12 July, 2026

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La visita allo spaccio per conoscere le specialità e i prodotti locali, poi un viaggio all’interno dello stabilimento tra i diversi reparti di produzione del caseificio Lacesa. Visita, la tappa pomeridiana della seconda giornata del tour del formaggio, all’interno del programma di internazionalizzazione promosso dalla Legacoop Sardegna e che vede partecipare 13 partner locali e buyer e giornalisti  stranieri specializzati.  A Birori la coop Lacesa lavora 80mila litri di latte di pecora al giorno, 12 milioni l’anno, e 10 mila di vacca (4 milioni l’anno).

«In questa azienda ci lavorano 55 persone – spiega il direttore Cristian Carta – e viene garantita una produzione d’eccellenza sia per il mercato locale sia per quello nazionale e internazionale». Alimentata da 500 conferitori la coop Lacesa produce spazia la sua attività dalla produzione di pecorino Romano e sardo alle provole di latte vaccino. 

Prodotti che finiscono sia sul mercato locale sia su quello nazionale e internazionale. Proprio al mercato internazionale guarda l’azienda fondata 111 anni fa a Birori. «Il progetto di internazionalizzazione è sicuramente un’opportunità – spiega il presidente Pietro Piras – la risposta c’è stata da parte dei buyer già dal primo giorno, cercheremo ora di proseguire su questa strada raggiungendo altri paesi». Interesse confermato anche dai buyer che hanno visitato lo stabilimento.

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Un confronto tra ospedali, sulle specialità che caratterizzano le attività quindi le modalità approccio e cura dei pazienti in sistemi sanitari tra loro differenti. Questa mattina la direzione aziendale dell’Aou di Sassari ha ricevuto una delegazione vietnamita della “Hué University of Medicine and Pharmacy”. Si tratta dei referenti del master internazionale in “Medical Biotechnology” che il dipartimento di Scienze biomediche dell’ateneo sassarese realizza in Vietnam dal 2013 assieme all’Università di Hué.

Nella sala riunioni della direzione generale, il direttore sanitario Nicolò Orrù e il direttore amministrativo Lorenzo Pescini hanno accolto i rappresentanti dell’Università vietnamita accompagnati dai docenti Salvatore Rubino, direttore del Servizio di microbiologia clinica dell’Aou di Sassari, e Piero Cappuccinelli già direttore dello stesso servizio.

Il direttore sanitario ha illustrato l’organizzazione dell’Azienda ospedaliero universitaria sassarese e ha spiegato come «l’Aou sia relativamente giovane e che – ha detto Nicolò Orrù – derivi dall’aggregazione di due grandi strutture, le cliniche universitarie e l’ospedale Santissima Annunziata. Due culture diverse, una votata all’emergenza e l’altra alla ricerca e assistenza, che devono coesistere e collaborare tra loro. Un’integrazione che riteniamo fondamentale», ha concluso Nicolò Orrù.

«A Sassari – è stato spiegato durante l’incontro – la delegazione visiterà le strutture sanitarie e i centri di ricerca e formazione dell’ateneo, oltre al Centro di Porto Conte Ricerche a Tramariglio.»

Prima dei saluti, la delegazione vietnamita ha voluto donare alla direzione aziendale una cornice dipinta con le tecniche e lo stile della tradizionale pittura su lacca.

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«È triste constatare in una giornata come questa, 8 marzo, che le donne della provincia del sud Sardegna che vogliono rivolgersi a un centro antiviolenza non possono farlo. I centri contro la violenza sulle donne sono infatti chiusi dal 2017.»

Lo scrive in una nota Eugenio Lai, consigliere regionale di Art. 1 – SDP e vicepresidente del Consiglio regionale.

«La Provincia del Sud Sardegna non ha infatti predisposto i bandi e speso le risorse a sua disposizione per uno strumento indispensabile per tutte le donne che hanno subito violenza e che hanno bisogno di aiuto – conclude Eugenio Lai -. La Provincia e l’assessorato regionale della Sanità diano immediatamente risposte perché la situazione è inaccettabile.»

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Diventa ogni giorno sempre più saldo il gemellaggio tra la città di Carbonia e il comune tedesco di Oberhausen, finalizzato a potenziare il connubio tra due centri accomunati dalle radici minerarie, dalla storia e dalla cultura. Un rapporto di reciproca collaborazione testimoniato anche dalla gradita visita compiuta nel dicembre scorso a Carbonia da Desbina Kallinikidou e Marc Grunenberg, rappresentanti dell’Ufficio Intercultura di Oberhausen.

Ma il vero asse portante del gemellaggio tra Carbonia e Oberhausen è rappresentato dal progetto di scambio culturale denominato “Multi”, che unisce gli studenti – dai 14 anni ai 17 anni di età -residenti nelle due città minerarie. 

Uno scambio culturale che l’Amministrazione comunale di Carbonia ha deciso di rinnovare anche quest’anno: dall’11 al 26 agosto 2018 i nostri ragazzi saranno ospitati dai loro colleghi tedeschi, mentre nel 2017 gli studenti di Oberhausen hanno ricevuto ospitalità nella nostra città.

«Siamo convinti che la contaminazione di saperi, valori ed esperienze diverse possa contribuire notevolmente all’arricchimento culturale dei giovani ragazzi di Carbonia e di Oberhausen – ha affermato il sindaco, Paola Massidda -. Lo scambio culturale, il confronto, la condivisione e la capacità di aprirsi a culture differenti dalla nostra consolidano il bagaglio esperienziale e formativo dei giovani di Carbonia, che rappresentano i pilastri del futuro della nostra città.»

I ragazzi che intendono partecipare al progetto sono invitati a presentare domanda entro il 27 aprile 2018 all’Ufficio Protocollo del comune di Carbonia tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o attraverso un’altra modalità che possa comunque dimostrare l’effettivo ricevimento dell’istanza da parte del Comune. L’ordine di arrivo darà priorità all’accettazione della domanda. I ragazzi coinvolti saranno complessivamente quindici: due posti saranno riservati ai ragazzi che hanno garantito l’ospitalità a Carbonia lo scorso anno e che non hanno ancora avuto modo di recarsi in Germania.

L’ospitalità e tutte le attività di MULTI a Oberhausen sono gratuite. L’assicurazione è sostenuta dal Comune di Oberhausen. Sono a carico dei partecipanti le spese di viaggio aereo e qualsiasi spesa personale. L’ospitalità che verrà ricevuta in Germania dovrà essere contraccambiata l’anno prossimo a Carbonia.

Per maggiori dettagli è possibile rivolgersi all’Ufficio Cultura presso la Torre Civica (terzo piano) dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00, il martedì e il giovedì dalle 16.00 alle 18.00. Il modulo di iscrizione è scaricabile sul sito internet del comune di Carbonia.

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È la coop con il più alto numero di associati e volume di produzione. La Coop allevatori Cao di Oristano, forte dei trenta milioni di litri di latte lavorato è uno dei punti di riferimento in Sardegna nella produzione di Pecorino romano e derivati. La seconda tappa del progetto di internazionalizzazione promosso da Legacoop Sardegn e che mette assieme attività produttive del mondo cooperativo e buyer stranieri. Oltre che alcuni giornalisti specializzati. L’itinerario del formaggio, dopo la prima tappa a Nurri, si ferma a Oristano. Alla Coop Cao, azienda che manifesta una forte attenzione ai mercati. E ai programmi che hanno come obiettivo quello di aprire nuovi scenari commerciali internazionali. Non a caso, ad auspicare una crescita, grazie anche al progetto di internazionalizzazione e all’incontro con i buyer stranieri è  il presidente Renato Illotto che, alla delegazione straniera in trasferta nell’isola. Nel corso della visita è il Presidente a illustrare le diverse fasi che contraddistinguono e caratterizzano la produzione di Pecorino e non solo nello stabilimento all’avanguardia situato alla periferia di Oristano. Dalla ricezione del latte che arriva con le cisterne, alle analisi in laboratorio, continuando poi con il resto delle lavorazioni sino alla produzione devi vari tipi di formaggio. Una realtà che, spiega «conta 800 allevatori ovini, un fatturato di trenta milioni di euro e un volume di latte lavorato di 30 milioni di litri».

«Siamo la più grossa coop di allevatori ovini e abbiamo progetti di ulteriore espansione soprattutto nei mercati esteri – dice il presidente -. L’appuntamento è interessante e spero possa essere di interesse reciproco.Questa azienda del prodotto fa grande gamma». Lavorazioni particolari dove pulizia, cura e attenzione qualità ed eccellenza sono la parola d’ordine dei prodotti che finiscono sulle tavole di mezzo mondo.

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«Il gruppo consiliare regionale aderente a LeU è pienamente consapevole che il risultato di 1.100.000 voti presi alle ultime elezioni non sia quello auspicato e che con tanta fatica e impegno si è cercato di raggiungere in campagna elettorale. È altrettanto consapevole, però, che possa essere un punto di partenza importante per la nascita di un soggetto unitario. Per questo motivo il gruppo consiliare chiede ai dirigenti nazionali di Liberi e Uguali di aprire una fase congressuale che possa portare ad un partito del lavoro, dei territori e delle periferie.»

Lo scrivono, in una nota, i consiglieri regionali Daniele Cocco Secondo, Eugenio Lai, Luca Pizzuto e Paolo Zedda.

«Abbiamo il dovere di ridare vita a un vero partito di sinistra, autonomista, per i diritti e contro ogni discriminazione – concludono Daniele Cocco Secondo, Eugenio Lai, Luca Pizzuto e Paolo Zedda -. Il lavoro non è finito, anzi, è appena iniziato.»

                 

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Ideata e organizzata dall’associazione Libera di don Luigi Ciotti, il prossimo 21 marzo si celebra in tutt’Italia la ventitreesima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La ricorrenza quest’anno per la prima volta avrà una valenza istituzionale (essendo stata riconosciuta ufficialmente con una legge varata lo scorso anno) e si celebrerà a livello nazionale a Foggia, mentre in Sardegna la manifestazione si terrà ad Alghero, col tema “Terra, solchi di verità e giustizia”. 

L’iniziativa, organizzata nella città catalana da Libera Sardegna con il sostegno dell’amministrazione comunale e la collaborazione di Sardegna Solidale, verrà presentata a Cagliari venerdì 9 marzo nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la presidenza dell’Istituto Nautico Buccari in piazza dei Centomila e alla quale interverranno il sindaco di Alghero Mario Bruno, il referente regionale di Libera Sardegna Giampiero Farru, Pino Tilocca dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, il presidente del Co.Ge Sardegna Bruno Loviselli e Claudia Loi, la sorella di Emanuela Loi, l’agente di Polizia di Sestu morta nella strage di via D’Amelio.

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Prende il via domani, 9 marzo, ad Alghero, il terzo corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati organizzato in Sardegna dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO – l’Ufficio europeo di supporto in materia di asilo.

«Vive in provincia di Sassari un minorenne su quattro tra quelli di origine straniera arrivati in Sardegna senza assistenza o rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti che ne siano legalmente responsabili» riferisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano.

«Gli aspiranti tutori – aggiunge Filomena Albano – sono privati cittadini disposti a esercitare la rappresentanza legale e prendersi cura di questi minorenni senza una famiglia in Italia. Una volta superato il corso, se confermeranno la loro disponibilità a essere inseriti nell’elenco dei tutori volontari, toccherà poi al Tribunale per i minorenni provvedere alla loro nomina.»

Questa forma di protezione per “persone di minore età” è prevista dalla legge 7 aprile 2017, n. 47.

Dopo i due corsi svolti a Cagliari nel mese di novembre che hanno formato 64 aspiranti tutori, l’attività formativa si sposta in provincia di Sassari. Fino al 12 marzo l’Hotel Catalunya di Alghero ospiterà la “quattro giorni” formativa (per un totale di 27 ore) finalizzata a fornire ai 36 partecipanti le nozioni e gli strumenti indispensabili per lo svolgimento dell’incarico di tutore volontario.

Alla data del 31 dicembre 2017 sono 706 i minori stranieri non accompagnati presenti in Sardegna. Si tratta in larga maggioranza di maschi (687), di 15 (50), 16 (171) e 17 anni (448). Di questi, 182 vivono in provincia di Sassari e, in particolare, 109 nel comune capoluogo. Sono ragazzi che provengono per la maggior parte da Gambia (103), Guinea (85), Costa d’Avorio (69), Mali (67), Nigeria (62) e Bangladesh (62).

I corsi si svolgeranno dal 9 al 12 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 17.00, all’Hotel Catalunya di Alghero (via Catalunya n. 24).

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«È inaccettabile che in un Paese civile si costringano persone a fare file di ore, a perdere giornate di lavoro (chi ce l’ha), talvolta ad alzarsi alle 4 del mattino per fare un banale certificato. Un problema che si sarebbe potuto risolvere molto facilmente attraverso uno scambio di elenchi tra scuole e Azienda sanitaria.»

Lo ha scritto in una interrogazione urgente il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. «Forse le soluzioni semplici non fanno parte del bagaglio culturale della burocrazia, che invece si adopera il più possibile per rendere la vita difficile ai cittadini e agli stessi operatori, costretti a fare un superlavoro e ad affrontare le legittime proteste della gente – aggiunge Michele Cossa -. In questo modo si infligge al cittadino un supplemento di pena costringendolo a perdere ore che nessuno gli restituirà o gli risarcirà. La Giunta regionale intervenga oggi stesso sull’ATS e la Direzione scolastica regionale per trovare una soluzione immediata per evitare che scattino le sanzioni nei confronti di cittadini la cui unica colpa è quella di aver fatto vaccinare i propri figli.»

Persone in attesa nel Centro vaccini di Sestu.

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«E’ stata approvata una legge che, operando negli ambiti di competenza regionale, consente anche di supportare le piccole imprese, di snellire l’attuazione delle opere pubbliche e, per la prima volta, introduce il concetto di qualità architettonica di queste opere.»

E’ il primo commento dell’assessore dei Lavori pubblici, Edoardo Balzarini, all’approvazione in Consiglio regionale della legge sui contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture.

«L’introduzione di una società di progettazione, altra novità della legge – ha aggiunto l’assessore Balzarini – darà risposta a una carenza acclarata degli uffici tecnici regionali e ci darà la possibilità, anche con una più attenta attività di esternalizzazione dei servizi di ingegneria e architettura, di accedere in modo più tempestivo a risorse finanziare nazionali e comunitarie per le opere di interesse strategico per la nostra regione.»

La legge prevede, ancora, il riordino delle funzioni dell’Osservatorio regionale dei contratti pubblici, il piano triennale per acquisti “verdi”, la riqualificazione del responsabile unico del procedimento inteso come project manager – figura quindi centrale con capacità non solo tecniche ma anche organizzative e propositive, la qualificazione delle stazioni appaltanti.