22 August, 2026

Francesca Barracciu, sottosegretario di Stato del ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, ha partecipato questa mattina, nella sala conferenze della Grande miniera di Serbariu, al convegno “Verso un Turismo Sociale Sostenibile nel Sud Ovest della Sardegna”, organizzato dall’Auser di Carbonia, con la collaborazione del comune di Carbonia, di CSV Sardegna Solidale, dell’Istituto Tecnico “Cesare Beccaria”, dell’Auser Nazionale e della Sezione Iglesias – Sant’Antioco – Calasetta dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Hanno partecipato al convegno, fra gli altri: Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia; Rosa Orecchioni, Presidente Auser Carbonia; Antonello Scanu, preside dell’Istituto Superiore Cesare Beccaria Carbonia; Giuseppe Licari, Comandante Compagnia Carabinieri Carbonia; Roberto Puddu, segretario generale della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente; Marco Antonio Piras, sindaco di Tratalias; Giampiero Pinna, presidente dell’associazione Pozzo Sella; Franca Cherchi, presidente regionale Auser, Marica Guiducci, responsabile Turismo Sociale Auser Nazionale; Marco Antonio Piras, sindaco di Tratalias; Ninetto Deriu, imprenditore; Walter Secci, presidente del Consorzio Turistico l’Altra Sardegna, Massimiliano Basciu, presidente dell’associazione che ha progettato un parco tematico nel Sulcis per creare una nuova economia nel settore del turismo.

Obiettivo dell’iniziativa, che individua nel Turismo Sociale Sostenibile un’importante possibilità di sviluppo economico, era quello far riflettere gli studenti, che idealmente rappresentano il nostro futuro, su un tema di particolare importanza. Un servizio dettagliato nel prossimo numero cartaceo de “La Provincia del Sulcis Iglesiente”.

Francesca Barracciu copia  Convegno Auser 2 copiaConvegno Auser 1 copia

01- Ph Tirrenia©

Sono cominciati gli stage degli studenti degli Istituti tecnici e professionali a bordo delle navi Tirrenia nell’ambito del Progetto ForMare 2015, un’opportunità concreta per gli studenti che vogliono indirizzarsi alle professioni marittime.

I primi ragazzi a essere saliti a bordo delle navi sono stati quelli degli Istituti Meucci di Cagliari, Volta di Nuoro, Dessì di Villaputzu, Itc di Tortolì, Piazza Sulis di Alghero, Mossa di Oristano e Amsicora di Olbia. Una chance importante per permettere agli alunni, seguiti dai loro docenti e da tutor a bordo, di vivere qualche giorno a contatto con la realtà del lavoro dei marittimi.

Nelle prossime due settimane di marzo gli stage toccheranno ad altre scuole: l’Amaldi di Macomer, il Pischedda di Bosa, l’Ipseoa di Arzachena, il Colombo di Carloforte, il Volta di Ghilarza, l’Azuni di Cagliari, l’Oggiano di Siniscola e il Paglietti di Porto Torres.

Inoltre, grazie a una nuova partnership con le Autorità Portuali della Sardegna, a tutti i ragazzi è stato offerto un mini-stage a terra per avere maggiori informazioni sulle professioni marittime, la security, il sistema portuale e le procedure per l’imbarco in servizio.

I ragazzi di altri istituti di tutta la Sardegna si imbarcheranno ininterrottamente anche nei mesi di aprile, maggio e giugno. Tutti gli stages sono organizzati ed offerti gratuitamente da Tirrenia Compagnia Italiana di Navigazione. Alla fine del progetto saranno coinvolti più di 30 istituti di tutta la Sardegna e oltre 1000 studenti.

La Giunta comunale di Portoscuso ha approvato l’atto di indirizzo per la realizzazione di un progetto di promozione turistico-culturale, finalizzato alla valorizzazione delle potenzialità insite nel proprio territorio e in parte o del tutto non ancora emerse, capace di rilanciare, tra l’altro, il nome del paese, creando nuove opportunità occupazionali e cercando di contrastare, almeno in parte, la grave crisi economica industriale che imperversa in questo territorio.

Il progetto punta a “convertire” l’immagine di Portoscuso, concependola non solo come zona industriale, ma come località turistica, valorizzandone i suoi elementi caratteristici, quali il mare, la terra e l’aria e tutte le peculiarità naturalistiche e culturali sue proprie. Per la sua attuazione, è stata indetta una manifestazione di interesse per l’accoglimento delle istanze, tramite una procedura ad evidenza pubblica, da aggiudicare secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il progetto dovrà analizzare le condizioni attuali – analisi di contesto – individuazione degli elementi caratterizzanti il territorio, sia da una punto di vista paesaggistico-ambientale (nei tre principali ambiti: mare/terra e aria), sia negli aspetti prettamente economici che da questo contesto discendono; e le potenzialità e gli elementi di crescita nel rispetto della naturalità, ovvero il riconoscimento dei valori e delle risorse intrinseche nella realtà di Portoscuso; dell’identità, ovvero il riconoscimento e il radicamento dell’elemento culturale e della tradizione del territorio; delle potenzialità economiche, ovvero il riconoscimento degli elementi che conservano, valorizzano e trasformano il territorio; la tipologia di materiale pubblicitario più adatto alla realtà del territorio, che tenga conto delle risorse (naturalistiche-paesaggistiche, storico-culturali, produttive-commerciali) attualmente esistenti ma non del tutto fruibili perché poco conosciute. Partendo dal materiale pubblicitario proposto nel progetto, sarà necessario curare l’aspetto relativo alla progettazione grafica con particolare attenzione al numero di stampe e qualità del prodotto di finito. Saranno, infatti, oggetto di valutazione le caratteristiche tecniche del prodotto grafico proposto.

Non rientra nell’affidamento la distribuzione del materiale pubblicitario prodotto.

L’importo a base d’asta è pari ad euro € 6.850,00 (seimila ottocentocinquanta/00), Iva inclusa al 22%.

Le offerte, dovranno pervenire, a pena di esclusione dalla gara, improrogabilmente entro le ore 12.00 del quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione, al seguente indirizzo: Comune di Portoscuso Ufficio Protocollo – Via Marco Polo 1, 09010 Portoscuso.

Manifestazione di interesse “PROGETTO DI PROMOZIONE DEL TERRITORIO” – approvato con Determinazione Dirigenziale n° 660 del 11.03.2015.

Portoscuso 6Portoscuso 1Portopaglietto 3Porticciolo e Municipio di Portoscuso

Portopaglietto.

Portopaglietto.

Portopaglietto 4 copia

Cresce la protesta dei cittadini di Nebida che si sentono abbandonati dall’Amministrazione comunale di Iglesias. Tre giorni fa una delegazione della frazione ha manifestato in occasione del dibattito in Consiglio comunale sull’interrogazione presentata dal consigliere di maggioranza Alberto Cacciarru, del PDCI, al sindaco, Emilio Gariazzo, e all’assessore dei Lavori pubblici, Servizi tecnologici, Viabilità e Decentramento, Barbara Mele, sullo stato delle frazioni.

«Puntuali e indignati – dice Patrick Pinna, coordinatore regionale dei Giovani del Centro Democratico Sardegna – i miei concittadini hanno potuto constatare personalmente che al sindaco e all’assessore Barbara Mele risultiamo essere completamente trasparenti. Durante il loro ingresso ai banchi del Consiglio, hanno preferito non guardare i cittadini nebidesi, senza degnarli neanche del saluto. La spiacevole situazione ha creato non poche lamentele che hanno subito riscaldato gli animi dei miei concittadini.»

«Personalmente, sono abbastanza deluso – aggiunge Pinna -. L’interrogazione è stata praticamente ignorata, l’unico passaggio è quello sul bacino pensile, assicura l’assessore che entro aprile verrà smantellato, promessa che ormai non prendo in considerazione. Oggi, i miei concittadini hanno un quadro più chiaro della reale situazione di abbandono in cui siamo caduti. Anche il discorso del comitato di quartiere è abbastanza delicato: ripristinarlo a queste condizioni non ha senso, resta comunque il problema legato alla scarsa presenza dell’amministrazione, a conferma di questo anche le ultime dimissioni in massa del comitato di Barega, Corongiu, Tanì.»

«Nei prossimi giorni organizzeremo alcune riunioni con i cittadini Nebidesi che hanno mostrato la volontà di occuparsi della vita politica e amministrativa della frazione. Non ci fermeremo – conclude il coordinatore regionale dei Giovani del Centro Democratico Sardegna -, oggi è stato solo l’inizio, siamo pronti a scendere in strada per manifestare il nostro dissenso.»

Protesta cittadini di Nebida

 

Filippo Spanu 4 copia

Il capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, Filippo Spanu, questa mattina ha incontrato una delegazione di quindici sindaci giunti da tutta la Sardegna per protestare contro il Piano di dimensionamento scolastico varato dalla Regione. Il presidente Francesco Pigliaru non era presente perché impegnato a Roma per incontri istituzionali. Filippo Spanu, accompagnato dal capo di Gabinetto dell’Assessorato alla Pubblica istruzione, Giuseppe Dessena, ha assicurato ai sindaci la «massima attenzione del presidente Pigliaru e dell’assessore Claudia Firino, sottolineando che la programmazione territoriale è alla base del rilancio degli enti locali, ed occorre un dialogo tra Comuni confinanti per trovare soluzioni condivise».
L’assessore Claudia Firino, che aveva già incontrato i sindaci in precedenti occasioni, nel pomeriggio ha sottolineato che «il Piano di dimensionamento non chiude le scuole ma le organizza per offrire un’istruzione di qualità. Mettiamo le scuole al centro del territorio, in un’ottica pluricomunale poiché abbiamo una visione concreta e globale delle problematiche che riguardano l’interno della Sardegna. Sappiamo che solo elevando il livello della scuola potremo creare lavoro e agire sullo spopolamento. Le pluriclassi saranno dunque gradualmente abolite, secondo criteri condivisi e con la creazione di alternative di qualità. Ci rendiamo conto che abbiamo fatto una scelta coraggiosa, sulla via del cambiamento. Ma la scuola sarda, ultima nelle graduatorie nazionali ed europee, richiede un intervento importante e ci impone di porre rimedio alla situazione disastrosa che abbiamo trovato».

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E’ ripreso questa mattina, in viale Trento, il confronto tra la Giunta regionale e le organizzazioni sindacali. Il presidente Francesco Pigliaru, gli assessori della Programmazione e Bilancio e del Lavoro, Raffaele Paci e Virginia Mura, hanno incontrato i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil. Al centro del confronto i temi dello sviluppo e dell’occupazione.

La Giunta punta a coniugare le politiche di sviluppo con le politiche del lavoro e per questo ha deciso di cambiare il modello adottato finora, fatto prevalentemente di aiuto al reddito, da una parte, e formazione non mirata, dall’altro. Le nuove politiche del lavoro devono coniugare la continuità di reddito con la partecipazione attiva dei beneficiari del sostegno economico a percorsi di reinserimento nel mercato del lavoro. Per questo motivo il 2015 sarà l’anno della riforma e della riorganizzazione dei centri dei servizi per il lavoro.

La Giunta, intanto, sta incalzando il Governo nazionale per ottenere certezze sulle risorse del 2014 destinate ai lavoratori in regime di ammortizzatori sociali. L’esecutivo, su questo tema, non intende fare alcun passo indietro e vigilerà sui provvedimenti del ministero del Lavoro. Ai rappresentanti sindacali sono state poi illustrate tre delibere approvate nell’ultima seduta di Giunta regionale, quelle relative alla Programmazione unitaria (ovvero la costituzione di una cabina di regia per integrare i fondi europei, nazionali e regionali e spenderli in modo rapido e adeguato), la Programmazione territoriale (per valorizzare i territori assecondandone le peculiarità attraverso progetti di cui le stesse realtà locali si fanno promotori, con l’obiettivo di rilanciare sviluppo e occupazione) e gli indirizzi per la contrazione del mutuo infrastrutture da 700 milioni di euro approvato con la manovra finanziaria. Per i prossimi incontri è stato concordato di esaminare misure concrete che siano in grado di armonizzare le politiche di sviluppo con le politiche del lavoro.

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Novecento piante di fichi d’India sono state estirpate, mutiliate e fatte a pezzi a Su Piroi, il centro di incontro del volontariato con sede nelle campagne di Gergei, la cui struttura era stata confiscata alla criminalità e che da anni è sede di incontri e di iniziative promosse da diverse associazioni a sostegno della cultura della legalità.

Il raid, perpetrato da ignoti, è avvenuto nei giorni scorsi, proprio mentre i volontari di Libera Sardegna promuovevano numerose iniziative in tutta l’isola in preparazione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, in programma il 21 marzo a Bologna.

I fichi d’india erano stati piantati da volontari, studenti e amministratori a partire dal 2011 in quella che precedentemente era una pietraia e che è stata ribattezzata poi “il campo della memoria” perché ogni pianta aveva preso il nome di una delle tante vittime di mafia.

Proprio a Su Piroi, centinaia di giovani provenienti da tutt’Italia hanno partecipato negli anni all’iniziativa “E!state Liberi!”, i campi di volontariato e formazione promossi e organizzati da Libera anche in Sardegna.

Non è la prima volta che il centro di Su Piroi, confiscato nel 2002, è oggetto di danneggiamenti: già pochi mesi dopo la sua riapertura – nel 2004 – ci furono gravi episodi di atti vandalici. Qualche anno fa poi erano state sottratte le tegole dal tetto mentre lo scorso mese di ottobre ignoti avevano danneggiato le finestre della struttura e distrutto un bagno. Le incursioni sono sempre state denunciate e i danni puntualmente e puntigliosamente riparati da studenti e volontari.

«Ormai non si tratta di episodi ma di attacchi premeditati eseguiti da chi ritiene che la presenza dei volontari in quel territorio sia di disturbo – dichiara il referente di Libera Sardegna, Giampiero Farru -. E la presenza di scuole, associazioni e istituzioni in quel territorio è l’affermazione concreta che qualcosa può cambiare in meglio, a partire dalla cultura e dagli atteggiamenti espressi dai giovani.»

Dopo l’ennesimo attacco a Su Piroi, è stata presentata denuncia ai carabinier

«La Giunta Regionale deve evitare ad ogni costo che la sua compagnia di navigazione Saremar fallisca, venga venduta e regalata ai privati, a partire dal blocco della vendita dei traghetti prevista nel concordato preventivo in atto».

E’ quanto sostiene il consigliere regionale di Forza Italia Edoardo Tocco, negli ultimi anni autore di molteplici interrogazioni e richieste di intervento al presidente della Giunta Pigliaru ed all’assessore regionale ai trasporti Deiana sulle diverse questioni che riguardano il servizio svolto dalla Saremar, con particolare attenzione alle rotte verso le isole minori sarde. Il rischio è che le corse tra La Maddalena e Palau e tra Carloforte con Portovesme e Calasetta possano essere subire un ridimensionamento a causa della privatizzazione della società.

«Più passa il tempo, più ci rendiamo conto che la politica espressa dall’assessore Deiana in materia di trasporto pubblico locale e collegamenti marittimi – aggiunge Tocco – rappresenta un vero e proprio fallimento. La Saremar, posseduta al cento per cento dalla Regione, ha sempre avuto conti in ordine e garantito la continuità territoriale con le isole, oltre all’occupazione di centinaia di lavoratori. Con la scusa di dover far fronte obbligatoriamente e velocemente ad un debito estraneo alle consuete risultanze del bilancio Saremar, riferite alle tratte regionali, l’assessore ha mostrato una fretta sospetta ed incauta nell’indurre la società a chiedere il concordato preventivo, con l’obiettivo di vendere le navi al primo offerente, chiudere le società e cedere il servizio ai privati a stretto giro di posta. Con tanti saluti alla garanzia del servizio e dell’occupazione, da sempre garantiti dalla società a totale controllo pubblico.»

Edoardo Tocco sottolinea anche il pericolo di una sforbiciata ai lavoratori impiegati nella compagnia. 

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La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Governo contro l’articolo della Finanziaria nazionale che avrebbe garantito alla Sardegna di incamerare le accise sui carburanti prodotti nell’Isola.

«Noi non ci fermiamo – dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa – anche perché stiamo parlando di soldi dei sardi che devono restare in Sardegna. Tema ancora più importante nel momento in cui da quest’anno per la Sardegna viene meno il patto di stabilità e la Regione può spendere tutti i soldi di cui dispone. Peccato che, a conti fatti, si stava forse meglio quando c’era il patto e per riuscire a fare qualche infrastruttura la Regione ha deciso di contrarre un mutuo di 700 milioni di euro.»

«Ecco perché – aggiunge il coordinatore regionale dei Riformatori – i nostri legali hanno già predisposto il ricorso alla Corte Europea che sarà presentato nei prossimi giorni».

Michele Cossa (costituitosi in giudizio assieme ad Attilio Dedoni) ricorda che solo i Riformatori hanno provato, come estremo tentativo, a chiedere alla Consulta di essere loro a rappresentare i sardi al posto del presidente e del vicepresidente della Giunta. «Purtroppo il nostro tentativo non andato a buon fine ma – dice ancora Cossa – non c’era altra strada e abbiamo tentato il tutto per tutto».

«Francesco Pigliaru e Raffaele Paci – attacca Cossa – stanno definitivamente uccidendo l’economia della Sardegna, complici di un governo nazionale che sta dimostrando, nei fatti, di essere nemico della nostra Isola. Siamo pronti a una grande manifestazione a Lussemburgo, presso la sede della Corte, per difendere anche in Europa i diritti del popolo sardo.»

L’Effimero meraviglioso propone venerdì sera, alle 20.30, al Teatro Electra di Iglesias, l’opera “La Piccola Parigi”, di  Nino Nonnis, regia di Maria Assunta Calvisi, costumi di Marco Nateri, con: Gianmarco Aresu, Pierpaolo Frigau, Daniela Musiu, Francesca Seu, Fausto Siddi, Barbara Zedda.

L’opera prende spunto dall’eccidio di Buggerru del 1904 (una delle pagine più importanti della storia sarda), dove morirono quattro minatori e in seguito al quale si ebbe il primo sciopero generale nella storia d’Italia. Racconta del mondo minerario con un ottica poetica priva di retorica e in alcuni momenti anche divertente. Lo spettacolo viene proposto dal 1999 ed è forse lo spettacolo prodotto in Sardegna più rappresentato: ha raggiunto le 250 repliche e non ha perso attualità e freschezza; ha anzi, purtroppo, rinvigorito la sua forza in un momento di forte crisi del mondo del lavoro.

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