19 October, 2026

Sabato 29 novembre la Palestra di Via Toti, a Iglesias, ospiterà il Floor Wars Sardinia, contest internazionale di breakdance. I ballerini partecipanti si sfideranno per aggiudicarsi il primo premio che gli darà diritto a partecipare alle finali del Floor Wars Italia, in programma a Brescia.

L’evento avrà inizio alle 15.00, con gli stages formativi disposti dai breakers professionisti ospitati per l’occasione. Dalle 17.00, sono previste le gare di ballo e gli spettacoli musicali di vari artisti locali.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Turistica Pro Loco di Iglesias, l’Associazione Sportiva Dilettantistica non profit “Enne2” (Precedentemente A.S.D. Olliegarqy), già organizzatrice e promotrice negli scorsi anni di numerosi eventi sportivo-culturali nella città di Iglesias (Enne2Week Festival, Urban Art Day 2013), e B-Boy Turok & B-Boy Kalma, breaker originari di Cagliari, a capo di un gruppo di aggregazione giovanile che si occupa esclusivamente della promozione della cultura Hip Hop nell’Isola.

Saranno ospiti a Iglesias un Dj internazionale (Dj Uragun); una giuria di alto livello, esterna dal contesto sardo e di importanza internazionale; un Dj locale per l’After Party che suonerà musica Hip  Hop, Funky, Soul, R&B e simili. L’obiettivo degli organizzatori è creare una giornata dedicata alla breakdance e alla cultura urbana dell’Hip Hop, il tutto all’insegna del divertimento e della sana competizione agonistica.

Christian Solinas 5

Non si spengono le polemiche sull’ormai imminente scadenza del Piano casa e sulla mancata proroga, ripetutamente richiesta dai consiglieri dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale ma non concessa dalla maggioranza di centrosinistra.

«Noi sardisti – ha detto il capogruppo sardista Christian Solinas – abbiamo scritto nel tempo la storia del rispetto degli ambiti costieri e ci siamo da sempre battuti perché il valore paesaggistico ed ambientale della nostra Isola fosse percepito come un bene infungibile da trasmettere ai nostri figli. In un tempo di profonda crisi dei comparti produttivi, la politica non può permettersi il lusso di gingillarsi in scelte ideologiche da salotto benpensante, completamente avulse dalla realtà e che dimenticano il conclamato fallimento dell’urbanistica progressista. Noi abbiamo bene in mente quanto la pretesa di governare il territorio senza un’idea complessiva di sviluppo ma con soli divieti e formule numeriche, quali sono gli indici edificatori, abbia generato città invivibili, speculazioni ed usi collettivi inadeguati ed insufficienti. Riproporre quella stagione culturale – ha aggiunto il capogruppo sardista – in nome dei pur nobili principi alla quale era ispirata senza nessuna valutazione degli effetti che ha prodotto non fa altro che rafforzare il partito già molto forte di coloro che pensano che l’urbanistica non serva a nulla.»

«La verità è che in questi anni il pPiano casa, che pure necessita di alcuni correttivi, non ha rappresentato uno strumento di speculazione selvaggia ma l’unico incentivo efficace per tenere in vita il settore edilizio ed il suo indotto mediante interventi che hanno limitato il consumo di nuovo territorio, densificando e recuperando i tessuti urbani esistenti – ha concluso Christian Solinas – io credo che ogni ipotesi di ripresa economica non possa prescindere dalla costruzione di un’idea di città a misura di questo tempo, che sappia valorizzare quello che si ha e quello che si è, senza inseguire astratti modelli di sviluppo, ma solo assumendo ad unità di misura la normalità del fatto che è l’uomo il protagonista della natura e dell’ambiente ed il paesaggio moderno non è che l’esito delle trasformazioni che l’uomo vi ha prodotto.»

Nuova denuncia di Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” che “ancora una volta richiama l’attenzione sulle gravi carenze nella fruizione del diritto costituzionale alla salute dei cittadini”.

«Oltre 340 detenuti ristretti nel nuovo carcere di Cagliari-Uta, nonché gli Agenti della Polizia Penitenziaria, gli impiegati e gli operatori – dive Maria Grazia Caligaris – non possono contare su un’adeguata assistenza sanitaria. Solo due medici effettuano il servizio 24 ore, manca l’archivio delle cartelle cliniche, sono assenti i telefoni e i computer mentre per accedere al Centro clinico, dove peraltro sono custoditi i farmaci salvavita, i Sanitari devono ogni volta chiedere all’area della sicurezza di aprire i varchi. In caso di emergenza non è possibile intervenire tempestivamente.»

«La realtà del Villaggio pnitenziario di Uta è cosa ben diversa da quella di Buoncammino, in numero di pazienti e in estensione di fabbricati. La presenza di due sezioni distinte per il maschile e il femminile, distanti tra loro diverse centinaia di metri, e di un Centro clinico collegato alla sezione maschile ma isolato da cancelli non possono – sottolinea Maria Grazia Caligaris – essere gestiti da due soli medici nell’arco di 24 ore, soprattutto quando all’interno delle sezioni ci sono persone anziane, con gravi problemi cardiaci e/o con disturbi psichici che portano a gesti di autolesionismo non sempre leggeri. Senza contare gli edifici dedicati ai detenuti semiliberi e tra breve a quelli soggetti al regime del 41 bis. A ciò si aggiunga il fatto che non ci sono neppure i collegamenti telefonici diretti per eventuali richieste di aiuto o per comunicare con la Magistratura di sorveglianza.»

«Appare evidente che in queste condizioni si moltiplicano i rischi e l’intervento del medico o dell’infermiere può avvenire solo quando la situazione è diventata molto pericolosa. Basti pensare che per raggiungere le sezioni sono necessari non meno di 10/15 minuti, un tempo – sottolinea la presidente di SDR – in cui tutto può accadere. Risulta poi assurdo che nonostante siano state fatte esplicite richieste per adeguare il sistema alle nuove necessità derivanti da una struttura dimensionata per un migliaio di persone, l’Azienda sanitaria non abbia ancora provveduto a creare le precondizioni di agibilità. Sembra quasi che non sia stato del tutto compreso che il diritto alla salute è di rango costituzionale e che le ASL hanno ereditato la responsabilità sulla vita delle persone soprattutto quelle detenute.»

 «Purtroppo, come più volte l’associazione ha segnalato, il trasferimento a Uta è avvenuto senza che prima sia stato testato l’intero sistema. Quello sanitario in particolare desta preoccupazione anche perché nel frattempo non si è provveduto neppure al trasloco delle scrivanie. Le visite mediche avvengono in modo approssimativo per l’assenza delle indispensabili attrezzature e diventa impossibile garantire anche le garze. E’ auspicabile un immediato intervento della Direzione Sanitaria ma anche dell’Assessorato regionale della Salute affinché si dispongano gli improrogabili interventi a partire dalla disponibilità di un’ambulanza anche in considerazione – conclude Maria Grazia Caligaris – dei 18 chilometri di percorrenza per raggiungere Cagliari in una strada per molti versi impraticabile.»

Il Consiglio regionale si riunirà martedì 2 dicembre alle ore 16.00, con all’ordine del giorno l’esame di alcune interpellanze, il PL 48/A  (Cozzolino e più) “Disposizioni per la prevenzione delle complicanze, la diagnosi, il trattamento e il riconoscimenti della rilevanza sociale dell’endometriosi”; il DL 135  “Approvazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2013″; il DL 140 “Mantenimento dei livelli essenziali di servizio pubblico di trasporto marittimo con le isole minori. Modifiche all’articolo 5, comma 32, della legge regionale n. 7 del 2014” (qualora perfezionato in commissione) e il PL  139 (Lotto e più) “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 agosto 2014, n. 16 (Norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale: agrobiodiversità, marchio collettivo, distretti)”.

E’ stata pubblicata la graduatoria del bando per gli interventi di recupero ambientale di aree interessate da attività estrattive dismesse o in fase di dismissione.
Sono 25 i progetti presentati dai comuni e ammessi al finanziamento. L’Assessorato, inoltre, ha reso disponibile l’elenco delle proposte progettuali ammissibili.

Questa la graduatoria dei progetti finanziati:

Comune di Genoni – Importo concesso € 125.000 – Punteggio 71

Comune di Silanus – Importo concesso € 195.000 – Punteggio 69

Comune di Monteleone Roccadoria – Importo concesso € 180.000 – Punteggio 68

Comune di Porto Torres – Importo concesso € 250.000 – Punteggio 60

Comune di Desulo- Importo concesso € 80.000 – Punteggio 56

Comune di Bulzi – Importo concesso € 100.000 – Punteggio 43

Comune di Ussassai – Importo concesso € 120.000 – Punteggio 39

Comune di Boturra – Importo concesso € 190.000 – Punteggio 38

Comune di Orune – Importo concesso € 150.000 – Punteggio 37

Comune di Baunei – Importo concesso € 120.000 – Punteggio 37

Comune di Nuxis – Importo concesso € 100.000 – Punteggio 35

Comune di Sedilo – Importo concesso € 80.000 – Punteggio 33

Comune di Gairo – Importo concesso € 200.000 – Punteggio 33

Comune di Ossi – Importo concesso € 190.000 – Punteggio 33

Comune di Teulada – Importo concesso € 250.000 – Punteggio 32

Comune di Urzulei – Importo concesso € 180.000 – Punteggio 32

Comune di Cagliari – Importo concesso € 100.000 – Punteggio 32

Comune di Carbonia – Importo concesso € 150.000 – Punteggio 27

Comune di Tertenia – Importo concesso € 230.000 – Punteggio 25

Comune di Posada – Importo concesso € 250.000 – Punteggio 16

Comune di Lula – Importo concesso € 220.000 – Punteggio 16

Comune di Osilo – Importo concesso € 250.000 – Punteggio 15

Comune di Villanovatulo – Importo concesso € 150.000 – Punteggio 12

Comune di Sadali – Importo concesso € 150.000 – Punteggio 9

Comune di Sant’Antonio di Gallura – Importo concesso € 150.000 – Punteggio 8

In relazione a questa graduatoria, nei limiti delle disponibilità accertate (500.000 euro), sono ammissibili a contributo le proposte progettuali dei seguenti comuni:

Comune di Genoni – Importo concesso € 125.000 – Punteggio 71

Comune di Silanus – Importo concesso € 195.000 – Punteggio 69

Comune di Monteleone Roccadoria – Importo concesso € 180.000 – Punteggio 68

 

E’ scontro aperto tra i Riformatori sardi e la Fondazione Banco di Sardegna.

«Sarà la Procura della Repubblica ad occuparsi della Fondazione Banco di Sardegna», ha dichiarato stamane l’avv. Roberto Frongia, componente del coordinamento regionale dei Riformatori sardi, annunciando l’iniziativa del partito dopo la lettera di diffida con richiesta di risarcimento danni, ricevuta il 20 novembre scorso da uno studio legale di Milano e indirizzata allo stesso Frongia ed al coordinatore provinciale sassarese del partito Michele Solinas.

Oggetto della diffida, alcune dichiarazioni riprese dalla stampa rilasciate da Frongia e Solinas sia sulla “contiguità” fra gli organi di governo della Fondazione ed il Pd che sulla gestione del patrimonio ad essa affidato.

«Le stesse cose che diciamo noi da tempo – ha osservato Frongia – le dicono pubblicamente anche autorevoli esponenti del Pd come Arturo Parisi ed il presidente della Regione Francesco Pigliaru, oltre ad economisti come Tito Boeri e Luigi Guiso, notoriamente vicini al Pd.»

«La verità – ha concluso l’avv. Frongia – è che hanno voluto colpire noi perché ci occupiamo di questi problemi dicendo le cose come stanno. Chiediamo da tempo trasparenza sulla Fondazione ed ora la chiediamo anche a Renato Soru, nuovo segretario regionale del Pd, su almeno tre punti: intreccio fra Fondazione, Banco di Sardegna e Partito democratico, operazione Sardaleasing, uscita della Fondazione dal Banco come prevede la legge.»

Si terrà venerdì 28 novembre, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Commerciale – Geometri e Liceo Scientifico Tecnologico “G. M. Angioy”, in via delle Cernitrici, a Carbonia, l’incontro dibattito “Tra aspirazioni e realtà”, dedicato al Servizio Civile Nazionale.

L’incontro, dedicato al 200° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, è organizzato dall’Auser, in collaborazione con il comune di Carbonia, il Csv Sardegna Solidale, l’Istituto “G. M. Angioy” e le sezioni di Sant’Antioco, Calasetta e Iglesias dell’Associazione nazionale carabinieri.

L’inizio è previsto alle 9.15, con i saluti della dirigente scolastica, Antonietta Cuccheddu, del sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, del vescovo della diocesi di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda e dalla presidente regionale dell’Auser Sardegna, Franca Cherchi.

Seguiranno gli interventi di Raffaele Callia della Caritas Diocesana e del Capitano Giuseppe Licari, comandante della Compagnia dei carabinieri Carbonia.

Dopo una pausa, i lavori riprenderanno alle ore 10.15 ,con l’intervento di Vincenzo Costa, presidente nazionale dell’Auser e di Caterina Cocco della Segreteria Regionale della CGIL Sardegna.

Al termine degli interventi si darà spazio agli studenti per domande, considerazioni, riflessioni e dibattito con i relatori. Intorno alle 11.35 sono previste le conclusioni affidate a Giampiero Farru, presidente di “Libera” Sardegna e del CSV Sardegna Solidale.

L’incontro sarà presentato da Rosa Orecchioni, presidente dell’Auser di Carbonia e coordinato da Maria Guidotti, esperta di Politiche sociali.

Porto Portoscuso 8 copia

Il prossimo 9 dicembre, presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Portoscuso, si svolgeranno le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori delle imprese portuali operanti nel porto di Portovesme, al fine di ricostituire la Commissione consultiva locale, come dispone il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. I seggi rimarranno aperti dalle 8.00 alle 22.00.

Il decreto 6/2014, con il quale sono state indette le elezioni, unitamente alle liste dei candidati presentate, è stato esposto all’albo dell’ufficio e pubblicato nel sito istituzionale www.portoscuso@guardiacostiera.it

Volker Krey.

Volker Krey.

L’Ipcc ha presentato in anteprima italiana, questa mattina, le conclusioni del suo Rapporto 2014 nel workshop organizzato a Carbonia da Sotacarbo e Fondazione per lo Sviluppo sostenibile. «Per combattere il cambiamento climatico bisogna intervenire subito. E tutti insieme». La posizione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) è netta: il problema è globale, riguarda tutti e tutti siamo chiamati a trovare una soluzione. Non c’è alternativa perché non c’è un pianeta di riserva.

Il messaggio che arriva dal workshop internazionale svoltosi ieri a Carbonia su iniziativa della Sotacarbo e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è univoco: se vogliamo evitare che si avverino gli scenari che prefigurano un innalzamento della temperatura terrestre di 6° entro il 2050, non esiste un’unica risposta, ma è necessario che l’intera comunità internazionale si adoperi per mettere in campo tutte le soluzioni tecnologiche in grado di mitigare il problema delle emissioni.

L’Ipcc, organizzazione premiata nel 2007 col premio Nobel, ha affidato a uno dei suoi esperti di punta, Volker Krey, la presentazione in anteprima italiana delle conclusioni del Rapporto 2014 sulle mutazioni del clima. Un rapporto che Lord Nicholas Stern, professore della London School of Economics, ha definito «il più importante documento sul cambiamento climatico mai scritto».

Secondo Krey «sono tre le condizioni necessarie affinché le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 (Ccs) possano avere un ruolo importante nel limitare l’innalzamento della temperatura terrestre a due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali: la risoluzione di alcuni problemi tecnici; la capacità di dare risposta alle preoccupazioni della popolazione; la definizione di un quadro normativo adeguato».

Non è frequente vedere, in un convegno specialistico come quello che si è tenuto nel Centro ricerche Sotacarbo, una platea così numerosa e attenta. Segno che la consapevolezza del problema è sempre maggiore anche tra i non addetti ai lavori: nessuno (o quasi) mette più in dubbio i fenomeni del cambiamento climatico e del riscaldamento globale.

Il dibattito è stato introdotto dal presidente della Sotacarbo Mario Porcu: «Il mondo ha sempre più bisogno di energia: serve ai Paesi più sviluppati per mantenere i propri standard di vita, a quelli in via di sviluppo per colmare il gap che li separa dai primi e a quelli sottosviluppati che, giustamente, aspirano a raggiungere condizioni meno disagiate».

«Purtroppo devo riscontrare che tra le associazioni ambientaliste c’è grande favore per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica ma non c’è ancora la stessa sensibilità e apertura sulle Ccs, eppure è imperativo non cincischiare più sull’adozione di queste tecnologie», ha spiegato l’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi. Il presidente della Fondazione dello Sviluppo sostenibile ha anche messo in evidenza come gran parte dei cambiamenti osservati dal 1950 a oggi non hanno precedenti nei decenni e nei millenni passati: l’attuale concentrazione di CO2 in atmosfera è la più elevata mai rilevata negli ultimi 800mila anni. Le conseguenze sono visibili a chiunque: l’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la massa di neve e ghiaccio è diminuita, il livello del mare è aumentato, e le concentrazioni di gas ad effetto serra sono cresciute.

Tutti gli esperti hanno concordato sul ruolo fondamentale che nella lotta al cambiamento climatico può essere svolto dalla diffusione della cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica, che rappresentano le due fasi essenziali del processo di confinamento geologico della CO2. Tecnologie applicabili sia al settore della generazione elettrica, sia ad altri impianti industriali caratterizzati da elevate emissioni (come ad esempio l’industria siderurgica). È questo il motivo che spinge l’Ipcc a sostenere che «con le Ccs anche i combustibili fossili possono continuare ad essere utilizzati su larga scala».

Il convegno ha visto anche l’intervento di Geoff Morrison, capo scientifico della IEA Clean Coal Centre, che ha rivelato che «i suoi ricercatori stanno ultimando un Rapporto completo, imparziale e indipendente sulla situazione energetica italiana, con una particolare attenzione sul ruolo che può essere giocato nel mix energetico del futuro anche dal carbone, se trattato con le opportune tecnologie». Posizione condivisa dal professor Macchi del Politecnico di Milano: «A differenza di quanto avveniva in passato, anche in un passato recente, oggi si può e si deve promuovere il carbone in Italia, perché esistono le tecnologie che ne consentono un uso pulito. Sono stati fatti passi da gigante in questo campo ma non vengono percepiti, si continua a perpetuare l’immagine del carbone sporco e inquinante».

Nel febbraio 2014, con l’approvazione del decreto “Destinazione Italia”, nella parte del provvedimento dedicata al settore energetico, è stato previsto il finanziamento di 1,2 miliardi di euro per la costruzione di una centrale a tecnologia Ccs da realizzarsi in Sardegna nel Sulcis-Iglesiente. «Si tratta di uno dei progetti più importanti del Polo tecnologico dell’Energia pulita di Carbonia» ha ricordato nel suo intervento il vicepresidente della Sotacarbo Giuseppe Girardi.

Nel mondo attualmente esistono 55 Progetti di centrali con tecnologie Ccs, dei quali 13 operativi. Lo scorso ottobre in Canada è entrato in funzione il primo grande impianto di produzione elettrica da Ccs il Boundary Dam Integrated Carbon Capture and Sequestration Demonstration Project (con una capacità di cattura di 1 milione di tonnellate annue di CO2).

Il Centro Democratico propone un’agenzia sarda per la riscossione e l’accertamento dei tributi. I consiglieri regionali del CD,Anna Maria Busia e Roberto Desini, questa mattina hanno presentato una proposta di legge che prevede la riscossione e l’accertamento dei tributi statali di pertinenza della Regione in Sardegna, attraverso l’istituzione di una specifica Agenzia. Il testo prevede il “Rafforzamento del ruolo della Regione in materia di accertamento e riscossione delle entrate tributarie statali di spettanza regionale e istituzione di un’autonoma Agenzia per l’accertamento e la riscossione delle entrate regionali locali”, basandosi anche sull’esperienza delle altre Regioni a Statuto speciale.

La legge, composta da sei articoli, hanno spiegato i proponenti ha l’obiettivo di tenere la “cassa in Sardegna” e rideterminare il valore delle quote spettanti all’Isola. «Con questo strumento si eviterebbe di attendere i fondi che ci spettano dallo Stato e si potrebbe accertare l’esatto ammontare delle nostre quote – ha spiegato Anna Maria Busia – visto che i dati forniti da Confindustria parlano di minori entrate trasferite alla Sardegna per  500-700 milioni di euro tra quota Iva e Irpef». L’altro obiettivo fondamentale è di creare un rapporto con i contribuenti più umano, dove l’Agenzia non deve portare avanti un’azione persecutoria, come oggi viene avvertita l’attività di Equitalia. «Sono convinto – ha spiegato Desini – che instaurando un rapporto collaborativo con i cittadini, tenendo anche conto di specifiche difficoltà, si otterrebbero risultati migliori senza vessare chi si trova già in una situazione di disagio economico. Da sindaco ho fatto questo esperimento, ossia ho evitato di inviare a Equitalia  tributi in scadenza per un milione e 250mila euro e ho attivato una collaborazione tra il Comune e una società, che ha contattato singolarmente i cittadini proponendo dei pagamenti più umani. Il risultato – ha concluso Desini – è stato che da giugno a oggi il Comune ha già recuperato 750milioni euro».

«L’urgenza della legge – ha sottolineato Anna Maria Busia – è legata anche alla cessazione dei rapporti tra Comuni ed Equitalia fissata per il 31 dicembre, anche se prorogata dalla legge di stabilità a giugno 2015.»

«Si tratta di una sorta di legge delega alla Giunta affinché intervenga facendo valere appieno l’articolo 8 dello Statuto speciale della Sardegna, che garantisce alla Regione le percentuali delle quote dei tributi statali. Naturalmente noi proponiamo un percorso graduale che parta dalle imposte locali. E’ arrivato il momento di mettere mano in modo serio alla questione delle entrate – ha concluso Anna Maria Busia – coinvolgendo la Commissione paritetica Stato-Regione e tutti i parlamentari sardi.»

Anna Maria Busia 81 copia