19 August, 2026

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Si va verso il sold out per il grande concerto “Woodstock legacy 1969-2019” che si svolgerà domani sera, dalle 20.00, a Paulilatino. L’attesa è praticamente terminata, tutti i musicisti sono già arrivati in Sardegna e sono ansiosi di salire sul palco del teatro Grazia Deledda. Ben 19 artisti suoneranno assieme per un unico evento imperdibile che si propone di ripercorrere 50 anni di storia della musica internazionale, dal concerto di Woodstock ai giorni nostri. L’evento è organizzato dalla Fondazione Teatro Grazia Deledda in collaborazione con il Teatro Instabile ed il patrocinio della Fondazione Sardegna. 

Il concerto inizia esattamente dove finì quello di Woodstock, 50 anni fa: da Jimi Hendrix. Uli Roth, chitarrista degli Scorpions, da oltre 40 anni è universalmente riconosciuto come uno degli strumentisti migliori al mondo ed è noto per aver raccolto l’eredità musicale di Hendrix. Sarà perciò proprio Uli Roth ad aprire l’esibizione di domani, con l’inno americano suonato con la chitarra elettrica, in distorsione, così come fece Jimi Hendrix sul palco del ’69. La serata proseguirà con esibizioni del gruppo sardo-belga Arthmony accompagnati da turnisti di livello assoluto come Amedeo Bianchi e Mauro Borsetti. Sarà poi il momento di Mario Schilirò, storico chitarrista di Zucchero, che suonerà anche lui un omaggio a Jimi Hendrix e poi si unirà ad Amedeo Bianchi e a Beppe Dettori. Il finale della serata sarà in crescendo: suoneranno Graham Oliver e Paul Quinn dei Saxon e insieme proporranno alcune delle canzoni più famose della band metal inglese. Saranno poi raggiunti sul palco da Roth e si rivisiteranno sei brani degli Scorpions: In trance; We’ll burn the sky; All night long; Sails of Charon, Fly to the rainbow e Pictured life. Per concludere, il gran finale con 19 musicisti che suoneranno tutti assieme per salutare, con questo ultimo omaggio, i 50 anni di musica che sono nati sul palco di Woodstock.

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«In questi mesi abbiamo ascoltato, non senza sconcerto, diverse idee illuminanti sul modello di promozione turistica che la Giunta regionale intende realizzare. Dai nuraghi posticci di cui riempire il pianeta, sino a una flotta aerea sarda, carrozzone improbabile identico a progetti già naufragati nel recente passato isolano e che prosciugherebbe inutilmente il bilancio regionale dei prossimi vent’anni, fino a gli stand in pvc. Tra tante idee vulcaniche partorite in questi mesi spicca l’assenza del cinema e delle produzioni tv, veicolo di promozione turistica utilizzato dalle amministrazioni di tutto il mondo e dalle regioni italiane, Sardegna inclusa sino allo scorso anno, per far conoscere il proprio territorio.»

Inizia così la nota dei Progressisti sui ritardi della Giunta regionale nell’erogazione dei finanziamenti destinati alla produzione cinematografica nell’isola. In particolare, gli esponenti di opposizione intendono vederci chiaro sulla mancata pubblicazione del bando  per il fondo “Ospitalità” della Film Commission, fondazione regionale il cui CdA scaduto non è ancora stato rinnovato dall’esecutivo regionale.

«Il bando, normalmente pubblicato a dicembre, è stato utilizzato nelle ultime annualità per attrarre investimenti nel settore dell’audiovisivo – sottolinea Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti in Consiglio regionale -. Gli incentivi erano attesi dalle case di produzione che hanno già dimostrato grande interesse per ambientare le loro produzioni nel nostro territorio e che ora, davanti all’inerzia colpevole della Giunta regionale, potrebbero optare per altri Regioni che, a differenza della Sardegna, possono garantire con certezza annuale (e in alcuni casi con programmazione triennale), ingenti fondi per il cinema e la serialità televisiva.»

«Sarebbe un errore imperdonabile – conclude Francesco Agus – perché lo strumento ha già dimostrato le sue potenzialità. Nel corso di quest’anno, ad esempio, ha permesso alla nostra isola di ospitare produzioni di primo piano: dalla serie Sky “1994”, a “Catch 22”, miniserie-kolossal diretta da George Clooney, sino all’”Isola di Pietro” che ha fatto conoscere il territorio carlofortino ogni settimana a milioni di spettatori, solo per citare gli esempi più conosciuti.»

Su questi temi e sulla situazione precaria della Film Commission, ancora oggi senza guida, il gruppo dei Progressisti insieme al centrosinistra depositerà un’interrogazione urgente.

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Pubblica istruzione, Andrea Biancareddu, per contrastare la dispersione scolastica, ha deliberato lo stanziamento di 900mila euro per il 2019 e di ulteriori 100mila euro per il 2020 da destinarsi alla prosecuzione dei laboratori didattici extracurriculari previsti dalla Linea B1 del Programma Tutti a Iscol@. I fondi sono assegnati, con criterio proporzionale rispetto al bacino di autonomie scolastiche di competenza, in favore delle cosiddette “scuole-polo” che altro non sono che le Autonomie Scolastiche che rappresentano un punto di riferimento per l’attuazione del programma Tutti a Iscol@ e che garantiscono l’attività di coordinamento amministrativo di tutte le autonomie scolastiche partecipanti.

Il Servizio competente della Direzione Generale della Pubblica Istruzione avrà il compito di supportare le Autonomie, impartendo le necessarie disposizioni per assicurare la regia e il coordinamento dell’intervento. Una quota del budget assegnato a ciascuna scuola-polo, non superiore al 4%, è destinabile al pagamento degli oneri amministrativi sostenuti per dare attuazione all’intervento.

«Nelle scuole – ha detto l’assessore Andrea Biancareddu – sono state promosse alcune attività di sostegno alla didattica ordinaria, con particolare riferimento alle discipline di base, attraverso l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo, permettendo ai ragazzi in difficoltà di avere un aiuto supplementare. Inoltre sono state realizzate delle azioni volte a favorire l’inclusione e superare le difficoltà che molti studenti incontrano sul piano relazionale, psicologico, comportamentale.»

Inoltre, attraverso la primalità prevista dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), sono stati realizzati laboratori scolastici extracurricolari che integrano l’offerta formativa tradizionale e curriculare con proposte che sono finalizzate a sviluppare le competenze con metodi moderni e al fine di rendere l’ambiente scolastico attrattivo anche per gli studenti a rischio di abbandono scolastico.

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Vicende della nostra terra, che profumano di storia e avvenimenti dimenticati: uno straordinario patrimonio letterario che, grazie all’illuminata Amministrazione comunale di Masullas, è stato reso fruibile alla cittadinanza. Uno dei frutti di questo straordinario lavoro di catalogazione, scansione e digitalizzazione di preziosissimi testi è la riedizione moderna del volume dello storico fiorentino Gioacchino Cambiagi (18 marzo 1747 – 22 gennaio 1822), “Istoria del Regno di Sardegna”.

“Istoria del Regno di Sardegna” Si tratta del testo di maggior interesse dell’intero Fondo Librario ospitato presso la mostra permanente “Sulle ali della Cultura” (all’ultimo piano del municipio del paese): “L’Istoria di Sardegna, contenente le cose occorse dai più remoti tempi sino al 1457” (tomo primo), in una rarissima edizione del 1775. L’Istoria del Regno di Sardegna, che “dai più remoti tempi” giunge fino al 1457, è annunciata nel luglio del 1773 in tre volumi, ma uscì solo il primo (Firenze 1775): è stata scritta con passione e diligenza, col carattere compilativo di molti lavori del Cambiagi legati all’attività editoriale. Il libro racconta del passato della nostra Isola con un taglio particolare e a tratti inaspettato, di sicuro interesse per gli addetti ai lavori ma anche per chi, studenti e appassionati, vuole conoscere la nostra storia grazie anche a una serie di informazioni oramai dimenticate.

Fondo Librario di Masullas – Si tratta di più di tremila testi (parliamo della bellezza di 3859 opere che vanno dal 1500 alla prima metà dell’800), tra cui diverse migliaia di pagine di grande pregio e rarità. Una collezione libraria che spazia dal diritto commerciale a quello marittimo, dalla giurisprudenza alla filosofia, dalla storia alla religione, dalla geografia alla biologia. È l’eredità che la famiglia Carboni-Boy ha lasciato, simbolicamente e fisicamente, tra le mani del Comune. «L’obiettivo che il comune di Masullas si è posto con la prima riedizione moderna di questo libro, spiega il sindaco Mansueto Siuni, è quello di permettere la conoscenza e rendere disponibili a un pubblico vasto opere sempre più rare e introvabili o di difficile consultazione al di fuori dei luoghi in cui sono custoditi».

La presentazione – L’opera del Cambiagi verrà presentata al pubblico sabato 14 dicembre alle ore 17:30 presso la Sala Consigliare di Masullas. All’evento parteciperanno in qualità di relatori il sindaco di Masullas Mansueto Siuni, il professor dell’Università di Sassari Raimondo Zucca, l’archivista Raffaella Cau, Salvatore Floris della Taulara SRL, il professore dell’Università di Cagliari Gian Giacomo Ortu.

La ristampa di questo prezioso volume è finanziata nell’ambito dei bandi della Fondazione di Sardegna 2018 e 2019, sezione “Arte, attività e beni culturali”.

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«Un contributo di idee, progetti e valori che darà ulteriore slancio alle scelte politiche che la Giunta adotterà con il Consiglio regionale.»
Così l’assessore della Programmazione, Giuseppe Fasolino, esprime soddisfazione per il ciclo di incontri aperto oggi con gli enti locali e le organizzazioni datoriali e che a breve proseguirà con i sindacati sulla legge di stabilità regionale.

«Desidero ringraziare tutti i partecipanti per la dialettica costruttiva e per la qualità delle idee espresse. Vogliamo scrivere insieme – sottolinea l’assessore della Programmazione – una Finanziaria idonea ad affrontare il presente, ma al contempo anche di esprimere una visione che anticipi con scelte coraggiose le sfide future. Su alcuni contenuti c’è già una positiva identità di vedute con le categorie e con i territori: in particolare sulle azioni rivolte alla famiglia, all’occupazione, alla necessità di offrire alle nuove generazioni un’alternativa alla fuga dalla nostra terra per fronteggiare la piaga dello spopolamento. Vogliamo inoltre condividere le scelte fondamentali per sincronizzare i tempi della politica e della burocrazia con quelli più celeri delle imprese, al fine di poter rendere il sistema Sardegna efficiente, competitivo, attrattivo di nuovi investimenti. Sono troppe le pratiche ancora inevase – evidenzia Giuseppe Fasolino – ed occorre un impegno straordinario, anche con una cabina di regia ad hoc, affinché la Regione dia seguito ai bandi senza che i beneficiari debbano attendere tempi biblici per ricevere concretamente i contributi.»

Giuseppe Fasolino si è soffermato anche sul metodo: «Abbiamo voluto cominciare la fase di ascolto prima che le decisioni fossero già prese per condividere il più possibile le scelte sulle quali contiamo anche sulla spinta propositiva del Consiglio regionale in tutte le sue componenti. Questo è il primo di una serie di incontri che ci vedranno collaborare ‘spalla a spalla’ con le categorie e con i territori per tutti i passaggi cruciali della Legislatura. Con questo spirito – conclude l’assessore regionale della Programmazione -, seguendo la linea impressa dal presidente Christian Solinas, miriamo a stipulare un vero e proprio patto sociale, economico e culturale con un valore politico e ideale che vada oltre i cinque anni del nostro mandato e oltre le maggioranze che in futuro si avvicenderanno alla guida della Sardegna».  

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Sta per entrare finalmente nel vivo il Gran Premio Città di Nuoro-Ciclocross, la gara promossa con l’organizzazione tecnica e meticolosa della Bike Demurtas Nuoro in programma domenica 22 dicembre.

La gara di ciclocross è uno dei tanti fiori all’occhiello dell’attività del sodalizio nuorese che si sta prodigando per rilanciare il ciclocross in Sardegna dopo un difficile periodo in cui questa disciplina era quasi sulla via del tramonto.

L’assegnazione del campionato regionale FCI Sardegna di specialità è il giusto riconoscimento per l’impegno profuso e per la qualità delle manifestazioni svolte negli scorsi anni.

La società Bike Demurtas Nuoro è guidata dall’esperto Vanni Demurtas e opera in tutte le specialità della due ruote: dalla strada alla mountain bike, dal ciclocross al downhill e segue una tradizione ciclistica presente a Nuoro dagli anni settanta: queste sono le chiavi del successo di un evento che si conferma anno dopo anno acquisendo interesse, partecipazione e notorietà.

Il percorso di gara è ricavato all’interno del galoppatoio comunale di Nuoro, interamente su strada sterrata con ampi tratti sulla pista battuta intervallati da passaggi tecnici di non elevata difficoltà con la presenza di una serie di ostacoli.

La quota di iscrizione è fissata in 11 euro (solo per le categorie amatoriali) e le iscrizioni si effettuano tramite la procedura del fattore K FCI (Id Gara 152019).

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Il discorso integrale tenuto oggi dal Presidente David Sassoli al Consiglio europeo.

Signor Presidente del Consiglio Europeo,

Signora Presidente della Commissione,

Signori Capi di Stato e di Governo,

È questa la mia seconda presenza al Consiglio europeo presieduto oggi per la prima volta dal Presidente Michel cui rivolgo i miei più sentiti auguri di buon lavoro. Saluto anche calorosamente Ursula Von der Leyen che siede qui per la prima volta nella sua veste ufficiale di Presidente della Commissione europea.

Colgo inoltre l’occasione di congratularmi con il nuovo Primo ministro della Finlandia, signora Sanna Marin, per la sua recente nomina.

AVVIO DEL NUOVO CICLO ISTITUZIONAL

Il primo dicembre scorso in occasione di una bellissima cerimonia alla Maison de l’Europe proprio insieme ai Presidenti Michel e Von der Leyen e a quella della BCE Christine Lagarde abbiamo ricordato il decimo anniversario del Trattato di Lisbona e salutato l’avvio del nuovo ciclo istituzionale.

È stato per me, come credo per molti, un momento molto emozionante e carico di significato, anche dal punto di vista simbolico.

Tuttavia gli aspetti cerimoniali e simbolici non possono bastare. Nel maggio scorso i cittadini europei hanno dato un segnale molto chiaro sulla loro volontà e capacità di resistere alle sirene del populismo e dei nazionalismi, confermando la loro fiducia nei confronti delle Istituzioni e del progetto europeo.

Questa fiducia che ci è stata concessa non è tuttavia un assegno in bianco. I nostri cittadini hanno chiesto un’Europa diversa, più democratica, più trasparente, più verde, più sociale ed inclusiva, più sicura, più vicina ai loro bisogni.

I prossimi anni saranno assolutamente decisivi per il futuro dell’Unione. Non possiamo permetterci di sbagliare.

Dopo un processo iniziato con le elezioni di maggio e durato alcuni mesi il rinnovamento delle principali Istituzioni è oggi finalmente completato.

In questo periodo il Parlamento europeo, il primo a rinnovarsi, ha dato prova di grande maturità e di saper agire in modo trasparente e responsabile, soprattutto nel processo che ha portato all’elezione della nuova Commissione. Inoltre, le audizioni hanno dimostrato che il Parlamento europeo ha assunto un ruolo chiave nella definizione dell’agenda politica dell’Unione, esercitando a pieno i suoi poteri.

Devo dare merito alla Presidente Von der Leyen di aver mostrato fin dall’inizio grande attenzione e capacità di ascoltare le indicazioni che venivano dal Parlamento. Nel corso dei mesi il programma della Commissione è stato migliorato. La squadra è stata in parte modificata sia nelle persone che nella composizione dei portafogli sulla base delle valutazioni parlamentari.

Questa interazione fra il Parlamento e la futura Commissione non solo ha rafforzato la legittimità democratica del nuovo Collegio dei Commissari – eletto a novembre con una più ampia maggioranza rispetto a quella di luglio – ma ha permesso di avviare un dialogo molto positivo e costruttivo tra le due Istituzioni.

Questo dialogo, esteso ovviamente al Consiglio, deve adesso proseguire ad iniziare dalla definizione delle priorità dei prossimi anni. Questo esercizio di programmazione legislativa pluriennale è il primo del suo genere dall’adozione dell’accordo interistituzionale “Legiferare meglio” del 2016.

Il Parlamento ha chiaramente delineato le sue priorità per l’attuale legislatura durante le audizioni della Commissione in modo aperto e trasparente e accoglie con favore gli impegni assunti dalla Commissione.  Ogni Istituzione deve ora fare la propria parte per garantire ai cittadini dell’Unione europea soluzioni concrete alle varie sfide che ci troviamo ad affrontare.

Il Parlamento attende quindi con interesse le proposte della Commissione e intende affermarsi come attore di questo processo, in modo costruttivo, per dare vita ad una “Dichiarazione congiunta” e trovare un orizzonte comune nel rispetto della diversità e delle prerogative di ciascuna delle nostre istituzioni. In questo contesto non posso che rallegrarmi del fatto che anche il Consiglio con l’Agenda strategica e la “Leaders’ Agenda” abbia anch’esso dimostrato una reale esigenza di pianificazione e di maggiore efficienza.

Speriamo inoltre che l’esercizio venga rinnovato e che venga fatto in modo ambizioso, perché questa trasparenza va a vantaggio di tutti gli attori istituzionali e certamente del Parlamento europeo.

CAMBIAMENTO CLIMATICO

La lotta al cambiamento climatico è certamente in cima alle preoccupazioni dei cittadini europei e deve quindi essere una delle priorità della nostra agenda comune.

L’Unione deve esercitare un ruolo guida in questa sfida.

Voglio ringraziare la Commissione europea, e la sua Presidente per aver presentato in modo tempestivo la Comunicazione sul Green Deal permettendo un primo dibattito politico in seno al Parlamento nella giornata di ieri.

È particolarmente positivo che le prime due iniziative legislative annunciate dalla Commissione nella Comunicazione sul Green Deal siano la Legge sul clima ed il Meccanismo per una transizione equa.

Due settimane fa, il Parlamento ha riconosciuto l’importanza senza precedenti della minaccia esistenziale che l’umanità deve affrontare. Ha dichiarato l’emergenza climatica e ambientale e si è impegnato ad adottare immediatamente misure concrete per farvi fronte.

Invito il Consiglio europeo ad assumersi sin da subito le proprie responsabilità e ad adottare a partire da oggi stesso l’obiettivo della neutralità climatica da raggiungere entro il 2050. Questo traguardo deve tradursi rapidamente in un accordo sulla proposta che la Commissione presenterà per una Legge sul clima, in linea con l’obiettivo globale dell’Accordo di Parigi di contenere l’aumento della temperatura entro il limite massimo di 1,5 ºC.

La traiettoria è importante quanto il punto di arrivo. Il prossimo decennio sarà di importanza cruciale se vogliamo che l’Unione sia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Per raggiungere questo risultato con il miglior rapporto costo-efficacia, dobbiamo aumentare il prima possibile i nostri impegni per il 2030 e ridurre le emissioni europee di gas a effetto serra del 55 per cento entro lo stesso anno. Se l’Unione europea non aumenta al più presto i suoi impegni, come può incoraggiare gli altri Paesi che producono emissioni a fare altrettanto nel corso dell’anno prossimo in vista della COP26? Sappiamo tutti bene che allo stato attuale l’Unione non raggiungerà i suoi obiettivi per il 2030. Occorre quindi agire e farlo subito. Il business as usual non è più accettabile!

Il perseguimento di questi scopi apre opportunità economiche e tecnologiche per i nostri cittadini e le nostre imprese, in termini di occupazione e innovazione. Queste trasformazioni rappresentano un’opportunità per l’Unione, con investimenti nell’innovazione industriale per stimolare la crescita, rafforzare la competitività, promuovere le competenze future e creare posti di lavoro.

Al tempo stesso siamo perfettamente consapevoli dei profondi cambiamenti che esso implica nelle nostre società e nelle nostre economie.

È per questo motivo che le misure da attuare devono sostenere la competitività ed essere accompagnate da forti misure sociali e di inclusione per garantire una transizione giusta ed equa, che favorisca la creazione di posti di lavoro e rispetti la necessità di un elevato livello di protezione sociale.

Dobbiamo inoltre adottare una strategia preventiva e partecipativa per garantire che tutti i cittadini beneficino della transizione, compresi quelli che appartengono alle regioni ed alle comunità più vulnerabili. Per questo il Parlamento accoglie con grande favore la proposta annunciata dalla Commissione per la creazione di un fondo per una riconversione equa quale strumento unico a livello europeo per garantire una transizione inclusiva e mirata a favore delle popolazioni e delle regioni più colpite dalla decarbonizzazione. Il Just Transition Fund è una richiesta avanzata dal Parlamento già molto tempo fa; per questo non penso di sorprendervi nell’annunciare che saremo particolarmente attenti nell’assicurare al Meccanismo tutti i fondi necessari, in quanto parte del Green Deal. L’obiettivo è arrivare a mobilitare almeno 100 miliardi di euro di cui una parte deve essere costituita da nuove risorse.

Nessuno dovrà essere lasciato indietro. Gli sforzi di chi dipende in maniera maggiore dal carbone devono essere riconosciuti e sostenuti.

Il Green Deal dovrà dunque definire una strategia completa e ambiziosa per realizzare un’Europa neutrale dal punto di vista climatico e la Commissione dovrà adattare tutte sue le politiche pertinenti in tal senso, in particolare nei settori del clima e dell’energia, dell’agricoltura e dei trasporti L’integrazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nel processo del Semestre europeo e la “verifica della sostenibilità” delle iniziative future saranno fondamentali per il suo successo. Il Parlamento vigilerà affinché le politiche attuate siano coerenti, eque e sostenibili.

Per raggiungere questi obiettivi, l’Unione deve non solo rendere il suo budget “verde” in senso orizzontale, ma anche dotarsi di risorse finanziarie adeguate. Il Green Deal può essere un successo solo se vi è un’assoluta mobilitazione delle risorse necessarie per garantire un’equa transizione ecologica.

MFF

Il tema delle risorse è cruciale per consentire all’Unione di soddisfare le aspettative dei propri cittadini. È urgente procedere rapidamente e trovare quanto prima un accordo per evitare ritardi nell’attuazione delle politiche e dei programmi dell’Unione europea.

La posizione del Parlamento su questo tema è nota e l’ho già ricordata qui davanti a voi in occasione del Consiglio europeo dello scorso ottobre.

Per questi motivi sono rimasto molto sorpreso dall’ultima proposta della Presidenza finlandese, trapelata in questi giorni, che – e lo dico con tutto il rispetto, la stima e l’amicizia che nutro per il Governo di Helsinki – è molto al di sotto delle aspettative di tutti i Gruppi politici del Parlamento.

Per il Parlamento la politica di coesione rappresenta il motore dell’integrazione europea perché ha permesso di sostenere territori e comunità nello sviluppo economico e nelle politiche di sostenibilità sociale e ambientale.

Lo stesso vale per i tagli consistenti proposti su numerosi strumenti importanti come la Connecting Europe Facility, la cui dotazione viene ridotta di quasi il 30% nei suoi settori energetici e digitali rispetto alla nostra proposta e a quella della Commissione, o il Fondo sociale europeo, che fa segnare un “meno 17%”. Analoghe perplessità sollevano i tagli al Fondo per la gestione integrata delle frontiere, ridotto di un terzo o per quello europeo per la difesa, inclusa la Mobilità militare, che risulta addirittura dimezzato. È evidente che con questi tagli il potenziale geopolitico dell’Europa rischierebbe di essere compromesso così come il suo ruolo nelle relazioni internazionali.

Non voglio ovviamente qui ripetere quanto già detto in ottobre. Mi limito a ricordare che il Parlamento europeo considera la decisione sul bilancio pluriennale come parte di un “pacchetto unico”, con l’introduzione da un lato di un paniere di nuove risorse proprie e, dall’altro un impegno ambizioso sul lato della spesa – pari all’1,3 % del reddito nazionale lordo – per mantenere inalterato in termini reali l’impegno finanziario per le politiche tradizionali dell’UE, dare impulso ai programmi di maggior successo e assicurare risorse sufficienti per le nuove sfide dell’Unione.

Il Parlamento è pronto a negoziare su questa base con spirito dialogante e costruttivo, ma nel pieno rispetto delle sue prerogative e su un piano di parità con le altre Istituzioni.

Mi sembra qui utile attirare la vostra attenzione sull’ultima rilevazione di Eurobarometro, secondo cui il 58% dei cittadini europei chiede che vengano attribuiti maggiori poteri al Parlamento europeo.

In questo momento stiamo negoziando insieme su numerosi e importanti proposte settoriali. Per noi, tuttavia, questo negoziato è strettamente legato al pacchetto complessivo sul QFP e, quindi, inscindibile da esso. A tale proposito ritengo doveroso segnalare il fatto che riscontro all’interno dei gruppi politici, compresi quelli che hanno sostenuto la Presidente Von der Leyen, un diffuso e crescente malcontento per un’insufficiente considerazione delle prerogative del Parlamento. Tale sentimento Questo malumore, che riguarda sia il metodo che il contenuto, potrebbe avere un impatto negativo sul proseguimento dei negoziati co-legislativi attualmente in corso.

Lo voglio ripetere con grande chiarezza: non commettiamo l’errore di dare per scontato il consenso del Parlamento senza averlo ascoltato.

Le iniziative annunciate dalla Presidente Von der Leyen richiedono risorse adeguate. Secondo le stime iniziali del Parlamento, triplicare il programma Erasmus+, il finanziamento proposto per il Fondo di transizione equa, la Garanzia Giovani e l’occupazione giovanile porterebbe ad un totale di circa 30 miliardi di euro in più rispetto alla proposta originaria della Commissione presentata nel 2018. Secondo alcuni calcoli il livello di bilancio ora proposto non sarebbe sufficiente a finanziare l’agenda strategica del Consiglio stesso nel giugno scorso. Proseguire in questa direzione sembrerebbe un paradosso!

Il Parlamento ha già da tempo definito la sua posizione. Ci rammarichiamo che il Consiglio finora non sia riuscito a fare altrettanto, ma guardiamo con grande fiducia ai prossimi mesi ed alla capacità del Presidente Michel e della Presidenza entrante croata – che ho incontrato pochi giorni fa a Zagabria – di giungere ad un accordo. Per avanzare nei negoziati, favorire la concertazione ed il ravvicinamento fra le posizioni delle Istituzioni mi sembra giunto il momento di avviare le riunioni formali a livello dei Presidenti previste dall’art. 324 del TFUE.

Aspettiamo con impazienza questo momento e siamo ansiosi di iniziare a sederci intorno ad un tavolo ed avviare il dialogo anche al fine di evitare inaccettabili ritardi nell’avvio delle nuove politiche e dei nuovi progetti.

CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA

I tempi per noi sono essenziali perché i cittadini si attendono risposte concrete. Mi rallegro che il Consiglio europeo discuta in questa occasione della Conferenza sul futuro dell’Europa.

Per il Parlamento europeo sarà una delle priorità della legislatura, e noi intendiamo essere una forza trainante nell’organizzazione e attuazione della Conferenza.

Penso che stiamo assistendo ad una svolta importante. Proprio mentre celebriamo il decimo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, di cui non abbiamo ancora esplorato tutte le potenzialità, le nostre tre istituzioni concordano sul fatto che l’Unione deve rafforzare la sua capacità di azione, la sua legittimità democratica e la sua efficacia.

Apprezziamo questa iniziativa della Commissione, ma sono ancora più soddisfatto di sapere che, per la prima volta da dieci anni a questa parte, anche il Consiglio/gli Stati membri desiderano avviare questo grande dibattito sul futuro dell’Europa e aspirano a definire una visione comune sulla maniera in cui possiamo migliorare le nostre politiche per ottenere risultati e benefici concreti per i nostri cittadini.

Il Parlamento ha già iniziato i lavori per definire la sua visione. Credo che sia essenziale che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione agiscano su un piano di parità nell’organizzazione della Conferenza.

Si tratta, infatti, di un’iniziativa che desidero sia costruttiva e che dobbiamo perseguire in uno spirito di consenso.

Sono dell’opinione, e l’ho detto alla Presidente Von der Leyen e al Presidente Michel, che sia importante che i Presidenti delle tre Istituzioni, si impegnino personalmente in questo esercizio mostrando una leadership congiunta, al fine di sottolineare l’importanza di questo processo.

Il Parlamento ritiene inoltre che sarà importante coinvolgere i cittadini e la società civile europea in modo aperto e inclusivo, nonché gli attori istituzionali, come i Parlamenti nazionali, le Autorità regionali e locali, ma anche il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale.

Il gruppo di lavoro interno, da me avviato in ottobre, presenterà le sue conclusioni alla Conferenza dei presidenti il 19 dicembre e adotteremo una risoluzione in Plenaria a gennaio per essere pronti in tempo per avviare le discussioni con voi e con la Commissione all’inizio del prossimo anno.

Ripongo molte speranze nella Presidenza croata che avrà il compito di sostenere questo processo di avvio della Conferenza, così come la sua attuazione. Gli obiettivi sono ambiziosi, il calendario lo è altrettanto: è giunto il momento di mettersi al lavoro.

Consentitemi, prima di chiudere infine di esprimere a nome del Parlamento europeo un sentito ringraziamento alla Presidenza di turno finlandese che ha lavorato egregiamente in un semestre complesso e fortemente caratterizzato dal processo di ricambio istituzionale, così come di rinnovare i miei migliori auguri di buon lavoro alla prossima Presidenza di turno croata.

Plenary session – Election of the President of Parliament – Second ballot

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Dopo la riuscita tre giorni dello scorso fine settimana a Ortueri (NU), Viva Mandrolisai fa tappa questo sabato (14 dicembre) ad Atzara per completare il programma della sua prima edizione. La rassegna concepita sull’incontro tra musica, cultura e tradizioni enogastronomiche locali, approda nel paese sulle pendici sud-occidentali del Gennargentu, tra i borghi più belli dell’isola, dove trova ospitalità alla Cantina Fradiles. In programma, alle 11, una degustazione guidata dei vini Fradiles, Antiogu e Istentu a cura della Fondazione Italiana Sommelier. Alle 13 tengono banco, invece, i piatti tipici del territorio, con il blues di Francesco Piu ad aggiungere gusto all’evento, aperto al pubblico a 30 euro a persona. I posti sono limitati, per cui è consigliata la prenotazione telefonando al 3331761683. Prevista anche una visita guidata al vigneto storico della Cantina Fradiles.
 
Già tra i protagonisti della prima parte di Viva Mandrolisai, domenica scorsa a Ortueri, in una giornata che ha visto esibirsi anche Matteo Leone, Irene Loche, Alberto Sanna, i Blues Water Elephant, Francesco Piu si è ritagliato uno spazio di rilievo nel panorama del blues italiano e internazionale, partecipando a festival del calibro di IBC Memphis, Cognac Blues Passions, Blues To Bop, Blues Sur Seine, Pistoia Blues e aprendo i concerti di grandi nomi genere come John Mayall, Johnny Winter, Jimmie Vaughan, Robert Cray, Charlie Musselwhite, The Derek Trucks Band, The Fabulous Thunderbirds, solo per citarne qualcuno. Classe 1981, il chitarrista e cantante sassarese ha presentato lo scorso 19 ottobre, a Milano, il suo nuovo album (il quarto in studio della sua discografia), “Crossing”, un tributo a un’icona della storia del blues come Robert Johnson.

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Dopo l’anteprima di sabato 7 e domenica 8 dicembre, da venerdì 13 dicembre ritornano i “Mercatini di Natale 2019”, con un ricco calendario di manifestazioni che animeranno il Centro di Iglesias fino alla vigilia di Natale, «realizzate grazie alla collaborazione con il Centro Commerciale Naturale Centro Città Iglesias e con il contributo degli assessorati della Cultura, alle Attività Produttive e alle Politiche sociali – ha spiegato il sindaco Mauro Usai – una sinergia che si è dimostrata vincente e ha permesso quest’anno di ottenere due importanti finanziamenti regionali, uno per i Mercatini di Natale e uno destinato ai Centri Commerciali Naturali».
Dodici giorni dedicati alla musica, all’intrattenimento, agli acquisti e all’animazione per grandi e piccoli, quest’anno con alcune importanti novità, come il progetto curato dall’assessorato delle Politiche sociali e realizzato in collaborazione con la rete delle associazioni di volontariato, che prevede la presenza di stand per l’impacchettamento dei regali, i cui proventi saranno destinati all’acquisto di un gioco pubblico privo di barriere architettoniche.
«Una maniera per riflettere, anche nei giorni di festa, sull’importanza delle politiche di inclusione e solidarietà, per accompagnare le persone in situazione di disabilità a ricoprire il ruolo che meritano all’interno della comunità», ha messo in evidenza l’assessore delle Politiche sociali, Angela Scarpa.
Per il gran finale, sabato 21, domenica 22 e lunedì 23 dicembre, è in programma una sorpresa, con la presenza di un artista di eccezione.
Tre giorni in cui Iglesias ospiterà la musica di Moses, virtuoso dell’armonica beatbox e vincitore di Italia’s Got Talent.
«Un evento dedicato a chi ama la musica – ha detto l’assessore della Cultura, Claudia Sanna – con concerti che animeranno per tre giorni le vie del Centro e daranno un importante contributo alla promozione culturale e turistica della città.»
Il focus più importante sarà riservato al piccolo commercio, vero fulcro dei Mercatini di Natale, con la presenza di un numero sempre maggiore di stand, che quest’anno saranno 29 e ospiteranno artigiani e produttori.
«Un’iniziativa che vuole valorizzare il ruolo dei commercianti e dei piccoli produttori – ha rimarcato l’assessore delle Attività produttive, Ubaldo Scanu – che avranno una vetrina importante per far conoscere i propri prodotti. Una maniera di valorizzare tutto il commercio, grazie anche alla sinergia con l’associazione Centro Città.»

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Alla Stazione dell’Arte viene inaugurata la mostra “Lente sul mondo”, che chiude le celebrazioni per il centenario della nascita dell’artista: un programma espositivo, lungo un anno, che dalla Sardegna è approdato a Roma e a Parigi per tornare nei luoghi di ‘’Legarsi alla montagna’’, performance collettiva che unì ancor più saldamente Maria Lai alla sua comunità.

Il 2019 è l’anno di Maria Lai. Dalla Stazione dell’Arte di Ulassai al MAXXI di Roma, passando dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, questa voce inedita del panorama artistico del ‘900 è stata celebrata attraverso mostre, percorsi museali, performance, pubblicazioni e convegni. Un percorso artistico alla scoperta del mondo unico e magico che ha sempre animato l’immaginario creativo dell’artista ogliastrina.

L’evento conclusivo di questo anno straordinario e denso di appuntamenti è rappresentato dalla mostra “Maria Lai. Lente sul mondo” che sarà inaugurata sabato 21 dicembre, alle ore 17.00, alla Stazione dell’Arte di Ulassai, museo fortemente voluto dall’artista e da lei istituito nel 2006 con una donazione di oltre centocinquanta opere.

“Lente sul mondo”. La mostra è organizzata dalla Fondazione Stazione dell’Arte, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Ulassai e della Fondazione di Sardegna. Curata da Davide Mariani, direttore del museo dedicato a Maria Lai, nasce con l’intento di mettere in evidenza l’attitudine dell’artista a riflettere su macrocosmi a partire da microcosmi, facendo di Ulassai, il suo paese natale costantemente minacciato da frane, una metafora del mondo.

«Ulassai è una metafora straordinaria, perché è minacciata da frane, come il mondo – così diceva Maria Lai –. Allora si parlava della bomba atomica… frane universali. E poi questo nastro che arriva… ma che vuol dire un nastro? Non vuol dire niente, non sostiene… però lì, nella storia, nella leggenda, si dice che quel nastro abbia dato una direzione di salvezza. E allora tutto il paese faccia quest’opera, dia un’immagine del mondo nuova e dell’arte. Perché l’arte è come quel nastro, bella da vedersi ma è soprattutto direzione di salvezza

Le opere in mostra. “Lente sul mondo” si compone di oltre venti opere appartenenti alla collezione del Museo Stazione dell’Arte, di cui alcune esposte per la prima volta al pubblico. La mostra indaga in maniera sistematica l’ambizione di Maria Lai di trovare un linguaggio universale, tensione imprescindibile degli ultimi trent’anni del suo percorso d’arte.

A partire dalla serie La rupe (2002), in cui grazie a un efficace, quanto essenziale, collage di carte strappate restituisce l’immagine dei tacchi che coronano Ulassai, da sempre fonte di ispirazione e universo creativo. Come le suggestioni legate alla sua infanzia: in Paesaggio (1947), Maria Lai modella con la ceramica un paesaggio roccioso, memore degli insegnamenti di Arturo Martini. Altri passaggi richiamano invece quel sentimento maturato nel tempo di “Ansia d’infinito”, come in Andende Andende (1995/2004) e Un pezzo caduto di cielo (2003), in cui il rapporto dell’uomo con lo spazio viene esplicitato attraverso la sabbia, le pietre, gli spaghi e la polvere d’argento. Il percorso espositivo è arricchito da un focus sul tema della natività che, già dalla prima metà degli anni Cinquanta, riveste un ruolo centrale nella produzione di Maria Lai. Il presepe, ancora una volta, rappresenta una metafora perfetta dell’arte, intesa come via di salvezza per il mondo.

2019, un anno all’insegna di Maria Lai. La mostra che sarà inaugurata il 21 dicembre si collega idealmente con quella inaugurata all’inizio di questo mese a Parigi, Maria Lai. Suivez le rythme. Curata sempre da Davide Mariani e organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, l’esposizione resterà aperta fino al 10 gennaio del 2020. La mostra parigina è la prima monografica di Maria Lai in Francia.

Attraverso l’esposizione di opere autografe, foto, video ed edizioni d’artista, la mostra mette in luce le strategie impiegate da Maria Lai per avvicinare l’arte alla gente. All’Istituto Italiano di Cultura sono presenti opere che hanno segnato l’immagine dell’artista anche tra il grande pubblico: i libri cuciti, le geografie, le fiabe, i giochi e la documentazione fotografica di alcuni dei suoi interventi ambientali più significativi che oggi costituiscono parte della collezione di arte pubblica del Museo a cielo aperto “Maria Lai” di Ulassai.

Il 2019 era iniziato con l’avvio della programmazione espositiva interamente curata da Davide Mariani, nominato Direttore del museo lo scorso 4 dicembre 2018, con la mostra Maria Lai. Sguardo Opera Pensiero, un progetto espositivo nato con l’intento di indagare i luoghi dell’arte attraverso l’opera di Maria Lai e di svelare allo stesso tempo il processo creativo che si nasconde dietro la realizzazione dei suoi lavori.

In primavera è stata invece la volta di Maria Lai. Pane Quotidiano, rassegna dedicata ai momenti più significativi della produzione dell’artista legata al tema della panificazione, sia da un punto di vista materico sia da uno più simbolico e allusivo, ovvero come metafora dell’arte e della vita.

Per Maria Lai il 2019 è stato anche l’anno della retrospettiva Tenendo per mano il soleal MAXXI che ha collaborato con la Fondazione Stazione dell’Arte anche per la mostra Tenendo per mano l’ombra, inaugurate entrambe a giugno rispettivamente a Roma ed Ulassai.

Prima della mostra di Parigi, infine, è stata la volta del progetto Cuore mio. A distanza di quasi quarant’anni da “Legarsi alla montagna”, la Fondazione di Sardegna e la Fondazione Stazione dell’Arte si sono incontrate per dare vita a un progetto che, grazie all’intervento dell’artista milanese Marcello Maloberti, è risultato essere molto più di un semplice tributo a Maria Lai. Il 21 settembre scorso, sulla montagna di Ulassai, è stata inaugurata un’opera site-specific di carattere permanente che è entrata a far parte della collezione del Museo a Cielo Aperto Maria Lai. L’installazione è stata preceduta da una performance che, a partire dal tramonto e fino a tarda sera, ha coinvolto la comunità di Ulassai per le strade del paese e nella centrale piazza Barigau. A giugno, l’opera di Maloberti, un cartello stradale collocato in verticale, come una bandiera, era stata ospitata per due giorni al Museo MAXXI di Roma, proprio in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata a Maria Lai.

LA STAZIONE DELL’ARTE

La Stazione dell’Arte di Ulassai, nel cuore dell’Ogliastra, in Sardegna, è un museo d’arte contemporanea dedicato a Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013). Istituito nel 2006 dall’artista, attraverso una donazione di oltre centocinquanta opere al comune di Ulassai, il museo, gestito dalla Fondazione Stazione dell’Arte, di cui Maria Lai è stata Presidente onorario a vita, custodisce la più importante e completa collezione pubblica della sua opera e organizza una programmazione espositiva legata ad alcune tematiche per lei centrali, come il rapporto fra arte, comunità e paesaggio.

“MARIA LAI. LENTE SUL MONDO”

A cura di Davide Mariani

21/12/2019 – 22/03/2020

Stazione dell’Arte, Ulassai

Orari: lunedì – domenica 9.30 – 19.30

Visite guidate: 9.30; 11.00; 13.00;

14.30; 16.00; 18.00

Apertura straordinaria: 24/26/31 dicembre 2019

1° e 6 gennaio 2020

Chiuso: 25 dicembre 2019

Progetto grafico: Luisa Gulli

In collaborazione con: Istituto Italiano di Cultura di Parigi

Main sponsor: Fondazione di Sardegna

Partner istituzionali: Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Ulassai

www.stazionedellarte.com