Il coordinatore regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa – e’ intervenuto oggi per sollecitare il Consiglio regionale ad approvare urgentemente la proroga del piano casa.
“Non c’è un minuto da perdere – ha detto Cossa -. Il disegno di legge della Giunta non riuscirà mai ad essere approvato entro fine novembre, quando scadrà l’attuale piano casa. Se Pigliaru, Erriu e compagni non vogliono trasformare la Sardegna in un deserto non ostacolino la proroga”.
“In Consiglio regionale – prosegue Cossa – faremo una grande battaglia perché il piano casa sia prorogato. Se la maggioranza non lo permetterà avranno sulla coscienza migliaia di artigiani e operai e piccoli imprenditori che da un giorno all’altro si troveranno disoccupati, senza nemmeno diritto ad ammortizzatori sociali”.
È iniziato con l’insediamento di un tavolo tecnico interassessoriale, lo studio di un disegno di legge organico per la riorganizzazione dell’Ente Foreste della Sardegna e per il riordino complessivo della materia forestale. L’assessore regionale dell’Ambiente, Donatella, Spano ha aperto i lavori coordinati dalla direzione generale dell’assessorato. Partecipano al gruppo di lavoro, l’Ente Foreste, il Corpo Forestale, la Protezione Civile, l’Agenzia regionale del Distretto Idrografico, gli assessorati del Personale, della Programmazione, dei Lavori pubblici e dell’Agricoltura.
«La riforma complessiva dell’Ente Foreste da realizzare in tempi rapidi prevede la definizione di nuovi compiti e funzioni e il miglioramento della governance in termini di capacità di programmazione, coordinamento e controllo che aumentino l’efficienza e l’economicità dell’Ente», ha dichiarato l’assessore Spano auspicando un maggior coordinamento ed una definizione di ruoli nei rapporti tra enti e altre istituzioni che operano a vario titolo sul territorio forestale.
«Il fine è quello di dotare la Sardegna, al pari delle altre regioni, di una legge organica in materia forestale – continua l’assessore Spano – tale strumento normativo dovrà consentire una maggiore tutela e valorizzazione, anche economica e sociale, del patrimonio naturale, per intervenire con processi incentrati sulla qualità e per consentirne una migliore fruizione.»
Da un punto di vista metodologico, sulla base degli indirizzi dettati dalla Giunta regionale e dal Consiglio contenuti nella norma in fase di emanazione, si procederà anche attraverso il confronto con altri modelli regionali, interpretati alla luce delle caratteristiche peculiari del territorio sardo all’elaborazione di una proposta di legge sulla quale si aprirà un confronto con gli enti locali e con le organizzazioni sindacali.
La Regione incassa la sentenza del Tar della Sardegna e resta decisa ad andare avanti sulla linea adottata. «Ribadiamo che era e rimane dovere della Regione predisporre un piano antincendi che garantisca la massima difesa della salute dei cittadini e salvaguardia dell’ambiente di tutta l’isola». L’assessore regionale dell’Ambiente, Donatella Spano, ha ribadito così le ragioni della Giunta, ed ha preso atto del decreto del presidente del Tar che sospende, parzialmente e in attesa della decisione collegiale e poi di quella di merito, l’efficacia della delibera che estende il piano regionale antincendi anche alle aree utilizzate per le esercitazioni militari.
«Abbiamo chiesto alle autorità militari – aggiunge l’assessore Spano – di dotarsi di un piano antincendi che possa essere integrato con quello messo a punto dalla Regione e non abbiamo ricevuto risposte dall’Esercito, responsabile della gestione del poligono di Capo Teulada. L’unica interlocuzione su questi temi riguarda i poligoni di Capo Frasca e Perdasdefogu con i vertici dell’Aeronautica Militare.»
La Regione ha scoperto, dunque, solo davanti al Tar che sono stati «apprestati mezzi idonei per far fronte prontamente a eventuali pericoli di incendio», come ha dichiarato il rappresentante del ministero della Difesa. Ma resta la necessità e l’urgenza di un coordinamento tra il sistema antincendi predisposto dalla Regione e quelli delle Forze Armate.
Il 5 novembre, in occasione della camera di consiglio del Tar che si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva, la Regione sosterrà con forza le ragioni che hanno portato la Giunta ad approvare la delibera del 16 settembre.
Il Tar della Sardegna ha accolto la richiesta di sospensiva del ministero della Difesa sulla delibera della Giunta regionale n. 36/14 del 16 settembre 2014, «con la quale sono state integrate le prescrizioni regionali antincendio approvate con la deliberazione n. 14/41 del 18 aprile 2014 con l’art. 16 bis ed è stato dato mandato al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, nelle more della predisposizione da parte delle Forze Armate del Piano Antincendi, di rafforzare la vigilanza sulle aree contermini ai poligoni militari, in modo da garantire un pronto intervento qualora le circostanze lo richiedessero».
Il Tar ha ritenuto che «da un primo esame della controversia non appare priva di fondamento la censura con cui si contesta la possibilità di un intervento unilaterale della Regione Sardegna in materia di esercitazioni militari» e «ritenuto che il ministero della Difesa ha evidenziato i gravissimi danni di natura operativa ed economica che deriverebbero dall’esecuzione della delibera impugnata nella parte in cui, prevedendo la sospensione delle attività terrestri e aeree nel periodo in cui vige lo stato di elevato pericolo di incendio boschivo, di fatto dispone la sospensione delle esercitazioni in corso; considerato che, nel corso dell’audizione informale delle parti, è stato precisato da parte dei rappresentanti del Ministero della Difesa che sono stati apprestati mezzi idonei per far fronte prontamente ad eventuali pericoli di incendio», ha accolto «la domanda di misura cautelare monocratica e, per l’effetto, sospende il provvedimento impugnato nella parte di cui in motivazione» ed ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 5 novembre 2014.
L’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras, ha partecipato all’International Open Day, organizzato a Porto Torres dalla società nata dall’incontro tra Versalis, uno dei maggiori produttori di petrolchimico italiano, e Novamont, leader nel mercato delle bioplastiche.
«Abbiamo in mente un sistema produttivo in cui vari settori economici possano coesistere: industria, chimica, turismo, manifattura, commercio, agricoltura e agroalimentare. Matrica è un tassello essenziale di questo progetto – ha detto l’assessore dell’Industria -, il modello di sviluppo della Sardegna che questa giunta sta costruendo è basato su due concetti: la creazione delle condizioni di competitività per le imprese e la sostenibilità economica, sociale e ambientale delle iniziative imprenditoriali. Matrica rappresenta un tassello essenziale nella fase di reindustrializzazione di Porto Torres da perfezionare anche con un’attività di ricerca che si collochi nella dimensione europea del settore bioindustriale. Il completamento degli investimenti dovrà inoltre portare all’uso dei prodotti di Matrica da parte di un tessuto di piccole e medie imprese regionali specializzato nel settore dei biomateriali.»
Per accelerare questo processo, l’assessore Piras ha invitato Matrica a un tavolo di confronto con la Regione.

Un emendamento al codice della strada, in discussione in Parlamento, propone «l’opportunità di esentare per almeno tre anni dal pagamento della tassa di possesso quei veicoli che vengono trasformati a combustione mista gasolio/metano, dato che questa modifica consente di avere emissioni equiparabili alle categorie più ecologiche e più avanzate».
«E’ un’idea assolutamente valida – sottolinea Giovanni Mellino, vicepresidente nazionale di Confartigianato Trasporti – soprattutto perché permetterebbe alle imprese, che in questo momento non riescono ad acquistare nuovi mezzi ecologici, di trasformare i loro vecchi “Euro 2” nei più moderni “Euro 6”. Tutto bene tranne per il fatto che in Sardegna c’è il “piccolo problema” che non esiste una rete di distribuzione metanifera.»
«E’ l’ennesimo atto di discriminazione da parte del Governo – aggiunge Giovanni Mellino – sia a livello regionale, sia al livello nazionale. Siamo pronti a spegnere i motori per l’ennesima volta per farci sentire: per questo abbiamo convocato le Assemblee territoriali per discutere e decidere sul da farsi. La necessità di essere rispettati è irrinunciabile anche se siamo sempre disponibili al confronto per tentare di risolvere insieme le problematiche.»
Gli incontri territoriali saranno l’occasione per dialogare con gli autotrasportatori della Sardegna degli aspetti legati all’inerzia del Governo, dopo la sentenza della #Corte Europea sui “costi minimi” che attribuisce all’Esecutivo il potere di determinarne l’ammontare; questo, infatti, non si è ancora espresso su tale argomento e soprattutto non ha ancora pubblicato le tabelle relative ai costi minimi della sicurezza sociale.
Altro argomento di discussione sarà quello relativo agli incentivi che erano stati accordati al settore nel novembre 2013: sempre il Governo sta mettendo in discussione il sostegno al settore legato alle accise, ai costi non documentati, alle trasferte e a tutti gli altri oneri.
«E’ impossibile continuare a lavorare così – conclude Giovanni Mellino – chiamiamo a raccolta tutte le imprese affinché la nostra voce possa sentirsi nell’Isola e, soprattutto, più forte a Roma.»
Sabato nei locali del centro di aggregazione sociale di Masainas, verrà inaugurato il Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità, denominato CEAS “Atlante”, una struttura che punta ad essere accreditata e quindi inserita nella rete regionale dei nodi IN.F.E.A. Il programma #INFEA (INFormazione Educazione Ambientale), nato su iniziativa del ministero dell’Ambiente, è finalizzato a diffondere sul territorio i #Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità.
I #CEAS sono strumenti fondamentali per sensibilizzare i cittadini a una maggiore responsabilità verso i problemi ambientali e alla consapevolezza della necessità di essere coinvolti nelle politiche di governo del territorio e promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti individuali e collettivi
Il #CEAS “Atlante” nasce da un’idea della cooperativa sociale “Sant’Anna” raccolta dall’amministrazione comunale di Masainas. Tra il comune di Masainas, ente titolare del CEAS, e la coop. Sant’Anna, ente gestore, è stata stipulata il 7 marzo 2014 una convenzione triennale che ha sancito, di fatto, la nascita del nuovo centro.
I destinatari principali delle attività del CEAS saranno: scuole, comunità locali, professionisti, amministratori pubblici, associazioni di categoria, imprese, università, etc.
Attualmente in Sardegna operano 11 CEAS accreditati ma di questi neanche uno si trova nell’ex provincia di Carbonia Iglesias; il nuovo CEAS sarà quindi di importanza fondamentale per fornire il Sulcis di un punto di riferimento per l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile.
«È opportuno ricordare – spiega Andrea Ibba, assessore alla Difesa dell’ambiente del comune di Masainas – che l’educazione allo sviluppo sostenibile non riguarda solo l’ambiente, ma anche l’economia e la società (diritti, pace, salute, diversità culturali). L’educazione allo sviluppo sostenibile è un processo che ha un approccio olistico e incoraggia l’uso della riflessione e del pensiero sistemico. L’educazione allo sviluppo sostenibile tocca tutti gli aspetti della vita e i valori, al centro dei quali vi è il rispetto per gli altri, inclusi quelli delle generazioni presenti e future, per la diversità, per l’ambiente, per le risorse della Terra. Partendo dal concetto centrale della sostenibilità, il nuovo CEAS sarà orientato verso la famiglia, intesa come centro delle principali decisioni comportamentali, che, di fatto, indirizzano o condizionano gli atteggiamenti e i comportamenti collettivi nei confronti dell’ambiente. L’obiettivo principale sarà portare dentro la famiglia la consapevolezza che il nostro modo di vivere, ed in genere tutto ciò che facciamo provocano delle ferite all’ambiente che non sono facilmente rimarginabili, certi cambiamenti in particolare come il riscaldamento globale, possono diventare irreversibili.»
L’elemento caratterizzante e distintivo del CEAS “Atlante” sarà quindi l’orientamento delle varie attività verso la famiglia, intesa come obiettivo principale delle varie attività. Gli strumenti principali per raggiungere gli obiettivi prefissati saranno: interventi formativi; attività ludico-ricreative; laboratori didattici; attività di sensibilizzazione; progetti di educazione ambientale per le scuole; campagne di comunicazione.
«L’obiettivo dell’Amministrazione comunale di Masainas – conclude Andrea Ibba – è che il CEAS diventi il CEAS di tutto il Sulcis, perché diventi una realtà utile al territorio, contribuendo nel suo piccolo a far ritrovare al nostro territorio, oppresso da una devastante crisi economica, le risorse da cui ripartire.»