5 July, 2026

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Grande successo per Habitat in Blues domenica 1 luglio a Sennori dove il suggestivo scenario della Cava di tufo, ex sito estrattivo ora trasformato in spettacolare terrazza e originale teatro all’aperto che dalle alture del paese domina il Golfo dell’Asinara, ha ospitato il concerto dei Bayou Moonshiners Collective.

L’evento riuniva l’anteprima del Narcao Blues Festival e la prima serata di Aspettando Calici di Stelle, manifestazione promossa dal comune di Sennori in collaborazione con la Pro Loco e le cantine del territorio, che punteggerà con altre tre serate l’estate del vivace centro della Romangia fino alla serata clou del 10 agosto; Habitat in Blues ha inoltre inaugurato Cavart- Extrazioni Culturali, progetto con cui il Theatre en vol si candida a fare della Cava uno spazio dedicato allo spettacolo, all’arte e alla cultura con la consueta creatività e gusto per le contaminazioni che caratterizza la compagnia teatrale sassarese.

La serata ha preso il via con la degustazione dei vini delle cantine Sorres, Fara e Viticoltori Romangia che ha dato un saggio degli ottimi livelli raggiunti dalle aziende del sennorese. Le note blues della cantante Denise Fatma Gueye e del chitarrista Paolo Corda hanno accompagnato l’aperitivo nella magia del tramonto con l’incantevole vista sul mare del nord-ovest.

All’imbrunire è stata la volta del concerto dei Bayou Moonshiners. Il duo, vocato al blues e al soul di New Orleans e composto dal pianista Max Lazzarin e dalla cantante Stephanie Ghizzoni, si è per l’occasione trasformato in quintetto con Giacomo Scanavini al trombone, Alessandro Arcuri al basso e Corrado Battorti alla batteria.

La formazione ha coinvolto e trascinato il pubblico con pezzi della tradizione della Big Easy, quella New Orleans crogiolo di culture, celebre per la sua storica ma ancora oggi intensa scena musicale, di cui quest’anno si celebra il trecentesimo anniversario della fondazione e a cui il Narcao Blues Festival dedica la sua XXVIII edizione in programma nel centro sulcitano dal 18 al 21 luglio. Classici come Saint James Infirmary, Freedom and Justice e Amazing Grace hanno fatto ballare e sognare gli spettatori insieme alle videoproiezioni Paesaggi in Blues a cura del Theatre en vol.

«La sinergia fra Amministrazione comunale, Theatre en Vol e Narcao Blues Festival – ha sottolineato il sindaco di Sennori, Nicola Sassu – si è rivelata vincente e, con questi partner, prevediamo future collaborazioni. E vincente si è dimostrata anche l’idea di trasformare la Cava in un inedito palcoscenico per vivere le notti d’estate immersi in uno straordinario paesaggio che racchiude in un unico sguardo il centro storico del paese e i suoi caratteristici pendii incastonati fra cielo e mare a perdita d’occhio.»

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Un programma nel segno della musica, con tanti appuntamenti culturali, in collaborazione con il museo della Tonnara, rievocazioni di eventi storici e spettacoli di tutti i generi per bambini e famiglie. Si aprirà il 5 luglio il programma del mese dedicato agli eventi dell’estate stintinese e predisposto dall’assessorato comunale alla Cultura.

A dare il via agli appuntamenti sarà il 5 luglio alle 19, al museo della Tonnara, la presentazione del Viaggio del postale che anche quest’anno avrà un annullo filatelico dedicato il 7 luglio in largo Cala d’Oliva. Si partirà invece per il Viaggio domenica 8 luglio dal porto Mannu alla volta di Porto Torres.

Partirà sempre il 5 luglio, per poi ritornare i lunedì 16 e 30, l’appuntamento con la rassegna degli artisti di strada Isthintini Busker Festival (ore 22.00).

Tanti gli eventi culturali in collaborazione con il Mut. Si parte il 6 luglio con la presentazione del libro Donne e cucina in tempo di guerra. Dal ‘39 al ‘45: il conflitto raccontato attraverso le ricette “della fame” e a seguire lo show cooking di Pino Pazzola. Si prosegue poi il 7 luglio con l’assegnazione del premio “Stintino 2018” per la divulgazione scientifica al Museo Egizio di Torino e al suo direttore Christian Greco. E ancora presentazioni di libri il 28 luglio Sergio Brio. L’ultimo 5topper e il 29 luglio Ultime notizie sull’evoluzione umana di Giorgio Manzi.

Le conferenze scientifiche in programma il 14 luglio e il 27 luglio consentiranno di affrontare i temi sul bioterrorismo e sulla zoologia.

Arriva per la prima volta a Stintino, l’8 e 9 luglio, il Sardinia film festival, la rassegna internazionale cinematografica che, arrivata alla sua XIII edizione, ha già ottenuto un buon successo di pubblico nelle prime due tappe di quest’anno, Villanova Monteleone e Alghero.

«Nel segno della continuità – afferma l’assessore della Cultura Francesca Demontis – la nostra amministrazione, nell’organizzare il programma, ha voluto dare spazio a tutti i generi, con attenzione alle famiglie, ai bambini e ai giovani. In particolare un’occhio di riguardo agli artisti del territorio, e ai giovani del paese che, prima questo mese e poi ad agosto, avranno la possibilità di esprimere le loro doti di musicali.»

Il 29 luglio, infatti, alla piazzetta delle vele, sul lungomare Cristoforo Colombo, alle 22 i ragazzi de “I musicanti del marciapiede accanto” daranno prova delle loro capacità.

Appuntamento immancabile sarà, come ogni anno la Sagra del Tonno che, organizzata dalla Pro Loco si svolgerà il 21 luglio. Il 23 luglio, alle 21,30, tutti in corteo con Funky Jazz Orchestra e Parata FalluDù, si parte da largo Cala d’Oliva.

Torna, con tanti appuntamenti sparsi nell’arco del mese, anche Stintino Classica e jazz che quest’anno si arricchisce con Stintino Opera. Docenti e allievi si ritroveranno al Centro culturale di via Marco Polo per le loro lezioni quindi al Museo, in largo Cala d’Oliva e nella chiesa parrocchiale per un serie di concerti di assoluto interesse.

Dal 12 luglio, appuntamento fisso del giovedì sarà FalluDù Lab, alle 21,30 in largo Cala D’Oliva.

Due i venerdì dedicati ai balli latino americani con il trio Bahia, il 6 e il 27 luglio alle 21,30 in largo Cala d’Oliva.

Tante poi le attività organizzate dalla biblioteca comunale, con Information literacy per ragazzi, Bibliotecario per un giorno, Summer School in biblioteca e Libri parlati (per info 079 4124547).

Tutti i giorni, infine, i mercatini sul lungomare e sul porto Vecchio (dal venerdì alla domenica).

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Come si forma il pregiudizio? Il politicamente corretto ci mette al riparo dai nostri pregiudizi? Che ruolo gioca il linguaggio all’interno della professione del giornalista? Come conquistare una posizione di neutralità rispetto ai fatti di cui dobbiamo parlare? Come funziona il processo di crescita di un individuo e come si costruisce l’identità di genere?

Questi alcuni dei temi che saranno affrontati nel Corso di formazione continua per i giornalisti intitolato: “Media e identità di genere. L’informazione che non discrimina”. L’iniziativa è a cura di Zeroviolenza Onlus e dell’Associazione Stampa Romana, con la partecipazione di professioniste dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPsi) ed è realizzata grazie ad un bando Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

A Cagliari l’incontro si terrà lunedì 9 luglio 2018, nella Sala Giorgio Pisano dell’Unione Sarda, dalle ore 9.00 alle ore 14.00.

Dopo i saluti di Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, sono previsti gli interventi di Paola Spadari, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio;

Ignazio Cannas, psicoanalista dell’Associazione Italiana di Piscoanalisi; Tiziana Barrucci, giornalista dell’Associazione Stampa Romana e Monica Pepe, Giornalista Zeroviolenza Onlus.

L’esperienza insegna che il linguaggio può sciogliere, mantenere o produrre ambiguità, confusioni ed equivoci di cui si nutrono i pregiudizi e gli stereotipi più radicati. È proprio partendo da tale consapevolezza che, con l’aiuto di esperti e giornalisti, si tenterà di evidenziare il processo di costruzione dell’identità e dell’identità di genere, analizzandolo in termini psicodinamici, premessa necessaria allo svolgimento di un’informazione corretta.

«Si lavora sulla parità di genere e sulle situazioni di criticità e di corretta rappresentazione nei resoconti giornalistici a partire dal linguaggio, che non è una sovrastruttura, ma una chiara indicazione di percorso e di significato. Usare le parole giuste significa rispettare tutti gli attori in campo e costringere noi giornalisti a lavorare più a fondo per raccontare con esattezza i fatti e il loro contesto», ha detto il segretario dell’Associazione Stampa Romana Lazzaro Pappagallo, nella presentazione del programma.

E Monica Pepe di Zeroviolenza, ha osservato: «L’idea del corso nasce dalla volontà di analizzare e valorizzare qualsiasi processo informativo, da quelli primari che all’interno dei contesti familiari segnano il passaggio da una generazione a quella successiva, all’informazione tradizionale che contribuisce a sviluppare l’identità civica e politica di un individuo adulto».

Spiegando «il confronto tra colleghi giornalisti e con esperti del mondo della psicoanalisi su come affrontare all’interno della professione giornalistica temi come relazioni, affettività, genere, pregiudizio, che troviamo ormai nelle cronache ogni giorno ci è sembrato doveroso e una grande occasione di riflessione per tutti».

Il corso, classificato come evento deontologico all’interno del programma di formazione continua obbligatoria, dà diritto a 7 crediti.

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Riapre domani, per il terzo anno consecutivo, l’ufficio infopoint del comune di Masainas, con diverse novità. Anche quest’anno in collaborazione con Visit Sulcis, il servizio è finanziato dal comune di Masainas ma con effetti per tutto il territorio.
L’infopoint non è solo un luogo di informazione ma proprio di accoglienza dove il turista avrà l’occasione sia di chiedere informazioni varie sul territorio (eventi, luoghi, spiagge) sia consigli su come vivere Masainas ed il Sulcis come un’esperienza di soggiorno differente. Ci sarà un operatore bilingue e quest’anno, con la nuova formula, resterà aperto sino alle 21.00 nei fine settimana. Azione importante per venire incontro alle abitudini dei turisti che restano in spiaggia sino a tardi. Quindi punti importanti: fine settimana aperto ed apertura sino alle 21.00.
Il tutto è integrato anche con il sito del comune di Masainas dedicato: www.masainasturismo.com .

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Se anche a Mosca, San Pietroburgo, Baku, Minsk e Almaty berranno i vini di Nuragus lo sapremo solo fra qualche settimana. Di certo c’è che 10 importatori, ristoratori, distributori e giornalisti, provenienti da Russia, Kazakhstan, Azerbaijan e Bielorussia hanno potuto conoscere le produzioni vinicole della “Cantina Agricola Soi”durante il “wine incoming tour” organizzato da Confartigianato Imprese Sardegna nel progetto “StoreSardinia”, finanziato dall’assessorato regionale dell’Industria a valere sul POR FESR Sardegna 2014-2020, e realizzato dall’associazione artigiana, con la collaborazione tecnica di Deloitte, con il suo esperto in internazionalizzazione e mercatiesteri, Marcello Romano, e BegApps.

La delegazione proveniente dai Paesi Euroasiatici, è stata ricevuta nel centro della Marmilla-Sarcidano da Stefano Soi, titolare della Cantina.

Subito dopo aver visitato le vigne e gli impianti dell’azienda, la delegazione ha ricevuto informazioni su prezzi e quantità prodotte.Durante le degustazioni, i compratori sono stati rapiti dagli aromi delle produzioni e dai quattro ettari di vigna posti su terreni ricchi di scheletro, formato da pietrame ed arenarie. Come sottolineato da Stefano Soi, «i tre vini della Cantina, infatti, sono il frutto del lavoro di una squadra di professionisti, agronomi, enologi che in un anno produce circa 12mila bottiglie di prezioso nettare».

Particolare interesse hanno suscitato il “Soi”, un cannonau di Sardegna vinificato solo in acciaio e il “Lun”, l’Igt ottenuto da assemblaggio delle altre varietà presenti in azienda e, ultimo nato, il “Lillò” un rosso passito da uve cannonau frutto della vigna più vecchia, impiantata su terreni sabbiosi e ricchi di ciottolame di fiume.

«Anche il vitivinicolo, così come l’agroalimentare, è un settore strategico e da valorizzare ulteriormente – ha commentato Stefano Mameli, coordinatore del progetto – quello del vino, infatti, è un comparto in cui sono presenti moltissime aziende con una produzione di tipo artigianale che, grazie all’alta qualità dei propri prodotti, stanno già conquistando i mercati esteri. Per gli imprenditori – aggiunge Stefano Mameli – gli incoming tour che abbiamo organizzato in queste settimane sono fondamentali per sfruttare le occasioni d’internazionalizzazione. Iniziative di questo genere, infatti, possono garantire nuove e proficue opportunità di espansione in altri mercati, come quelli dell’Est. A condizione che, nonostante le piccole produzioni, la qualità e la preparazione delle aziende siano molto alte.»

«Le nostre imprese – ha spiegato il coordinatore – attraverso questi incontri in azienda e grazie ai B&B, hanno concrete opportunità di far conoscere ed esportare le loro produzioni perché domanda e offerta s’incontrano sul territorio. Abbiamo voluto mettere le imprese nelle condizioni di essere pronte a ricevere richieste anche da mercati distanti ma importanti. Per questo continueremo il percorso d’internazionalizzazione iniziato quasi 2 anni fa, accompagnando le aziende e continuando a supportarle con iniziative di questo tipo.»

«La speranza, e la certezza – ha ripreso Stefano Mameli – è quella che, dopo aver presentato, e fatto degustare, i prodotti delle nostre imprese nelle manifestazioni e nelle iniziative a Mosca, Minsk e negli altri Paesi euroasiatici, il ciclo di vendita possa concretizzarsi direttamente nelle aziende, facendo vedere, conoscere, degustare e far “toccare con mano” ai buyer la qualità e la cura che le aziende mettono per realizzarli.»

«Già alcuni di questi vini sono presenti sulle tavole di ristoranti e sugli scaffali dei negozi specializzati – ha concluso il coordinatore e siamo certi che nei prossimi giorni, grazie a questi tour, le vendite non potranno che aumentare.»

Con questo “wine tour”, gli operatori dei Paesi Euroasiatici, hanno chiuso così un percorso export, durato 10 giorni, dedicato alla scoperta ed all’acquisto, di  pane, pasta, dolci, vino, formaggi, olive, olio, panadas e dei territori di Oliena, Lanusei, Oschiri, Lanusei, Siamanna, Gonnosfanadiga, Lula, Benetutti, Sorso e, appunto, Nuragus.

Il progetto StoreSardinia, nel percorso durato 2 anni, ha selezionato alcune eccellenze agroalimentari artigiane della Sardegna, raggruppate sotto un unico marchio promozionale e di supportate nell’export versoimportanti acquirenti del mercato euroasiatico di Russia, Azerbaijan, Kazakistan e  Bielorussia. Il marchio, infatti, ha valorizzato e promosso a livello internazionale i prodotti del pastificio Sa Panada di Oschiri (SS), dei panifici Porta 1918 di Gonnosfanadiga (SU), Ferreli di Lanusei (NU), Mula Graziano Forno Carasau di Oliena (NU), e Filia di Illorai (SS), delle cantine Colle Nivera di Lula (NU), Agricola Soi di Nuragus (SU), Nuraghe Crabioni di Sorso (SS), Arvisionadu di Benetutti (SS), dell’Azienda Agricola olearia Marco Zurru di Gonnosfanadiga (SU) e del caseificio “Su Grabiolu” di Siamanna (OR).

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Nella Sardegna Nord-occidentale, sull’altopiano del Coros, si cela il segreto di un prodotto diventato nel tempo un’assoluta eccellenza del Made in Sardinia e, ormai, anche del Made in Italy. Stiamo parlando di Acqua San Martino, che per la settima volta consecutiva si è aggiudicata le tre stelle d’oro al prestigioso premio internazionale “ITQI Superior Taste Award”, assegnato ogni anno a Bruxelles alle eccellenze agroalimentari di tutto il mondo. Il premio, che si può considerare una sorta di Guida Michelin dei prodotti alimentari, è stato consegnato l’11 giugno.

Una conferma per l’acqua di Codrongianos, non solo l’unica tra le aziende sarde ad aver ricevuto tre stelle, ma anche l’unica in Italia a figurare fra le 10 aziende “Diamond” 7 SU 7, cioè quelle che hanno ottenuto una valutazione di tre stelle per sette anni consecutivi.

La San Martino è la prima acqua minerale al mondo ad aver fatto l’ein plein delle 3 stelle d’oro per 7 edizioni consecutive degli ITQI Superior Taste Awards.

I giudici del prestigioso premio, ogni anno diversi e scelti tra le più importanti associazioni professionali (le italiane Associazione Italiana Sommelier e Federazione Italiana Cuochi, le francesi Association de la Sommellerie Internationale e Académie Culinaire de France (FR) e la britannica Academy of Culinary Arts, giusto per citarne alcune), hanno assaggiato alla cieca centinaia di prodotti provenienti da tutto il mondo, giudicandoli senza conoscerne l’etichetta. Quest’anno la giuria era composta da ben 175 tra chef e sommelier.

Un premio che si affianca a una progressiva crescita della produzione che ha portato San Martino a diventare l’acqua frizzante più consumata e venduta in Sardegna con ben 14,5 milioni di litri imbottigliati ogni anno e una quota di mercato nell’isola del 43% (Fonte: dati Nielsen).

«Sembra incredibile, ma è tutto vero – commenta Luca Simula, direttore generale di Acqua San Martino -. Nel 2012 abbiamo partecipato per la prima volta a questo premio vincendo subito le 3 stelle d’oro con una votazione di 94/100. In un primo momento ho pensato di non partecipare più. Ci saremmo potuti accontentare dell’importante riconoscimento, ma l’ambizione ci ha convinto a partecipare anche l’anno successivo e l’anno successivo ancora. Per 3 anni di fila la giuria ci ha assegnato le 3 stelle e così abbiamo ritirato il premio Crystal.» 

«Anche in quel momento ho pensato di ritirarci avendo ricevuto un premio ancora più grande – spiega Luca Simula -. Il “problema” è che siamo sardi e l’ambizione e la testardaggine, caratteristiche che si rispecchiano perfettamente nella nostra acqua spettacolare, ci hanno spinto ad andare avanti per provare a vincere le tre stelle per sette anni consecutivi e aggiudicarci l’ambitissimo Premio Diamond. Così è stato, un altro sogno è diventato realtà grazie alla nostra ambizione, al nostro prodotto eccellente e a tutti i consumatori che ogni giorno ci preferiscono sempre di più, dandoci la forza per cercare di raggiungere obiettivi sempre più importanti.»

«7 su 7 non l’ha mai fatto nessuno al mondo – conclude il direttore generale – ed il fatto che la nostra acqua frizzante sia sul tetto del mondo ci riempie di orgoglio. Questa volta ci ritiriamo davvero perché più di 7 su 7 non si può fare. Ora stiamo lavorando per un’altra acqua appena introdotta sul mercato, la lievemente frizzante, a cui auguriamo di raggiungere i successi della frizzante.»

San Martino è un’acqua che nasce effervescente naturale e che detiene il record di bicarbonati tra le acque italiane, una caratteristica che le conferisce importanti proprietà digestive. L’acqua imbottigliata alla fonte viene arricchita esclusivamente con anidride carbonica naturale, una scelta aziendale finalizzata a non alterare la qualità e il gusto del prodotto già presente in natura. Viene anche consigliata dagli idrosommelier come alternativa analcolica alle bollicine per accompagnare i crudi di mare.

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Misteriosa sparatoria, la scorsa notte, intorno alla 1.00, in località Mara Mai, nel comune di Santadi. Un operaio, consigliere comunale di Giba, Nicola Atzori, 40 anni, mentre era alla guida della sua autovettura (Mercedes), con a bordo un altro uomo, un pensionato di Masainas, 65 anni, è stato raggiunto da due colpi di arma da fuoco alla testa.

L’uomo è stato soccorso dal passeggero e dal proprio genitore, Valter Atzori, 64 anni, che seguiva l’auto del figlio con un’altra auto. E’ stato trasportato d’urgenza con un’ambulanza all’ospedale Sirai di Carbonia, dove i medici, constata la gravità delle sue condizioni, ne hanno disposto l’immediato trasferimento presso l’ospedale Brotzu di Cagliari, dove è arrivato in stato di coma ed è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata.

I carabinieri lavorano tecnicamente ad un possibile tentativo di omicidio ma gli accertamenti, ancora in corso, a cura dei militari della Compagnia dei carabinieri di Carbonia, con l’ausilio dei colleghi del reparto operativo del Comando provinciale CC di Cagliari, non consentono di escludere che l’episodio possa essere stato determinato da circostanze di altra natura.

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Si è appena conclusa con due interventi la prima giornata di operatività del nuovo servizio di elisoccorso attivato dalla Regione Autonoma della Sardegna e AREUS (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza Sardegna) che vede in prima linea anche i tecnici di elisoccorso del CNSAS Sardegna come parte dell’equipaggio.

Si tratta, infatti, dei due interventi che hanno tenuto a battesimo il nuovo servizio di elisoccorso regionale, il primo dedicato e con mezzi e attrezzature esclusivamente destinati al soccorso sanitario.

Il soccorso a una turista francese, caduta rovinosamente a Cala Napoletana (La Maddalena) e un secondo intervento a Santa Teresa Gallura per prelevare e portare all’ospedale di Sassari una giovane che ha rischiato di annegare.

In entrambi i casi a entrare in azione sono stati equipaggio ed elicottero di stanza a Olbia. Alle 14.39 è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso per la caduta di una escursionista a La Maddalena: alle 14.42 equipaggio e mezzo sono partiti da Olbia per arrivare sul posto alle 14.55. Personale medico e tecnici del Soccorso alpino hanno dato la prima assistenza alla donna e recuperata tramite verricello, quindi l’elicottero è ripartito alle 15.20 per arrivare all’Ospedale di Olbia alle 15.30.

Elicottero di nuovo in azione dopo una seconda chiamata, alle 17.14: partenza alle 17.19 e arrivo al Villaggio Marmorata, a Santa Teresa, alle 17.31. Una giovane, salvata da annegamento e in codice rosso, è stata intubata e caricata sul mezzo e portata all’hub di riferimento – il più idoneo per il caso specifico – l’ospedale Santissima Annunziata, dove è arrivata alle 18.36 ed è stata ricoverata in Rianimazione. L’intervento – che con l’elisoccorso è stato portato a termine in un’ora – con i mezzi su gomma si sarebbe concluso in oltre tre ore.

Il nuovo servizio ha avuto avvio con due basi operative, quella di Cagliari Elmas ed Olbia con due elicotteri di ultimissima generazione della ditta Airgreen: un EC 145 T2 nella base di Elmas e un AW 139 nella base di Olbia.

Gli equipaggi, composti dal personale sanitario dell’AREUS ossia un medico e un infermiere, dai piloti e specialisti dell’Airgreen e dal Tecnico di Elisoccorso del CNSAS Sardegna quale componente tecnica necessaria per eseguire in sicurezza interventi di soccorso in ambiente ostile e il coordinamento delle operazioni di imbarco e sbarco dal velivo, nonché mettere in sicurezza l’infortunato e garantirne l’evacuazione.

A regime i mezzi del nuovo servizio saranno tre, con l’attivazione della base di Fertilia, dal 15 agosto (dove si stanno ultimando i lavori): dal 1° agosto, invece, il servizio su Olbia sarà h24.

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Allo IED Cagliari i progetti delle tesi di diploma degli studenti volti alla valorizzazione dell’identità regionale all’interno dell’aeroporto di Cagliari-Elmas, alla riqualificazione degli edifici delle Saline Conti-Vecchi di Assemini, alla realizzazione di nuovi vettori ecosostenibili e tanto altro ancora.

Progetti di tesi che coinvolgono le aziende SOGAER, FAI e ARST.

Superare il concetto di non luogo e restituire all’aeroporto di Cagliari-Elmas una propria connotazione identitaria, o realizzare un punto ristoro nel sito delle Saline Conti Vecchi di Assemini, in cui ambiente, architettura e lavoro sono unificate dall’elemento del sale. Sono solo alcune delle tesi di diploma degli studenti di Media Design e Interiori Design dello IED di Cagliari, pensati con l’obiettivo di valorizzazione e riqualificazione del territorio e dell’identità locale, che in questi giorni hanno illustrato nell’aula magna di Villa Satta nel corso delle sessioni di diploma ad alcuni dei loro possibili committenti con i quali hanno avuto l’opportunità di ragionare nelle varie fasi di sviluppo. Importanti aziende tra le più rilevanti che operano in diversi settori in Sardegna. In prima fila la società di gestione dell’aeroporto, la SOGAER, rappresentata per l’occasione dal presidente Gabor Pinna e dal direttore commerciale David Crognaletti. Ed è ai vertici della società dell’importante società di gestione dell’aeroporto di Cagliari che i tre studenti IED, Alessandro Manca, Andrea Busonera e Mariano Porcedda, hanno presentato il progetto “Beni Benius”, un sistema visivo per la valorizzazione dell’aeroporto. Un progetto pensato appositamente per Sogaer, che propone da un lato un sistema segnaletico e archigrafico collegato agli archetipi dell’artigianato sardo, dall’altro delle installazioni multimediali interattive volte a promuovere luoghi e tradizioni locali indirizzate al gran numero di turisti e viaggiatori in transito nell’aeroporto di Cagliari-Elmas, nel tentativo, ben riuscito, di radicare al contesto, alle tradizioni e alla storia, uno spazio “omologato” come quello dell’aeroporto.

Una lunga ricerca attraverso lo studio dell’artigianato sardo, l’esplorazione di alcuni dei più importanti portali di arrivo (un non-luogo secondo l’espressione introdotta dall’antropologo Marc Augé) del mondo, e un approfondimento sulle nuove tecnologie, in particolare sugli sviluppi futuri dell’intelligenza artificiale e del machine learning, hanno portato i tre giovani designer a realizzare tre output principali: un caloroso “benvenuto” ai passeggeri in arrivo. Il primo, per la creazione delle icone che vanno a comporre il sistema di segnaletica interna della stazione aeroportuale, si ispira alla affascinante tessitura del filet di Bosa, legata al mondo della pesca e all’intreccio delle reti. Il secondo, prevede un’installazione di tipo artistico-evocativo: una grande struttura in legno riempita di sabbia che visualizza con un linguaggio artistico i dati dei voli che sorvolano l’isola in tempo reale. Ogni volo segna una traccia sulla sabbia. Tutti i solchi che simboleggiano le partenze e gli arrivi, sovrapponendosi, vanno a disegnare la forma della Sardegna, evidenziando attraverso alcuni caratteri distintivi dell’isola la sua identità. E ancora, l’installazione interattiva attraverso la realizzazione di un grande monitor posizionato al suolo, la cui griglia è composta da una serie di “mattonelle” che insieme costituiscono l’imponente sistema visivo. Ogni icona del monitor contiene un’immagine rappresentativa dell’isola, alla pressione di ciascuna di queste l’immagine va ad espandersi per tutta la dimensione della piattaforma, offrendo anche tutta una serie di informazioni in merito al luogo, l’autore, ecc. con l’obiettivo di stimolare curiosità e l’interazione non solo fra gli utenti ma anche tra gli stessi e l’aeroporto, e naturalmente con il fine ultimo di promuovere le bellezze del territorio attraverso delle immagini evocative.

Un lavoro molto apprezzato dal presidente Sogaer Pinna, interessato a valutare l’applicazione delle proposte di progettazione: «Gli aeroporti, e lo abbiamo visto con gli esempi qui riportati, come quello di Singapore e Boston, stanno diventando sempre più “luoghi” evocatori di emozioni, portatori di identità. Come interpretare quindi una tradizione antica alla luce di una formazione ricca, moderna? Io credo che questo progetto rigoroso risponda in maniera convincente alla necessità di superare il concetto di non-luogo per uno spazio urbano come quello dell’aeroporto, perché afferma sempre più con forza (e ne diventa espressione) la presenza di un tessuto identitario, culturale, emozionale». Un momento importante che segna l’inizio di una collaborazione tra IED e Aeroporto di Cagliari come ha sottolineato anche David Crognaletti, direttore Commerciale Sogaer: «Questa scuola è una eccellenza e mi auguro che anche altre istituzioni seguano questo esempio. Una eccellenza di cui dobbiamo tenere tutti in grande considerazione il valore delle idee, dei nostri ragazzi, che possono aiutarci a cambiare ciò che vediamo oggi».

Otto i progetti di tesi discussi e che hanno catturato l’interesse e l’attenzione dei presenti e dei rappresentanti delle aziende e delle istituzioni. Tra questi, particolarmente apprezzati anche quelli ideati all’interno del corso di Interior Design in collaborazione con FAI (Fondo Ambiente Italiano) “Trame di sale” e “Fior di sale” dedicate al recupero, pianificazione delle possibili destinazioni d’uso e riqualificazione degli edifici delle Saline Conti Vecchi di Assemini, sito attivo per la produzione del sale e uno dei siti di archeologia industriale immerso in un’oasi naturale tra i più suggestivi di Cagliari e dell’hinterland, con il suo meraviglioso paesaggio di montagne cristalline.

Il primo progetto, di Silvia Atzeni, è una spa su tre livelli pensata come astrazione del paesaggio esterno che rispecchia la natura senza tempo delle formazioni saline circostanti, dove il sale viene usato come materiale per l’interior design e per gli stessi effetti terapeutici. Zona relax, massaggi, sauna, haloterapia, e un percorso sensoriale esclusivo in uno spazio che si perde a vista nel bianco candido dei cristalli di sale. E ancora, un punto ristoro e un percorso museale pensato da Mauro Soddu, dove l’”oro bianco” regna incontrastato negli ambienti interni ed esterni, così come nella degustazione dei piatti, in un luogo di grande fascino e altamente rilassante.

Tante altre ancora infine le aziende interessanti, possibili committenti dei progetti degli studenti IED: Termosa Design (esclusivo showroom con sede a Cagliari dell’azienda spagnola Porcelanosa tra i produttori di ceramica più importanti del mondo) interessato al progetto di realizzazione di tre proposte di interior design e finiture di una unità immobiliare; e la piccola azienda Opera Blue House, per il progetto di cellule abitative ecosostenibili; Entrapment, per il design di una “escape room” attraverso il gioco di ruolo e multipercorso. E ancora la tesi personale “Epta Design: Dataphys” una ricerca e sperimentazione delle varie forme di rappresentazione dei dati e creazione mediante un’installazione di un’esperienza multisensoriale della loro fruizione.

Tra i referenti delle aziende sarde presenti alla presentazione delle tesi di diploma a Villa Satta, anche Chicco Porcu, amministratore unico dell’Arst che ha anticipato una prossima tesi IED a dicembre che vede la collaborazione tra l’Istituto Europeo di Design, l’Azienda Regionale Sarda dei Trasporti e l’qssessorato al Turismo del comune di Cagliari, per la realizzazione di un nuovo progetto di trasporto che legherà proprio il turismo all’aeroporto; Antonio Coiana, dell’azienda Delfis specializzata in allestimenti multimediali per i musei e informatica per i beni culturali e Marzia Cilloccu, assessora delle Attività produttive, Turismo e Politiche delle pari opportunità del comune di Cagliari.

«Sono ancora più numerosi quest’anno gli accordi con le aziende per lo sviluppo dei progetti didattici e di tesi di diploma – ha commentato la direttrice IED Cagliari, Monica Scanu – In particolare, l’accordo con SOGAER, ente gestore dell’aeroporto di Elmas, appare foriero di attività comuni per lo sviluppo sostenibile della Sardegna

Il prossimo appuntamento a Villa Satta sarà dedicato ai futuri designer: il 12 luglio ritorna l’Open Day IED, l’iniziativa dedicata alla presentazione dell’offerta formativa dei corsi triennali 2018-19, dove verranno inoltre raccontati i progetti realizzati nel corso di questo anno accademico. Tante le novità anche per i corsi di specializzazione di fashion e fotografia. A raccontare la sua esperienza professionale anche un atteso ospite, creativo tra i più ricercati nel mondo della moda.