16 August, 2026

[bing_translator]

La Regione ha previsto 67 milioni di euro per i risarcimenti dei danni in sanità per il triennio 2012-2014. Le denunce con richiesta risarcitoria sono state 406 nel 2012, 462 nel 2013, 440 nel 2014. Partendo anche da questi dati, l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, ha portato all’approvazione della Giunta la delibera sul rischio clinico, a garanzia della sicurezza dei pazienti e a tutela degli operatori sanitari. Le linee di indirizzo regionali varate dall’Esecutivo sono immediatamente operative e prevedono l’individuazione di professionisti adeguatamente formati, i risk manager, sia a livello aziendale sia negli ospedali e nei singoli reparti; la condivisione di procedure e percorsi con i pazienti riguardo a tutte le prestazioni loro erogate, con un coinvolgimento ancora maggiore rispetto all’attuale. E’ previsto un piano di formazione dei professionisti sanitari, specifica e in equipe, e con momenti di simulazione della situazione di stress e di pressione che può portare all’errore o situazioni che possono creare falle nel sistema organizzativo e causare un danno evitabile.
«Vogliamo aiutare i professionisti della sanità a costruire percorsi di diagnosi e cura più sicuri per i pazienti – ha spiegato l’assessore Arru – cercando di individuare le cause di errore, prevenendole, senza colpevolizzare l’operatore e, al contempo, dando a pazienti e famiglie la garanzia di un sistema che li tutela e li assiste. I dati regionali sulle denunce e sulle richieste risarcitorie fanno emergere una crescita delle cause civili nei confronti del sistema sanitario e dei singoli professionisti, con un effetto dirompente sui costi della medicina difensiva, ma soprattutto sul rapporto di fiducia tra il medico e il suo paziente. Fiducia che noi vogliamo e dobbiamo recuperare.»

 

[bing_translator]

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci, ha stanziato quattro milioni di euro per Sardegna Ricerche, per finanziare il Programma di attività per il Parco Scientifico e Tecnologico, annualità 2015. Il programma è suddiviso in due parti: la prima, 2 milioni e 437mila euro, va alle controllate (CRS4, Porto Conte Ricerche, IMC) per sviluppo di programmi e attività oltre che per il rafforzamento e l’integrazione di laboratori e piattaforme tecnologiche. La seconda, un milione e 563mila euro, è destinata ad attività di servizio, innovazione e trasferimento tecnologico proprio di Sardegna Ricerche. Il programma finanziato è caratterizzato da alcune linee di attività coerenti con gli indirizzi regionali che hanno come obiettivo il consolidamento e lo sviluppo del Parco quale parte integrante delle strategie regionali sui temi dell’innovazione e della ricerca: per esempio rafforzamento delle piattaforme tecnologiche dei Distretti/Cluster in quanto dotazioni infrastrutturali avanzate e competenze scientifiche a disposizione delle imprese ma anche servizi di innovazione e trasferimento tecnologico quale volano di accelerazione tecnologica.

Il 15 settembre la Giunta ha approvato il nuovo Statuto di Sardegna Ricerche, concludendo così l’iter di trasformazione da Consorzio in Agenzia, con il duplice obiettivo di rafforzare e migliorare la ricerca e allo stesso tempo ridurre i costi. Decaduto il Comitato d’Indirizzo, il 17 settembre è stata aperta la manifestazione d’interesse per la selezione del nuovo direttore generale. L’Agenzia avrà un revisore dei conti ma non un consiglio d’amministrazione.

 

[bing_translator]

Il Piano Sulcis procede e nessuno dei programmi può ora essere considerato in una fase di stallo. A dirlo è Salvatore Cherchi, coordinatore regionale per l’attuazione del Piano Sulcis, che ha presentato oggi lo stato di attuazione aggiornato al 15 settembre 2015.

«In particolare sono stati sbloccati i programmi infrastrutture, bonifiche e attuazione degli esiti del bando “idee per il Sulcis”, in forte sofferenza – spiega Salvatore Cherchi -. Sul programma infrastrutture hanno pesato e pesano tuttora, i gravi ritardi iniziali nell’avvio dei programmi: 15/18 mesi solo per designare i soggetti attuatori del programma varato nel novembre del 2012. Questi ritardi non possono essere recuperati. L’obiettivo attuale è avere gli appalti delle diverse opere entro l’anno in corso o nella prima parte del 2016.»

«Le bonifiche sono state bloccate dalla situazione di Igea, posta in liquidazione dalla precedente amministrazione regionale – aggiunge Salvatore Cherchi -. E’ stato necessario innanzitutto ricostituire gli strumenti per fare le bonifiche. In concreto: Igea è stata risanata ed è in fuoriuscita dalla liquidazione ritornando pienamente operativa anche per le bonifiche ma questo ha richiesto tempo e nuove risorse. Contestualmente una parte dei lavori sono stati assegnati ai Comuni. Il comune di Iglesias si appresta a mandare in gara il progetto Rio San Giorgio con 42 milioni di euro. Sull’attuazione degli esiti del bando “idee per il Sulcis” solo recentemente è stata pubblicata la delibera CIPE che assegna le risorse. Il lavoro fatto dalla Unità tecnica di assistenza alle imprese, nei mesi di agosto e settembre, consentirà di presentare i bandi con gli incentivi per trasformare le idee in progetti imprenditoriali.»

«Gli altri programmi del Piano hanno avuto uno sviluppo regolare – conclude Salvatore Cherchi -. Il dettaglio delle informazioni è reperibile sul sito della Regione Sardegna, voce Piano Sulcis.»

Tore Cherchi 5 copia

 

[bing_translator]

Luigi Arru 2

Aumentano i posti letto, si garantiscono i servizi su tutto il territorio, si lavorerà in rete anche con il Mater Olbia. Sono questi i punti principali dell’incontro di oggi a Olbia, tra l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, e i 26 amministratori riuniti nella Conferenza dei sindaci della Gallura

L’assessore, parlando della riforma della rete ospedaliera, ha dato rassicurazioni sul futuro di La Maddalena. «Ci sono risorse per la sanità delle isole minori» ha detto e promesso che presto ci sarà un incontro dedicato interamente al futuro di Tempio.

«Qui – ha garantito – non si tolgono servizi: al di là della classificazione amministrativa, siamo pronti a trovare soluzioni organizzative migliorative a tutela dei cittadini». 
I posti letto per la Gallura passano da 350 a 540, il “Giovanni Paolo II” di Olbia, nella riforma assume la valenza di ospedale di primo livello, in un’ottica di integrazione, per garantire una rete efficiente di servizi sanitari. A Tempio il “Dettori” diventa ospedale di base con ospedale di comunità. A La Maddalena, invece, si ipotizza uno stabilimento di sede disagiata, l’attuale ospedale, e un ospedale di comunità.

«Non siamo di fronte ad atti definitivi e non riformabili – ha concluso Arru – né diciamo è così e non si cambia. Abbiamo la capacità di adattarci alle esigenze dei territori, ma cercando la condivisione di un metodo.»

 

Alle donne dell’Associazione Culturale Sant’Elia Viva e ai volontari della Fondazione “La Via della Felicità“, non è sfuggita la commemorazione della Giornata Internazionale della Pace promulgata dalle Nazioni Unite per il 21 settembre, e nel pomeriggio di lunedì hanno coinvolto le mamme con i bambini del Borgo per parlare di PACE.

I bambini, dopo essersi espressi su che cosa è la Pace per loro, hanno mostrato tutta la creatività facendo variopinti disegni sul tema e giocando insieme. Al termine della festa è stato consegnato un attestato di partecipazione ad ognuno.

Alle mamme, entusiaste per l’inusuale iniziativa, è stato rivolto l’invito a partecipare attivamente alle attività dell’Associazione Sant’Elia Viva e della Fondazione della Via della Felicità che si stanno tenendo tutti i lunedì dalle ore 16,30 con l’approfondimento dei precetti contenuti nel libretto “La Via della Felicità”.

Alle mamme e papà che hanno partecipato è stato regalatop l’opuscolo “La Via della Felicità” di L. Ron Hubbard.

L’impegno è quello di continuare a coinvolgere tutto il quartiere con delle iniziative rivolte ai bambini e agli adulti.

Giornata della Pace a Sant'Elia 12  Giornata della Pace a Sant'Elia 16Giornata della Pace a Sant'Elia 14

[bing_translator] 

Anna Maria Busia 81 copia

La consigliera regionale e responsabile nazionale Giustizia del Centro Democratico, Anna Maria Busia, questa mattina ha partecipato alla manifestazione organizzata dalla Uil Penitenziaria Sardegna davanti al  PRAP di Cagliari, per protestare contro le falle ormai croniche nel sistema delle carceri isolane.

«Non posso che esprimere la completa solidarietà e sostegno alla manifestazione con cui il sindacato ha voluto evidenziare la situazione critica in cui versa il sistema penitenziario della Sardegna, afflitto da problematiche diventate croniche nella totale indifferenza del Ministero della Giustizia e dell’amministrazione penitenziaria», ha commentato Anna Maria Busia.

«Il Ministero ha aperto nuove carceri nell’Isola per poi abbandonare la Sardegna a se stessa, dimenticando di organizzare al meglio la gestione degli istituti penitenziari. L’ultimo sovrintendente regionale ha lasciato il suo incarico prima dell’estate e ancora non è stato indicato un sostituto; in diverse carceri non è stato nominato un direttore; la carenza di agenti penitenziari ha raggiunti livelli insostenibili: mancano all’appello ben 560 agenti, una insufficienza che mina la serenità e la sicurezza sia degli agenti in servizio, sia dei detenuti – ha aggiunto Anna Maria Busia -. In alcuni istituti, come Uta, la situazione è resa ancora più grave dal sovraffollamento detentivo, condizione limite che sta per interessare anche molte altre carceri sarde. Davanti a questa persistente emergenza si assiste al paradosso di colonie penali svuotate, non utilizzate, laddove questi istituti dovrebbero essere sfruttati proprio per alleggerire il carico di detenuti nelle carceri. Per reagire a questo immobilismo delle istituzioni preposte, non posso fare altro se non sollecitare i nostri parlamentari a Roma ha concluso Anna Maria Busia -.affinché presentino alle Camere l’ennesima interrogazione con cui chiedere, ancora una volta, l’intervento del ministero della Giustizia per porre fine a una situazione diventata, ora più che mai, insostenibile.»

[bing_translator]

Ritmi suggestivi della musica tradizionale accompagnati dalle voci potenti e ricche di inflessioni delle cantanti hanno caratterizzato le celebrazioni del National Day dell’Etiopia a Expo Milano 2015. Un evento particolarmente sentito, che ha visto la partecipazione di numerosi connazionali residenti in Italia, soprattutto donne etiopi con abiti e gioielli tipici.

A guidare la delegazione africana ecco il ministro degli Esteri, Tedros Adhanom; a rappresentare l’Italia il sottosegretario all’Economia, Paola De Micheli, e il commissario generale di Expo Milano 2015, Bruno Pasquino.

“Etiopia la radice del caffè e molto altro”, è questo il tema scelto dal Paese africano per l’Esposizione universale. «L’Etiopia ha regalato al mondo la Coffea arabica, ossia la pianta del caffè, e quindi non c’è un Paese migliore per contribuire in modo significativo al Cluster del Caffè – ha sottolineato Tedros Adhanom -. La nostra è una delle poche nazioni in via di sviluppo che ha lavorato al programma Economia Verde – ha concluso il Ministro – puntando ad avere zero emissioni di anidride carbonica entro il 2025.»

«Quando trattiamo dei temi di Expo Milano 2015, vale a dire cibo e agricoltura sostenibile per tutti, dobbiamo riconoscere che l’Etiopia si trova in prima linea, grazie alla sua ‘visione’ e ad una serie di politiche specifiche su tali argomenti – ha dichiarato Paola De Micheli -.Il nostro obiettivo è moltiplicare e rafforzare la presenza economica delle imprese italiane in Etiopia, approfittando dei nostri legami storici e di relazioni consolidate negli anni.»

In seguito alla cerimonia, la delegazione etiope ha fatto tappa a Palazzo Italia per la visita e il pranzo ufficiale. I festeggiamenti sono proseguiti per tutta la giornata, con performance culturali e degustazioni tipiche del Paese.

AF6I2431 AF6I2413 AF6I2372 AF6I2352 AF6I2279 AF6I2249 AF6I2234 AF6I2212 AF6I2196 AF6I2159 AF6I2155 AF6I2097 AF6I2084 AF6I2080 AF6I1985 AF6I1942 AF6I1863 AF6I1820 AF6I1809

[bing_translator]

Il pittore Giò Tanchis, pseudonimo di Walter Marchionni, vola a Milano per esporre nella prestigiosa sede dell’Archivio Galleria Lazzaro by Corsi. Da giovedì 24 settembre, sino a sabato 10 ottobre, “Enigma abbacinante”, la mostra dedicata alla città di Carbonia già esposta la scorsa primavera nel Museo PAS della Grande miniera di Serbariu, sarà visitabile nell’esposizione curata per l’occasione dalla critica d’arte Alessandra Radaelli.

Nelle venti opere di grande e medio formato realizzate tra il 2014 e primi mesi di quest’anno, Giò Tanchis ha trasformato le sue suggestioni in visioni oniriche, scenografie geometriche e metafisiche, arcane  misteriose, dai vividi colori e nitidissimi contorni, com’è del resto il suo stile – di ispirazione espressionista, qui istintivamente corretto in apparizioni magiche e inquietanti, accostate una all’altra fuori da logiche realistiche. Nessun aspetto nuovo, sconosciuto o dimenticato, anzi figure riconoscibili nella loro schematicità, ma immerse nella luce, sospese nel silenzio e prive di presenza umana. Nel dialogo dei rapporti spaziali e cromatici (bianco assoluto, rosso, nero, verde o azzurro) e nella luminosità pura, ecco appare la Torre Velasca. Fra linee razionaliste e semplificazioni classiciste. Tanchis porge visioni senza tempo, un’esplorazione d’interiorità urbanistica dando alla città ed alle sue strutture un aspetto  più fascinoso di quanto non appaia attraverso i frettolosi sguardi quotidiani.

Non è la prima volta che Tanchis espone nella Galleria Lazzaro: la prima fu nel 2008 quando i suoi imponenti tori campeggiarono nella mostra “Spagna- Sardegna, viaggio pittorico”, patrocinata dall’Ambasciata di Spagna.

Poche settimane dopo quelle di Giò Tanchis, l’Archivio Lazzaro esporrà le opere di un altro grande artista a cui la Sardegna è particolarmente legata: Aligi Sassu.

_DSC6491___DSC_3074_low DSC_3069low _DSC6495___

[bing_translator]

Maria Del Zompo e Giorgio Sorrentino FattoreKeFormazioneLocandina

Fattore K, la staffetta non si ferma. Ora l’ospedale Oncologico cede il testimone all’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari e all’Ateneo cagliaritano per far passare il messaggio: la giusta comunicazione è la prima medicina. Venerdì 25 settembre 2015 “Fattore k e formazione. L’importanza della giusta comunicazione” approda al Policlinico e alla Cittadella universitaria di Monserrato, l’appuntamento è a partire dalle 9.00 nell’Aula B. Una mattinata per ascoltare ancora una volta la voce dei pazienti, le loro testimonianze, i loro racconti, ma anche per fare il punto con i protagonisti sullo stato dell’arte, criticità e prospettive future della formazione alla comunicazione per gli operatori sanitari.

L’incontro sarà aperto dal passaggio di consegne dal gruppo di pazienti, medici e infermieri dell’Oncologico, protagonisti della prima fase del progetto Fattore K, ai pazienti e agli operatori del Policlinico Duilio Casula di Monserrato.

Ai racconti delle esperienze dei malati seguiranno l’intervento di Emilio Lai sull’hospice e le cure di fine vita e di Mario Scartozzi, direttore dell’Oncologia Medica all’Aou di Cagliari, che farà il punto sulle regole della buona comunicazione operatore sanitario-paziente. Maria Teresa Ionta, responsabile della Struttura semplice dipartimentale di Day Hospital Oncologico dell’Aou di Cagliari, parlerà dell’impatto della comunicazione nel percorso di cura e racconterà l’esperienza del Progetto “Informa Cancro”.

Informare ed educare una persona che si ammala di cancro è un aspetto essenziale delle cure. La comunicazione, della prima diagnosi e in tutto il periodo di cura, segna in maniera indelebile il rapporto operatore sanitario-paziente, un’alleanza essenziale per riuscire ad affrontare nella giusta maniera il percorso terapeutico.

Comunicare una diagnosi di cancro o una prognosi negativa è un compito complesso e difficile che richiede una preparazione specifica, preparazione che spesso il percorso formativo di medici e infermieri non offre. Sono questi i temi al centro della seconda parte dell’incontro in cui i partecipanti si confronteranno sulla formazione alla comunicazione degli operatori sanitari nel corso di una tavola rotonda moderata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna Francesco Birocchi.

Intorno al tavolo Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari, Luigi Arru, assessore regionale alla Sanità, Giorgio Sorrentino, commissario straordinario Aou, Oliviero Rinaldi, direttore sanitario Aou, Paolo Contu, presidente del Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia, Paola Fadda, presidente corso di laurea di Infermieristica, Elena Sanna, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia.

L’incontro, nato dall’iniziativa di Sardegna Medicina e Maria Dolores Palmas, infermiera del Businco, è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Azienda ospedaliera universitaria e dell’Università di Cagliari, con il patrocinio di Sipo, Società italiana psiconcologia, Aiom, Associazione italiana oncologia medica, e della Regione Sardegna.

«Fattore K arriva all’università, nella culla della formazione dei professionisti di tutte le professioni sanitarie – spiega Maria Dolores Palmas –. Da questo incontro ci aspettiamo molto perché crediamo che un’adeguata comunicazione di una diagnosi, di una prognosi, sia la prima terapia nel percorso di cura che ogni giorno i malati di tumore devono affrontare.»

La segreteria organizzativa è di Metasardinia. L’evento è stato realizzato con il contributo non condizionato di Celgene.

[bing_translator]

CTO-Iglesias-300x188 copia

Un documento del dirigente dell’Area Servizi Ambientali dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, ingegner Palmiro Putzulu, sul trattamento delle acque reflue prodotte all’interno delle strutture sanitarie, con particolare riferimento al Presidio Ospedaliero CTO, interessato all’apertura di nuovi reparti di degenza e trasferimento di reparti da altri ospedali, rischia di creare un caso politico.

«Le acque reflue prodotte nelle strutture sanitarie, secondo quanto disposto dalla disciplina regionale degli scarichi – scrive il dirigente dell’Area Servizi Ambientali dell’ex provincia di Carbonia Iglesias – sono da classificare come acque reflue domestiche o assimilate soltanto se prodotte negli ospedali con un numero di posti letto inferiore a 24, purché sprovvisti di laboratori di analisi e ricerca. La qualità delle acque reflue prodotte all’interno di strutture sanitarie sono sicuramente diverse da quelle prodotte negli ambienti domestici e perciò hanno bisogno di opportuni trattamenti di depurazione prima di essere scaricate in ambiente o in una pubblica fognatura.» 

«Nella cttà di Iglesias – aggiunge Putzulu – per varie vicissitudini, a tutt’oggi non risulta completato il sistema fognario depurativo che permetterà di trattare tutti i reflui prodotti nel centro urbano nell’impianto di depurazione consortile, sito in località Sa Stoia. Solo una parte della città, il “versante est”, risulta collegato all’impianto di depurazione, mentre il “versante ovest” scarica i propri reflui in un compluvio naturale per poi finire nel rio San Giorgio che fa parte del compendio naturale del sistema di Sa Masa, nel comune di Gonnesa. Nel versante ovest della città è inserito anche il Presidio Ospedaliero CTO che, a quanto di nostra conoscenza, non possiede un proprio impianto di pretrattamento dei reflui, ma come gli altri reflui del versante ovest vengono scaricati nella rete fognaria per poi finire nel rio San Giorgio.»

«Per poter collettare i reflui del versante ovest all’impianto di depurazione consortile, occorre completare il sistema fognario depurativo consistente nei lavori di realizzazione di un tronco di collettore fognario e dell’impianto di sollevamento in località Cabitza. Tali lavori, in capo alla società Abbanoa Spa, sono in fase di appalto e, dopo le opportune autorizzazioni, si procederà con la realizzazione dei lavori – scrive ancora Palmiro Putzulu -. Il piano di riorganizzazione degli ospedali che interessa anche il Presidio Ospedaliero CTO, con l’apertura di nuovi reparti di degenza e trasferimento di reparti da altri ospedali, determinerebbe un incremento dei flussi di acque reflue provenienti dalle stanze di degenza, sale operatorie, laboratorio di analisi, ecc. Tutto ciò comporterebbe un aggravarsi della situazione igienico sanitaria e ambientale dei recettore finale dello scarico.»

«Tale scenario risulta inaccettabile ed in contrasto con il Codice dell’Ambiente sino a quando il sistema fognario depurativo della città di Iglesias non verrà completato con la messa in esercizio dei suddetti interventi. Per quanto suddetto – conclude il dirigente dell’Area Servizi Ambientali dell’ex provincia di Carbonia Iglesias – questo ufficio competente, ha il dovere di rammentare, che prima di procedere con la riorganizzazione della rete ospedaliera, si attenda il completamento del sistema fognario depurativo, in modo da non aggravare la già precaria situazione del recettore finale dello scarico, individuato nel rio San Giorgio che sfocia nello stagno di Sa Masa.»

Il documento del dirigente dell’Area Servizi Ambientali dell’ex provincia di Carbonia Iglesias ha provocato una dura presa di posizione del segretario cittadino del PD di Iglesias, guidata da Ubaldo Scanu.

«L’atto emanato dal dirigente provinciale del settore Area dei Servizi Ambientali della ex provincia Carbonia Iglesias – attacca Ubaldo Scanu – appare quanto meno strumentale, in quanto non ne ricordiamo altri di questo tipo; eppure nel CTO il numero dei posti letto è stato da sempre e di molto superiore ai 25. Invece solo oggi si interviene, oggi che è in atto la discussione sulle scelte in materia di riorganizzazione della rete ospedaliera locale.»

«Ad ogni buon conto – aggiunge Scanu – il dirigente della provincia può stare sereno e tranquillo, perché per quanto è a nostra conoscenza il CTO di Iglesias dispone di un depuratore appena ultimato che può soddisfare e reggere lo smaltimento delle acque reflue dei reparti fino a 250 posti letto. La ditta che si è occupata della realizzazione dell’opera deve solo attivare l’impianto elettrico, quindi il CTO è in regola in quanto possiede un impianto di pretrattamento dei reflui e non scaricherà nulla di pericoloso nel momento in cui saranno attivati i nuovi reparti. Questo basta e avanza. Ma se non bastasse, per quanto riguarda il compluvio fognario del versante ovest all’impianto di depurazione consortile, a seguito di specifica delibera del Consiglio comunale, Abbanoa ha esperito la gara d’appalto e aggiudicato i lavori e ad oggi sta valutando la proposta progettuale. Insomma siamo sulla strada giusta, al più si tratterebbe di chiedere ad Abbanoa di accelerare con le operazioni. Ci auspichiamo – conclude il segretario cittadino del PD di Iglesias – che la stessa zelanteria da parte dei dirigenti della ex provincia Carbonia Iglesias non sia applicata solo al presidio ospedaliero CTO.»