23 July, 2021

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Il piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica, approvato dalla Giunta  regionale l’11 marzo, è stato integrato con tre delibere per l’attivazione di aree sanitarie temporanee per la cura di pazienti contagiati da coronavirus presso altrettanti presidi sanitari privati.

Una di queste delibere non risulta ancora pubblicata sul sito della Regione. Le altre sembrano essere lacunose e non specificano alcuni dati fondamentali come, ad esempio, la disponibilità di personale specialistico e la copertura dei costi.

Su questi temi è stata presentata un’interrogazione firmata dai consiglieri del gruppo dei Progressisti. «È fondamentale pretendere la massima trasparenza – scrivono i consiglieri Progressisti – queste decisioni non sono state condivise con il Consiglio regionale e neppure con la Commissione sanità. L’emergenza in corso, per il cui superamento vorremmo dare il nostro pieno contributo, proprio per la sua gravità non può essere motivo per bypassare il ruolo del Consiglio».

Nell’interrogazione i consiglieri Progressisti chiedono di avere conoscenza degli atti preparatori e istruttori che hanno preceduto l’approvazione del piano, comprese le successive integrazioni riferite alle strutture private: «È importante capire se prima di prendere queste decisioni sia stata fatta una analisi dei costi, del livello di assistenza e delle possibili alternative fornite dal sistema pubblico».

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Stiamo affrontando una crisi umanitaria senza precedenti che in poco tempo ha raggiunto una dimensione planetaria. L’impatto che questa maledetta epidemia sta avendo sulle nostre vite, sulla tenuta dello stato sociale, del sistema economico-produttivo, delle nostre aziende e del nostro lavoro, ci suggerisce che niente sarà più come prima. Abbiamo la certezza che questo incubo finirà ma non sappiamo con precisione quando. Ora dobbiamo pensare prima di tutto a proteggere persone che amiamo e la nostra stessa vita, rispettando le leggi e restando a casa, salvo improrogabili esigenze di lavoro e di salute.
Per questi motivi, è verosimile che buona parte della popolazione avrà bisogno di aiuto. Sappiamo che, in un mondo che ha fermato tutto, il quale, giocoforza, avrà bisogno di tempo per rimettersi in sesto, non si potrà sopravvivere da soli senza avere una mano d’aiuto senza essere parte di una comunità vera.
Per fronteggiare questa crisi imprevista e straordinaria, il governo, la regione ed il comune di Sant’Antioco hanno messo a disposizione ingenti risorse economiche (che, in questa prima fase nella nostra città, ammontano a quasi 600.000 euro). Siamo orgogliosi di questo e ancora di più siamo orgogliosi di fare la nostra parte in una rete di solidarietà dove non esistono distinzioni politiche ma solo la volontà di lottare affinché Sant’Antioco possa essere più solidale e prospera di prima.
Con la chiusura dei negozi, il blocco di alcune produzioni e della circolazione di persone e merci molte imprese avranno difficoltà a sbarcare il lunario e si perderanno posti di lavoro, forse anche nel medio periodo. Per non parlare di chi già oggi lamenta di avere difficoltà a reperire mezzi per condurre una vita dignitosa.
Oggi siamo tutti nella stessa barca e abbiamo bisogno di stringerci insieme.
È stato costituito un coordinamento composto dall’Amministrazione comunale formato dal provvidenziale apparato amministrativo, dalla protezione civile, da tutte le forze politiche, nessuna esclusa e dal mondo del volontariato.
Non esitate a chiedere aiuto in caso di bisogno! L’Amministrazione comunale darà ampia pubblicità nei prossimi giorni delle modalità per poter accedere a tali aiuti. Potrete contattare a tempo debito i servizi sociali del comune di Sant’Antioco che sono già da tempo attivi e anche Genti Noa, naturalmente. Insieme sconfiggeremo questa avversità.
Genti NOA

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Il ministero dell’Interno ha pubblicato oggi una circolare contenente “chiarimenti sulle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. Divieto di assembramento e spostamenti di persone fisiche”.

Il testo integrale.

Si fa seguito alle precedenti circolari concernenti le misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica in atto, per fornire taluni chiarimenti in merito a profili applicativi in tema di divieto di assembramento e di spostamenti di persone fisiche.

Al riguardo, occorre ribadire che la finalità dei divieti e delle limitazioni imposti dalle disposizioni adottate risiede nell’esigenza di prevenire e ridurre la propagazione del contagio.

In tale ottica, si inseriscono il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le restrizioni agli spostamenti sia intercomunali che infracomunali, nonché le prescrizioni che vanno dal rispetto della distanza interpersonale di un metro fino alle limitazioni riguardanti l’attività motoria.

Al riguardo, appare peraltro evidente come il perseguimento della predetta esigenza implichi valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete.

In questa ottica, il divieto di assembramento non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (ad esempio, case-famiglia). In tali strutture, peraltro, chiunque acceda dall’esterno (operatori, fornitori, familiari, ecc.) sarà comunque tenuto al rispetto del divieto di assembramento, della distanza interpersonale di un metro e dall’utilizzo degli occorrenti presidi sanitari (mascherine e guanti).

Nella medesima ottica, per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute.

Nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione.

Potranno essere, altresì, consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute.

Si ricorda che, in ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento e, quindi, all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro da ogni altra persona.

Nel pregare le SS.LL. di voler estendere le suddette indicazioni alle Forze di polizia, quotidianamente impegnate nella ricerca di un giusto equilibrio tra l’attenta vigilanza sulla corretta osservanza delle misure in argomento e la ragionevole verifica dei singoli casi, si confida nella consueta collaborazione e si ringrazia.

Il Capo di Gabinetto

Matteo Piantedosi

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Oggi a Palazzo Chigi, come in tutti gli uffici pubblici, le bandiere sono esposte a mezz’asta in segno di lutto per le vittime del Coronavirus e di vicinanza ai loro familiari e alle comunità più colpite. 

Anche il Consiglio regionale della Sardegna ha esposto oggi  le bandiere dei quattro mori, il tricolore e la europea a mezz’asta in segno di lutto, per le vittime del Coronavirus. Un segno di omaggio alle tante vittime dell’epidemia che sta sconvolgendo la Sardegna, l’Italia ed il mondo.

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#iorestoacasa…quante volte ce la siamo sentiti ripetere nelle ultime settimane, la parola d’ordine nella lotta contro quel nemico terribile ed invisibile che si chiama Coronavirus. Un nemico che, ad oggi 31 marzo 2020, nel nostro Paese ha già fatto 12.428 vittime, 31 in Sardegna, tiene in apprensione milioni di persone, ha già cambiato profondamente le nostre abitudini. Inevitabilmente, anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita, resterà l’emergenza economica e…la nostra vita non sarà più la stessa…

Milioni di italiani sono chiusi in casa dall’inizio del mese di marzo, le scuole sono chiuse, la stragrande maggioranza degli esercizi commerciali sono chiusi, gli uffici pubblici hanno ridotto l’apertura ai servizi essenziali, molti altri servizi vengono assicurati con l’ormai noto sistema dello smart working, il lavoro da casa. E’ lo stesso sistema adottato dalle scuole per rendere meno traumatica la conclusione dell’anno scolastico, ormai vicina…

I DPCM del Governo Conte hanno imposto severe restrizioni, divenute sempre più rigide con il passare dei giorni e con l’aggravarsi dell’emergenza, ma i servizi essenziali sono stati sempre assicurati. E tra i servizi essenziali, indispensabile per mantenere in piedi lo stesso smart working, c’è internet, un mondo in continua evoluzione, divenuto ormai fondamentale nella vita quotidiana nella stragrande maggioranza delle persone.

In questi giorni così difficili, c’è chi è stato costretto a fermare la propria attività lavorativa e, i molti casi, accusa già forti difficoltà, alle quali le istituzioni stanno cercando di andare incontro con lo stanziamento di risorse straordinarie, e c’è invece chi non s’è mai fermato, proprio perché è chiamato ad assicurare la fornitura di servizi essenziali.

E’ il caso della Medianet, azienda nata e cresciuta a Carbonia, guidata dall’amministratore Pierpaolo Puddu, direttore generale Roberta Marchi, in continua espansione (oggi ha 24 dipendenti) che fornisce i propri servizi di telefonia e connettività internet a migliaia di clienti, da enti locali a grandi aziende, da piccole e medie imprese, a famiglie, con una rete che, dopo aver coperto l’intera provincia di Carbonia Iglesias (oggi provincia del Sud Sardegna), ha allargato i propri confini prima alla provincia di Cagliari (oggi Città Metropolitana), poi al resto del territorio regionale (già coperto al 70%); e dal 2018, con la fibra ottica FTTH (fibra ottica diretta al cliente), fornisce servizi di telefonia e connettività ad Enti, grosse e medie aziende e residenziali con prodotti dedicati e garantiti, con la possibilità di fornire contemporaneamente, lo stesso cliente, con infrastrutture diverse (radio, fibra, ecc.).

In questi giorni così difficili, anche con il ricorso allo smart working (per il 70% dei dipendenti), la Medianet sta facendo uno sforzo straordinario per garantire a tutti, in ogni angolo della Sardegna, continuità nella fornitura di un servizio che, oggi più che mai, è fondamentale per garantire i servizi pubblici, l’attività delle aziende chiamate a fornire i servizi essenziali e ai tanti cittadini che sono costretti a stare a casa, sia che lavorino sia che vogliano semplicemente tenere un contatto diretto con il mondo che li circonda, attraverso la rete.

Oggi c’è chi lavora con un solo obiettivo, il profitto. Ma c’è anche chi, è il caso della Medianet, alla ricerca del profitto, obiettivo primario per qualsiasi azienda, abbina una grande passione e, giorno dopo giorno, opera per non deludere la fiducia conquistata nei 20 anni di attività che si è messa alle spalle, con l’auspicio che la parola d’ordine #iorestoacasa…divenga, quanto prima possibile, solo il brutto ricordo di una fase terribile della nostra vita…sicuramente la peggiore dal dopoguerra ad oggi, e si possa, tutti insieme…iniziare la ricostruzione.

Giampaolo Cirronis

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Un appello alla coesione e all’unità di intenti di tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, delle organizzazioni sindacali e datoriali, per combattere l’emergenza non solo sul fronte sanitario, ma anche su quello economico sociale e del lavoro. Così il presidente della Regione, Christian Solinas, si è rivolto ai capigruppo in Consiglio regionale, con i quali si è riunito in videoconferenza nel pomeriggio.
E’ stato lo stesso presidente Christian Solinas, aprendo il consueto punto-stampa della sera, a comunicare ai giornalisti il contenuto del suo intervento in conferenza dei capigruppo.
«Occorre mettere in campoha detto Christian Solinas -, misure che assicurino liquidità in tempi brevissimi ai cittadini e alle imprese, per dare risposta a questa grande emergenza che si sta manifestando in interi e vasti settori dell’economia e della società sarda. Autonomi, stagionali, artigiani commercianti, partite iva che non possono sviluppare attività e reddito, oggi necessitano di un sostegno immediato e dignitoso per garantire sostentamento alle proprie famiglie. Questa è l’emergenza nell’emergenza e non può attendere, esattamente come quella sanitaria.»
«Servirà mettere in campo un piano straordinario per rilanciare tutti i settori economico produttivi appena si concluderà questa fase di restrizioni ed investire almeno un miliardo di euro nel sistema Sardegna – ha aggiunto il presidente della Regione -, per attuare misure integrative rispetto a quelle già individuate ed alimentare la crescita. Dovremo lavorare tutti insieme per essere pronti a riprendere le quote di mercato delle nostre aziende o le conseguenze saranno devastanti. Abbiamo sottoscritto un Accordo Quadro di livello ed avanzato da attuare per quanto concerne la cassa integrazione in deroga con la massima urgenza e con procedure semplici e snelle.»
«Su questi punti essenzialiha rimarcato Christian Solinasho chiesto alla classe dirigente della Sardegna di fare fronte comune: le emergenze non hanno colore politico e non devono essere terreno di scontro. Il popolo sardo ci giudicherà sulla base della nostra capacità di trovare, oggi, unità di intenti e mettere in campo soluzioni condivise e adeguate. Ringrazio i capigruppo per il clima costruttivo dimostrato oggi, che ha consentito di iniziare un percorso.»
«Entro 48 ore la Giuntaha concluso il presidente Christian Solinas -, presenterà una serie di provvedimenti destinati al sostegno dei settori economici e sociali, che affiancheranno l’impegno quotidiano dell’intera macchina regionale sul fronte dell’emergenza sanitaria.»

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Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, si è espresso oggi sulla legge di emergenza approvata in Ungheria.

«Noi dalla crisi vogliamo uscirci con la democrazia. Abbiamo chiesto alla Commissione europea che è custode dei trattati, di verificare se la legge ungherese è conforme all’articolo 2 del nostro Trattatoha detto David Sassoli -. Tutti gli Stati membri dell’Unione europea hanno il dovere di proteggere i nostri valori. Per noi, i Parlamenti devono restare aperti e la stampa deve essere libera. Nessunoha concluso David Sassolipuò usare questa pandemia per manipolare la nostra libertà»

 

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Dal 14 marzo sono oltre 14.000 i controlli realizzati dal Corpo forestale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019.

Nella giornata di ieri sono stati effettuati 1.080 controlli: 292 nell’area di Cagliari, 70 Iglesias, 64 Oristano, 270 Sassari, 105 Tempio, 172 Nuoro, 107 Lanusei. Sono state sanzionate 21 persone (7 a Cagliari, 7 ad Iglesias, 4 a Nuoro, 2 a Sassari, 1 a Tempio), per un totale (dal 14 marzo) di 195.

Nei controlli sono impegnati circa 900 forestali, dislocati nelle 82 stazioni territoriali, che quotidianamente pattugliano le zone interne e costiere dell’Isola e verificano che vengano rispettate le limitazioni agli spostamenti delle persone, che devono essere sempre autocertificati.

Le motivazioni finora addotte per le infrazioni sono state varie: in particolare, l’attività motoria, la passeggiata e la spesa ingiustificata, ma anche la ricerca di funghi ed asparagi oppure il recupero di un cinghiale investito dall’auto. Oggi, ad Ozieri, sono stati fermati due giovani a bordo di un’auto che inizialmente non avevano ottemperato all’alt imposto al posto di blocco. Così, i forestali hanno scoperto che lui guidava senza patente e che il mezzo, immediatamente sequestrato, non era assicurato. Per i due ragazzi scatterà la denuncia.

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Sono 722 i casi di positività al Covid-19 riscontrati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. I ricoverati con sintomi sono 113, i pazienti in terapia intensiva 28, gli ospedalizzati complessivamente 141, 516 i pazienti in isolamento domiciliare.

Le persone attualmente positive sono 657, 35 i nuovi attualmente positivi, 34 i dimessi (in attesa di conferma dall’Istituto Superiore di Sanità). I deceduti sono saliti a 31.

I tamponi effettuati sono 5.257. 

Sul territorio, dei 722 casi positivi complessivamente accertati, 111 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+8 rispetto all’ultimo aggiornamento), 58 nel Sud Sardegna, 10 a Oristano, 57 a Nuoro, 486 (+32) a Sassari.