22 August, 2026

La segreteria regionale FSM-CISL ha organizzato una manifestazione dei “Lavoratori in Utilizzo” negli enti pubblici della Sardegna, per martedì 17 marzo, alle ore 9.00, di fronte all’assessorato del Lavoro di Cagliari, alla quale aderirà anche la Filca (Cisl Edili).

Dal 28 febbraio, oltre 400 “Lavoratori in Utilizzo” in tutta l’isola sono rimasti a casa senza nessuna copertura previdenziale ed economica.

Questo è avvenuto nonostante le rassicurazioni politiche delle scorse settimane e l’individuazione nella Legge Finanziaria Regionale delle necessarie coperture economiche per la promozione di nuovi progetti propedeutici alla continuità lavorativa degli stessi lavoratori.

 DSC00414g-cost-2

Operazione di pulizia ieri e oggi dei fondali del lungomare Cristoforo Colombo di Sant’Antioco.  Intorno alle 10.00 mezzi e marinai della Capitaneria di porto, supportati da personale subacqueo e un camion del primo reggimento di Capo Teulada, su cui era montata una grossa gru, hanno fatto la loro comparsa nel lungomare, lato cantieri. E’ iniziata così, per motivi di sicurezza e decoro, la rimozione di pontili fatiscenti, realizzati abusivamente in area demaniale e lo sgombero e confisca di cumuli di reti e nasse depositati su muretti e sulla sede stradale prospiciente il mare. Pontili vecchissimi da tempo utilizzati per superare il basso fondale della laguna e scaricare pescato, reti ed attrezzi ma che con il passare degli anni hanno reso il fondale del lungomare Cristoforo Colombo una vera discarica.

L’operazione pulizia, apprezzata da tantissimi cittadini giovani ed adulti, che sembra si siano persino offerti a collaborare, è terminata questa sera. Tra qualche giorno la l’Ufficio Circondariale Marittimo farà il punto dell’operazione.

«Era necessario intervenire per la  salvaguardia dell’incolumità pubblica e per la tutela dell’ambiente in quanto ormai in mare erano presenti degli oggetti inquinanti – fa sapere la Guardia costiera -. Un’operazione che non ha danneggiato comunque l’attività della pesca che è potuta proseguire senza problemi e  limitazioni di sorta.»

Oltre i tubi in ferro arrugginiti ed in plastica che sorreggevano sconnessi tavoloni di legno dei pontili,  nei fondali è stato ritrovato di tutto. Elettrodomestici vari in disuso Lavatrici e gomme d’automobile ma persino un cestino porta rifiuti in pietra, che era stato sistemato come arredo urbano, utilizzato come corpo morto per l’ormeggio. Un’operazione, quella effettuata dalla Guardia costiera, apprezzata dalla maggioranza dei cittadini ma che porterà sicuramente a critiche specialmente all’attuale Amminstrazione comunale e alle precedenti per non aver mai voluto affrontare e risolvere l’annoso problema della mancanza di un attrezzato approdo pescatori.

Tito Siddi

Maialetti allo spiedo 2

Non è l’Europa ma il governo italiano a dover autorizzare la Sardegna a commercializzare il porcetto sardo fuori dall’Isola, dunque a portarlo a Expo 2015, sulla base di precise garanzie da parte della Regione sul fatto che non esistono rischi di diffusione della malattia. La precisazione arriva dall’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, in merito alle dichiarazioni fatte dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ieri in Parlamento, che rispondendo a un’interrogazione del deputato Roberto Capelli, ha detto che è di fatto la Commissione Europea, con le sue regole restrittive, a sbarrare la strada all’esportazione dei maialetti sardi.

«Già da settembre scorso abbiamo presentato un protocollo al Ministero per ottenere l’autorizzazione alla commercializzazione dei prodotti suini sottoposti alla termizzazione al di fuori della Sardegna, perché pur in presenza della malattia tale trattamento devitalizza il virus e impedisce ogni possibilità di diffusione ad altri suini – sottolinea l’assessore Arru -. I prodotti termizzati sono sani, sicuri e di ottima qualità. In questi giorni la Regione sta lavorando in stretto contatto sia con il Ministero che con la Commissione Europea, proprio per concordare le procedure che si dovranno attuare in proposito. Sono fiducioso sull’esito di questo lavoro e credo che il Ministero concederà la sua autorizzazione e il porcetto sardo sarà presente all’Expo di Milano. In ogni caso – aggiunge l’assessore della Sanità – siamo pronti a mettere in atto ogni misura necessaria a vincere questa battaglia, non c’è alcun motivo perché il Governo non ci autorizzi.»

L’assessorato regionale del Lavoro rilancia i Poic dedicati ai comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo delle capacità imprenditoriali e l’occupazione nel territorio regionale.
Possono presentare domanda i comuni di Cagliari, Sassari, Quartu Sant’Elena, Olbia, Alghero, Nuoro, Oristano, Carbonia, Selargius, Iglesias, Assemini, Capoterra, Porto Torres, Monserrato e Sestu.
I progetti già presentati saranno applicati a tutto il territorio comunale e potranno essere confermati o integrati relativamente ai seguenti aspetti:
– settori Ateco;
– regolamenti di incentivi imprenditoriali e/o sgravi fiscali.
Le risorse disponibili ammontano a 9.000.000 del Po Fse Sardegna 2007-2013.
Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate dai comuni interessati a partire dal 12 marzo e fino al 25 marzo 2015.
Le domande potranno essere trasmesse alla Sfirs esclusivamente per posta elettronica certificata con firma digitale all’indirizzo: sfirs@legalmail.it .
Eventuali richieste chiarimenti devono essere inoltrate all’indirizzo sportelloimpresa@sfirs.it .

I consiglieri regionali di Area Popolare Sarda, primo firmatario Peppino Pinna, segretario della commissione Salute del Consiglio regionale, hanno presentato un’interpellanza all’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, sul mancato avvio del registro regionale di patologia dei malati di sclerosi multipla.

«La sclerosi multipla – spiega Peppino Pinna – è una malattia neurodegenerativa cronica e altamente invalidante che incide gravemente sulla vita sociale della persona colpita ma anche  sui suoi familiari, comportando quindi dei costi sociali rilevanti. Ad oggi in Sardegna non esiste un quadro dettagliato sulla diffusione della malattia, ma sappiamo che l’isola è una regione ad altissima incidenza di persone affette da sclerosi multipla, con una percentuale stimabile di quasi tre volte superiore alla media nazionale. Ad oggi, nonostante la legge di riferimento preveda l’istituzione, tra gli altri, del registro regionale di patologia riferito alla sclerosi multipla – questo non risulta ancora attivo. Grazie a tale registro, potremmo avere un quadro dei dati anagrafici e sanitari riferiti allo stato di salute delle persone affette dalla sclerosi multipla, cosa evidentemente fondamentale per le finalità di studio e ricerca e per una corretta stima epidemiologica ed economica della patologia.»

«Chiedo quindi all’assessore Arru – conclude Peppino Pinna – quali siano le motivazioni per cui la Regione Sardegna non abbia finora reso esecutiva l’istituzione del registro regionale di patologia sulla sclerosi multipla ed inoltre quali provvedimenti intenda assumere per garantire in tempi ragionevoli, alla luce dell’elevata incidenza sulla nostra popolazione, l’effettiva istituzione di tale registro in quanto strumento indispensabile per assicurare una corretta stima epidemiologica ed economica della patologia, essenziale per la ricerca e per una più efficace assistenza alle persone affette da sclerosi multipla.»

Ospedale Brotzu Cagliari 4

La Giunta regionale annuncia l’avvio delle bonifiche dei siti minerari dismessi entro fine anno e dall’opposizione arrivano le prime critiche.

«Una cosa è annunciare l’avvio delle bonifiche nei siti minerari della Sardegna – attacca Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo di Forza Italia Sardegna -, altra cosa è annunciare la partenza dei lavori di riqualificazione in due siti, così come ha fatto l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano. Restano tagliate fuori diverse aree, sebbene esistano progetti già finanziati. Sarebbe doveroso che la Giunta regionale, in sella da un anno, dicesse cosa realmente intende fare con le bonifiche in Sardegna. Ovvero: come intenda realizzarle, chi se ne dovrà occupare e con quali risorse. Ormai le comunità locali non sanno più cosa aspettarsi.»

«Un esempio eclatante dell’inconcludenza di questa Giunta in tema di bonifiche – aggiunge Locci – ci è dato dai lavori per il recupero delle aree ex Sardamag di Sant’Antioco, finanziati con oltre 6 milioni di euro dalla precedente maggioranza di centrodestra. Fondi nella disponibilità della società incaricata, l’Igea. Ma, ahinoi, non si è ancora capito quali siano le sorti della controllata regionale: la Giunta annuncia il piano industriale ormai dall’estate scorsa, ma ad oggi non se ne conoscono i dettagli. Siamo ancora ai proclami.»

«L’assessore competente, dunque, chiarisca quale dovrà essere il ruolo, nel dettaglio, sia dell’Igea, che dei comuni. E lo faccia al più presto. Abbiamo perso abbastanza tempo – conclude il consigliere regionale di Sant’Antioco – ed è arrivata l’ora che, di grazia, i professori dicano come intendono muoversi al riguardo.»

Miniera Monteponi 1 copiaSardamag dall'alto 1 copia

L’Agenzia Laore ha pubblicato l’avviso per l’assegnazione di incarichi dirigenziali per il personale dirigente dell’amministrazione regionale, delle agenzie, aziende, enti ed istituti.
Questi i servizi per i quali potranno essere presentate le manifestazioni di interesse:
– Servizio programmazione e controllo;
– Servizio personale;
– Servizio bilancio e contabilità;
– Servizio infrastrutture logistiche e informatiche;
– Servizio sviluppo delle filiere vegetali;
– Servizio sostenibilità delle attività agricole;
– Servizio sviluppo delle filiere animali;
– Servizio sostenibilità delle attività zootecniche e ittiche;
– Servizio sviluppo della multifunzionalità e valorizzazione della biodiversità agricola (Con sede a Nuoro);
– Servizio supporto alle politiche di sviluppo rurale;
– Servizio verifiche, controlli, valorizzazione dei marchi e delle certificazioni in agricoltura;
– Servizio patrimonio.
Le candidature dovranno pervenire entro il 24 marzo 2015 con le seguenti modalità:
– tramite posta elettronica certificata all’indirizzo protocollo.agenzia.laore@legalmail.it .
– tramite raccomandata con avviso di ricevimento, ad un ufficio protocollo dell’Agenzia, Direzione generale Laore, via Caprera, 8 – 09123 Cagliari;
– con consegna a mano presso l’ufficio protocollo dell’Agenzia.

Miniera Monteponi 1 copia
Inizieranno entro il 2015 le bonifiche nei siti minerari dismessi. Gli assessori dell’Ambiente e dell’Industria, Donatella Spano e Maria Grazia Piras, hanno illustrato ieri, nel corso di una conferenza stampa, la delibera approvata dalla Giunta che definisce gli indirizzi operativi degli interventi di bonifica e recupero ambientale sui siti minerari dismessi del Sulcis Iglesiente e del Guspinese, riprogrammando una quota parte dei 95 milioni di risorse del Fondo di sviluppo e coesione già destinati al risanamento di alcuni territori. I siti interessati sono il Rio San Giorgio (risorse per circa 43 milioni) e Montevecchio Levante (23,5 milioni). I lavori sul Rio San Giorgio partiranno presumibilmente entro l’anno. Il provvedimento dà il via a una fase di risanamento atteso da oltre dieci anni. È previsto il coinvolgimento dei Comuni, della Regione attraverso la costituzione di una task force specifica e di Igea, società in house della Regione, peraltro già impegnata a eseguire gli interventi inseriti nelle convenzioni firmate negli anni scorsi e a garantire la manutenzione dei siti minerari. La delibera imprime una svolta all’attuazione delle bonifiche e, al tempo stesso, evita il definanziamento delle opere. Nel corso della conferenza stampa, l’assessore Spano ha sottolineato che le superfici interessate da attività di caratterizzazione e bonifica in tutta la Sardegna sono pari a 22.533 ettari, l’1% circa del territorio regionale (zone SIN Sulcis-Iglesiente-Guspinese e Porto Torres). A queste aree si aggiungono circa 1.800 ettari che riguardano Ottana, La Maddalena e altre zone non incluse nei SIN.
L’assessore della difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, ha ribadito che «verrà profuso il massimo impegno per la risoluzione delle gravi problematiche ambientali indotte dalla presenza delle aree industriali e minerarie, in particolare di quelle dismesse, ciò a tutela della salute, della salubrità ambientale ma anche della riconversione di un territorio pregiato. Le attività di caratterizzazione e bonifica che stiamo mettendo in campo rispondono infatti a una priorità precisa di questa giunta regionale e a un’esigenza reale del nostro territorio. Per recuperare i ritardi accumulatisi negli anni e per evitare di perdere i fondi con il conseguente blocco delle attività di bonifica, ieri abbiamo deliberato di affidare i due interventi di bonifica di Montevecchio levante e Rio san Giorgio ai comuni di Guspini e Iglesias. Inoltre, riprogrammeremo gli oltre 27 milioni di fondi UE che devono essere rendicontati entro quest’anno, attraverso l’autorità di gestione del POR FESR, in modo da non perdere nessuna risorsa. Le bonifiche partiranno attraverso accordi di programma con i comuni e con Igea, di cui verrà messo a disposizione il lavoro fatto finora, in modo che tutti i soggetti possano procedere assieme in maniera coordinata».
«Il ruolo di Igea – ha detto l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras – le esperienze e le competenze fin qui maturate, attraverso il percorso di risanamento della società avviato dai liquidatori, saranno valorizzate dai Comuni nella fase di realizzazione delle opere. La società metterà a disposizione anche progettazioni, studi, ricerche e caratterizzazioni. La ristrutturazione di Igea è in una fase avanzata a breve il commissario liquidatore presenterà il piano industriale. La società, nei prossimi cinque anni, avrà un bilancio con costi e ricavi in equilibrio anche senza gli interventi delle bonifiche oggetto delle bonifiche. Questo periodo serve a Igea per strutturarsi e prepararsi a fare a breve ciò che le compete, cioè proprio le bonifiche. Questa Giunta – ha concluso l’assessore Piras – è artefice di un risultato importante: aver risanato una società pubblica che d’ora in avanti si reggerà con un criterio di efficienza economica.»

 

Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha incontrato ieri il presidente dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica Giovanni Bignami, il direttore generale Umberto Sacerdote e il componente del Cda Andrea Ferrara, per discutere dell’ipotesi di accorpamento dell’Osservatorio Astronomico della Sardegna con quello di Bologna.

«Vogliamo portare in Sardegna un pezzo importante dell’Astrofisica nazionale – ha detto Pigliaru -, non solo le strutture ma anche il capitale umano. Abbiamo investito moltissimo in questo progetto e siamo convinti di avere tutto il diritto di vedere gli sviluppi di una scommessa scientifica fatta con grande determinazione. Comprendiamo le vostre esigenze funzionali ma noi tuteliamo la nostra autonomia. Oggi abbiamo preso atto che la decisione non è immediatamente operativa e che ci sono spazi per arrivare a una soluzione condivisa.»

All’incontro hanno partecipato anche l’assessore della Programmazione e del Bilancio, Raffaele Paci, e il capo di gabinetto della Presidenza, Filippo Spanu.

Nell’Osservatorio Astronomico la Sardegna ha investito negli anni circa 20 milioni di euro. La realizzazione in Sardegna del grande radio telescopio SRT (Sardinia Radio Telescope), è stata finanziata nel 1997 dal Ministero nell’ambito dei Piani di potenziamento della rete scientifica e tecnologica nelle aree depresse, e la Regione ne ha fatto uno dei punti strategici dello sviluppo del sistema del sapere nell’Isola.

Radiotelescopio San Basilio 1

 

Confronto di oltre due ore, ieri mattina, fra il presidente della Regione Francesco Pigliaru e gli studenti delle quarte e quinte classi dell’Istituto Tecnico “Pietro Martini” di Cagliari, sui temi dell’istruzione isolana e sulle proposte della Regione.

Il presidente Pigliaru, dialogando con gli studenti, è partito da un dato di contesto che riguarda l’elevata dispersione scolastica nella nostra regione, ed è sceso nel dettaglio illustrando ai ragazzi i dati sul tasso di partecipazione all’università da parte degli studenti usciti dal loro istituto negli ultimi due anni, riferendo anche la media dei voti conseguiti. Si è quindi soffermato sulle azioni che la politica regionale sta portando avanti per contrastare la dispersione scolastica ed elevare le competenze degli studenti, così da permettere ai giovani sardi di confrontarsi alla pari con i coetanei in uno scenario globale come quello di oggi.

«Dopo i 30 milioni destinati all’edilizia scolastica e gli interventi messi in campo con il progetto Iscol@ – ha spiegato il presidente Pigliaru – stiamo predisponendo nuovi investimenti che saranno presentati nei prossimi giorni: una parte importante sarà destinata ai supporti didattici e all’aggiornamento degli insegnanti.»

Il presidente della Regione ha poi spiegato ai ragazzi le politiche regionali per l’orientamento nelle scelte scolastiche e ha spiegato il principio che sta alla base del dimensionamento, evidenziando come l’azione della Regione si sia incentrata «sul diritto alle pari opportunità per tutti gli studenti. Il modello della pluriclassi, su cui sono stati operati i tagli, non risponde alle esigenze di una didattica ottimale, un diritto questo che spetta in pari misura a tutti gli studenti della nostra isola. L’idea di scuola del futuro che la giunta vuole portare avanti è quella di una scuola più aperta e più moderna – ha concluso Pigliaru -, in cui il prolungamento dell’orario si traduce in attività nuove e creative, sia curricolari che extracurriculari, per dare a ogni studente tutti gli strumenti per assecondare il proprio talento».

Francesco Pigliaru 4