23 July, 2026

[bing_translator]

 

Verrà presentato mercoledì 4 ottobre, alle ore 17.00, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella Sala Conferenze della Torre Civica, in piazza Roma a Carbonia, l’evento “Carbonia Film Festival presenta How To Film The World”.

Interverranno il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, l’assessore della Cultura del comune di Carbonia, Sabrina Sabiu, il direttore artistico del Carbonia Film Festival Francesco Giai Via ed il direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, Paolo Serra.

Il “Carbonia Film Festival” nasce nel 1999, con il nome di “Mediterraneo Film Festival”nel 2016, sotto la Direzione Artistica del critico Francesco Giai Via, cambia nome e diventa “Carbonia Film Festival”. Il Festival si svolge ogni due anni nell’omonima città del sud ovest della Sardegna e presenta il meglio della produzione internazionale legata ai temi del lavoro e della migrazione.

Quest’anno il Festival, che è legato alle attività del neonato centro di conservazione, produzione e promozione della memoria storico audiovisiva del territorio, ovvero “La Fabbrica del Cinema di Carbonia”, ha inteso proporre un momento intermedio tra due edizioni biennali del Festival che si chiamerà “Carbonia Film Festival presenta How To Film The World” (Cagliari 12 ottobre – Carbonia 13-14-15 ottobre 2017).

Il focus dell’evento è incentrato sulla formazione che verrà declinata attraverso degli incontri con le scuole medie superiori della città, al mattino, mentre durante i pomeriggi si terranno le masterclass, che saranno seguite da un gruppo di 12 ragazze e ragazzi da tutta Italia selezionati attraverso bando pubblico, con i prestigiosi ospiti nazionali e internazionali della kermesse, i quali alla sera presenteranno i propri lavori al pubblico presso la Cineteca Sarda e il Cinema Odissea di Cagliari (12 ottobre) e presso la cornice dello storico Cine-Teatro Centrale di Carbonia (13-14-15 ottobre 2017). 

E’ stata già annunciata  la presenza, nei giorni della kermesse, di un prestigioso ospite: il regista ungherese László Nemes, vincitore nel 2016 del premio Oscar al miglior film straniero per “Il Figlio di Saul”.

[bing_translator]

Anche il vicesindaco Gian Luca Lai e l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu parteciperanno, in rappresentanza del comune di Carbonia, alla celebrazione della dodicesima Giornata per la Custodia del Creato 2017, che si svolge questo pomeriggio, sabato 30 settembre, dalle ore 15.00 alle 20.00, lungo un tratto del Cammino minerario di Santa Barbara. Un percorso di 5,6km con partenza dai parcheggi dello scavo Cungiaus della Miniera di Monteponi ed arrivo nel Santuario del Buon Cammino. La celebrazione della dodicesima Giornata per la Custodia del Creato 2017 è un’iniziativa organizzata dalla Diocesi di Iglesias, in collaborazione con la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara. Il percorso del pellegrinaggio si snoderà lungo le colline di Monteponi, gravemente danneggiate dall’incendio del 26 giugno. All’arrivo al Santuario del Buon Cammino è prevista una degustazione di frutti della terra offerti da Coldiretti. Nel sagrato del Santuario si svolgeranno diverse iniziative: un concerto del pianista coreano Junhee Kim, il saluto dell’abbadessa Madre Elisabetta, canti, letture e riflessioni a cura delle Sorelle Povere di Santa Chiara, interventi della pastora Elizabeth Green (Chiesa Battista), del Padre Nikolay Volskyy (Chiesa Ortodossa) e del vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda.

 

[bing_translator]

Alle 10.00 si riunisce il Consiglio comunale di Stintino. All’ordine del giorno dell’assemblea civica presieduta da Marilena Gadau sono previste la discussione sulla revisione straordinaria delle partecipazioni (ex art. 24 D.lgs. 19 agosto 2016, n. 175) e la ricognizione delle partecipazioni possedute. Tra gli argomenti anche la presa d’atto del rinnovo automatico della compagnia barracellare di Stintino, per il triennio 2017-2019, e la conseguente designazione del capitano.

Si aggiungono la variazione al bilancio triennale 2017-2019, annualità 2017, ed il riconoscimento di un debito fuori bilancio.

[bing_translator] 

Edizione speciale la numero quindici del Grande Teatro dei Piccoli. Dal 14 ottobre al 24 dicembre la stagione di teatro per famiglie targata Is Mascareddas fa ritorno con una doppia programmazione tra Monserrato, al MoMoTI e il capoluogo Cagliari, al Teatro Massimo. Otto gli spettacoli portati in scena da una selezione tra le migliori compagnie di teatro ragazzi italiane: da Ravenna il narratore e animatore Vladimiro Strinati e la formazione Drammatico Vegetale, una realtà consolidata come quella dello stabile d’innovazione per l’infanzia di Sassari La Botte e il Cilindro, da Gorizia il CTA, Centro Teatro Animazione e Figure, da Empoli Giallo Mare Minimal Teatro, da Modena I Burattini della Commedia. Completano il parterre di formazioni in campo per la stagione i padroni di casa e per la danza un’altra storica compagnia isolana come l’ASMED.

La formula del calendario è quella consueta: otto fine settimana con recite tutte il sabato e la domenica alle 17.00 per le famiglie e il lunedì alle 11.00 per le scuole.

Il via alla stagione – sabato 14 e domenica 15 ottobre per le famiglie (e lunedì 16 ottobre per le scuole) – è a Monserrato al MoMoTI, il teatro di Is Mascareddas in via 31 marzo 1943, con lo spettacolo de La Botte e il Cilindro “Il lupo e l’agnello”, adattamento firmato da Francesco Enna delle più celebri favole del greco Esopo e del latino Fedro. Nella piéce diretta da Pier Paolo Conconi, Stefano Chessa, Luisella Conti e Nadia Imperio si divertono a raccontare le fiabe utilizzando diversi linguaggi: narrazione, pupazzi, coreografie ed ombre.

Il 21 e 22 ottobre per le famiglie e il 23 ottobre per le scuole l’esordio della stagione a Cagliari nella sala M2 del Teatro Massimo (in viale Trento) con “Cip Cip Bau Bau”, del CTA di Gorizia. Un appuntamento, questo, inserito nel programma della rete dei festival d’autunno a Cagliari 10Nodi. La nuova produzione della centro teatrale friulano racconta ai più piccoli una lingua particolare e affascinante, quella che intorno a loro parlano tanti piccoli amici a quattro zampe, o che svolazzano con becco e piume.  

Il 4 e 5 novembre per le famiglie (e il 6 per le scuole) si ritorna al MoMoTI per l’arrivo di maestro burattinaio: il modenese Moreno Pigoni de I Burattini della Commedia con lo spettacolo di teste di legno “Il Dottore Innamorato”. Nella commedia brillante della tradizione emiliana il protagonista è il dottor Balanzone desideroso di prendere moglie. La prescelta è la figlia di Sandrone, la bella Lisetta.

L’11 e 12 novembre per le famiglie e il 13 novembre per le scuole un altro appuntamento al Teatro Massimo, inserito nel programma di 10Nodi: “Accadueo”, della compagnia di Empoli Giallomare Minimal Teatro, spettacolo con otto piccole storie originali sull’acqua. In scena oltre l’attrice Vania Pucci, l’artista multimediale Giulia Rubenni, creatrice dal vivo di forme, veri e propri quadri, che tramite la videoproiezione diventano la scenografia dove l’attrice si muove e racconta.

Il 25 e 26 novembre e il 27 novembre al Teatro Massimo va in scena “Il Vento e la Fanciulla”, produzione di teatro danza proposta da ASMED, una fiaba che prende spunto da antiche leggende Mongole diretta da Senio Giovanni Barbaro Dattena, con coreografia di Cristina Locci e musica di Michele Uccheddu. Sul palcoscenico con il regista e la coreografa Matteo Corso, Luana Maoddi, Sara Manca. I costumi sono di Stefania Dessì con le allieve dell’Istituto Professionale per i Servizi Sociali Sandro Pertini (Cagliari) e con la collaborazione di Uwe Endler.

Il mese di dicembre si apre al MoMoTI con l’attore e burattinaio di Ravenna Vladimiro Strinati e lo spettacolo “Nicola e il mare”. Scritto da Strinati con Danilo Conti, che ne firma la regia, ed Antonella Piroli, la pièce attinge dalla suggestione e dalla riscrittura di fiabe come ColaPesce, Il Sale. Il tema è quello del rapporto con la natura, con la genesi dell’esistenza, con le fiabe e i miti popolari che ci propongono uomini che conoscono il valore degli elementi.

Con “Uno, due, tre…”, dei ravennati Drammatico Vegetale si conclude la stagione al Teatro Massimo il 16 e 17 dicembre per le famiglie e il 18 dicembre per le scuole: una semplice storia di colori che pare ricavata da un quadro di Piet Mondrian, per attori e animazioni con oggetti e immagini. Un affresco a tre dimensioni raccontato da due attori di poche, anzi pochissime parole, ideato da Pietro Fenati, in scena con Elvira Mascanzoni. 

Ultimo appuntamento al MoMoTI il 23 e 24 dicembre per le famiglie (e venerdì 22 dicembre per le scuole) con “Giacomina e il popolo di legno”, omaggio de Is Mascareddas a due personalità fondamentali nella cultura del Novecento in Sardegna: Eugenio Tavolara e Tosino Anfossi. Sessanta pupazzi e marchingegni sono animati da Tonino Murru, Donatella Pau e Cristina Papanikas. La regia è di Karin Koller, le musiche originali del sassofonista e compositore nuorese Gavino Murgia. Il disegno luci è ideato da Loïc François Hamelin.

[bing_translator]

Un milione di panadas sulle tavole di tutto il mondo sono state festeggiate a Olbia, nell’evento organizzato dall’azienda “Sa Panada”impresa leader in Sardegna per la produzione di questi gioielli della gastronomia sarda, nell’incontro con i giornalisti, i buyer, gli chef e gli esperti in agroalimentare di tutta Italia.

Un milione di fagottini di pasta morbida e croccante, tondi, dal ripieno soffice di carne e verdure, stanno conquistando l’alta gastronomia in tutto il Mondo. Da consumare caldi, magari con un buon vino sardo, le panadas, è questo il nome di queste piccole delizie, quotidianamente partono da un piccolo paese nel nord est della Sardegna e arrivano in ogni angolo del Pianeta.

Non importa se attraverso gli acquisti sul web, oppure a bordo degli aerei superlusso degli sceicchi arabi o facendole gustare dall’ApeCar nei posti più belli dell’Isola. Di certo c’è che da Mosca a Roma, dalla Francia all’Inghilterra, dagli hotel extralusso della Costa Smeralda fino alle lussuosissime “boutique del gusto” e alle più importanti catene di distribuzione alimentare, questi gioielli della tradizione alimentare sarda hanno trovato un posto di prestigio nella cultura gastronomica internazionale.

Tutto grazie all’abilità imprenditoriale di due giovani e agguerrite manager, Martina e Valentina Meloni, 22 e 27 anni, di Oschiri che in un moderno e tecnologico stabilimento producono, artigianalmente, ogni giorno, diverse migliaia di panadas ripiene di carne suina, melanzane, zucchine e peperoni, carciofi e patate, gamberetti e zucchine, ma anche di agnello, tacchino, tutti prodotti freschi, genuini e nostrani.

Dopo un articolato passaggio generazionale, complice un meticoloso tirocinio familiare con la nonna prima e la mamma poi, le sorelle Meloni hanno saputo reinterpretare, gusto, immagine e distribuzione di questi piccoli scrigni che, in origine, venivano realizzati quasi esclusivamente per le feste importanti e che, da millenni, per le popolazioni sarde rappresentano veri e propri pasti completi, sani e nutrienti.

L’azienda “Sa Panada” nasce nel 1989 grazie alla mamma Laura, che comincia a produrre in un piccolo laboratorio. Negli anni si susseguono cambiamenti e crescite ma, soprattutto, sono le intuizioni sui gusti dei consumatori in continua evoluzione, che portano la piccola realtà a crescere e ad innovarsi.

Nel 2015 il decisivo passaggio di consegne: le due sorelle prendono definitivamente le redini dell’azienda, identificando come nuova mission la valorizzazione di uno dei prodotti tipici sardi meno conosciuti oltre i confini regionali.

Martina si occuperà della commercializzazione, portando il prodotto anche sulla Piazza Rossa di Mosca, da Eataly e facendolo assaporare da S’Abe Sardinian Street Food, la prima ApeCar in Sardegna con prodotti tipici sardi, mentre Valentina, laureata alla Luiss di Roma, avrà il compito della certificazione del prodotto e, soprattutto, della comunicazione e dell’immagine dell’azienda, sempre sotto l’occhio esperto e vigile di Laura.

Da quel momento la linea produttiva cambia e si evolve senza mai perdere il carattere artigianale e senza far perdere alle panadas la loro genuinità. Viene realizzato un innovativo macchinario che supporta il ritmo produttivo dei collaboratori; vengono sperimentati nuovi ingredienti per i ripieni che portano alla creazione di una linea vegan. Arriva anche la linea gourmet, per i palati più raffinati e le tavole più esigenti.

Poi arriva la grande opportunità del crudo surgelato.

La panada può essere anche surgelata e, quindi, trasportata e venduta anche su mercati lontani, laddove i consumatori hanno maggiori esigenze dettate da ritmi quotidiani più frenetici, mantenendo come “must”, però, la possibilità di consentire sempre la massima resa di qualità e gusto, ossia quella di poterla assaporare subito dopo la cottura.

Questo perché il ripieno, che nella fase di produzione viene inserito a crudo, cuoce all’interno del fagottino di pasta con il vapore generato durante la cottura in forno, mantenendo così inalterate le caratteristiche organolettiche, i profumi e i sapori delle materie prime.

Poche settimane fa una nuova “rivoluzione”, quella orientata alla ridefinizione del “brand identity”.

Un nuovo logo e un nuovo packaging, più moderni, più “cool” e più comunicativi, danno l’addio al vecchio logo e alle vecchie confezioni che hanno fatto la storia dell’azienda per tuffarsi in nuovi monditutti da esplorare e conquistare. Il primo è quello dei punti vendita di Eataly in tutta Italia, catena specializzata nella selezione e vendita dei migliori prodotti alimentari nazionali.

«Facciamo il nostro lavoro con tantissima passione e puntiamo sempre al miglioramento – afferma Martina – seguiamo elevati standard qualitativi partendo dalla selezione di materie prime semplici e di qualità, e per questo non utilizziamo conservanti né additivi. Insomma, vogliamo portare sulle tavole dei nostri clienti panadas buone e genuine.»

«Siamo un’azienda giovane e tutta al femminile – aggiunge Valentina – abbiamo festeggiato da poco i primi 15 anni di attività del nuovo e moderno Pastificio ma alle spalle abbiamo i 30 anni di esperienza di nostra madre.»

«Grazie alla preparazione surgelata – sottolinea ancora Martina – abbiamo aperto nuovi canali distributivi oltre alla GDO, come l’Ho.Re.Ca, lo Street Food, il Fast Food, abbiamo anche un ecommerce e partecipiamo a fiere nazionali (TuttoFood di Milano) ed internazionali (ProdExpo di Mosca) per promuovere e valorizzare i nostri prodotti e la Sardegna.»

In soli 2 anni di gestione, i prodotti di “Sa Panada” arrivano anche nelle vetrine e sugli scaffali dei gruppi ISA, SIMPLY-Auchan e Superemme-SuperPan, sui tavoli delle mense universitarie e di strutture pubbliche, nei punti ristoro dell’Aeroporto di Olbia – Costa Smeralda, e vengono servite nei catering a bordo dei jet privati e anche nel “Fast Food-Made in Sardinia” Tie Break con due punti vendita a Sassari. Per la loro versatilità di impiego e di abbinamenti vengono richieste per degustazioni e show cooking. Grazie a un progetto di Confartigianato, le panadas arrivano anche nel mercato euroasiatico, a cominciare da Mosca.

Nel frattempo non si ferma la ricerca e lo sviluppo di nuove tipologie; con lo Chef Gianfranco Pulina si realizza la panada di filiera, prodotta interamente con materie prime sarde, che presto sarà sul mercato, mentre si sperimenta una nuova linea gourmet.

«Può sembrare tanto ma non ci fermiamo qui – concludono Martina e Valentina – i nostri obiettivi futuri? Aprire dei punti vendita di proprietà nei luoghi strategici delle maggiori città, sviluppare un franchising, consolidare lo street food. Insomma, le sfide sono molte, sono tutte strade che percorreremo. Un viaggio ricco di opportunità che faremo portandoci dentro i nostri valori, come recita il nuovo slogan.»

[bing_translator]

Il Comune di Carbonia ha aderito all’iniziativa “Puliamo il mondo”, proposta da Legambiente con la collaborazione di Anci e con i patrocini di ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e di UPI (Unione delle Province d’Italia). “Puliamo il mondo” fa parte del progetto “Clean up the World”, un evento internazionale in difesa dell’ambiente, nato a Sydney nel 1989, che oggi coinvolge più di 120 Paesi e 35 milioni di cittadini in tutto il mondo.

La manifestazione “Puliamo il mondo” si svolgerà sabato 7 ottobre, a Carbonia. «La finalità – ha detto il sindaco, Paola Massidda – è sensibilizzare il mondo giovanile e i cittadini al rispetto, alla salvaguardia e alla pulizia dell’ambiente, attraverso il coinvolgimento delle scuole e delle associazioni ambientalistiche locali. La tutela e la valorizzazione del decoro urbano sono tra gli obiettivi prioritari della nostra Amministrazione comunale, che intende promuovere e diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile anche attraverso il volontariato ambientale».

«Per consentire lo svolgimento dell’iniziativa – ha spiegato l’assessore dell’Ambiente, Gian Luca Lai –  il comune di Carbonia ha provveduto ad acquisire, tramite la società De Vizia, una serie di kit – da adulto e da bambino – contenenti materiale e gadgets che il giorno della manifestazione verranno consegnati ai volontari. Ciascun volontario sarà coperto da idonea assicurazione. Sono state individuate principalmente due aree che verranno interessate dai lavori di pulizia: la pineta AIAS di Cortoghiana e la Grande Miniera di Serbariu, con un interessamento anche della pista ciclabile che corre lungo l’asse Passante Ovest. Il raduno è alle ore 8.30 di sabato 7 ottobre all’ingresso della pineta di Cortoghiana, presso la via Rinaldo Loi, e nell’area parcheggi della Grande Miniera. La chiusura delle operazioni di pulizia è prevista per le ore 13.00. L’iniziativa è rivolta agli alunni delle scuole medie e superiori e, più in generale, a volontari di ogni genere ed età.»

Per favorire una buona riuscita di “Puliamo il mondo”, il comune di Carbonia invita tutte le associazioni ambientalistiche e le scuole a partecipare alla manifestazione.

I volontari che hanno intenzione di aderire all’iniziativa sono invitati a comunicare il proprio nominativo agli uffici del comune di Carbonia, chiamando il numero di telefono 0781 694266.

[bing_translator]

Dopo un giorno di tregua, stanotte sono ripresi gli sbarchi di migranti sulle coste del Sulcis. 5 algerini sono arrivati a Porto Tramatzu su un barchino della lunghezza di 5 metri, equipaggiato con un motore Suzuki da 30 cavalli. Una volta identificati, verranno trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir. Le favorevoli condizioni meteorologiche fanno pensare che possano verificarsi nuovi sbarchi nelle prossime ore.

[bing_translator]

«Gli iglesienti non possono curarsi, la Regione ha cancellato gli ospedali di Iglesias trasformando i suoi cittadini in una mercanzia. La Costituzione afferma che il diritto alla salute è un diritto fondamentale, ad Iglesias negato dalle politiche regionali e dall’incapacità di organizzare i servizi, da interessi che nulla hanno a che fare con quel diritto costituzionale. Cas@ Iglesias ed i Riformatori Sardi di Iglesias da anni denunciano una strategia regionale che ha portato al disastro attuale, così come l’assenza del sindaco di Iglesias che lungi dal difendere gli interessi della sua Città e dei suoi cittadini, ha preferito sottostare alle imposizioni del Partito Democratico, unico vero responsabile, unitamente ai suoi alleati. L’adeguatezza delle misure per la prevenzione delle malattie e per la cura della salute sono diritti  sconosciuti. Siamo ormai al collasso ma non ci arrendiamo.»

Cas@ Iglesias e i Riformatori sardi di Iglesias in una nota denunciano quella che definiscono «la morte annunciata della sanità iglesiente».

«La proposta che ancor oggi avanziamo, in estrema sintesi, è la salvaguardia di ciò che resta, mantenendo la rianimazione ed il punto nascita ad Iglesias, in attesa della realizzazione di un ospedale unico e nuovo per il Sulcis Iglesiente – si legge nella nota -. Un DEA di I livello degno di questo nome, secondo scuola, in grado di garantire, oltre alle prestazioni di Pronto Soccorso, anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e, contemporaneamente, capace di assicurare interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia), oltre le prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, prestazioni trasfusionali, e di diagnostica per immagini.

E’ chiaro che si dovrà ripensare all’utilizzo dei presidi di Iglesias. Lo chiediamo a gran voce da anni. Iglesias non può fare a meno di un presidio ospedaliero in grado di gestire i servizi h24, 7 giorni su 7. Inaccettabile dal punto di vista umano ed aziendale, la gestione attuale dei reparti, aperti cinque giorni alla settimana. Assistiamo quotidianamente a viaggi della speranza da un ospedale all’altro, assenza totale di confort ospedaliero e scarsa attenzione degli standard di sicurezza per il paziente. Occorre terminare i lavori del CTO in pochi mesi per poter finalmente riattivare tutti i servizi che fino a tre anni fa venivano garantiti alla città di Iglesias. Chiediamo ancora una volta l’attivazione dell’Hospice, quella della Dirindin era stata una sceneggiata.»

«Se possiamo vantare un eccellente servizio presso il consultorio familiare di Iglesias, grazie alle professionalità che lo gestiscono, non si può dire altrettanto per i tempi di attesa per i referti – prosegue la nota -. 90 giorni per il risultato. Inaccettabile. Questo accade perché il servizio di screening attivato negli anni scorsi è concluso. Scaduti i contratti a termine dei tecnici addetti non sono stati rinnovati, con tutto ciò che ne consegue. Chiediamo il ripristino immediato di questo prezioso servizio. »

«Riteniamo necessario e imprescindibile dare vita ad un servizio di prevenzione serio ed efficiente. Servizio di Mammografia e Ecografia per la prevenzione del tumore al seno, quattro donne su sei, che si rivolgono ai presidi ospedalieri cagliaritani per un operazione al seno, provengono dal Sulcis. La percentuale delle giovani è in aumento esponenziale – sottolinea ancora la nota di Cas@ Iglesias e dei Riformatori sardi di Iglesias -. Invitiamo la dott.ssa Giua a verificare questi dati e ad accelerare l’iter per l’attivazione di un servizio di senologia multidisciplinare (Breast Unit) specializzato nella diagnosi, nella cura e nella riabilitazione psicofisica delle donne con tumore al seno, dove la gestione del percorso della paziente è affidato a un gruppo di professionisti dedicati e con esperienza specifica in ambito senologico. Un dato, le donne trattate in questi centri hanno una percentuale di sopravvivenza più alta del 18% rispetto a chi si rivolge a strutture non specializzate, e hanno anche una migliore qualità di vita.»

«Proponiamo, infine, un tavolo di confronto tra tutte le associazioni che hanno a cuore la sanità Iglesiente, capace di lavorare nell’interesse del cittadino, di difendere quel diritto alla salute oggi negato. La Regione Sardegna, ma in particolare il Sulcis Iglesiente paga l’assenza di uno studio Epidemiologico anche e soprattutto in relazione alle attività industriali e minerarie. Lo Studio è necessario per poter riorganizzare seriamente i servizi nel nostro territorio. Quella dei registri – concludono Cas@ Iglesias e i Riformatori sardi di Iglesias – è la premessa per poter scrivere un piano sanitario regionale degno di questo nome.»

[bing_translator]

Striscioni a Cagliari, Carbonia, Iglesias, Sassari, Alghero e Oristano con su scritto “Basta suicidi, ribellati e combatti !” sono stati affissi questa notte dai militanti di CasaPound Italia per sensibilizzare la popolazione sul problema dei suicidi che attanaglia la regione Sardegna.

«La Sardegna – afferma CasaPound – è la regione Italiana col più alto tasso di suicidi, 20 ogni centomila abitanti, e questo preoccupante fenomeno non sembra interessare ai nostri amministratori.»

«Le istituzioni hanno voltato le spalle al popolo e non ritengono importante investire alcuno sforzo nel contrastare tutti quei problemi che sempre più spesso colpiscono le frange più deboli – continua CasaPound – così disoccupazione, sfratti, difficoltà ad avere una casa di proprietà, pressione fiscale alle stelle, privatizzazione di beni primari, vengono accantonati a favore di tematiche moderne, foraggiate culturalmente dai diktat dell’Europa delle banche, sicuramente più redditizie.»

«Assistiamo increduli alle proposte in cui la soluzione al suicidio parrebbe essere il sollevare barriere antisuicidio sui ponti storici – prosegue CasaPound – e non ci sorprenderebbe se qualcuno arrivasse a proporre il posizionamento di materassi nei pressi di palazzi oltre i tre piani, vietare la vendita di tubi da collegare alla marmitta o, perché no, dotare le manopole delle bombole di test per valutare il livello di disperazione di chi ne fà uso, il tutto pur di non affrontare seriamente il problema: il disagio sociale che serpeggia nella Regione e di cui la politica ha enormi responsabilità.»

«Con la nostra azione vogliamo ribadire che l’unica soluzione è che lo Stato torni a occuparsi dei problemi reali dei cittadini – conclude CasaPound – ed invitare i cittadini a combattere affinché chi ci amministra sia costretto a dare risposte concrete a questa emergenza.»

      

[bing_translator]

Giornata fitta di appuntamenti, sabato 30 settembre, a Neoneli, per l’ottava edizione di “Licanìas”, il festival culturale ed enogastronomico in corso da ieri (giovedì 28) e fino a domenica (primo ottobre) nel piccolo paese del Barigadu, in provincia di Oristano.

Si comincia alle 11.00, a Casa Cherchi, con una riflessione sul tema dello spopolamento dei piccoli paesi nell’incontro dal titolo “Culle vuote, scenari possibili futuri”, con Giulia Rivellini, professore associato di Demografia e Statistica Sociale presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica di Milano, a colloquio con la giornalista Simonetta Fiori, inviata del quotidiano la Repubblica. Autrice di numerosi articoli pubblicati su volumi e riviste nazionali e internazionali, Giulia Rivellini ha rivolto la sua più recente attività di ricerca principalmente allo studio integrato tra i comportamenti demografici individuali e la dimensione del contesto territoriale e relazionale, con riferimento alle tematiche dell’invecchiamento, del supporto sociale, dell’instabilità coniugale e della life satisfaction. 

Tiene banco nel pomeriggio “sa fregulada”, l’immancabile gara di cucina, uno dei momenti più attesi di “Licanìas”, che vedrà sfidarsi alcuni tra i migliori chef della Sardegna nella preparazione di ricette originali a base di fregula, la caratteristica pasta sarda di semola di grano duro. In lizza a partire dalle 16.00, nella competizione culinaria promossa con il coordinamento del Grande Maestro della ristorazione Guido Murtas e dal presidente regionale dell’Unione Cuochi Elia Saba, sette chef: Roberto Paddeu (delle Botteghe Frades di Porto Cervo), Daniele Sechi (del Blu Restaurant di Golfo Aranci), Leonardo Marongiu (del ristorante HUB di Macomer), Sara Congiu (dell’Antica Dimora “Il Gruccione” di Santu Lussurgiu), Marco Norio (del birrificio-osteria Horo di Sedilo), Francesco Murtas (del ristorante Al Gambero Rosso di Bosa) e Daniele Tanda (del ristorante La Rosa dei Venti di Porto Torres). Presenta la giornalista Alessandra Addari.

I piatti preparati passeranno al vaglio della giuria presieduta dall’enogastronomo Paolo Zaccaria e composta dal delegato ONAV Sardegna Quirico Mura, dallo chef del ristorante “Su Carduleu” di Abbasanta Roberto Serra, dall’enogastronomo Tommaso Sussarello e dai giornalisti Dario Cappelloni, Roberto Ripa e Pasquale Porcu. Dopo la degustazione dei piatti in gara, a partire dalle 17.00, il vincitore viene incoronato alle 20.00 nella cerimonia di proclamazione e premiazione e di consegna degli attestati agli chef partecipanti.

Tre diversi appuntamenti scandiscono la serata in piazza Italia: il primo, alle 19.00, è l’incontro “Culture e sapori dei paesaggi rurali”, con Marco Bolasco, direttore area enogastronomica di Giunti Editore e consigliere di amministrazione di Slow Food, e con il coordinatore della guida I vini d’Italia de L’Espresso Maurizio Valeriani; dialoga con loro la critica enogastronomica Erica Battelani, amministratore delegato e responsabile dei contenuti del sito Via dei Gourmet.

Alle 21.00 riflettori puntati sul poeta e performer Guido Catalano di scena con il reading dei versi racchiusi nel suo ultimo libro “Ogni volta che mi baci muore un nazista” (Rizzoli): sono versi che fanno ridere, surreali e fulminanti, quelli che questo artista della parola (“Per essere un poeta son troppo di buon umore”, si legge nella pagina BIO del suo sito) propone nelle sue divertenti e stralunate performance sui palchi dei centri sociali e dei festival letterari come negli spazi più raccolti di circoli, bar e librerie. Torinese, classe 1971, Guido Catalano è autore di sette libri di poesie (circa trentamila copie vendute per “Ti amo ma posso spiegarti”, del 2012, e “Piuttosto che morire m’ammazzo”, del 2013, pubblicati da Miraggi Edizioni) e di un romanzo, “D’amore si muore ma io no” (Rizzoli), uscito l’anno scorso con l’emblematico sottotitolo “Il primo romanzo dell’ultimo dei poeti”.

Chiusura di serata, alle 22.00, con Ginevra Di Marco accompagnata da Francesco Magnelli alle tastiere e Andrea Salvadori alla chitarra in un live del suo ultimo album, “La Rubia canta la Negra”, dedicato a Mercedes Sosa, la grande voce folk argentina (1935-2009), simbolo della lotta per i diritti civili della sua terra. Un disco che rappresenta la tappa più recente (è uscito lo scorso maggio) del percorso artistico che la cantante fiorentina, già prima voce accanto a Giovanni Lindo Ferretti nei gruppi CSI e PGR, porta avanti dal 1999 con la collaborazione di Francesco Magnelli: una carriera solista sempre più aperta verso le altre culture, a partire dal progetto Stazioni Lunari, un evento che ogni volta si rinnova di artisti diversi. Canti dai margini del mondo e della storia, dai Balcani all’America Latina, dagli italiani del Sud a quelli della sua terra, la Toscana: un mondo in cui la voce di Ginevra Di Marco si conferma interprete a tutto tondo sposando con trasporto e generosità la vitalità delle proteste popolari, le doglianze e le meditazioni sulla difficile arte di stare al mondo, i volti diversi e complementari dell’amore.

A Ginevra Di Marco spetta anche il compito di aprire domenica, 1 ottobre, la giornata conclusiva di Licanìas: accompagnata ancora da Andrea Salvadori alla chitarra, proporrà alle 10.30 una serenata mattutina dal balcone della biblioteca in via san Pietro.

Alle 11.00 a Casa Cherchi è invece in programma un incontro dal titolo “Felicità d’Italia”, paesaggio, arte, musica e cibo, con la giornalista Simonetta Fiori e Piero Bevilacqua, docente di Storia contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza. La conversazione è seguita da un aperitivo con prodotti locali. Dalle 11.30 alle 13.00, a Sa ‘omo ‘e Bona, spazio a un laboratorio sulla preparazione manuale della fregula.  

Nel pomeriggio due appuntamenti in contemporanea alle 16.00: nel centro storico si snoda un concerto con i cori a tenores S’Angelu di Neoneli, Sa Niera di Pattada e Gonare di Sarule; a Casa Cherchi si tiene invece la tavola rotonda “Industria Culturale e Festival Letterari” con la partecipazione del giornalista e scrittore Romano Cannas (direttore della sede Rai della Sardegna dal 2003 al 2013), dell’operatrice culturale Mattea Lissia, ideatrice del festival letterario “Pazza Idea”, dello storico dell’arte Christian Caliandro e dell’archeologa Maria Antonietta Mongiu, assessore regionale all’Istruzione e ai Beni culturali nella giunta Soru, negli anni in cui ha visto la luce la legge regionale sarda sui festival e i progetti di promozione della lettura.  

In piazza Barigadu, alle 17.30 un momento di festa e convivialità con la degustazione (al costo di dieci euro) dei due piatti tipici della tradizione culinaria neonelese: “Sa fregula istuvada” e “sa cassola”. Accompagna gli assaggi la musica di Salvatore Corda all’organetto e alla fisarmonica. Poi, a partire dalle 20.30 in piazza Italia, sipario sull’ottava edizione di Licanìas con Nada in concerto con brani del suo repertorio accompagnata dalla A Toys Orchestra.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, ma attraverso il ricavato dalle vendite del merchandising si punta a colmare la parte scoperta delle spese di viaggio degli studenti pendolari di Neoneli che frequentano le scuole superiori.