3 October, 2026

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Saranno il sindaco uscente Giuseppe Casti, candidato della coalizione di centrosinistra, e Paola Massidda, candidata del Movimento 5 Stelle, a confrontarsi al ballottaggio del 19 giugno, per l’elezione del nuovo sindaco di Carbonia per i prossimi cinque anni.

Se l’accesso di Giuseppe Casti al ballottaggio era ampiamente prevedibile, anche con una percentuale ben al di sotto del 50% (5 anni fa Casti vinse al primo turno con il 62,36% dei voti ma rispetto ad allora il centrosinistra si presentava a questo appuntamento profondamente diviso), la candidata del Movimento 5 Stelle ha dovuto superare la concorrenza dell’ex sindaco Ugo Bruno Piano che, sostenuto da 5 liste, ha lottato fianco a fianco fino alla fine, cedendo per circa 1 punto percentuale, esattamente lo 0,99%.

Giuseppe Casti, sostenuto da 5 liste, ha ottenuto 6.074 voti, il 36,15%; Paola Massidda, sostenuta dalla sola lista del Movimento 5 Stelle, ha ottenuto 3.688 voti, il 21,95%.

Le liste della coalizione che sostiene Giuseppe Casti hanno ottenuto 6.737 voti, il 40,10%; la lista del Movimento 5 Stelle ha ottenuto 3.009 voti, il 17,91%.

Le liste degli altri candidati a sindaco concorreranno all’assegnazione dei 24 seggi in misura variabile a seconda dell’esito del ballottaggio del 19 giugno.

Questa la composizione del nuovo Consiglio comunale, nelle due ipotesi che a vincere sia Giuseppe Casti o Paola Massidda.

Ipotesi n° 1: Viene eletto sindaco Giuseppe Casti

La coalizione di cinque liste collegata alla sua candidatura ottiene, con il premio di maggioranza del 60% (arrotondato all’unità superiore), 15 seggi, così distribuiti:

Partito Democratico 7 consiglieri: Pietro Morittu 472 preferenze; Federico Fantinel 376; Ivonne Fraternale 313; Cinzia Grussu 311; Antonio Caggiari 270, Roberto Cotza 205, Fulvio Cabiddu 185.

Partito dei Sardi 3 consiglieri: Fabio Usai 854 preferenze; Nino Spanu 193; Giampaolo Puddu 138.

Sinistra Ecologia Libertà 2 consiglieri: Matteo Sestu 256 preferenze; Moreno Pilloni 174.

Cittadini per Carbonia 2 consiglieri: Pierangelo Porcu 193 preferenze; Claudia Di Marco 162.

Unione cittadina 1 consigliere: Roberto Concas 254 preferenze.

I 9 seggi (40% arrotondato all’unità inferiore) della minoranza sono così distribuiti:

Carbonia Possibile 2 consiglieri: Ugo Bruno Piano (candidato sindaco non eletto), Massimo Usai 208 preferenze.

Carbonia Unica 1 consigliere: Michele Stivaletta 307 preferenze.

Carbonia Rinasce 1 consigliere: Maria Luisa Poggi 219 preferenze.

Movimento 5 Stelle 3 consiglieri: Paola Massidda (candidata sindaco non eletto); Carla Mario 359 preferenze; Manolo Cossu 352.

Insieme per il rinnovamento 1 consigliere: Daniela Garau (candidata sindaco non eletto).

Unidos 1 consigliere: Andrea Corda (candidato sindaco non eletto).

Ipotesi n° 2: Viene eletta sindaco Paola Massidda

La lista del Movimento 5 Stelle collegata alla sua candidatura ottiene, con il premio di maggioranza del 60% (arrotondato all’unità superiore), 15 seggi, così distribuiti:

Movimento 5 Stelle 15 consiglieri: Carla Mario 359 preferenze; Manolo Cossu 352; Marco Antonio Serafini 248; Eleonora Cera 240; Silvia Pinna 238; Gian Luca Lai 217; Paola Argiolas 185; Daniela Marras 168; Mauro Uccheddu 161; Maurizio Soddu 134; Matteo Piras 118; Angelo Rosas 94; Giorgio Santoru 94; Sabrina Soru 85, Elio Loi 84.

I 9 seggi (40% arrotondato all’unità inferiore) della minoranza sono così distribuiti:

Partito Democratico 4 consiglieri: Giuseppe Casti (candidato sindaco non eletto); Pietro Morittu 472 preferenze; Federico Fantinel 376, Ivonne Fraternale 313.

Partito dei Sardi 1 consigliere: Fabio Usai 854 preferenze.

Carbonia Possibile 2 consiglieri: Ugo Bruno Piano (candidato sindaco non eletto), Massimo Usai 208 preferenze.

Carbonia Unica 1 consigliere: Michele Stivaletta 307 preferenze.

Insieme per il rinnovamento 1 consigliere: Daniela Garau (candidata sindaco non eletto).

E’ evidente, dallo schema appena descritto, che le due ipotesi racchiudono scenari completamente differenti, non solo per i due candidati alla carica di sindaco, ma anche per i candidati alla carica di consigliere comunale, soprattutto per quelli che risulterebbero eletti nel caso vincesse Giuseppe Casti, di maggioranza e di opposizione, e quelli che, viceversa, verrebbero eletti nel caso vincesse Paola Massidda, di maggioranza e di opposizione.

E, a questo punto, sarà interessante verificare, nei prossimi dieci giorni di campagna elettorale, quale sarà la posizione che assumeranno i candidati che, comunque, non risulteranno eletti sia nell’una sia nell’altra ipotesi e, infine, quella dei candidati che verrebbero eletti o non eletti, nel caso a prevalere al ballottaggio fosse Giuseppe Casti o Paola Massidda.

Casti-Massidda

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CTO Iglesias 1 copia

Il comitato Uniti per la Salute di Iglesias ha inviato una lettera appello al presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, e a tutti i consiglieri regionali, con la quale chiede ancora una volta la riclassificazione dell’ospedale CTO di Iglesias in presidio di I livello, al pari dell’ospedale Sirai di Carbonia.

Nella lettera, firmata per il comitato da Paride Reale, si punta l’indice su «una gestione estremamente confusa della ASL 7» si definisce «inopinata e infausta l’azione del commissario della ASL 7 che crea un rischio clinico non sostenibile» e si chiedono alcune sostanziali modifiche della delibera del 2 febbraio 2016.

«La nuova proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera – si legge nella lettera – non riguarda invero solo la rete ospedaliera bensì esprime un’idea di riorganizzazione dell’assistenza che va ben aldilà della pur complessa distribuzione di letti e specialità nelle diverse aree della Sardegna. In realtà, per alcuni aspetti è chiaro che si tratta di una sorta di piano sanitario regionale che spazia dai DEA di II livello agli ospedali di comunità, visti come una evoluzione dell’assistenza primaria, che coinvolgono i medici di famiglia e quelli di continuità territoriale, insomma non un piano di razionalizzazione dei posti letto ospedalieri ma ben di più. Per altri aspetti è invece contrassegnato da un’incompletezza funzionale che ne mina le basi in misura rilevante, in quanto lascia irrisolto il problema dell’integrazione del precorso diagnostico terapeutico con quello socio-assistenziale successivo o almeno ne delinea le basi teoriche ma senza spiegare ne prevedere come questa dovrà realizzarsi nella pratica di tutti i giorni.»

«Interventi regionali di questa rilevanza debbono certamente riorganizzare i servizi, gli ospedali, etc., ma dovrebbero anche indicare e misurare i risparmi o, comunque, i livelli di spesa che si intendono raggiungere; non basta un semplice richiamo al contenimento della spesa, bisogna anche indicare dove si risparmia. Dal lunghissimo documento non emerge mai il riferimento alla spesa ed alla sua necessaria quantificazione in riduzione. Anzi, tutt’altro: nel documento si parla di potenziamento della presenza di personale medico specializzato (ma anche tecnico infermieristico) negli ospedali di comunità, case della salute ed altre strutture territoriali, che andrà a migliorare la qualità della assistenza. 

L’esame del provvedimento lascia affiorare una serie di contraddizioni. Infatti, considerato il tentativo di dare oggettività alle scelte, non si spiegano i macroscopici errori come, ad esempio, l’attribuzione di un bacino di utenza all’ospedale di I livello di San Gavino pari a 150.000 abitanti (il Medio Campidano ha una popolazione complessiva di 103.000 abitanti). Sarebbe, inoltre, interessante, in merito, sapere quanti ricoveri provenienti dal resto dell’Isola vanno a San Gavino e quanti cittadini utenti del medio campidano vanno a Cagliari o ad Oristano. Quindi resta un po’ difficile da capire, giusto per fare un esempio, quali sono i 150.000 sardi dotati di tale incondizionata fiducia nel nosocomio di San Gavino.»

«La seconda, la Sardegna non è la Lombardia. Le peculiarità geografiche e demografiche dell’Isola rischiano di creare disparità di opportunità. In diversi punti del documento si cita, con molta sottigliezza, una presunta maggiore sicurezza che deriverebbe ai pazienti dalla chiusura o comunque dal ridimensionamento di piccoli ospedali con conseguente accentramento delle prestazioni negli ospedali più grandi che, avendo quindi numeri maggiori, sarebbero sempre più sicuri. Questo è un assunto che è sempre stato dato per scontato ma in realtà i dati del Programma Nazionale Esiti dell’Agenas non lo dimostrano affatto: anzi. Infine – conclude Paride Reale –, chiediamo di correggere la delibera e di modificare la classificazione dell’Ospedale CTO di Iglesias, prevedendo un Presidio di I livello. Chiediamo, altresì, che venga fermato lo scempio organizzativo in corso nella ASL 7.»

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Barbusi copia

Il comune di Carbonia ha pubblicato il nuovo bando, con prezzo a base d’asta ridotto del 20%, per la vendita di 3 immobili comunali. Le domande devono essere presentate entro e non oltre le ore 12 del 1 luglio 2016.

Gli immobili sono: ex Scuola materna di Barbusi, l’ex sede circoscrizione di via Tanas ed un immobile ad uso commerciale in Piazza Venezia a Cortoghiana.

Il bando, il disciplinare di gara, i moduli di partecipazione, lo schema di offerta economica e la documentazione di gara possono essere scaricati dal sito www.comune.carbonia.ci.it sezione Bandi di gara – Concessione di beni.

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«Nella vicenda su fasce e salario accessorio, oggi l’ennesima dimostrazione dello scaricabarile fra il commissario della Asl 7 verso gli organismi e le massime Istituzioni regionali di cui esso stesso è emanazione. Infatti, a fronte dell’ennesima iniziativa sindacale, senza imbarazzo alcuno ha formalizzato che hanno “la necessità di pervenire ad una corretta, giuridicamente e legittimamente espressa valutazione” della legge regionale n° 5/2015.»

Lo scrive, in una nota, Roberto Puddu, segretario generale della Camera del Lavoro Cgil del Sulcis Iglesiente.

«La legge emanata dal Consiglio regionale, passata al vaglio delle procedure e della verifica del Governo nazionale, stabilisce la soluzione al problema che stanno subendo i lavoratori della ASL 7, che di fatto fra mancanze ed omissioni si trovano incolpevolmente ad avere il salario bloccato da 15 anni – aggiunge Roberto Puddu -. Un fatto gravissimo per i lavoratori e per l’intero territorio ai quali vengono inopinatamente sottratti circa 10 milioni di euro che vengono così a mancare alle 1.200 famiglie e a tutta l’economia del Sulcis Iglesiente.»

«Ci troviamo nell’incredibile paradosso che vede i nominati dalla politica che Governa la Regione, non applicare e anzi mettere in discussione la liceità della legge emanata all’unanimità dal massimo organo legislativo regionale. Quanto ancora i lavoratori, le lavoratrici e l’intera comunità del nostro territorio – conclude Roberto Puddu – dovranno attendere per vedere il giusto sussulto di dignità di quelle Istituzioni e dunque, l’applicazione della Legge e la soluzione della vergognosa situazione?»

Roberto Puddu 4 copia

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Nell’ambito del Programma “Prevenzione malattie professionali” del Piano Regionale di prevenzione 2014-2018 (adottato con delibera della Giunta regionale n. 30/21 del 16 giungo 2015), l’assessorato della Sanità ha previsto delle attività atte a favorire l’emersione del fenomeno malattie professionali non solo ai fini assicurativi medico-legali ma anche ai fini statistico-epidemiologici utili per l’individuazione dei fattori di rischio e per la prevenzione delle malattie professionali stesse.
E’ stato predisposto del materiale informativo in ordine agli obblighi certificativi dei medici derivanti dalla diagnosi o sospetta diagnosi di malattia professionale: consta di un documento informativo (comprendente anche la modulistica) e di un breviario, le cui finalità sono quelle di sensibilizzare i medici e fornire loro uno strumento operativo semplice ed efficace.

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«È impensabile che nel 2016 la Piana di Canai e le zone di Calasapone e Mercury non possano beneficiare di questi elementari servizi. Egas (Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna) e Abbanoa inseriscano nelle rispettive programmazioni l’infrastrutturazione idrica per la Piana di Canai e il relativo collegamento con le aree turistiche di Calasapone e Mercury, poco distanti.»

Lo dice Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo Forza Italia Sardegna. 

«Non si possono condannare le strutture turistiche a fare affidamento su serbatoi idrici e fosse settiche. Occorre adoperarsi al più presto con lo scopo di colmare questa grossa lacuna che non solo darebbe una mano alle imprese già esistenti, sia agricole che ricettive, ma offrirebbe una garanzia a quanti desiderino mettere a frutto i terreni agricoli (numerosi e poco sfruttati specie nella zona di Canai). Si tratterebbe peraltro di un investimento non esorbitante, assolutamente fattibile, in quanto la linea idrica e fognaria esistente arriva fino all’incrocio di Canai-Coequaddus. Manca soltanto la volontà politica, che mi auguro – conclude Ignazio Locci – si manifesti quanto prima.»

Torre Cannai 1 copia

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 On. Stefano Maullu

«C’è un’effettiva mancanza di sana concorrenza sulle rotte dei traghetti che collegano il continente alla Sardegna. L’avvicinarsi dell’estate fa emergere questo problema con maggiore forza, i cittadini e i turisti che vogliono raggiungere l’isola si vedono applicate tariffe molto alte e condizioni poco vantaggiose rispetto ad altre mete turistiche.»

Lo scrive, in una nota, Stefano Maullu, europarlamentare di Forza Italia, di origini sarde.

«Questa condizione – aggiunge Stefano Maullu – rappresenta una distorsione del mercato inaccettabile oltre a non garantire un legittimo concetto di continuità territoriale per i residenti che devono vedersi tutelato questo diritto e per i turisti che desiderano raggiungere l’isola. In un periodo di crisi e contrazione dei consumi una famiglia non può certamente sostenere tariffe così elevate per raggiungere la Sardegna.»

«L’interrogazione che ho depositato chiede alla Commissione europea di attivarsi per vietare atteggiamenti di abuso della posizione dominante sul mercato interno. Il libero mercato – conclude Stefano Maullu – deve sempre garantire una sana concorrenza, con il miglioramento dei servizi, l’affidabilità delle linee e l’equilibrio delle tariffe.»

 

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compleanno Grazia Boi

Sindaca per una sera. Ad indossare lunedì la fascia tricolore prestatale dal sindaco di Sant’Antioco Mario Corongiu, alla veneranda età di 106 anni, è stata Grazia Boi. Ha compiuto 106 anni la nonnina di Sant’Antioco nata il 30 maggio del 1910 nella cittadina sulcitana che dal 1992, per motivi di salute, è ospite della Rsa “La Rosa del Marganai” dove è assistita amorevolmente dai medici e infermiere.

Lunedì 30 maggio, dunque, è stata festa grande alla Rosa del Marganai, dove l’ospite più anziana della struttura sanitaria ha compiuto 106 anni. A festeggiare insieme a nonna Grazia il traguardo di 106 anni, sono stati i figli, le figlie, due dei quali sono rientrati da Ginevra dove vivono, nipoti e pronipoti, tanti parenti e diversi cittadini di Sant’Antioco. A porgerle gli auguri della cittadinanza antiochense è stato il sindaco Mario Corongiu, che per alcune ore le ha ceduto la fascia tricolore, con l’assessore Paolo Garau. A festeggiare nonna Grazia anche il vescovo di Iglesias monsignor Giovanni Paolo Zedda, il cappellano della Rosa del Marganai, don Gabriele Atzei, il primario della struttura, medici, infermiere e le ospiti della struttura sanitaria. Grazia Boi è nata a Sant’Antioco il 30 maggio 1910. Suo padre emigrò in Argentina nel 1912, lasciando la moglie con due bambine piccole, Grazia e Maria, di due anni più grande. Dopo un’infanzia difficile si sposò a 17 anni con Peppino Selis, giovane contadino di Piscinas. Visse quasi sempre a Sant’Antioco. Dal matrimonio nacquero 7 figli, due maschi e cinque femmine. Oltre ai lavori domestici e la cura della famiglia, collaborò con il marito anche in campagna. Perse due figli ventenni per malattie allora inguaribili. Pur avendo avuto poca istruzione, frequentò sino alla terza elementare, fu una donna amante della lettura e della bellezza. Tre figlie e un figlio sono emigrati e vivono a Ginevra, in Svizzera, mentre la più giovane vive a Sant’Antioco. Ha avuto otto nipoti e dieci pronipoti.

Rimasta vedova nel 1991, ha continuato la sua vita con grande coraggio. Successivamente non è più riuscita ad essere autosufficiente, a causa di una depressione. Dal 2002 vive nella Rsa Rosa del Marganai di Iglesias, dove è la nonnina più anziana.

Tito Siddi

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Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

La quarta commissione (Governo del territorio-Ambiente), presieduta dall’on. Antonio Solinas (Pd) ha ascoltato l’assessore Donatella Spano per conoscere la valutazione dell’esecutivo sulle tre proposte di legge all’esame della commissione: la n. 34 (Riformatori), la n. 219 (Comandini e più) e la n. 284 (Per Mario Manca e più).

L’assessore dell’Ambiente ha dichiarato che «la materia riveste una grande importanza per la Regione perché, pur essendo molto tecnica, incrocia i temi strategici della bio-diversità e della tutela dei beni naturali del territorio che sono al centro dell’azione del governo regionale».

Per quanto riguarda i contenuti, Donatella Spano ha auspicato che si arrivi ad un testo condiviso da sottoporre al Consiglio, richiamando però l’attenzione della commissione su alcuni aspetti da definire con chiarezza, anche in un’ottica di semplificazione. Gli approfondimenti indicati dall’assessore riguardano, in particolare, la competenza generale dell’assessorato all’ambiente sulla materia, le conoscenze richieste per gli incaricati della formazione, la differenziazione fra i cercatori “professionali” e quelli “amatoriali”, il ruolo dei Comuni o delle unioni di Comuni, che dovranno rilasciare i tesserini sulla base di indirizzi generali predisposti dalla Giunta.

«Il confronto su questi aspetti della legge – ha osservato ancora l’assessore Spano – consentirà anche di mettere in luce la nostra volontà di sostenere un prelievo controllato e consapevole dei funghi, supportato da una campagna informativa sulle caratteristiche (ed anche la pericolosità, in alcuni casi) di questo prodotto naturale, destinata alle nostre comunità.»

Nel successivo dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Piermario Manca e Piero Comandini, primi firmatari di due delle proposte di legge in esame.

Nelle conclusioni il presidente della commissione Antonio Solinas ha sottolineato positivamente la distinzione fra cercatori professionisti ed amatoriali, aggiungendo che «nel quadro di un leale rapporto di collaborazione fra Regione ed Enti locali, appare opportuno che la Regione tracci gli indirizzi generali della disciplina della materia, riservando ai Comuni le risorse provenienti dal gettitto relativo alle autorizzazioni».

Solinas ha poi comunicato che le audizioni riguardanti le proposte di legge sulla raccolta dei funghi proseguiranno domani alle 10.00 con gli interventi della Pro Loco di Laconi, dell’Associazione micologica Norbellese, dell’Associazione Bresadola (Gruppo Sette Fratelli) e del Gruppo micologico Torralbese. Alle 12.00, inoltre, l’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda riferirà sullo stato di attuazione degli impegni finanziari del mutuo da 700 milioni per la realizzazione di opere pubbliche.

Nella giornata di giovedì, 9 giugno, sempre alle 10.00, è invece in programma l’audizione dell’amministratore delegato di Abbanoa Alessandro Ramazzotti sul problema dei “conguagli regolatori”.

E’ stata nuovamente rinviata, infine, l’audizione dell’Ad della Delcomar Franco del Giudice sui collegamenti con le isole minori. Il capogruppo di Cps Pierfranco Zanchetta, lamentando il rinvio, ha chiesto l’acquisizione degli atti del contratto di servizio. Il presidente Solinas ha assicurato che, nell’ambito dei poteri e delle competenze della commissione, saranno adottate le opportune iniziative per facilitare il confronto fra le parti.

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Alessandra Ferrara x facebook copia

Si è dimessa Alessandra Ferrara, assessore dei Servizi sociali del comune di Iglesias. «Alessandra Ferrara – dice il sindaco, Emilio Gariazzo – lascia il suo incarico rimettendo la delega ai servizi Sociali, dopo tre anni dedicati alla città con spirito di servizio. In questi anni di duro lavoro in un settore particolarmente complesso, ha interpretato il suo ruolo con una impostazione moderna e innovativa. I nuovi uffici più funzionali per gli utenti ed il personale, la loro riorganizzazione ed informatizzazione, la ricerca e l’adesione a nuove forme di erogazione dei servizi, come ad es. l’home care premium, la costituzione di forme di democrazia partecipata come le consulte giovani ed anziani, per citare solo alcuni aspetti del suo lavoro».

«In un momento in cui aumentano i bisogni e si riducono le risorse agli enti locali – aggiunge Emilio Gariazzo – non ha mai perso di vista quello che deve essere il compito di un amministratore: partire dai bisogni dei singoli per migliorare il servizio per tutti. Pur consapevole delle risorse insufficienti, ha cercato di affermare, con equilibrio, il principio di un welfare che viene incontro alle persone cercando di stimolarne la consapevolezza della propria dignità, evitando di coltivare l’assistenzialismo.»

«Preziosa compagna di strada in questi anni in giunta, di stimolo all’attività della maggioranza di governo della città con lealtà e coerenza, anche nelle difficoltà, pronta al dialogo con tutti. La ringrazio per il suo impegno e la sua testimonianza di una politica autentica al servizio della propria comunità. Nel rinnovarle la stima e l’amicizia – conclude il sindaco di Iglesias – sono consapevole della sua disponibilità a continuare a dare il suo contributo al nostro lavoro per la città, con altre forme di collaborazione.»