28 August, 2026

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Un uomo solo al comando, la sua maglia ha i colori del PD, il suo nome è #Matteo Renzi! Nel momento più grave della crisi economica, quando molti paventavano il rischio di andare incontro ad una ancora più preoccupante fase di instabilità, gli italiani hanno individuato nell’ex sindaco di Firenze l’uomo della nuova speranza, la scialuppa alla quale aggrapparsi per evitare di affondare definitivamente nella miseria e nella disperazione.

Le elezioni Europee ci consegnano un segretario del Partito Democratico ed un presidente del Consiglio più forte che in questo momento sembra davvero un uomo solo al comando. Matteo Renzi con le elezioni primarie si è preso il partito, dilaniato dal fallimento di Pierluigi Bersani, poi ha forzato la mano prendendosi anche il Governo senza passare passare per le elezioni, sostituendosi senza badare alla forma al compagno di partito Enrico Letta.

Le elezioni Europee sono arrivate in un momento molto difficile che Matteo Renzi ha affrontato con la sua “sfrontatezza”, sfidando un avversario che della “sfrontatezza” ha fatto una delle sue armi vincenti negli ultimi 12 mesi: #Beppe Grillo. Il presidente del Consiglio ha fatto una campagna elettorale “solitaria”, come “solitaria” è stata la campagna elettorale del suo principale avversario e quella dello stesso Silvio Berlusconi, e i numeri emersi dalle urne dicono che non solo ha vinto, ma ha addirittura “stravinto”!

Molti, soprattutto all’interno del Partito Democratico, tra coloro che Matteo Renzi ha messo da parte (nessuno parla più di “rottamazione” ma la “rottamazione” è sotto gli occhi di tutti!), aspettavano al varco il nuovo leader, pronti a scaricargli addosso le responsabilità della sconfitta se Beppe Grillo avesse preso un voto in più, ed ora i risultati dicono chiaramente che quello “storico” 41%, prima che una grande vittoria del Partito Democratico, è un vero e proprio trionfo di Matteo Renzi!

Come è stato possibile un trionfo di tale portata? E’ questo il principale tema di riflessione del dopo voto.

Quando alcuni mesi fa veniva ipotizzato l’inserimento del nome di Matteo Renzi nel simbolo del Partito Democratico, molti si sono scandalizzati, affrettandosi a dire che non si sentiva proprio il bisogno, dopo l’esperienza di Silvio Berlusconi e di tutti gli altri leader di partito che avevano fatto altrettanto anche a sinistra (Antonio Di Pietro, Nichi Vendola), e il suo nome nel simbolo non è stato inserito, ma per gli italiani ieri è stato come se, insieme al nome, su quel simbolo ci fosse anche la sua faccia!

Matteo Renzi ci ha messo la faccia, prima con i provvedimenti del suo Governo, su tutti quegli 80 euro promessi a tutti in busta paga e poi anche a quanti la busta paga non ce l’hanno e ai pensionati, poi nell’accesissima campagna elettorale, e gli elettori lo hanno premiato! L’Italia che non ne può più del vecchio sistema che l’ha portata ad una condizione socio-economica drammatica, ha bisogno di ritrovare una speranza e Matteo Renzi, risultati delle Europee alla mano, ha dimostrato che in questo momento, questa speranza è soltanto lui! Beppe Grillo e il suo Movimento Cinque 5 Stelle, pur restando una consistente forza politica con oltre il 20% dei consensi, hanno fatto un consistente passo indietro e dovranno riflettere sul loro ruolo nel breve e medio termine. Anche Forza Italia ha fatto un passo indietro ed è arrivato il momento di pensare al dopo-Berlusconi. Agli altri è rimasto poco ma c’è un’area politica che è praticamente sparita, il Centro, cancellato dalla scena politica dopo i tanti errori commessi. Il 10% messo insieme da Mario Monti e Pierferdinando Casini alle ultime Politiche, si è ridotto a cifre da “prefisso telefonico”. Appare evidente che i voti dei moderati abbiano cambiato casa ed abbiano contribuito a rendere così trionfale il successo di Matteo Renzi che ora potrà continuare la sua esperienza governativa con la forza della straordinaria legittimazione ricevuta ed è chiamato a trasformare la “speranza” che ha saputo incarnare e le tante promesse fatte agli italiani, in fatti concreti.

Si è svolta oggi presso la #Grande Miniera di Serbariu (#Museo Del Carbone), a Carbonia, la seconda edizione dell’esposizione di #auto da corsa d’epoca organizzata dalla Sport Motori Carbonia del presidente Carlo Sedda.

I partecipanti si sono ritrovati alle 9.30 nel viale che dall’ingresso della Grande Miniera conduce ai pozzi dove si sono radunate una trentina di vetture tra auto storiche e da competizione che hanno attirato la curiosità di tantissimi appassionati e turisti in visita al sito minerario che, per l’occasione, ha permesso ai presenti la possibilità della visita della galleria con ingresso a prezzo ridotto.

Gli appassionati giunti in miniera hanno potuto ammirare alcune delle vetture che durante le passate stagioni (quest’anno, purtroppo, causa problemi organizzativi non è stato possibile disputare alcune delle principali gare a livello regionale con grande amarezza dei piloti e non solo) hanno disputato le principali gare automobilistiche in Sardegna, come la classica del territorio, la cronoscalata Iglesias-Sant’Angelo e alcune bellissime auto d’epoca lucidate per l’occasione.

La serata si è conclusa con una piccola prova spettacolo con sullo sfondo i bellissimi castelli dei pozzi minerari.

Non nasconde la sua soddisfazione per la riuscita della manifestazione il presidente Carlo Sedda che rimanda tutti gli appassionati alla prossima edizione e alle nottate del mercoledì a Carbonia, in occasione della manifestazione “Nottinsieme” dove verranno esposte le vetture dei piloti sulcitani. E conclude ringraziando oltre il già citato Museo del Carbone che ha messo a disposizione il piazzale, il ristorante pizzeria La Grande Miniera che ha offerto un menù a costo competitivo per i partecipanti e, infine, l’assessorato dello sport del comune di Carbonia, nella persona dell’assessore Fabio Desogus e tutti gli sponsor che hanno reso possibile lo svolgimento dell’evento.

Fabio Murru

Fabiomurru.blogspot.it

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Dedicazione a Marco Pittoni 1 CER. AULA CONSILIARE copia

E’ stata la madre di #Marco Pittoni, il tenente dei carabinieri di Villarios medaglia d’oro alla memoria, ieri mattina, a tagliare il nastro inaugurale della sede di Sant’Antioco dell’associazione nazionale dei carabinieri in congedo dedicata a suo figlio. E’ stato l’epilogo, tra la commozione dei presenti, della cerimonia organizzata dall’associazione cittadina dei carabinieri in congedo e dal Comando provinciale dell’Arma, di dedicazione della sede di piazza Italia.

La manifestazione, alla presenza di amministratori comunali cittadini e dell’hinterland, autorità civili, militari e religiose, è iniziata alle 10,30 con la Santa Messa concelebrata dal vescovo di Iglesias, monsignor Giovanni Paolo Zedda, con i tre sacerdoti delle parrocchie cittadine. Per l’occasione, nella chiesa di Santa Maria Goretti è stato esposto l’altorilievo, realizzato dallo scultore cittadino l’architetto Angelo Marongiu, che raffigura Marco Pittoni.

Dopo la messa, tra lo sventolare di bandiere, insegne e labari si è snodato un corteo che ha raggiunto l’aula consiliare. Presente il comandante della  Sardegna generale Antonio Bacile, il comandante della Compagnia di Carbonia capitano Giuseppe Licari, il presidente dell’associazione sarda dei carabinieri in congedo Colonnello Antonio Casu, comandanti di stazione del territorio, amici e commilitoni, è stata commemorata la figura dell’ufficiale dei carabinieri, medaglia d’oro al valore militare, ucciso il 6 giugno 2008, all’età di 32 anni, nell’ufficio postale di Pagani, nel corso di una rapina.

Dall’aula consiliare, infine, accompagnato dal suono della banda musicale, il corteo ha raggiunto Piazza Italia, per la cerimonia dell’inaugurazione della sede e la benedizione della targa da parte del vescovo.

«Un momento di incontro bello e importante – ha sottolineato Paolo Locci, presidente dall’associazione cittadina – che contribuisce a rinnovare l’impegno dell’associazione verso la città.»

Non meno soddisfatto il comandante della Compagnia dei carabinieri di Carbonia: «Una grande partecipazione di cittadini che si sono voluti stringere intorno all’associazione dei carabinieri in congedo – ha sottolineato il capitano Giuseppe Licari – che ha voluto intitolare la propria sezione, impegnata in attività sociali e di volontariato, ad un ragazzo del territorio che ha dato la propria vita in difesa dei cittadini».

Tito Siddi 

Si è conclusa nella tarda mattinata, al Palazzetto dello Sport di Via delle Cernitrici, a Carbonia, la fase finale del #campionato italiano di calcio a cinque della Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale (@Fisdir). La manifestazione è stata organizzata dalla Polisportiva dilettantistica Girasole di Carbonia, in collaborazione con la #Fisdir regionale ed il patrocinio del comune di Carbonia. Hanno partecipato 12 squadre provenienti da 7 regioni italiane. Le categorie coinvolte sono state tre: promozionale, agonistico ed élite.

Queste le classifiche finali.

Categoria Promozionale.

1ª Unione famiglie handicappati (Lazio); 2ª Parco de Riseis (Abruzzo); 3ª Centro Serapide (Campania); 4ª Briantea ’84 (Lombardia).

Categoria Agonistico.

 Classifica Finale.

1ª Obiettivo Uomo (Campania); 2ª Quarto Tempo (Toscana); 3ª Apd Vharese (Lombardia); 4ª Polisportiva Girasole (Sardegna); 5ª Nuova Polisportiva de Rossi (Lazio).

Categoria Elite.

1ª Disabili Erei (Sicilia); 2ª Polisportiva Paolini (Sicilia); 3ª Briantea ’84 (Lombardia).

Al termine dello spareggio tra la Obiettivo Uomo Campania e la Quarto Tempo Toscana, vinto dai campani ai calci di rigore, sono state effettuate le premiazioni, in un clima di grande festa, alla presenza del sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, e degli assessori allo Sport, Fabio Desogus, e alle Attività produttive, Giampaolo Puddu.

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E’ stata inaugurata ieri pomeriggio, presso il #Museo Peleoambienti Sulcitani della Grande Miniera di Serbariu, l’opera “Tempo in processo-Opera.intervento.ambiente”, di #Giovanni Campus.

La mostra, durata dal comune di Carbonia, dal #Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, dal Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC), dal PAS Museo Paleoambienti Sulcitani, daella Cooperativa Mediterranea e dalla Cooperativa Sistema Museo, sarà visitabile gratuitamente fino al 22 giugno, dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

L’artista ha scelto le «opere e le assi in legno», che compongono la mostra, in modo che «concorrano in simbiosi al coinvolgimento dello spazio, e quindi delle persone»  Giovanni Campus ha coinvolto gli studenti del Liceo Classico A. Gramsci di Carbonia e del Liceo Artistico F. Fois di Iglesias nelle diverse fasi della creazione delle installazioni, in un percorso iniziato nel mese di febbraio 2014, culminato nel complesso allestimento della mostra.

Per l’occasione è stata realizzata la pubblicazione ragionata “Tempo in processo 2014. Note di lettura 1967-2013”, edita da Belforte Cultura Editore, che illustra il processo della ricerca che ha caratterizzato nel tempo il lavoro dell’artista.

All’inaugurazione, con l’artista, hanno partecipato, tra gki altri, Tore Cherchi, presidente del #CICC; Gianluigi Pillola e Francesco Usalla, rispettivamente presidente e direttore del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna; Loriana Pitzalis, assessore della Cultura del comune di Carbonia; il professor Gianni Murtas che ha collaborato con Giovanni Campus nell’allestimento della mostra.

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Si è svolto ieri sera, a Carbonia, il 3° incontro-confronto a #Punta Torretta, sul tema“Ripensare le politiche sociali nella crisi economico-sociale”.

Le relazioni saranno affidate a Remo Siza, sociologo docente a contratto all’Università di Bologna ed ex direttore generale delle Politiche Sociali dell’assessorato regionale della Sanità della Giunta di Renato Soru guidato dalla dottoressa Nerina Dirindin, ed Alessandra Zurru, assistente sociale del comune di San Giovanni Suergiu, su temi rivolti alla non autosufficienza, positività e criticità.

Sono intervenuti, tra gli altri, Maria Marongiu, vicesindaco ed assessore alle Politiche sociali del comune di Carbonia, e Luca Pizzuto, consigliere regionale di Sinistra Ecologia Libertà ed ex assessore delle Politiche sociali della provincia di Carbonia Iglesias.

I lavori sono stati coordinati dal giornalista Giovanni Di Pasquale.

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Nuova presa di posizione del deputato #Emanuele Cani (Partito Democratico) contro la ventilata chiusura del carcere di Iglesias.

«A seguito dell’impegno assunto durante la recente visita al #carcere di Iglesias, nella quale ho avuto modo di verificare lo stato della struttura che ho trovato in buone condizioni – scrive Emanuele Cani in una nota –, mi sono preoccupato di interrogare tempestivamente il Governo sulle ricorrenti voci di chiusura, allo scopo di avere una risposta ufficiale e non ufficiosa. Tale risposta è, come noto, facilmente reperibile nel sito della Camera dei deputati, quindi lungi da me ogni tentativo di non rendere pubblica una decisione del Governo che già pubblicamente ho contestato e contrastato. Cosa che continuerò a fare convintamente nei prossimi giorni e nelle prossime settimane assieme ai colleghi del Partito Democratico.»

«Appare chiaro che il Governo, per motivi da me non condivisibili – aggiunge il deputato di Carbonia -, abbia intenzione di procedere con la chiusura. Ciò che sto chiedendo e ho chiesto durante la mia replica in Commissione Giustizia alla Camera è un invito ufficiale al Governo a rivedere tale decisione e, nello stesso tempo, a rivalutare più complessivamente il sistema penitenziario in Sardegna, al fine di programmare un intervento generale di organizzazione del sistema delle carceri, evitando provvedimenti isolati e inopportuni. Il carcere di Iglesias non deve chiudere per molte ragioni. Come per esempio l’attività di recupero dei detenuti (alcuni studiano con profitto all’università), famiglie, lavoratori. Insomma – conclude Emanuele Cani – un ulteriore presidio dello stato che non può abbandonare il territorio.»

E’ in corso, al Palazzetto dello Sport di Via delle Cernitrici, a Carbonia, la fase finale del #campionato italiano di calcio a cinque della Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale (@Fisdir). La manifestazione è organizzata dalla Polisportiva dilettantistica Girasole di Carbonia, in collaborazione con la #Fisdir regionale e il patrocinio del comune di Carbonia. Partecipano 12 squadre provenienti da 7 regioni italiane. Le categorie coinvolte sono tre: promozionale, agonistico ed élite.

Domani mattina, a partire dalle ore 10.00, saranno disputate le finali, al termine le premiazioni.

Come evento collaterale alla manifestazione sportiva, questa sera, dalle ore 21.00, presso l’anfiteatro di Piazza Marmilla, è previsto uno spettacolo condotto dal presentatore di Videolina Ottavio Nieddu, con importanti artisti della Sardegna quali: I Tenorenis, la cantante Ambra Pintore, il suonatore di launeddas Luigi Lai ed il gruppo folk Sant’Agata di Santadi.

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Si sono ritrovati intorno ai tavoli di un ristorante, questa mattina, al centro di Carbonia, 53 anni dopo. Sono gli studenti della 1ª A che nell’anno scolastico 1961/62 inaugurarono il #Liceo Scientifico di Carbonia. La classe era formata da 19 allievi, tre dei quali, purtroppo, non ci sono più: Gianni Capiali, Angelo Ceccherini e Giancarlo Murtas. Questi gli altri 16 componenti di quella classe: Rita Obino, Franca Marcus, Anna Bazzoni, Giacomo Guadagnini, Rudy Sostera, Gigi Masala, Davide Usai, Giorgio Pani, Oriano PIli, Mario Frau, Marisa Corona, Ines Pinna, Luciana Cossu, Mario Coccu, Bruno Vandelli e Carlo Mammarella. Stamane si sono ritrovati in 11.

Le registe Carla e Sebastiana Etzo con alcuni dei protagonisti del Documentario LOST CITIZENS

Una sala del #Cine Teatro di Carbonia gremita in ogni ordine di posti, ha assistito venerdì 23 maggio alla prima visione assoluta del documentario #Lost Citizens.

Un vero successo, confermato dagli applausi, durati alcuni minuti, scattati spontanei al termine della proiezione e ripetuti all’indirizzo delle registe Sebastiana e Carla Etzo (presente in sala), e dell’autore della fotografia Vincenzo Rodi, chiamati insieme ad alcuni dei protagonisti del documentario ad intervenire e a rispondere alle domande di un pubblico attento e coinvolto emotivamente, prima della conclusione dell’evento.

Ottima l’organizzazione da parte della società Umanitaria di Carbonia e del comune di Carbonia. L’iniziativa era patrocinata dalle categorie dei chimici di Cgil e Cisl.

Al centro del film la crisi del lavoro nel Sulcis Iglesiente raccontata da padri e figli impegnati ogni giorno nella faticosa tutela dell’occupazione o nella ricerca di un posto che permetta loro un’esistenza dignitosa e “normale”. Ma il patto generazionale sembra lacerarsi, mentre una politica industriale miope fatica a trovare soluzioni a breve termine. In questo contesto, le lotte operaie e le proteste dei lavoratori, seppur sempre più frammentarie, sono percepite dai protagonisti come fondamentali per la difesa del diritto al lavoro.

Lost Citizens nasce da un’idea di Sebastiana Etzo, sarda trapiantata a Londra, animata dalla volontà di capire e raccontare quello che accade nel Sulcis Iglesiente: con il suo passato minerario questo territorio rappresenta la culla della più antica working class isolana, oggi considerato una delle province più povere d’Italia ma anche emblema dei cambiamenti del mercato del lavoro, della precarizzazione, delle conseguenze della delocalizzazione che generano un’incertezza lavorativa e il progressivo indebolimento dello stato sociale.

Del progetto fanno parte anche la giornalista Carla Etzo, co-regista, e il cineoperatore Vincenzo Rodi che si è occupato delle riprese e del montaggio. I lavori e le riprese del film sono iniziati nella seconda metà del 2012 con interviste a coppie di genitori e figli (operai, cassaintegrati, pensionati, giovani alla ricerca di occupazione). I principali protagonisti sono Antonello e Alessandro Pirotto; Silvestro e Gian Marco Mocci; Carlo e Michela Martinelli con Enea Concu; Enzo e Tiziana Pisu; Lilli Pruna.

Nella fotografia, le registe Carla e Sebastiana Etzo con due dei protagonisti del documentario.