienti ricoverati con sintomi, 92 (ieri erano 86), mentre è sceso ancora il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, 10 (ieri erano 13). E’ diminuito sensibilmente sia il numero delle persone in isolamento domiciliare, 587 (ieri erano 631), sia quello dei dimessi/guariti dall’inizio dell’emergenza, 511 (ieri erano 466).

 

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Sono 4 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati oggi in Sardegna, su 747 tamponi eseguiti. Nessun decesso.

Il numero totale di casi di positività accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza sale così a 1.319. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 27.737 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 102, 92 ricoverati con sintomi, 10 in terapia intensiva, mentre 587 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 416 pazienti guariti (+37 rispetto al dato precedente), più altri 95 guariti clinicamente. Gli attualmente positivi sono 689. Resta invariato il numero delle vittime (119).
Sul territorio, dei 1.319 casi positivi complessivamente accertati, 241 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all’ultimo aggiornamento), 94 nel Sud Sardegna, 55 a Oristano, 81 (+3) a Nuoro, 848 a Sassari.

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Si è concluso pochi minuti fa il rito religioso officiato dall’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Baturi, nella chiesa di Pula, in onore di Sant’Efisio.
Durante il trasferimento del Santo da Cagliari a Pula, nel tempo del Coronavirus, un numero assai limitato di devoti ha potuto accompagnare il viaggio, una presenza che ha ancora di più il senso della devozione del popolo sardo che si è stretto anche oggi in preghiera intorno al Santo Protettore della Sardegna.
Nella sua omelia, mons. Giuseppe Baturi non ha mancato di implorare il Santo, affinché possa intervenire per scacciare il Coronavirus e per proteggere tutti, troppe morti e lutti hanno devastato la Sardegna e l’Italia intera.
«Siamo certiha proseguito mons. Giuseppe Baturi – che Sant’Efisio sia al nostro fianco e che interverrà per liberare la Sardegna intera da questo virus, perché tutti abbiamo bisogno di riprendere la nostra vita e, soprattutto, abbiamo bisogno che l’aspetto socio-economico riprenda il suo corso naturale e che la politica e le istituzioni riescano a venire incontro alle esigenze di una societàha concluso l’arcivescovo di Cagliariche chiede a gran voce un aiuto, necessario e immediato, che non può essere procrastinato nel tempo.»
Armando Cusa

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L’epidemia Covid ci ha insegnato che gli ospedali e tutte le comunità assistenziali possono essere percepiti come un luogo insicuro. In questo periodo gli accessi ai Pronto Soccorso della Sardegna sono ridotti del 70%. Migliaia di sardi attendono prestazioni ospedaliere che sono state rinviate, non si sa bene a quando.
E’ possibile ritornare alla normalità che conosciamo (e che non ci soddisfaceva)?
E se invece provassimo a sfruttare l’opportunità?
Se provassimo a pensare ad una “diversa normalità” del sistema sanitario della nostra Regione, riscrivendo il ruolo degli Ospedali, del territorio e dell’emergenza, utilizzando la potentissima leva di cambiamento della sanità digitale?
Già oggi con il nostro smart watch noi possiamo attivare il coaching sugli stili di vita, sull’alimentazione. Possiamo calcolare parametri cardiaci, respiratori. Possiamo usare il telemonitoraggio per inviare “allarmi” se qualcosa non funziona…
La Telemedicina, ma anche l’intelligenza artificiale (AI) e l’internet delle cose (IOT), possono radicalmente cambiare il sistema sanitario sardo, invertendo lo schema che oggi non funziona più. Il cittadino non deve più andare verso “i luoghi di cura”! Al contrario, è la prestazione sanitaria che deve andare direttamente a casa del cittadino!

Se ne parla in webinar mercoledì 6 maggio dalle ore 18,30 alle ore 19.30. Approfondirà il tema Pierpaolo Vargiu, del Centro Studi dei Riformatori sardi. Seguirà un dibattito al quale parteciperanno tra gli altri Paolo Cannas, Franco Meloni Giambenedetto Melis, Giorgio Sorrentino e l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu.

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In merito alle dichiarazioni del presidente della Regione Autonoma della Sardegna, on. Christian Solinas, il presidente della Conferenza Episcopale Sarda, mons. Antonello Mura, afferma quanto segue: «I Vescovi sardi pur apprezzando l’attenzione che il Presidente Solinas ha rimarcato nella conferenza stampa di oggi verso l’apertura delle chiese alle ‘celebrazioni eucaristiche’ si riservano di leggere e valutare il testo dell’ordinanza regionale che verrà firmata, tenendo conto che non sono stati consultati precedentemente e che decisioni di questo tipo – precisa mons. Antonello Mura – competono unicamente all’Autorità ecclesiastica». 

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«Liquidità immediata alle imprese del settore turistico in un momento di emergenza per sostenere l’occupazione e rilanciare il comparto.»

È quanto afferma l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, che annuncia l’approvazione di 326 domande ammesse al finanziamento dalla data di presentazione a settembre 2019 – per un importo pari a 4 milioni 362.530 euro (fondi POR Sardegna FSE – 2014/2020) – a seguito dell’Avviso pubblico con procedura “a sportello” per il bando ‘Destinazione Sardegna Lavoro’ finalizzato alla concessione di incentivi per l’estensione della durata dei contratti di lavoro stagionali e l’allungamento della stagione turistica per l’annualità 2019.  

«Si tratta di incentivi a fondo perduto destinati sia a micro imprese che a grandi catene alberghiere, con l’obiettivo principale di incoraggiare la diversificazione dell’offerta turistica e ricettiva dell’Isola con aiuti alle imprese del settore, attraverso il sostegno dell’occupazione, per favorire una maggiore stabilità dei lavoratori con la stipula di contratti stagionali più lunghi», precisa l’assessore Alessandra Zedda, che sottolinea come «il bando sia stato espletato in tempi eccezionalmente brevi».

«Il turismo e le professionalità del settore rappresentano per l’isola uno straordinario motore di sviluppo e una risorsa che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare. Soprattutto in questo drammatico momento di emergenza abbiamo però anche la consapevolezza di indicare e costruire degli scenari per l’immediato futuro del settore, che dobbiamo perseguire con coraggio e determinazione. La Regione è pronta a sostenere e incoraggiare tutte le iniziative che possano rilanciare occupazione ed economia», ha evidenziato l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa.

La concessione del finanziamento è subordinata all’osservanza delle prescrizioni contenute nell’Avviso e in particolare alla presentazione, da parte delle imprese ammesse al finanziamento, entro 30 giorni dalla pubblicazione della determinazione di ammissibilità, (non oltre entro il termine del 31 luglio) della nota di adesione.

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«I settori coinvolti dalla crisi economica derivati dalla situazione emergenziale che stiamo vivendo sono molteplici, ogni singola richiesta deve essere pertanto portata avanti con coscienza e la ferrea volontà di dar loro risposte certe.»
Lo afferma Dario Giagoni, capogruppo Lega in Consiglio regionale.
«Il settore turistico è sicuramente uno dei più martoriati da questo protrarsi del lockdown e lo sarà certamente anche nella, ancora non totalmente definita, fase 2 insieme a tutto il suo indottoaggiunge Dario Giagoni -. Pertanto, è necessario ricomprendere negli interventi mirati alla salvaguardia delle aziende anche il comparto degli armatori di trasporto passeggeri, il quale conta in Sardegna circa 60 motonavi abilitate al traffico locale turistico e circa 400 lavoratori tra marittimi ed impiegati nelle biglietterie. Questo settore pur non rientrante nel blocco delle attività imposto dal governo ha registrato delle ovvie pesantissime perdite per totale assenza di domanda e rischia di veder vanificato il lavoro svolto nelle precedenti annualità, volto anche ad allungare la stagione lavorativa. Chiediamo, pertanto, che il presidente Christian Solinas si faccia portatore delle istanze del comparto con il governo centrale al fine di estendere ad essi i provvedimenti già messi in atto nel confronti delle attività aventi codice ATECO rientranti nella filiera turistica quali: cassa integrazione ordinaria o in deroga per i lavoratori, indennità per i lavoratori stagionali come previsto da DL  18/2020.»
«Oltre abbiamo anche proposto interventi ed un impegno ad opera della Regione Sardegnaconclude Dario Giagoni al fine di adottare specifici provvedimenti in grado di andare incontro alle esigenze di questo settore, colpevole solo di non essere riconosciuto a livello nazione come facente parte della filiera prettamente turistica.»

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Il numero di casi positivi al Covid-19 oggi in Sardegna si è quasi azzerato (2, totale 1.315) e non sono state riscontrate positività nell’intera provincia di Sassari (il totale è rimasto fermo a 848). Il bilancio ampiamente positivo contrasta con i due nuovi decessi che portano il totale delle vittime a 119. I due casi positivi sono stati riscontrati 1 nella Città Metropolitana di Cagliari (totale 240), l’altro nella provincia di Nuoro (totale 78). Nessun caso sia nella provincia di Oristano (totale 55) sia nella provincia del Sud Sardegna (totale 94).

Il numero dei tamponi eseguiti è stato di 748 (ieri 1.488), quello dei casi testati è 623 (ieri 1.084). E’ cresciuto sia il numero dei pazienti ricoverati in ospedale con sintomi, 86 (ieri erano 84), sia quello dei pazienti in terapia intensiva, 13 (ieri erano 12). E’ sceso sia il numero delle persone in isolamento domiciliare, 631 (ieri erano 648) sia quello degli attualmente positivi, 730 (ieri erano 744). Sono 14 i dimessi/guariti nelle ultime 24 ore, con il numero totale salito a 466. 

 

 

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«Il virus è ancora presente, e non bisogna abbassare la guardia. Ma – ha detto stasera durante il punto stampa il presidente della Regione Christian Solinas -, c’è l’esigenza di restituire al popolo Sardo la graduale ripresa delle proprie attività personali ed economiche. La serrata, necessariamente prolungata fino ad oggi per proteggere la salute pubblica, ha generato problemi non solo nel tessuto sociale ed economico, ma anche turbato profondamente lo stile di vita e le abitudini cittadini. Occorre, dunque, ripartire, con estrema prudenza e con l’osservanza di norme che assicurino ancora il necessario distanziamento.»
E la Sardegna, dunque, riparte, con la ripresa di molte attività interrotte a causa della pandemia.
Lo prevede la nuova Ordinanza emessa dal presidente della Regione, frutto del costante dialogo con gli scienziati del Comitato tecnico scientifico. Un’ordinanza che – ha detto il presidente Christian Solinas -, rappresenta un atto di fiducia nei confronti del Popolo Sardo, che ha dimostrato grande senso di responsabilità nell’osservanza delle precedenti misure restrittive. Una responsabilità che ha consentito di contenere in modo significativo la diffusione del virus; da alcuni giorni – ha sottolineato il Presidente -, i dati sui contagi e la curva dei positivi in costante discesa rappresentano un motivo di speranza.»
Sono, dunque, consentite molte attività, illustrate nel dettaglio del testo. Riprende l’edilizia pubblica e privata, la cantieristica nautica; riapertura di parchi, ville e giardini, possibile l’attività motoria all’aperto senza il limite dei 200 metri, le attività nei centri sportivi e l’addestramento di cavalli e cani. Riprende la pesca sportiva, ed è possibile tornare nelle seconde case insieme al proprio nucleo familiare purché convivente così come curare le barche, gli orti, i frutteti, i giardini.
Riprende la vendita di cibi d’asporto, l’attività delle agenzie immobiliari e finanziarie, la raccolta di legna, funghi, foraggio, la tosatura delle pecore.
Riaprono molte tipologie di negozi.
Tutte queste attività dovranno ovviamente svolgersi nell’osservanza di regole di distanziamento e di igienizzazione, illustrate nell’ordinanza.
Restano proibite le cerimonie religiose aperte al pubblico, ma, vera novità in campo nazionale e internazionale, l’ordinanza prevede la ripresa delle funzioni religiose, quindi la celebrazione delle Messe, con un protocollo di regole che i vescovi stabiliranno nelle loro diocesi.
Permangono le regole sugli arrivi in porti ed aeroporti.

Il testo dell’ordinanza.

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