1 August, 2026

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«Tantissimi giovani sardi rischiano di essere tagliati fuori dal Riordino delle carriere all’interno della Polizia di Stato, con l’abbassamento dell’età degli aspiranti ai concorsi da 30 a 26 anni». Il consigliere regionale Edoardo Tocco (FI) sollecita la Giunta regionale per un intervento in grado di scongiurare l’approvazione della riforma. «Una revisione – aggiunge Edoardo Tocco – che rischia di vedere sfumato il sogno di tanti ragazzi per diventare agenti della Polizia di Stato».

La diminuzione dell’età per accedere ai concorsi – sostiene Edoardo Tocco – andrebbe a penalizzare le realtà con la più alta percentuale di disoccupazione.

«Moltissimi giovani sardi tenteranno di accedere alle selezioni – conclude Edoardo Tocco -. Abbiamo atteso oltre 20 anni per un concorso che apra nuovi spazi per i civili all’interno della polizia, ma la nuova modifica pone in forte pericolo la partecipazione di una vasta schiera di aspiranti provenienti dall’Isola con diploma e laurea.»

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Il commissario straordinario del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Leonardo Deri ha affidato a Yuri Donno, naturalista-biologo marino e responsabile dell’area ambiente dell’Ente Parco l’incarico di Direttore facente funzioni. Donno aveva già rivestito il ruolo di Direttore facente funzioni traghettando l’Ente nel corso della difficile stagione estiva.

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La commissione Ambiente e Governo del territorio, presieduta da Peppino Pinna (Udc) ha ascoltato l’amministratore unico Giuseppe Pulina ed il direttore generale Antonio Casula sul nuovo statuto dell’Agenzia Forestas, recentemente approvato dalla Giunta regionale.

Nel suo intervento l’amministratore unico Giuseppe Pulina si è soffermato in particolare sull’innovazione più importante contenuta nello statuto, la cosiddetta “de-cantierizzazione”, cioè «la possibilità di impiegare i lavoratori dell’agenzia su tutto il territorio regionale, superando lo schema precedente nel quale il personale era assegnate esclusivamente ai diversi cantieri ed occorreva una delibera della Giunta per poterli dislocare altrove». «Ora – ha spiegato – questo schema è superato e, fra l’altro, è stato già sperimentato positivamente in occasione dell’emergenza-neve; in prospettive, inoltre, consentirà un migliore utilizzo delle risorse umane che potranno specializzarsi nelle diverse filiere che costituiranno l’attività dell’Agenzia, anche attraverso specifiche convenzioni con le amministrazioni locali.»

«Altra novità – ha aggiunto Pulina – riguarda l’attribuzione della competenza delle relazioni sindacali all’amministratore unico, mentre prima erano divise fra gli assessorati di riferimento, dell’Ambiente e del Personale». «In questa fase – ha concluso – ci stiamo occupando di adempimenti importanti come il riordino del patrimonio, in collaborazione con l’assessorato degli Enti locali, e dei regolamenti regolamentare, suddivisi in una trentina di testi che contiamo di sintetizzare in 4 documenti principali».

Per quanto riguarda il contratto del personale, attualmente all’esame della prima commissione, il direttore di Forestas Antonio Casula ha messo l’accento sulla necessità di lavorare ad un «allineamento con il sistema-Regione, che divide sostanzialmente i dipendenti in 4 fasce mentre all’interno di Forestas ce ne sono ben 11, con tutti i problemi tecnici e gestionali che ciò comporta».

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Salvatore Demontis, Alessandro Collu e Antonio Solinas del Pd, Angelo Carta del Psd’Az, Pier Mario Manca del Pds e Pierfranco Zanchetta dell’Upc.

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«La legge truffa approvata dal centrosinistra nel dicembre scorso per venire fuori dall’impasse Ati-Ifras mostra oggi tutti i suoi limiti e conferma le preoccupazioni da noi espresse in sede di discussione, quando denunciavamo un imbroglio a carico dei 520 lavoratori. E, ahinoi, oggi sappiamo con certezza che avevamo ragione: le maestranze ex Ati-Ifras, secondo la norma farsa e le rassicurazioni fornite dalla maggioranza, avrebbero dovuto fare 60 giorni in Naspi per poi transitare nei Comuni, in Igea, nelle Province, etc. Ma marzo è arrivato e, guarda caso, non si sa ancora nulla, mentre i lavoratori, ancora in Naspi (che peraltro non è stata ancora pagata), aspettano e restano in questo limbo cui gli ha costretti il centrosinistra.»

Lo sostengono, in una nota, Ignazio Locci, vicepresidente del Consiglio regionale e Stefano Tunis, consigliere regionale di Forza Italia Sardegna.

«Ci dica la Regione come intende uscire dal caos che ha consapevolmente creato per manifesta incapacità, lasciando nell’incertezza 520 famiglie. Quando verranno approvati i progetti di cui gli esponenti della maggioranza si riempivano la bocca? Quando verranno assunti i lavoratori, i quali attendono che la Regione rispetti gli impegni presi? In gioco c’è il futuro di centinaia di sardi, nonché il proseguo delle attività nei cantieri gestiti da Ati-Ifras fino al dicembre scorso. Il tempo è scaduto e le chiacchiere stanno a zero. La Regione – concludono Ignazio Locci e Stefano Tunis – lavori per normalizzare la situazione nel più breve tempo possibile.»

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«Siamo il Paese della biodiversità e quindi nettamente contrari all’accordo CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra Europa e Canada, perché non è nei migliori interessi dell’Italia». Lo ha affermato David Granieri, presidente di Unaprol alla conferenza stampa di TUTTOFOOD a Milano, che ha aggiunto «così come è articolato l’accordo apre all’omologazione dei sapori ed al livellamento verso il basso della qualità dei nostri prodotti agricoli».

Il tutto avviene mentre i consumi di olio di oliva sono in diminuzione. Secondo i dati del Consiglio Oleicolo Internazionale di Madrid, negli ultimi dieci anni il consumo dell’olio di oliva in Italia è calato di oltre 200mila tonnellate. A fare compagnia al nostro tricolore vi sono, nello stesso periodo, Spagna con -100mila tonnellate e Grecia. Quest’ultima ha perso il 22% scendendo a 120mila tonnellate all’anno.

Per invertire questa tendenza negativa, afferma ancora Granieri «dobbiamo riempire di nuovi contenuti il rapporto con il consumatore mondiale. Intercettare i loro bisogni, creare nuovo valore intorno all’olio extra vergine di oliva italiano che è tra i prodotti più soggetti a maggiore pressione promozionale (70%)».

Nel mondo l’86% dei consumatori sa cos’è l’olio extra vergine di oliva e una media del 72% sa che l’Italia è uno dei paesi produttori. Inoltre, nella misurazione della notorietà tra i paesi produttori di olio di oliva, l’Italia è prima in classifica nel mercato globale. «L’accordo CETA però – aggiunge David Granieri -, mischia le carte e crea confusione tra i consumatori perché avranno più difficoltà a distinguere prodotti originali da quelli con nomi simili agli originali e di fantasia che evochino anche una certa italianità. Questo non è corretto – ha concluso David Granieri – perché non si può sostenere la globalizzazione a spese dell’olivicoltura italiana che è basata sul concetto di biodiversità e di glocalizzazione dei territori di produzione.»

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Sugli sviluppi della vertenza Alcoa, i segretari CGIL Roberto Puddu e Roberto Forresu scrivono al governatore Francesco Pigliaru e al ministro Carlo Calenda.

«Nella riunione tenutasi a Cagliari il 1 dicembre dello scorso anno, per quanto ci riguarda – scrivono Roberto Puddu e Roberto Forresu -, abbiamo formulato il riconoscimento per il cambio di passo impartito alla vertenza sia con l’accordo con l’Alcoa, sia per quanto riguarda la decretazione dell’Area di Crisi Industriale Complessa e le conseguenti soluzioni per superare in larghissima parte la perdita degli ammortizzatori sociali, oltre l’impegno a dare soluzione al resto dei lavoratori del bacino escluso da quel vitale provvedimento.»

«Al contempo – aggiungono Roberto Puddu e Roberto Forresu – abbiamo però sollecitato la prosecuzione del rispetto degli impegni nel merito e nel metodo con quest’ultimo che, a partire dalla natura della richiesta del Ministro di procedere indispensabilmente “giocando in squadra”, assume importante sostanza nell’esercizio della condivisione e nella responsabilità, ciascuno nell’ambito del proprio ruolo. Questione che comporta chiaramente il fatto che i componenti di quella “squadra” – che per noi sono e rimangono i lavoratori, le lavoratrici, il territorio nelle loro rappresentanze sindacali e istituzionali – devono essere parte attiva della stessa. Per questo, confermando l’apprezzamento per il cambio di passo ma consci che il tempo passa velocemente, dobbiamo anche ribadire e questo mal si sostanzia con le notizie a “gocce” nei Social; con quelle preziose e sempre informalissime frutto dell’interesse e delle interlocuzioni di Parlamentari del territorio; infine da quelle altrettanto informali e apparentemente “sfuggite” alle varie Parti in campo.»

«Infine, in considerazione della inusuale risposta domanda del Ministro in un twitt “se ci si possa vedere dopo il 15 marzo?”, riteniamo di poter affermare che per quanto ci riguarda è necessario anticipare e di molto quella data. Pertanto, ci permettiamo di sollecitare la Convocazione urgente della riunione della “squadra” – concludono Roberto Puddu e Roberto Forresu –  nella quale fare il punto e condividere lo stato della Vertenza, da tenersi possibilmente in Sardegna.»

Silos occupato

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«I lavori di demolizione e bonifica dei gruppi 1 e 2 nella centrale di Fiumesanto se non sono fermi procedono con grande ed incomprensibile lentezza, a meno di un anno dalla scadenza delle autorizzazioni. Questo non può che creare dubbi e preoccupazioni sia dal punto di vista dello stato di inquinamento del sito che per quanto riguarda i problemi legati alla sicurezza. Chiediamo che Eph chiarisca quali siano i motivi dei ritardi. Non basta più affermare che i lavori termineranno nel febbraio del 2018 ma si deve procedere definendo con chiarezza tempi e modi di realizzazione del decommissioning.» Lo afferma in un comunicato il senatore del Partito Democratico Silvio, Lai nel quale illustra la lettera scritta al ministro Gian Luca Galletti la quale chiede una maggiore vigilanza.

«È trascorso quasi un anno e mezzo dall’interrogazione che insieme ad altri colleghi senatori avevamo presentato per chiedere i motivi del blocco dei cantieri delle bonifiche dei gruppi 1 e 2 ad olio combustibile. In quell’occasione – aggiunge Silvio Lai – avevamo ricordato come la demolizione e lo smaltimento con bonifica e ripristino dell’area sarebbe dovuto avvenire entro il dicembre del 2014. C’è stato poi il sequestro del cantiere da parte della magistratura ma successivamente anche questo ostacolo all’avvio dei lavori era venuto meno. Oggi, nonostante le affermazioni rassicuranti sul rispetto del crono programma definito da EPH i cantieri risultano praticamente fermi, questo almeno è quanto emerso dall’esito dell’audizione del dirigente del settore ambiente della Provincia nella competente commissione consiliare del Comune di Sassari, che con la presidente Fadda ha dato vita ad un’opportuna indagine conoscitiva sulla situazione. In questi anni ci sono stati molti cambi di programma e impegni sottoscritti e poi disattesi da parte di chi gestiva la centrale di Fiumesanto. Non ultimo sulla realizzazione del quinto gruppo, anche se il cerino acceso é stato lasciato da EOn e non intendiamo attribuirlo all’azienda della Repubblica Ceca.»

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E’ finalmente arrivata, ieri sera, con posta certificata al Governo, l’offerta formale di acquisto dello stabilimento Alcoa di Portovesme da parte della multinazionale svizzera dell’alluminio Sider Alloys, sulla quale il Governo dovrà effettuare tutte le verifiche sulla consistenza finanziaria dell’azienda interessata a rilanciare la produzione di alluminio nello stabilimento di Portovesme fermo ormai da oltre quattro anni.

Il deputato del Partito Democratico Francesco Sanna, in un post sul suo profilo facebook, invita alla prudenza.

«E’ importante che Syder Alloys abbia presentato un’offerta per acquisire lo stabilimento Alcoa di Portovesme – scrive Francesco Sanna -, ma il suo contenuto, mi dicono al ministero dello Sviluppo economico, deve essere migliorato di molto per poter essere discusso o positivamente valutabile. Tuttavia credo e spero che nei prossimi giorni l’offerta assuma forme e contenuti diversi.»

«La presentazione dell’offerta d’acquisto da parte di Sider Alloys dello smelter si Portovesme – ha detto da parte sua Emanuele Cani, anch’egli deputato del Partito Democratico – è sicuramente positivo e può essere considerato un significativo passo avanti in un percorso lungo e lento. Da parte nostra resta alta l’attenzione verso una vertenza cruciale per il nostro territorio. Apprezziamo l’impegno del Governo che, sicuramente, proseguirà nel cammino per giungere ad una soluzione positiva della vertenza.»

 

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Riesplode lo scontro, nel Consiglio comunale di Iglesias, tra maggioranza e opposizione. L’occasione è arrivata con la convocazione della riunione consiliare di lunedì 27 febbraio, richiesta dai consiglieri di opposizione per parlare principalmente degli “equilibri politici venutosi a creare negli ultimi mesi” dopo i cambiamenti maturati nella Giunta guidata da Emilio Gariazzo e disertata da tutti i consiglieri di maggioranza, eccezion fatta per il presidente del Consiglio comunale Mauro Usai che ha rispettato il suo ruolo istituzionale.

Ieri sera i capigruppo di maggioranza, Ubaldo Scanu del “Partito Democratico”, Gianluca Tocco di “Sinistra Ecologia Libertà” e Pierina Chessa de “Il tuo segno per Gariazzo”, hanno spiegato in una nota le ragioni della mancata partecipazione alla riunione del Consiglio comunale.

«Permane in noi la difficoltà di comprendere le reali motivazioni che hanno spinto i colleghi della minoranza a richiedere reiteratamente una discussione in Consiglio – con relativo conseguente dispendio di risorse pubbliche – sugli “equilibri politici venutosi a creare negli ultimi mesi” – scrivono Ubaldo Scanu, Gianluca Tocco e Pierina Chessa -. Quanto questo ordine del giorno fosse risibile, oltre che pretestuoso e non pertinente nella sostanza, lo raccontano i numeri e non solo. In questi quarantaquattro mesi di consiliatura abbiamo partecipato a 92 Consigli comunali esaminando, discutendo ed approvando centinaia di atti, mozioni e regolamenti. L’attività politica si è inoltre svolta attraverso centinaia di commissioni consiliari nonché con tutto ciò che non è strettamente istituzionale come viaggi in Regione, sopralluoghi, assemblee, incontri, tavoli di lavoro, etc. Nello specifico, nei circa quattro mesi passati dal 17 ottobre 2016, giorno in cui i colleghi della minoranza hanno deciso di impiegare il loro tempo e le loro energie per richiedere la discussione in oggetto, la giunta comunale ha prodotto ben 95 deliberazioni, mentre nei cinque consigli comunali tenutisi nello stesso intervallo temporale sono state approvate 25 proposte, discusse 2 mozioni e hanno ottenuto risposta 5 interrogazioni ed una interpellanza.»

«Tra gli atti approvati in Consiglio nel periodo considerato – aggiungono Ubaldo Scanu, Gianluca Tocco e Pierina Chessa – ve ne sono alcuni di particolare importanza, quali l’approvazione delle linee guida per la redazione del Piano Urbanistico Comunale, l’adesione alla Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara, l’approvazione delle tariffe relative alla tassa sui rifiuti (ancora una volta più basse rispetto a quelle dell’anno precedente) e il benestare all’utilizzo dei fondi della legge 37/98 per poter investire nella riqualificazione della Città; atti sui quali i nostri colleghi della minoranza hanno quasi sempre votato contro, quando non si sono astenuti o hanno deciso di uscire dall’aula consiliare. Sappiano perciò gli iglesienti che se spenderanno qualcosa di meno in bolletta, se possono già godere di un mercato più bello e ristrutturato, se potranno fruire di una sala per proiezione cinematografica, se avranno un centro storico finalmente illuminato, se non vedranno più l’obbrobrioso generatore di via Cavour, se gli abitanti di via Giordano la vedranno riqualificata dopo decenni e i giovani calciatori di Bindua potranno finalmente cambiarsi in spogliatoi degni di questo nome sarà grazie ai soli voti di questa maggioranza. Ed è perciò – concludono Ubaldo Scanu, Gianluca Tocco e Pierina Chessa – che non abbiamo voluto essere partecipi di quello che consideriamo un consiglio comunale improponibile e incomprensibile; uno sterile, scomposto e inutile attacco all’amministrazione perpetrato ai danni delle tasche dei cittadini.»

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Sinistra, dove sei? L’interrogativo è legittimo a livello nazionale, per i travagli del Partito Democratico e la nascita di nuove formazioni che si propongono di restituire identità ad un’area politica in crisi ormai da diversi anni, ma lo è forse ancora di più in Sardegna e, soprattutto, nel Sulcis Iglesiente, territorio guidato storicamente, politicamente ed amministrativamente, dalla sinistra e/o dal centrosinistra. L’affermazione schiacciante del Movimento 5 Stelle alle Amministrative 2016 a Carbonia, ha segnato la fine di un’epoca durata 70 anni, ma la crisi della sinistra affonda le sue radici più indietro nel tempo. E’ la crisi, almeno a livello locale, non tanto di un’ideologia, quanto dei suoi interpreti, che hanno profondamente deluso il loro “popolo”. Anno dopo anno, la sinistra ha smesso di vestire i “suoi panni”, allontanandosi sempre più dalla “sua missione” e, una volta resasi conto della “disaffezione crescente” della sua base, per conservare il controllo del “potere”, ha stretto accordi “trasversali” che, alla lunga, si sono rivelati, com’era inevitabile, un boomerang. Il passaggio decisivo che ha portato alla profonda crisi che oggi è sotto gli occhi di tutti, è stato la creazione del Partito Democratico, nato dalla “fusione” (a freddo) dell’area erede della vecchia DC con le aree eredi dei vecchi PSI e PCI. Una operazione che, negli intendimenti dei promotori, avrebbe dovuto rappresentare una vera e propria rivoluzione “politica e culturale”, inizialmente ha illuso di poter dare i risultati auspicati, ma alla lunga si è rivelata un fallimento ed ha portato alla scissione.

Il primo effetto negativo per la sinistra, è stato l’indebolimento via via sempre più marcato delle forze politiche minori del vecchio centrosinistra (PRC, PDCI, Verdi, IDV), letteralmente cancellate da una legge elettorale creata proprio con quella finalità, e solo parzialmente confluite nel Partito Democratico che, sotto la guida “Renziana”, ha acquisito, giorno dopo giorno, le caratteristiche di un grande contenitore senza precisa identità e, comunque, orientato più verso il governo del Paese e delle realtà locali che non verso il rispetto della missione di partenza, politica e sociale. Con l’esplosione del fenomeno M5S, alla quale ha concorso in misura rilevante proprio la crisi della sinistra (sono tantissimi, anche a Carbonia e nel territorio, gli elettori che per anni hanno sostenuto la sinistra e, in particolare, il PCI, poi PDS, DS ed ora PD, ad aver deciso di votare M5S, non tanto perché “affascinati” dal nuovo movimento, quanto «per spazzare via una classe politica vecchia, abbarbicata al potere ed ormai completamente distaccata dalla realtà») ed i tormenti interni al Partito Democratico, stanno nascendo nuove realtà nell’area politica che si riconosce nella sinistra. La disillusione, comunque, ha creato danni molto profondi, non facili da sanare, ed è forte il rischio di un’ulteriore crescita dei populismi e dell’allontanamento dei cittadini dalla politica. Oggi, per avere possibilità concrete di riuscire ad invertire la tendenza, è necessario un bagno d’umiltà, riavviare un dialogo serio con i cittadini, affrontare i loro problemi con un approccio nuovo, legato a proposte di soluzione concrete. Sarà sicuramente un lavoro lungo, che potrà dare risultati nel medio e lungo termine ma oggi, pare l’unica strada percorribile.

Giampaolo Cirronis