16 August, 2026

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«Gli accordi di partenariato che saranno formulati nell’ambito della politica di coesione 2021-2027 devono prevedere risposte proporzionate con le quali compensare gli svantaggi connessi alla condizione di insularità. Per questo obiettivo, Sardegna, Corsica, Baleari e Gozo avanzano da oggi richieste unitarie che tengono conto delle reali necessità dei territori insulari.»

Lo afferma il presidente della Regione Christian Solinas, che ha sottoscritto un documento insieme ai rappresentanti delle altre isole, proseguendo in questo modo un percorso unitario già avviato lo scorso anno: una piattaforma di cooperazione per strutturare iniziative comuni incentrate su problematiche, interessi e sfide comuni di vitale importanza per i territori insulari.

«Le Isoleprecisa il presidente della Regione chiedono all’UE di integrare la dimensione insulare nelle politiche comunitarie, conformemente agli artt. 174 e 175 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, dove è indicato che l’Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni con un’attenzione particolare rivolta alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali quali le regioni insulari.»

Nel documento sottoscritto, le quattro Isole Mediterranee si presentano alla Commissione europea con un’unica voce, chiedendo un trattamento specifico per i territori insulari nella politica di coesione europea.

«È necessariosostiene Christian Solinasadottare una prospettiva di programmazione su misura che includa realmente priorità specifiche proprie delle realtà insulari. Sono necessarie ulteriori misure politiche rivolte alle isole per affrontare le sfide territoriali, tra cui un regime di aiuti di Stato più flessibile per far fronte alle sfide più urgenti come trasporti, connettività digitale, reti energetiche, gestione delle risorse naturali.»

Altro capitolo decisivo è quello delle misure compensative legate alla discontinuità territoriale, in particolare su trasporti, infrastrutture materiali ed immateriali, regimi fiscali derogatori.

«È sempre più evidenteconclude il presidente Christian Solinas la necessità di proporre e sviluppare nuovi approcci politici che aiutino l’Unione europea a gestire l’insularità in modo più efficiente ed efficace rispetto al passato, e questo ci attendiamo si realizzi anche con l’introduzione di una clausola di insularità nella politica di coesione 2021-2027 attraverso adeguate misure compensative.»

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«È necessario che la Giunta regionale si attivi immediatamente per definire la stabilizzazione dei lavoratori ARAS in Laore. Il 10 giugno il TAR terrà l’udienza di merito, abbiamo poche settimane per determinare la cessazione della materia del contendere.»

Lo ha affermato il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa nel corso dell’audizione dell’assessore regionale dell’agricoltura Gabriella Murgia presso la commissione competente.

«ARAS ha svolto per decenni una importantissima funzione nell’assistere gli allevatori sardi, su delega della regione – ha sottolineato il consigliere regionale-. Oggi questi lavoratori non vedono prospettive davanti a se, dopo che il Consiglio regionale ha approvato ben due leggi per risolvere questo problema, e sempre all’unanimità, ancorché in presenza di giunte regionali e maggioranze politiche di segno opposto. Sarebbe sbagliato e profondamente ingiusto fermarsi adesso che il traguardo è alle viste . Occorre venire incontro alle legittime aspettative di carriera dei lavoratori di Laore eliminando le cause delle loro preoccupazioni, garantendo nel contempo il posto di lavoro dei dipendenti ARAS. Mi auguroha concluso Michele Cossache la Commissione agricoltura non sottovaluti il problema.»

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Nella mattinata di ieri, 5 maggio 2020, nel territorio del comune di Guspini e in San Nicolò D’Arcidano (OR), i carabinieri della stazione di Guspini coadiuvati dai colleghi del NORM della Compagnia e delle stazioni di Arbus, Montevecchio, Pabillonis, Gonnosfanadiga e Terralba, hanno eseguito, su decreto della Procura della Repubblica di Cagliari, diverse perquisizioni locali e personali nei confronti di cinque soggetti indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata al reato di truffa. L’indagine condotta dai carabinieri della stazione di Guspini, durata circa tre mesi e nata a seguito della denuncia presentata dai responsabili di alcune cantine dell’isola, ha consentito di disarticolare un’associazione per delinquere composta da cinque uomini, che servendosi di una società “fittizia” che operava nell’ambito della ristorazione, ordinava e si faceva consegnare partite di vini da alcune cantine, pagandole con assegni bancari risultati scoperti. Il danno, per quanto accertato dai carabinieri finora, ammonta a circa 25.000,00 euro. Nel corso delle perquisizioni eseguite, inoltre, i militari:

  • hanno arrestato uno degli indagati per detenzione di arma clandestina e munizionamento, in quanto trovato in possesso di una carabina calibro 22 con matricola parzialmente abrasa e di una cartuccia dello stesso calibro;
  • hanno deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria un altro indagato trovato in possesso di circa 20 grammi di infiorescenza di sostanza stupefacente tipo “marijuana” e di un bilancino di precisione;
  • hanno rinvenuto 15 casse di vino provento delle truffe poste in essere dal sodalizio criminale, restituite ai legittimi proprietari.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione del Pubblico ministero.

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Dopo la sedute svoltesi lunedì 4 e martedì 5 maggio, in cui sono stati trattati 4 dei 6 punti previsti all’ordine del giorno, il Consiglio comunale di Carbonia, al fine di completare l’esame di tutti gli atti inseriti nella convocazione effettuata dal presidente dell’Assemblea cittadina, si riunirà anche nella giornata odierna – mercoledì 6 maggio – alle ore 18.15, con chiusura dei lavori alle ore 20.30.

Nella sala polifunzionale di piazza Roma verranno trattati i seguenti punti:

1. Ratifica deliberazione di Giunta municipale n. 50 del 1/04/2020 adottata in via d’urgenza dalla Giunta comunale, ai sensi degli artt. 42 e 175 del Testo unico 267/2000. “Variazione al bilancio di previsione 2020-2022”;

2. Modifica art. 7 del regolamento comunale. Proposta presentata dai consiglieri Federico Fantinel, Giovanni Spanu, Massimo Usai, Bruno Ugo Piano, Ivonne Fraternale, Michele Stivaletta, Pietro Morittu, Silvio Marco Soddu.

I consiglieri sono invitati a partecipare alla riunione del Consiglio comunale in presenza o in videoconferenza.

La seduta sarà chiusa al pubblico, ma verrà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook Carbonia Newsletter.

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Il comune di Carbonia ha pubblicato un avviso per l’assunzione diretta di 7 lavoratori nell’ambito del progetto di “Interventi in favore dell’area industriale di Portovesme”.

L’assunzione di 7 persone per un periodo di 6 mesi e per 20 ore settimanali rientra nella cosiddetta politica di flexicurity, consistente in progetti di utilità sociale che rappresentano uno strumento per garantire ai cittadini un sostegno al reddito attraverso percorsi strutturati di reinserimento lavorativo.

Il comune di Carbonia intende creare le condizioni favorevoli all’individuazione di nuove opportunità di impiego e di occupazione per gli operai dell’Alcoa e dell’indotto, dell’indotto Eurallumina e degli ex ILA.

Le 7 nuove risorse opereranno nella manutenzione del patrimonio comunale sotto il coordinamento del responsabile del cantiere comunale e potranno operare in ambito di Protezione civile.
In particolare, attraverso attività di manutenzione edili e impiantistiche programmabili, potature, interventi in occasione di Allerte Meteo.

I profili professionali di inquadramento saranno i seguenti:

– 1 operaio specializzato manutentore edile;
– 1 operaio specializzato manutentore elettrico;
– 1 operaio specializzato manutentore idraulico;
– 2 operai specializzati manutentori verde pubblico;
– 2 operai qualificati manutentori generici.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2020.

Per tutti i dettagli è possibile consultare il seguente link:
https://www.comune.carbonia.su.it/amministrazione-trasp/bandi-di-concorso/item/3203-flexicurity-avviso-pubblico-di-manifestazione-di-interesse-l-r-9-19-rivolto-ai-lavoratori-dell-area-industriale-di-portovesme

 

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Domani, giovedì 7 maggio, verranno riaperti i parchi cittadini di Colle Rosmarino e Villa Sulcis, con accesso nella fascia oraria dalle 8.00 alle 20.00.

La riapertura dei parchi cittadini è in linea con le prescrizioni del DPCM del 26 aprile 2020, che prevede il divieto assoluto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o privati.

È vietato l’accesso alle aree gioco bimbi.

In base al DPCM del 26 aprile 2020 e all’Ordinanza del Presidente della Regione Sardegna n. 20 del 2 maggio 2020, i cittadini che accederanno ai parchi dovranno:

  • indossare la mascherina;
  • garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro.

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Sopralluogo, questa mattina, degli uomini del Genio Militare e degli amministratori del comune di Gonnesa, guidati dal sindaco Hansel Cristian Cabiddu, sul luogo dove il 2 aprile scorso crollò il ponte d’ingresso al parcheggio di Fontanamare. Allo studio c’è la possibilità di un intervento in emergenza di uomini e mezzi del Genio Militare, teso a ristabilire il transito degli automezzi in tempi rapidi, in vista dell’ormai imminente stagione estiva. Il sopralluogo si svolge sotto l’egida della stazione dei carabinieri di Gonnesa. Ricordiamo che, fortunatamente, il crollo del ponte non provocò feriti. I due operatori che si trovavano a bordo del mezzo adibito alla raccolta dei rifiuti che stava facendo rientro in paese dopo aver svuotato i contenitori sistemati sul piazzale della località balneare, rimasero illesi.

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Oltre 53mila pratiche lavorate in sei mesi. Un impegno straordinario che ha permesso di dimezzare l’arretrato in carico ad Argea e di erogare decine di milioni di euro ad agricoltori e pastori. Sono i numeri illustrati alla Quinta Commissione del Consiglio regionale dall’assessore all’agricoltura Gabriella Murgia e dai commissari straordinari di Argea e Laore Patrizia Mattioni e Gianfranco Casu.
Nell’ottobre del 2019, all’inizio della nuova gestione commissariale, il numero delle pratiche ferme negli uffici dell’Agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura aveva toccato quota 96.529. Al 31 marzo del 2020 rimangono da lavorare 52.805 richieste. «Stiamo rispettando i tempi indicati nella legge approvata dal Consiglio regionale che ha istituito la task force per lo smaltimento delle pratiche del Psr ha detto il commissario di Argea Patrizia Mattioniad aprile c’è stato un rallentamento a causa dell’emergenza Covid-19 ma il lavoro va avanti e contiamo, con la piena operatività della task force nel mese di maggio, di portare a termine il progetto secondo i piani.»
La commissaria Patrizia Mattioni, nel corso dell’audizione ha fornito un altro dato significativo: negli ultimi sei mesi, sono stati messi in pagamento oltre 120 milioni di euro delle diverse misure del Psr (strutturali, superficie e animali, Feamp e Ocm) e degli aiuti regionali per eventi calamitosi.
32 milioni in più rispetto a quelli liquidati nei primi nove mesi del 2019. Allora la cifra delle pratiche chiuse si era fermata a 88 milioni e 843mila euro.
E’ positivo anche il bilancio di Laore che ha in carico le pratiche per le calamità naturali: «Il nostro lavoro è in fase avanzata – ha affermato il commissario Gianfranco Casu – abbiamo istruito 7.916 pratiche su 13.162, dichiarandone ricevibili 4.164. Rimangono ancora da definire 3.755 richieste».
«Argea e Laore stanno svolgendo un buon lavoroha sottolineato l’assessore Gabriella Murgia la Sardegna è la Regione che ha pagato di più. La Giunta ha inoltre deciso di anticipare i pagamenti anche per le pratiche ancora non istruite attraverso il meccanismo della garanzia bancaria. In particolar modo potranno essere anticipati i contributi relativi a 11.470 domande per le misure a capo e a superficie relative agli anni 2016-2017-2018 non ancora erogati da Agea (l’Agenzia nazionale) per un totale di circa 30 milioni di euro, oltre alle 16.658 domande dell’annualità 2019 (con scadenza impegno a maggio 2020) per un totale di circa 68 milioni e 500mila euro.»
Nel corso dell’audizione, diversi consiglieri della minoranza (G.F. Satta, Lai, Piano, e Cuccu) e della maggioranza (Oppi e Saiu) hanno sollecitato una comunicazione più rapida e chiara dei dati per capire meglio il rapporto tra le pratiche lavorate e quelle effettivamente pagate. Un compito in capo all’Unità di Progetto, organismo istituito con legge dal Consiglio regionale che però entrerà a regime nelle prossime settimane.
Contestata dalle opposizioni la scelta della Giunta di ricorrere allo strumento dell’anticipazione bancaria: per Gianfranco Satta (Progressisti) «la Giunta sta consentendo agli agricoltori di indebitarsi» mentre per Eugenio Lai (Leu) «lo strumento rischia di trasformarsi in una mannaia per gli agricoltori». Dubbi avanzati anche da Pierluigi Saiu (Lega): «Non si deve valutare la situazione creditizia delle imprese, così rischiano di restare fuori dai benefici moltissime aziende».

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Il DPCM del 26 aprile 2020 ha permesso a molte attività di riprendere il lavoro e la produzione. Il presidente della Regione Christian Solinas ha aggiunto, inoltre, ulteriori possibilità di riapertura. Tra i commercianti, in particolare tra i settori produttivi che, secondo la nuova ordinanza, hanno potuto riprendere a lavorare, c’è ancora molta incertezza per quanto riguarda il prossimo futuro, con gli aiuti e le agevolazioni dello Stato che stentano ad arrivare.
I due mesi di lockdown sono stati deleteri, per settori che già prima della chiusura erano in sofferenza, ma anche per quelli che, al contrario, riportavano dei buoni riscontri di mercato. Come ci racconta Bruno Pintus, ambulante del settore caseario di Carbonia, che da anni gestisce il proprio banco nei mercati ambulanti di diversi paesi e da sempre partecipa a fiere ed eventi gastronomici: «Proviamo a ripartire. È stata una perdita incredibile. Abbiamo perso tutte le sagre, compresa Sant’Efisio. Nel mio mestiere non è possibile poi recuperare». Le spese di produzione non si sono fermate, così come i pagamenti, che continuano ad arrivare. «Io compro il latte e mi faccio fare il formaggioprosegue Bruno Pintus -. Ho delle consegne che non ho potuto ancora ritirare». Nel frattempo sono arrivate le bollette e i contributi da pagare. «È come se stessi ricominciando tutto daccapo.»
Un leggero ottimismo si legge nelle parole di Maria Giovanna Locci, produttrice agricola di Tratalias, che, tra le altre, gestisce da anni, assieme alla madre, un banco di vendita al mercatino settimanale di Sant’Antioco, così come in altri paesi del Sulcis: «E’ un periodaccio. Noi produttori non sapevamo più come fare con la merce che continuava ad accumularsi. Ci siamo arrangiati con le consegne a domicilio tra i nostri concittadini, riuscendo ad utilizzare anche i canali social. Ma nonostante questo la merce era sempre in eccesso. Ogni grossista ha i suoi fornitori e non sempre accettano nuovi produttori». Con un occhio alle spese, per la produzione e il mantenimento delle colture, che non sono mai diminuite. «Questo di Sant’Antioco è il nostro primo mercatino, dopo la riapertura dovuta al lockdown continua Maria Giovanna Locci -. Gli altri Comuni non hanno ancora sbloccato.» Ma importante è anche un altro fattore, forse non secondario e che in questi due mesi di isolamento è venuto fortemente a mancare. Maria Giovanna ci tiene a sottolinearlo: «Mancava il rapporto coi clienti e anche svegliarci presto la mattina».
Un altro settore in forte sofferenza è quello florovivaistico. Nella serra di Marcello Canè e Sabrina Martis, di Sant’Antioco, ci accolgono i colori delle piante in fiore. Anche loro riaprono dopo due mesi di chiusura forzata. Tuttavia, il loro settore merceologico resta ancora escluso dalla vendita ambulante. «Da anni ho uno spazio assegnato al mercatino settimanaleracconta Marcelloma ancora non mi è permesso esporre.» Nel paese lagunare il cimitero ha riaperto i cancelli in anticipo, rispetto ai Comuni limitrofi, e alcuni ambulanti, titolari di un box, hanno potuto riaprire la loro attività di vendita. Per Marcello Canè questo non è stato possibile, come spiega lui stesso: «Avendo lo stallo al mercatino non posso averlo in cimitero e, viceversa, chi lo ha in cimitero non può vendere al mercatino». Insomma, questa riapertura arriva sì, ma solo in parte. Per Marcello e Sabrina è il momento di riaccendere la speranza e guardare di nuovo al futuro: «Non abbiamo più avuto introiti negli ultimi due mesi e non è che le cose  in precedenza andassero megliospiega Sabrina Martis -. La vendita di fiori nei supermercati aveva già drasticamente ridotto le nostre entrate. Quindi questa chiusura forzata ci ha ulteriormente danneggiati». Tuttavia, Marcello e Sabrina affrontano il nuovo momento con fiducia e coraggio, servendosi anche dell’aiuto dei social: «Riapriamo e ci siamo organizzati sia per la vendita direttamente in serra che per la consegna a domicilio».
Diverso è il discorso dei bar. Sono pochi quelli che tentano la riapertura. Ci sono da valutare i costi ed i consumi. «Siamo aperti in pochi – spiega Veronica Costeri, milanese d’origine ma da anni residente in Sardegna, titolare, insieme alla sua famiglia, di un bar nella strada principale di Sant’Antioco -. Questi mesi sono stati lunghi. Noi abbiamo deciso di riaprire perché le spese per il mantenimento delle macchine ci sono comunque. I frigoriferi sono sempre funzionanti e anche la macchina per il caffè è nuova e deve restare accesa lo stesso. Insomma, aperti o chiusi le spese sono uguali. Quindi, alla fine, abbiamo scelto di aprire e almeno far entrare qualche introito.» Tuttavia, il nuovo decreto vieta la fruizione al banco o all’interno del locale. L’accesso è consentito ad un solo avventore per volta. Il consumatore ordina ed esce con l’ordinazione in mano. La consumazione non è permessa nei pressi del locale. Spiega ancora Veronica Costeri: «L’asporto per noi non è una novità, l’abbiamo sempre fatto. Riusciamo a lavorare principalmente con la caffetteria: caffè, cappuccino e cornetto. Però, se qualcuno desidera qualche altro tipo di ordinazione, cerchiamo comunque di soddisfarlo». Per il momento non è ancora possibile riprendere a lavorare i dipendenti. «Avevamo diversi ragazzi che lavoravano con noi. Con la situazione attuale non è possibile riprenderli. Purtroppo, è un problema di cassa integrazione che non arriva.» «Prima della chiusura forzata racconta ancora Veronicasi lavorava molto bene.» Adesso si aspetta una nuova normalizzazione delle cose. «Però meglio che ci abbiano fatto riaprire a maggio che non dover aspettare ancora a giugno.»
Intanto, durante il mercatino settimanale di Sant’Antioco e, nonostante fossero presenti solo gli ambulanti di alimentari, l’affluenza di cittadini è stata notevole. Cospicua e costante è stata anche la presenza degli organi di controllo: Polizia Municipale, Protezione Civile, Barracelli e Associazione Nazionale Carabinieri, che hanno vigilato affinché le norme di sicurezza e il divieto di assembramento venissero rispettati.
Tanti i cittadini entusiasti di questa nuova apertura. Dalla settimana prossima si prevede un ulteriore ampliamento, con la concessione degli spazi anche agli ambulanti del settore abbigliamento.

Federica Selis

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«La posizione del Governo è inaccettabile ed offensiva: chiede e ottiene il via libera dell’Unione europea ad uno sforamento del bilancio di ben 80 miliardi di euro per sé, e lesina alle Regioni i fondi necessari per affrontare gli effetti dell’emergenza Covid-19 e le perdite di gettito fiscale.»

È l’osservazione fatta dall’assessore regionale del Bilancio, Giuseppe Fasolino, riferita alla decisione del Governo che ha destinato alle Regioni e alle Province autonome solo un miliardo di euro per fronteggiare l’emergenza.

«Si tratta di una cifra estremamente limitata che oltretutto dovrà essere distribuita in tutto il territorio nazionale con criteri che sono in violazione dei principi costituzionali richiamati anche recentemente dalla Consulta con la  sentenza 6/2019 sottolinea Giuseppe Fasolino -, la nostra Regione deve garantire, a differenza delle Regioni a Statuto ordinario, i servizi essenziali, e con risorse proprie anche la continuità aerea, il trasporto pubblico locale e la sanità:  servizi onerosi, ma essenziali per lo sviluppo della nostra Comunità. Invitiamo il Governo a rivedere immediatamente questa linea di azione con previsioni più eque e adeguate, anche a fronte del particolare momento che stiamo vivendo. Si tratta di riconsiderare prospettive e decisioni politiche illogiche motivate da assurdi calcoli ragionieristici che penalizzano le comunità sarda e in particolare i soggetti più fragili – conclude Giuseppe Fasolino -. Siamo pronti a dare battaglia sia in sede politica che giurisdizionale.»