21 June, 2026

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Il presidente Daniela Marras ha convocato il Consiglio comunale di Carbonia in seduta straordinaria ai sensi dell’art. 39 del D. Lgvo 18.08.2000 n. 267 e ai sensi dell’art. 38 del regolamento del Consiglio comunale, presso la sala consiliare del Centro polifunzionale in Piazza Roma, per le ore 18,00 di giovedì 7/02/2019 con il seguente ordine del giorno:

Comunicazioni del presidente del Consiglio comunale;

Interrogazioni, Interpellanze, Mozioni;

Approvazione del regolamento per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici ai sensi dell’art. 12, comma 1, legge 7 agosto 1990, n. 241 e del patrocinio comunale in favore di soggetti o Enti operanti nei settori Cultura, Spettacolo e Turismo;

Approvazione del regolamento per utilizzo area per sgambamento cani;

Modifica del regolamento accesso civico e generalizzato. Approvazione.

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A seguito delle nuove procedure di conferimento e controllo della raccolta differenziata, il 5/02/2019 il comune di Iglesias inizierà la distribuzione dei kit dei nuovi mastelli con microchip, buste e calendario 2019.

Una volta terminata la distribuzione non sarà più possibile utilizzare i vecchi mastelli per il conferimento dei rifiuti.

La consegna è suddivisa per frazione e quartiere.

Partiamo con le frazioni, queste sono le prime date:

Frazione di San Benedetto – Presso locali ex circoscrizione

  • Incontro divulgativo con la popolazione il 5/02/2019 alle ore 17.30
  • distribuzione buste e mastelli nei giorni dal 6 al 7/02/2019, dalle ore 10.00 alle ore 16.00

Frazioni Tanì, Corongiu e Barega – Presso sagrato della Chiesa di Corongiu

  • Incontro divulgativo e distribuzione buste e mastelli.

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Un’infermiera professionale 50enne di Nuxis s’è infortunata mentre faceva la spesa assieme al marito al supermercato Lidl di via Dalmazia, a Carbonia. La donna è scivolata sullo yogurt presente sul pavimento, rovinando malamente a terra e riportando traumi per una prognosi di tre settimane, salvo complicazioni.

La donna, per essere assistita e risarcita, si è affidata a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.

Lo spiacevole episodio si è verificato sabato 19 gennaio 2019, poco dopo le 14.30. La donna è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Sirai, dove i medici le hanno riscontrato la distrazione dei muscoli ischio-crurali lato sinistro, per una prognosi di tre settimane nelle quali la paziente dovrà osservare riposo assoluto, con divieto di “carico” dalla parte sinistra.

«Per una volta, quanto meno, l’atteggiamento della struttura di vendita è stato trasparente e onesto – scrive in una nota il dottor Nicola De Rossi, rappresentante dello Studio 3A -. Alla richiesta da parte di Studio 3A, per conto della propria assistita, di aprire il sinistro e di fornire le coperture assicurative, la Lidl ha confermato i fatti riferiti dalla donna e la loro dinamica rilasciando la seguente dichiarazione: “La cliente mentre si recava in cassa numero 4 è scivolata. Lo scivolamento è avvenuto per la presenza di yogurt sul pavimento”.»

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Dopo il successo delle edizioni precedenti, ritornano a grande richiesta i Corsi di tennis e padel gratuiti per principianti, l’iniziativa promossa da Smeralda Holding che offre ai residenti di Arzachena e Olbia l’opportunità di imparare tutti i segreti di queste discipline sportive grazie al prezioso supporto dei maestri professionisti del Cervo Tennis & Padel Club di Porto Cervo.

Giunta alla sua terza edizione, si tratta di una delle iniziative sportive del programma di attività “Smeralda Holding per il Territorio” che hanno visto il coinvolgimento di oltre 200 partecipanti nel solo 2018.

Il corso è rivolto ad adulti e bambini dagli 8 anni in su e prevede lezioni di gruppo con cadenza bisettimanale, da febbraio ad aprile, della durata di un’ora, suddivise in 4 turni pomeridiani dalle 16.00 alle 20.00.

Sarà possibile manifestare il proprio interesse a partecipare ai Corsi di tennis e padel gratuiti per principianti contattando la segreteria organizzativa di Smeralda Holding. I 100 posti disponibili saranno assegnati in base all’ordine cronologico con cui sarà presentata la richiesta di partecipazione.

Per poter frequentare i corsi sarà necessario presentare un certificato medico di idoneità all’attività sportiva in corso di validità. La partecipazione ai corsi per principianti è completamente gratuita: Smeralda Holding sosterrà tutti costi, compresa la quota di iscrizione al Club.

I corsi gratuiti sono destinati solo a chi non abbia già usufruito di questa opportunità nelle edizioni precedenti, ma Smeralda Holding contribuirà a sostenere parte dei costi della quota d’iscrizione degli ex corsisti che vorranno proseguire il percorso di perfezionamento della propria tecnica sportiva partecipando alle lezioni di livello avanzato tenute dai maestri del Cervo Tennis & Padel Club di Porto Cervo.

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Il comune di Carbonia ha avviato le procedure per il rinnovo delle concessioni scadute presso il cimitero di Cortoghiana, in base a quanto previsto dall’art. 89 del vigente regolamento comunale di Polizia mortuaria.

Gli elenchi delle concessioni cimiteriali scadute sono stati pubblicati in allegato e saranno visualizzabili per 60 giorni sull’Albo pretorio comunale e nelle bacheche dei cimiteri di Carbonia e Cortoghiana.

I concessionari, o le eventuali persone aventi titolo interessate al rinnovo, potranno rivolgersi all’Ufficio servizi cimiteriali Amministrativi (tel. 0781 694430).

In mancanza di rinnovo, la sepoltura rientrerà nella piena disponibilità dell’Amministrazione comunale, che procederà alla liberazione dei manufatti tramite operazioni di estumulazione ordinaria, ai sensi dell’articolo 89 del regolamento comunale di Polizia mortuaria.

Ove non sia stata richiesta diversa destinazione in sepoltura privata, si procederà come indicato di seguito:

• I resti mortali (cadaveri indecomposti) saranno inumati in apposito campo;

• I resti ossei saranno collocati nell’ossario comune.

La ricerca dei familiari dei defunti, ai fini della collocazione dei resti, viene effettuata tramite l’ufficio anagrafico tra la popolazione residente, estesa al coniuge, agli ascendenti e discendenti di primo grado.

L’avviso resterà visibile nell’Albo pretorio comunale e nelle bacheche dei cimiteri di Carbonia e Cortoghiana fino al 28 marzo 2019.

 

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Alcuni paesi della Sardegna potranno avere il metano già entro il 2019. I primi centri a essere serviti saranno quelli dove sono già iniziati i lavori per la costruzione delle reti di distribuzione previste dal Piano per la metanizzazione. È quanto ha potuto verificare l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, che nei giorni scorsi ha visitato alcuni cantieri per osservare da vicino lo stato di avanzamento dei lavori.

«Siamo nella fase più importante di un processo che, dopo un periodo di stasi, ora procede in maniera spedita. Un intervento per il quale lo Stato ha investito risorse ingenti e per il quale non sarebbe né giustificato né auspicabile alcun passo indietro -afferma l’assessore Maria Grazia Piras -. Durante la visita nei cantieri ho potuto constatare che gli interventi sono a buon punto e l’azienda Italgas ha confermato che i lavori saranno completati nei prossimi due anni. Entro il 2019, il metano potrebbe già arrivare in alcuni centri della Sardegna serviti dalle reti di distribuzione attualmente in costruzione. È una notizia che rafforza la validità delle iniziative che abbiamo portato avanti nel corso di questi 5 anni per ottenere la metanizzazione dell’isola: dal completamento degli stessi bacini al progetto della rete nord-sud, fino alla realizzazione dei depositi costieri, uno dei quali, il deposito di HiGas nel porto di Santa Giusta-Oristano, è già in fase di costruzione.»

In tutta la Sardegna sono già 1.800 i chilometri di rete realizzati nei diversi bacini. Mancano all’appello ancora 1.100 chilometri. I cantieri Italgas attualmente in corso sono quattro: il bacino numero 4 (Osilo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino), il numero 6 (Alghero e Olmedo), il numero 19 (Mogoro, Palmas Arborea, San Nicolò d’Arcidano, Santa Giusta, Marrubiu, Uras) e il numero 27 (Furtei, Guasila, Samassi, Samatzai, Sanluri, Segariu, Serramanna, Serrenti). Al momento, nei quattro bacini sono stati realizzati 46 chilometri di rete, di cui 30 nel bacino 4, 5 chilometri nel bacino 6, 7 chilometri nel bacino 19 e 4 chilometri nel bacino 27. Nei prossimi mesi partiranno i lavori anche in altri 6 bacini: il numero 35 nel Basso Sulcis, il numero 37 (Monastir, Nuraminis, San Sperate, Sestu e Ussana), il numero 26 in Trexenta, il numero 10 (Alà dei Sardi, Orune, Osidda, Anela, Benetutti, Bitti, Nule e Onanì), il numero 11 in Baronia e il numero 15 (Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Onifaie e Orosei). Inoltre, altri tre bacini – il 7 (Cargeghe, Ittiri, Muros, Ossi, Putifigari, Tissi, Uri e Usini), il 9 (Berchidda, Ittireddu, Ozieri, Tula) e il 22 in Ogliastra (Arzana, Bari Sardo, Baunei, Cardedu, Elini, Gairo, Girasole, Ilbono, Escalaplano, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Osini, Perdasdefogu, Seui, Talana, Tertenia, Tortolì, Triei, Ulassai, Ussassai, Villagrande Strisaili) sono già completati e saranno gestiti da Italgas.

Nei cantieri in corso, come constatato dall’assessore Maria Grazia Piras, si stanno realizzando reti e servizi all’avanguardia, potendo applicare già in fase di costruzione le migliori soluzioni che oggi la tecnologia mette a disposizione: digitalizzazione delle reti, interconnessioni tra i diversi bacini, contatori intelligenti, utilizzo diffuso della fibra ottica per la trasmissione dei dati. Tutto ciò consentirà una gestione molto efficace degli impianti e un servizio di qualità elevato. In Sardegna, insomma, si sta realizzando un progetto fortemente innovativo che sarà poi riprodotto anche nel resto d’Italia. Importanti anche le ripercussioni sul fronte occupazionale. In 3 dei Bacini in cui opera Italgas hanno trovato lavoro 175 persone. Le imprese sarde che operano nell’indotto sono 5 e hanno garantito la creazione di ulteriori 80 posti di lavoro.

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Prenderà il via anche a Sassari il mese della prevenzione della maculopatia e retinopatia diabetiche, promosso dal 4 al 28 febbraio su tutto il territorio nazionale dal Centro ambrosiano oftalmico (Camo) in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano. Un’importante iniziativa medico-sociale che gode del patrocinio del ministero della Salute e della Società Oftalmologia italiana (Soi).

A Sassari gli interessati potranno recarsi alla struttura complessa di Oculistica dell’Aou di Sassari in viale San Pietro 43. Per usufruire dello screening è necessario prenotare la propria visita sul sito www.maculopatie.com . L’équipe di specialisti, guidati dal professore Francesco Boscia e dalla dottoressa Luisa De Villa, sarà a disposizione per diagnosticare la presenza di maculopatia e retinopatia diabetiche e suggerire le opportune terapie.

In totale sono 31 i Centri presenti su tutto il territorio nazionale in cui si potrà effettuare una visita oculistica gratuita, volta alla rilevazione di queste patologie invalidanti che, se non diagnosticate per tempo possono portare alla cecità. Gli screening sono effettuati da équipe medico-infermieristiche dotate di attrezzature all’avanguardia tra cui EyeArt, un software che utilizza un algoritmo di intelligenza artificiale per analizzare le immagini dell’occhio prese con una telecamera retinica. La nuova frontiera della diagnostica.

Secondo quanto riportato dalla Società Oftalmologica italiana e dalla Società italiana di Diabetologia, quando il diabete mellito viene diagnosticato oltre i 30 anni di età, la prevalenza di retinopatia diabetica varia tra il 21% negli individui con diabete insorto da meno di 10 anni e il 76% in quelli con più di 20 anni dalla diagnosi: mediamente il 30-50% della popolazione diabetica è affetto da retinopatia in forma di varia gravità. Questo dimostra come il pericolo pubblico numero uno per gli occhi sia il diabete.

 

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Il Governo non rispetta neanche le stesse scadenze che ha imposto attraverso la sua Finanziaria e continua a ignorare completamente la sentenza della Corte Costituzionale sulla questione accantonamenti. Ieri, 31 gennaio, è scaduto il termine indicato dallo stesso Governo (nel comma 875 dell’articolo 1 della Finanziaria nazionale) come data ultima entro la quale trovare un’intesa sulla finanza pubblica con le Regioni a Statuto speciale. E, allo stesso tempo, Palazzo Chigi continua a non applicare la durissima sentenza con cui i giudici intimavano la restituzione alla Sardegna delle quote non dovute (285 milioni) e ribadivano la necessità di un accordo sugli accantonamenti equo e, soprattutto, condiviso. Nessun incontro convocato, dunque, e nessuna risposta “istituzionale” alla lettera inviata dalla Regione il 15 gennaio per chiedere di ottemperare immediatamente alle disposizioni della Corte. Scaduti dunque nel silenzio più assoluto i termini indicati dallo stesso Governo, oggi il presidente Francesco Pigliaru ha inviato un’altra lettera al premier Giuseppe Conte e ai ministri dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, degli Affari regionali e le autonomie Erika Stefani, al sottosegretario di Stato Giancarlo Giorgetti ed al vice ministro dell’Economia e delle Finanze Massimo Garavaglia. 

«Prendiamo atto con rammarico del fatto che il Governo, nonostante le nostre ripetute richieste di ridefinire il concorso della Regione Sardegna agli obiettivi di finanza pubblica, anche tenendo conto della necessità di dare immediata esecuzione alla sentenza n. 6 del 2019 della Corte costituzionale, ha fatto trascorrere il termine del 31 gennaio 2019, previsto dalla recente legge di bilancio dello Stato n. 145 del 2018 per la stipula dell’accordo, senza convocare alcun nuovo incontro e senza inviare nessuna risposta con una proposta di intesa – scrive Francesco Pigliaru -. Ciò premesso, La informo che nei prossimi giorni la Regione darà avvio a tutte le opportune azioni giudiziarie per il soddisfacimento dei propri diritti e la tutela delle proprie attribuzioni.»

La Regione, dunque, come annunciato nei giorni scorsi, percorrerà la linea dura. In queste ore si stanno mettendo a punto i dettagli con gli uffici legali sulle strade possibili, ovvero una ingiunzione di pagamento nei confronti del Governo presentata al giudice civile e un ricorso per ottemperanza alla stessa Corte Costituzionale che potrebbe anche portare alla nomina di un commissario ad acta che sostituisca il Governo e applichi la sentenza. La sentenza dello scorso 11 gennaio non ha precedenti, per varie ragioni: per il riconoscimento su tutti i fronti delle ragioni della Sardegna, per la durezza delle contestazioni al Governo, per l’inedita decisione di entrare fortemente nel merito della questione elencando i criteri con cui si deve arrivare alla stima della somma di accantonamenti, che deve appunto necessariamente tenere conto dell’insularità e del contesto economico in cui si trova la Sardegna, penalizzata rispetto alle altre regioni. I giudici sono stati poi durissimi con il Governo: la necessità di far quadrare i conti nelle casse nazionali non può diventare un principio tiranno nei confronti dell’isola, alla quale vanno riconosciute risorse adeguate per non comprimere, oltre la misura consentita, la sua autonomia finanziaria. Inoltre, sottolineano i giudici, il legislatore dispone di una discrezionalità “limitata” dagli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale. Ovvero: il Governo non può fare quello che vuole, deve rispettare le indicazioni della Consulta derivanti da un contenzioso e cercare un accordo con la Regione. 

«È una situazione davvero paradossale, il Governo non riesce a rispettare neanche le scadenze che indica nelle sue leggi. Avevano scelto loro la data del 31 gennaio per chiudere gli accordi con le Regioni speciali, e l’avevano messa nero su bianco in Finanziaria. Invece, non solo hanno ignorato la scadenza, non solo non hanno ancora applicato la sentenza arrivata due settimane fa, ma non hanno avuto neanche il buongusto di rispondere a una delle decina di lettere inviate per chiedere un incontro. Uno sgarbo istituzionale senza precedenti, una totale mancanza di rispetto fra istituzioni, un atteggiamento incomprensibile e inqualificabile che polverizza quella lealtà necessaria fra chi, a vari livelli, ha responsabilità di governo del Paese – dice l’assessore della Programmazione Raffaele Paci –. È gravissimo non aver neanche risposto a quest’ultima lettera, fino all’ultimo minuto utile abbiamo pensato che un segnale sarebbe arrivato, la scadenza da loro voluta era ormai vicinissima, invece nulla. Totalmente ignorati, ancora una volta, con l’aggravante che, in questo caso, il Governo ha snobbato se stesso e persino la Corte Costituzionale, continuando a far finta di niente e a girarsi dall’altra parte, e continuando a trattenere illegittimamente nelle sue casse soldi che sono dei sardi e che vanno spesi esclusivamente per la Sardegna. Nelle prossime ore – conclude Raffaele Paci – faremo tutto quello che è in nostro potere per avere giustizia, e intanto adotteremo altri provvedimenti in Giunta.»

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Venti giorni è il tempo medio impiegato dall’Amministrazione regionale della Sardegna per saldare i propri fornitori, risultando la quinta regione italiana più veloce nel pagare le fatture. Tra le province sarde, il record di velocità spetta a ex aequo a Oristano e all’Area Metropolitana di Cagliari, entrambe con 23 giorni. Tra i Comuni superiori ai 60mila abitanti, il migliore è Sassari (capolista della virtuosità anche a livello Nazionale) con 13 giorni mentre tra quelli più piccoli, record per Alghero con 13 giorni.

E’ questo ciò che emerge dall’ultima analisi sui “Tempi di pagamento della P.A. nell’Isola”, realizzata dall’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Sardegna, su dati MEF del sistema SIOPE+ dei primi 9 mesi del 2018, attraverso il quale è possibile esaminare i dati sui tempi di pagamento di 1.342 pubbliche amministrazioni in tutta Italia.

La Direttiva Comunitaria sui pagamenti 2011/7/UE – recepita con il decreto legislativo 9 novembre 2012 n. 192, impone infatti 30 giorni come termine ordinario di pagamento per tutti i settori della PA, derogabile non oltre i 60 giorni come per acquisti del Servizio sanitario nazionale.

«Effettuiamo periodicamente un’attenta azione di monitoraggio e stimolo su questa tematica e fa quindi piacere constatare il forte calo dei tempi di pagamento – sottolinea Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – ovviamente parliamo delle Amministrazioni e dei Comuni che sono all’interno della piattaforma del Ministero e che quindi possono essere monitorate. I 20 giorni della Regione, e i tempi quasi immediati di tanti Comuni virtuosi sono un enorme passo avanti rispetto ai 103 giorni registrati solo di pochi anni fa ma teniamo sempre conto che si tratta dei migliori enti pagatori ovvero una 50ina di enti sardi su 377 e che per questi “virtuosi” ne abbiamo tantissimi altri che, immaginiamo, impiegano ancora mesi e mesiIn ogni caso è la direzione giusta – sottolinea ancora Antonio Matzutzi – ma non saremo totalmente soddisfatti finché tutti i Comuni e tutte le altre Amministrazioni non pagheranno entro i termini di legge. Capiamo che ci siano ancora tante difficoltà finanziarie e organizzative ma non capiamo perché debbano farne le spese i professionisti e le imprese

Per quanto riguarda la Sardegna, come detto, questa risulta in V posizione (dopo Lombardia, Toscana, Lazio e Friuli) con 20 giorni contro una media nazionale di 32.

Tra i Comuni con oltre 60mila abitanti, come detto, il migliore, anche a livello nazionale è Sassari con 13 giorni. Fuori dai tempi imposti dalla Direttiva, Cagliari con 44 e Quartu Sant’Elena con 70 giorni.

Tra i comuni sardi di medie dimensioni, come detto, in testa per la velocità troviamo Alghero con 13 giorni, seguito da Guspini con 14, Tempio Pausania con 15 e Iglesias, Selargius e Terralba con 17. A Sorso si paga in 18 giorni, a Sinnai in 19, ad Olbia in 20, Quartucciu e Arzachena in 21, Porto Torres in 25, Siniscola in 28 e Carbonia nel limite di 30. Fuori dai tempi delle disposizioni della direttiva Villacidro con 31, Nuoro con 41, Ozieri con 46, Assemini con 47, Oristano con 51 e Macomer con 58.

«Le nostre imprese – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – hanno bisogno di certezze sul diritto a veder finalmente onorati i loro crediti. Una volta risolto definitivamente il problema dei debiti accumulati in questi anni, per evitare che il fenomeno si ripeta occorre finalmente adottare la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti verso la PALa compensazione, prevista tra i criteri della legge delega di riforma fiscale – prosegue il presidente di Confartigianato Sardegna – rappresenta la strada più semplice per restituire risorse e serenità agli imprenditori. Confartigianato la indica da tempo. Si tratta di fare leva proprio sulla doppia veste dello Stato: esattore e pagatore, consentendo agli imprenditori la compensazione tra i crediti che vantano nei confronti della Pubblica amministrazione con le imposte e i contributi da pagare al Fisco

Poi una segnalazione sulla Ragioneria Regionale: «Ci sono, comunque, ancora fenomeni preoccupanti come quello che accade nella Ragioneria Regionale, che si occupa dei pagamenti dell’Amministrazione regionale – conclude Antonio Matzutzi – questa è chiusa da novembre e lo rimarrà almeno fino a marzo per via del riaccertamento dei residui. Questo comporta gravi disagi a chi sta attendendo di essere pagato: è una situazione insostenibile».

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Si è svolta ieri in Tribunale, a Cagliari, la nuova udienza dell’incidente probatorio davanti al GIP dr.ssa Gabriella Muscas, nell’ambito del procedimento penale R.G.N.R 6528/17 a carico di Valentina Pitzalis per omicidio volontario e incendio doloso del cadavere di Manuel Piredda. 

«Non ci sarebbero evidenti segni di violenza sul corpo di Manuel Piredda, muratore 27enne di Gonnesa, né ferite d’arma da fuoco o lesioni provocate da oggetti contundenti – riporta l’Ansa -. Nessuna frattura o danni al cranio: il giovane, quindi, non sarebbe morto per traumi esterni e neppure per avvelenamento, ma i periti del Gip di Cagliari, Elena Mazzeo e Claudia Trignano, tendono anche ad escludere che sia stato l’incendio ad ucciderlo, visto che nei resti dei polmoni non sono state trovate tracce di fumo. Questi, a quanto si è appreso, i primi esisti dell’incidente probatorio iniziato, a porte chiuse, davanti alla giudice Maria Gabriella Muscas dopo la riesumazione del cadavere

Il caso sulla morte di Manuel Piredda, morto il 17 aprile 2011 a Bacu Abis nell’incendio verificatosi nella sua casa, nel quale si salvò l’ex moglie, Valentina Pitzalis, rimasta sfigurata dalle fiamme, è stato riaperto nel mese di agosto 2017.

Valentina Pitzalis raccontò ai soccorritori che il suo ex avrebbe cercato di ucciderla cospargendola di benzina e dandole fuoco, rimanendo lui stesso avvolto dalle fiamme. La ricostruzione della giovane, venne ritenuta attendibile dalla Procura di Cagliari che dispose l’archiviazione del fascicolo aperto per tentato omicidio e incendio doloso, ma è stata sempre contestata dalla famiglia di Manuel Piredda, che ha presentato numerosi esposti alla stessa Procura di Cagliari, con la richiesta di riapertura del caso.

«Ora, con gli esiti della perizia degli esperti nominati dalla Gip, scatterà la battaglia dei consulenti di parte – riporta ancora l’Ansa -: da una parte quelli dell’avvocata Adriana Onorato, che difende la Pitzalis, dall’altra il pool incaricato dai legali che tutelano la madre del muratore, Flavio Locci e Stefano Marcialis. Conclusa l’udienza, la mamma del giovane ha dichiarato ai giornalisti: “Manuel era già morto quando è arrivato il fuoco”.»

Valentina Pitzalis e il suo avvocato, Adriana Onorato, oggi hanno diffuso un comunicato stampa.

«Sono stata accusata di essere una “assassina”, “ladra”, “falsa”, “finta invalida” e sono stati pubblicati il mio indirizzo di casa e minacciatele persone che mi aiutano e la onlus che da anni mi assiste per difendermi e continuare a trovare una ragione di vita quando mi sveglio la mattina e mi guardo allo specchio, cercando la forza per uscire di casa e continuare a lottare – scrive tra l’altro Valentina Pitzalis -. La mia pagina facebook Un sorriso per Vale è nata per questo. Per cercare attraverso le parole delle persone che mi seguono, quelle che io chiamo i miei angeli, la forza di continuare a sorridere, senza più la mia faccia, una mano e la mia identità. Ho preso tempo per scrivere perché sto male, perché non ho nulla da nascondere e perché dovevo ritrovare la forza di combattere. Nessuno mai mi toglierà questo, e come dico nel mio libro il sorriso, e condivido con l’opinione pubblica ciò che mi ha scritto il mio legale, perché solo questa è la MIA verità e solo questa per me è la modalità di scrivere e parlare. Prove, perizie, dibattimento. Il resto non me lo posso permettere. Grazie a chi mi è stato e starà vicino. Arrivederci a chi non vorrà esserci. Perché io so quanto sono bruciata, so quello che ho vissuto, io ho combattuto sei mesi in ospedale con decine di operazioni. Io c’ero…»

«Una conclusione sulla quale, concordano tutti, sia i periti che consulenti, è che dalla TAC effettuata su tutto il corpo di Manuel NON sono risultate lesioni traumatiche di alcun genere, neppure dunque quelle ipotizzate dai Consulenti dei Piredda-Mamusa (fori di proiettile nel cranio, ferite da armi da taglio o da fuoco sul corpo) che hanno costretto la Procura a riaprire l’indagine chiusa ormai da tempo (per morte del reo), per verificare, attraverso i suoi consulenti, la veridicità di quelle gravi affermazioni – scrive Adriana Onorato, legale di Valentina Pitzalis -. L’indagine del Pubblico Ministero (perché solo di indagine finora si tratta e non di imputazione per omicidio) è pertanto ancora in corso ed i risultati definitivi si conosceranno solo alla fine delle successive udienze.»

La prossima udienza è stata fissata per il 18 marzo 2019.