27 August, 2026

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Prosegue in Sardegna il trend positivo degli appalti pubblici. Nel 2018 il mercato dei lavori pubblici nella nostra regione ha registrato più di 1.000 bandi di gara promossi, per un valore complessivo a base di gara pari a 870 milioni. Si tratta di quantità in crescita rispettivamente del 21% e 23% rispetto al 2017, un anno nel corso del quale il mercato aveva segnato una riduzione dell’8% delle opportunità per le imprese, a fronte di una concentrazione della spesa su interventi di dimensioni più grandi (+49% l’importo complessivo a base di gara rispetto al 2016). La fase positiva ha visto una netta accelerata negli ultimi tre mesi dell’anno con un numero medio di gare pari a 120 per una spesa di oltre 115 milioni.

«Il mercato degli appalti pubblici in Sardegna continua il suo trend positivo – commentano Francesco Porcu ed Antonello Mascia, rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di CNA Costruzioni -. La Sardegna sembra aver superato la fase di stallo, soprattutto, grazie all’apporto dei Comuni che nel 2018 hanno mandato in gara ben 740 appalti per un valore di oltre 377 milioni. E’ molto positiva anche la crescita dei micro appalti (fascia sotto i 150mila euro), che rappresentano nella nostra isola il 54% dei bandi anche se solo il 5% del valore complessivo, i quali in futuro dovrebbero essere ulteriormente favoriti dalle nuove regole contenute nella finanziaria nazionale 2019. Le nuove disposizioni che consentono per questa fascia l’affidamento diretto, sebbene circoscritte al 2019, potranno infatti rappresentare un’importante opportunità per le piccole imprese locali. Certo sarà necessario che le stazioni appaltanti si dotino di un quadro regolamentare adeguato, al fine di garantire il rispetto dei principi di concorrenza e di trasparenza. Al contempo per incoraggiare i segnali di crescita occorre rendere più snelle ed efficienti le strutture deputate a gestire i processi di spesa e semplificare il quadro normativo.»

La dimensione degli appalti descrive una ripresa generalizzata, con tassi particolarmente importanti per i piccoli-medio lavori (tra 500 mila euro e un milione) e per i medio-grandi (1-5 milioni), che registrano tassi espansivi dell’ordine del 70% sia in termini di numero che di importo. 

Il dato interessante dell’ultimo scorcio del 2018 è però la decisa ripresa della domanda di taglio micro: i lavori di importo inferiore a 150 mila alla fine dell’anno risultano in crescita di oltre 20 punti percentuali rispetto al 2017.  Il mercato continua pertanto a caratterizzarsi per una domanda fatta di micro e piccole dimensioni: il 79% delle gare promosse non supera i 500 mila euro, mentre la relativa spesa non supera il 12%. Poco meno del 20% del mercato regionale è concentrato sui tagli medi (500 mila- 5 milioni), pari al 33% delle risorse in gara. Infine le gare di importo superiore a 5 milioni rappresentano poco più del 2% della domanda, assorbendo però il 55% della cifra d’affari potenziale complessiva.

In sintesi la domanda è polarizzata tra numerose gare di importo micro (ambito di attività per le imprese locali, perlopiù artigiane), mentre la quota più rilevante delle risorse è appannaggio di pochi grandi competitors che si contendono una media di 25 gare l’anno nell’ultimo quinquennio. Oltre alla ripresa della micro-domanda locale l’altra caratteristica del mercato nel 2018 è la concentrazione dei grandi lavori su tagli maxi: se nel complesso le gare di importo superiore a 5 milioni perdono 8 opportunità rispetto al 2017, passano da 5 a 12 quelli di importo superiore a 15 milioni, tra cui tre superano la soglia dei 50 milioni. Si tratta di due concessioni di servizi e di un appalto integrato. La prima concessione, in regime di project financing, è stata promossa dal comune di Sassari, per l’affidamento della gestione e manutenzione del cimitero cittadino e del cimitero di Palmadula, per un importo compressivo di 65,7 milioni. L’altra è una concessione di servizi promossa dal comune di Cabras relativa all’affidamento in concessione dello stabilimento per la commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti ittici e per la lavorazione dei prodotti della pesca, per un importo complessivo a base di agra pari 53 milioni.  L’appalto integrato è stato invece promosso dal CACIP – Consorzio Industriale provinciale di Cagliari, per affidare la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori del roaming delle linee A e B del termovalorizzatore di Cagliari, per un importo a base di gara di 61,6 milioni.

La legge finanziaria 2019 (L. 145/2018) ha introdotto una deroga “a tempo” al Codice dei Contratti Pubblici, prevedendo la possibilità, per le stazioni appaltanti, di procedere all’affidamento di lavori di importo fino a 150.000 euro mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici, e tramite procedura negoziata per gli appalti tra i 150 mila e i 350 mila euro, con consultazione di almeno dieci operatori economici ove esistenti.

Le nuove norme, a meno di ulteriori proroghe, avranno vigore dal primo gennaio al 31 dicembre 2019 e un primo bilancio degli effetti sarà possibile trascorso almeno un primo trimestre dall’entrata in vigore della norma. In questa fase si può valutare l’ambito di intervento di tali deroghe che dovrebbero snellire, favorendolo, l’iter di gara relativo ai piccoli interventi, che come detto, rappresentano in regione la fetta più rilevante del mercato su cui si gioca la competizione delle imprese locali.

Nella media degli ultimi 5 anni, i lavori di importo inferiore ai 150 mila euro rappresentano infatti il 54% nel numero e il 5% del valore; una percentuale in aumento rispetto al quinquennio precedente in cui si attestava sul 47% e nettamente superiore alla media nazionale (pari al 41% nel periodo 2013-2018, in crescita anche in questo caso rispetto al periodo precedente).

Sul fronte della spesa le nuove norme prendendo a riferimenti i bandi al di sotto i 350mila euro andrebbero ad impattare su una tipologia di interventi che in media assorbono l’11% del valore complessivo in gara, una quota in modesta flessione rispetto al quinquennio precedente, ma pari a più del doppio rispetto al dato medio nazionale.

Con 740 gare promosse nel 2018 per un valore di 377 milioni, i Comuni sardi continuano a svolgere il ruolo di motore della ripresa, incrementando la domanda del 31% e la relativa spesa di oltre l’80%: a tale gruppo di committenti spettano due delle tre maggiori gare dell’anno. Estremamente positivo anche il bilancio per le Province (da 49 a 63 interventi, da 9 a 23 milioni di risorse in gara) e per la Regione (+12% il numero di gare, per una spesa aumentata di quasi 30 milioni). Per le Aziende Speciali invece il bilancio è a doppia velocità, con un numero di gare raddoppiato, a fronte di un valore a base di gara in forte riduzione (-37%), legato alla pubblicazione nel 2017 di maxi-gare di Abbanoa, a fronte di interventi più ordinari promossi nell’ultimo anno concluso (1 milione in media).

Continua a mostrare segni evidenti di riduzione dell’attività il gruppo delle Grandi Committenze, da imputare soprattutto all’Anas, che in tutto l’anno è stata attiva con appena 8 gare promosse, per una spesa pari a 100 milioni, contro i quasi 270 del 2017. A bilanciare in parte la modesta attività dell’Anas, si segnala l’importante ripresa delle Ferrovie, che hanno promosso dieci gare per un importo complessivo di 87 milioni. Tra queste si segnala l’appalto integrato da 40 milioni per la progettazione esecutiva e lavori riguardanti l’armamento ferroviario e le opere civili della sede ferroviaria e relative pertinenze, in tratti saltuari della linea Cagliari-Golfo Aranci nelle tratte a Nord di Oristano. In flessione anche il numero di gare promosse dall’amministrazione centrale, a fronte di una crescita esponenziale della spesa (da 5,6 a 83,7 milioni), grazie alla gara da 39,6 milioni promossa da Infratel Italia per la costruzione e gestione dell’infrastruttura passiva a banda ultralarga, ma anche all’accordo quadro promosso da Consip per la gestione, conduzione, manutenzione e l’efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica di proprietà degli Enti locali, quantificati nel caso della Sardegna in un massimo di 14.000 punti luce, per un importo a base di gara pari a 11,3 milioni. 

La crescita del mercato registrata in Sardegna si colloca in un contesto anche più brillante registrato in molte altre regioni italiane. Nella media nazionale il numero di gare nel 2018 risulta in crescita del 28%, con tassi superiori o uguali al 50% osservati in Molise, Marche, Toscana e Lazio. In termini economici la Sardegna scende nella classifica per crescita rispetto al 2017, mostrando una performance migliore solo a quella registrata in quattro regioni: la Lombardia, che cresce del 20%, il Piemonte, che rimane sostanzialmente stabile sui livelli di spesa del 2017, e Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, le uniche regioni con spesa in calo. 

Francesco Porcu.

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Strade comunali e provinciali da completare, ponti, viadotti e cavalcavia da mettere in sicurezza, accessi ai siti di particolare valore ambientale da migliorare e rendere più sicuri: sono destinati a queste tipologie di intervento gli oltre 50 milioni di euro di fondi FSC 2014-2020, programmati con una delibera di Giunta su proposta dell’assessore dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini, in aggiunta ai primi 50 milioni già stanziati per “Interventi di manutenzione, completamento e messa in sicurezza strade sul territorio regionale della Sardegna”. I dettagli sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa dal presidente Francesco Pigliaru e dall’assessore dei Lavori Pubblici Edoardo Balzarini, nella sala Emilio Lussu di Villa Devoto.

«Questo importante investimento sulla viabilità secondaria dimostra ancora una volta l’utilità del Patto firmato nel 2016 con il governo Renzi, che tra risorse nuove e rimodulate  ha portato alla Sardegna 3 miliardi di euro per mitigare gli svantaggi dell’insularità e continua a dare frutti – ha detto il presidente Pigliaru, citando in particolare il lavoro sulle infrastrutture portato avanti con l’allora ministro Delrio e ripercorrendo le principali voci del Patto, dalle risorse per i collegamenti su ferro sino a quelle per il metano – essenziale nella transizione energetica per avere finalmente equità di tariffe tra Sardegna e resto d’Italia. Oggi parliamo di strade, ponti, vie d’accesso, sottopassi – ha proseguito Francesco Pigliaru -, un intervento diffuso, integrato, fortemente richiesto dai territori e particolarmente importante per i collegamenti, la sicurezza e la prevenzione del rischio anche sul fronte delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Noi sinora abbiamo investito molto nel corso della legislatura – ha concluso Francesco Pigliaru- e questi ulteriori 50 milioni permetteranno di migliorare sensibilmente una situazione che la progressiva perdita di finanziamenti da parte delle Province ha reso sempre più difficile.»

«Mentre i primi 50 milioni sono stati destinati a opere di manutenzione, con questi ulteriori fondi diamo il via a quelle che potremmo definire azioni di sicurezza diffusa – ha detto l’assessore dei Lavori pubblici – non grandi opere, ma tanti interventi piccoli e allo stesso tempo importantissimi, perché rivolti alla risoluzione di problemi specifici segnalati dai territori stessi. Grazie alla ricognizione effettuata già a partire dall’estate del 2018 – ha proseguito Edoardo Balzarini – siamo in grado di far incontrare le esigenze territoriali con la disponibilità finanziaria. Ci siamo resi conto che il monitoraggio degli attraversamenti avrebbe fatto emergere un grande fabbisogno e siamo stati pionieri: dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, quando il Ministero ha chiesto la ricognizione a tutte le Regioni, noi la avevamo già pronta. Una parte importante della delibera – ha concluso l’assessore dei Lavori pubblici – è costituita anche dai 6,8 milioni destinati al Fondo Progettazione, finalizzato a mettere gli enti locali nelle condizioni di progettare le opere per tempo.»

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«Con la firma degli atti integrativi agli accordi di programma comunicata oggi dal ministro dell’Ambiente Costa, mettiamo un altro, importante tassello nel quadro definito nel Patto della Sardegna firmato nel 2016 con il governo Renzi.»

Lo ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru, esprimendo soddisfazione per questo nuovo passaggio con cui «anche a seguito di nostre apposite richieste si va completando il quadro delle risorse programmate nel Patto. Con lo sblocco di questi 98 milioni di fondi FSC di competenza del ministero dell’Ambiente finalizzati al completamento della sistemazione idrogeologica di Olbia (Piano Mancini) e dell’abitato di Pirri, possiamo partire con la realizzazione di alcuni interventi specifici che avevamo individuato e richiesto con forza. In questi anni abbiamo lavorato con grande determinazione su questo fronte, investendo energie e risorse sul rischio idrogeologico, sulla prevenzione e sulla sicurezza dei nostri cittadini. E questo è stato possibile, e continua a esserlo, proprio grazie al Patto per la Sardegna che ancora una volta – ha concluso Francesco Pigliaru -, mostra tutta la sua concretezza»

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Coinvolgimento nelle decisioni che portano a modifiche nell’atto aziendale dell’Aou quindi ricerca condivisa delle soluzioni per salvaguardare l’esistenza della scuola di specializzazione in Cardiologia. Quindi ancora, l’attivazione delle procedure concorsuali per la nomina del nuovo direttore della struttura complessa di Cardiologia. Sono le richieste che i direttori delle strutture complesse del Santissima Annunziata, attraverso una lettera inviata per mail, presentano al direttore generale dell’Aou di Sassari.

A firmare la missiva sono i direttori delle strutture complesse di Medicina interna Franco Bandiera, di Ortopedia e Traumatologia Franco Cudoni, di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva Luigi Cugia, Nefrologia e dialisi Maria Cossu, di Psicologia Fabrizio De Maria, di Malattie della coagulazione Luciana Mameli, della Stroke unit Antonio Manca, di Recupero e Riabilitazione Funzionale Gildo Motroni, di Chirurgia d’Urgenza Pietro Niolu, di Pronto soccorso e medicina d‘urgenza Mario Oppes, di Oncologia medica Antonio Pazzola, di Medicina d’urgenza Paolo Pinna Parpaglia, del Centro ustioni Alma Posadinu, della Radiologia Stefano Profili, della Geriatria Patrizia Tilocca, della Lungodegenza e post acuti Antonio Uneddu.

Da parte loro arriva anche una possibile soluzione alternativa «a quelle ipotizzate finora per salvare la Scuola di Cardiologia. Una di queste è affidare un programma specifico, così come previsto dalla legge 517/99, a un docente di Cardiologia che verrebbe equiparato a un direttore di struttura complessa».

«Si tratta, in linea di massima, di richieste condivisibili – afferma il direttore generale dell’Aou di Sassari Antonio D’Urso – e che discuterò con il rettore dell’Università di Sassari con il quale ho condiviso l’assetto organizzativo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari già dall’approvazione dell’atto aziendale. Con lui abbiamo iniziato ad occuparci della questione relativa alle scuole di specializzazione e quindi anche di quella di Cardiologia.»

La modifica della natura di una struttura, da direzione ospedaliera a universitaria, così prevede l’atto aziendale all’articolo 72 e approvato a ottobre 2017, viene infatti «adottata con atto deliberativo dal direttore generale dell’Aou di Sassari, d’intesa con il rettore, nel rispetto delle relazioni sindacali e previa informativa alla direzione regionale Sanità della Regione autonoma della Sardegna».

«Nelle nostre strutture, universitarie e ospedaliere – riprende Antonio D’Urso – si preparano i giovani che saranno i professionisti di domani. Per questo siamo tutti interessati a mantenere sia la Facoltà di Medicina e Chirurgia sia tutte le scuole di specializzazione, compresa quella di Cardiologia. Facciamo parte tutti di un’unica azienda che mira all’assistenza dei cittadini e coniuga questa attività con quelle della ricerca e della formazione. Lavoriamo, allora, assieme per un obiettivo comune.»

Visione che appare condivisa dagli stessi firmatari della lettera, i quali ricordano che «i medici ospedalieri della Aou Sassari, che per inciso costituiscono il 90 per cento dell’organico complessivo, hanno un interesse primario nel mantenere aperte ed efficienti le scuole di specializzazione perché i nuovi specialisti presto diventeranno i colleghi con cui affrontare le difficoltà quotidiane che la professione impone. I medici ospedalieri ogni giorno sostengono concretamente gli specializzandi facendo i tutor, insegnando nei corsi, contribuendo alla ricerca e alla raccolta dei dati per redigere le tesi».

La massima apertura da parte del direttore generale quindi che sottolinea il fatto che «siamo pronti ad ascoltare le esigenze, le istanze e a valutare i suggerimenti che ci vengono proposti, affinché possano continuare a operare quelle scuole di specializzazione che, da tutti, sono considerate di prestigio e punto di eccellenza del Nord Sardegna».

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Restare a vivere in una piccola comunità, per scelta e non per necessità, e sulle sue caratteristiche puntare per creare sviluppo, crescita economica e nuova occupazione. Passa attraverso “La Sapienza del Villaggio” il futuro di Planargia, Montiferru e Alto Campidano: due Unioni, 20 Comuni, 29mila abitanti che hanno chiamato così il loro progetto, 7 azioni e oltre 30 interventi, chiuso oggi a Milis dall’assessore Raffaele Paci e finanziato con 14 milioni e mezzo di euro, di cui 2 e mezzo destinati ai bandi per le imprese locali. Si tratta del diciottesimo progetto chiuso dalla Regione all’interno della programmazione territoriale che mette complessivamente in campo 500 milioni di euro. 

«Nel nome di questo progetto troviamo una delle chiavi fondamentali della nostra programmazione territoriale, cioè la riscoperta del grande patrimonio delle nostre comunità individuato come punto di ri-partenza per lo sviluppo – dice Raffaele Paci -. Dunque, ripartire dalla Comunità, ripercorrerne la storia, analizzarne le caratteristiche per ricostruire un quadro attuale di ciò che ancora oggi merita di essere valorizzato e di ciò che contemporaneamente può e deve rimanere radice del passato ma humus del presente. E in queste Comunità continuare a vivere, non per la necessità imposta dalla carenza di alternative più allettanti, ma per una scelta consapevole, meditata e vantaggiosa. Nelle tradizioni uniche e produzioni tipiche dei nostri paesi c’è tutto quello che serve per costruire un nuovo sviluppo, fatto di posti di lavoro, di una migliore qualità della vita, di una offerta unica per i turisti. Puntare su tutto questo, con un progetto voluto ed elaborato da quelle stesse comunità, significa aver capito quale è il vero antidoto allo spopolamento dei nostri paesi», sottolinea il vicepresidente della Regione.

Diciotto progetti chiusi (con oltre 300 milioni già stanziati per 25 Unioni, 197 Comuni, 720mila sardi), altri 2 da firmare entro febbraio, e poi ancora 6 avviati. Totale: 26 progetti, 37 Unioni coinvolte, 295 Comuni, ovvero il 100% di quelli ammissibili, in una programmazione territoriale fortemente innovativa, che vede le comunità locali protagoniste assolute nell’elaborazione dei progetti e che per la prima volta coinvolge le imprese. Oltre 100 milioni sono inoltre stati destinati ad altri interventi i territoriali: i tre ITI per Cagliari, Sassari e Olbia, le Snai Alta Marmilla e Gennargentu Mandrolisai, il Sulcis ed il Piano per il Nuorese che coinvolgono altri Comuni e abitanti dell’Isola. Una volta firmati ed approvati dalla Giunta, i progetti vanno realizzati in 36 mesi. 

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Dalla Regione 500.000 euro ai Comuni montani per fronteggiare le emergenze legate allo sgombero della neve.

«L’intervento è  destinato a supportare i Comuni montani, secondo la classificazione altimetrica fornita dall’ISTAT, nel fronteggiare le emergenze invernali legate alla neve e al ghiaccio – ha detto l’assessore dell’Ambiente Donatella Spano -. La legge regionale di stabilità 2019, infatti, ha precisato l’ambito di applicazione di questo intervento per dare una risposta a territori  chiamati a far fronte a spese straordinarie per provvedere allo sgombero della neve e del ghiaccio per garantire la sicurezza e, cosa non meno importante, la prosecuzione delle normali attività.»

Nella legge sono stabiliti anche i criteri di ripartizione dei fondi stanziati dal bilancio regionale 2019 tra i Comuni montani: il 40 per cento delle risorse viene suddiviso in parti uguali, mentre il restante 60 per cento va attribuito su base demografica.

Sono 33 i Comuni beneficiari: Alà dei Sardi, Anela, Aritzo, Arzana, Belvì, Bitti, Buddusò, Bultei, Desulo, Esterzili, Fonni, Gadoni, Gavoi, Lodine, Lula, Mamoiada, Ollolai, Onanì, Orgosolo, Orune, Osidda, Ovodda, Pattada, Sadali, Sarule, Seui, Seulo, Talana, Tiana, Tonara, Urzulei, Ussassai e Villagrande Strisaili.

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Venerdì 1° febbraio, alle 11.00, nella sala conferenze della Carbosulcis, a Nuraxi Figus, sarà presentato alla stampa il progetto di produzione dell’alga spirulina, che anche grazie alla sinergia con la miniera di Monte Sini, proietta la Sardegna fra i più innovativi ed efficienti produttori del superfood a livello europeo. Con l’assessore della Programmazione Raffaele Paci interverranno l’amministratore Unico della Carbosulcis, Antonio Martini, il responsabile scientifico del progetto Spirulina, Cristiano Galbiati, il prorettore per l’innovazione dell’Università di Cagliari, Maria Chiara Di Guardo. Seguirà una visita all’impianto sperimentale di produzione di spirulina.

   

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore del Lavoro, Virginia Mura, ha approvato la delibera che modifica in parte i criteri e le modalità di concessione dei contributi per il potenziamento economico delle cooperative e dei loro consorzi, accogliendo i rilievi proposti dal Comitato regionale per la Cooperazione, espressi nella riunione dello scorso 10 gennaio. Da una parte viene rivisitata la possibilità di erogare finanziamenti per la “macrovoce immobili”, che ricomprende, al suo interno, anche gli interventi edili ammissibili. Dall’altra si prevede il termine di 10 giorni per le istanze istruttorie. Via libera inoltre al Programma annuale per l’Emigrazione 2019 e al Piano triennale 2019/2021, a seguito del parere favorevole espresso lo scorso 17 ottobre dalla Consulta regionale per l’Emigrazione. I due atti di programmazione prevedono, rispettivamente, gli interventi della Regione nel corrente anno e le linee guida nel triennio, in favore delle Federazioni, dei Circoli e delle associazioni di tutela dei Sardi nella Penisola e all’Estero. Sono 2 milioni 314mila euro le risorse assegnate dal Piano annuale 2019, con un incremento di oltre 100mila euro rispetto al finanziamento dell’anno precedente. Il piano per il triennio 2019/2021, inviato al Consiglio Regionale per l’acquisizione del parere della competente Commissione consiliare, oltre ai 2 milioni 314mila euro stanziati per il 2019, riserva per ciascuno degli anni 2020 e 2021 2 milioni 205mila euro.

Via libera all’atto di indirizzo per i procedimenti di approvazione degli atti di governo del territorio, da applicarsi a partire dal 1° febbraio 2019. Il provvedimento renderà pienamente operativa la legge regionale n. 1/2019 (la cosiddetta Legge di semplificazione). In particolare, l’articolo 21 introduce nel procedimento di pianificazione la conferenza di copianificazione mentre l’articolo 23 riscrive il procedimento di formazione e approvazione dei Piani urbanistici comunali, di quelli intercomunali e delle relative varianti.

Come proposto dall’assessore Donatella Spano, la Giunta ha approvato la decisione di non sottoporre all’ulteriore procedura di VIA l’intervento di efficientamento e adeguamento dell’impianto di compostaggio di Macchiareddu, presentato dal CACIP, a condizione che siano rispettate e recepite le prescrizioni indicate.

La Giunta, su proposta dell’assessore Raffaele Paci, ha poi dato il via libera all’esecutività del Bilancio di previsione 2019-2021 dell’Agenzia Sarda delle Entrate, approvato con determinazione del direttore generale, e al percorso di utilizzo dei lavoratori della Tossilo Spa in attuazione della legge regionale del dicembre 2016. Approvate, infine, le variazioni tecniche di bilancio necessarie a garantire il funzionamento del Nucleo regionale Conti Pubblici Territoriali.

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Questo pomeriggio i carabinieri della Compagnia di Iglesias hanno arrestato un 19enne incensurato, con l’accusa di spaccio di sostanza stupefacente: a seguito della perquisizione presso l’abitazione è stato rinvenuto un ingente quantitativo di droga.
Nel centro di Gonnesa il giovane, 19 anni, incensurato, residente a Bacu Abis, era ormai una presenza fissa, notato dai militari della locale stazione per le proprie frequentazioni e per il tenore di vita incompatibile con quello di un ragazzo ancora alle prese con le scuole superiori: sono stati questi elementi che hanno portato i carabinieri di Gonnesa a stringere il cerchio e portare al controllo odierno.
Il ragazzo è stato fermato mentre scendeva dall’autobus verso casa, al termine delle lezioni: la perquisizione a casa ha confermato ogni dubbio sull’attività illecita del 19enne: a casa sono stati trovati due panetti di hashish per un totale di circa 200 grammi di stupefacente, una quantità che può essere giustificata solo attraverso una già sedimentata attività di spaccio.
I carabinieri di Gonnesa hanno approfondito anche i contatti sul cellulare del giovane, uno smartphone di ultima generazione, dove erano presenti delle chat di gruppo ove si prendevano vere e proprie ordinazioni: i controlli saranno ora estesi a tutti i conoscenti e a tutto il giro dell’arrestato, che ha provato a giustificarsi di quanto rinvenuto dai militari dicendo di non ricevere abbastanza soldi dalla propria famiglia per sostenere le proprie spese. È stato accompagnato presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, in attesa di essere processato con rito direttissimo nella mattinata di domani.

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Il Progetto Rete Siti Unesco – al via da aprile 2016, con iniziative ed eventi che hanno coinvolto cinque regioni del Sud Italia (Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia) che ospitano almeno un sito Unesco – si apre a nuove prospettive.

Tutte le novità sono state illustrate in un incontro con la stampa, questa mattina, nella Sala del Consiglio della Città Metropolitana di Bari (Lungomare Nazario Sauro, 29). Hanno partecipato: Giuseppe Canfora, presidente dell’associazione Province Unesco Sud Italia, Francesca Pietroforte, consigliere con delega ai beni culturali della Città Metropolitana di Bari e vicepresidente dell’associazione Province Unesco Sud Italia, Piero Marrese, presidente della Provincia di Matera, Nicola Giorgino, presidente della provincia BAT, Ciro Castaldo, referente provincia di Salerno del progetto Rete Siti Unesco, Elisabetta Gabrielli, project leader progetto Rete Siti Unesco, Alfonso Marrazzo, Segretario Generale della provincia di Matera capofila del progetto Rete Siti Unesco, Francesco Paolo Salcuni, Presidente Circolo Legambiente “FestambienteSud”, componente del Cts per l’ambito 3, Filippo Spallina, responsabile Attività Operative Comunicazione e Disseminazione del Progetto Rete Siti Unesco.

Con l’occasione è stata presentata la nuova denominazione e il nuovo assetto partecipativo dell’associazione Province Unesco Sud Italia, che si chiamerà Patrimoni del Sud.

«Il nuovo statuto – ha affermato Giuseppe Canfora – consentirà di poter ricomprendere tra gli associati anche enti che non necessariamente debbano avere sul loro territorio un sito Unesco e che comunque intendano operare in ambito culturale e turistico per promuovere i patrimoni culturali, monumentali, archeologici, naturali, paesaggistici e ambientali del Mezzogiorno d’Italia.»

Nata come associazione di Province, oggi, possono aderirvi anche i Comuni, Unioni di Comuni, Distretti Turistici, Fondazioni, Università, oltre che altre Province, Città Metropolitane, Liberi Consorzi Comunali associazioni degli enti suddetti. Rimane confermata la sua missione ovvero lo sviluppo turistico e la sostenibilità nella fruizione dei beni culturali attraverso la costruzione di una rete interregionale dei patrimoni del Sud Italia.

«L’associazione Rete siti Unesco – ha sottolineato Francesca Pietroforte – si allarga per accogliere anche siti di interesse artistico e culturale non necessariamente UNESCO, affinché il percorso già intrapreso possa rendere partecipi più Città metropolitane, Province e Comuni del Sud Italia. L’iniziativa, quindi, si propone di promuovere il Sud a partire proprio dal Sud. È questa la novità. Non vi sono associazioni che mettono in rete tutto il patrimonio del Mezzogiorno d’ Italia, motivo per cui il progetto è finanziato da fondi ministeriali posizionandosi al settimo posto tra più di quattrocento proposte.»

«Progetti importanti come questo – ha aggiunto Nicola Giorgino – servono per fare rete tra territori ricchi di saperi e sapori. Si è data la possibilità a tante realtà del Sud di entrare in relazione tra di loro. Si tratta di una riuscita e proficua connessione di valorizzazione culturale che va avanti e sono certo verrà ulteriormente arricchita da ulteriori iniziative.»

«Siamo in prima linea – ha ribadito Piero Marrese – nel sostenere questa iniziativa che ci vede protagonisti insieme ad altre Province del Sud Italia con l’obiettivo dare più forza ai siti Unesco che, insieme, rappresentano un grande valore aggiunto da poter spendere a livello culturale e turistico. Noi stiamo vivendo questo momento con Matera capitale della cultura, ma all’interno di questo obiettivo c’è la volontà di coinvolgere tutto il territorio della provincia in modo tale da poter interagire e far in modo di avere flussi destagionalizzati tutto l’anno.»

Nel corso della conferenza stampa, inoltre, sono stati presentati i nuovi prodotti di comunicazione e di divulgazione del progetto “Rete Siti Unesco” promosso da 15 enti locali del Meridione, finanziato dal ministero per i Beni e le Attività culturali e ideato dall’associazione Patrimoni del Sud, quali: il video sui siti Unesco e territori di progetto (con l’artista Massimo Lopez come testimonial), un viaggio tra 14 siti Unesco del Meridione e tra gli altri Patrimoni del Sud; l’applicazione scaricabile su smartphone per accedere alle informazioni sui patrimoni culturali della rete e alla virtual card.