28 April, 2026

Il Villamassargia di Fabrizio Anedda questo pomeriggio cerca di fermare la fuga della capolista Kosmoto Monastir, nella decima giornata del girone A del campionato di Promozione regionale che ha visto ieri la prima inseguitrice Castadias sconfitta 2 a 0 sul campo della Francesco Bellu. La squadra di Terralba ha agganciato a quota 19 punti il Castiadas e il Cus Cagliari, a due lunghezze della vetta. Il Cus Cagliari ospita la Verde Isola di Titti Podda, in cerca di punti per allontanarsi dalla bassa classifica.

Sugli altri campi, si giocano Atletico Cagliari-Tortolì, Calcio Pirri-Gonnosfanadiga, Guspini-Lanusei, Idolo-Arbus Calcio e Orrolese-Arborea. il secondo anticipo disputato ieri, Gialeto 1909-Selargius, è finito in parità, 1 a 1.

Nella foto di copertina, l’allenatore della capolista Kosmoto Monastir, Marcello Angheleddu.

Il trentottesimo premio “Giuseppe Dessì ha espresso i suoi verdetti: Ermanno Cavazzoni con il romanzo Il gran bugiardo (La nave di Teseo) è il vincitore della sezione Narrativa, mentre a Enrico Testa con L’erba di nessuno (Einaudi) va l’alloro per la sezione Poesia. I vincitori delle due categorie del premio letterario intitolato allo scrittore di “Paese d’ombre” sono stati proclamati e premiati questa sera (sabato 25 novembre) a Villacidro, la cittadina del Sud Sardegna dove Giuseppe Dessì aveva le sue radici.
Insieme a loro hanno partecipato alla cerimonia di premiazione, condotta da Neri Marcorè, gli altri finalisti del premio letterario: Paolo Febbraro (in lizza con Come sempre. Scelta di poesie 1992-2022, Elliot Edizioni) e Umberto Fiori (con Autoritratto automatico, Garzanti) per la sezione Poesia, Silvia Ballestra (con La Sibilla. Vita di Joyce Lussu, Laterza) e Gennaro Serio (con Ludmilla e il corvo, L’orma editore), per la Narrativa.
Nella serata, aperta da un breve video in ricordo della scrittrice Michela Murgia, vincitrice del Premio Dessì nel 2009, e scandita dagli intermezzi musicali del chitarrista Marino De Rosas, è stato conferito anche il Premio Speciale della Giuria a Elena Cattaneo, tra i più noti farmacologi e biologi italiani, e Senatrice a vita dal 2013. La direttrice del laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative del dipartimento di bioscienze dell’Università Statale di Milano, nota per per le sue ricerche sulle cellule staminali e i suoi studi sulla malattia di Huntington, ha voluto devolvere i cinquemila euro del riconoscimento alla Factor-h, un’organizzazione no-profit dedicata alla cura e assistenza delle persone dell’America Latina affette da questa patologia genetica neurodegenerativa.
È invece intervenuto alla cerimonia in collegamento video il giornalista Lucio Caracciolo, cui è andato quest’anno il Premio speciale della Fondazione di Sardegna, mentre è stata consegnata a Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia Giornaliste Sardegna, la targa per la menzione speciale della Fondazione “Giuseppe Dessì” al libro “Un giorno all’improvviso: I racconti delle donne al tempo del Covid”.
I due “super vincitori” del premio letterario, Ermanno Cavazzoni e Enrico Testa, e gli altri quattro finalisti – Silvia Ballestra, Paolo Febbraro, Umberto Fiori e Gennaro Serio – sono stati selezionati fra gli autori delle 168 opere iscritte quest’ann0 (118 per la Narrativa e 50 per la Poesia) dalla giuria presieduta da Anna Dolfi, massima studiosa dell’opera di Dessì: una qualificata commissione composta da Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Luigi Mascheroni, Gino Ruozzi, Stefano Salis, Gigliola Sulis, Nicola Turi e un rappresentante della Fondazione Dessì, che organizza il premio con il contributo del Comune di Villacidro, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione e Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, e della Fondazione di Sardegna, con il patrocinio della RAI Sardegna, del MiC – Ministero della Cultura e del GAL Linas Campidano.
Ermanno Cavazzoni ed Enrico Testa si aggiudicano ciascuno un premio di cinquemila euro (millecinquecento euro, invece, agli altri finalisti), insieme al prestigioso riconoscimento di veder iscritto il proprio nome nell’albo d’oro’del concorso letterario accanto a quelli dei vincitori delle trentasei edizioni precedenti: un lungo e importante elenco in cui figurano, tra gli altri, scrittori come Salvatore Mannuzzu, Maria Corti, Nico Orengo, Laura Pariani, Marcello Fois, Sandro Onofri, Andrea Vitali, Giulio Angioni, Michela Murgia, Niccolò Ammaniti, Sandra Petrignani, Marco Belpoliti e Fabio Stassi, e poeti come Silvio Ramat, Maria Luisa Spaziani, Elio Pecora, Alda Merini, Giancarlo Pontiggia, Patrizia Cavalli, Eugenio De Signoribus, Gilberto Isella, Maria Grazia Calandrone, Patrizia Valduga, Maurizio Cucchi e Valerio Magrelli.
Calato il sipario sulla cerimonia delle premiazioni, l’appuntamento che suggella la trentottesima edizione del Premio Dessì è, come da tradizione, per l’indomani mattina (domenica 26 novembre) con i finalisti e i vincitori: Silvia Ballestra, Ermanno Cavazzoni, Paolo Febbraro, Umberto Fiori, Gennaro Serio ed Enrico Testa incontreranno il pubblico a partire dalle 10 al Mulino Cadoni.

In principio va detto con convinzione che noi Sardi siamo favorevoli al superamento del fossile e alla produzione di energie rinnovabili che il DPCM del governo Draghi ha  dichiarato opere di interesse strategico nazionale.
Il problema dell’attuale proposta di transizione energetica in Sardegna è che una tale mole di impianti va ben oltre la sola produzione di energia: imporrebbe alla Sardegna intera una vocazione da infrastruttura energetica di cui difficilmente ci potremmo liberare nei decenni a venire.
Da subito la nostra isola è risultata confacente agli appetiti di tanti imprenditori, per buona parte del Nord Italia e d’Europa. Comprensibilmente. La Sardegna, terra periferica, molto estesa rispetto alla densità di popolazione, dotata per natura di vento e di sole, economicamente povera nonostante le sue notevoli potenzialità, è da sempre, proprio per questo suo limite, preda di appetiti colonizzatori. Sappiamo quanto accadde dopo il secondo conflitto mondiale; allora forse non si pensò che cedere migliaia di ettari all’utilizzo militare, ci avrebbe resi la “portaerei” del Mediterraneo per quasi un secolo, nonostante noi sardi, consapevoli dei danni subiti, chiediamo da tempo di esserne liberati.
Oggi osserviamo la proliferazione macroscopica di progetti di impianti fotovoltaici ed eolici che, se approvati, farebbero della nostra isola un territorio in cui le future generazioni si troverebbero a non poter praticare agricoltura, pastorizia, turismo…e a fare i conti con pale e pannelli che, esaurito il periodo di produttività di trent’anni circa, lascerebbero territori improduttivi, inquinati da strutture dismesse e non bonificate, da piattaforme terrestri e marine cementificate, inerti. Lascerebbero anche i Sardi privi delle della loro terra, finita in mano alle multinazionali a decidere il futuro dell’isola.
La scelta di sovraccaricare l’isola di centinaia  di progetti, portata avanti dalle multinazionali e da Terna S.p.a. in primis, secondo la legge Draghi, apparentemente risponderebbe all’esigenza globale di affrontare il cambiamento climatico in atto, ma per noi potrebbe significare una catastrofe. Riteniamo, infatti, che questa manovra non porterà alcun beneficio in quanto ai costi delle bollette e se ne gioveranno economicamente, forse, soltanto coloro che venderanno i loro terreni per farne campi energetici, per affrontare la crisi esistente.
Siamo consapevoli dei danni materiali conseguenti ai lavori di installazione, come da lettura dei progetti consultabili sul sito del Ministero e quelli in discussione o già autorizzati dalla Regione Sardegna. Fra i tanti problemi annoveriamo i plinti che sosterranno le pale eoliche, molte di queste alte fino a 200 metri, per installare le quali sarà necessario sventrare decine di metri cubi di terreno, allargare le strade o crearne di nuove per far passare i mezzi pesanti, scavare i campi per il passaggio dei cavidotti.
Ma non è tutto.
Gli impianti agrivoltaici e fotovoltaici presentati al MITE o in sede regionale, ricadenti nei comuni di Carbonia, Portoscuso e Gonnesa, ricadono tutti su area agricola che, allo stato attuale, supera i mille ettari. Altri progetti fotovoltaici, Cirfini, Genere, Carbosulcis e Green and blue Mesu-Seruci, dovrebbero sorgere in area protetta della rete Natura 2000, Zona Speciale (ZPS) di conservazione degli Habitat.
La sottostazione TERNA dovrebbe sorgere a Nuraxi Figus occupando aree agricole di pregio ma anche tutelate dall’UNESCO relativamente ai muri a secco, vincolate dai beni culturali poiché area costiera, ma anche dal ministero dei Beni Culturali per l’alta frequenza di nuraghi, villaggi nuragici, menhir, tombe dei giganti, domus de janas, ma anche di siti del  periodo fenicio-punico-romano.
I cavidotti degli impianti eolici e fotovoltaici giungeranno alla nuova sottostazione RTN TERNA che dovrebbe sorgere a Nuraxi Figus; alcuni attraverseranno la frazione ma anche il centro urbano di Cortoghiana e di Flumentepido; scorreranno in  campi agricoli e per decine di chilometri lungo strade statali, comunali e provinciali. Il cavidotto proveniente dal progetto “Green and Blue Mesu Seruci scorrerà in area archeologica di fianco al Pozzo Sacro di epoca prenuragica, a Nuraxi Figus, area archeologica ancora inesplorata e a forte rischio di danno.
I numerosi progetti, se autorizzati, interferiranno con il traffico  stradale durante gli scavi sul lato strada, idem accadrà per il transito  dei tir atti a trasportare gli impianti eolici.
I progetti eolici da noi individuati sono 5:
– Undici pale eoliche si collocano ai confini con Domusnovas per scorrere in direzione di Iglesias e il cavidotto dell’impianto raggiungerà la frazione di Nuraxi Figus, nel comune di Gonnesa;
– Sette pale eoliche verranno installate tra Carbonia e Bacu Abis; il cavidotto raggiungerà Nuraxi Figus attraversando la pineta e l’area archeologica di Corona Maria, a Cortoghiana;
– Quattro già autorizzate, sorgeranno presso la Carbosulcis, a Nuraxi Figus.
La sottostazione Terna è stata progettata in area agricola. Qui verranno espropriati i terreni agricoli di proprietari che si rifiutano di vendere nonostante le pressioni. Essa dista 100 metri dalla frazione e vi sono presenti beni naturali di centinaia di anni, piante di fico, lentisco, ecc. Le recinzioni alberate (su serru) che hanno centinaia di anni, fanno parte non solo della storia identitaria agricola del paese e sono inserite in un’oasi di grande interesse naturalistico, rischiano di sparire. Non è oggi calcolabile l’impatto sugli equilibri marini delle pale a mare e la compromissione di vedute paesaggistiche come quella del Pan di Zucchero. Nel tratto marino che da Masua va all’isola del Toro sono stati presentati, infatti, ben 270 progetti per pale eoliche. A questo preoccupante quadro si aggiunge il danno sociale che determinerà un ulteriore spopolamento della nostra terra; i giovani, infatti, vedranno limitate le possibilità di imprendere attività, tanto auspicate nel presente, nel settore turistico, agri pastorale, artigianale. Ci preoccupano  inoltre il ricatto dei lauti compensi offerti ai proprietari terrieri che venderanno le loro terre e l’esproprio che toccherà invece, per pochi soldi, ai piccoli agricoltori che vendere non vogliono.
Come Comitato, chiediamo con fermezza alle amministrazioni locali e regionali che i cittadini siano coinvolti, ascoltati e informati sui progetti e difesi su queste scelte che cadono dall’alto. La Regione non pare impegnata a difendere i diritti dei sardi e promette moratorie che però non vengono firmate.
Constatiamo che fino ad ora molti sindaci hanno taciuto negligentemente e soltanto pochi, vedi il virtuoso esempio del sindaco di Villanovaforru, hanno difeso le ragioni della base, altri hanno aderito a qualche progetto senza interpellare e informare chi li ha votati a rappresentarli.
Noi cittadini dobbiamo agire prima che sia troppo tardi.
Non permettiamo che i nostri figli piangano sul cimitero di strutture dismesse e non bonificate come quelle minerarie e industriali.
Non permettiamo che la Sardegna venga colonizzata e trasformata in un centro di smistamento di fonti energetiche volte all’arricchimento di speculatori senza scrupoli.
La riunione del Comitato di Difesa del territorio Sulcis Iglesiente, aspetta  la conferma della disponibilità della sede del Centro Culturale di Iglesias, per incontrare autorità dei vari comuni, a partire dai sindaci, e tutti i cittadini, il giorno 13 dicembre, alle ore 17.00.
Comitato di Difesa del territorio Sulcis Iglesiente

Nella “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, personale della Polizia di Stato ha partecipato a diversi incontri e convegni, programmati a Cagliari e provincia.

Sulla scia di quanto già positivamente sperimentato in altre occasioni, stamane è stata allestita una postazione in Piazza del Carmine, anche con il “Camper della Polizia di Stato”, con la presenza di personale specializzato della Divisione Polizia Anticrimine, della Squadra Mobile, dell’U.P.G.S.P., dell’Ufficio Sanitario e del  Gabinetto Regionale Polizia  Scientifica, con la collaborazione della locale rete antiviolenza.

Inoltre, la Polizia di Stato ha aderito all’iniziativa “ORANGE THE WORLD”, in collaborazione dell’Associazione “Soroptimist Club Cagliari – Sardegna”, illuminando simbolicamente di arancione, durante gli orari notturni, la facciata della Questura.

Infine, presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Quartu Sant’Elena, è stata illuminata sempre di arancione la Stanza Rosa, spazio riservato all’ascolto delle vittime vulnerabili.

Alle 16.15 di oggi gli operatori del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) sono stati allertati dalla Centrale Operativa del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale per supportare le ricerche di un cercatore di funghi in difficoltà nel comune di Arbus. U.F. si trovava sul versante sud del Monte Arcuentu quando, per via delle sopraggiunte condizioni meteo avverse, ha perso l’orientamento. Sul posto si è recata immediatamente una squadra composta da 7 tecnici provenienti dalle stazioni di Cagliari e Iglesias, tra i quali era presente un medico, che si sono uniti alle ricerche. L’uomo è stato individuato da una prima squadra del personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, raggiunta poco dopo da una seconda squadra composta anche dai nostri tecnici con il medico. Il congiungimento è stato notevolmente agevolato dall’impiego di un Sistema Aereo a Pilotaggio Remoto (comunemente noto come drone) dotato di una fotocamera termica. Lo strumento, guidato da un pilota del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna, infatti, ha consentito alla squadra di raggiungere più agevolmente l’uomo e di effettuare la valutazione medica per verificarne le condizioni di salute prima di riaccompagnarlo alla macchina. Presente sul posto anche personale dei Vigili del fuoco del distaccamento di Sanluri.
L’intervento si è concluso alle 19.40.

“Parole e Musica contro la violenza”, è l’incontro che si terrà sabato 25 novembre nell’aula consiliare del comune di San Giovanni Suergiu nella “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, organizzato dall’Amministrazione comunale.

L’incontro è suddiviso in due parti. La prima, dalle 8.30 alle 10.00, sarà dedicata alla Scuola Secondaria di 2° grado di San Giovanni Suergiu. Interverranno la professoressa Barbara Cao, docente dell’Istituto “Guglielmo Marconi” di San Giovanni Suergiu; la dottoressa Maria Mameli, psicoterapeuta e coordinatrice del Centro antiviolenza Associazione Donne al Traguardo ODV Carbonia-Iglesias; il dottor Enrico Santurri, capitano della Compagnia dei carabinieri di Carbonia.

La seconda parte, dalle 10.30, è dedicata ad un convegno, moderato da Marco Zusa, vicesindaco del comune di San Giovanni Suergiu. Interverranno: Elvira usai, sindaco del comune di San Giovanni Suergiu; Maria Mameli, psicoterapeuta e coordinatrice del Centro antiviolenza Associazione Donne al Traguardo ODV Carbonia-Iglesias; Alessandra Manca, assessore delle Politiche sociali del comune di San Giovanni Suergiu; Enrico Santurri, capitano della Compagnia dei carabinieri di Carbonia; Marta Barabino, rappresentante della Consulta giovanile di San Giovanni Suergiu; Simona Quaglia, psicologa dello sviluppo e dei processi socio organizzativi, specializzanda in Psicologia della Salute all’Università di Cagliari. Seguirà uno spazio di condivisione con il pubblico.

Alle 12.30, saluti in musica.

I lavori del convegno saranno intervallati dalle letture musicali a cura di Alessandra Sanna, accompagnate dai musicisti della Scuola Civica di Musica don Tore Armeni di Sant’Antioco e di San Giovanni Suergiu, Manuel Serrenti (chitarra e voce) e Nicole Cossu (voce).

Per tutta la giornata di sabato, nella piazza Quattro Novembre, un gruppo spontaneo di volontarie curerà l’allestimento delle “Scarpe Rosse”.

Il Centro Funzionale Decentrato di Protezione Civile – Settore Meteo, oggi ha diffuso un nuovo avviso di condizioni meteo avverse valido dalle ore 21.00 e fino alle 12.00 di domani 25 novembre.

Dalla notta di oggi e nella prima parte di domani 25 novembre, le coste della Sardegna, in particolare quella Occidentale, saranno interessate da venti du burrasca che, nell’area del Sulcis Iglesiente, potranno raggiungere raffiche di tempesta. La situazione a grande scala favorirà anche lo sviluppo del moto ondoso sul Mare di Sardegna che, nel corso della notte, potrà superare i 6 metri d’onda significativa. Per effetto di questa situazione meteo, la costa Occidentale della Sardegna sarà interessata da una mareggiata. Il fenomeno potrà interessare anche la Costa Settentrionale dell’Isola. Le condizioni meteo avverse saranno di breve durata e nel corso della giornata di domani si assisterà a una significativa riduzione dei fenomeni.

Le organizzazioni sindacali e la RSA Eurallumina sollecitano ancora una volta la Regione e il Governo a concludere il percorso di riavvio produttivo dello stabilimento di Portovesme.

«Una vertenza che dura oramai da circa 15 anni e che, nel tempo, ci ha visti “subire” diverse sostanziali modifiche, di progetto in progetto, passando dalla costruzione di una caldaia CHP alimentata a carbone, passando poi al “vapordotto” dall’adiacente Centrale Termica ENEL Grazia Deledda, per poi giungere infine al progetto di approvvigionamento del fabbisogno di energia termica della fabbrica a mezzo del gas naturale metano, inizialmente attraverso l’ubicazione di una FSRU a “bocca di stabilimento” da ormeggiare nel Porto industriale di Portovesme (vedi DPCM SARDEGNA – Marzo 2022), DPCM impugnato dalla Regione sarda e sulla quale il Consiglio di Stato avrebbe dovuto esprimersi in data 16 novembre scorso!scrivono in una nota le Segreterie Territoriali e la R.S.A. EURALLUMINA -. In data 14 novembre il Presidente della RAS Solinas ed il ministro del MASE Gilberto Pichetto Fratin annunciavano il raggiungimento di una sorta di “Intesa Istituzionale”, definita durante una riunione in videoconferenza a mezzo di un comunicato stampa e sulla quale Intesa dovrebbe, ancora non è dato sapere quando, essere sancito a norma di Legge il nuovo assetto di approvvigionamento energetico del gas attraverso la metanizzazione dell’isola individuato, questo l’intento della Regione e del Governo, mediante la messa in opera dell’infrastruttura definita “Dorsale del Gas”, volta alla distribuzione del gas metano in Sardegna sia per le utenze domestiche ma sopratutto a favore del sistema produttivo ed industriale sardo, tra cui rientrerebbe appieno anche lo stabilimento dell’Eurallumina; viene quindi stralciata definitivamente l’ubicazione della FSRU a “bocca di fabbrica” nel Porto industriale di Portovesme in favore di un unica unità FSRU da collocare a Porto Torres.»
«Il presidente della Regione e diversi assessori della sua Giuntaaggiungono – si sono spesi più volte nel tempo sia verbalmente così come mediante diramazione di verbali di riunione e comunicati stampa a valle di incontri, nel cercare di rassicurare le parti sociali nell’addivenire e portare a soluzione le seguenti questioni tuttora irrisolte inerenti la vertenza Eurallumina ovvero:
– Sottoscrizione dell’Addendum al Protocollo d’Intesa;
– Predisporre l’immediata messa in sicurezza delle maestranze dell’Eurallumina sino al completo riavvio della fabbrica o quanto meno per l’annualità prossima ovvero a tutto il 2024!!
– definizione con modalità e tempi certi del sistema di approvvigionamento del gas metano, la Dorsale, alternativo al DPCM SARDEGNA;
Allo stato attuale, sommati i numerosi rinvii susseguitisi con regolare cadenza nel corso di tutti questi anni di vertenza appena trascorsi, la stessa Regione e l’attuale Governo non sono riusciti a determinare il raggiungimento di un risultato alcuno, se si escludono la delibera relativa al PAUR ed il fondamentale dissequestro di una parte del “Sito di stoccaggio dei residui di lavorazione”, entrambe i risultati ottenuti nel mese di maggio di quest’anno, ebbene, ad oggi oltre a ciò null’altro è stato sostanzialmente raggiunto se non perdite di tempo su perdite tempo se non sporadiche dichiarazioni d’intenti!
Un continuo susseguirsi di promesse e nulla più, nessun atto amministrativo e Istituzionale concreto volto a rassicurare l’azionista e la società e di conseguenza la prospettiva lavorativa delle maestranze tutte coinvolte!
Un’inerzia che perdura da troppo tempo per una vertenza da sempre considerata dalle Istituzioni tutte prioritaria poiché definita “strategica” per il sistema paese e ancor maggiormente per lo sviluppo economico della stessa Isola.
Noi che rappresentiamo le lavoratrici e i lavoratori di questa fabbrica e gli stessi lavoratori coinvolti non possono attendere oltre, è arrivato il momento di chiudere le questioni tuttora inevase affinché l’Eurallumina possa finalmente mettere a terra gli investimenti e creare le condizioni volte a garantire con un orizzonte temporale che guarda al medio lungo termine una prospettiva di dignità lavorativa che vedrebbe coinvolte, applicando il coefficiente economico appropriato, circa 1.500 famiglie, tra lavoratori diretti ed indiretti oltre ai servizi e l’indotto, famiglie residenti prevalentemente nel territorio del Sulcis-
Iglesiente!»

«Chiediamo e pretendiamo che nel più breve tempo possibile, entro la prima metà del mese di dicembre, debba essere sottoscritto l’Addendum al Protocollo d’Intesa propedeutico alla messa in sicurezza delle maestranze coinvolte e che di conseguenza possa essere sottoscritto l’accordo per la collocazione in CIGS per le Aree Crisi Industriale Complessa di tutto il personale coinvoltoribadiscono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loi per le segreterie territoriali, Enrico Pulisci, Simone Zucca e Davide Boi per la RSA Eurallumina -. Chiediamo altresì che l’Intesa Istituzionale comunicata a mezzo stampa possa essere definita una volta per tutte con forza di legge e che vengano chiariti altresì modalità e crono-programma certi per la messa in opera dell’infrastruttura individuata ovvero per la realizzazione della “Dorsale del Gas”, senza la quale l’Eurallumina non potrebbe vedere concretizzarsi alcun progetto di ripartenza a distanza di 15 anni di lotta e resistenza!»

«È fondamentale ottenere la massima attenzione della vertenza a livello interministeriale, a partire dal MIMIT oltre al MASE ed il ministero del Lavoro ed è quindi per noi necessaria ed improcrastinabile la convocazione di un tavolo ad hoc presso il MIMIT!concludono -. Dichiariamo, infine, sin da ora un’iniziativa di mobilitazione per manifestare in ragione di quanto appena esposto quelle che riteniamo le nostre rivendicazioni e che intendiamo portare all’attenzione del Presidente e della Giunta della RAS attraverso un sit-in delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Eurallumina che si svolgerà in data mercoledì 29 novembre 2023.»

Una gigantesca macchia di colore rosso ha invaso stamattina piazza Roma per lanciare un messaggio forte e chiaro a favore dell’inclusione grazie ai valori trasmessi dal mondo dello sport. Sono, infatti, sempre più numerosi gli atleti con disabilità che si sono resi protagonisti in varie discipline sportive, a conferma dell’importanza dello sport quale fattore di aggregazione, coesione, inclusione, socializzazione e rispetto del fair play.
Al flash mob, organizzato in modo spontaneo da Special Olympics Italia, in collaborazione con il comune di Carbonia, hanno partecipato centinaia di studenti delle scuole cittadine, che hanno animato piazza Roma con balli e coreografie coinvolgenti.
L’assessora dello Sport Giorgia Meli, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, ha ringraziato tutti i partecipanti a un’iniziativa meritoria, di grande impatto, spettacolare e divertente, ma soprattutto capace di veicolare un messaggio positivo a favore dell’inclusione.
L’appuntamento, come hanno spiegato gli organizzatori, celebra come sempre il movimento, l’attività fisica, la gioia di esserci e di fare gruppo attraverso il ballo nelle piazze, nelle scuole, nei centri commerciali, ovunque ci sia inclusione. Special Olympics è il più diffuso programma internazionale, cui aderiscono 180 Paesi nel mondo, grazie al quale oltre 4 milioni di atleti con disabilità intellettiva compiono quotidianamente passi importanti verso una reale inclusione sociale, attraverso la regolare pratica di una disciplina sportiva e costruendo un fondamentale percorso di crescita e di autonomia individuale.
In vista del prossimo 3 dicembre, Giornata mondiale della disabilità, su tutti i canali social di Special Olympics Italia verrà pubblicato il video finale che riunirà tutti i flash mob realizzati in tutta Italia, compreso quello andato in scena stamane a Carbonia.
 

Per la prima volta il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna sbarca alla BITESP, la Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale che si tiene a Venezia, dal 23 al 24 novembre 2023, rappresentando un evento imperdibile per gli operatori del turismo esperienziale e gli specialisti dell’incoming.

Allestita presso il Terminal 103 della Stazione marittima, la sesta edizione della rassegna veneziana ha visto la partecipazione del Parco con un suo stand in cui, come avvenuto ad inizio mese a Paestum, ha presentato le peculiarità che caratterizzano le 8 aree e gli 86 comuni rientranti nell’ambito di competenza dell’ente, insieme alle iniziative predisposte per diffondere la cultura geomineraria e valorizzare i siti, in collaborazione con alcuni gestori degli stessi ospiti nello stand.

«La BITESP, per noi rappresenta una ulteriore tappa di quel percorso di promozione e valorizzazione dei siti geominerari della Sardegna che abbiamo deciso di intraprendere a livello nazionale e internazionale. Un percorso dove l’incontro diretto fra domanda e offerta nel settore delle destinazioni turistiche esperienziali e sostenibili, come quelle legate all’epopea mineraria di cui il Parco si occupa, può senz’altro fare la differenza nell’attrarre i visitatori», ha detto il commissario straordinario Elisabetta Anna Castelli.

«Essere presenti a Venezia, ci ha fatto comprendere l’importanza di mostrare ai players provenienti da tutto il mondo lo straordinario patrimonio geominerario della Sardegna. Focalizzando l’attenzione su incontri e networking, ricerca di partners commerciali, promozione e visibilità diffusi, è stato possibile fornire valide opportunità promozionali a coloro che operano nei siti del Parco, tra gestori, operatori, enti e istituzioni, in un approccio integrato bottom-up che coinvolga proficuamente la parte pubblica con quella privata», ha sostenuto il direttore Fabrizio Atzori.