17 June, 2026

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Stamane i carabinieri della compagnia di Carbonia hanno effettuato un mirato servizio di prevenzione e contrasto del fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti da parte dei più giovani. Nello specifico l’attenzione dei militari è stata rivolta agli istituti scolastici superiori della città ed ha interessato tutte le classi di due scuole. Nella circostanza, anche con la collaborazione dei dirigenti scolastici, sono state impiegate unità cinofile antidroga della GDF sia all’esterno degli edifici che all’interno delle aule e nelle di aggregazione degli studenti. Nei guai sono finiti due studenti che sono stati segnalati quali assuntori di droghe: un 18enne di Carbonia, trovato in possesso di mezzo grammo di marijuana e un 19enne di Carbonia in possesso di modica quantità di hashish. I due, in particolare, sono stati controllati dai carabinieri dopo essere stati intercettati dal cane antidroga; trovati in possesso dello stupefacente, i carabinieri li hanno segnalati alla prefettura. Tali attività hanno come obiettivo quello di diffondere la cultura della legalità improntata sul rispetto di regole e ad una maggiore consapevolezza dei danni derivanti dall’uso delle droghe cosiddette “leggere” da parte dei giovani. Tali operazioni, svolte nell’ambito del rapporto di collaborazione tra carabinieri ed il mondo della scuola che è costante, proseguiranno con i tradizionali incontri tra gli studenti ed il personale in uniforme, per promuovere la cultura del rispetto delle regole.

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«L’impatto digitale sulla nostra società deve avvenire attraverso innovazione, ricerca e talento.»

Lo ha detto l’assessore regionale degli Affari Generali, Personale e Riforma, Valeria Satta, in apertura dei lavori dell’incontro che si è tenuto ieri nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Cagliari, per la presentazione dello studio “Gli effetti della trasformazione digitale sulle imprese e sulle PA italiane”.

«Nella pubblica amministrazione – ha aggiunto l’assessore degli Affari generali – c’è ancora molta strada da fare e siamo sicuramente più indietro rispetto alle imprese private, ma attraverso progetti e studi tecnologici porteremo la nostra Regione, già premiata sul digitale, a livelli competitivi con una strategia vincente.»

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Don Massimiliano Congia.

Domenica 24 novembre, a Carbonia, si svolgerà la processione di Cristo Re, organizzata dalla parrocchia di Corso Iglesias guidata da don Massimiliano Congia.

Al fine di consentire lo svolgimento in sicurezza dell’intera manifestazione, è stata disposta la chiusura del traffico veicolare dalle ore 9.30 fino al termine della processione religiosa nelle seguenti strade: piazza Iglesias, via Santa Caterina, via Dante, via Bellini, via Carducci, via Angioy, piazza Iglesias e rientro in chiesa.

 

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«Nella nostra regione le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nella popolazione adulta. La mortalità in lista d’attesa, secondo i riscontri degli operatori del settore, oscilla tra il 5% ed il 7% annuo. Appare pertanto inconcepibile come i pazienti del Nord Sardegna che si rivolgono al centro di cardiochirurgia di Sassari debbano attendere anche dieci mesi per sottoporsi ad un intervento di vitale importanza. Tempi biblici dovuti al fatto che il numero di chirurghi in pianta organica è del tutto insufficiente a soddisfare la domanda del territorio. Le richieste di interventi cardiochirurgici provenienti dal bacino d’utenza del Nord Sardegna sono circa 600 all’anno. Un numero che supera di gran lunga la capacità di offerta del centro cardiochirurgico di Sassari, il quale attualmente riesce a garantire circa 350 interventi all’anno. Una mole di lavoro enorme rispetto alle 180 operazioni che potrebbe garantire considerando l’attuale pianta organica, e che viene tuttavia svolto grazie al lavoro straordinario e non remunerato dei medici, coloro i quali con sacrificio e spirito di abnegazione provvedono a limitare gli effetti devastanti di questa grave carenza in ambito sanitario. Questa situazione sottopone ad un gravissimo stress lavorativo il personale medico e infermieristico ed è facilmente intuibile che non potrà durare a lungo con pesantissime conseguenze per i pazienti in lista di attesa. Il quadro descritto non è fatto di soli numeri, ma di persone che muoiono per la mancanza di posti letto.»

Questa la denuncia della capogruppo del M5S Desirè Manca che attraverso una mozione in Consiglio chiede alla Giunta e all’assessore della Sanità di impegnarsi attivamente per restituire il diritto alla salute ai cittadini sardi troppo spesso costretti ai cosiddetti viaggi della speranza per poter sopravvivere.

«La Giunta e l’assessore della Sanità Mario Nieddu – aggiunge Desirè Manca – devono adottare tutti i provvedimenti necessari affinché le criticità della dotazione organica del personale, quelle infrastrutturali e quelle logistiche che riguardano la carenza di attrezzature, vengano superate in modo da poter fornire un servizio adeguato alle richieste del territorio.»

«La mancanza di pianificazione inoltre – sottolinea la capogruppo dei Cinque stelle – ha importanti ricadute sulla razionalizzazione della spesa sanitaria. Il rimborso per le spese operatorie richiesto dalle regioni alle quali i sardi si rivolgono più spesso, come Lombardia, Toscana, Lazio e Liguria, è più alto in media del 10 per cento rispetto al costo della stessa prestazione nei centri sardi. I viaggi della speranza che i nostri conterranei sono costretti ad affrontare quindi sono pagati ad un prezzo più alto, ma a fronte di questa spesa non vanno incontro a un’offerta qualitativa migliore. Infatti, i dati del Ministero della Salute (AGENAS) che misurano la qualità delle prestazioni erogate in ambito nazionale pongono il centro di cardiochirurgia di Sassari tra i primi in Italia per qualità offerta”.

«La Regione deve tenere conto di questi dati e risolvere con urgenza questa situazione. Dobbiamo tenere a mente che non tutti i sardi hanno la possibilità economica di affrontare le spese per farsi operare fuori dall’Isola – conclude Desirè Manca -, in tanti sono costretti ad aspettare, con la consapevolezza che questa lunghissima attesa potrebbe costare loro la vita.»

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Gran finale della XII edizione di culturefestival, il festival internazionale di jazz organizzato dall’associazione Sardinia Pro Arte fondata e diretta dal musicista Simone Pittau, con la Presidenza onoraria del Premio Oscar Ennio Morricone.

Il grande chitarrista e compositore statunitense Pat Metheny domani non sarà solo sul palco: insieme a lui, infatti, i 60 artisti dell’Orchestra da Camera della Sardegna, sotto la direzione di Simone Pittau.

Questa la scaletta prevista per il gran finale di festival: Our final hourRain riverAlways and foreverPrecious jewelMap of the world/the moon is a harsh mi stressLast train homeFarmer’s trustThe callingTell her you saw meInterval waltzLove may take a whileSong for BilbaoLiving is easy with eyes closed/make peaceFirst song.

Insegnante fin da giovanissimo all’Università di Miami e alla Boston’s Berklee College of Music, Patrick Bruce Metheny, per tutti Pat Metheny, dall’esordio nella musica col suo primo album nel ’75 ad oggi ha collezionato un crescendo di consensi da parte della critica e del pubblico che lo hanno portato a essere definito una delle icone indiscusse del jazz e del free jazz mondiale. La sua produzione non si limita ai lavori da solista: vanta numerosi duetti e altre partecipazioni, oltre alla paternità del Pat Metheny Group di cui è fondatore e leader. Complessivamente ha collezionato 3 dischi d’oro e 20 Grammy Award.

Insieme a lui, domani sera sul palco di Mogoro si esibiranno gli elementi dell’ensemble fondato da Simone Pittau, ovvero l’Orchestra da Camera della Sardegna (OCS), un progetto nato nel 2004 col duplice intento di valorizzare gli studenti dei Conservatori e delle Scuole Europee di Musica e di riunire i musicisti sardi che esercitano con grande successo l’arte della musica in Italia e all’Estero. Il suo repertorio musicale spazia dal ‘600 all’800, oltre che esplorare altri generi quali il jazz, la musica popolare e da film, e ha la caratteristica di esibirsi nei luoghi più rappresentativi della cultura sarda, come chiese, ville, case patronali, siti archeologici e musei: non è un caso se l’OCS ha sede al Castello medievale Eleonora d’Arborea a Sanluri. L’intensa attività concertistica vanta la collaborazione di numerose personalità illustri del panorama internazionale come il Premio Oscar Luis Bacalov, Romeo Scaccia, Daniele Di Bonaventura, Andrea Morricone, Anna Tifu, Paolo Fresu, Andrew McNeill, Gilda Buttà, Marcello Peghin, Lutsia Ibragimova, Alexander Zemtsov, Eldar Nebolsin, Anton Barakhovsky, l’Amphion String Quartet, il Concilium Musicum de Galicia, l’Academy of St. Matthew’s, l’Orchestra Accademia della Sardegna e i musicisti della London Symphony Orchestra Andrew Marriner, Roman Simovic, Rinat Ibragimov, Thomas Martin, Colin Paris, Tim Hugh, Rebecca Gulliver, Jonathan Lipton, Neil Percy e Rachel Leach.

Merito delle intuizioni e della dedizione del violinista e direttore d’orchestra Simone Pittau che, formatosi al Conservatorio di Cagliari, ha poi collaborato con le più grandi istituzioni internazionali, a partire dal debutto con la London Symphony Orchestra nel 2001, su invito del grande Maestro sir Colin Davis, alla assidua collaborazione come violinista con il Premio Oscar Ennio Morricone.

Sin dagli studi in Conservatorio, ha svolto un’intensa attività concertistica come violinista in formazioni da camera, sinfoniche, operistiche, esplorando oltre alla classica diversi generi musicali, in tutta l’Europa, in Corea, Cina, Giappone, Cile, Brasile e Messico collaborando con musicisti quali Roger Waters, Dulce Pontes, Gianni Ferrio, Luis Bacalov, Riz Ortolani, Franco Piersanti, Nicola Piovani, Markus Stockhausen, Daniele Di Bonaventura, Enrico Rava, Danilo Rea, Maurizio Giammarco, Franco D’Andrea e con i musicisti del panorama pop Claudio Baglioni, Gino Paoli, Noah, Renato Zero, Celentano, Ron, Fiorella Mannoia, Cesare Cremonini, Alexia, Gianni Morandi, Lucio Dalla, Andrea Bocelli, Mario Biondi e Pino Daniele.

Si chiude così la XII edizione di culturefestival, la rassegna di jazz internazionale partita il 31 agosto da Sanluri e passata anche per Sardara attraverso un cartellone che ha contemplato alcune delle più influenti star del jazz, del soul e del funky di tutto il mondo.

La rassegna viene realizzata con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, il comune di Sanluri, il comune di Mogoro, la Fondazione di Sardegna, dagli sponsor “Sardegna Termale Hotel”, “Gruppo Acentro”, “Bresca Dorada”, “Comochi” ed altri.

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«Difendere le nostre foreste, le nostre radici, il nostro futuro»: questo il testo degli striscioni comparsi in tutta Italia per celebrare la festa dell’albero. I militanti della Foresta Che Avanza, gruppo ecologista di CasaPound Italia, hanno inoltre piantato questa mattina alberi nei luoghi simbolo delle proprie città e dei propri quartieri.
«È doveroso, in quest’epoca caratterizzata dall’ambientalismo spicciolo, compiere atti veramente ecologisti e identitari che guardino al futuro dei nostri territori e delle nostre aree verdi – spiega il movimento – e farlo tenendo presente sia l’atto concreto, ovvero la messa a dimora di un nuovo albero, sia il lato simbolico e spirituale, ossia prendersi cura dei luoghi simbolo della nostra nazione facendo l’unica cosa veramente rivoluzionaria: mettere a dimora nuove piante tenendo ben presenti e rafforzando le radici del nostro popolo. In un mondo di deforestazioni, delocalizzazioni e ambientalismo qualunquista – conclude il movimento – non vi è azione più importante che difendere le nostre foreste e i nostri spazi verdi: lì sono le nostre radici, da lì nasce il nostro futuro.»
In Sardegna, per rimarcare il profondo legame che da sempre lega popolazione e territorio è stato deciso di affiggere striscioni nella lingua locale,  ognuno con le differenze idiomatiche legate alla particolare zona di appartenenza e di piantare alberi tipici della nostra terra.

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È ricco il programma di eventi e produzioni dell’Associazione Culturale Voci per la Libertà per il 71° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (firmata a Parigi il 10 dicembre 1948). La prima metà di dicembre vedrà susseguirsi la serata-concerto “Rock for Amnesty” a Badia Polesine (Rovigo), la mostra “R-Esistenze Inalienabili”, arte contemporanea per i diritti umani, ad Adria (Rovigo) e la pubblicazione di “20×22”, il cd che celebrerà con 20 artisti la 22esima edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” dello scorso luglio e che ufficialmente uscirà proprio il 10 dicembre. Ognuno dei 20 brani sarà corredato da un’illustrazione realizzata da un artista visivo che racconterà una canzone secondo la propria poetica. “20×22” sarà disponibile in doppia versione, sia cartacea che multimediale; quest’ultima si caratterizzerà per il forte impatto emotivo, con l’alternarsi di illustrazioni, musiche, fotografie, luci, video, grafiche.

l programma dicembrino partirà venerdì 6 dicembre con “Rock for Amnesty”, concerto con quattro artisti legati all’ultima edizione di Voci per la Libertà, in programma alle 21 al palazzetto dello sport (in via Manzoni) di Badia Polesine (RO). Gli artisti protagonisti della serata saranno: Michele Mud, Premio Amnesty Emergenti nel 2014, Elisa Erin Bonomo, Premio della Critica nel 2017, Bamboo, il cui frontman Giovi ha partecipato a due edizioni del concorso, e i Grace N Kaos, vincitori a Voci per la Libertà 2019. La serata si inserisce all’interno del progetto “Jonathan Livingston Evolution” dell’Istituto Primo Levi di Badia Polesine.

Da sabato 7 a domenica 15 dicembre al MAAD (Museo Arte Adria Delta) di Adria (Rovigo) sarà la volta di “R-Esistenze Inalienabili”, arte contemporanea per i diritti umani. In mostra quattro progetti espositivi: “R-esistenze” e “Inalienabile” ideati da Silva ed il collettivo Ruhetag con la direzione artistica di Gian Luca Beccari; “In Arte Dudu”, con 30 tavole riferite ai relativi articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani realizzate da altrettanti giovani artisti italiani; l’allestimento multimediale “20×22”, versione audio/video dell’omonimo prodotto culturale. Tra gli eventi della mostra segnaliamo sabato 7 dicembre, alle ore 19.00, l’inaugurazione alla presenza degli artisti e delle autorità, con visual dj set e aperitivo; sabato 14 dicembre presentazione di “20X22” e “In arte Dudu” con un concerto acustico dei Grace N Kaos, la presenza degli artisti delle due installazioni e un aperitivo.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito.

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Anche il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cagliari partecipa, con uno stand informativo con proprio personale, alla manifestazione “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” in corso a Cagliari (Piazza Garibaldi, 17.00-19.00) promossa dall’Associazione Cittadinanzattiva Onlus Regione Sardegna.
Il contributo dell’Arma ha lo scopo di sostenere il continuo sforzo di sensibilizzare la comunità sul delicatissimo e attualissimo tema cercando di dare maggiore consapevolezza alle vittime e all’opinione pubblica affinché sia sempre maggiore il sostegno e la solidarietà di cui queste particolari vittime e le loro famiglie hanno bisogno.

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Eraldo (Francesco all’anagrafe) Secchi, il nonnino ultracentenario di San Giovanni Suergiu, ha tagliato il traguardo dei 103 anni!

Eraldo Secchi è nato a Tratalias, il 23 novembre del 1916, la mamma si chiamava Grazia Pinna, il padre Antonio, agente della Guardia di Finanza in servizio all’Isola d’Elba, poi impiegato come daziere nel comune di Narcao, finché non si trasferirono a San Giovanni Suergiu. Otto i figli da sfamare, oltre Eraldo altri due fratelli e cinque sorelle. Dario il più grande, sacerdote molto noto in paese, poi Delia, Anna, Bruna, Fausta, Mario e Maria.

Eraldo ha frequentato le scuole elementari in paese con ottimi voti, la scuola si trovava a fianco dell’ingresso attuale del Municipio che dà verso la piazza. Siamo a metà degli anni ’30, tempi difficili e duri per realtà disastrate come la nostra, segnata dalla povertà e dalla fame. Lui è fortunato, trova lavoro nello stabilimento Samis, in officina elettrica, lì conosce il signor Arturo Manca, maestro operaio elettromeccanico di quel periodo, che lo accompagnerà nel percorso, come lavoratore dipendente prima, poi come socio in diverse altre iniziative.

Nel 1938 la chiamata alle armi, un servizio militare molto lungo, durato sette anni, il congedo nel 1945. Eraldo viene arruolato nell’82° Reggimento Fanteria di Civitavecchia, partecipa all’occupazione lampo della Dalmazia, poi viene impegnato sul fronte occidentale, per contenere una temuta avanzata francese.

Ma la vera prova di guerra, il sergente maggiore Eraldo Secchi l’avrà sul fronte russo, 18 lunghi mesi, trascorsi in prima linea sulle rive del Don, impegnato al comando del Reggimento, al servizio carburanti delle auto carrette, poi come staffetta motociclista. Patisce fame e freddo, ci sono punte di 20-40 gradi sotto zero, i militari hanno una dotazione individuale insufficiente, i viveri sono scarsi, non hanno da ripararsi, sono partiti in giugno con la divisa estiva, la porteranno per tutto l’inverno. In quell’inferno del fronte russo, Eraldo sarà, con la sua classe di leva più fortunato di chi gli darà poi il cambio, ci sarà infatti la disfatta, molti non torneranno più, altri conosceranno la prigionia e la deportazione.

Rientrato in Italia nel 1943, Eraldo trascorrerà altri due anni da militare, nel Battaglione Costiero di Muravera, partecipando alla guerra di liberazione dai tedeschi svoltasi in Sardegna. Avrà il riconoscimento dallo Stato Italiano, sarà decorato con la Croce al Merito di Guerra.

Finito il periodo di ferma, al suo rientro, Eraldo apre una piccola officina con Arturo Manca, insieme mettono insieme il loro ingegno, la loro creatività nelle innovazioni di quel periodo, riparano biciclette, fondo metallo per creare pallini per cartucce, aggiustano motori a scoppio, macchine trebbiatrici ed altro.

Eraldo lavora poi in officina, alle dipendenze della Carbonifera Sarda per un anno, successivamente è alle dipendenze di Brai, fa il trasportatore ed il tassista a Cagliari, sino all’avvio del Mulino Pastificio Brai, dove sarà impiegato per dieci anni, dal 1950 al 1960, come collaboratore stretto, uomo di fiducia. Conosce bene l’impianto, è lui che interviene in tutte le situazioni difficili. Si interessa, inoltre, della distribuzione della farina e dell’approvvigionamento del grano per l’azienda.

Cambia ancora lavoro, gli viene offerta la possibilità di gestire la stazione Agip, un’opportunità che Eraldo non si lascia sfuggire. Gestire l’ìmpianto di rifornimento per quasi trent’anni. E’ proprio lì che mette a frutto le sue potenzialità imprenditoriali. Si lavora dalla mattina presto fino a notte inoltrata, senza interruzioni. Per gestire questa nuova impresa occorrono diverse braccia, si fanno i turni, riesce ad avere 5/6 dipendenti contemporaneamente. Passeranno di lì, alle sue dipendenze, decine di ragazzi e ragazze che si avvicenderanno in questo lavoro. Non si rifornivano solo macchine, si facevano piccole riparazioni, manutenzioni, cambi olio, gomme, c’era l’impianto di lavaggio ed altro.

Ora bisogna però ritornare indietro nel tempo, ai primi anni ’50, per scoprire un’avventura ancora più coinvolgente che ha segnato la vita di Eraldo Secchi. Il fatto è accaduto durante un’escursione nei poderi agricoli, alla ricerca del grano, quando lavorava con Benigno Brai (l’imprenditore agricolo rapito il 19 settembre 1979 e mai tornato a casa, n.d.r.). E’ lì, a Santadi, che conosce Maria Langiu (oggi 94enne), giovane ragazza del posto, che diventerà sua moglie nel 1955 e dalla quale avrà quattro figli, tre femmine ed un maschio: Valeria, Marta, Marcella ed Antonello. Eraldo e Maria oggi hanno otto nipoti, il più grande è Luca, 37 anni, la più giovane Greta, 24 anni; e tre pronipoti.

Eraldo Secchi con il sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, davanti alla torta e agli altri dolci preparati per festeggiare il suo 103esimo compleanno.

 

 

 

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Villagrande Strisaili 2004, Capoterra 2008, Sardegna 2013, ciclone Cleopatra. Gli eventi naturali non si possono fermare ma l’uomo può fare molto per prevenire i disastri, controllare il territorio e garantire più sicurezza. Ed è questo che fa SardOS. Attraverso i dati provenienti dai satelliti osserva la Sardegna e il mutamento del territorio e permette di conoscere in anticipo le criticità legate ad eventi naturali o umani.

La Regione Autonoma della Sardegna ha investito nella salvaguardia del territorio e attraverso Sardegna Ricerche ha finanziato un progetto tecnologicamente avanzato ma di facile utilizzo che permette di rilevare in near real time, pressoché in tempo reale, cioè senza ritardi percepibili i sedimenti in fiumi, laghi e stagni oltre che gli edifici costruiti dove non si poteva e quindi intervenire prontamente per mettere in sicurezza il territorio.

SardOS, Sardegna Osservata e monitorata dallo Spazio, verrà presentato ufficialmente il 28 novembre a Cagliari, nell’Auditorium Tiscali, a partire dalle 10.00, alla presenza dell’assessore regionale agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Quirico Sanna, del presidente regionale di Anci, Emiliano Deiana, e del coordinatore regionale di Anci Giovani, Francesco Piludu e dei realizzatori di SardOS: Kibernetes con Vincenzo Gabellone, Nemea Sistemi con Michele Boella e la professoressa Maria Teresa Melis dell’Università di Cagliari, moderati dal giornalista de L’Unione Sarda, Giuseppe Meloni.

A introdurre la giornata sarà l’assessore Quirico Sanna, che spiegherà il perché la Regione ha voluto investire in questo settore strategico con un progetto di ricerca che ha come suo naturale referenti i sindaci. Questo perché i Comuni sono in prima linea nella gestione dell’emergenza e nella messa in sicurezza del territorio. Alluvioni, frane, crolli sono il timore ricorrente nei sindaci quando in autunno ed in primavera il cielo diventa scuro e l’acqua inizia a cadere copiosa.