19 October, 2026

Ci vorranno ancora almeno tre settimane per conoscere le decisioni sull’accordo bilaterale Port.Al ed Enel che dovrebbe portare allo sblocco della vertenza della società di Portovesme rilevata dall’imprenditore iglesiente Ninetto Deriu, il cui rilancio produttivo è legato alla fornitura di energia elettrica a prezzi compoetitivi. E’ quanto emerso ieri, al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, intorno al quale si sono ritrovati il viceministro delle Attività produttive Claudio De Vincenti, i rappresentanti della Giunta regionale e quelli dell’Enel. Al termine del confronto, le parti si sono impegnate a ritrovarsi a breve, entro il 15 dicembre, per verificare la fattibilità dell’accordo.

Ninetto Deriu è stato invitato a desistere, sia dal Governo sia dalla Regione, dalla propria volontà, espressa qualche giorno fa, di rinunciare al progetto di rilancio qualora entro il prossimo 31 dicembre non dovesse ottenere il via libera alla fornitura di energia a prezzi competitivi, tali da consentire una stabilità nel medio e lungo periodo. E Deriu ha dato la propria disponibilità in tal senso, mostrando ancora una volta di tenere all’investimento già fatto e al progetto messo in campo per il rilancio dell’ex Ila, con un ampliamento della produzione verso nuove linee, compresa quella della cantieristica navale.

Il futuro della Port.Al resta dunque legato ad un accordo bilaterale con l’Enel, mentre al momento appare definitivamente tramontato il progetto per la realizzazione di un mini parco eolico per l’autoproduzione di energia. L’ostacolo insormontabile è quello sopraggiunto con i nuovi vincoli posti da un decreto nazionale alla realizzazione di impianti eolici a meno di tre chilometri dal mare. In un primo momento l’ostacolo sembrava dovesse essere superato da un decreto della Giunta regionale, basato sullo stato del territorio sul quale insiste la fabbrica, ormai compromesso, ma alla fine non se n’è fatto niente ed è risultato decisivo il vincolo contrario.

Certo, appare quantomeno singolare che venga impedita l’installazione di due pale eoliche ad un’impresa che opera in un’area nella quale si trova letteralmente circondata dal vastissimo parco eolico realizzato appena qualche anno fa dall’Enel, con il rischio concreto di vedere andare a monte il rilancio produttivo e il futuro occupativo di 160 lavoratori!

 

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Le scuole civiche di musica non chiuderanno. Lo assicura l’assessore regionale della Cultura Claudia Firino la quale, sebbene come per gli altri settori si sia trovata ad operare con un bilancio redatto dalla giunta precedente, ha comunque trovato il modo di permettere allo scuole civiche di musica di proseguire nella loro attività.
«Non è mai stata intenzione di questo assessorato sottrarre i fondi alle scuole civiche di musica, che godono invece del pieno sostegno della Regione – ha dichiarato l’assessore Firino -, come ho già avuto occasione di affermare, credo molto nel ruolo di diffusione dell’educazione musicale che le scuole civiche hanno nel territorio, soprattutto tra i giovani e i meno giovani con maggiori difficoltà di accesso ai percorsi tradizionali di formazione artistica. Per questo abbiamo fatto in modo che i fondi che verranno stanziati nella finanziaria 2015 possano essere utilizzati per coprire anche le spese sostenute nell’anno che si sta per concludere, assicurando dunque la permanenza dei posti di lavoro e la continuità formativa di musicisti ed aspiranti musicisti.»
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Si è svolta oggi, al Parco Matteotti di Quartu Sant’Elena, la manifestazione musicale organizzata dai Riformatori sardi, a difesa della scuola civica “Luigi Rachel”, che rischia la chiusura a causa dell’azzeramento dei fondi deciso dalla Regione.

“Se toccano la musica noi gliele suoniamo” era lo slogan del concerto seguito da tantissimi quartesi, un vero e proprio sit-in musicale per dire no a una decisione che a Quartu manda a casa 40 docenti, i collaboratori e gli oltre 600 iscritti ai corsi musicali. In tutta la Sardegna il taglio riguarda 800 insegnanti e ben 8mila studenti.

«Il rischio di chiusura delle scuole civiche di musica sarde, e quella quartese in particolare – dice la coordinatrice quartese dei Riformatori sardi Elena Secci – ci preoccupano tantissimo. È arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, almeno per quanto nelle nostre possibilità. Non possiamo stare a guardare: la politica ha il dovere di intervenire unita anche con azioni eclatanti, magari fuori dagli schemi, se la situazione lo richiede. Conosciamo la realtà della Scuola Civica di Quartu “Luigi Rachel” e ciò che significa per la nostra città e per i 40 docenti, i collaboratori e le oltre 600 persone iscritte che sino a oggi hanno animato e usufruito del fondamentale servizio pubblico.»
«Una battaglia senza steccati ideologici e di schieramento – ecco perché, aggiunge Elena Secci – abbiamo invitato alla manifestazione tutti i cittadini in forma singola o associata, i rappresentanti politici di tutti gli schieramenti che vorranno condividerlo con noi. La manifestazione è stata inoltre l’occasione per presentare l’iniziativa “Insieme per la musica” una raccolta fondi che consentirà di promuovere l’insegnamento della musica attraverso l’istituzione di borse di studio destinate ai bambini ed ai ragazzi meritevoli di famiglie in difficoltà.»

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Sulla vicenda Igea, precipitata nelle ultime ore con l’occupazione di Monteponi e Campo Pisano, interviene Emanuele Cani, deputato del Partito Democratico.

«La protesta che questa mattina hanno posto in essere le lavoratrici dell’Igea rinchiudendosi nella galleria della miniera di Monteponi, è drammatica – dice Emanuele Cani -. È il segno di quanto gli animi delle lavoratrici e lavoratori siano ormai dilaniati ed esasperati da una situazione che si aggrava giorno per giorno. Purtroppo il grande impegno profuso dalla Regione in questi mesi non ha ancora portato risultati a causa di una precedente gestione aziendale assolutamente scellerata. È bene, a questo punto, che chi ha sbagliato paghi le dovute conseguenze e mi riferisco a chi ha direttamente gestito la società e chi, per conto della Regione, non ha fatto i dovuti controlli.»

«A questo punto però serve un intervento da parte di questa Regione assolutamente straordinario. Sul piano politico – conclude Emanuele Cani – si assumano tutte le decisioni in tempi rapidissimi e si rilanci un’azienda importante come Igea per il territorio e il risanamento ambientale.»

L’elevato numero di domande di finanziamento pervenute dall’apertura dei termini del IV Avviso, il cui ammontare supera in maniera consistente le risorse finanziarie disponibili, ha portato l’assessorato regionale del Lavoro a sospendere i termini per la presentazione delle domande di finanziamento del quarto avviso per la selezione dei progetti da ammettere al finanziamento del “Fondo Microcredito FSE” fino al completamento delle fasi di istruttoria delle domande già presentate.

La presentazione delle istanze di finanziamento sarà possibile sino alle ore 23.59 del 1/12/2014.

Si è svolta al Centro Culturale di Iglesias, il 7 e 8 novembre scorsi, la 45ª edizione del Premio Nazionale di Cinematografia “Villa di Chiesa”. Promosso dallo storico Cineclub di Iglesias affiliato alla Federazione Italiana dei Cineclub (Fedic), il concorso è nato nel 1969.

Durante la seconda serata sono stati assegnati numerosi riconoscimenti. Per l’attribuzione dei premi, i giurati si sono attenuti a criteri fondamentali come il contenuto e il linguaggio dei video, non trascurando ciò che riguarda le forme (montaggio, sincronia immagine-suono, stile fotografico) e non ultimo il movimento di macchina e di scena. Dopo attenta valutazione di questi parametri, la giuria composta da Luca Rocchi (Fotografo), Miriam Cappa (giornalista) ed Enrico Scano (Lingue e Comunicazione) ha deciso all’unanimità di assegnare il Primo Premio al cortometraggio “Boule de neige – Una nuova vita” del regista romano Andrea Natale, scritto in collaborazione con l’artista iglesiente Chiara Ferrara e con l’attore lucerino Felice Capogrosso.

Questa la motivazione della giuria: «Il regista, prendendo spunto da una storia attuale, è riuscito a raccontare l’autismo in modo diretto e toccante, avvalendosi di una capace tecnica cinematografica».

Ispirato ad una storia vera accaduta in Puglia negli anni Novanta, nel film «due giovani genitori scoprono che il loro bambino è autistico e il giovane padre inizialmente entra in crisi. Poi però riesce a stabilire un canale di comunicazione con suo figlio e nella poetica e metaforica scena finale, ai piedi di un grande ulivo dalle radici nodose, il padre spiega al suo bimbo, ma soprattutto a se stesso,  il significato della vita, promettendo al bimbo che loro, i suoi genitori, ci saranno sempre per lui« (Enrico Scano).

Il film, già premiato come miglior corto per la sezione “Il Sociale” al Flaminio Film Festival di Roma, è stato inserito anche nella official selection del Foggia Film Festival, un concorso con il meglio della produzione italiana nel campo di lungometraggi, cortometraggi e documentari  presieduto quest’anno da Sergio Rubini, nella sezione “Vetrine”.

Dopo la vittoria del primo premio al 45° Festival Villa di Chiesa, il cortometraggio è stato inoltre selezionato per essere trasmesso nel mese di dicembre dal canale Antenna Sud Pop Tv all’interno di “Cortocorrente”, primo format televisivo dedicato ai cortometraggi. Antenna Sud Pop Tv è un canale televisivo che tratta musica, cultura e spettacolo, in onda sul digitale terrestre (canale 643) e su SKY (canale 5643).

Didascalie foto:

1 – Foto di scena di “Boule de neige – Una nuova vita” (ph Chiara Ferrara).

2 – Il Primo Premio del 45° Festival di Cinematografia Nazionale “Villa di Chiesa”, Alfonsino d’argento mis. max.

3 – Foto del cast di “Boule de neige – Una nuova vita” al Foggia Film Festival di fronte al Multisala Cinema Corso di Cerignola il 24 novembre 2014 (ph Nicola Capogrosso). Da sinistra: Felice Capogrosso (protagonista e autore) con Claudio Finizio (che nel film interpreta Mattia, il bambino autistico), Chiara Ferrara (autore) e Andrea Natale (regista e autore).

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«Il sindaco Emilio Gariazzo e il presidente del Consiglio comunale convochino subito un Consiglio comunale straordinario per affrontare la questione Igea.»

L’appello arriva da Carla Cicilloni, consigliere comunale del Partito Democratico.

«In qualità di dirigente del Pd, di donna e di consigliere comunale – aggiunge l’ex assessore provinciale dell’Ambiente -, in considerazione delle condizioni di precarietà in cui vertono i lavoratori e alla luce dell’occupazione portata avanti dalle donne dell’Igea chiedo che il problema venga affrontato subito dal Consiglio comunale con l’urgenza del caso.»

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Il carcere di Iglesias si avvia alla definitiva chiusura. La conferma viene da Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”.

.«L’apertura del carcere di Uta, che sarà inaugurato alla presenza del vertice del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a dicembre – dice Maria Grazia Caligaris –, coincide con l’ormai imminente chiusura della struttura detentiva di “Sa Stoia”, nel territorio di Iglesias. Lo stesso destino è riservato anche all’Istituto di Macomer (Nuoro). Entro la metà del mese di dicembre è prevista la conclusione della storia dei due Istituti gemelli. Il cui destino è stato definitivamente segnato sette mesi fa da un decreto ministeriale sospeso temporaneamente ma mai annullato, nonostante le manifestazioni e le proteste di amministratori, familiari, detenuti e volontari.»

«La riorganizzazione ministeriale del sistema detentivo in Sardegna – sottolinea Maria Grazia Caligaris – è improntata al risparmio e alla razionalizzazione dell’impiego degli Agenti della Polizia Penitenziaria. Il personale attualmente in servizio nelle due carceri sarà infatti utilizzato in buona parte per completare le piante organiche delle nuove strutture, in particolare quelle di Oristano-Massama e Cagliari-Uta, dove saranno concentrati la maggior parte dei detenuti.»

«E’ ancora incerto invece il destino dei sex offender dislocati a Iglesias. La struttura del San Daniele di Lanusei non può infatti accoglierli per il sovraffollamento. E’ quindi probabile che alcuni di loro vengano trasferiti a Sassari-Bancali e altri nel Villaggio Penitenziario di Cagliari-Uta. L’auspicio è che i trasferimenti avvengano – conclude la presidente di SDR – tenendo conto della vicinanza alle famiglie e dei programmi riabilitativi in atto. La migliore sicurezza infatti è quella di azzerare la recidiva garantendo con opportuni interventi il recupero dell’individuo durante il periodo di privazione della libertà.»

L’assessore regionale del Bilancio e della Programmazione Raffaele Paci smentisce le voci su una cancellazione della riduzione dell’Irap.
«Non solo la Giunta non cancella la riduzione dell’Irap – ha detto Paci – ma anzi la stabilizza, trasformando “a tempo indeterminato” un provvedimento della durata solo triennale che, come deciso dalla precedente legislatura, sarebbe scaduto nel 2015.»
«In Sardegna l’Irap è e resterà la più bassa d’Italia – ha aggiunto l’assessore del Bilancio -. Ma per renderla stabile, una rimodulazione dell’aliquota regionale era necessaria dopo l’ulteriore riduzione dell’Irap decisa dal governo nazionale attraverso la legge di stabilità. La somma del taglio regionale, che pur rimodulato resta, e di quello nazionale, garantirà uno sgravio importante e permanente per le imprese sarde.»
Sulla decisione dell’esecutivo Pigliaru di contrarre un mutuo da 600 milioni, il vicepresidente della Giunta ribadisce che «la Regione chiederà un prestito non certo per pagare debiti come molto spesso accaduto in passato ma per fare investimenti, per aprire cantieri, per superare l’eterno gap infrastrutturale che da sempre penalizza la Sardegna e per iniziare un percorso, troppo a lungo rimandato, di rilancio della sua economia».
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«La gestione della vertenza Igea da parte della Regione è oltremodo scandalosa: tutti gli accordi, compreso l’ultimo del 7 novembre scorso, sono stati disattesi, mentre gli operai, stremati da una situazione sempre più drammatica, sono arrivati al settimo mese senza stipendio. Unico responsabile: la Giunta dei professori, palesemente disinteressata al dramma che stanno attraversamento le maestranze Igea, e convinta di farla franca con il solito “stiamo lavorando”. Un lavoro di cui, tuttavia, non si percepisce alcun frutto.»

Lo ha detto stamane Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo Forza Italia Sardegna, dopo essersi recato a Monteponi a portare solidarietà e vicinanza ai lavoratori.

«Sono padri di famiglia che non sanno più come andare avanti, strozzati dai debiti e abbandonati da una classe dirigente che, oggi al governo, mostra di non sapere fare il proprio lavoro – ha aggiunto Locci -. Inoltre, per una ventina di precari i contratti risultano in scadenza e ancora nessuno ha fornito loro le giuste rassicurazioni. A questo punto, vista l’imbarazzante incapacità di gestire la vertenza da parte della Giunta Pigliaru, sarebbe il caso che si andasse in Consiglio regionale con una proposta di legge urgente che ponga la parola fine, regolarizzando la situazione degli operai e mettendo in sicurezza l’immenso patrimonio minerario oggi a rischio per ragioni di pubblica sicurezza. Più passa il tempo, più lo scenario si aggrava. Non si capisce cosa stiano aspettando gli uffici regionali competenti a liquidare all’Igea i tre milioni di euro di fatture scadute, o a trasferirle gli 8 milioni stanziati nell’assestamento di bilancio. L’Assessorato regionale all’Industria ha tutti i poteri per velocizzare le pratiche e dare una scossa alla burocrazia. Ma è evidente che Maria Grazia Piras sta pensando ad altro. A breve, poi, chiuderà la Ragioneria della Regione e per assicurarsi gli stipendi (almeno un anticipo prima di Natale) gli operai dovranno attendere il 2015. E questo sarebbe gravissimo, un ulteriore offesa all’indirizzo di centinaia di famiglie sarde.»

Ignazio Locci 7 copiaMinatori Igea