22 October, 2026

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Il consigliere regionale di Forza Italia Ignazio Locci rivolge un appello al Governatore, Francesco Pigliaru, e all’assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, affinché ascoltino le proposte dell’opposizione e portino il progetto di riforma degli enti locali – ammesso esista – sul tavolo della discussione.

«Nell’intervista rilasciata a L’Unione sarda dall’assessore Erriu (pubblicata nell’edizione odierna) – ha detto Ignazio Locci – emerge una Giunta con idee poco chiare e, va da sé, in ritardo con i tempi di approvazione della riforma. In tema di enti locali, infatti, il centrosinistra non se la passa per niente bene: tra Partito democratico e Sel esistono differenze di vedute sostanziali che rischiano di lasciare a un punto morto la discussione. E a peggiorare il quadro di incertezza si aggiunge un Pd nel cui interno spiccano visioni in disaccordo tra loro, con esponenti del partito che punterebbero addirittura a far resuscitare le province.«

«Ma il tempo stringe – ha aggiunto il consigliere regionale di Sant’Antioco – la scadenza del 31 dicembre è ormai alle porte e non sarà facile superare le divergenze all’interno della maggioranza. Ecco perché è indispensabile l’apporto di tutte le forze politiche in campo: Erriu non può pretendere di portare avanti un progetto di riforma che non solo fa storcere il naso a Sel e a una parte del suo partito, ma non è nemmeno condiviso con l’opposizione.»

«Ciò che a noi sta principalmente a cuore – e anche di questo vorremmo poter discutere – ha concluso Ignazio Locci – è la sopravvivenza dei piccoli comuni. Con la riforma del ministro Graziano Del Rio, infatti, i centri sardi al di sotto dei 5000 abitanti (che rappresentano la maggioranza dei comuni dell’isola), rischiano di chiudere definitivamente bottega. È necessario, dunque, mantenere ed esercitare la potestà primaria in materia di organizzazione degli enti locali, salvaguardando la nostra specialità. Ma l’assessore degli Enti locali sembra invece proiettato verso una Regione “Cagliaricentrica”.»

L’Agenzia delle Entrate ha sbloccato le agevolazioni fiscali per i soci delle aziende beneficiarie della fiscalità di vantaggio prevista dal #Piano Sulcis. I contribuenti, per poter usufruire del credito d’imposta riconosciuto alle piccole e micro imprese che operano nella Zona franca urbana di Carbonia Iglesias, devono indicare nel modello F24 il codice fiscale della società ed il numero 62.

«In questo modo – ha spiegato l’Agenzia delle Entrate – è possibile compensare le imposte, a partire dall’acconto Irpef 2014, scadenza 20 agosto.»

La scorsa settimana il Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente era intervenuto presso il #ministero dello Sviluppo economico e la #direzione centrale dell’Agenzia delle entrate, per denunciare la situazione di stallo delle agevolazioni Irpef previste in favore delle cosiddette “Società trasparenti” ovvero i soci di Società, comprese le imprese familiari.

Paolo Bullegas, presidente del Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente, aveva comunicato in una nota tutto il proprio disappunto sui ritardi del sistema che impediva, di fatto l’attivazione del codice Z100 ai soci delle società di capitali e di persone, o i soci delle imprese familiari, di godere dell’agevolazione per la Zona Franca Urbana prevista nei comuni del Sulcis Iglesiente, con il risultato che gli F24 dedicati al versamento dell’acconto Irpef 2014 sono puntualmente scartati, e se non si interverrà prontamente, i contribuenti potrebbero risultare inadempienti con tutte le conseguenze del caso.

Ora, finalmente, la fumata bianca con lo sblocco della procedura ed un sospiro di sollievo per tantissime società beneficiarie della fiscalità di vantaggio.

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Lo sportello del CeSIL (Centro Servizi Inserimenti Lavorativi Soggetti Svantaggiati), ospitato presso il Front Office del comune di Carbonia in Piazza Roma, sarà chiuso dal 18 al 22 agosto 2014.

Dal 25 agosto 2014, il  CeSIL riprenderà il sevizio di ricevimento con gli stessi orari: lunedì e giovedì dalle ore 9.00 alle ore 14.45, martedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

Mercoledì e venerdì il CeSIL riceve la mattina su appuntamento.

Telefono 0781/6941. E-mail: cesilcarbonia@gmail.com

L’Agenzia del distretto idrografico ha pubblicato le graduatorie finali dei tre collaboratori da impiegare nell’assistenza tecnica per l’aggiornamento del piano di gestione del distretto idrografico della Sardegna e delle attività ad esso correlate. 
Le graduatorie riguardano i profili professionali di ingegnere idraulico, esperto informatico ed esperto in diritto ambientale. 

Il Centro regionale di programmazione ha integrato le disposizioni procedimentali del bando “Pacchetti integrati di agevolazione (PIA) industria, artigianato e servizi” 2013 e pubblicato l’avviso di avvio della fase 2 per le imprese prioritarie e imprese non prioritarie della graduatoria definitiva.
Le imprese beneficiarie, ai fini della conferma dell’aiuto, dovranno presentare la documentazione prevista per la fase 2 e dimostrare la sussistenza dei requisiti attestati in fase 1.
La validazione e l’invio delle domande sarà possibile dalle ore 14.00 del 1 settembre 2014 fino alle ore 18.00 del 30 ottobre 2014 per le imprese prioritarie e sino alle ore 18.00 del 1 dicembre 2014 per le imprese non prioritarie. Saranno istruite le domande validamente trasmesse con l’apposito sistema informatico.
I contributi previsti dai #Pia sono destinati alla realizzazione di investimenti produttivi innovativi, all’acquisizione di servizi reali, alla realizzazione di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ed allo svolgimento di attività di formazione da parte di imprese, singole o aggregate, operanti nei settori previsti dal bando.

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L’assessorato regionale della Pubblica istruzione ha assegnato agli organismi di spettacolo 6.233.575,00 euro per la realizzazione, nel 2014, di spettacoli dal vivo in Sardegna. 

Sono 109 in totale gli organismi ammissibili al contributo, di cui 53 appartenenti al comparto musica, 48 al comparto teatro e 8 al comparto danza. 

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«Ordiniamo che li candili che si faranno at honori et reverencia della Nostra Donna Vergini Madonna Santa Maria del mezo mese di Agosto si debbiano fare candili grossi octo di cera… così nel #Breve do Villa di Chiesa, che più avanti prosegue: … li quali candili abbiano venire in della piassa della corte… alla decta ecclesia di Santa Clara. Vada inansie quello della Università…»

Queste parole riportate dai “brevaiuoli” che scrissero lo Statuto di Villa di Chiesa (Iglesias) nell’anno 1323, seguendo probabilmente la falsariga di una precedente redazione, documentano la devozione che, il popolo nutriva per la Madonna, ricordandoLa nella fase terminale della vita, quella, di antica tradizione, nota come “Dormizione della Madonna”.

Nella sera del 15 di agosto si ripeterà ad Iglesias, l‘antica Villa di Chiesa del “BREVE”, la processione nella quale, i pesanti Candelieri sormontati dai ceri offerti dai quattro quartieri, da alcuni dei gremi che operavano nella città, e da quello della comunità, verranno traslati dalla chiesa della Purissima a quella di Santa Chiara, la cattedrale.

Si tratta di una manifestazione capace di richiamare i cittadini iglesienti, che per lavoro o altre ragioni si trovano a vivere lontano, nonché numerosi turisti  che, lasciando per qualche ora  le spiagge, rivivono tradizioni che arrivano fino a noi da un remoto passato.

In realtà il termine candili, riportato nel “BREVE” significa candele, ceri, e non candelieri come lo si è voluto interpretare. I supposti candelieri non sono mai menzionati nel “BREVE” né in alcun altro documento successivo. Si trattava, insomma, di un’offerta di grandi Ceri, dei quali veniva indicato anche il peso, in cera, ed il rispettivo costo.

Per chi volesse approfondire l’argomento, tutta la storia è sta analizzata e documentata minuziosamente dallo studioso iglesiente Francesco Cherchi, sul blog che è divenuto ormai punto di riferimento di tutti coloro che desiderano approfondire la storia della città. (notedarchivio.myblog.it/manifestazioni-religiose-e-civili/).

La #processione dei Candelieri è, però, ormai entrata nel cuore degli iglesienti  e quindi auspicabile che prosegua, malgrado l’inesattezza storica, negli anni a venire.

Giuseppe Mura

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«Il concorso pubblico, aperto a tutti, sarà imprescindibile e alla base delle assunzioni nella pubblica amministrazione. Ma per realizzare un reale ed efficace patto generazionale occorre che lo Stato favorisca il pensionamento dei dipendenti e che si creino così gli spazi lavorativi per i giovani.»
Lo ha detto l’assessore regionale degli Affari Generali, Personale e Riforme Gianmario Demuro, in merito all’annosa questione della situazione del lavoro nella pubblica amministrazione, e sulla necessità di bandire pubblici concorsi.
«L’obiettivo è quello di intervenire attraverso una riorganizzazione efficace – precisa l’assessore Demuro – capace di andare oltre le soluzioni tampone, che porti a un ricambio generazionale e all’acquisizione di nuove competenze. I problemi sono diversi, abbiamo i dipendenti regionali di ruolo e quelli al termine della loro carriera, i precari e i giovani in attesa di una concreta e stabile opportunità di lavoro.»
Per questo l’assessorato ha già avviato un lavoro di verifica delle competenze necessarie e presenti all’interno dell’amministrazione, comprese Agenzie ed Enti regionali, operazione necessaria per l’attuazione dei programmi di Governo della Giunta Pigliaru, che servirà a inquadrare in maniera precisa tutte le professionalità presenti al suo interno, grazie a una maggiore mobilità che «incrementerà qualità ed efficienza negli uffici – dice l’assessore – e in più rileverà con precisione il numero di coloro che nei prossimi due anni avranno raggiunto i requisiti per l’età pensionabile». 
Il numero esatto di dipendenti regionali assunti con la legge 285/77 è di 763 dipendenti, 233 dei quali a oggi risulta essere in quiescenza, e di circa 200 lavoratori assunti in Agenzie ed Enti regionali.
«Per ciò che concerne il personale assunto con questa legge – dice l’assessore Demuro – e gli altri dipendenti regionali dislocati nei vari enti, la competenza in materia di previdenza non è della Regione ma dello Stato. E’ doveroso ricordare inoltre che il regime pensionistico misto ha al suo interno delle agevolazioni, ma che di queste possono usufruire solo i lavoratori che alla data del 31/12/2011 hanno maturato determinati requisiti, secondo quanto previsto dalla Legge Fornero.»

 

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Oltre cinquemila sardi (per la precisione 5.576) hanno già sottoscritto la proposta di legge regionale d’iniziativa popolare promossa dal comitato SOS 4 Zampe, che chiede l’istituzione di un Pronto soccorso veterinario pubblico aperto 24 ore su 24 in tutte le Asl della Sardegna ed un numero di emergenza dedicato per gli animali che stanno male, esattamente come il 118 per le persone.

Numeri importanti, un vero proprio successo (la campagna è iniziata meno di un mese fa) dell’iniziativa del #Gruppo Giovani Riformatori sardi, #Enpa (Ente nazionale protezione animali), #Anta onlus (Associazione Nazionale Tutela Animali sezione Terralba), #Lega nazionale per la difesa del cane, #Una zampa nel cuore, riuniti nel comitato #SOS 4 Zampe, presentato questa mattina in conferenza stampa a Cagliari nella sede dell’Enpa.

Un successo tra i sardi ma anche nelle istituzioni, considerato che hanno aderito e firmato la proposta anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e numerosi amministratori locali e sindaci tra i quali Francesco Dessì (Capoterra), Mauro Contini (Quartu), Pino Caria (Burcei).

E neppure il Ferragosto fermerà il comitato che ha in programma diversi banchetti in tutta la Sardegna, da Cagliari ad Alghero, passando per Sassari, Olbia, Orosei, Nuoro, Oristano, Carbonia ed Iglesias.

Entro fine mese saranno allestiti cento tavolini per la raccolta firme in altrettante piazze sarde.

«Il riconoscimento degli animali quali esseri portatori di diritti – spiega Danilo Pillitu (Giovani Riformatori), portavoce del comitato – è uno dei capisaldi della politica dell’Unione europea. La legislazione vigente risulta ancora carente per quanto concerne il soccorso agli animali feriti. La riforma del codice della strada ha introdotto l’obbligo di soccorso agli animali che però, molto spesso, vengono abbandonati, a rischio della loro vita e anche di quella degli altri utenti perché non è stato previsto un adeguato sistema che consenta al cittadino di rivolgersi tempestivamente all’ente competente per usufruire del servizio di soccorso veterinario in caso di un animale vittima di incidente.»

La competenza del servizio di assistenza veterinaria, spiega ancora Pillitu, «è riconosciuta alle regioni, che a loro volta hanno delegato tale funzione alle aziende sanitarie locali. Tuttavia, non sempre sono garantiti un servizio di guardia veterinaria attivo ventiquattro ore su ventiquattro e spazi adeguati di pronto soccorso per gli animali feriti o che stanno male, siano essi domestici o randagi. La Regione Sardegna non ha ancora istituito un numero unico telefonico di pronto soccorso per la segnalazione di un’emergenza al fine di inviare personale e mezzi adeguati».

Per il presidente regionale dell’Enpa, Giampaolo Spiga, la proposta di legge è importantissima. «Se approvata – dice Spiga – farà fare alla Sardegna un incredibile balzo in avanti nel campo della sicurezza e cura degli animali domestici e dei randagi. Possiamo essere battistrada in Italia, approfittando anche del nostro essere Regione a Statuto speciale».

D’accordo anche Patrizia Sitzia (Lega nazionale difesa del cane): «Il successo della raccolta di firme dimostra quanto il problema della salute e della sicurezza degli animali domestici sia sentito tra i sardi. Avere un pronto soccorso veterinario pubblico dedicato in ogni Asl è estremamente importante, poco costoso e soprattutto importante dal punto di vista sociale».

Secondo Anna Rita Deiana (Anta, sezione Terralba), «troppo spesso tanti animali muoiono perché le persone che li soccorrono non sanno come comportarsi e a chi rivolgersi, oppure non intervengono per paura di dover sostenere i costi veterinari. Nonostante in alcune realtà, come Oristano, sia previsto un servizio di soccorso animale (convenzione in una struttura privata), non è ancora chiara per tanti la procedura, per questo il numero unico per le emergenze è fondamentale».

Francesca Cadoni (La zampa nel cuore) invita tutte le associazioni e i sardi a unirsi in questa sfida «che non ha colore politico ma è una battaglia di civiltà».

La proposta di legge, che è composta da un unico articolo, intende rendere più efficiente il servizio di pronto soccorso veterinario, prevedendo l’istituzione, nell’ambito del servizio veterinario, di un’unità operativa con medici veterinari preposti, tra l’altro, allo svolgimento di attività di pronto soccorso, nonché di un numero unico telefonico di pronto soccorso veterinario.