17 October, 2021
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Victor Ibarbo ritorna al Cagliari, lo ha annunciato la società rossoblu nel suo sito internet.

Di seguito il comunicato ufficiale.

Un grande ritorno in casa Cagliari: Victor Ibarbo indosserà di nuovo la maglia rossoblù.

Il talento colombiano, 26 anni, proviene dal Panathinaikos, dove aveva cominciato la stagione in prestito.

Arrivato in Sardegna nel 2011, con il Cagliari ha totalizzato 121 presenze in tre stagioni e mezzo, tra Campionato e Coppa Italia, segnando 15 gol. Memorabile il primo realizzato a Catania quando, partendo dalla linea di fondo, si liberò di due avversari e depositò il pallone in porta.

Nel febbraio 2015 si trasferisce in prestito alla Roma dove milita sino alla fine della stagione, con 13 presenze. Inizia la stagione 2015-2016 in Premier League con il Watford. A gennaio ritorna in Colombia, nell’Atletico Nacional, la squadra che lo aveva lanciato: in sei mesi colleziona 13 presenze con 2 gol in Coppa Libertadores.

La scorsa estate parte la sua nuova avventura in Grecia: con il Panathinaikos Atene scende in campo 19 volte tra campionato, Coppa Nazionale ed Europa League segnando 3 reti.

Velocità e imprevedibilità i suoi marchi di fabbrica, qualità che gli hanno permesso di conquistare anche la Nazionale colombiana – dove ha all’attivo 14 presenze con 1 gol e la partecipazione ai Mondiali 2014 – e che metterà ora a servizio della squadra di mister Rastelli.

Bentornato tra noi, Victor!

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Il capogruppo Udc in Consiglio regionale Gianluigi Rubiu sollecita la Regione a sostenere il comparto agropastorale con risorse per la vertenza latte.

«La Regione si impegni a destinare appena l’1 per cento del proprio bilancio alla risoluzione del problema del pecorino romano ammassato – sostiene Gianluigi Rubiu -. Non possiamo mettere in piedi nessun percorso di rilancio con un peso di invenduto di questa portata. Poi si pensi a disegnare un progetto serio per favorire la ripresa del settore. Tra crisi del latte (e del pecorino romano), premi comunitari e altri contributi pagati sempre più in ritardo, un comparto agricolo che manca di una figura di riferimento, vista l’assenza da oltre un mese dell’assessore dell’Agricoltura, il settore agropastorale grida a gran voce il suo disagio. Domani scenderanno in piazza migliaia di operatori. In un momento così delicato in cui sono in gioco le sorti di diverse migliaia di aziende sarde – aggiunge Gianluigi Rubiu, che ha proposto anche l’istituzione di una commissione per il prezzo del latte – non è possibile assistere a dichiarazioni del ministro Maurizio Martina che intende stanziare  4 milioni di euro per il ritiro dei formaggi dagli scaffali. Una cifra sufficiente solo a eliminare il 10% del formaggio ammassato. E’ l’ennesima offesa e umiliazione per la Sardegna. La Giunta – conclude il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale – dia risposta ad un comparto in grave difficoltà, con un progetto di sostegno al settore.»

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«97 milioni di euro in arrivo per il comparto ovicaprino. Ma non è tutto oro quello che luccica. Nello specifico, a seguito dell’incontro svoltosi oggi tra il ministro Maurizio Martina e una delegazione di consiglieri regionali convocato per affrontare la crisi del comparto ovicaprino, il Ministro si è impegnato a erogare alla Sardegna, entro il mese di febbraio, quasi 100 milioni ripartiti in tre diversi interventi. Posto che restano dubbi sulla tempistica assicurata dal Ministro, le misure illustrate da Martina mettono in luce limiti generali e disparità di trattamento.»

Lo scrive in una nota Ignazio Locci, vicepresidente del Consiglio regionale, componente del gruppo Forza Italia Sardegna.

«Una delle misure maggiormente attese era quella che prevede gli acquisti di formaggi per gli indigenti – aggiunge Ignazio Locci -. Ebbene, il bando Agea dovrebbe uscire entro febbraio ma al pecorino romano verranno riservati soltanto 4 milioni. Una cifra che evidenzia l’intento di favorire il grana padano a discapito del pecorino. Basta fare due calcoli per capire la portata della fregatura: se il romano venisse pagato sei euro al kg si toglierebbero dal mercato circa 6mila e 600 quintali di prodotto, a fronte di 150mila quintali prodotti negli ultimi due anni.»

«Ma non solo: per la macellazione delle pecore di oltre 4 anni, lo stesso bando dovrebbe stanziare la cifra risibile di tre milioni, ovvero 250 euro ad azienda. Insomma, non serve chissà quale analisi per capire che si tratta di una beffa. Il Ministro sappia che con questi interventi e, soprattutto, con queste somme, non risolve alcunché. Il comparto ha bisogno di altro, e non dell’elemosina. Che, come sempre – conclude Ignazio Locci -, spetta alla Sardegna.»

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Sul servizio di elisoccorso in Sardegna, Edoardo Tocco (FI) propone una convenzione con l’Aeronautica militare. Una piattaforma nella base di Decimomannu per gli interventi che vanno dal Cagliaritano all’area di Oristano e Iglesias. Un distaccamento ad Alghero Fertilia per il Nord Sardegna, comprese le emergenze in Gallura. E’ la geografia del servizio di elisoccorso nell’Isola che potrebbe essere una realtà attraverso una convenzione con l’Aeronautica.

Parte dall’attività limitata dell’attuale sistema, il consigliere regionale Edoardo Tocco (FI), per prospettare un cambio di marcia nel settore dell’emergenza urgenza.

«Costi troppo alti e tempi di intervento che si allungano all’infinito. La verità è che in Sardegna, dal 2013, è stato trasferito il reparto 80esimo Centro Sar, ma non si è utilizzato il potenziale di questo avamposto – dice Edoardo Tocco -. La Regione avrebbe infatti la possibilità di attivare una convenzione con l’Aeronautica militare per garantire interventi per tutto l’arco della giornata 24ore, senza interruzioni notturne. Una macchina già collaudata, considerato che sia i medici che i gruppi speleologici si addestrano con in mezzi dell’Aeronautica.» Un piano che – secondo Tocco – potrebbe consentire un salto di qualità dell’emergenza urgenza.

«Senza dubbio – aggiunge Edoardo Tocco – si riscontrerebbero dei soccorsi più rapidi ed efficaci. Si tenga conto peraltro che la Regione ha già stanziato 91 milioni di euro per il servizio di elisoccorso. Un accordo con l’Aeronautica avrebbe dei costi molto ridotti, in grado di garantire un risparmio consistente. Non solo. Le professionalità interne alle forze armate sarebbero pescate dal contingente isolano, mentre con l’attuale disegno l’appalto verrebbe dato ad una ditta della Penisola, con i capitali isolani che andrebbero dunque all’esterno. Il salvataggio dei pastori, isolati a Urzulei a causa del maltempo, indica – conclude Edoardo Tocco – ancora una volta la necessità di un intervento di emergenza che possa coniugare per la Sardegna sicurezza e tempestività.»

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E’ in programma domenica 5 febbraio, ad Ozieri, la prova unica del Campionato regionale di Ciclocross 2017, per l’organizzazione del G.S. Giorgione Ozierese Carrera.

Questi i titoli in palio:

Esordienti 1° anno;

Esordienti 2° anno;

Allievi 1° anno;

Allievi 2° anno;

Donne Esordienti 1° e 2° anno (unico);

Donne Allieve 1° e 2° anno (unico);

Donne agoniste (unico);

Juniores;

Open(Under 23 – Elite);

Master Juniores – Master Sport (unico);

Master 1;

Master 2;

Master 3;

Master 4;

Master 5;

Master 6, 7, 8 (unico);

Elite Sport Women- Master Women 1-2 (unico);

Il titolo si assegna a condizione che risultino almeno tre partenti per ciascuna delle suddette categorie od accorpamenti.

Non sono previsti ulteriori accorpamenti, prima della partenza, oltre quelli sopra indicati.

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«Vendere la casa dello studente per fare cassa sarebbe un grande sbaglio, non possiamo solo e sempre agire in termini meramente ragionieristici.»

Lo afferma Piero Comandini, esponente del Partito Democratico, in risposta alle affermazioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione Claudia Firino.

«L’Università Cagliaritana che nella classifica dei migliori Atenei, curata del Censis – la Repubblica 2016/2017, si è posizionata al 6° posto tra le 15 valutate, merita sicuramente di più, i nostri ragazzi meritano maggiori servizi e maggiori opportunità – aggiunge Piero Comandini -. Circa il 50% degli iscritti risulta essere fuori sede, e l’Ersu, seppur tra le tante difficoltà, mette a disposizione circa 1000 alloggi di cui una parte riservata agli studenti con disabilità.

Davanti a questi numeri dobbiamo e possiamo solo ragionare in termini di potenziamento dei servizi, è di fondamentale importanza poter garantire un congruo numero di alloggi per gli studenti fuori sede, e lo diventa ancora di più se si considera che la maggior parte di essi proviene da famiglie monoreddito. Garantire servizi come il campus, le case dello studente, gli spazi di aggregazione, le biblioteche, le mense, i collegamenti pubblici, vuole dire creare i presupposti per una buona organizzazione e di conseguenza contrastare efficacemente la dispersione scolastica e permettere a tutti il raggiungimento dei più alti gradi di istruzione.»

«E’ assolutamente necessario – sottolinea ancora Comandini -, che la casa dello studente di via Roma si possa recuperare o in alternativa arrivare ad una permuta così da aumentare l’offerta dei posti letto. Altrettanto importante è fare in modo che il Campus universitario, per il quale l’Accordo di Programma è stato firmato nel lontano 2014 (ma le attività propedeutiche sono molto più lontane) non rimanga un miraggio – conclude il consigliere regionale del Partito democratico – e che presto possano iniziare i lavori, visto che i problemi tecnici che avevano bloccato l’inizio degli stessi pare siano stati superati.»

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Brillano su scenari internazionali due startup nate all’interno del percorso del Contamination Lab UniCa. Bxtar e Neeot (#04Edizione CLabUniCa) sono state selezionate per partecipare al programma di pre-accelerazione Android Factory 4.0 coordinato da Google e Luiss Enlabs.

L’ennesimo riconoscimento premia il percorso guidato dalle professoresse Annalisa Bonfiglio (pro rettore Innovazione) e Maria Chiara Di Guardo (responsabile scientifico CLab UniCa e direttore del Centro servizi per innovazione e imprenditorialità d’ateneo).

Bxtar è la luce posteriore smart pensata per rispondere alle esigenze di sicurezza e stile del ciclista urbano. Il sistema integrato di luce posteriore, luci laterali, sensori di luminosità, accelerometro e app dedicata, rende il ciclista più visibile, soprattutto nelle situazioni di criticità come le scarse condizioni di luce ambientale, quando frena o svolta. Il team dell’ateneo di Cagliari è composto da Simone Scalas (matematica), Alberto Unali (ingegneria elettrica ed elettronica), Mirko Podda (economia gestionale) e Michela Mari (giurisprudenza). Neeot è un sistema per la raccolta e l’analisi in tempo reale dei dati provenienti dai sensori disposti lungo l’area di interesse. Neeot consente di implementare una rete di comunicazione IoT che richieda un’infrastruttura minima e garantisca ampia copertura e bassi consumi superando i limiti delle tecnologie tradizionali. Il gruppo, sempre dell’Università di Cagliari, comprende Nicola Aldo Cabras (economia e gestione aziendale), Chiara Cocco (dottoranda ingegneria civile e architettura), Renato Caboni (master in embedded sistem for internet of things) e Federico Corona (informatica).

Venerdì 24 febbraio, dalle 15.00, si tiene la finale della #04Edizione del Contamination Lab UniCa dell’Università di Cagliari. La manifestazione, giunta alla quarta edizione, è considerata un appuntamento di riferimento e pregio sia perché mette a confronto idee imprenditoriali innovative di studenti e neolaureati, sia perché le fa incontrare con investitori, imprenditori, esperti e operatori finanziari. La giornata conclusiva del percorso, che quest’anno, grazie alla collaborazione attiva di Sardegna Teatro, si terrà presso il Teatro Massimo, ha visto crescere negli anni la partecipazione della popolazione locale interessata alle tematiche di impresa e startup e non solo, divenendo un vero e proprio evento annuale di forte interesse per il territorio.

Alessandro Fusacchia (ex capo di gabinetto ministero Università) modera la finale del 24 febbraio). La giuria che valuta i pitch è composta da investitori, giornalisti specializzati, operatori del mondo della finanza e rappresentanti di imprese multinazionali. Tra questi, Peter Kruger (StartupBootCamp), Enrico Mattiazzi (United ventures), Jari Ognibeni (Industrio), Anna Amati (Meta Group), Lorenzo di Donato (Fluorsid), Oozi Cats (Telit communications), Giovanna Roversi (Audience marketing manager – Microsoft), Nava Swersky (Sofer director, IDCBeyond).

La partecipazione all’evento è gratuita. La registrazione si effettua su clabunica.it a partire dal 1° febbraio.

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Si è tenuta questa mattina, a Cagliari, un’assemblea molto partecipata fra la maggior parte degli attori della filiera del comparto ovicaprino: Oilos (Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo), associazioni di categoria agricola, i consorzi del Pecorino romano e del Pecorino sardo, mondo cooperativistico, pastori e industriali. Unico punto all’ordine del giorno il futuro del mercato dei formaggi isolani e gli interventi urgenti per venire incontro alle esigenze del comparto condizionato, in questa ultima campagna, dal crollo del prezzo del Pecorino romano che determina la retribuzione del latte ai pastori. Un prezzo del latte che quest’anno si è attestato, come base di partenza per la stagione 2016-2017, intorno ai 60 centesimi al litro.

«L’analisi dei dati di produzione è la strada maestra per costruire un futuro stabile per pastori e trasformatori, con quote di formaggi che garantiscano le esigenze del mercato e al contempo impediscano fluttuazioni finanziarie pericolose per tutti – ha detto il vice presidente della Regione, Raffaele Paci, in apertura dei lavori -. Con un confronto costruttivo fra le parti si possono quindi gettare le basi per la programmazione del mercato del Pecorino romano e quindi del prezzo del latte per i produttori.»

«Come Giunta abbiamo presentato più proposte alla Quinta Commissione del Consiglio regionale dove si è elaborato un report di interventi che domani sarà illustrato a tutti i consiglieri dell’Assemblea sarda. Ieri sera – ha precisato Raffaele Paci – è giunta da Roma l’assicurazione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sull’inserimento del Pecorino romano nella raccolta dei formaggi sul bando agli indigenti. Fra le nostre proposte c’è inoltre quella che, come intervento temporaneo e di integrazione al reddito dei pastori, mette a disposizione risorse per accompagnare fuori dalla produzione le pecore a fine carriera superiori ai 4 anni di vita. Ci sono poi le proposte sul sostegno alla diversificazione delle produzioni di formaggi oltre agli strumenti finanziari, già attivi e particolarmente utili al mondo cooperativistico, che vanno dal Pegno rotativo al Pecorino bond garantiti grazie alla collaborazione con l’Abi e la finanziaria regionale Sfirs.»

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Sono riprese questa mattina, con la sessione dedicata all’Università e la ricerca, le audizioni della Terza commissione sulla manovra 2017.

Il rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, ha illustrato al parlamentino presieduto da Franco Sabatini (Pd) le principali richieste degli atenei sardi nonché le difficoltà in cui operano le università della Sardegna, penalizzate dall’adozione, a partire dal 2014, del «costo standard unitario di formazione per studente in corso» per la ripartizione di una quota sempre più rilevante del fondo di finanziamento ordinario erogato annualmente da ministero dell’Istruzione. «Gli indicatori – ha spiegato la professoressa – non tengono conto del contesto in cui operiamo e del gap rappresentato dalla insularità ed è proprio sulla necessità di modificare tali parametri che attendiamo risposte dal ministero».

A fronte della riduzione delle risorse statali, così ha affermato la dottoressa Del Zompo, nell’arco dell’ultimo triennio l’università cagliaritana ha registrato nel 2016 un incremento degli immatricolati, un miglioramento nel posizionamento relativo alla didattica e della ricerca e continua ad essere l’ateneo che sforna il maggio numero di laureati provenienti da famiglie in cui entrambi i genitori non hanno la laurea.

«Siamo sulla giusta strada – ha affermato il rettore – e continuiamo a migliorare e a modernizzare la gestione dei corsi di studio con modalità nuove, così da renderli più attrattivi, e proseguiamo inoltre, con convinzione, nell’intensificare i rapporti con i territori e le imprese per rendere maggiormente professionalizzanti i corsi e i master post laurea.»

Il pro rettore dell’Università di Sassari, Luca Deidda, ha ribadito in larga misura le considerazioni svolte dalla professoressa Del Zompo in ordine ai costi standard e alle oggettive quanto peculiari difficoltà degli atenei sardi ed ha confermato l’insostituibilità dell’intervento regionale per garantire il funzionamento delle università di Sassari e Cagliari.  

Le comuni richieste avanzate dai due atenei alla commissione, in vista del varo della manovra 2017, possono, nello specifico, così riassumersi:

• incremento di almeno 3 milioni di euro dei fondi ai valere sulla legge regionale n. 26/96 (stanziamento previsto pari a 22 milioni, cioè 2,6 milioni in meno rispetto allo scorso anno);

• un milione di euro in più per i fondi destinati alla ricerca (stanziamento di 5 milioni, cioè 7 milioni in meno rispetto al 2014);

• ripristino delle somme stanziate nel 2016 per il programma “visiting professor” (incremento di 300mila euro);

• incremento di 2,2 milioni di euro del fondo per edilizia universitaria.

Il rettore Del Zompo e il pro rettore Deidda, rispondendo alle richieste di chiarimento ed ai quesiti posti dai commissari e dal presidente Sabatini, hanno approfondito alcuni temi, in particolare quelli legati alla radiologia (il manager dell’Ats, Fulvio Moirano, in una precedente audizione aveva lamentato l’assenza di una scuola di specializzazione) ribadendo che a Cagliari opera «uno dei più bravi e più giovani docenti di radiologia» e che semmai il problema è rappresentato dalla carenza di tecnici radiologi per effetto del blocco, a suo tempo deciso dal ministero, per le lauree professionalizzanti dei non medici. La professoressa Del Zompo ha inoltre auspicato un incontro con il manager della Asl unica ed ha denunciato «il totale disinteresse per la facoltà di medicina e l’azienda ospedaliera universitaria». «A questo proposito – ha dichiarato il rettore di Cagliari – mancano strategia e visione e se si è deciso che si dovrà definanziare la facoltà di medicina attendo che tale decisione mi venga comunicata».

I consiglieri Attilio Dedoni (Riformatori) e Gianfranco Congiu (Partito dei Sardi) si sono soffermati invece sui tassi di occupazione e il capogruppo Pds ha posto in evidenza come i corsi di studio svolti nelle due università decentrate di Oristano e Nuoro godano di un maggiore gradimento, rispetto ai tradizionali corsi svolti negli atenei di Sassari e Cagliari.

La professoressa Del Zompo ha quindi affermato come nel confronto tra i dati degli atenei del sud e delle Isole sul tasso di disoccupazione nell’arco del quinquennio, le performance di Cagliari non si discostino dalle medie nazionali ed ha ribadito la necessità di un più stretto rapporto con imprese e istituzioni per migliorare l’offerta formativa dell’università, salutando con soddisfazione i fondi aggiuntivi ottenuti in sede ministeriale per il finanziamento di 23 borse per “dottorati industriali”.

Successivamente la commissione ha ascoltato il commissario del Consorzio universitario di Nuoro, Fabrizio Mureddu che ha ribadito ruolo e importanza delle sedi decentrate di Oristano e Nuoro, evidenziandone l’attrattività, confermata dall’incremento del 30% del numero degli iscritti: «Il tutto nonostante sia in atto la tendenza a ridurre risorse e stanziamenti per i corsi e le sedi decentrate».

La principale richiesta avanzata dal rappresentante del consorzio nuorese consiste nell’auspicata abolizione del fondo unico per le università decentrate. «La ripartizione di tale fondo – ha spiegato Mureddu – avviene alla fine dell’anno ed è compromessa così qualunque programmazione e a ciò si aggiunga che veniamo a conoscenza dei criteri e dei parametri utilizzati per l’assegnazione delle risorse del fondo unico soltanto nel momento in cui la Giunta delibera la ripartizione degli stanziamenti».

La proposta del consorzio universitario di Nuoro è, dunque, che nella legge di stabilità sia assegnato uno specifico capitolo, con la relativa dotazione finanziaria, per il funzionamento delle sedi decentrate degli atenei della Sardegna.

 

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«I propositi del Governo sono positivi, occorre coordinarli con le misure pensate dalla Regione, ma serve di più: ascoltare il sentimento più profondo e le ragioni della protesta dei più deboli.»

Così Silvio Lai, senatore del Partito democratico, in una nota, nella quale ricorda come già nella stabilità 2015 avesse «proposto al Governo, con un emendamento, di estendere il fondo di sostegno agli allevatori anche al comparto ovino-caprino, in previsione di un possibile calo del prezzo del latte come era successo al latte bovino».

«Ora la situazione è diventata incandescente – prosegue la nota del senatore del PD Silvio Lai -. La protesta del comparto agricolo sardo di domani è un grido di allarme da ascoltare, non va scambiato con una contrapposizione inutile. Può invece essere di stimolo alle istituzioni regionali e sostegno per una interlocuzione seria e coordinata nei confronti del Governo, attraverso i nuovi strumenti di confronto disponibili. Il problema del prezzo del latte è forse quello più evidente ma collegato ad esso c’è tutto un sistema in sofferenza che non chiede assistenzialismo ma un sostegno nella fase di emergenza per cercare di limitare i gravi danni subiti, e ridurre il rischio di collasso delle figure più deboli del sistema, i pastori. In alcuni momenti è giusto che il disagio venga espresso in maniera chiara, questo non per cercare responsabili o per puntare il dito contro qualcuno ma per trovare insieme le soluzioni più adeguate e concrete. Chiunque di noi parli direttamente con chi sta vivendo le difficoltà di una crisi le cui cause sono purtroppo molteplici, non può non rendersi conto che le risposte strutturali rischiano di dare effetti con troppo ritardo.»

«Nell’indirizzo anticipato dal Governo e dalle linee del Consiglio regionale – sottolinea ancora Silvio Lai – emergono strumenti ed interventi che possono essere utilissimi per strutturare finalmente un cambio del sistema, ma ora, prima di tutto, dobbiamo ridare serenità a chi sta subendo di più gli effetti della situazione che si è venuta a creare. Le misure che intervengono sull’iperproduzione, che non è responsabilità dei pastori, devono avere effetti immediati, anche con un accordo sottoscritto da tutti gli attori della filiera e garantito dalla Regione, anche sui pastori. Altrimenti sarebbe come se il Governo si occupasse delle banche senza ristorare i risparmiatori traditi.

Le istituzioni devono difendere i più deboli, chi non ha la forza finanziaria, chi con 100 o 200 pecore sta nel territorio e produce latte al prezzo fatto da altri.

Occorre mantenere una visione complessiva dei problemi che hanno colpito il settore agricolo in questi anni: dal costo dell’acqua per uso irriguo che ha un impatto fortissimo sui bilanci delle aziende agricole alla crisi che colpisce tutto il comparto della coltivazione del grano. A tutto questo – conclude Silvio Lai – si aggiungono i problemi dell’accesso al credito ma anche della spendita dei fondi comunitari.»