23 June, 2026

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L’Agenzia regionale Laore Sardegna ha firmato ieri il trasferimento del quarto acconto, da 2milioni 936mila 637,33euro, verso l’Associazione regionale allevatori della Sardegna (Aras) per le prestazioni di assistenza tecnica svolte da veterinari ed agronomi nelle aziende zootecniche sarde. Gli ultimi 400mila euro, su un totale per il 2018 di 13 milioni 800mila previsto dalla convenzione tra Laore e Aras, saranno erogati una volta completati i controlli generali sulle rendicontazioni relative alle prestazioni svolte.

«Questo importante aggiornamento sul piano finanziario e sul contesto generale della vertenza Aras – ha osservato l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria – arriva a 24 ore dall’approvazione da parte del Consiglio regionale della legge, proposta dalla Giunta, che prevede l’ingresso del personale dell’Associazione nella pianta organica di Laore Sardegna. Le nuove risorse, messe in disponibilità grazie a un lavoro straordinario degli uffici di Laore coordinati dal Direttore Generale Maria Ibba, serviranno ai commissari liquidatori nominati dal Tribunale di Cagliari per rimettere in moto i pagamenti delle buste paga dei dipendenti che, da mesi, attendono le dovute retribuzioni rallentate purtroppo dallo stato di crisi e di dissesto economico in cui è precipitata Aras.»

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Tutti i Comuni sardi vedranno soddisfatto il fabbisogno delle famiglie cui spetta il REIS, il reddito d’inclusione sociale della Regione Sardegna. Lo ha annunciato ieri mattina l’assessore della Sanità e delle Politiche sociali Luigi Arru, nel corso del tradizionale incontro con i componenti del Tavolo permanente per l’attuazione delle misure di contrasto alla povertà, che si è tenuto a Cagliari. «Con 44milioni 325mila euro di risorse – ha sottolineato Luigi Arru – nessuno sarà escluso da questo intervento. I nostri uffici hanno migliorato il monitoraggio del REIS, e questo ci consentirà di avere dati più omogenei e una più bilanciata ripartizione agli enti locali sulla base delle reali esigenze. Va precisato, inoltre, che la Sardegna è la prima Regione che ha affiancato le misure nazionali del Reddito di inclusione sociale attiva».

«È un risultato di cui dobbiamo andare giustamente e profondamente orgogliosi, che ci dice che abbiamo costruito su basi solide e che andiamo nella direzione giusta – è il commento del presidente della Regione Francesco Pigliaru -. Come Giunta e come maggioranza abbiamo lavorato con determinazione non solo per delineare e attivare, tra i primissimi, questa politica ambiziosa, ma anche per farne uno strumento associabile al Rei nazionale: in questo modo in Sardegna  abbiamo un reddito di cittadinanza, inteso in senso attivo e moderno, già disegnato, una misura di sistema forte di risorse concrete in cui il sussidio economico è legato a un progetto mirato all’inclusione e al miglioramento dell’occupabilità. Con la riforma dei Centri per l’Impiego, necessaria perché il Reis funzioni, e le opportunità offerte da LavoRas, abbiamo attuato un circuito virtuoso – conclude Francesco Pigliaru -, mettendo idee, energie e risorse a servizio dei più deboli e dello sviluppo insieme.»

«Siamo intervenuti in maniera capillare su tutto il territorio isolano e abbiamo mostrato una particolare attenzione nei confronti delle famiglie più numerose – ha spiegato ancora l’assessore Luigi Arru -. Nel corso del 2018, l’importo medio erogato a ciascuna famiglia beneficiaria (il 3,69% dell’intera popolazione sarda) è stato pari a 1.568 euro. Le famiglie beneficiarie sono state 26.690. Sinora abbiamo erogato 43,7 milioni di euro, restano da spendere appena 603mila euro. Abbiamo messo a correre anche economie degli anni precedenti per complessivi 6,2 milioni di euro. Il Medio Campidano è il territorio con il tasso di inclusione più alto (4,56%: 1.840 famiglie beneficiarie sulle 40.353 residenti), il più basso si registra in Gallura (2,26% con 1.673 famiglie beneficiarie sulle 74.120 residenti). Ritengo che sia stato rispettato in pieno ciò che indicava la legge regionale n. 18 del 2016, voluta dal Consiglio regionale e dalla Giunta. Tutto può essere migliorato, non c’è dubbio. Dobbiamo correggere là dove non siamo riusciti a essere più tempestivi. Ma si tratta di un’esperienza positiva. Non abbiamo fatto chiacchiere, ci siamo concentrati ad aiutare in maniera concreta le famiglie, soprattutto quelle in condizioni di povertà estrema, nel tentativo di dare loro una piena autonomia. È l’inizio di un percorso, che non va interrotto ma rafforzato ed eventualmente perfezionato. L’obiettivo è quello di creare un Prontuario per aiutare i Comuni sardi a sviluppare politiche sociali attive. Stanno emergendo dati confortanti, bisogna continuare a lavorare in questa direzione.»

L’assessorato del Lavoro, in collaborazione con i PLUS e Aspal, ha attivato la rete regionale per la creazione del Catalogo progetti (bando CA.R.P.E.D.I.EM), dal quale i Comuni potranno attingere per dare concretezza alle politiche di inclusione attiva destinate ai soggetti e alla famiglie beneficiari del Reis. Si tratta di percorsi capaci di creare le precondizioni dall’effettiva fuoriuscita dal disagio sociale attraverso politiche che mirano a combattere le estreme povertà attraverso l’inclusione socio lavorativa. Le risorse a disposizione, solo su Carpe Diem, sono pari a 16,5 milioni di euro (10 milioni per l’attivazione sociale e lavorativa e 6,5 milioni per le politiche attive del lavoro) fondi provenienti dal Programma Operativo Regionale Sardegna FSE 2014-2020.

 

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Cultura della legalità e della trasparenza. Se ne è parlato nel corso della Giornata di incontro e dialogo con i cittadini organizzata dall’Ufficio del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Regione, in collaborazione col Servizio della Comunicazione, nella sala cineteatro ‘Nanni Loy’ di via Trentino a Cagliari. Da Popper alla legge Brunetta, la funzione della trasparenza nella pubblica amministrazione è stata oggetto dell’intervento della responsabile dell’Ufficio “Trasparenza e prevenzione della corruzione” Ornella Cauli, che ha specificato come l’amministrazione pubblica sia sistema aperto allo scambio con i cittadini e con gli altri sistemi. “Quanto più il patrimonio informativo pubblico è aperto e accessibile, tanto più si concretizza la partecipazione attiva dei cittadini nelle scelte di interesse collettivo. Lo scambio interattivo col cittadino è dunque fondamentale”, ha detto la Responsabile della Prevenzione della Corruzione e e della Trasparenza. “Questi esprime le proprie istanze a cui l’amministrazione deve rispondere. L’amministrazione deve essere trasparente per garantire l’efficacia nell’interazione con il cittadino e per adattarsi all’ambiente che cambia”. Cauli ha poi presentato gli strumenti su cui si è lavorato per semplificare e rende maggiormente aperti e disponibili i procedimenti amministrativi. In particolare, il Registro informatizzato degli accessi, che agevola l’esercizio del diritto d’accesso agli atti, la mappatura dei processi, utile ad individuare eventuali situazioni di rischio e lo strumento di democrazia partecipativa, ParteciPA. La “Giornata della Trasparenza” è prevista dalla Legge ed è occasione per acquisire un riscontro sul grado di soddisfazione di utenti e osservatori qualificati riguardo alla chiarezza delle informazioni, all’accessibilità e all’utilizzabilità dei dati resi disponibili. Sono intervenuti Maria Del Zompo, rettore dell’Università di Cagliari; Paola Pau, direttore del Servizio comunicazione della Presidenza; Giovanni Battista Gallus, componente della Commissione Privacy del Consiglio nazionale forense; Marcello Spissu di Trasparency International; Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei giornalisti Sardegna, Paolo De Angelis della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, Gioacchino Angeloni, Generale della Guardia di Finanza, Daniele Congiu del Servizio comunicazione e Roberto Pireddu dell’ufficio del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Università di Cagliari.

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Alcuni rappresentanti dell’associazione TDM 2000 saranno ospiti della Casa del Popolo, venerdì 21 dicembre alle 18. 00, e racconteranno le numerose opportunità che l’Unione europea offre per incoraggiare la mobilità internazionale, non solo quella riservata agli studenti ma anche quella legata a percorsi lavorativi. Alcuni ragazzi e alcune ragazze provenienti da diversi paesi europei racconteranno la loro esperienza. Consigliato per chi ha voglia di scoprire le opportunità di imparare conoscendo le altre culture. L’Associazione TDM 2000 è nata per promuovere la cittadinanza europea, per sostenere la partecipazione attiva dei giovani e incoraggiarli nell’apprendimento interculturale. TDM 2000 segue numerosi progetti internazionali, da Erasmus+, al volontariato europeo, all’erasmus per giovani imprenditori.

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«Lo scorso 27 novembre sono partite le procedure propedeutiche all’avvio della contrattazione ai fini dell’inserimento dei dipendenti dell’Agenzia Forestas nel comparto di contrattazione collettiva del personale della Regione. Tutto questo secondo le modalità previste dalla legge approvata dal Consiglio regionale lo scorso 14 novembre.»

Lo ha detto l’assessore del Personale Filippo Spanu che ricorda che «l’esecutivo ha approvato martedì scorso una delibera (61/31) che richiama e formalizza tutti i passaggi necessari per il raggiungimento dell’obiettivo».

«Abbiamo ben presente il traguardo e siamo attivamente impegnati – ha spiegato l’assessore – a dare attuazione alla legge approvata poco più di un mese fa dal Consiglio.»

Una delegazione è stata ricevuta dal direttore generale dell’assessorato del Personale Maria Giuseppina Medde.

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Nell’ambito dei festeggiamenti per l’80° compleanno della città di Carbonia, la Sotacarbo ha organizzato, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Carbonia, un interessante incontro pubblico che si svolgerà domani, venerdì 21 dicembre, a partire dalle ore 9.30, presso il Centro di Ricerche della società, sito presso la Grande Miniera di Serbariu.

Il convegno parte dall’assunto secondo cui l’efficientamento del patrimonio edilizio è necessario per avviare il recupero e il ripensamento delle città verso uno sviluppo sostenibile ed inclusivo. In questo contesto le Pubbliche Amministrazioni svolgono un ruolo chiave come promotrici e facilitatrici dell’innovazione.

All’incontro prenderanno parte il sindaco Paola Massidda e l’assessore dei Lavori pubblici e dell’Ambiente Gian Luca Lai. «Si tratta di un’occasione per fare il punto della situazione sulle azioni intraprese dalla nostra Amministrazione comunale in tema di efficientamento energetico, tra cui spicca l’aggiudicazione di un bando da 1.895.000 euro per riqualificare l’edificio comunale di via XVIII Dicembre, in cui hanno sede diversi servizi di capitale importanza per i nostri concittadini, come i Servizi sociali, l’ufficio Anagrafe, lo Stato Civile, l’ufficio Sport e Pubblica istruzione», ha detto il sindaco Paola Massidda.

«L’intervento previsto si propone di realizzare un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative e di fonti energetiche rinnovabili», ha precisato l’assessore dell’Ambiente Gian Luca Lai.

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Il Carbonia ha superato in semifinale la Marco Cullurgioni Giba con il netto punteggio di 3 a 0 ed ha raggiunto l’Antiochense nella finale della 56ª edizione della Coppa Santa Barbara Trofeo Aldo Carboni che verrà disputata mercoledì 26 dicembre, alle ore 10.00, sul campo Santa Barbara, in via G.M. Angioy. L’Antiochense ieri si era qualificato per la finale superando nella prima semifinale l’Atletico Narcao, con il punteggio di 1 a 0.

E’ in corso anche la 28ª edizione della Coppa Capodanno, riservata alla categoria giovanissimi. Al termine dei tre gironi di qualificazione, hanno raggiunto i quarti di finale (in programma al Comunale di Calasetta) le prime otto squadre, così accoppiate: Marco Cullurgioni Giba – Atletico Narcao (27 dicembre, ore 15.00), Carbonia – Ex Biancoblu (28 dicembre, ore 15.00), Carloforte – Monteponi Iglesias (27 dicembre, ore 16.45), Fermassenti – AC Cortoghiana (28 dicembre, ore 16.45).

Le semifinali si disputeranno il 30 dicembre, al Comunale di Sant’Anna Arresi (alle 9.00 e alle 10.30); la finalissima, il 3 gennaio, al Comunale di Masainas (alle 15.00).

Qualche giorno fa l’annuncio, in conferenza stampa, dell’accordo raggiunto con Unidos ed alcuni ex sardisti, da cui è scaturita la lista “Sardi liberi” che correrà alle prossime elezioni regionali. Oggi Progetu Repubblica ha diffuso una nota, nella quale ricostruisce il percorso che ha portato al battesimo di questo nuovo progetto politico. Di seguito il testo integrale.

“Nel corso degli anni abbiamo sempre cercato con onestà e passione di farci promotori di sintesi politiche capaci di ricomporre il frammentato universo indipendentista diviso da traumatizzanti scissioni, che hanno lasciato ferite e cicatrici profonde nell’animo dei nostri attivisti.

Le ragioni di questa volontà politica sono molteplici: in primo luogo riteniamo giusto semplificare lo scenario politico per agevolare la scelta all’elettorato sardo. Un elettorato che – non dimentichiamolo – ha sovente mosso come critica la disunione eccessiva tra i partiti nazionali sardi. In secondo luogo perché come partiti indipendentisti presi singolarmente, dobbiamo ammetterlo, siamo deboli: non abbiamo la forza per contrastare i blocchi di potere italiani sedimentati sul nostro tessuto politico, sociale e economico da decenni di potere egemonico. Capire i nostri limiti è il primo passo per superarli.

Con forte senso di responsabilità nazionale riteniamo fondamentale, per un traguardo storico come il governo della nostra Terra, che il dialogo con tutte le forze sarde non debba venir meno, tuttavia la nostra abnegazione verso questo obiettivo di convergenza e di unità nazionale è possibile a determinate condizioni.

Come abbiamo già scritto nei precedenti comunicati i soggetti politici, per costruire una solida base su cui erigere un grande movimento di liberazione nazionale, erano oltre a noi di ProgReS, Unidos, il Partito dei Sardi e il PSd’Az, senza escludere l’esperimento di sintesi Autodeterminatzione. Nelle successive analisi per valutare la fattibilità di una simile operazione avevamo anche individuato le criticità e le potenzialità di ciascuno di essi.

Oggi, dopo un aperto dialogo politico durato anni e intensificatosi negli ultimi mesi, possiamo dire con orgoglio che siamo riusciti in un’impresa per molti ritenuta impossibile: abbiamo posto le basi per la costruzione di un grande movimento di Liberazione Nazionale. Proprio come diceva Nelson Mandela, padre della nazione sudafricana: «Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto».

Il 15 dicembre è stata una giornata storica. A Cagliari gli indipendentisti, i moderati, i sardisti, i rappresentanti di varie associazioni importanti che da tempo lavorano per lo sviluppo ed il benessere della nostra terra si sono trovati per iniziare tutti insieme un cammino comune di libertà e di impegno teso alla difesa degli interessi nazionali sardi.

Abbiamo creato uno spazio politico aperto ed inclusivo, dinamico e moderno, con un occhio che guarda al futuro e uno che guarda al passato. E’ la casa di tutti i Sardi Liberi. Una convergenza ampia che si proietta oltre la contingenza elettorale e che ha come obiettivo quello di trasformare la disaffezione e la protesta popolare in una proposta di governo per le nostre comunità e la nostra nazione.

In questo contesto è importante sottolineare l’apporto di rilievo, sotto il profilo politico e simbolico, pervenuto dai cosiddetti “sardisti dissidenti”, ma che preferiamo definire liberi, rappresentati dal consigliere regionale, Angelo Carta, da Giovanni Columbu, già segretario e presidente, che assieme alle federazioni di Gallura, Nuoro e Ogliastra, non si riconoscono più nei valori e nell’agire politico, privo di qualsiasi slancio ideale, sistematicamente disillusi da tattiche di piccolo cabotaggio del PSd’Az, un partito ormai stretto in un abbraccio mortifero con la destra ultranazionalista italiana.

Una scelta coraggiosa e di responsabilità nazionale, scevra da interessi personali di una qualche comoda poltrona, se consideriamo che abbandonano un partito di certo non in difficoltà visto l’apparentamento con il centrodestra unionista, e un candidato alla presidenza della RAS attuale segretario del PSd’Az. Una scelta appunto da sardi liberi.

Progetu Repùblica in questo momento è impegnato in un triplo oneroso impegno: stiamo lavorando su noi stessi per rilanciare attivismo e radicamento territoriale indipendentista, ingredienti essenziali per l’esistenza di un indipendentismo coerente e forte che tenga la barra dritta sui concetti fondamentali e irrinunciabili di una lotta non violenta per la liberazione nazionale e sociale del popolo sardo; stiamo poi elaborando la nostra strategia elettorale, ma questo non è il nostro assillo in quanto non siamo nati per conquistare qualche incarico o uno stipendio; ma soprattutto stiamo continuando pervicacemente a proporre – in pubblico e in estenuanti trattative riservate a tutto campo – il progetto di convergenza SARDI LIBERI.

Un’alchimia politica e simbolica potenzialmente dirompente alla quale il nostro Partito può dare un apporto fondamentale in termini di costruzione teorica, di strategia comunicativa, di valorizzazione di tutte le componenti e di coordinamento super partes nell’esclusivo interesse della convergenza e quindi della nazione sarda. Confidiamo nell’attento ascolto da parte dei partiti e dei movimenti dell’area nazionale sarda come di tutti i cittadini liberi. Il tavolo di Progetu Repùblica non chiude mai.

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«Non possono abbandonare al loro destino gli operai del Sulcis Iglesiente, già strangolati da una crisi senza precedenti e dalla mancanza di lavoro.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu illustra le ragioni della lettera al Governo Conte: «Sarà un Natale all’insegna dell’incertezza e della precarietà per migliaia di lavoratori del polo industriale di Portovesme. I lavoratori delle fabbriche dell’area produttiva più estesa del Sulcis Iglesiente – che conta i dipendenti ex Ila, ex Alcoa, ed ex appalti Eurallumina – attendono con trepidazione l’approvazione di una legge che possa assicurare gli ammortizzatori sociali 2019 per l’area di crisi complessa del Sulcis Iglesiente».

I sussidi scadono a fine anno, poi i lavoratori potrebbero vedersi negata l’erogazione di un sostegno per la disoccupazione.

«Il Sulcis è da tempo alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo, l’industria è un pilastro portante per le speranze di rinascita e ripresa produttiva del nostro territorio. Per questo siamo convinti che ci sia la necessità di mettere in atto tutte le strategie progettuali ed economiche per favorire il rilancio del polo industriale di Portovesme, in modo particolare la filiera dell’alluminio – aggiunge Gianluigi Rubiu nella lettera inviata anche alla responsabile di Fratelli d’Italia per invocare un pressing sull’esecutivo –  Occorre un intervento decisivo affinché si scongiuri l’ipotesi di una scadenza degli strumenti di integrazione al reddito senza l’accompagnamento dei relativi sussidi per il 2019 e si attivino tutte le condizioni per dichiarare che il polo di Portovesme e dintorni diventi strategico per l’Italia, come già avvenuto per l’Ilva di Taranto nel settore dell’acciaio.»

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«L’Aou, un’azienda fatta di condivisione»

Ieri la direzione aziendale ha incontrato il personale per il tradizionale scambio di auguri, alla presenza del rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli e dell’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba.

«Le aziende sono costituite da un gruppo di persone che hanno bisogno di tempo per amalgamarsi. Le aziende non si fanno con atti ma attraverso la condivisione delle storie». Così ieri il direttore generale dell’Aou di Sassari Antonio D’Urso si è rivolto ai direttori delle strutture ospedaliere, al personale medico e infermieristico riunito al settimo piano del Santissima Annunziata per il tradizionale scambio degli auguri natalizi. Un’occasione per condividere il cammino fatto nell’anno che si avvia a conclusione e gli obiettivi del prossimo anno.

Il manager ha ripercorso alcune tappe fondamentali, dall’atto aziendale ai fondi contrattuali, dai lavori per il nuovo ospedale alle stabilizzazioni. «Oltre 200 persone passeranno da tempo determinato a indeterminato: si tratta di un passaggio epocale», ha detto.

Il direttore generale inoltre ha sottolineato il ruolo fondamentale degli ospedali sassaresi e del ruolo centrale dell’Aou di Sassari, riferimento del Nord Sardegna, per quanto riguarda l’assistenza, la didattica e la ricerca. «Qua ci sono competenze che la rendono una grande azienda. Ci sono ancora tanti gap da superare ma – ha concluso – permettetemi di ringraziarvi perché ognuno di voi ha contribuito alla realizzazione di quello che siamo e che saremo».

All’incontro, oltre al direttore generale, al direttore sanitario Nicolò Orrù e al direttore amministrativo Lorenzo Pescini, erano presenti anche il rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli e l’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba.

Il rettore dell’Ateneo turritano ha rimarcato l’importante ruolo dell’Aou di Sassari sia sul versante dell’assistenza sia della ricerca e della formazione. «Ho sempre creduto che questa azienda potesse essere il riferimento per il Nord Sardegna e per la regione – ha detto – e, inoltre, che per l’Università di Sassari e la città la Sanità rappresenti il biglietto da visita. Se non avessimo avuto l’Aou, certe scuole di specializzazione non ci sarebbero state», ha concluso.

Monsignor Gian Franco Saba nel rimarcare che «un ospedale è segno di civiltà perché luogo di accoglienza», ha ricordato l’attività svolta attraverso la pastorale per la Salute. La sua presenza, inoltre, è stata anche l’occasione per la presentazione dei nuovi cappellani dei presidi ospedalieri dell’Aou. All’ospedale Santissima Annunziata sarà presente don Luigi Usai e alle cliniche, assieme a don Eugenio Pesenti, ci sarà don Paolo Mulas.