29 August, 2026

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Si è aperto nel ricordo dei giovani morti durante la traversata tra l’Algeria e la Sardegna, ieri, l’incontro organizzato dalla Regione, a Nuoro, nell’Aula magna del Liceo scientifico “Fermi” sul tema dell’inclusione dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale.

«Sono giorni di grande tristezza per la tragedia a poche miglia dalle coste del Sulcis. E’ doveroso riflettere su quello che è successo. La Regione ha chiesto più volte al Governo interventi efficaci per contrastare il flusso diretto dall’Algeria e proposto iniziative concrete con la finalità di interrompere un traffico gestito da organizzazioni criminali», ha detto l’assessore degli Affari generali, Filippo Spanu.

L’assessore ha dialogato con gli studenti nel corso di un’intensa mattinata arricchita dalle testimonianze dei richiedenti asilo Sonko Buya, Yahia Yatta, Salu Kamar e Cisse Lamin, tutti originari del Gambia, e del maliano Coulibaly Soumaila, che ha ottenuto la protezione internazionale. Tutti i ragazzi vivono nel centro di accoglienza per richiedenti asilo “Cortemalis” di Ilbono. AI coetanei che frequentano il liceo Fermi hanno raccontato l’esperienza dolorosa del viaggio verso le coste italiane le speranze che caratterizzano la loro nuova vita: il sogno di fare il calciatore o di lavorare in una struttura turistica o in una lavanderia sfruttando un tirocinio già avviato. Un percorso non facile che però tutti i giovani di Cortemalis vogliono portare a termine con grande ostinazione. Sono inoltre intervenuti, nell’arco di circa tre ore, il dirigente scolastico Maria Antonietta Ferrante, il sindaco Andrea Soddu, le mediatrici culturali Genet Woldu Keflay e Francesca Nieddu e il gruppo di operatori che a Nuoro sta attuando il progetto Sprar per creare un sistema di accoglienza diffusa. Dagli studenti sono giunte molte domande per i ragazzi ospitati nella struttura di Ilbono. Quesiti sulle violenze subite nel corso del viaggio e su quanto possa costare la traversata verso l’Italia. «E’ stato – ha sottolineato Spanu – un proficuo momento di confronto e reciproca conoscenza».

L’assessore, nell’esprimere apprezzamento per lo sforzo compiuto dal comune di Nuoro nella costruzione dello Sprar, ha ricordato «l’impegno dei circa mille giovani sardi, tra mediatori culturali, psicologi e amministrativi, nell’ambito del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale. Siamo di fronte a grandi professionalità, molte delle quali si sono consolidate con periodi di studio e lavoro all’estero. Tutto questo viene messo seriamente a rischio dalle scelte del Governo che mira a ridimensionare la rete dell’accoglienza».

Nel territorio del Nuorese sono presenti 11 centri di accoglienza che ospitano 295 richiedenti asilo. Sono inoltre attivi tre Sprar: Nuoro (per 26 posti), Unione dei Comuni del Marghine (81 posti) ed Austis (destinato ai minori stranieri non accompagnati (10 posti).

L’esponente della Giunta ha, infine, invitato gli studenti ad aderire al concorso “Graziano Deiana”, rivolto ai giovani delle scuole superiori che possono sviluppare progetti incentrati sui temi dell’inclusione e dell’integrazione degli immigrati. Il bando è stato pubblicato sul sito http://www.regione.sardegna.it/flussimigratorinonprogrammati/ nel quale sono indicati tutti i dettagli dell’iniziativa.

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Secondo appuntamento per “Il trittico dei ribelli”, la mini rassegna proposta da Il Crogiuolo, sotto la direzione artistica di Rita Atzeri. Dopo Paskedda Zau, eroina popolare di “Su Connottu”, oggi alle 21.00, nella Sala Bancri dello spazio Fucina Teatro nel centro culturale La Vetreria di Pirri, sarà “Paska Devaddis” di Michelangelo Pira, in un adattamento per voce e launeddas con Rita Atzeri e Nicola Agus. La narrazione scenica della storia della giovane di Orgosolo, vissuta e morta nel 1913 in latitanza per le sue cagionevoli condizioni di salute, vittima, probabilmente innocente, di una faida sanguinosa che per dodici anni, dal 1905 al 1917, sconvolse il paese barbaricino a causa della disamistade fra le famiglie dei Cossu e dei Corraine.

“Paska Devaddis” è il testo teatrale scritto per l’ascolto radiofonico (venne registrato per Radio Cagliari) da Michelangelo Pira, giornalista, antropologo, scrittore bittese scomparso nel 1980, e pubblicato postumo nel 1981 dalle Edizioni Della Torre nel volume “Paska Devaddis – Tre Radiodrammi per un Teatro dei Sardi”. Una figura, quella della giovane donna orgolese, dolente e coraggiosa insieme, più fragile fanciulla che banditessa, che ispirò una leggenda popolare e Pira, profondo studioso del mondo barbaricino e cantore della società pastorale. L’opera è stata più volte trasposta sulla scena: importante e simbolica rimane la rappresentazione creata nel 1999 da Theodoros Terzopoulos, regista greco di fama internazionale, per il Teatro di Sardegna, con Lia Careddu protagonista.

«La nostra operazione – spiega Rita Atzeri – è nata volendo creare una nuova drammaturgia tratta dai tre radiodrammi di Michelangelo Pira, di cui abbiamo cercato di fondere diverse situazioni narrate, riconducendole a un unico filo conduttore dove a parlare è Paska in prima persona, che racconta le sue vicende. La musica di Nicola Agus – suonatore di launeddas che sposa la tradizione del suo strumento con l’innovazione delle sonorità contemporanee – sottolinea e accompagna questo percorso. Raccontiamo – conclude Rita Atzeri – una storia che mostra come il conflitto fra un contesto sociale, complesso, e le leggi dello Stato possa portare, condizionando anche il ruolo e il destino degli individui, ad atti di forte ribellione.»

Per 12 anni, dal 1905 al 1917, Orgosolo visse una sanguinosa faida che vedeva contrapposte le famiglie Cossu e Corraine. Nel paese barbaricino si formarono due fazioni, facendo scaturire una lotta violenta costellata di omicidi, che lo Stato, per assenza o debolezza, non riusciva a fermare. In questo contesto crebbe Paska, ancora bambina quando iniziò la faida. Apparteneva a una famiglia benestante, quella dei Devaddis, alleata con i Corraine. Quando era giovanissima suo fratello venne accusato dell’omicidio di un uomo appartenente alla fazione dei Cossu. Alcuni testimoni raccontarono che anche Paska era presente sul luogo del delitto. Per questo fu spiccato un mandato di cattura nei suoi confronti, anche se quasi sicuramente era innocente, e così i Devaddis furono costretti a darsi alla macchia. La giovane, non ancora venticinquenne, seguì i familiari nella latitanza insieme al suo fidanzato, ma, già ammalata, dopo pochi mesi morì, forse di stenti, probabilmente di tubercolosi. Era il 1913. I suoi compagni di latitanza per rispettare il loro codice d’onore (secondo quello barbaricino chi moriva latitante senza fare ritorno alla propria casa era condannato in eterno al disonore) trasportarono, molto audacemente, il suo corpo fino alla casa natale, attraversando Orgosolo asserragliato dagli uomini della fazione opposta e presidiato dalle forze dell’ordine. Vestirono Paska con l’abito da sposa, la distesero sul suo letto, salvandola dal disonore. L’autopsia svelò che era ancora vergine.

Nel 1917 si tenne a Sassari il cosìddetto “Processone”, che vide sfilare una lunga serie di imputati e testimoni, per tentare di dirimere la disamistade di Orgosolo. La sentenza fece scalpore: nessun colpevole. Nonostante la catena di omicidi che insanguinò il paese, gli imputati vennero tutti assolti. “Paska Devaddis”, se fosse sopravvissuta, sarebbe stata dichiarata innocente.

La rassegna “Trittico delle ribelli” è finanziata dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della Sardegna.

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Le sessioni di lavoro delle commissioni saranno aperte questo pomeriggio, alle 17.00, dalla riunione della quinta (Attività produttive), presieduta da Luigi Lotto (Pd). In programma l’audizione dei responsabili della cooperativa Achantus sui mancati pagamenti di Anas alle imprese per i lavori sulla Sassari-Olbia. All’esame della commissione anche i documenti collegati alla Legge di stabilità 2019-2021, il Piano contenente le direttive di attuazione sulla pesca nelle acque interne, l’approvazione provvisoria delle direttive su “caratteristiche, requisiti e classificazione” delle strutture ricettive appartenenti alla categoria Bed & Breakfast, la proposta di legge 553 in materia di sostegno al commercio ed all’artigianato ed il Testo unico sullo sviluppo della produzione di birre artigianali.

Mercoledì 21, alle 10.00, riunione della commissione Sanità e Politiche sociali presieduta da Raimondo Perra (Cps) con l’esame della Pl 537 su riconoscimento, diagnosi e cura della fibromalgia.

Nel pomeriggio alle 16.00 saranno ascoltati l’assessore del Lavoro Virginia Mura sulla variazione del Piano triennale per l’emigrazione e, a seguire, l’assessore della Sanità Luigi Arru, su tre punti relativi al sistema regionale: il recepimento dell’accordo Stato-Regioni sulle linee guida per l’accreditamento delle banche di sangue da cordone ombelicale, i criteri per la suddivisione delle risorse destinate al sistema sanitario per le annualità 2018-2019-2020 e la deliberazione sulla conformità degli atti di ricognizione ed il primo programma operativo dell’Agenzia per l’emergenza-urgenza (Areus).

Nella stessa giornata alle 16.00 riprenderà i lavori la terza commissione (Bilancio) presieduta da Franco Sabatini (Pd). All’ordine del giorno l’esame dei documenti sulla Legge di stabilità 2019 ed il bilancio triennale 2019-2021.

Sempre mercoledì ma per le 16.30 è stata convocata la riunione della commissione di inchiesta sulla presenza dell’amianto in Sardegna presieduta da Edoardo Tocco (Forza Italia). In calendario le audizioni dell’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano e dei presidenti della Aiea (sezione sarda dell’Associazione italiana esposti all’amianto) e dell’Area (associazione regionale ex esposti all’amianto).

Giovedì alle 10.00, infine, riunione della prima commissione (Autonomia) presieduta da Francesco Agus (Campo progressista). Sarà sentito l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras sulla parte di competenza del disegno di legge 452 (Legge di semplificazione 2018). Successivamente inizierà l’esame di una serie di proposte di legge: il disegno di legge 520 sul lavoro straordinario dei dipendenti regionali in occasione di consultazioni elettorali, la proposta di legge 16 sul procedimento per il distacco di un Comune da una Provincia e l’aggregazione ad un’altra Provincia, più diverse proposte in materia autonomie ed Enti locali (proposte di legge 493-502).

La commissione discuterà, infine, sull’ipotesi di modifica della procedura elettorale.

I lavori proseguiranno nel pomeriggio.

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E’ in programma venerdì 23 novembre, presso il Centro Civico Culturale, in Piazza Emilio Lussu, a Bauladu, l’Assemblea regionale di Generazioni (coordinamento under 40 di Legacoop), dal titolo “Innovare Coop Futuro Cooperativo”.

La giornata verterà sui temi dell’innovazione, a partire dal confronto tra il mondo delle istituzioni, delle Università e della Ricerca, delle imprese e del credito, nella tavola rotonda dal titolo: “Competenze per innovare: Istituzioni, Università e imprese a confronto”. Successivamente il lavoro proseguirà nei tre tavoli tematici dettagliati nel programma.

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Sono iniziati i lavori di riqualificazione della strada Calasetta-Calalunga, resi possibili da un quadro economico complessivo di 102mila euro (di cui 50.885 destinati ai lavori).

Gli interventi sull’arteria comunale (che riguardano oltre 500 metri di tracciato) rappresentano una notizia importante nell’ambito delle opere pubbliche del settore viabilità promosse dal comune di Calasetta: «La strada collega il paese all’area extraurbana, che comprende le campagne spingendosi fino alle spiagge – commenta Salvatore Altadonna, delegato alla Viabilità – nell’altro senso, l’arteria consente l’ingresso alla zona urbana passando dal Bricco Bardi: si tratta pertanto di una porzione di importanza nevralgica nella rete viaria».

Negli ultimi tempi, tuttavia, le precarie condizioni dell’asfalto avevano fatto guadagnare alla via Calasetta-Calalunga la nomea di strada famigerata capace di mettere a dura prova pazienza e ammortizzatori degli automobilisti. Non solo: le cunette degradate rendevano difficile il deflusso delle acque a causa di sterpaglie e vegetazione depositate lungo i canali di scolo.

Ma adesso la situazione è cambiata: gli operai, dopo le azioni di ripulitura della vegetazione e dello strato di terreno, sono attualmente impegnati nel rifacimento completo del sistema di deflusso delle acque meteoriche con la posa di tubi e pozzetti, «per un totale di sedici tombini», chiarisce Salvatore Altadonna.

Sul versante della superficie stradale, si procederà poi col ripristino della carreggiata, garantendone una piena regolarità e percorribilità, rendendo così possibile il transito di due veicoli contemporaneamente nei due sensi di marcia e in piene condizioni di sicurezza.

 

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«Ci sono ragazzi che si escludono completamente dalla comunità, che comunicano solo dal cellulare o dal telefonino. Qualcuno ha migliaia di amicizie ma non ha chiaro il concetto di amicizia. C’è urgenza di introdurre un’educazione digitale, perché la rete non è solo uno strumento, ma una realtà vissuta che nasconde insidie da cui sapersi difendere.»

Queste parole di Bachisio Bandinu, rivolte agli studenti ospiti di “Una miniera di Cultura 2018”, sono state forse uno dei messaggi più forti e significativi dell’intera manifestazione di promozione dell’editoria libraria sarda coordinata dall’AES durante il weekend nel capoluogo del Sulcis.

Nella Sala consultazione della Biblioteca comunale di Carbonia, il noto antropologo originario di Bitti ha incontrato diverse classi di liceali e di istituti tecnici, che hanno interagito con interesse mostrando forte slancio verso un tema di attualità che tocca da vicino le nuove generazioni.

E proprio agli adolescenti è rivolta la pubblicazione di Bachisio Bandinu, “Lettera a un giovane sardo sempre connesso” (Domus de Janas), un lavoro di ricerca che ha coinvolto oltre 5mila studenti, facendo emergere la necessità di introdurre nelle aule scolastiche l’educazione digitale a livello curricolare.

«Internet è certamente una ricchezza con tanti aspetti positivi, ma nasconde tanti inganni – ha spiegato l’antropologo -. Soprattutto gli adolescenti, il cui ‘Io’ identitario non è ancora formato, sentono una pulsione, una forte necessità di essere presenti in rete, rendendo pubblici aspetti della vita privata, quasi che, se non si è in rete non si esiste. Ecco il perché del trionfo dell’apparire sull’essere.»

Il rischio è quello di un impoverimento della comunicazione attraverso forme di superficie. Le grandi piattaforme digitali sembrano offrire un mondo, ma questo mondo è più preoccupato agli aspetti merceologici e finanziari che ai fenomeni come il cyberbullismo, la fragilità dei ragazzi e le fake news.

L’incontro con Bachisio Bandinu è stato uno dei più coinvolgenti appuntamenti con le scuole della sezione “Adotta un libro sardo”, il cui successo conferma l’importanza di coinvolgere gli studenti in iniziative di promozione editoriale. Una discreta presenza di pubblico si è avuta anche negli incontri con gli autori della sezione “Adotta un libro sardo” che, per l’occasione, si è tenuta negli spazi della Torre Civica di Piazza Roma. Alla manifestazione hanno partecipato ben trenta editori sardi.

Nella giornata di chiusura, il convegno “Carbonia 80 anni dopo”, al quale hanno preso parte il sindaco Paola Massidda e la prima cittadina di Arborea, Manuela Pintus, è stato occasione per un confronto tra le due giovani comunità fondate durante il Ventennio. Due centri accomunati dalla storia, dall’integrazione e da un’architettura caratterizzata da spazi che, Pierpaolo Pasolini,  non esitava a definire “metafisici”. Questi aspetti di comunanza sono stati suggellati nell’adesione all’associazione Atrium, nella quale si inseriscono tutte le città di fondazione, anche quelle nate attraverso i regimi dell’est europeo nel secolo scorso.

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Fino al 31 dicembre 2018 è ancora possibile accedere alle risorse disponibili nel Piano Sulcis, che sono ancora ingenti perché, a fronte di uno stanziamento complessivo di 10milioni di euro, a oggi le richieste di finanziamento sono vicine ai 900mila euro.

Il bando mira a favorire l’aumento della competitività delle micro, piccole e medie imprese del Sulcis, in un’area che ricomprende all’incirca venti Comuni, per promuoverne il rilancio economico e la crescita occupazionale.

La misura sostiene i piani di creazione di nuove imprese o sviluppo di imprese già esistenti, costituiti da investimenti produttivi, servizi, formazione, spese gestione e capitale circolante. Come aree di intervento prioritarie sono state individuate l’industria sostenibile, il turismo e l’agroindustria, ma sono ammessi anche altri settori.

I beneficiari sono le micro o piccole imprese che intendano realizzare un piano per lo sviluppo aziendale nel territorio dei Comuni dell’ex provincia di Carbonia Iglesias esclusivamente finalizzato ad aumentare la competitività dell’impresa.

Soggetti proponenti: 1) Ditte individuali operative da meno di 2 anni; 2) società costituite da meno di 5 (cinque) anni e operative da meno di 2 anni; 3) Persone fisiche che intendano realizzare un piano per la creazione di impresa fino a euro 150.000;

I settori ammessi sono tutti i settori produttivi orientati a favorire il rilancio e lo sviluppo su nuove basi della tradizione industriale del Sulcis Iglesiente.

Gli interventi ammessi sono i piani per la creazione d’impresa o lo sviluppo aziendale coperti per almeno il 25% con mezzi propri e/o finanziamenti di terzi, con le seguenti specifiche:

– imprese in forma di ditta individuale da attivare o già operanti: valore del piano compreso tra 15.000 e 150.000 euro;

– imprese costituite in forma societaria: valore del piano compreso tra 15.000 e 800.000 euro.

Gli aiuti saranno concessi sotto forma di sovvenzione a fondo perduto. In particolare:

– Finanziamento pubblico diretto, a condizioni di mercato, fino al 75% del valore del Piano per la creazione di impresa o sviluppo aziendale con il Fondo Competitività;

– Contributo a fondo perduto nella misura del 50%, incrementata di un ulteriore 10% in presenza un finanziamento bancario, o di altro intermediario finanziario privato, calcolato sul valore del Piano approvato.

La procedura valutativa è a sportello, nei limiti della dotazione finanziaria.

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È stato pubblicato il bando che concede contributi alle imprese acquicole per investimenti produttivi.
La finalita è aumentare la competitività ed il rendimento economico delle attività di acquacoltura attraverso il rafforzamento della competitività e della redditività del settore.
Si tratta di una misura che intende ampliare le prospettive di sviluppo favorendo la diversificazione della produzione, da attuarsi anche attraverso l’utilizzo in allevamento di specie di riferimento territoriale non alloctone.
I beneficiari sono le imprese acquicole, in forma singola e associata.
La misura si applica all’intero territorio della Regione Sardegna.
La misura del contributo prevede un’intensità massima dell’aiuto pubblico pari al 50% delle spese ammesse sulla base dei costi sostenuti dai beneficiari.
In ogni caso, l’importo del sostegno concesso per ciascun beneficiario per il presente bando non può essere complessivamente superiore a 600.000 euro.
Le domande possono essere presentate esclusivamente nelle finestre temporali attivate nei seguenti periodi: FASE 1: 23 novembre 2018-22 gennaio 2019; FASE 2: 22 marzo 2019-22 maggio 2019; FASE 3: 5 settembre 2019-5 novembre 2019.

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Con il progetto presentato oggi dall’Unione di Comuni I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris, 26esimo e ultimo a essere avviato, il 100% della Sardegna è coinvolto nella programmazione territoriale della Regione, 500 milioni a disposizione dei territori che dal basso progettano il loro sviluppo e il loro futuro.

«Una risposta straordinaria, un successo che ci riempie di orgoglio perché significa che la formula è quella giusta, e questo ci viene confermato dall’entusiasmo con cui i sindaci lavorano ai loro progetti, riuscendo a pensare oltre i confini dei loro Comuni e immaginando uno sviluppo ad ampio respiro che faccia il bene di interi territori. Questa è stata sicuramente la sfida più bella, ed è stata vinta: tanti Comuni che si mettono insieme, ognuno con il proprio contributo, superando personalismi e campanilismo, per dare vita a progetti che coinvolgono zone molto più ampie, a beneficio di tutti», sottolinea regionale l’assessore della Programmazione Raffaele Paci, che oggi a Vallermosa ha avviato il tavolo istituzionale allargato al partenariato economico e sociale dell’Unione di Comuni i Nuraghi di Monte Idda e Fanaris, 4 Comuni e quasi 13mila abitanti (Decimoputzu, Siliqua, Vallermosa, Villaspeciosa) coinvolti.

Una migliore qualità della vita grazie alla valorizzazione delle risorse locali, prima fra tutte l’agroalimentare. In particolare si punta su riqualificazione urbana, sviluppo dei servizi alla persona in modo integrato, comprendendo gli aspetti sociali, attivazione di un’offerta integrata di beni e servizi, ampliamento e coordinamento dei servizi alle imprese, miglioramento del sistema di mobilità interna e di connessione alla città metropolitana, creazione di una offerta turistica territoriale. La programmazione territoriale della Regione richiede progetti di ampio respiro e di grande coinvolgimento. Progetti esclusivi, perché nati da territori con caratteristiche esclusive, con l’impegno di tutte le istituzioni e l’irrinunciabile contributo delle imprese. I progetti coinvolgono i privati e, una volta avviati con la firma e il finanziamento, devono essere realizzati in 36 mesi. Per tutti i progetti avviati c’è garanzia assoluta di finanziamento, anche oltre l’orizzonte temporale dell’attuale legislatura.

«Agroalimentare, allevamento, ambiente, patrimonio culturale, identità. Queste sono le caratteristiche dei nostri territori, quelle su cui puntare e da valorizzare per costruire un futuro solido, e su queste vi concentrate giustamente anche nel vostro progetto – dice Raffaele Paci -. Bisogna mettersi in gioco, come state facendo, e pensare a quello che concretamente possiamo fare, con la consapevolezza dell’intero sistema, con un profondo cambiamento culturale che deve portarci a capire che ognuno deve prendersi le sue responsabilità, con l’operatore pubblico che continua a fare la sua parte e a dare il suo contributo affiancando iniziative private. Deve esserci una continua collaborazione fra Regione, Comuni, associazioni locali, imprenditori: quindi, o noi puntiamo sulle nostre capacità e conoscenze oppure non c’è futuro. Io sono sicuro che un futuro c’è, per questo territorio e per tutta la Sardegna», conclude Raffaele Paci.

Dal 2016 ad oggi sono 11 i progetti già firmati, 15 in corso. Un totale di 26 progetti in campo, con il 100% del territorio ammissibile coinvolto, 37 Unioni, 295 Comuni e 940mila cittadini. Il quadro delle politiche di sviluppo locale messo in campo dalla Giunta è completato dai 3 Iti (Cagliari, Sassari e Olbia), dalle due Snai (Strategia nazionale per le aree interne per alta Marmilla e Gennargentu-Mandrolisai), dai Piani dedicati a Sulcis e Nuorese e, infine, dal Pon Metro.

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Vanno in pensione le tute verdi dell’Eurallumina. Ma non dal punto di vista lavorativo, con i lavoratori continuano a battersi con l’obiettivo della piena ripresa produttiva. Il naturale fine naturale sarà poi quello del raggiungimento dei requisiti necessari, ed essere inseriti in “quiescenza”, per godere del meritato riconoscimento dall’INPS , ma bensì le “tute verdi” vanno in pensione dal punto di vista cromatico.

Ad annunciarlo con una nota è la RSU aziendale.

Il classico e storico indumento da lavoro “le tute di colore verde”, che hanno indossato per decenni coloro che si sono avvicendati nell’espletare le proprie mansioni, all’interno della raffineria di bauxite di Portovesme, andrà a breve in “pensione”, chiudendo da questo punto di vista un’epoca.

A prenderne il posto saranno le nuove “tute blu”, la cui distribuzione ai lavoratori è già iniziata, marchiate con la griffe Rusal Eurallumina, adeguate agli ultimi e più completi standard di sicurezza, con una copertura protettiva totale per gli elementi con cui si andrà a contatto.

“Il segno dei tempi, con l’auspicio che questo indumento necessario per i fini produttivi – sottolinea la RSU aziendale – possa essere indossato a lungo, per i “vecchi” dipendenti, che avranno l’opportunità di testarle da subito nella loro presenza in stabilimento per le operazioni di mantenimento impianti, accompagnandoli alla loro “vera pensione, e dai nuovi ingressi ad oggi quantificati qualora si giungesse alla ripresa produttiva entro il 2020, stimati in circa 100 unità “.

“Ma in attesa del raggiungimento di questo obiettivo, per cui i lavoratori si sono spesi con impegno, sacrifici e determinazione, le tute verdi saranno ancora indossate con orgoglio, nelle iniziative di mobilitazione e di protesta tese ad ottenere il diritto al lavoro e alla dignità che si renderanno ancora necessarie.

Solo allora – conclude la RSU aziendale – potranno essere riposte nei cassetti, come un cimelio da tenere caro per il significato legato alla storia personale e collettiva che esse rappresentano”.