3 August, 2026

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, ha approvato le direttive regionali in materia di prestazione energetica in edilizia. In tal modo si attuano le disposizioni comunitarie e nazionali relative all’applicazione del metodo di calcolo delle prestazioni energetiche e dei requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici.
«Stiamo proseguendo nell’attuazione del Piano Energetico Regionale approvato nell’agosto scorso – dice l’assessore Piras commentando l’approvazione della delibera -. Con questo provvedimento diamo le direttive per l’attestazione delle prestazioni energetiche degli edifici privati. Come sappiamo gran parte del patrimonio edilizio in Sardegna ha una classe energetica molto bassa.»
«Con i fondi del POR – aggiunge l’assessore dell’Industria – ci occuperemo degli immobili pubblici. Con questa delibera aiutiamo i privati ad avere una direzione chiara e omogenea nelle opere di efficientamento e mi auguro che in sede di finanziaria possa trovare spazio un fondo che agevoli gli investimenti delle famiglie per il miglioramento dell’efficientamento energetico delle proprie abitazioni.»

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I sindaci dei comuni di Carbonia, Calasetta, Gonnesa, Santadi, Narcao, Villasalto, Orani, Sant’Antioco, Morgongiori, Ballao, Gonnosnò, Donori, Pau, Laconi, preoccupati per il la tragica evoluzione del destino dei lavoratori impegnati nei lavori del Parco Geominerario della Sardegna, chiedono al presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru, al presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau e ai capigruppo del Consiglio regionale, un’urgente e definitiva revisione del provvedimento che farà sprofondare oltre 520 lavoratori Ati Ifras nella disoccupazione a partire dal 1 gennaio 2017.

I lavoratori pretendono a gran voce una continuità occupazionale che deve essere garantita con certezza! E ciò è rappresentato solo dalla prosecuzione dei lavori nei cantieri, anche solo per il periodo necessario all’eventuale passaggio diretto ad altre società o all’espletamento della gara della quale ancora, nonostante le rassicurazioni della Regione, non è stato fatto alcun passo in avanti.

La Regione – secondo i 14 sindaci – deve assumersi le proprie responsabilità fino in fondo e trovare una soluzione certa che eviti un grave disastro per il territorio e le oltre cinquecento famiglie. Non si può accettare che la legge che ha assicurato una proroga all’azienda, sia stata calpestata – e con essa la volontà Unanime del Consiglio regionale – senza uno straccio di autorevole parere e solo sulla presunzione univoca di una ventilata illegittimità.

Noi non ci stiamo e pretendiamo con forza – domani 30 dicembre 2016 –  concludono i 14 sindaci – la revoca di un provvedimento capestro per 520 famiglie.

I sindaci

Paola Massidda – Carbonia

Antonio Vigo – Calasetta

Hansal Christian Cabiddu – Gonnesa

Elio Sundas – Santadi

Danilo Serra – Narcao

Paolo Maxia – Villasalto

Antonio Fadda – Orani

Mario Corongiu – Sant’Antioco

Renzo Ibba – Morgongiori

Severino Cubeddu – Ballao

Mauro Steri- Gonnosnò,

Lucia Meloni – Donori

Franceschino Serra – Pau

Lucia Zaccheddu – Laconi.

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Dal prossimo 1 gennaio 2017 gli oltre 500 lavoratori dell’Ati Ifras occupati da oltre 15 anni nei comuni del Parco Geominerario della Sardegna saranno disoccupati.

Questa è l’unica certezza che deriva dalla legge approvata qualche giorno fa da una parte del Consiglio regionale della Sardegna, che ha calpestato se stesso rinnegando una Legge che avrebbe consentito una proroga dell’occupazione approvata all’unanimità solo pochi giorni prima per compiacere logiche spartitorie di palazzo.

I lavoratori che nei giorni scorsi si sono resi conto del grave danno fatto sulla loro pelle, non ci stanno e stanno chiedendo a noi amministratori del territorio di attivarci per richiedere immediatamente l’accantonamento di quel provvedimento che, se applicato, decreterà per sempre la fine del Parco Geominerario.

Il Sindaco di Carbonia e tutte le forze politiche e sindacali del territorio devono scendere in piazza con i lavoratori il prossimo 30 dicembre a Cagliari per costringere burocrati e politici insensibili a scardinare questo disegno assurdo. L’unica certezza di quella Legge, infarcita di promesse irrealizzabili e approvata a maggioranza è, infatti, quella della disoccupazione certa per i lavoratori.

Si tratta di oltre 500 famiglie che sprofonderanno nell’incertezza come è accaduto a decine di ex lavoratori impegnati in iniziative imprenditoriali fallite nel polo industriale di Portovesme, dopo un’anticamera di mesi di disoccupazione che hanno lasciato le macerie sociali nel Sulcis Iglesiente.

Fabio Usai

Capogruppo Partito dei Sardi

Comune di Carbonia

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Dal 2 gennaio prossimo riparte lo sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, a valere sullo strumento agevolativo “Nuova Sabatini” – istituito nel 2013 – concessi dal Ministero dello sviluppo economico a fronte di finanziamenti bancari quinquennali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature.

560 milioni di euro, infatti, risultano essere le nuove risorse finanziarie stanziate dal Parlamento con la legge di bilancio 2017 per continuare ad agevolare le piccole e medie imprese che intendono investire in beni strumentali.

L’enorme successo riscosso dallo strumento agevolativo nel mondo imprenditoriale ha determinato sia la proroga di due anni – al 31 dicembre 2018 – per la concessione del contributo del 2,75% annuo sugli investimenti ordinari, sia la possibilità di accedere ad un contributo maggiorato del 30% – quindi al 3,575% annuo – per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

L’obiettivo è incentivare la manifattura digitale e incrementare l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale anche tramite l’innovazione di processo e/o di prodotto.

In tempi brevi saranno aperti i termini per la presentazione anche delle domande per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

La “Nuova Sabatini” rappresenta uno strumento agevolativo di estremo rilievo per l’ammodernamento e la crescita del sistema produttivo italiano. Ad oggi, infatti, sono oltre 19mila le domande di agevolazione presentate dalle piccole e medie imprese, per un ammontare di contributo concesso superiore a 360 milioni di euro.

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Venerdì 30 dicembre, alle ore 10,00, presso il centro intermodale di Carbonia, si terrà un’iniziativa di denuncia dei Riformatori sardi sulla “disastrosa politica dei trasporti della Giunta regionale“. L’iniziativa di Carbonia si svolge in contemporanea con le altre iniziative organizzate dai Riformatori Sardi per bocciare la Giunta regionale dei professori sui trasporti e non solo. La manifestazione principale si svolgerà presso il porto di Cagliari, con la partecipazione di una delegazione dei Riformatori sardi del Sulcis Iglesiente. Contemporaneamente, una rappresentanza locale manifesterà a Carbonia, anche per sottolineare la specificità delle situazioni come il trasporto da e per Carloforte, le criticità dei collegamenti con Cagliari e l’aeroporto e del trasporto pubblico all’interno del territorio.

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La FIALS, Federazione italiana autonomie locali e Sanità ha organizzato un sit-in di protesta per la giornata di domani, venerdì 30 dicembre, alle 10.30, al CTO di Iglesias, contro “I Signori dell’anti-sanità nel nostro territorio!!!

L’organizzazione sindacale, composta da lavoratori indipendenti, «stanca di assistere allo sfascio della sanità del Sulcis Iglesiente» propone un’unione di forze e di intenti per cercare di evitare:

• lo spostamento selvaggio e la chiusura o accorpamento di reparti;

• la trasformazione di ospedali in ambulatori;

• la trasformazione di ospedale per le attività programmate in un “ospedale a tempo”, che induce i pazienti all’auto-dimissione il venerdì;

• i “trasferimenti selvaggi” del personale, che ignorano le specifiche capacità professionali maturate dai lavoratori;

• l’assenza di percorsi definiti e chiare procedure.

Secondo la FIALS – il gioco è chiaro – «si vuole arrivare alla chiusura per mancanza di numeri perché, si sa, se non si raggiungono i numeri previsti dalla legge, si chiude!!! Uno smantellamento indiretto fatto di continui disservizi che inducono gli ammalati di questo territorio a spostarsi, più che in passato, in altri contesti ospedalieri».

Sulla giornata di protesta interviene Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale.

«E’ scontata la totale solidarietà, con la mia partecipazione, alla manifestazione indetta dalla FIALS – dice Gianluigi Rubiu –. Interverranno tanti cittadini del territorio offesi e umiliati dalla giunta Pigliaru per aver distrutto la sanità isolana attraverso un’azione scellerata di devastazione dei presidi. Nel Sulcis Iglesiente si assiste impotenti allo smantellamento dei servizi, con gli ospedali ridotti a poco più di scarsi ambulatori, mettendo a continuo repentaglio la vita dei pazienti, costretti a lunghi ed estenuanti viaggi tra un ospedale e l’altro. Una condizione – aggiunge Gianluigi Rubiu – che sta inevitabilmente producendo disservizi e disagi per malati e familiari. Sono inoltre vittime dello sfascio della sanità iglesiente medici e infermieri, disarmati di fronte allo smantellamento selvaggio ed esposti a rischi di carattere personale, sempre più indeboliti senza una organizzazione degna di questo nome.»

«Il malcontento per i continui trasferimenti del personale sanitario, senza nessun criterio e con metodi sicuramente discutibili, è un altro punto critico per il comparto – sottolinea ancora Gianluigi Rubiu -. Non ci sono dubbi. La politica regionale ha fallito tutti gli obiettivi,  sia dal punto di vista economico che della qualità dei servizi per allargarsi alla soppressione di presidi sul territorio, riuscendo nell’intento di scontentare tutti. Non è possibile proseguire di questo passo, con un rischio concreto per la vita degli iglesienti, costretti sempre più a vedersi garantite solo le cure in ambulanza nei continui viaggi della speranza. Liste d’attesa infinite con tempi che sono ormai raddoppiati. E’ insomma una maggioranza senza vergogna. Non sarà certo la Asl Unica regionale a migliorare i servizi. Anzi. Avremo una sanità sempre più distante dal territorio e scadente per la qualità dei servizi. Scontato l’interrogativo: siamo sicuri che questa strategia non sia frutto di un perverso progetto per smantellare la sanità pubblica del Sulcis Iglesiente a vantaggio della sanità privata? Di fronte a questo disastro – conclude il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale – ci viene da ragionare su un disegno ben definito, altrimenti siamo costretti a pensare ad una follia incontrollata.»

 

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Il Rotary Club di Carbonia ha concluso il 2016 all’insegna della condivisione e della solidarietà. Tra le tante attività svolte in tutto l’anno, il mese di novembre ha visto la grande partecipazione dell’universo femminile alla serata organizzata dalle moglie dei soci Rotary e per l’occasione più di quattrocento donne hanno preso parte a una pizzata che aveva come scopo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema “la violenza sulle donne”. Il contributo economico volontario della partecipanti e delle sostenitrici è stato consegnato alla presidentessa dell’associazione onlus “Donne al traguardo”, Silvana Migoni. Nel mese di dicembre, in occasione dell’avvicinarsi delle festività natalizie, il Club ha voluto condividere un momento di calore e solidarietà con chi si trova in un momento difficile, organizzando un pranzo nella giornata del 18 dicembre, in favore delle molte famiglie meno fortunate del territorio, nel segno della solidarietà e per essere vicini a chi ha meno. L’iniziativa è stata molto apprezzata dalle persone che hanno partecipato, sottolineando il valore conviviale che alcune volte viene trascurato. L’anno rotariano 2016 si è concluso con l’ingresso di un nuovo socio, Corrado Confalone, dottore commercialista.

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Continua a ritmo sostenuto l’attività dell’Assemblea del Parco naturale regionale di Gutturu Mannu per l’avvio delle attività del Parco stesso. 

Una serie di adempimenti propedeutici e necessari, infatti, sono stati posti in essere in questi mesi. Successivamente all’elezione del presidente, il sindaco di Teulada Daniele Serra, e al decreto assessoriale di sua nomina avvenuto a settembre, l’assemblea si è subito riunita e ha approvato lo statuto del Parco. 

Ancora, poco prima di Natale l’organo assembleare si è dotato di un regolamento interno che disciplina regole e tempi per il funzionamento della stessa assemblea e ha infine nominato la giunta esecutiva, uno strumento operativo composto da cinque sindaci che avranno il compito di lavorare con celerità (pur non percependo indennità di carica) per completare quanto prima gli ultimi adempimenti burocratici e avviare finalmente la struttura operativa del Parco affinché lo stesso possa nel più breve tempo possibile entrare nel vivo delle sue attività proprie e costituire davvero l’enorme opportunità che rappresenta quest’area naturale. Intendiamo dare ritmo e operatività a questo importante strumento così che riesca a trasformarsi in ulteriore motore di sviluppo, promozione e valorizzazione territoriale. 

«Superata questa fase di passaggi tecnici propedeutici – spiega il presidente Daniele Serra -, sarà fondamentale il coinvolgimento degli attori e dei protagonisti delle comunità locali che intendiamo raggiungere con una campagna informativa affinché ancora meglio si percepisca che il parco è innanzitutto condivisione, confronto e proposta. Specie quando arriverà il momento di costruire insieme gli strumenti di gestione dell’area naturale (Piano del Parco, Regolamento di gestione, etc.).»

«Ci aspettano sfide importanti e obiettivi da centrare, non ultimo progetti che intercettino risorse utili al territorio – conclude Daniele Serra -, per questo stiamo lavorando celermente per dare adeguate risposte ai territori e soddisfare le aspettative delle comunità.»

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La VI commissione del Consiglio regionale, a maggioranza, ha espresso parere favorevole alla ripartizione dei fondi per il funzionamento dei Centri antiviolenza e le Case di accoglienza deliberato dalla Giunta regionale lo scorso 20 dicembre.

Le risorse per il 2017 ammontano a un milione di euro (700mila trasferiti dal Fondo nazionale per le Politiche Sociali e 300mila a valere sul bilancio regionale). Il 70% dello stanziamento sarà destinato alle Case di accoglienza, i restanti 300mila euro saranno invece equamente ripartiti tra gli otto Centri antiviolenza presenti in Sardegna. Alla provincia del Sud-Sardegna sarà riconosciuta la competenza nella gestione del Centro antiviolenza del Medio Campidano e l’avvio della sede operativa del Sulcis Iglesiente.

«Per evitare che le strutture siano costrette ad anticipare le spese le risorse saranno trasferite in un’unica soluzione – ha spiegato l’assessore alla Sanità Luigi Arru – il nostro obiettivo è la semplificazione.»

L’assessore ha poi comunicato alla Commissione che per il 2017 saranno disponibili altri 889mila euro provenienti anche questi dal Fondo del ministero per le Politiche sociali. 

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Il fascino del presepe, che da sempre incanta, lo si può cogliere a Portoscuso in questi giorni di festa, dove con grande maestria, l’associazione “Sa Fabbrica”, in collaborazione con la parrocchia Vergine d’Itria ed il patrocinio del Comune, ha allestito tre presepi.

Un presepe classico nella chiesetta di Sant’Antonio che, solo a guardarlo, fa tornare bambini… la magia delle luci, il calore della natività, le balle di fieno tra i pastori e la stella cometa che illumina la via…

In una delle sale mostra di Su Pranu, un presepe in stile sardo, nel quale gli ottanta personaggi dai vestiti cuciti e rifiniti rigorosamente a mano, frutto di un lavoro di un anno e mezzo, fanno parte di un ambiente realizzato catturando scorci del nostro territorio. Il profumo delle piante che lo adornano è sicuramente il tocco finale di un lavoro attento e curato nei minimi particolari.

In un’altra sala, si lascia la Sardegna per “fare un salto” in Campania, dove ben centoventi statuette raccontano uno spettacolare presepe napoletano del ‘700.

Un lavoro di due anni, i cui personaggi, tutti diversi tra loro, hanno preso vita tra le mani dei volontari dell’associazione presieduta da Demetrio Sanna. Un presepe coloratissimo, proprio come da tradizione napoletana, volti che parlano, statuette che creano scene di vita quotidiana, nelle quali salta subito agli occhi lo sfarzo degli abiti di diversi personaggi. Un presepe più ricco di quello della tradizione nostrana, dove l’abito sardo, seppur bello, non eccede in lustrini e perline, come invece accade in quello napoletano.

I presepi allestiti dall’associazione “Sa Fabbrica” possono essere visitati sino al 31 gennaio, nei giorni feriali dalle 16.00 alle 20.00 e in quelli festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

Nadia Pische