16 August, 2026

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Sono iniziati i lavori per l’installazione della fibra a banda ultralarga di Open Fiber nel centro abitato di Sestu. «Il nostro Comune sottolinea la sindaca Paola Secci – è tra i cinque scelti in Sardegna per la realizzazione della nuova rete. Abbiamo colto questa opportunità che, seppure potrà creare qualche disagio nel breve periodo per la sua realizzazione, offre innegabili vantaggi e opportunità di sviluppo del nostro territorio nel lungo periodo.»

La rete sarà realizzata utilizzando anche cavidotti esistenti, per attenuare l’impatto sulle strade. Il progetto prevede la predisposizione a bordo lotto per tutte le case. Il servizio si potrà attivare con qualsiasi gestore.

«Se si pensa che appena tre anni fa il nostro Comune aveva come unica possibilità la connessione ADSL fino a 20Mb e che in questo breve lasso di tempo siamo passati alla banda larga fino a 300 Mb, e tra pochi mesi si potrà usufruire della banda ultralarga fino a 1GB, mi sembra che sia stato compiuto un gigantesco passo avanti – conclude Paola Secci -. Questa è una delle precondizioni più importanti per lo sviluppo economico locale.»

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Il presidente della Regione, Christian Solinas, che segue senza sosta tutte le attività svolte sul campo dalla macchina regionale, con il suo personale sanitario ed i mille uomini della protezione civile impegnati sul campo, ha rivolto un saluto ed un accorato appello a tutti i Sardi, affinché ciascun cittadino collabori con tutto il suo impegno al contrasto alla diffusione del virus.

«Stiamo vivendo – dice il presidente della Regione – una grande emergenza sanitaria di natura globale che sta investendo tanti paesi. Un momento complesso nel quale desidero rivolgermi a tutti non solo come presidente della Regione e responsabile della salute pubblica, ma come uomo, come farebbe ogni buon padre di famiglia.

Ci sono state imposte, perché assolutamente necessarie, misure severe, che incidono pesantemente sullo stile di vita che abbiamo conquistato negli anni, e che ha portato alla libera circolazione delle persone, delle merci, dei rapporti umani. Oggi però abbiamo bisogno di mettere in sicurezza la salute di tutti noi. Dobbiamo farlo seguendo alla lettera le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e quelle contenute nelle Ordinanze da me emesse. Fino al 3 di aprile dobbiamo evitare qualsiasi tipo di contatto ravvicinato tra le persone, qualsiasi viaggio e qualsiasi situazione di pericolo, perché il Coronavirus si espande e viaggia sulla gambe degli uomini. Limitare i contatti significa limitare il contagio e l’espandersi di questa sciagura.»

«Osservando delle buone regole di condotta e le prescrizioni emesse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Presidenza della Regione – prosegue il presidente della Regione – siamo ancora nelle condizioni e nei tempi perché si possa arginare questa espansione e riportare la nostra vita e i nostri rapporti alla normalità. Possono sembrare sacrifici eccessivi, ma sono necessari. Tutto questo avrà un costo per le partite iva, gli artigiani, le imprese turistiche. Ma la Regione e lo Stato interverranno per restituire quello che questa emergenza sta oggi togliendo.»

«Ora – ribadisce Christian Solinas – la preoccupazione è sanitaria: occorre evitare il contagio. Non c’è alcun bisogno di fare ressa nei supermercati, perché non è in discussione il normale approvvigionamento delle merci. Occorre comportarsi in maniera ordinata; possiamo fare normalmente la spesa evitando distanze ravvicinate e restando possibilmente a 2 metri dagli altri clienti; evitando di uscire di casa più volte, evitando compere non necessarie e soprattutto assembramenti di ogni genere in luoghi pubblici o privati.»

«Siamo un popolo generoso e forte, con grande storia – conclude il presidente Christian Solinas -. Se sapremo affrontare al meglio questa emergenza e se tutti collaboreremo attuando le misure di sicurezza, garantiremo ai nostri figli e a noi un futuro sereno·»

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«Il numero dei contagiati da Coronavirus dell’ospedale San Francesco di Nuoro, tutti operatori sanitari, ci allarma in maniera del tutto giustificata. Questo contagio mette infatti in evidenza una lunga catena di carenze del sistema, che ha come risultato finale il fatto che, tra gli altri innumerevoli problemi, vengano a mancare un numero cospicuo di professionisti in reparti delicati e in sofferenza e di emergenza, senza dimenticare che ora queste persone che hanno operato in prima fila, fanno parte della schiera dei contagiati.»
A denunciare questa allarmante situazione è il segretario e legale rappresentante NurSind pro-tempore, Fabrizio Anedda. «E’ indecente che i dispositivi di protezione individuale idonei per la protezione contro il Coronavirus siano centellinati in reparti di prima linea, come Pronto Soccorso, 118 e malattie infettive, mentre – in diverse realtà dell’isola – nei reparti di degenza ordinaria siano proprio quasi totalmente assenti. Siamo arrivati al punto che vengono razionate anche le semplici mascherine chirurgiche. A questa situazione di scandalosa precarietà – nella quale i presidi ospedalieri sardi con i medici, infermieri e tutto il resto del personale al loro interno – dovrebbero fronteggiare un’epidemia che si sta diffondendo a livello mondiale, bisogna aggiungere il problema della lunga incubazione o latenza del virus. Tutto questo non ha fatto altro che moltiplicare in maniera allarmante il contagio, esponendo al rischio di infezione tutti: operatori, pazienti e comuni cittadini.»

San Francesco di Nuoro, sistema in tilt e assenza reagenti. «Il caso nuorese dimostra ciò che stiamo ripetendo da tempo – ha proseguito Fabrizio Anedda – ovvero che un virus che trova il varco ed entra in maniera così violenta in un ospedale, e si diffonde tra gli operatori più qualificati di terapia intensiva e rianimazione, mette a repentaglio – mandandolo in tilt – tutto un sistema organizzato.»

Il NurSind, inoltre, ha denunciato il fatto che gli infermieri e tutto il personale medico che è venuto in contatto in questi giorni con coloro che sono risultati positivi, abbia fatto il tampone ma non abbia ricevuto esito. «Da ciò che ci viene detto dai colleghi – ha detto il rappresentante sindacale – a Sassari non ci sarebbero i reagenti, per cui non si hanno gli esiti dei tamponi. Ovviamente chi ha il sospetto di aver contratto il virus si è responsabilmente messo in isolamento volontario. Ciò comporta ulteriore carenza di personale».

Le richieste. Il sindacato chiede una maggiore tutela dei lavoratori attraverso la fornitura urgente e immediata di altri dispositivi individuali di protezione. E ancora: «Serve una regia di coordinamento che canalizzi tutte le risorse economiche e umane che si possono sottrarre da altre unità operative ordinarie – ha ribadito Fabrizio Anedda – per rinforzare quelle maggiormente sofferenti in questo momento. Non solo: riteniamo che sarebbe opportuno prevenire la crisi formando rapidamente altro personale, per interventi tempestivi nell’uso di respiratori automatici o attività di supporto nelle unità subintensive. Serve inoltre evitare il sovraffollamento dei reparti e bloccare ferie e congedi ordinari perché l’organizzazione del personale venga tutta destinata sull’emergenza».

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A seguito dell’entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio di ieri, 9 marzo, le manifestazioni e gli eventi ciclistici di ogni ordine e grado in programma entro la data del prossimo 3 aprile, sono rinviate a data successiva al limite imposto dal Governo.

Si invitano le società ad inviare al Comitato regionale tramite mail o pec le richieste di annullamento indicando l’eventuale data proposta per la riallocazione in calendario. Il Consiglio regionale della federciclismo d’intesa con i settori Tecnici, si adopererà nei prossimi giorni a fornire indicazioni in merito al recupero delle suddette manifestazioni.

Le tasse gara degli eventi sospesi, già incamerate, verranno riaccreditate alle società interessate.

Si rinnova l’invito alle società, ai tecnici, agli atleti ed a tutti i praticanti amatoriali, a voler rispettare scrupolosamente quanto indicato dal Governo, attraverso comportamenti virtuosi nel rispetto soprattutto dei soggetti più deboli della società.

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La RSA Sant’Elia di Nuxis, al fine di limitare l’impatto psicologico risultante dall’impossibilità del paziente di essere visitato dai propri cari – a causa delle restrizioni imposte dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri per contenere e prevenire la diffusione del Coronavirus – ha attivato il servizio di videochiamate su Whatsapp al seguente numero: 320 4657231.

Per poter usufruire di tale servizio, è necessario contattare preventivamente il centralino al numero 0781 9091, che provvederà ad organizzare i video appuntamenti tramite l’equipe di animazione.

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Dall’8 al 14 marzo, a Roma, si terrà la Settimana mondiale di prevenzione del glaucoma.

Strategie di prevenzione, tra cui l’adozione di stili di vita corretti, sono di primaria importanza per la prevenzione del glaucoma. «Quando la riduzione della visione periferica è percepita dal paziente il danno è già avvenuto ed è irreversibile», riferisce Luciano Quaranta e ricorda quanto sia importante seguire le raccomandazioni dell’American Heart Association che prevedono 30 minuti di esercizio al giorno per almeno cinque volte alla settimana, pari a settemila passi al giorno per sette giorni. A tal proposito lo studioso ricorda che un’attività fisica costante e vigorosa possa abbassare molto il rischio di sviluppare il glaucoma: «Per l’American Heart Association bisognerebbe fare 10mila passi al giorno, di cui almeno 3mila consecutivi. Altrimenti possiamo considerare 30-40 minuti al giorno di camminata medio-veloce, almeno 4 volte alla settimana».

Sempre secondo i ricercatori americani, aumentando di 10 minuti al giorno la propria attività fisica, si può arrivare anche a ridurre del 25% il rischio di glaucoma.
Il motivo? «Muoversi fa aumentare l’ossigenazione della retina e delle sue cellule, rendendole più forti. In più, l’attività fisica contrasta la formazione di radicali liberi nel sistema nervoso centrale, di cui l’occhio fa parte»

Un secondo studio americano, realizzato dall’Università di Baltimora, ha dimostrato l’efficacia dell’attività fisica anche per coloro che il glaucoma lo hanno già. Chi fa movimento in modo continuativo e intenso, se aumenta del 50% il suo impegno quotidiano, taglia fino al 10% il tasso di progressione della malattia.
Le attività più adatte corsa, nuoto, bicicletta e tennis sono pratiche aerobiche che migliorano la perfusione oculare, cioè la circolazione del sangue all’interno dell’occhio.
Chi ha già il glaucoma, però, deve evitare il sollevamento pesi e alcune posizioni con la testa tenuta troppo verso il basso. No, infine, agli allenamenti in palestra molto faticosi.

«Ormai sappiamo che sia l’esercizio dinamico che quello isometrico, specie se intensi, abbassano la pressione oculare e la pressione sistemica. Ecco perché lo sport è consigliato con alcune accortezze». Il glaucoma può presentarsi anche a pressione normale. In tal caso quali attenzioni occorre avere? «Il Glaucoma a pressione normale è una forma di glaucoma primario ad angolo aperto che merita particolare attenzione», afferma lo studioso e sottolinea che «in questi casi, quando si è veramente sicuri che il glaucoma insorga e progredisca a livelli di pressione oculare considerati normale, andranno pesati e corretti altri fattori di rischio pressione oculare indipendente. Fermo restando – conclude – che in questi occhi è stato dimostrato che una chirurgia molto aggressiva, che riesca a ridurre la pressione oculare sotto i 10 mm Hg, è in grado di rallentare in maniera significativa la progressione della malattia». 

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Il vice capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Giorgio Sorial, ha convocato un incontro sul progetto di rilancio dello stabilimento ex Alcoa, oggi Sider Alloys S.p.A., per il prossimo 19 marzo 2020, alle 9.30, presso il ministero dello Sviluppo economico, in via Molise 2, a Roma. All’incontro parteciperanno la Regione Sardegna, la direzione aziendale della Sider Alloys Italia S.p.A. e le segreterie nazionali e territoriali dei metalmeccanici FIM, FIOM, UILM ed UGL.

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Per far fronte al divieto di utilizzo dell’acqua per tutti gli usi (previsto dall’ordinanza sindacale n. 27 di oggi, 10 marzo 2020), stasera, il comune di Carbonia ha garantito la presenza, nella piazza fronte la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dell’autobotte messa a disposizione per gli approvvigionamenti idrici degli abitanti della frazione.
Domani, mercoledì 11 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, sul posto sarà presente l’autobotte della società Abbanoa.

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Il sindaco di Carbonia, Paola Massidda. oggi ha emesso un’ordinanza, la n. 27, che prevede il divieto di utilizzo dell’acqua per tutti gli usi (potabili e alimentari) per le abitazioni situate nella frazione di Barbusi.

Il provvedimento si è reso necessario in seguito alle comunicazioni effettuate dall’ATS Sardegna – ASSL Carbonia – Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione. Le analisi effettuate su un campione d’acqua prelevato in data 9 marzo 2020 presso il punto idrico di via Santa Maria delle Grazie sono risultate non conformi agli standard di qualità previsti dal D. Lgs. n. 31/2001 per superamento dei parametri microbiologici coliformi totali ed escherichia coli.