22 June, 2026

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Ricomincia la corsa sfrenata del mercato delle auto in questo 2019 che si preannuncia ricco di novità. Dopo un 2018 positivo, nonostante il calo fatto segnare dagli ultimi dati dei mesi invernali, il comparto delle auto ricomincia da dove lasciato, ossia dalle auto usate. Questa fetta di mercato rappresenta, infatti, uno un punto fermo che si riproporrà anche in questo 2019, con la conferma della presenza degli ormai immancabili compro auto.

Nel 2017 l’isola sarda ha fatto segnare un record per quanto riguarda l’utilizzo delle quattro ruote: ben 297 giorni su 365. Dello stesso tenore il mercato delle auto usate che in Sardegna continua a viaggiare a gonfie vele. Nel 2018 è stata registrata una crescita dei passaggi di proprietà nel primo semestre di quest’anno del 8,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il prezzo medio delle vetture offerte sul mercato nella regione è pari a 11.045 euro – un dato inferiore alla media nazionale – mentre l’età media delle auto in vendita è di 8,1 anni.

Per quanto riguarda i prezzi, tra le province più care svettano Cagliari con un prezzo medio di 12.520 euro, e Oristano con 12.510 euro. Seguono Sud Sardegna con 10.915 euro, Sassari con 10.470 euro e, la più “economica” Nuoro con 8.800 euro. L’età media delle vetture sul mercato è di 8,1 anni, un dato superiore rispetto alla media nazionale (7,5 anni) e quindi un segno evidente che sono tanti i consumatori che pianificano la sostituzione della propria vettura e lo fanno per esigenza.

Tra le vetture più ricercate in Sardegna, al primo posto c’è la Volkswagen Golf, mentre tra le green, ibride ed elettriche, spicca la Toyota Auris.

Restano ancora molto utilizzate le auto diesel. Nonostante le limitazioni e le campagne “contro”, la quota sul totale dei passaggi di proprietà non è calata. In questa regione, inoltre, si segnala una forte attenzione nei confronti delle auto green, anche usate, ibride ed elettriche. La Sardegna, infatti, nel 2018 ha fatto segnare un incoraggiante più 24% delle richieste per le nuove motorizzazioni a basso impatto ambientale, nonostante rappresentino ancora una quota limitata e nonostante il prezzo medio delle auto in vendita abbia raggiunto € 21.100 (+7,3%). Il nuovo anno appena iniziato si prospetta molto interessante, soprattutto dal punto di vista delle vetture ibride in commercio che cominciano a circolare con una certa insistenza.

I cittadini della Sardegna dimostrano di avere grosso interesse nei confronti di una fetta di mercato in costante crescita che sta cercando di imporsi in maniera importante su tutto il territorio nazionale. Le prospettive, dunque, sono molto positive e riguardano soprattutto l’acquisto di vetture attraverso i nuovi canali offerti dalla rete.

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«Oggi gli avvocati Andrea e Paolo Pubusa hanno notificato il ricorso al TAR Sardegna contro l’autorizzazione all’espansione della RWM rilasciata dal SUAPE di Iglesias.»

Ne dà comunicazione il Comitato Riconversione RWM.

«Un ricorso è l’ultima cosa che un Comitato come il nostro avrebbe voluto fare ma abbiamo trovato chiuse le porte dell’interlocuzione politica e quelle dell’inserimento nel procedimento amministrativo previsto dalla 241/90 – si legge in una nota –. Tutto si è svolto senza nessun ascolto e nessun coinvolgimento reale delle associazioni per la pace e per l’ambiente. Alla fine sono numerosi i profili di illegittimità. Si va dal diniego di accesso agli atti, al mancato coinvolgimento del Servizio Valutazioni Ambientali della Regione, alla mancata classificazione urbanistica dell’area interessata, ad un progetto unitario spezzettato in 12 diverse richieste per eludere la valutazione di impatto ambientale. Tutto finalizzato – conclude la nota – ad incrementare una produzione che si pone fuori dal dettato costituzionale, essendo preordinata ad alimentare i conflitti armati.»

 

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«Siamo orgogliosi di essere l’unica formazione politica che dovrà raccogliere le firme per potersi presentare alle prossime elezioni regionali. Anche questo dimostra la nostra differenza dai partiti tradizionali, che nel 2013 approvarono una legge elettorale con l’unico obiettivo di danneggiarci. Non ci sono riusciti e non ci riusciranno neanche stavolta, perché il Movimento 5 Stelle è una realtà anche in Sardegna, come le elezioni dello scorso 4 marzo hanno dimostrato.»

Lo afferma il candidato del Movimento 5 Stelle alle prossime regionali, Francesco Desogus.

«Stare nelle strade e nelle piazze a contatto con la gente sarà una occasione per parlare del nostro programma – conclude Francesco Desogus -, per cui invitiamo tutti i sardi a venire ai nostri banchetti e a recarsi negli uffici comunali per mettere una firma a sostegno delle nostre liste: sarà il primo modo per iniziare a cambiare l’isola.»

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Sono aperte fino al 23 febbraio le iscrizioni a JazzAlguer Mediterrani, il contest per giovani band in programma nell’ambito della seconda edizione della rassegna JazzAlguer, in corso ad Alghero per la direzione artistica di Paolo Fresu.

Come già lo scorso anno, possono partecipare al concorso gruppi musicali di tutti i Paesi dell’area mediterranea che abbiano un’età media (sommando quella dei singoli membri) non superiore ai trentacinque anni e non più di due album già pubblicati. Jazz, indie e musiche del mondo sono i generi ammessi; condizione indispensabile è l’originalità dei brani proposti.

Per partecipare alla selezione occorre compilare la scheda di iscrizione che si trova nel sito www.jazzalguer.it, indicando, insieme ai dati essenziali (nome della band, nazionalità, recapiti etc.), il link a un video musicale con la registrazione di un brano rappresentativo della propria proposta artistica.

Tra tutti i gruppi che si saranno iscritti entro il termine ultimo del 23 febbraio, la giuria del concorso selezionerà cinque band che saranno chiamate a esibirsi dal vivo ad Alghero il 9 giugno in una serata aperta al pubblico nell’ambito della rassegna JazzAlguer. Spetterà quindi alla stessa giuria il compito valutare le esibizioni e decretare il gruppo vincitore: in palio c’è una borsa di studio del valore di cinquemila euro da destinare ad attività di formazione e crescita artistica, come corsi di specializzazione, la produzione e/o la pubblicazione di un disco o di un altro progetto musicale.

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Presto la “Secca delle Saline” non sarà più un incubo per le imbarcazioni che solcano le acque di Calasetta, al largo dei litorali di “Le Saline” e “Spiaggia Grande”. Nei prossimi giorni, su mandato dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Vigo, si procederà con la collocazione di una boa luminosa – concepita anche per il funzionamento notturno – in corrispondenza di uno dei punti più famigerati dei fondali isolani.

«Alla luce dei frequenti e incresciosi episodi di incaglio nella secca – spiega il primo cittadino – l’intervento era più che doveroso: nel corso degli anni tante imbarcazioni si sono trovate in difficoltà proprio a causa della presenza della secca che, per la sua conformazione, risulta insidiosissima.»

Basti pensare al caso del veliero (battente bandiera tedesca) che nel 2016 naufragò davanti alle coste calasettane proprio in seguito all’urto con le secche a pochi metri dalla costa.

«Il progetto di collocazione della boa era nel cassetto da tempo – aggiunge Antonio Vigo – una volta incassate tutte le autorizzazioni e le indicazioni precise sulla tipologia di struttura galleggiante da scegliere, possiamo passare all’azione, garantendo l’incolumità dei navigatori.»

Per quanto attiene la copertura finanziaria, il piano può contare su una parte degli investimenti di un fondo misto (comunale e regionale per un totale di 250mila euro) legato alla sicurezza in mare: «Nello specifico, l’intervento della boa luminosa richiederà una spesa di circa 20mila euro», conclude Antonio Vigo.

 

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La Giunta regionale ha dato il via libera alla realizzazione della nuova discarica di Genna Luas della Portovesme srl, su proposta dell’assessore della Difesa dell’ambiente Donatella Spano. L’Esecutivo, infatti, ha espresso un giudizio positivo sulla compatibilità dell’intervento condizionato alle prescrizioni previste a garanzia della salute umana e della tutela ambientale.

«L’iter dell’istruttoria si è chiusa nei tempi stabiliti nel cronoprogramma e di questo ringrazio i funzionari e i dirigenti dell’assessorato per il lavoro intenso e puntuale, operato nel rispetto di autonomia che la struttura tecnica deve avere – spiega l’assessore Donatella Spano -. Attraverso la cabina di regia regionale, istituita per le interlocuzioni con i sindacati e la Società, abbiamo seguito la tempistica entro i termini stabiliti e questo è un aspetto fondamentale per la continuità dell’attività produttiva e la salvaguardia dell’occupazione. Tutti gli interventi di recupero sulla discarica – conclude l’assessore dell’Ambiente – verranno attuati secondo quanto prevede il documento di monitoraggio e controllo ambientale previsto per Genna Luas.»

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I carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Cagliari ieri sera hanno arrestato in fragranza un pregiudicato extracomunitario del Gambia classe 1999 per i reati di detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio, porto di armi abusivo, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. L’attività si è svolta nel tardo pomeriggio quando i militari, transitando nei pressi di piazza del Carmine, hanno notato strani atteggiamenti tra due extracomunitari che poco dopo sono stati visti allontanarsi in direzione di via Isola Tavolara, sulle cui scalinate i due si sono appartati in modo assolutamente sospetto. Osservati a distanza, i due soggetti, infatti, sin sono suddivisi una consistente quantità di stupefacente e i carabinieri li hanno colti alla sprovvista. Subito uno dei due giovani stranieri si è dato alla fuga in direzione di viale Trieste, l’altro ha iniziato una violenta colluttazione con un militare, nel corso della quale lo ha minacciato ripetutamente con un coltello a serramanico di 15 cm; a seguito della colluttazione, il richiedente asilo è stato immobilizzato dai drammi di hashish suddivisa in dosi, due telefoni cellulari probabili provento di furto e oltre 100 € in contanti ottenuti dallo spaccio dello stupefacente. Nonostante il rifiuto del controllo, il giovane gambiano è stato detenuto all’interno delle camere di sicurezza del comando provinciale carabinieri, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

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E’ scomparso improvvisamente ieri, stroncato da un arresto cardiaco, Carlo Baldini, coach della storica promozione dell’Olimpia in A2 nella stagione 1989/90. 72 anni, dopo aver terminato la sua esperienza nella pallavolo, prima da eccellente giocatore, poi da ottimo coach, Carlo Baldini, originario di Piacenza, si era dedicato alla ristorazione e dopo aver gestito il ristorante “Bue d’Oro” di Rivergaro, piccolo comune in provincia di Piacenza, da diversi anni era alla guida dell’osteria “Pane e Salame”, a Gragnano.

Carlo Baldini, diplomato all’Isef insegnante di educazione fisica, ha giocato negli anni ’60 e ’70 in varie formazioni di serie A e B. Indossò anche la maglia azzurra della nazionale cadetta di volley. Giunse in Sardegna nel 1988, all’età di 41 anni, chiamato dal presidente Nino Locci e dal diesse dell’Olimpia Tore Solinas, per guidare l’ambiziosa squadra isolana in B1. Era reduce da un’esperienza con l’Olio Zeta Cremona, maturata 4 anni prima, nel campionato di serie B, allorché prese la squadra a stagione iniziata e la portò a sfiorare l’accesso ai play-off per la promozione in A2. A Sant’Antioco si inserì benissimo nell’ambiente, innamorandosi presto del mare e della cucina, e trascinò la squadra verso brillanti successi. Alla vigilia della seconda stagione, 1989/1990, la società allestì un roster competitivo con l’obiettivo della prima, storica promozione di una squadra sarda in A2, e centrò l’obiettivo, nell’indimenticabile sfida con Ferrara, il 28 aprile 1990, in un Palazzetto stracolmo di tifosi e di entusiasmo. I protagonisti di quell’impresa, con il loro coach Carlo Baldini, furono il capitano Giuseppe Lai, Quinto Valdes, Luca Boy, Luca Meletti, Vincenzo Esposito, Giampiero Lai, Franco Sabbatino, Graziano Longu, Giuseppe Puddu, Claudio Aiello e Mimmo Polito.

Confermato alla guida della squadra nel primo campionato di A2, centrò l’obiettivo salvezza. L’anno successivo le cose andarono meno bene e nel corso della stagione venne esonerato, sostituito dal coach brasiliano Radames Lattari. sotto la cui guida la squadra iniziò un ciclo che l’avrebbe portata ad una ancora più storica promozione in A1, con il fenomenale fuoriclasse spagnolo Rafael Pascual, Giuseppe Lai, Manuel ed Esteban De Palma, Krzystof Stelmach, Giorgio Baldi, Valdemaro Gustinelli, Vincenzo Esposito, Mimmo Polito.

Carlo Baldini è rimasto molto legato alla Sardegna e, una volta terminata l’esperienza a Sant’Antioco, ha scelto di restare nell’Isola, per guidare la San Domenico Oristano, in B2, rifiutando offerte da squadre di A2 e B1.

Personalmente ho sempre avuto un ottimo rapporto con Carlo Baldini, di stima reciproca, tra giornalista e tecnico, e nell’estate 2017 l’ho reincontrato, a distanza di tanti anni, su Facebook. Gli ho inviato alcune foto e articoli di giornale della storica promozione della “sua” Olimpia in A2, regalandogli momenti di grande gioia e commozione.

Ieri il suo cuore si è spento all’improvviso, ma Sant’Antioco e l’intera Sardegna pallavolistica lo ricorderanno per sempre.

Giampaolo Cirronis

 

È vero che una volta prese qualche manganellata dalla polizia?

«È una storia che risale a vent’anni fa. Dopo una partita diedi un passaggio a un tifoso del Parma. Al casello c’era un posto di blocco della polizia. Appena vide le luci blu, lui si dileguò. A confronto con loro rimasi solo io. Oggi, ovviamente, non commetterei più quelle leggerezze, ma riconosco ancora quel ragazzo capace di slanci di solidarietà nei confronti di un amico. Anche di un amico che sbaglia».

A pochi giorni dal quarantunesimo compleanno, Gigi Buffon si racconta in esclusiva a Vanity Fair, che gli dedica la copertina del numero in edicola da mercoledì 9 gennaio, aprendo le porte della sua casa di Parigi – dove gioca come portiere per il Paris Saint-Germain – e spalancando quelle sul suo passato. A partire dalla militanza giovanile tra gli ultrà («Commando Ultrà Indian Tips, il nome del gruppo di tifosi che seguivano la Carrarese, ancora ce l’ho stampato sui miei guanti») e dalla frequentazione della curva («Incontravo gente di cui si parla tanto senza saperne nulla. Ragazzi normali. Sognatori. Idealisti. Alcune persone interessanti e qualche deficiente»), esperienze che gli danno un punto di vista non del tutto politicamente corretto sulla recente polemica scatenata dai cori razzisti e dagli scontri sanguinosi a San Siro: «Se affonda un barcone a Lampedusa e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell’ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo cosa vengano a fare. È difficile provare a contestualizzare quanto successo a Milano. L’odio è un vento osceno, da qualunque parte spiri. Non solo in uno stadio. Perché ho il forte sospetto che il calcio, in tutto questo, reciti soltanto da pretesto».

«Da ragazzo», racconta Buffon a Vanity Fair, «covavo una sensazione di onnipotenza e invincibilità. Mi sentivo indistruttibile, pensavo di poter eccedere, di fare quel che volevo… Mi tengo ben stretta la sana follia dei miei vent’anni… Ho fatto le mie cazzate, ne ho assaporato il gusto e in un certo senso sono contento di non essermene dimenticata neanche una». Per esempio, la volta in cui, proprio negli anni del Parma, rispose male al suo allenatore Nevio Scala: «Si girò verso di me e mi guardò come nessun altro ha mai più fatto. Era furibondo e aveva tutte le ragioni». Un errore di gioventù, uno grosso, ha saputo evitarlo: «Non drogarsi, non doparsi, non cercare altro fuori da te sono principi che i miei genitori mi hanno passato presto. A 17 anni, quando in discoteca mi mettono una pasticca sulle labbra, io so come e perché dire di no». Giusto forse «un tiro di canna fatto da ragazzo», e il ricordo della «nuvola di fumo che avvolge i tifosi della Casertana, una nebbia provocata non dai fumogeni, ma da 200 canne fumate tutte insieme: è come se la vedessi ora».

Nell’intervista a Vanity Fair, Buffon ricorda la depressione che lo colpì più di quindici anni fa: «Per qualche mese, ogni cosa perse di senso. Mi pareva che agli altri non interessassi io, ma solo il campione che incarnavo. Che tutti chiedessero di Buffon e nessuno di Gigi. Fu un momento complicatissimo. Avevo 25 anni, cavalcavo l’onda del successo e della notorietà. Un giorno, a pochi minuti da una partita di campionato mi avvicinai a Ivano Bordon, l’allenatore dei portieri, e gli dissi: “Ivano, fai scaldare Chimenti, di giocare io non me la sento”. Avevo avuto un attacco di panico. Non ero in grado di sostenere la gara». Ne uscì, racconta, parlandone con gli altri: «Se non avessi condiviso quell’esperienza, quella nebbia e quella confusione con altre persone, forse non ne sarei uscito. Ebbi la lucidità di capire che quel momento rappresentava uno spartiacque tra l’arrendersi e fare i conti con le debolezze che abbiamo tutti. Non ho mai avuto paura di mostrarle né di piangere, una cosa che mi capita e di cui non mi vergogno affatto».

Tornando sull’eliminazione dell’Italia dal recente Mondiale, a sorpresa difende l’ex Ct Giampiero Ventura: «Che noi calciatori lo abbiamo osteggiato è una balla colossale. Ventura ha avuto la nostra massima disponibilità e lo abbiamo difeso in ogni occasione. A un certo punto, è vero, si è sentito solo. Ma forse un sostegno diverso avrebbe dovuto averlo da chi di dovere. Evidentemente molte cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto. Come insegnante di calcio, a me Ventura è piaciuto tantissimo». A proposito di calcio, Buffon dice a Vanity Fair che spera di giocare almeno ancora un altro anno: «L’idea, se il Psg sarà d’accordo, è quella». Si descrive come «uno strano figuro di 40 anni che va in campo, pensa di averne venti e ha più sogni e ambizioni di quanti ne avesse da ragazzo». E tra dieci anni? «Spero di essere in piedi. Se ripenso al ragazzino che ero e ai sogni che avevo, non commuovermi è impossibile».

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Nel giorno del suo quarantesimo compleanno, Daniele Conti è stato premiato per l’attaccamento dimostrato alla squadra e alla città. Affiancato dal sindaco Massimo Zedda, è stato il presidente del Consiglio comunale, Guido Portoghese, prima di consegnare il riconoscimento che l’Amministrazione ha deciso di attribuire all’ex giocatore rossoblù, a tracciare il profilo di Daniele Conti, ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera.
«I ricordi sono tanti e a parte la delusione che puoi aver provato per la retrocessione, mi vengono in mente solo episodi positivi come quel gol indimenticabile al Napoli, l’abbraccio con tuo figlio dopo la rete al Torino e tanti flash che ci hai fatto vivere nei tuoi sedici anni con la maglia del Cagliari.»
Proprio questo attaccamento alla maglia e il fatto che sia il giocatore con il maggior numero di presenze assolute nella squadra del capoluogo, ha spinto l’Assemblea cittadina a consegnare un riconoscimento a Daniele Conti. E per rendere la giornata più speciale, il presidente Portoghese ha optato per una data speciale per l’attuale responsabile tecnico rossoblù: quella del suo quarantesimo compleanno.
«Sono molto emozionato perché per me Cagliari e il Cagliari hanno rappresentato tutto. Quando sono arrivato non avrei mai immaginato ad una carriera così lunga ma ci è voluto poco per ambientarmi e trovarmi perfettamente a mio agio.»
A ringraziare Daniele Conti per quanto fatto per il Cagliari e nel dare lustro al capoluogo, è stato anche Massimo Zedda. «Ti ringrazio per l’amore che hai per la nostra città. Per i tifosi sei come gli eroi dello storico scudetto conquistato dal Cagliari».