29 September, 2026

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Il comune di Carbonia non concederà un’altra proroga per tenere aperta la Casa dell’Anziano di via Mazzini. Il sindaco, Paola Massidda, lo ha ribadito ieri, nel corso della riunione del Consiglio comunale, rispondendo ad un’interrogazione presentata da Ivonne Fraternale (Partito dei Sardi) con la quale veniva sollecitata l’Amministrazione comunale ad adottare un provvedimento “politico” per concedere ulteriore tempo per la realizzazione dei lavori necessari ed indispensabili per mettere a norma la struttura che ospita 19 anziani.

Venerdì 11 novembre, nel corso dell’incontro organizzato dal prefetto di Cagliari, Giuliana Perrotta, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori della Casa dell’Anziano, a seguito della proroga rilasciata nel mese di luglio e finalizzata a scongiurare la chiusura della struttura, al quale hanno partecipato il sindaco di Carbonia, il dirigente del IV servizio del comune di Carbonia, i responsabili di AREA, la responsabile della società CAM che gestisce la struttura ed una rappresentanza dei familiari degli anziani ricoverati nella struttura, «si è preso atto – si legge in una nota diffusa martedì 15 novembre dall’Amministrazione comunale – che, nonostante l’ulteriore periodo di proroga per l’adeguamento della struttura alle vigenti normative in ambito socio-sanitario, nulla è stato realizzato. Il Prefetto, preso atto di tale situazione e alla luce di quanto confermato da tutti gli interlocutori seduti al tavolo, non ha potuto che certificare l’impossibilità di una ulteriore proroga. La struttura non ha, allo stato attuale, i requisiti per poter proseguire la sua attività. Questa Amministrazione – si legge ancora nella nota – così come dai primi giorni del suo insediamento, sta lavorando ad una soluzione che possa preservare l’integrità del gruppo di anziani attualmente ricoverati, cercando di evitare quanto più possibile la disgregazione dello stesso e al contempo salvaguardi i lavoratori occupati nella struttura».

Trascorsi ancora due giorni, l’altro ieri il comune di Carbonia ha comunicato ufficialmente alla Cooperativa CAM che non ci sono le condizioni per la concessione di un’ulteriore proroga e, di conseguenza, il destino della Casa dell’anziano sembra segnato. C’è ora da capire dove verranno sistemati i 19 anziani ospiti della struttura, perché almeno per alcuni di loro il trasferimento in una RSA sembra quantomeno improbabile, perché le condizioni economiche delle famiglie non sono tali da consentire il pagamento delle rette mensili, sensibilmente più elevate rispetto a quelle della Casa dell’Anziano.

Il 2 ottobre la Casa dell’Anziano aveva organizzato la festa dei nonni, un’occasione di incontro importante, in un momento di grande incertezza sul futuro del servizio. In quell’occasione Daniela Fonnesu, presidente della CAM, la cooperativa che gestisce la Casa dell’anziano, si mostrò molto preoccupata per i tempi lunghi della burocrazia che rischiavano di vanificare tutti gli sforzi fatti per adempiere alle disposizioni richieste per la realizzazione dei lavori di adeguamento strutturale. La situazione, come sopra esposto, è precipitata ed ora le speranze di arrivare al traguardo tanto auspicato dalla Cooperativa e, soprattutto, dagli anziani e dai loro familiari, sembrano destinate ad andare deluse.

 

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Sono iniziati i lavori di riqualificazione dell’ingresso di Teulada. Lo ha annunciato il sindaco, Daniele Serra. Il progetto promosso e finanziato dall’amministrazione comunale, prevede la realizzazione del tratto di marciapiede di Via Sulcis lungo la statale 195 lato oratorio Don Bosco, realizzato in pietra, e un muretto basso con faretti “segnapasso” per l’illuminazione anche notturna lungo tutto il percorso, che prenderanno il posto delle attuali erbacce. Una siepe nasconderà alla vista il muraglione fatiscente e antiestetico. L’intervento tende a migliorare e rendere più gradevole l’ingresso e quindi (insieme all’area verde del parco sport sull’altro lato della strada) a creare un miglior biglietto da visita di Teulada, oltre a consentire il raggiungimento a piedi e in sicurezza degli impianti sportivi. L’idea, al pari di altri progetti già realizzati o a cui stiamo lavorando, rientra nel complesso di piccoli ma importanti interventi mirati di riqualificazione degli spazi pubblici.

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Pietrino Fois.

Il coordinatore regionale dei Riformatori Pietrino Fois.

Martedì 22 novembre, alle ore 17,30, nei locali dell’oratorio di San Ponziano, si riunirà il coordinamento del circolo di Carbonia allargato dei Riformatori sardi. All’ordine del giorno figurano l’integrazione del direttivo cittadino, l’elezione del coordinatore cittadino e l’esame della situazione politica locale. E’ prevista la partecipazione del coordinatore regionale Pietrino Fois.

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Lunedì 21 novembre, dalle ore 16.00, nell’aula magna del rettorato, via Università, n. 40, a Cagliari, si terrà la cerimonia di premiazione degli studenti che hanno vinto il concorso regionale “Reporters of the night”, bandito dall’Università di Cagliari per l’edizione 2016 della Notte dei ricercatori, evento promosso dall’Unione europea, con la partecipazione in Italia di atenei e centri di ricerca. La “Notte” – tenutasi tra la Cittadella di Monserrato e il rettorato, il 29 e 30 settembre scorso – ha avuto il coordinamento nazionale di Frascati scienze e, in ambito locale, del dipartimento di fisica, della sezione Infn (Istituto nazionale fisica nucleare) e della direzione Ricerca e territorio. Alla cerimonia prendono parte il pro rettore vicario, Francesco Mola, il pro rettore per la Ricerca, Micaela Morelli.

Al concorso regionale hanno preso parte allievi di varie scuole secondarie. Tra queste, Istituto Azuni, liceo Michelangelo, liceo Dettori, Convitto nazionale e Istituto Bacaredda di Cagliari, Istituto Einaudi di Senorbì. La commissione esaminatrice è composta da Antioco Floris (presidente, docente dipartimento Storia, beni culturali e territorio), Viviana Fanti (docente dipartimento di Fisica) e Susi Ronchi (giornalista). I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato a “Reporters of the night” riceveranno un attestato personalizzato.

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Questa mattina il porto commerciale di Sant’Antioco è stato teatro di un’esercitazione complessa finalizzata, come di consueto, a testare l’efficacia delle procedure operative di security, antinquinamento e antincendio in ambito portuale e la capacità di risposta delle risorse impiegate oltre che a soddisfare la necessità di un continuo addestramento di tutti gli operatori portuali chiamati ad intervenire in caso di emergenza.

L’esercitazione simulava il ritrovamento, nel corso delle ordinarie operazioni di manutenzione del nastro trasportatore del sale, di un involucro sospetto collegato ad un timer sonoro che per conformazione veniva ricondotto ad un rudimentale ordigno esplosivo, la cui deflagrazione determinava l’incendio della struttura di caricazione del nastro del sale, lo sversamento a mare di sostanze inquinanti e la perdita di coscienza da parte di personale dello stesso impianto portuale deputato alla vigilanza.

Hanno partecipato attivamente la pattuglia dei Carabinieri di Sant’Antioco, della Guardia di Finanza e la pattuglia della Polizia di Stato del Commissariato di Carbonia garantendo l’ordine pubblico, nonché l’ambulanza del 118 che ha provveduto a soccorrere il ferito.

Dal mare la Motovedetta CP812 ha contribuito nell’azione di contenimento del fuoco e successivo spegnimento in sinergia con la squadra dei Vigili del Fuoco di Carbonia intervenuta via terra.

L’attività si è svolta sotto il coordinamento della Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale marittimo di Sant’Antioco ed ha avuto il principale obiettivo di testare le comunicazioni ed il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti, e di verificare l’efficacia delle misure adottate, al fine di contrastare la minaccia terroristica, congiuntamente a quella derivante dal rischio di incendio e di inquinamento in ambito portuale, attività indispensabili a garantire gli standard di sicurezza e di qualità previsti dalle normative comunitarie e nazionali.

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Le imprese artigiane di Confartigianato Sud Sardegna da oggi a domenica saranno ospiti dei colleghi di Confartigianato Imprese Bergamo per promuovere e valorizzare la cultura, il turismo e i prodotti tipici dell’isola.

L’organizzazione degli artigiani bergamaschi, con il coinvolgimento del Movimento Giovani Imprenditori e grazie all’intermediazione del Circolo Culturale Sardo Maria Carta di Bergamo, ha infatti stretto un gemellaggio con le imprese del sud dell’isola.

Fino a domenica 20 novembre i coltellinai Simone e Daniele Statzu di Arbus, la Tessitrice Anna Segreto di Villasimius, l’artigiano orafo Pierandrea Carta di Cagliari e la ricamatrice Paola Garau di Decimomannu, daranno vita a una esposizione dei prodotti di eccellenza dell’artigianato sardo, con dimostrazioni pratiche direttamente sul posto.

L’esposizione di artigianato sardo viene ospitata all’interno della rassegna “Arte &’ Artigianato”, giunta alla sua quinta edizione, che nel mese di novembre vedrà esposte le opere di scultura e ceramica degli artisti bergamaschi Cesare Benaglia e di sua figlia Emi Clelia Benaglia Brunelli (Emikeramos). Il titolo della mostra è «A quattro mani», e sarà aperta e visitabile dall’11 al 27 novembre.

Nel “gemellaggio” con gli artigiani sardi si avrà modo di ammirare anche le opere degli artigiani bergamaschi anch’essi presenti nella Sala Agazzi per guidare i visitatori alla scoperta delle loro opere.

La mostra sarà l’occasione per uno scambio di conoscenze e per stringere rapporti di collaborazione tra artigiani bergamaschi e artigiani sardi, in un’ottica di promozione reciproca delle eccellenze dei rispettivi territori e del Made in Italy.

L’inaugurazione dell’esposizione è prevista per le ore 18.00 di oggi alla presenza delle quattro aziende e del presidente di Confartigianato Imprese Bergamo Angelo Carrara, del vicepresidente Giacinto Giambellini, del direttore Stefano Maroni, del presidente del Movimento Giovani Diego Armellini, e del presidente di Confartigianato Imprese Sud Sardegna Luca Murgianu.

Queste le aziende sarde partecipanti:

Coltelleria artigianale Boiccu di Simone e Daniele Statzu (Arbus). I due fratelli sono tra i più giovani artigiani della provincia del Medio Campidano. Producono diversi tipi di coltelli e hanno creato delle rivisitazioni dei coltelli tradizionali, accentuando la curvatura dei manici e delle lame. In occasione della mostra a Bergamo faranno una dimostrazione di incisione sulle lame dei coltelli ed i partecipanti avranno l’opportunità di chiedere incisioni personalizzate sui loro coltelli da collezione.

Anna Segreto Artigianato Tessile Sardo (Villasimius). Il suo laboratorio tessile è il frutto dell’esperienza e passione di un’artigiana educata sin da piccola all’uso del telaio, che con un gusto rinnovato ha deciso di riproporre quei manufatti tessili in lino, lana e cotone, che un tempo erano destinati esclusivamente ad una forma di artigianato domestico.

Gioielleria Carta Francesco & Figlio Eredi, di Carta Pierandrea (Cagliari. Fondata nel 1920 è diventata in poco tempo un punto di riferimento dell’oreficeria sarda. Disegni originali e perfezione nell’esecuzione dei gioielli sono i suoi punti di forza e, con Giovanni (figlio di Francesco), la produzione di filigrana sarda ha preso un aspetto centrale del laboratorio orafo diventando il suo vero “core business”. Durante i tre giorni di mostra, eseguiranno dimostrazioni sulla lavorazione in filigrana: una tecnica artistica consistente nella lavorazione ad intreccio di sottili fili d’oro e d’argento i quali, dopo la ritorcitura, vengono fissati su un supporto, anch’esso di materiale prezioso, in modo da creare un elegante effetto di struttura traforata.

L’isola del Ricamo di Paola Garau (Decimomannu). Si occupa della produzione e confezione di pizzi e trine, arredi e paramenti sacri tutti ricamati a mano, costumi sardi tipici e tradizionali, progetti di oggettistica, idee regalo, corredi per la casa, per la sposa, per il neonato, ricami personalizzati per abbigliamento, stendardi, arredi per la nautica. L’artigiana, oltre a fare delle dimostrazioni di ricamo, metterà a disposizione pezzi di tessuto per dare l’opportunità ai visitatori di provare a ricamare.

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Un viaggio a Iglesias per gustare prodotti e piatti tipici, ammirare pregiati lavori artigianali e riscoprire siti minerari, tesori naturalistici e storici.

L’occasione è la Fiera del Gusto, organizzata da Primavera Sulcitana in sinergia con Comune, Consorzio turistico per l’Iglesiente, Pro Loco e Centro Commerciale Naturale “Centro Città”.

Il 19 e 20 novembre il centro storico diventa vetrina di gusti e tradizioni dell’Isola tra prodotti e piatti tipici, cibo da passeggio, dolci, prelibatezze made in Sardegna.

Ricchi e ghiotti i menù a prezzi popolari: hamburger di pecora, spiedini di carne con patate, ‘mustazzedusu’ (focacce), cinghiale, culurgiones ogliastrini alla griglia, panino alla purpuzza e una novità, kebab sardo a base di pesce, ‘l’ajo kebbonu‘.

La carta dei dolci è tra le più stuzzicanti con raviolini fritti, croccantini, torroni, seadas e il sorbetto al limone ‘sa carapigna’. Fiera del Gusto è occasione per un tour in città e dintorni con visite guidate tra storia, archeologia e natura.

Porto Flavia, Grotta di Santa Barbara, Pan di Zucchero, Castello Salvaterra, Breve di Villa di Chiesa, Cattedrale di Santa Chiara, Chiesa della Purissima e Museo Diocesano sono alcune delle mete.

«Cibo e conoscenza, buona tavola e luoghi mozzafiato, sono i mix vincenti che attendono chi sceglie di trascorrere qualche ora avvolto dall’ospitalità di Iglesias – spiega Alessia Littarru, presidente dell’associazione Primavera Sulcitana che organizza l’evento – abbiamo deciso già dallo scorso anno di giocare la carta del turismo fuori stagione e lavorare assieme a Comune, Pro Loco, Consorzio turistico per l’Iglesiente e Associazione dei Commercianti perché l’unione fa la forza.»

Concetto ribadito dagli assessori alle Attività Produttive, Alessandro Pilia e al Turismo, Simone Franceschi: «Un’unione virtuosa tra la Fiera e le realtà turistiche locali, che siamo certi di aiuterà a vincere la scommessa che ruota attorno al concetto di destagionalizzazione dei flussi dei vacanzieri con l’obbiettivo di spingere i turisti a fermarsi in città. L’evento ha già avuto un forte impatto sui ‘social’ e la città è pronta ad accogliere tutti».

All’iniziativa collaborano anche l’Archivio Storico Diocesano e l’Associazione di volontari diocesana “ItinerArtis”.

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La mostra fotografica “La Sardegna Sotterranea”, organizzata in occasione della Settimana del Pianeta Terra, è visitabile sino al 20 novembre 2016.

L’esposizione è ospitata nei locali Docce della Lampisteria del Museo del Carbone, all’interno della Grande Miniera di Serbariu. Attraverso una selezione di splendidi scatti, la mostra documenta la specificità e la bellezza degli ambienti ipogei isolani, apprezzati dagli speleologi di tutto il mondo.
La mostra è visitabile gratuitamente sino a domenica, dalle 10.00 alle 17.00
La mostra organizzato dal Centro Italiano della Cultura del Carbone, Federazione Speleologica Sarda e Gruppo Ricerche Speleologiche E.A. Martel Carbonia, promossa da: Comune di Carbonia, Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, AIQUA (Associazione Italiana per lo studio del Quaternario) e Università di Cagliari, Dipartimento Scienze Chimiche e Geologiche – Geo-Musei UNICA.

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«Nessun tentativo di dare patente di italianità a blend di oli extra vergine che non contengano oli di vera origine Italiana». David Granieri presidente di Unaprol torna sul tema delle miscele di oli, riportato da alcuni organi stampa, e afferma che «si tratta invece del contrario! Nel mercato c’è chi ha fatto soldi dicendo, e non certificando, che nelle miscele c’è anche parte di prodotto italiano». «Il più delle volte è stata esaltata una percentuale di italianità dello “zerovirgola”, che male c’è – afferma ancora Granieri – a mettere in trasparenza, aumentandola, la vera percentuale del prodotto italiano nelle miscele”. Siamo l’unico Paese che può giocare a carte scoperte in Europa e nel mondo per i dati della produzione; se questa procedura venisse monitorata perché parliamo di olio tacciabile, garantiremo al consumatore che quella determinata miscela contenga effettivamente parte di vero olio italiano. Solo negli USA ogni anno l’80% di 120 mila tonnellate di olio importati dall’Italia appartengono alla categoria dei blend. Se riuscissimo attraverso un accordo di filiera a far aumentare la quota di olio italiano nei blend sarà un modo per nobilitare la presenza del Made in Italy nel mondo e sui mercati con alto potere di acquisto; remunerare le nostre imprese, ma soprattutto limiteremmo contraffazioni dell’origine di prodotto».

«La maggiore presenza di prodotto italiano – ha poi aggiunto Granieri – migliorerebbe oggettivamente la miscela ma ad una condizione “he le etichette siano più leggibili con ingrandimento dei caratteri di tracciabilità delle componenti delle miscele, tutto a vantaggio di un consumatore che potrà scegliere con più consapevolezza.»

Il tutto avverrà nell’ambito di un accordo interprofessionale che impegni chi vende e chi compra a monitorare il mercato. «In questo modo – ha concluso Granieri – contribuiremo a fare chiarezza sul mercato facendo emergere comportamenti scorretti che hanno e continuano a sottrarre ricchezza ed energie alle imprese serie di questo paese».

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Le micro, piccole e medie imprese alimentari della Sardegna, potranno partecipare a manifestazioni nazionali e internazionali di settore, utilizzando un contributo regionale per esporre e vendere i loro prodotti in Italia e nel Mondo.

Lo annuncia Confartigianato Imprese Sardegna informando che Argea ha pubblicato un bando destinato a produttori agricoli e alimentari sardi che finanzia la partecipazione a importanti eventi.

Tra questi anche l’attesa manifestazione milanese “Artigiano in Fiera”, evento in programma dal 3 all’11 dicembre prossimi, che lo scorso anno ha visto la presenza di oltre 200mila persone.

«Artigiano in Fiera, con una superficie di 310mila metri quadrati e oltre 3.200 espositori provenienti da 112 Paesi di tutto il Mondo – sottolinea Stefano Mameli, segretario di Confartigianato Imprese Sardegna – è considerato il più grande evento internazionale dedicato agli artigiani, in grado di attirare tra i padiglioni di Rho Fiera sempre più visitatori, provenienti da tutto il Nord Italia ma anche dall’estero.»

L’avviso, che dispone il finanziamento di misure di sostegno all’organizzazione e partecipazione a concorsi, fiere ed esposizioni a favore di micro, piccole e medie imprese sarde attive nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti alimentari, nella forma di rimborso dei costi sostenuti, è gestito da Argea Sardegna, organismo regionale delegato alla ricezione e all’istruttoria delle domande, nonché all’erogazione dei rimborsi.

La Regione, per un massimo di 15mila euro a impresa, coprirà il 100% dei costi relativi alle spese d’iscrizione, per le pubblicazioni e i siti web che annunciano l’evento, per l’affitto dei locali e degli stand, nonché i costi del loro montaggio e smontaggio. Inoltre, sono finanziate le spese per l’acquisizione degli spazi espositivi e le spese di allestimento funzionali alla partecipazione alla fiera, incluse le forniture idriche/elettriche, i servizi di assistenza, pulizia e vigilanza degli spazi espositivi.

In caso di partecipazione delle aziende in forma associata, il massimale sale a 40mila euro.

I contributi alle imprese, soggetti alle regole in materia di aiuti di Stato, sono concessi con procedura “a sportello” nel limite delle risorse complessivamente impegnate. Saranno considerate prioritarie le domande presentate dai beneficiari in forma associata, per la realizzazione di un’azione unitaria.

«La nostra Associazione – aggiunge Mameli – supporterà le imprese che hanno interesse a sfruttare queste opportunità e a presentare i propri prodotti in imporanti manifestazioni”. “Immagiamo che le richieste saranno tantissime – conclude il segretario – l’auspicio è che la Regione riesca a finanziarle tutte impegnando, come accaduto anche altre importanti occasioni, ulteriori fondi rispetto a quelli programmati. Noi lavoreremo affinché questo possa accadere nell’esclusivo interesse delle imprese e delle produzioni agroalimentari dell’isola.»

Stefano Mameli copia