16 August, 2026

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Sì all’apertura degli esercizi commerciali di vendita di profumerie, gioiellerie, abbigliamento e calzature. No al riavvio anticipato delle attività inerenti servizi alla persona, saloni di parrucchieri ed estetisti. Questa sera il sindaco del comune di Sant’Antioco Ignazio Locci ha firmato l’ordinanza (n° 18 del 8/05/2020) con la quale si consente, a far data da lunedì 11 maggio, l’apertura di profumerie, abbigliamento, gioiellerie e calzature. Il provvedimento rientra nel solco dell’ordinanza n° 20 della Regione Sardegna che autorizza i Comuni con parametro dell’indice di trasmissibilità Rt (R con t) inferiore a 0,5 ad anticipare la riapertura di alcune attività comprese le barberie, i saloni di parrucchieri ed i centri estetici. Tuttavia, il comune di Sant’Antioco ha deciso, di comune accordo con gli operatori del settore dei servizi alla persona, di rimandare a nuova data il riavvio delle loro attività, seppur a malincuore.

«È una decisione maturata insieme agli addetti interessati – commenta il sindaco Ignazio Locci – in assenza di linee guida era impensabile mandare allo sbaraglio i nostri professionisti. Per ora non siamo in grado di garantire i livelli di sicurezza essenziali per le professioni che presuppongono un contatto diretto tra individui. Mancano regole certe e uguali per tutti. Abbiamo discusso e ragionato a lungo, arrivando a una decisione certamente sofferta ma allo stesso tempo ponderata. Tengo a ringraziarli per la comprensione, perché in questo momento di forte difficoltà la voglia di rimettersi al lavoro è tanta ed è difficile continuare a stare con le mani in manoconclude Ignazio Locci -. Sono certo che con la serietà dimostrata fino a oggi potremo presto ripartire.»

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A Bitti dati incoraggianti sulla lotta al Coronavirus arrivano dai risultati di laboratorio effettuati su 45 test sierologici a cui sono stati sottoposti 14 ospiti della Casa alloggio per anziani ‘Nostra Segnora de su Meraculu’, ed altri 31 cittadini tra personale sanitario, operatori della struttura e alcuni parenti diretti. Tali controlli hanno l’obiettivo di verificare se un soggetto è mai stato contagiato dal Coronavirus e quindi quanti anticorpi potrebbe aver sviluppato per contrastare la malattia.

Il quadro epidemiologico. «Questi ultimi risultati sono confortanti poiché in linea con i tamponi eseguiti dalla seconda decade di marzo a oggi. Il quadro generale che emerge da tali controlli dimostra un andamento costante e positivo sul piano dell’uscita dalla malattia. Tutti i soggetti interessati manifestano infatti segni di sieroconversione avanzata che evidenzia proprio una buona risposta sul piano clinico e immunitario. In altre parole, dal contesto di Bitti viene fuori uno scenario epidemiologico sostanzialmente in linea con il decorso rilevato in altri contesti nazionali». Lo ha detto il medico della Casa di riposo, il dottor Pietro Zara, che entrando nello specifico ha aggiunto: «Nelle verifiche sul covid19 alcune persone interessate dal focolaio di Bitti erano risultate negative, quindi guarite secondo i protocolli standard, nei successivi tamponi, sempre alcuni degli stessi soggetti, erano poi risultati positivi. Perché questa situazione? È ipotizzabile, anche secondo quando già specificato dall’Istituto superiore di sanità, che la positività del tampone nasofaringeo sia dovuta al perdurare di una presenza del virus, seppure inattivo. In sostanza: una rimanenza di particelle virali in fase di espulsione dal corpo dei soggetti interessati».

Il sindaco e il parroco. Di “notizia incoraggiante” ha parlato il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, che ha tuttavia ricordato, così come ha fatto il parroco di Bitti, don Totoni Cossu, che «il lavoro da fare per mettere in sicurezza il contesto della Casa alloggio e l’intera comunità è ancora tanto». Il primo cittadino ha espresso “soddisfazione poiché i test sierologici hanno confermato come nessuno tra i soggetti risultati inizialmente negativi, come per esempio i familiari del personale della struttura, e stato poi contagiato. A dimostrazione del fatto che la tempestività con cui si è agito per mettere in sicurezza il focolaio ha impedito il diffondersi dell’epidemia fuori dalla Casa di riposo, nella comunità”.

Sia Ciccolini che don Totoni hanno quindi ringraziato tutti i portatori di interesse che a vario titolo stanno collaborando da mesi per assistere pazienti e personale sociosanitario. «Un ringraziamento particolare per questo andamento positivo – ha detto il parroco – lo dedico alla Madonna del Miracolo».

La prossima verifica è fissata tra due settimane, quando si rifaranno i nuovi tamponi sierologici, sempre in stretta e costante collaborazione con le strutture regionali dell’Ats e dell’ASSL di Nuoro.

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Ha dato esito negativo anche il terzo tampone, fatto questa mattina sulla paziente colpita da Ictus e ricoverata in Malattie infettive. L’anziana ultraottantenne era arrivata in pronto soccorso giovedì mattina e, dopo gli esami diagnostici, era stata prima trasportata in Stroke unit dove era stata sottoposta ad ecodoppler, a trattamento fibrinolitico endovena e a tampone naso faringeo.

Qui il tampone aveva dato esito positivo e la paziente quindi era stata trasferita in Malattie infettive. Già nella serata di ieri, però, il secondo tampone aveva dato esito negativo.

Questa mattina l’ulteriore conferma che allontana i dubbi su un possibile rischio di contagio.

Un dato che, inoltre, conferma la corretta adozione delle procedure prese dal Pronto soccorso dell’Aou di Sassari dove la donna, arrivata in gravi condizioni trasportata dal 118, era asintomatica per patologia respiratoria e febbre. Come confermato dal direttore del Pronto soccorso, Mario Oppes, non c’erano i sintomi che la facessero rientrare nei criteri del caso sospetto, così come previsto dalla “check list triage”.

Da segnalare, così come precisato anche dai direttori dei reparti interessati, la paziente al suo ingresso aveva la mascherina chirurgica e gli operatori indossavano i dispositivi di protezione individuale come da procedura.

Le condizioni della paziente restano gravi a causa della severa malattia acuta cerebrale da cui è stata colpita.

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Sono 4 i nuovi casi positivi al Covid-19 riscontrati oggi in Sardegna, su 1.111 tamponi eseguiti. Il numero totale sale così a 1.334 dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 33.330 tamponi. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 98, di cui 11 in terapia intensiva, mentre 452 sono le persone in isolamento domiciliare. Gli attualmente positivi oggi sono 550. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 558 pazienti guariti (+20 rispetto al dato precedente), più altri 107 guariti clinicamente. Resta invariato il numero delle vittime (119).
Sul territorio, dei 1.334 casi positivi complessivamente accertati, 243 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 94 nel Sud Sardegna, 56 (+1) a Oristano, 78 a Nuoro, 863 (+3) a Sassari.

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Il sindaco di Giba, Andrea Pisanu, ha firmato l’ordinanza n. 15 dell’8 maggio 2020, che dispone la riapertura di diverse attività a partire da lunedì 11 maggio. Con tale provvedimento, è consentita la riapertura delle attività inerenti servizi alla persona, saloni di parrucchieri ed estetisti e egli esercizi commerciali di vendita di profumerie, abbigliamento e calzature.

«Ci saranno ovviamente delle regole da rispettare meglio specificate nell’ordinanzaspiega il sindaco, Andrea Pisanu -. Quotidianamente terremo sotto controllo il parametro dell’indice di trasmissibilità Rt (R con t) che, inferiore a 0,5, consentirà di proseguire nel faticoso ritorno alla normalità. Anche a nome dell’Amministrazione comunale che mi onoro di rappresentareconclude Andrea Pisanu -, a coloro che in questi giorni hanno ripreso l’attività ed a coloro che si accingono a farlo, formulo i miei migliori auguri di buon lavoro. Arrendersi…mai!!!»

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L’Istituto Comprensivo “Eleonora D’Arborea” di Iglesias organizza la rievocazione online, in occasione del Centenario, dell’Eccidio dei minatori, avvenuto l’11 maggio 1920.
Il progetto vede gli studenti coinvolti nella ricostruzione delle vicende che sconvolsero la vita dei minatori di allora, attraverso la memoria storica degli anziani, coadiuvata da ricerche d’archivio. La vicenda coinvolse un gruppo di lavoratori delle miniere di Monteponi e San Giovanni che, dopo alcuni giorni di protesta dovuti al razionamento dei viveri e al loro alto prezzo, marciarono verso il Municipio di Iglesias per chiedere l’intervento dell’allora sindaco Angelo Corsi. Ma ad accoglierli trovarono i carabinieri, che cominciarono a sparare contro i dimostranti. L’eccidio contò sette minatori morti e ventisei feriti, tra i quali ci furono cinque carabinieri.
A causa del Covid-19, non sarà possibile celebrare il centenario in forma classica, come avvenuto per le rievocazioni degli anni precedenti. Tuttavia, la dirigente scolastica, dott.ssa Emanuela Pispisa, in collaborazione con docenti ed alunni, per non privare la popolazione di un evento ormai molto atteso dagli iglesienti, ha organizzato una rievocazione online.
Il primo appuntamento si terrà domenica 10 maggio, alle ore 19.00, sul canale youtube dell’istituto, con la piece teatrale “Preludio”, in cui i ragazzi mostreranno ciò che avvenne la sera prima della tragedia sia in una famiglia di minatori che nella dimora del dirigente della  miniera. Gli studenti, che reciteranno in italiano e in sardo, vestiranno gli abiti dell’epoca. 
Lunedì 11 maggio, dalle 9,30, sempre sul canale youtube dell’istituto, verrà invece riproposto lo scontro tra i minatori manifestanti e le forze dell’ordine. A far da colonna sonora, saranno la campana della cattedrale di Santa Chiara e la sirena della miniera di Monteponi.
A chiudere l’evento saranno gli studenti che, in collegamento ognuno dalla propria abitazione, con indosso gli abiti di scena, solleveranno il pane al grido di “S’ant mortu po custu!”.

Federica Selis

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«Più che proclami trionfalistici ed ordinanze inapplicabili servono tamponi e test in larga scala. Ad oggi la nostra Regione, sul numero dei tamponi effettuati, poco più di 30.000, vanta un primato molto negativo nell’intero territorio nazionale, siamo infatti in fondo alla classifica. I dati ufficiali sulla pandemia in Sardegna sono sicuramente incoraggianti, ma non siamo per niente tranquilli. Un numero di analisi irrisorio se si pensa alla capacità di contagio di questo terribile virus e al fatto che si sta andando verso un allentamento delle misure restrittive e verso la riapertura delle attività economiche e sociali.»

La denuncia arriva dal coordinamento regionale del Partito democratico.

«In questa fase è di vitale importanza l’attività di prevenzione sulle persone da effettuarsi attraverso tamponi e test diagnostici su una percentuale della popolazione sarda ragionevole, in modo da avere un tracciamento del Virus aggiunge il coordinamento regionale del Pd -. Il Presidente Solinas ha addirittura illuso tutti di voler anticipare le aperture in Sardegna rispetto alle direttive nazionali con una sua ordinanza confusa e difficilmente applicabile con la quale scarica ogni responsabilità sui Sindaci, garantendo loro la messa a disposizione di un indice di trasmissibilità del contagio Rt che la Regione non è poi stata clamorosamente in grado di fornire a ben 366 Comuni su 377.»

«È assolutamente sbagliato immaginare provvedimenti di alleggerimento delle restrizioni senza un adeguata conoscenza che si basi su numeri importanti di test effettuati. Ancora una volta rivolgiamo un appello al Presidente Solinas: in Sardegna servono più tamponi e più test diagnosticiconclude il coordinamento sardo del Pd -. Spetta alla regione, questo compito, deve svolgerlo al massimo perché è in ballo la salute dei sardi e il futuro dell’isola.»

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La pubblicazione degli indici di contagio Rt in soli 19 dei 377 Comuni sardi, fa discutere. Ieri sera nell’elenco diffuso dalla Regione, figura l’indice dei 17 Comuni della Città Metropolitana di Cagliari, 0.45 uguale per tutti, e quello di due Comuni della provincia di Sassari: il capoluogo Sassari, nel quale si registra l’indice più alto, 0.96; Ossi, il cui indice è molto basso, 0.11. L’indice medio calcolato per l’intera Sardegna è 0.48 ma quasi tutti i Sindaci stanno aspettando la comunicazione ufficiale Comune per Comune, prima di emettere le ordinanze di riapertura di tante attività commerciali e non.

Ricordiamo che la soglia sotto la quale deve attestarsi l’indice Rt per consentire la riapertura di diverse attività a partire da lunedì 11 maggio, è 0.50.

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Ieri mattina, su richiesta delle Segreterie Regionali di FP CGIL, FP CISL e UIL FPL, si è tenuto l’incontro convocato in video conferenza dal prefetto di Cagliari sullo stato dell’arte della procedura di concordato AIAS.

Vi hanno preso parte il Prefetto, l’assessore regionale alla Sanità, le OO.SS. di categoria di CGIL, CISL e UIL e l’AIAS, rappresentata dalla Presidente e dal Direttore generale, con l’assistenza di due nuovi consulenti dell’azienda, dott. Mocci e avv. Macciotta.

«Alle richieste di un puntuale aggiornamento sulla procedura di concordato e sullo stato delle misure per la sicurezza sul lavoro nonché al quesito posto sul significato del cambiamento dei consulenti incaricati dall’AIAS, manifestate – oltre che dalle organizzazioni sindacali anche dai rappresentanti istituzionali presenti, l’associazione non ha rispostosi legge in una nota dei segretari di FP CGIL Roberta Gessa, CISL FP Massimo Cinus e UIL FPL Fulvia Murru -. La proroga della conclusione della procedura di concordato a metà giugno ha consentito all’AIAS il proseguimento della propria ricognizione delle situazioni debitorie e delle attività economiche e di sostenere che è possibile l’uscita dalla procedura con la continuità aziendale, insieme al pagamento dei debiti a proprio carico. L’AIAS, su nostra esplicita richiesta, ha affermato di aver considerato per la sostenibilità della proposta di “continuità” anche i crediti vantati verso la committenza ed una significativa rivalutazione della produttività dei servizi gestiti come elementi essenziali di tale prospettiva.»

«Riguardo alla riapertura dei servizi chiusi per effetto dell’emergenza Covid-19aggiungono Roberta Gessa, Massimo Cinus e Fulvia Murru, l’AIAS ha affermato di aver quasi terminato la predisposizione dei protocolli per la sicurezza nei singoli centri gestiti, che invierà nei prossimi giorni all’ATS ed all’Assessorato alla Sanità. Le OO.SS. hanno manifestato insoddisfazione, disappunto e perplessità per la genericità delle risposte fornite in merito al cambiamento di strategia aziendale che, proprio per l’assenza di qualsivoglia informazione utile a comprendere le possibilità di attuazione in termini concreti, esprimono forte preoccupazione.»

FP CGIL, FP CISL e UIL FPL hanno richiesto la presentazione di un quadro meno generico che renda noti i termini della proposta aziendale per il concordato nel massimo rispetto delle procedure di legge e del ruolo del Tribunale di Cagliari; istanza sostenuta dai rappresentanti istituzionali presenti.

«Su sollecitazione del Prefetto si è pervenuti a concordare una successiva riunione, che potrà tenersi ai primi del mese di giugno, alla quale l’AIAS ha richiesto che partecipino anche le OO.SS. autonome presenti in azienda, le quali – come chiarito dal Prefetto – non hanno partecipato all’incontro odierno in quanto non hanno avanzato richieste in tal senso. Per quanto riguarda la predisposizione dei protocolli aziendali per la sicurezza ai fini del contenimento dell’emergenza Covid, FP CGIL – FP CISL e UIL FPL hanno richiesto ed ottenuto che tali protocolli siano sottoposti alla valutazione preventiva delle OO.SS., in attuazione degli accordi nazionali sulla sicurezza del 14 marzo e del 24 aprile, recepiti dal Governo italiano.»

Le segreterie regionali FP CGIL, FP CISL e UIL FPL si sono riservate le valutazioni a riguardo delle proprie iniziative da oggi al mese di giugno, «perché intendono andare avanti per uscire definitivamente dalla crisi infinita, non accetteranno alcun passo indietro».

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La Giunta del comune di Buggerru guidata dal sindaco, Laura Cappelli, ha adottato alcuni importanti indirizzi deliberando una serie di misure a sostegno delle imprese nella fase emergenziale determinata dalla diffusione del Coronavirus.

Nel dettaglio, si tratta di:

1) esonero pagamento TARI per le attività commerciali soggette a chiusura (nel periodo della chiusura);

2) posticipo a settembre PER TUTTE le utenze (commerciali e domestiche) della bollettazione TARI 2019 con possibilità di rateazione in sei mensilità,

3) pagamento dell’IMU 2020 direttamente a saldo (a dicembre) Senza applicazione di mora e/o interessi.

«Sono le prime misure che è stato possibile adottare anche in virtù del fatto che i tributi locali finanziano la spesa corrente e quindi è stato necessario trovare le risorse per coprire il mancato gettitospiega il sindaco, Laura Cappelli -. Confidiamo nella possibilità di poter trovare ulteriori risorse in modo da poter ampliare gli aiuti concessi. La settimana prossima conclude Laura Cappelli -, il Consiglio comunale sarà chiamato a prendere atto di queste misure.»