25 June, 2026

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La Quinta Commissione del Consiglio regionale ha sentito in audizione i sindaci di Villaperuccio, Buggerru e Musei sulle difficoltà incontrate dai comuni per la stima e il pagamento dei danni causati dal maltempo.

Il sindaco di Villaperuccio, Antonello Pirosu, anche a nome del direttivo Anci, ha puntato l’indice contro il sistema di gestione delle pratiche messo in campo da Argea: «Lo scorso anno abbiamo inviato la dichiarazione dello stato di calamità naturale alla pec ufficiale di Argea – ha detto Antonello Pirosu – solo dopo abbiamo scoperto che era inattiva. In un’altra occasione la domanda di ristoro danni è stata respinta perché arrivata con pochi giorni di ritardo. Questo non è accettabile. I comuni operano con piante organiche ridotte all’osso e devono provvedere a mille incombenze. La burocrazia non può essere così rigida. Serve una deroga, gli eventi calamitosi da straordinari stanno diventando ordinari». 

Valutazioni condivise dal sindaco di Buggerru Laura Cappelli. «Il nostro comune ha subito danni ingenti dall’alluvione del 4 e 5 maggio scorso – ha detto il primo cittadino – abbiamo spedito per tempo le relazioni ad Argea. L’istruttoria è stata respinta perché i danni sono stati giudicati sotto la soglia minima prevista dalla legge (35%) eppure alcune attività sono andate completamente distrutte. Abbiamo presentato ricorso ad Argea ma non ci è stata data risposta».

Il sindaco di Musei, Antonello Cocco, infine, ha segnalato una situazione di grave emergenza che interessa il suo comune: «Nel nostro territorio, quasi interamente pianeggiante, passano 7 fiumi che scendono dalle montagne di Domusnovas e Villamassargia e si riversano sul Cixerri – ha spiegato Antonello Cocco – nel tratto tra Villamassargia e Siliqua l’alveo del fiume è irregolare e determina un allagamento continuo delle aree agricole, circa 500 ettari. Occorre un intervento urgente sugli argini, gli ultimi lavori risalgono agli anni ’70».

Solidarietà ai sindaci hanno espresso i consiglieri Mario Tendas (Pd), Roberto Desini (PdS), Edoardo Tocco (Forza Italia), Paolo Dessì (Psd’Az-LA Base) e Gianluigi Rubiu che ha denunciato la pessima gestione di Argea e chiesto la convocazione in Commissione dell’assessore all’Agricoltura Pierluigi Caria. Antonio Gaia (Upc) ha invece sottolineato la necessità di studiare forme alternative di contrasto delle calamità naturali: «Agricoltori e pastori devono cominciare a ragionare come imprenditori – ha detto Antonio Gaia – anziché pagare milioni di euro per risarcire i danni sarebbe meglio prevedere una forma di assicurazione obbligatoria con un contributo della Regione per l’abbattimento dei costi».

Il presidente Luigi Lotto ha assicurato massima attenzione alla vicenda: «Informeremo la Giunta della difficile situazione in cui si trovano le vostre comunità e chiederemo all’assessore di riferire in Commissione».

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La Quinta Commissione permanente del Consiglio regionale ha approvato le direttive di attuazione sui bed&breakfast, disciplinati dall’articolo 16 della legge n.16 2017 “Norme in materia di Turismo”.

Le direttive, contenute in una delibera di Giunta approvata lo scorso 13 novembre sono state illustrate alla Commissione dall’assessora al Turismo Barbara Argiolas. «La delibera nel ribadire che l’attività di B&B viene esercitata in forma occasionale e non imprenditoriale individua caratteristiche e requisiti delle strutture – ha spiegato Barbara Argiolas – la maggiore novità è rappresentata dalla classificazione dei bed&breakfast in base ai requisiti posseduti. La norma prevede una classificazione da 1 a 3 stelle in armonia con la normativa comunitaria e nazionale».

Le direttive, condensate in 18 articoli, individuano i soggetti abilitati a esercitare l’attività (proprietario, conduttore o locatore dell’immobile), le strutture (casa di residenza), il tipo di servizi offerti (solo prima colazione), le dimensioni delle camere, il numero massimo dei posti letto.

«L’assegnazione delle stelle dipenderà dalla qualità dei servizi offerti e dalla categoria e dallo stato di conservazione e manutenzione  della struttura – ha aggiunto Barbara Argiolas – tra i requisiti richiesti per ottenere le tre stelle sarà indispensabile la presenza di un bagno con relativi accessori in tutte le camere, il cambio bisettimanale della biancheria nei bagni e nelle stanze, il riscaldamento e l’aria condizionata.»

«Si tratta di un ulteriore passo verso la piena attuazione della nuova normativa regionale sul turismo – ha detto il presidente della Commissione Luigi Lotto – una legge che ha l’obiettivo di dare sviluppo al settore ricettivo extralberghiero con regole certe e rendere sempre più efficienti i servizi per i vacanzieri.»      

 

 

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A partire dalla settimana scorsa, gli impianti sportivi del comune di Calasetta dispongono di due defibrillatori, apparecchi salvavita fondamentali per controllare il ritmo della frequenza cardiaca degli atleti in caso di necessità.

«È una notizia di grande importanza per la nostra realtà sportiva – commenta l’assessore dello Sport Cristiano Mercenaro – pur essendo una piccola comunità, vantiamo un defibrillatore per il palazzetto e, da qualche giorno, uno per il campo di calcio.»

L’installazione del nuovo dispositivo è stata resa possibile in seguito al bando di gara per la pulizia e la manutenzione degli impianti sportivi: «Tra i progetti presentati dalle varie cooperative – conclude Cristiano Mercenaro – una di queste, “La Locomotiva”, ha inserito il defibrillatore come premialità, aggiudicandosi poi il bando: siamo soddisfatti che le condizioni di sicurezza dei nostri sportivi siano garantite da due questi irrinunciabili macchinari».

 

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Esultano i panificatori di Confartigianato Imprese Sardegna per il decreto interministeriale che, dal prossimo 19 dicembre, imporrà alle rivendite di separare i prodotti e di specificare il tipo di produzione e conservazione. Infatti, potrà chiamarsi “fresco” esclusivamente il pane «preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante».

Sono 930 le attività di panificazione presenti in Sardegna che, quotidianamente, sfornano Civraxiu, Coccoi, Moddizzosu ma anche rosette, schiacciatine, baguette, bananine e lingue, senza dimenticare il pane alla ricotta o quello con le olive.

Un sistema, quello dei panifici sardi, che quotidianamente sforna circa 3.000 quintali di prodotto, per un totale annuo che sfiora le 110mila tonnellate, costantemente sotto attacco da parte del surgelato che arriva dall’estero o da altre regioni d’Italia, dalla concorrenza sleale e dagli abusivi.

«Finalmente i consumatori potranno scegliere tra il “pane fresco sardo” e quello proveniente da altre zone d’Europa, prodotto magari parecchi mesi prima e surgelato che peraltro ha spesso prezzi al consumatore più elevati – commenta Stefano Mameli, segretario regionale di Confartigianato Imprese Sardegna -. Dopo 12 anni di battaglie in Parlamento e nei Ministeri arriva una vittoria quanto mai attesa vista le difficoltà, dovute all’invasione del pane “non fresco”, che i panificatori vivono quotidianamente

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Sono stati individuati e poi abbattuti, nelle campagne di Arzana, 99 maiali al pascolo brado illegale, di proprietà ignota, non iscritti all’anagrafe animale e quindi mai sottoposti ai dovuti controlli sanitari. Ne dà comunicazione l’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana (PSA) in Sardegna.

L’intervento odierno si inserisce nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo del territorio previste in tutta la Sardegna, e in particolare nelle aree interne dell’Isola, dal piano di contrasto al pascolo brado illegale e quindi alla diffusione del virus della PSA tra soggetti infetti e sani. Alle operazioni, coordinate dall’UdP in stretta collaborazione con la Prefettura e la Questura di Nuoro, hanno partecipato i veterinari dell’ATS e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS), gli uomini del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale e il personale dell’Agenzia Forestas.

L’Unità di Progetto, ancora una volta, rinnova l’appello affinché tutti coloro che detengono suini non registrati o allevati in modo illegale regolarizzino la propria posizione così da non contribuire al diffondersi della PSA in Sardegna. Chi opera al di fuori del quadro normativo impedisce alle proprie comunità di poter sviluppare allevamenti regolari capaci di creare nuove economie e occupazione in particolare nelle aree rurali della regione. È tempo che lo spirito dell’interesse collettivo torni a prevalere rispetto all’interesse di pochi: la crescita e lo sviluppo di una comunità sono dei processi che devono coinvolgere tutti e non lasciare indietro nessuno.

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Venerdì 30 novembre, presso la sala “I Sufeti” della biblioteca comunale, in piazza De Gasperi, a Sant’Antioco, si terrà un incontro pubblico sui temi legati alla valorizzazione della laguna e della portualità di Sant’Antioco, organizzato da Italia Nostra Sardegna e dal Comitato cittadino Porto Solky.

Italia Nostra Sardegna ed il comitato cittadino Porto Solky ancora una volta ribadiscono la contrarietà alla realizzazione del nuovo viadotto di 2 km poggiante su 25 piloni e relativa circonvallazione, per un costo totale di 57,5 milioni di euro, che definiscono «un’infrastruttura assolutamente inutile e dannosa per il paesaggio e per l’ecosistema lagunare, oltreché economicamente improponibile se rapportato al costo della manutenzione per l’attuale ponte di soli 1,3 milioni di euro».

«Aumentano sempre più le perplessità sulla progettazione in corso relativa alle nuove opere portuali che a tutt’oggi sta condizionando negativamente la programmazione futura del porto e delle aree adiacenti, impedendo di fatto la realizzazione di un porto polifunzionale e la valorizzazione delle aree ex Sardamag fondamentali ai fini della realizzazione di nuova ricettività turistica e di servizi al territorio indispensabili per la realizzazione di un vero polo nautico e ricettivo oggi assente in tutto il Sulcis», aggiungono Italia Nostra ed il comitato Porto Solky, ritenendo che «le attuali proposte del Piano Sulcis non corrispondono alle reali esigenze del territorio», ricordano «l’assenza di finanziamenti per la SS126 tra Carbonia e Sant’Antioco» e «propongono di dare avvio con l’incontro pubblico di venerdì 30, ad una serie di momenti di approfondimento e confronto tra gli amministratori locali dei comuni interessati dal Piano Sulcis e le istanze proveniente dal territorio, al fine di trovare le soluzioni più efficaci, condivise e rispondenti per un auspicato rilancio economico del Sulcis Iglesiente».

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«All’ospedale Marino di Cagliari sono stati interrotti gli interventi nei diversi reparti del presidio sanitario, dall’ortopedia alla traumatologia sino alla chirurgia della mano con i pazienti trasferiti negli altri ospedali cittadini. Le attività sono state cancellate (pare per un’avaria agli impianti elettrici) con una criticità che si è spostata inevitabilmente sugli altri presidi del capoluogo.» 

Il grido d’allarme è arrivato dal vicepresidente della commissione sanità Edoardo Tocco (Forza Italia).

«Si segnala una gestione carente dell’Ats, incapace di prevedere all’emergenza – aggiunge Edoardo Tocco – senza una programmazione per fronteggiare le disfunzioni interne al nosocomio. Una scelta che, di fatto, sembra il preludio ad una chiusura del presidio sanitario. I pazienti in lista d’attesa per alcuni interventi chirurgici non sono stati nemmeno avvertiti, con effetti prevedibili per gli altri ospedali presi d’assalto dagli utenti.»

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Salvatore Sanna è stato eletto nuovo presidente provinciale delle Acli di Sassari. Ha ottenuto 30 voti su 31 presenti e con una sola scheda bianca riposta nell’urna con tutta probabilità proprio dal neo presidente.

Salvatore Sanna, ha 37 anni, è entrato a far parte delle Acli nel 2008. Dipendente di un istituto bancario è stato eletto consigliere comunale a Sassari nel 2014. Ha ricoperto diversi ruoli nelle Acli: è stato componente del Forum nazionale dei giovani, ha fatto parte della commissione esteri e ha partecipato a numerose iniziative di cooperazione internazionale, l’ultima lo scorso mese di maggio in Tunisia. È stato inoltre vice commissario provinciale delle Acli di Sassari e componente del consiglio regionale dell’associazione di cui è anche segretario con delega alle istituzioni e agli enti locali.

«Per me è un grande onore ed una grande responsabilità guidare le Acli di Sassari dopo la fase di commissariamento gestita in questi tre anni nel migliore dei modi da Antonello Caria – ha detto il neo presidente subito dopo la sua elezione -. Il mio primo obiettivo è lavorare per far ripartire le Acli ma anche per far sì che la nostra associazione si riappropri del nostro territorio. La presenza nelle nostre comunità è sempre stato un tratto distintivo delle Acli e anche nella composizione del consiglio abbiamo cercato di rispettare la geografia rappresentando i diversi centri del sassarese. Con il nuovo consiglio provinciale abbiamo inoltre abbassato sensibilmente l’età media dei componenti.»

«Viviamo un momento sicuramente non facile – ha aggiunto Salvatore Sanna – nel quale anche la politica divide e non riesce a creare quell’unità che invece sarebbe necessaria ed auspicabile. Compito di organizzazioni come la nostra è proprio cercare di unire e di lavorare per progetti e obiettivi comuni. Uniti facciamo bene le Acli e possiamo toglierci tante soddisfazioni. Siamo certi – ha concluso Salvatore Sanna – che se stiamo vicini alle persone e alle famiglie non possiamo sbagliare.»

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La Giunta comunale di Sant’Antioco ha approvato il progetto di “Adeguamento alle norme di sicurezza e sistemazione palestra di Via Bologna”, che può fare affidamento su una dotazione finanziaria di 280mila euro, frutto di #sbloccascuole2018 – Spazi finanziari per l’edilizia scolastica per l’annualità 2018. «Il progetto si inserisce in un’operazione ampia e articolata – spiega l’assessore dei Lavori pubblici Francesco Garau – che, da una parte, prevede la realizzazione di un nuovo deposito officina comunale, i cui lavori sono già iniziati con un investimento di 300mila euro; dall’altra, prevede l’adeguamento degli spazi della palestra di via Bologna, attualmente impegnati dal deposito provvisorio, con l’obiettivo di consacrare quella struttura definitivamente alla funzione per la quale nasce: quella dell’istruzione. La palestra ed il plesso scolastico principale verranno collegati da un tunnel che consentirà a bambini e maestre di muoversi tra le due strutture in tutta sicurezza, ed al riparo da eventuali piogge».

L’edificio, una volta adeguato, verrà destinato anche al servizio di mensa scolastica per i bambini che svolgono il tempo pieno. Approvato il progetto, gli Uffici procederanno alle fasi successive fino alla gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, che prenderanno avvio nella primavera prossima. «Quest’anno abbiamo dedicato ingenti risorse ed energie alle scuole cittadine – commenta il sindaco Ignazio Locci – i lavori in programma nell’edificio di via Bologna si aggiungono alla lunga lista di opere sulle strutture scolastiche messe in campo dall’Amministrazione. E presto, oltre a questi lavori, procederemo anche con il rifacimento della copertura del plesso di Via Virgilio, con un investimento di 120mila euro: fondi, anch’essi, risultato dell’operazione “sblocca scuole”».

 

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Nel primo pomeriggio i carabinieri della Compagnia di Iglesias, hanno arrestato un 55enne cagliaritano, di fatto domiciliato ad Iglesias, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’uomo viaggiava a bordo di una vettura quando è stato fermato per un normale controllo alla circolazione stradale; il controllo si è prolungato per un accertamento approfondito sui documenti di viaggio del veicolo, non risultato di proprietà del 55enne. Alle banali domande dei carabinieri sul perché guidasse una macchina non sua, l’uomo, incensurato tra l’altro, ha iniziato a tradire un ingiustificato nervosismo che ha di fatto suggerito ai militari operanti che ci fosse altro sotto. In uno dei calzini l’uomo nascondeva circa 21 grammi di cocaina, un quantitativo non giustificabile altrimenti se non con l’attività di spaccio; al termine delle formalità di rito il 55enne è stato arrestato ed accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa dell’udienza con rito direttissimo prevista per la mattinata di domani.