16 August, 2026

[bing_translator]

La fame unità alla disperazione, questo è il connubio tragico a cui stiamo assistendo in questi giorni.
Il Coronavirus, oltre che aver già mietuto molte vittime, piano piano sta attirando a sé anche altre vittime che non sono persone decedute, ma sono vittime che potranno concretamente aggiungersi al conto globale se il Governo non riuscirà a mettere in campo iniziative mirate per dare certezze ad una Nazione già duramente colpita e provata.
In questi giorni è, soprattutto, il Meridione che comincia a fare sentire la sua voce, una voce che parla di fame e disperazione.
I supermercati che vengono presi d’assalto con violenza ed iniziative che non lasciano intravedere nulla di buono.
La disperazione viene cavalcata dalle organizzazioni malavitose che certamente stanno sfruttando la situazione di malessere conseguente alla mancanza di soldi e di cibo.
Per certi versi, sembra di essere tornati indietro nel tempo, ai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, quando nel Milanese del ‘600, aggredito dalla peste, il sommovimento popolare lasciò spazio alla fame con la guerra del pane e, soprattutto, era il Governo di allora che venne messo alla berlina. In quel frangente, la massa venne facilmente manipolata da chi voleva che il malcontento ed il dissenso trovassero terreno fertile per la delinquenza asservita ai padroni senza scrupoli.
Quello che sta accadendo oggi, è come la cartina di tornasole che ripropone un copione già visto.
Il campanello d’allarme certamente non è sfuggito al Viminale che ha attivato immediatamente le contromisure del caso, senza tralasciare nulla, anche perché questi fenomeni di sciacallaggio devono essere fermati.
Una sottolineatura credo sia necessaria: ciò che sta accadendo, ripropone fortemente sempre la questione Meridionale che induce ancora una volta a riflettere sul come intervenire in un’area del Paese che quasi sempre è stata emarginata, con la creazione di discriminazioni sociali che possono sfociare in una forte contestazione popolare, con conseguenze drammatiche.
Tutti ci auguriamo che questo periodo che stiamo attraversando a causa del Coronavirus, con restrizioni giustissime e mirate, sfoci presto in una conclusione positiva, nella speranza che si possa giungere ad un vaccino che possa arginare la diffusione dei contagi e, soprattutto, alla sconfitta definitiva di questo virus che ha già mietuto tante vittime e per il quale l’umanità sta pagando un prezzo altissimo.
Armando Cusa

[bing_translator]

«La volontà di trasferire risorse ai Comuni è in linea con le aspettative di tanti amministratori locali che devono fronteggiare le conseguenze di questa emergenza. Occorre verificare, tuttavia, se tali affermazioni saranno concretizzate o rimarranno promesse vuote e in quale misura queste risorse saranno stanziate. Ciò che possiamo ribadire è l’assoluto e immediato bisogno di far fronte in modo adeguato alle richieste dei Comuni in questa situazione di assoluta necessità.»

Lo ha detto questa sera il presidente della Regione, Christian Solinas, riferendosi alle misure annunciate stasera dal premier Giuseppe Conte e del ministro Roberto Gualtieri.

[bing_translator]

«Siamo in tempi di guerra? In guerra appaiono sempre i disertori, non solo quelli mossi da obiezioni di coscienza, ma anche i traditori. Il senatore Zanda è un disertore del secondo tipo.»

Così interviene Pino Cabras, deputato del M5S, in risposta all’intervista di Luigi Zanda (PD) pubblicata oggi su Repubblica.

«La sua proposta di svendere tutto – aggiunge Pino Cabras – è perfettamente in linea con il suo retroterra prodiano-draghiano. Non gli viene manco in mente di usare mezzi finanziari e fiscali nuovi per ricostruire la sovranità del suo Paese.»

«Nell’intervista Luigi Zanda ha avanzato la proposta di mettere in pegno tutto il patrimonio immobiliare dello Stato per far fronte alla crisi: musei, teatri, spiagge, porti, aeroporti e persino le sedi istituzionali del Parlamento e dei ministeri.»

«Abbiamo già dato, Zanda. Decenni di avanzo primario, mille miliardi bruciati nella fornace degli interessi sul debito, generazioni intere sacrificate nella stagnazione – conclude Pino Cabras -. E ora l’idea di metterci nelle mani di qualche lanzichenecco. Anche basta.»

 

[bing_translator]

I consiglieri regionali del PD, primo firmatario il capogruppo Gianfranco Ganau, chiedono alla Regione di intervenire con urgenza sulla modifica dei requisiti per le prestazioni di riabilitazione globale territoriale, per le prestazioni assistenziali a persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale, e sulla ridefinizione delle tariffe.

«Le prestazioni di riabilitazione territoriale a favore di persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale rappresentano prestazioni essenziali di assistenza della popolazione e le stesse sono oggi erogate, in Sardegna, per il 98% dei volumi totali dal Privato Accreditato che forniscono ausilio ad oltre 2.500 utenti/die, con un indotto lavorativo di 2400 operatori impiegati nel servizio. Inoltre, esiste una lista d’attesa di 2.400 utenti con disabilità, certificati dal SSN, in attesa di poter accedere ai servizi riabilitativi», precisano i consiglieri del Partito Democratico.

Le recenti delibere adottate dalla Regione (DGR n.7/1 del 26.02.2020, DGR n. 7/3 del 26.02.2020 e DGR 11/15 del 11.03.2020) inseriscono principi di taglio degli standard minimi di assistenza con riduzione del personale impiegato a fornire le prestazioni, oltre a comportare una riduzione sostanziale degli occupati nel settore, non garantendo gli standard qualitativi del servizio. Sempre nelle succitate delibere è previsto un cospicuo taglio delle tariffe che comprometterebbe la sostenibilità del sistema. Tali decisioni, inoltre, non sono state concordate con gli operatori e contraddicono lo stesso lavoro svolto dalla Commissione tecnica della riabilitazione, di cui sono componenti sia i funzionari dell’assessorato della Sanità, i medici e i funzionari delle ASSL ed i rappresentanti del Privato Accreditato che ha documentato la necessità di una revisione delle tariffe in aumento, tali da compensare i maggiori costi di produzione.

Per i sopracitati motivi, i consiglieri del PD «interrogano il presidente della Giunta regionale e l’assessore regionale alla Sanità per sapere se siano a conoscenza di quanto esposto e se in ragione della gravità delle conseguenze prevedibili dall’applicazione delle norme in delibera, non ritengano opportuno annullare o perlomeno sospendere l’efficacia delle delibere in questione in modo da consentire una seria interlocuzione con gli operatori del settore che garantisca il mantenimento dei livelli assistenziali». Al fine di evitare un collasso del sistema riabilitativo regionale che avrebbe delle cadute disastrose sui livelli di assistenza in Sardegna.

[bing_translator]

Prosegue l’azione di controllo da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.
Nella giornata di ieri sono stati effettuati 596 controlli (dal 14 marzo sono oltre 11.300): 147 nell’area di Cagliari, 52 Iglesias, 39 Oristano, 179 Sassari, 86 Tempio, 56 Nuoro, 37 Lanusei. Sono state sanzionate 9 persone (8 a Cagliari, 1 a Sassari), segnalate alla Magistratura.
Inoltre, sono stati controllati i passeggeri di tre traghetti sbarcati nello scalo di Porto Torres.
L’inosservanza delle ordinanze del presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’articolo 650 del Codice penale, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.

[bing_translator]

Sono 624 i casi di positività al Covid-19 riscontrati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. I ricoverati con sintomi sono 95, i pazienti in terapia intensiva 22, gli ospedalizzati complessivamente 117, 452 i pazienti in isolamento domiciliare.

Le persone attualmente positive sono 569, 73 i nuovi attualmente positivi, 29 i dimessi (in attesa di conferma dall’Istituto Superiore di Sanità). I deceduti sono saliti a 26.

I tamponi effettuati sono 4.225. 

Sul territorio, dei 624 casi positivi complessivamente accertati, 97 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+14 rispetto all’ultimo aggiornamento), 55 (+5) nel Sud Sardegna, 9 a Oristano, 56 a Nuoro (+4), 407 (+71) a Sassari.

[bing_translator]

«Abbiamo un numero di contagi tra il personale sanitario 5 volte superiore alla media nazionale ed il presidente della Regione pensa di discutere in Consiglio regionale il finto “Piano casa” che non contiene proposte per la casa, ma costruzioni nella fascia dei 300 metri dal mare. Una decisione assurda. La Regione dovrebbe pensare alla tutela del personale sanitario, dei pazienti, mettendo in sicurezza gli ospedali e le case di cura per gli anziani, al reperimento di tutto il materiale e delle apparecchiature mediche necessarie.»

Lo scrive, in una nota, Massimo Zedda, consigliere regionale dei Progressisti.

«L’altra emergenza riguarda le imprese ed il lavoro – aggiunge Massimo Zedda -. Arriva un grido di dolore da parte di tanti, serve un intervento coordinato con le azioni del Governo. In un’ottica di interventi coordinati per i settori produttivi, per il lavoro e per le famiglie e per le persone in difficoltà. Senza l’approssimazione che ha caratterizzato le azioni del Presidente da un anno a questa parte e con l’indispensabile coinvolgimento delle categorie produttive, dei sindacati e delle forze politiche.

Il settore dell’edilizia, se di questo si vuole parlare, avrebbe bisogno di:

 – assunzione di personale per i Comuni per sbloccare le pratiche giacenti;
–  contributi ulteriori per ristrutturazioni e restauri.

Servono interventi seri per la sanità e per lo sviluppo. E occorre farlo, come invita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel segno dell’unità e della condivisione.»

«Il modo peggiore per ricercarla è quello di pensare di sfruttare, in modo squallido, il momento emergenziale per proporre una legge inutile e dannosa, sulla quale sono emersi diversi punti di conflitto, sfociati anche in una petizione sottoscritta da 20mila persone – conclude Massimo Zedda -. Non vogliamo nemmeno pensare che si possa utilizzare lo stato d’emergenza che impone iter semplificati per forzare la mano su un tema come questo.»

 

[bing_translator]

Nel periodo di emergenza Covid-19 la maggior parte dei cittadini resta a casa in ottemperanza alle indicazioni governative. Per garantire la massima accessibilità al pronto intervento della Polizia di Stato, l’applicazione si aggiorna prevedendo la possibilità di segnalare i reati di violenza domestica con le stesse modalità e caratteristiche delle altre tipologie di segnalazione.

Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato. 

Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. E’ inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il 113. Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla Sala Operativa della Questura competente per territorio.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

Anche chi è stato testimone diretto o indiretto – per esempio i vicini di casa – può ovviamente denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

L’applicativo, nato dalla ferma convinzione che ogni cittadino è parte responsabile ed attiva nella vita democratica del Paese, è facilmente installabile su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme per i sistemi operativi IOS e Android. 

[bing_translator]

Sono stati aggiudicati il 20 e 23 marzo scorsi, i due lotti delle “Opere per il ripristino delle condizioni di agibilità e messa in sicurezza del porto di Buggerru: interventi di ripristino dei pontili, impianti, arredi e servizi”.

Il primo lotto prevede la riqualificazione di una superficie di circa mq 12.000 dell’area portuale di Buggerru, comprendente prevalentemente le banchine, i moli e l’area carrabile adiacente il percorso pedonale. È previsto il rifacimento della pavimentazione stradale della zona carrabile, dei sottoservizi, dell’impianto di illuminazione e di tutti gli accessori dei moli e banchine necessari per la fruizione del porto. Sono compresi nell’appalto tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per dare il lavoro completamente compiuto secondo le condizioni stabilite dal capitolato speciale d’appalto, con le caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative previste dal progetto esecutivo approvato con determinazione n. 21 del 04.03.2020. L’importo complessivo dell’intervento ammonta a € 592.172,00 per lavori (€ 577.172,00 a base d’asta e € 15.000,00 per oneri per l’attuazione del piano di sicurezza non soggetti a ribasso). L’appalto è stato aggiudicato alla ditta Lisai Massimo di Nughedu San Nicolò.

Il secondo lotto prevede la rimozione e lo smaltimento dei pontili e passerelle esistenti che ormai versano in uno stato di totale degrado e la fornitura e messa in opera dei nuovi pontili galleggianti, completi di sistema di ancoraggio ed ormeggio imbarcazioni, dotati dei servizi elettrico ed idrico. Sono compresi nell’appalto tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per dare il lavoro completamente compiuto, secondo le condizioni stabilite dal capitolato speciale d’appalto, con le caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative previste dal progetto esecutivo approvato con determinazione n. 22 del 05.03.2020. L’importo complessivo dell’intervento ammonta a € 300.535,00 per lavori (€ 296.160,00 a base d’asta e € 4.375,00 per oneri per l’attuazione del piano di sicurezza non soggetti a ribasso). L’appalto è stato aggiudicato al “Consorzio Stabile Santa Chiara Società Consortile A.R.L.”.

«I lavori sarebbero iniziati, in condizioni normali, nella prima settimana di aprile – spiega il sindaco, Laura Cappelli -, ma vista l’emergenza, chiaramente ne dovremo aspettare la fine. Siamo inoltre pronti con l’esito della caratterizzazione, supportata da una relazione ecotox che tende a dimostrare che le sabbie che stanno dentro il porto sono le medesime rispetto a quelle che stanno oltre il porto. Attendiamo il termine dell’emergenza – conclude il sindaco di Buggerru – per essere convocati dal ministero dell’Ambiente, alla presenza di ISS e ISPRA e poter concludere l‘iter intrapreso nel 2016.»