27 August, 2026

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Prende il via oggi, alla Biblioteca comunale di Sennori, la mini rassegna “Le Domeniche alle cinque”: tre appuntamenti pomeridiani con la musica, la letteratura e le degustazioni di buon cibo e vino. Gli eventi, organizzati dall’amministrazione comunale e dalla cooperativa Comes, vedranno come primo appuntamento l’esibizione del duo, contrabbasso e pianoforte, Antonio Papa e Francesca Deriu in “Contra Corrente”, con musiche di Adolf Misex e Giovanni Bottesini. Le degustazioni saranno a cura della Cantina Sorres e dell’azienda Zafira di Alghero; le sorelle Laura e Delia Fiori proporranno il loro vino biologico Pensamentu, mentre Mirella Di Gangi offrirà tisane e biscotti speziati allo zafferano.

Il secondo appuntamento è fissato per domenica 3 febbraio, sempre alle 17, con il duo clarinetti sax e chitarra composto da Gianfranco Cossu e Paolo Carta Mantiglia, che eseguiranno brani di loro composizione; le degustazioni saranno a cura della Cantina Fara, mentre la Scuola di erboristeria popolare sarda Calarighe, proporrà le sue tisane; la cantina Giorgio Fara offrirà Cannonau, Vermentino e moscato.

Terzo e ultimo appuntamento il 17 febbraio: il Coro delle Voci bianche di Sennori, guidato dal maestro, Giuseppe Ruiu, si esibirà nel concerto “Strada facendo…5 anni del coro” con cui ripercorreranno i 5 anni dalla nascita del complesso di voci. Le degustazioni saranno offerte dalla caffetteria Margot e dalla Cantina Mode.

Nel corso delle tre serate la cooperativa Comes proporrà ai partecipanti letture ispirate alle musiche o ai periodi storici in cui i compositori sono vissuti. «Saranno tre appuntamenti culturalmente molto stimolanti in grado di soddisfare tutti i gusti sia in fatto di musica che di degustazioni gastronomiche. Un’idea costruttiva per coinvolgere i cittadini in attività culturali nelle lunghe e fredde domeniche invernali», commenta l’assessore Elena Cornalis. 

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Martedì 22 gennaio, l’assessore degli Affari Generali, con delega ai flussi migratori, Filippo Spanu, nel corso di una conferenza stampa, che avrà inizio alle 10.30, farà il punto sui progetti della Regione per favorire l’inclusione dei richiedenti asilo alla luce delle novità scaturite dal nuovo Piano dell’accoglienza varato dalla Giunta. L’incontro con i giornalisti si svolgerà a Cagliari, nella sala riunioni dell’assessorato degli Affari Generali, in viale Trieste 190. Interverrà Silvana Tilocca, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’ATS ASSL di Cagliari, che traccerà un primo bilancio delle azioni nell’ambito della tutela della salute dei migranti.

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Alcune associazioni hanno presentato nuove osservazioni al progetto di ammodernamento dello stabilimento Eurallumina di Portovesme, alla vigilia della Conferenza dei servizi in programma il 21 e 22 gennaio.

Secondo Legambiente Sardegna, «per l’area di Portoscuso tutte le analisi evidenziano la situazione di grave inquinamento diffuso su aria, suolo e falde conseguentemente ai ritardi nelle attività di bonifica ed ai necessari adeguamenti tecnologici e ambientali. La priorità assoluta è il radicale disinquinamento del territorio con la bonifica delle falde e dei suoli. Pertanto, sono inaccettabili i progetti aziendali di ampliamento del bacino fanghi rossi, incompatibili anche con le rigorose normative di tutela paesaggistica. Il DM 430/2018 – aggiunge Legambiente Sardegna – prevede la dismissione della centrale a carbone ENEL, per cui il vapordotto non appare realizzabile. La centrale a carbone dovrebbe essere convertita in una alimentata con GNL di cui però non esiste neppure il terminale. In sintesi, il progetto della Eurallumina appare fortemente contraddittorio con il complesso delle recenti normative e con la strategia espressa nella proposta di Piano nazionale integrato per l’energia ed il clima varata dal Governo».

Legambiente Sardegna sostiene che «la bonifica dei siti inquinati costituisce la priorità, da cui non si può prescindere e da attuare in tempi stretti: non sono più accettabili i tempi del piano di risanamento di Portoscuso ancora non concluso dopo oltre vent’anni; non appare corretto che il territorio di Portoscuso venga considerato un’area condannata alla compromissione irreversibile e nella quale alla situazione di inquinamento diffuso si proponga di aggiungere altri impianti inquinanti. E’ necessario che vengano affrontati con urgenza i problemi connessi con l’inquinamento diffuso del suolo, al fine di giungere rapidamente al superamento dell’ordinanza di limitazione al consumo per i prodotti alimentari. Qualsiasi nuovo intervento deve essere subordinato alla realizzazione del disinquinamento assolutamente indifferibile della falda e dei suoli (già previsti 20 anni fa dal piano di disinquinamento), adottando opzioni tecnologiche efficaci, specie in relazione a quelle che, in altri SIN, hanno dimostrato diverse criticità. Risulta contraddittoria ed inaccettabile dal punto di vista paesaggistico ed ambientale – aggiunge Legambiente Sardegna – la proposta di ampliare il bacino fanghi rossi che comporterebbe di lasciare in eredità alle generazioni future una collina artificiale, in riva al mare, da circa 60 milioni di tonnellate. L’attuazione del DM 430/2018 prescrive la chiusura della centrale a carbone di Portoscuso entro il 2025, rendendo di fatto improponibile la fornitura di vapore all’Eurallumina. Infatti, l’impianto deputato alla fornitura di vapore ed energia elettrica all’Eurallumina dovrebbe prevedere l’alimentazione a gas naturale (con necessaria riconversione della centrale esistente) la cui fornitura potrebbe però avvenire tra molti anni, dal momento che allo stato attuale non esiste né in Sardegna né a Portoscuso un terminale idoneo. In estrema sintesi, i contenuti del progetto Eurallumina risultano totalmente contraddittori con il complesso di recenti normative improntate ad una strategia basata sul disinquinamento dei territori, sviluppo delle fonti di energia da fonti rinnovabili e di chiusura delle centrali a carbone entro il 2025. Il progetto – conclude Legambiente Sardegna – appare non compatibile con la prospettiva ultimamente ribadita in maniera autorevole dalla proposta di piano nazionale integrato per l’energie edil clima, approvata dal ministero dello Sviluppo economico congiuntamente al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

Altre osservazioni sono state avanzate da Giacomo Meloni, segretario della Confederazione Sindacale Sarda; Domenico Scanu, presidente di ISDE, Medici per l’Ambiente – Sardegna; Graziano Bullegas, presidente di Italia Nostra Sardegna; e Marco Mameli, presidente di Assotziu Consumadoris Sardigna Onlus, secondo i quali «le principali criticità rilevate riguardano la mancata attribuzione di un codice univoco ai fanghi destinati al Bacino dei Fanghi Rossi (BFR), criticità che si ripresenta anche nel nuovo progetto; le tecniche di coltivazione dei bacini C e D, che non appaiono conformi alla normativa sulle discariche, come già evidenziato in precedenti osservazioni il massiccio impiego di carbone per la fornitura di vapore all’Eurallumina da parte dell’ENEL; la generale assenza di benefici emissivi legati alla cogenerazione e, anzi, un peggioramento rispetto agli anni precedenti. Si fa anche notare che l’intervento dell’assetto cogenerativo ricade nella fattispecie per la quale è necessaria una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (la precedente era stata realizzata sulla base del precedente progetto). Desta, infatti, preoccupazione l’impatto sulla salute pubblica dell’intero progetto, localizzato all’interno di un Sito d’interesse nazionale per bonifica (S.i.n.) dove diversi studi epidemiologici hanno evidenziato l’esistenza di una situazione sanitaria problematica».

Giacomo Meloni, Domenico Scanu, Graziano Bullegas e Marco Mameli manifestano la loro contrarietà al rilancio della produzione di allumina da bauxite ed evidenziano una serie di carenze che – a loro parere – «rendono improcedibile la Valutazione d’impatto ambientale» e sostengono che «una delle principali novità del nuovo progetto dell’Eurallumina consiste nella rinuncia all”impianto CHP di proprietà, a favore del vapordotto ENEL-Eurallumina. L’impiego della centrale ENEL “Grazia Deledda” (già inserita dall’Agenzia Europea per l’Ambiente tra i 190 impianti più inquinanti d’Europa) in assetto cogenerativo comporterà la combustione di oltre 730.000 tonnellate di carbone/anno all’interno di un S.i.n, la cui caratteristica fondamentale è la necessità che i carichi inquinanti diminuiscano anziché aumentare. L’effetto di questo intervento – concludono Giacomo Meloni, Domenico Scanu, Graziano Bullegas e Marco Mameli – consiste nel rilanciare il ruolo del termoelettrico alimentato a carbone come erogatore di un servizio di base, proprio quando il nuovo corso della politica energetica comunitaria e italiana (vedi il recente Decreto 430/2018) prevede l’abbandono dei combustibili fossili.»

 

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Alle prossime elezioni regionali del 24 febbraio il Movimento 5 Stelle sarà presente in tutte le otto circoscrizioni elettorali. In queste ore, infatti, è terminata la raccolta delle firme richieste dalla normativa (1.500 per la circoscrizione di Cagliari, 500 per ognuna delle altre sette), grazie alla mobilitazione di attivisti, portavoce e parlamentari.

«Abbiamo ottenuto in pochi giorni un risultato incredibile che ha dimostrato quanto i cittadini siano vicini al Movimento – ha detto il candidato alla carica di governatore Francesco Desogus – e quanto forte sia la volontà di rinnovamento della politica in Sardegna. Il mio ringraziamento va, dunque, a tutti coloro che in questo modo hanno iniziato a sostenerci, in vista della dura battaglia che condurremo contro gli interessi rappresentati dei partiti tradizionali.»

«A causa di una regola assurda, la nostra è stata l’unica sigla ad aver dovuto raccogliere le firme per presentare le proprie liste, e questo nonostante il Movimento sia la prima forza in Parlamento e in Sardegna ha superato il 40 per cento dei consensi alle scorse politiche – ha concluso il candidato del Movimento 5 Stelle -. Tuttavia non ci siamo fatti scoraggiare. Gli attivisti si sono subito mobilitati e in pochi giorni abbiamo raccolto un numero decisamente superiore di firme certificate rispetto a quelle richieste. Per questo dico grazie a tutti gli attivisti e, soprattutto, ai cittadini che hanno firmato per noi.»

 

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L’assemblea del circolo di Fratelli d’Italia di Sant’Antioco ha votato all’unanimità lo scioglimento dell’organismo «per non scendere a compromessi imposti dai vertici regionali». «Con dispiacere – ha dichiarato il presidente Emanuela Pilia -, prendo atto della volontà dell’assemblea e, con dispiacere, visti i sacrifici fatti per tenere in piedi in circolo, l’ho sciolto ufficialmente».

«Alla luce dell’ultima candidatura espressa ed imposta dai vertici regionali di partito, il Circolo ha preso posizione e più volte ha chiesto al coordinamento regionale e provinciale di non presentare una candidatura che fosse estranea al partito e al circolo cittadino. Siamo stati tenuti all’oscuro sulle manovre di scelta del candidato locale a Sant’Antioco», dice Michele Pirosu, uno dei tesserati.

«La scelta del candidato di Sant’Antioco è stata fatta senza passare dal circolo cittadino – afferma il presidente uscente del Circolo – e, appresa la scelta del candidato espressione della nostra città, la maggioranza dei tesserati del circolo ha posto il veto da subito, esprimendo al coordinamento regionale la propria contrarietà alla candidatura del suddetto, proponendo altri candidati. La cosa più triste – aggiunge l’ormai dimissionario presidente del circolo -, è aver appreso da vie non ufficiali e non dal partito, la scelta del candidato, più volte contestato e di averlo scelto tra le fila di persone totalmente estranee al partito, soprattutto a livello cittadino e allo stesso circolo, presso il quale non si è mai presentato. Avremmo voluto che la base del partito, intesa come circoli e più volte lasciata intendere come cardine dell’ideologia di destra, fosse stata presa in considerazione dal coordinamento regionale e, soprattutto, provinciale, di cui faccio parte, come vice -, conclude Emanuela Pilia – ed esprime il suo rammarico per non aver trovato un punto d’incontro con il partito e per aver dovuto chiudere un circolo portato avanti con sacrificio e voglia di fare.»

Anche Simone Caddeo, fondatore e primo presidente cittadino, che ha assistito inerme alla caduta del Circolo, ma rimane vicino alla scelta dei tesserati e di Emanuela Pilia, ha espresso grande dispiacere: «Mi sarei aspettato una maggior tutela da parte del mio successore Pino Floris, commissario provinciale, invece il territorio è rimasto solo e senza voce in capitolo – dice Simone Caddeo -. Rimane fermo l’appoggio dei tesserati al partito nazionale e al suo presidente Giorgia Meloni e a Christian Solinas». 

Emanuela Pilia.

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Ieri sera i carabinieri della stazione di Cagliari-Sant’Avendrace hanno arrestato due giovani in flagranza di reato, N.N.M., 23 anni, e A.M., 18 anni, entrambi di Monserrato. I due, intorno alle 19.30, introdottisi nel punto vendita “Vestis e Fralù”, si sono impossessati di indumenti per il valore di 225,70 euro e, dopo averli privati nel dispositivo antitaccheggio ed occultati nella borsa in loro possesso, hanno oltrepassato la barriera casse senza pagare il corrispettivo. Sono stati bloccati dai militari, nel frattempo intervenuti poiché riconosciuti dal gestore quali autori del furto di ulteriori capi di abbigliamento, per il valore di 250 euro, perpetrato nella stessa mattinata con identiche modalità. La donna, destinataria della misura della permanenza domiciliare, verrà inoltre deferita anche per il reato di evasione, poiché, allontanatasi arbitrariamente dal proprio luogo di detenzione. La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Ieri pomeriggio i carabinieri della stazione di Cagliari San Bartolomeo, al termine di attività investigativa, hanno deferito in stato di libertà, per il furto in un esercizio commerciale, due donne di 20 e 21 anni, entrambe residenti a Sestu, poiché intorno a mezzogiorno, introdottesi nel punto vendita “Upim”, sito in piazza Repubblica, si sono impossessate di alcuni cosmetici e si sono allontanate senza pagare il corrispettivo. Sono state bloccate a breve distanza dal personale dipendente e dai militari intervenuti su disposizione della dipendente Centrale operativa. La merce recuperata, è stata restituita al legittimo proprietario.

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Dopo la bella impresa compiuta contro la capolista Basket Olbia (93 a 86), l’Automek Calasetta questa sera (inizio ore 20.00), gioca sul campo della Sef Torres, a Sassari, per la penultima giornata del girone di ritorno della fase di qualificazione del campionato di serie C Silver di basket maschile. La squadra di Simone Frisolone, quarta in classifica con 20 punti, frutto di 10 vittorie 5 sconfitte, punta alla vittoria per tenere il passo delle tre squadre che la precedono: Basket Olbia, Esperia Cagliari e Ferrini Legnami Delogu Quartu Sant’Elena.

Nel campionato di serie D, giunto alla seconda giornata del girone di ritorno, la Sulcispes, reduce dalla vittoria sulla Scuola Basket Cagliari (73 a 63), alle 19.00 gioca sul campo della Pallacanestro Nuoro, un avversario sulla carta ala portata della miglior Sulcispes formato esterno. La Scuola Basket Miners Carbonia, vittoriosa la scorsa settimana nel match casalingo con il Basket Quartu A.F. Motors (68 a 50), gioca ancora in casa, alle 18.00, con la Scuola Basket Cagliari.

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Il presidente della Regione Francesco Pigliaru lunedì 21 gennaio sarà a Neoneli, per la presentazione del progetto vincitore per la riqualificazione del Polo scolastico intercomunale, inserito nell’Asse 1 di Iscol@ (Scuole del Nuovo Millennio). Alle 10.30 è previsto, in Municipio, l’incontro con il sindaco Salvatore Cau e con gli altri primi cittadini dell’Unione dei Comuni del Barigadu. Alle 10.45 è in programma la visita nella scuola elementare, in via Scano. Alle 11.45, dopo la tappa a Casa Cherchi, verrà illustrato nella sala comunale “Corale”, in via Roma 83, il progetto della nuova scuola. Oltre al presidente Francesco Pigliaru e ai sindaci, interverranno il dirigente scolastico Luca Tedde, con gli alunni e gli insegnanti, e i progettisti.

 

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Uno sguardo differente sulle origini della salute, della malattia e delle dipendenze, attraverso gli insegnamenti di Bruno Gröning (Danzica 1906–Parigi 1959). Sarà proiettato sabato 26 gennaio dalle 14.30, in contemporanea a  Cagliari, Alghero e Carbonia, il film diretto da Thomas Eich.
Questi nel dettaglio gli appuntamenti: Cagliari, centro Shunya, via Chiara Lubich 32; Alghero, Hotel La Margherita, via Sassari 70; Carbonia, Gruppo Comunità Marconi, via Marconi 65. Inoltre il 19 gennaio, alle 15,15, è prevista una proiezione rivolta ai giovani, a Cagliari, presso l’Hostel Marina – Scalette di San Sepolcro, 2.

“Il fenomeno Bruno Gröning” racconta la vita e l’impegno di un laico tedesco dalla forte spiritualità e ripercorre la via da lui indicata verso l’equilibrio psico-fisico, in armonia con se stessi e con l’ambiente circostante.

Il film si sviluppa attraverso documenti audio originali materiale d’archivio e dà voce ai testimoni dell’epoca che raccontano di essere stati liberati da gravi sofferenze. Fatti straordinari e inspiegabili che conquistarono le prime pagine sui giornali dell’epoca.

Per il suo aiuto Bruno Gröning rifiutava di accettare anche un solo centesimo. A distanza di 60 anni, il suo messaggio è più che mai attuale e la sua eredità spirituale è raccolta all’interno del “Circolo per l’Aiuto Naturale nella Vita”, associazione di volontariato diffusa in tutto il mondo attraverso le comunità, che già Bruno Gröning in vita aveva fatto nascere.

Per l’impegno nella promozione della pace e della tolleranza, nel 2013 il “Circolo” è stato premiato, presso la sede dell’Onu, con il “Peace Pole” da parte della Ong World Peace Prayer Society.

L’ingresso è libero a offerta volontaria.

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Un paese che con grande generosità accoglie dentro i suoi confini oltre un milione di profughi in arrivo dal Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Somalia, Ruanda ed Eritrea. È il caso dell’Uganda, grande un quinto meno dell’Italia con un Pil pro capite di 520 euro (cinquanta volte minore del Pil italiano) ma con la forza di un’ospitalità che lo contraddistingue. Di questo modello di cui si parla poco a livello internazionale si è discusso a Cagliari, all’Hostel Marina, nel corso di un incontro promosso dalla Regione a cui ha preso parte l’assessore degli Affari generali Filippo Spanu. La Sardegna ha stipulato con la regione ugandese del West Nile un patto di collaborazione con il quale si intende portare nel paese subsahariano, con il supporto dell’Enas e dell’Università di Sassari, buone pratiche nel campo dell’approvvigionamento idrico e del rimboschimento.

«Siamo di fronte a un paese che, nonostante i problemi, ha fatto da molti anni una scelta orientata all’accoglienza senza pregiudizi e con senso di apertura – ha detto Filippo Spanu – che è un grande esempio in tempi di rigida chiusura delle frontiere. Un caso che dovrebbe indurre a riflettere sulle scelte dell’Europa che invece vanno nella direzione opposta.»

L’assessore degli Affari generali ha anche ricordato che «con l’Uganda la Sardegna ha stipulato un accordo di collaborazione che supera il modello di cooperazione decentrata per andare incontro , in un rapporto da pari a pari, alle reali necessità di un territorio in difficoltà che deve far fronte a una presenza massiccia di persone provenienti da altri Stati africani. Abbiamo avviato il percorso, ora stiamo preparando i progetti che presto saranno sottoposti al vaglio delle strutture del ministero degli Esteri per ottenere i necessari finanziamenti».

All’incontro sono intervenuti Caesar Kotevu, dell’Ufficio Immigrazione del ministero degli Affari Esteri ugandese, il direttore e il vice direttore del giornale on line Africa Express Massimo Alberizzi e Cornelia Toelgyes. Caesar Kotevu ha spiegato che il modello ugandese mira ad aumentare l’autosufficienza delle due comunità: rifugiati e popolazione locale. Secondo Alberizzi e Toelgyes si tratta di un’esperienza che alla vecchia Europa, sempre più impaurita e ripiegata su sé stessa, dovrebbe servire come esempio.