23 May, 2026

 

Pietro Cocco 1

Una piazza per ricordare “il sindaco” di Carbonia. Si è svolta sabato 8 giugno la cerimonia di intitolazione della nuova piazza antistante il centro intermodale, alla fine di via Roma, incrocio con via Costituente, a Pietro Cocco, scomparso l’11 gennaio 2011, alla età di quasi 94 anni. Pietro Cocco è stato uno dei principali protagonisti della storia della città di Carbonia, del Sulcis Iglesiente e della Sardegna. Nella sua lunga carriera, è stato sindacalista, esponente di spicco del Partito comunista e sindaco di Carbonia per quasi vent’anni, in due differenti periodi. Sin da ragazzo ha vissuto da protagonista le lotte operaie, portando i valori dell’antifascismo fra i suoi compagni di lavoro: i minatori e gli operai del territorio. Pietro Cocco ha rischiato più volte la vita ed ha subito due volte il confino per le sue battaglie contro il fascismo e per migliorare le condizioni di vita dei più deboli. Il suo impegno per la città di Carbonia ed il territorio ha toccato uno dei momenti più significativi nella lunghissima mobilitazione del 1948, passata alla storia come “lo sciopero dei 72 giorni”, contro le misure repressive messe in atto dalla Azienda mineraria. Il Comune di Carbonia ha dedicato la piazza a Pietro Cocco per tenere vivo il ricordo di colui che ha speso la propria vita per la città di Carbonia, il Sulcis e l’intera Sardegna e per dimostrare l’affetto immutato della comunità nei suoi confronti.

Ferdinando Pellegrini, 44 anni, è il nuovo sindaco di Fluminimaggiore. La lista guidata dall’ex assessore della Giunta Massa, Rinnovamento comune, si è imposta con 808 voti (38,99%), precedendo di stretta misura la lista Alternativa civica fluminese, guidata da Antonio Congia, che ottenuto 762 voti (36,77%), e più ampiamente la lista Identità Innovazione Progresso, guidata da Liviana Licheri, 502 voti (24,22%). Il Consiglio comunale, quasi interamente rinnovato, si è insediato lo scorso 6 giugno. Dopo il giuramento e la convalida degli eletti (è stata rinviata quella di Miriam Farci, in quanto assente), Ferdinando Pellegrini ha comunicato la composizione della nuova Giunta, formata da tre assessori: Paolo Sanna, Paolo Ghirlanda e Martina Pili. Paolo Sanna ricoprirà anche l’incarico di vicesindaco.

 

Daniele Serra giuramento

Daniele Serra, 37 anni, funzionario del Gal Sulcis, è il nuovo sindaco di Teulada. Il candidato della lista Teulada protagonista, alla sua prima candidatura, si è imposto al termine di un serratotesta a testa con Marina Lai, candidata della lista Trasparenza e Rinnovamento, deciso da uno scarto di soli 55 voti: 1.005 a 950. Alle loro spalle, ampiamente distanziata, Francesca Monni, candidata della lista Insieme per Teulada, che ha raccolto 527 voti ed ha conquistato solo un seggio (l’ex sindaco Salvatore Mocci non è stato eletto). Il Consiglio comunale appena eletto si è già insediato ed il neo sindaco ha presentato la sua prima Giunta, formata da tre assessori: Francesco Zedda, consigliere più votato della lista vincente, con 143 preferenze, ha ricevuto le deleghe alle materie di bilancio, sport e spettacolo e quella di vicesindaco; Andrea Cinus è il nuovo assessore ai lavori pubblici ed alle attività produttive; Gloria Addis si occuperà di pubblica istruzione, cultura e politiche sociali. Il sindaco ha tenuto a sé due delle deleghe più “pesanti”, quelle all’urbanistica ed al turismo. Daniele Serra raccoglie un’eredità difficile dal compianto Gianni Albai, scomparso prematuramente il 14 novembre dello scorso anno. Il paese vive una situazione economica molto preoccupante, con livelli di disoccupazione ed inoccupazione mai raggiunti prima e deve fare i conti con la crisi più complessiva del territorio e dell’intera Sardegna. Nel breve periodo, inoltre, come documentiamo in altra parte del giornale, rischia di venire ulteriormente discriminato dall’attuazione del decreto sulla “fiscalità di vantaggio” per i ventitrè comuni della Provincia di Carbonia Iglesias, dalla quale a suo tempo decise di tenersi fuori, scegliendo di continuare a far parte della Provincia di Cagliari. Teulada deve guardare al futuro con idee e progetti nuovi, incentrati sul rilancio dell’agricoltura e sullo sviluppo della piccola impresa e, soprattutto, del turismo. Nonostante la presenza della servitù militare occupi una vastissima parte del suo territorio, oltre settemila ettari, la comunità conserva ancora un patrimonio straordinario che potrebbe favorire la realizzazione di progetti di valorizzazione significativi in grado di dare risposte a tanti giovani e a quanti hanno perso il lavoro in età avanzata.

Giampaolo Cirronis

 

Perry Frank A

Perry Frank è un musicista influenzato tanto da Brian Eno quanto dalla psichedelia di matrice sixties che si è accasato qualche mese fa sull’etichetta teutonica Idealmusik. Raccontaci il tuo approccio con la musica.

Cosa ascoltavi da ragazzo e come i tuoi gusti sisono evoluti nel corso degli anni.

«Ho scoperto la mia passione per la musica negli anni in cui frequentavo le scuole medie. In quel periodo, infatti, ho iniziato a suonare la tastiera senza prendere lezioni, in modo molto amatoriale. Al liceo ho cominciato a suonare la chitarra ed il basso e mi sono esercitato in modo discreto anche sulle percussioni. Ma fin da bambino ho sempre ascoltato musica, prima con i Beatles, i Beach Boys, i Pink Floyd, poi con gli U2 e poi con tutte le band della mia generazione, Nirvana, Smashing Pumpkins, Jeff Buckley, Radiohead fino ad arrivare alla musica che meglio descrive la mia anima: la musica Ambient.»

Come e, soprattutto, quando nasce il tuo alter ego Perry Frank?

«Il mio progetto di musica Ambient nasce nel 2005. Dopo aver suonato in diverse band della mia zona e dopo aver suonato diversi generi musicali (Rock, Grunge, Blues, Indie, Pop) decisi di dedicarmi alla mia musica senza più compromessi con altre persone. Suonare in un gruppo in fondo, porta a dei compromessi che non sempre dal punto di vista artistico rappresentano la soluzione migliore. Troppo spesso ho messo da parte la mia musica per suonare quella di altre persone e sentivo la necessità di trovare una mia strada e suonare una musica che potesse essere mia completamente. Così è nato Perry Frank, il mio alter ego psichedelico. Ho deciso di fare a meno dei testi e di ridurli al minimo essenziale, preferendo la via strumentale, a mio avviso più universale e capace di dipingere i paesaggi della mia mente. In questi anni ho pubblicato tre album, più diversi inediti tra cui Cantu a merì, la canzone con cui ho partecipato alla finale del Premio Parodi 2012 e una ventina di video su Youtube.»

Il tuo ultimo lavoro, Music To Disappear è stato rilasciato ad agosto dalla tedesca Idealmusik. Un titolo che in qualche modo riporta alla memoria il ciclo di lavori di Brian Eno. Quanto è stata importante la sua musica sulle tue composizioni?

«La sua musica è stata fondamentale per me. Un suo album in particolare per me è stato il punto di partenza, la scintilla che ha acceso in me l’amore per questa musica: Music for Airports. In realtà mi sono avvicinato a lui grazie agli U2, che adoravo quando ero ragazzino, e agli album che lui aveva prodotto. Poi ne ho esplorato tutta la carriera fino ad arrivare ai Roxy Music. Inutile dire che rimane per me una costante fonte di ispirazione. Another Green World, Music for Airports, Evening Star (con uno dei miei chitarristi preferiti, Robert Fripp) tra i titoli che ho nella mia collezione personale.»

Come sei arrivato ad accasarti su Idealmusik?

«Ci siamo trovati su facebook. Esistono, infatti diversi gruppi dedicati alla musica Ambient, in cui appassionati, musicisti sconosciuti come me, semplici estimatori e più semplicemente persone che hanno voglia di sognare e rilassarsi, condividono video e link sul genere. Settimanalmente condivido i miei pezzi tramite link di Soundcloud ed i video che io stesso ho girato e caricato su Youtube. Ho avuto così diverse proposte da etichette del genere, tra cui quella di Idealmusik. Loro curano la distribuzione del disco e la pubblicità, compresi i passaggi nelle varie web radio.»

La tua musica è disponibile, molto spesso in free streaming e download sui social network, ottimi canali di diffusione ma purtroppo carenti dal punto di vista strettamente qualitativo. Una saturazione da lo-fi tecnico che ha portato ad una fame di hi-fi sottolineata dal ritorno, graditissimo, del vinile. Cosa pensi di questo ritorno all’alta fedeltà?

«Adoro sia il vinile che il supporto cd, ne ho circa un migliaio a casa tra cd, vinili e cassette. È vero, purtroppo l’avvento del web ha quasi ucciso la distribuzione classica, che fino ai primi anni 2000 resisteva. È forse l’aspetto più negativo. Ma dall’altra parte senza il web, senza la rete, non sarei qui a rispondere alle tue domande, perché probabilmente i demo che avrei spedito alle case discografiche sarebbero stati cestinati, come 90 volte su 100 avviene. La rete è uno strumento libero, le persone condividono la musica in modo libero. Questo aspetto è in parte giusto, perché così rie-scono a circolare anche artisti che non trovano spazio sui canali tradizionali come la tv, ma è in parte sbagliato perché, purtroppo, molte etichette, non avendo i guadagni del passato, non puntano più sulle novità, non osano, andando sempre a pescare sull’ovvio, sul banale, sul già sentito, solo per avere guadagni sicuri o riuscire a far fronte alle perdite. Personalmente spero un giorno di riuscire a distribuire pure la mia musica sul vinile. Prima o poi…»

Riesci a vivere di musica?

«Purtroppo ancora no. I guadagni dai live e dalle vendite non me lo permettono ancora. Ma spero un giorno di riuscirci. Sto lavorando sodo per raggiungere questo obiettivo.»

Cosa pensi della scena italiana?

«Credo che in Italia ci sia tanta bella musica e sicuramente i musicisti validi non mancano. Come avviene in tutti gli altri campi, purtroppo, non basta essere preparati e avere le idee. In Italia conta avere le conoscenze, che spesso e volentieri sono conoscenze politiche. In Italia ormai tutto passa dai talent show spazzatura… In questi anni ho conosciuto diversi musicisti che suonano Ambient, o generi affini, tutte persone validissime che, come me, cercano uno spazio e cercano di vivere di musica. L’alternativa sembra sempre di più quella di andare via da questo paese. La solita Italia. La Sardegna, purtroppo, è ancora più chiusa per questo genere, che spesso risulta sconosciuto e poco apprezzato, spesso deriso e definito noioso, relegato alla definizione infelice di “musica per rilassarsi”.»

E, per finire, i cinque dischi che ti hanno cambiato la vita…

«Brian Eno – Music for Airports Pink Floyd – A saucerful of Secrets The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band The Beach Boys – Pet Sounds The Smashing Pumpkins – Mellon Collie and the Infinite Sadness.»

Andrea Murgia

Il Consiglio comunale di Iglesias dimagrisce ancora, da 30 a 24 consiglieri, ma le novità assolute sono poche. Tra consiglieri ed assessori uscenti, ex assessori ed ex consiglieri, i volti completamente nuo-vi sui banchi di Piazza Municipio, almeno in prima battuta, considerato che potrebbero esserci surroghe qualora il nuovo sindaco Emilio Gariazzo dovesse scegliere assessori tra i consiglieri eletti, sono solo sette. Il candidato che ha centrato il re-cord di preferenze è una delle “new entry”, il consigliere provinciale UDC Gianluigi Rubiu, nella lista Piazza Sella, con ben 869 (due anni fa il più votato fu il leader UDC Giorgio Oppi, con 977 preferenze); alle sue spalle un altro candidato della lista Piazza Sella, Piero Carta, presidente del Consiglio comunale uscente, che ha raggiunto quota 701. Nella coalizione di centrosinistra che ha vinto le elezioni, la palma del più votato spetta al giovane Mauro Usai, candidato della lista del PD, che ha ottenuto ben 638 preferenze. La donna più votata è Maria Franca Fara, anche lei candidata nella lista del PD, già assessore nella Giunta Carta, arrivata a 438 preferenze. Alle sue spalle un ex assessore della Giunta Perseu, Angela Scarpa, candidata nella lista Piazza Sella (402 preferenze) e Carla Cicilloni, assessore provinciale del PD (369 preferenze). Notevole l’exploit di Valentina Pistis, 28 anni, eletta nella lista Cas@ Iglesias con 304 preferenze. Tra i ritorni, da segnalare quello di Pierina Chessa, candidata nella lista Il tuo segno per Gariazzo, eletta con 242 preferenze. Il dimagrimento imposto al nuovo Consiglio comunale e la possibilità di una doppia preferenza abbinando un candidato uomo ad un candidato donna, hanno determinato l’esclusione di candidati che, nonostante la bassa affluenza, hanno messo insieme un numero di voti con i quali fino alla scorsa consiliatura avrebbero avuto l’elezione pressoché certa, sia in maggioranza sia in minoranza. è il caso di Monica Marongiu, 245 voti, prima dei non eletti nella lista PD, che potrebbe entrare in Consiglio al posto di un eletto destinato alla nuova Giunta. Primo dei non eletti nella lista Piazza Sella è Simone Saiu, con ben 366 preferenze (alle sue spalle Marco Zanda, 345; Donatella Faedda, 325; Samantha Pinna, 283 e Ignazio Mocci, 254). Primo dei non eletti nella lista PDL, infine, è Claudio Rosina, con 282 preferenze.

Giampaolo Cirronis

Emilio Gariazzo, 55 anni, medico chirurgo, è il nuovo sindaco di Iglesias. Il candidato della coalizione di centrosinistra, composta da sei liste, ha superato al ballottaggio Gian Marco Eltrudis, 43 anni, dirigente aziendale, candidato della coalizione di centrodestra, con il 51,68% ed uno scarto di 469 voti, dopo aver sfiorato il successo già al primo turno, il 26 e 27 maggio, quando si fermò al 49,60%. Il centrosinistra ritorna così alla guida della città mineraria a distanza di tre anni dalla conclusione dell’esperienza di Pierluigi Carta, alla quale Emilio Gariazzo prese parte nella veste di consigliere, proseguendo il suo percorso anche nella breve consiliatura guidata da Ginetto Perseu, dimessosi alcuni mesi fa. La candidatura di Emilio Gariazzo è stata sostenuta da ben sei liste, quelle abitualmente schierate nel centrosinistra, PD, SEL e Uniti per Iglesias (PSI e PDCI) e tre liste civiche: Il tuo segno per Gariazzo, Civitas e Cas@ Iglesias. Quest’ultima, se pure ufficialmente civica, è una lista ispirata dal gruppo locale dei Riformatori Sardi, da anni in maggioranza nella coalizione di centrodestra alla guida della Regione, ma contrapposto all’alleanza di centrodestra alle Amministrative 2010, assente nella competizione elettorale del 2011 ed ora parte integrante e determinante nella coalizione di centrosinistra che ha eletto nuovo sindaco Emilio Gariazzo. Gian Marco Eltrudis era sostenuto da due sole liste: la civica Piazza Sella, espressione dell’UDC, e PDL. La prima ha centrato un risultato numerico rilevante, confermandosi ampiamente la prima forza politica cittadina con il 35,59% (percentuale addirittura superiore a quella ottenuta nel 2011, il 33,99%), rilevatosi però insufficiente a centrare la vittoria per il risultato inferiore alle attese del PDL (11,65% contro il 16,38% del 2011) e per le defezioni subite alla vigilia. Le due liste minori presentatesi agli elettori iglesienti il 26 e 27 maggio, poi rimaste fuori dal ballottaggio e dal Consiglio comunale, PSd’AZ ed Identità Iglesiente, infatti, erano espressione rispettivamente di un partito e di un consigliere che nel 2011 facevano parte della coalizione di centrodestra. La campagna elettorale è stata molto lunga ed accesa, forse anche troppo. Iglesias ha alle spalle un percorso politico molto tormentato che, inevitabilmente, ne ha condizionato il ruolo nella fase più difficile della storia recente del territorio.

Emilio Gariazzo è il nuovo sindaco di Iglesias

Emilio Gariazzo è il nuovo sindaco di Iglesias

Il compito che attende Emilio Gariazzo, il centrosinistra e l’intero Consiglio comunale appena eletto, non si presenta sicuramente facile.

Giampaolo Cirronis

Teulada - Il golfo di Tuerredda

Dopo la doccia fredda prodotta dal nuovo stop alle trattative per la cessione dello stabilimento Alcoa di Portovesme, due notizie hanno restituito alla Sardegna un minimo di fiducia e speranza verso il superamento dell’attuale drammatica crisi socio-economica: prima l’approvazione da parte del Parlamento europeo della risoluzione che contiene gli emendamenti presentati dalla neo-europarlamentare sarda Francesca Barracciu circa il riconoscimento dell’insularità; poi le sanzioni comminate dal-l’Antitrust (oltre 8 milioni di euro complessivi) alle compagnie di navigazione Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Marinvest, «per intesa restrittiva della concorrenza finalizzata all’aumento dei prezzi dei biglietti nella stagione estiva 2011 sulle rotte da e per la Sardegna». L’Antitrust ha riscontrato e certificato incrementi ingiustificati dei prezzi fino al 65% che hanno penalizzato pesantemente la Sardegna e, oltre alle sanzioni per il passato, ha imposto un’immediata riduzione dei prezzi. Si tratta, come si può ben capire, di una “sentenza epocale” che apre nuove prospettive alla Sardegna, verso un reale riconoscimento della continuità territoriale e quindi un nuovo sviluppo incentrato sulla valorizzazione del territorio, sia in termini produttivi sia nel settore turistico. Se unitamente al riconoscimento dell’insularità e della continuità territoriale, si riuscisse ad ottenere anche quello della zona franca, anche parziale, il Sulcis Iglesiente e l’intera Sardegna potrebbero guardare al futuro con nuove speranze e concrete possibilità di tornare a vedere presto la luce.

Giampaolo Cirronis

Per il secondo anno consecutivo c’è sempre il Carbonia sul gradino più alto del podio della Coppa Santa Barbara – Trofeo Aldo Carboni. Prima nella fase locale con il successo di misura in finale sul Marco Cullurgioni Giba, la squadra di Maurizio Finà s’è ripetuta nella fase regionale della 50ª edizione, con un rotondo 2 a 0 timbrato dai goal di Marco Steri e Stefano Marras nel corso del primo tempo. Al di là del risultato, mai in discussione, il Carbonia ha dimostrato di essere la squadra più forte ed ora la società spera di poter trasferire i migliori elementi della squadra allievi, unitamente a quelli della squadra juniores, pure protagonista di una buona stagione, nella rosa della squadra maggiore che, dopo l’amara retrocessione dall’Eccellenza regionale, sarà protagonista del prossimo campionato di Promozione regionale. Il Marco Cullurgioni di Efisio Falletto, pur ancora sconfitto, si è confermato squadra di valore nel panorama del calcio giovanile della delegazione FIGC del Sulcis Iglesiente (ha vinto la fase regionale della Coppa Santa Barbara – Trofeo Aldo Carboni per tre anni consecutivi dal 2006 al 2009). Queste le formazioni delle due squadre protagoniste della finale. Carbonia: Massa, Castangia, Marongiu, Pisu, Nonnis, Steri Marco, Carboni, Steri Matteo, Marras, Giganti. A disposizione: Giovagnoli, Murru, Diana, Urru, Graccione. All. Maurizio Finà. Marco Cullurgioni Giba: Blanco, Cani, Cuccu, Piras Leonardo, Casu, Falessi, Littarru, Carboni, Spada, Cui, Matteu. A disposizione: Muscas, Porcu, Anzalone, Pinna, Piras Marco, Uccheddu. All. Efisio Falletto. Arbitro: Gianluca Locci (Gabriele Uda-Andrea Serra). Al termine della partita, presente l’assessore provinciale Guido Vacca, sono state consegnate le coppe alle due squadre finaliste, il trofeo al miglior calciatore della finale, Gianluca Cui, e una targa alla Monteponi, risultata la “Squadra del cuore” in un sondaggio effettuato sul social network facebook, nel quale la squadra iglesiente (518 voti) ha preceduto il Carbonia (458), il Marco Cullurgioni Giba (225) e la Fermassenti di San Giovanni Suergiu (60). Monteponi e Fermassenti sono state eliminate in semifinale, rispettivamente dal Carbonia per 2 a 1 e dal Marco Cullurgioni per 3 a 1. Il Carbonia è stato protagonista anche nella categoria pulcini, nella quale ha vinto la festa provinciale del torneo “Sei bravo a scuola di calcio” riservato alle scuole di calcio della delegazione provinciale Carbonia Iglesias. Le società partecipanti alle finali provinciali, svoltesi allo stadio Comunale “Carlo Zoboli”, erano Carbonia, Gonnesa, Fermassenti ed Antiochense. Il Carbonia ha poi partecipato alle finali regionali, svoltesi al centro federale “Sa Rodia” di Oristano. Nel girone del Carbonia c’erano il La Palma Cagliari, la Ferrini Cagliari ed il Nuoro. L’altro girone era composto da Atletico Olbia, Latte Dolce Sassari, Barisardo e Oristano. La finale è stata vinta dal La Palma Cagliari sul Latte Dolce Sassari. Un’altra festa dei giovani calciatori si è svolta sabato 8 giugno a Domusnovas, con la manifestazione provinciale dei “Piccoli Amici”, che ha visto la partecipazione di tutte le società della delegazione provinciale di Carbonia Iglesias. L’ingresso in campo dei gruppi di giovani atleti è stato preceduto dalla cerimonia d’intitolazione dell’impianto sportivo a Paolo Putzolu, già sindaco di Domusnovas, nonché tecnico, presidente e dirigente sportivo, per alcuni decenni impegnato nella formazione dei giovani calciatori, scomparso nel novembre scorso, all’età di 79 anni. La manifestazione, in un clima di grande entusiasmo, con alcune centinaia di “calciatori in erba”, è stata animata dalla banda musicale “Pietro Mascagni” di Domusnovas, dal Gruppo dei “Musici” – Quartiere Fontana di Iglesias e dal Gruppo Folk “Sant’Ignazio da Laconi” di Domusnovas.

Il Club Ottoruote Hockey di Carbonia, unica squadra italiana, anche per il 2013 è stato invitato a partecipare alla Evricup, torneo disputato in Inghilter-ra, a Herne Bay, Ducato del Kent, vicino a Canterbury, dal 28 maggio al 1 giugno scorsi. Alla prestigiosa manifestazione hanno partecipato dieci formazioni di Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Italia, Gran Bretagna, Germania, il meglio dell’hockey europeo. Il Club Ottoruote è stato invitato per i meriti acquisiti in 26 anni di presenza e partecipazione alle diverse manifestazioni europee: Spagna (4 volte), Francia (4 volte), Germania (3 volte). Il Club Ottoruote ha perso le prime quattro partite con punteggi dignitosi, a conferma che, pur non potendo partecipare al campionato nazionale per mancanza di risorse finanziarie, gli atleti sono ben preparati ed hanno fatto tesoro delle esperienze maturate nei passati campionati e nelle partecipazioni a prestigiosi tornei internazionali. La coppa è stata vinta dal Barcino, squadra spagnola di Barcellona, con la quale il Club Ottoruote ha avuto la soddisfazione di chiudere il primo tempo in vantaggio per 3 a 0, ed è stato raggiunto e superato nel 2° tempo, con il punteggio finale di 5 a 3, grazie soprattutto alla maggiore possibilità di cambi. La squadra sulcitana ha vinto l’ultima partita disputata con il Geig, squadra spagnola di Girona, con il punteggio di 3 a 2, grazie anche ad una prodezza del portiere Marco Pala che ha parato un rigore a tre secondi dalla fine. La squadra ha consegnato alle squadre che ha affrontato ed al pubblico presente, diverse decine di pubblicazioni edite dalla Provincia di Carbonia Iglesias, dove in inglese si reclamano le nostre bellezze sia naturalistiche che monumentali, il tutto corredato da foto di spiagge, nuraghi e tutto il resto. Il Club Ottoruote è radicato nel territorio dove opera. Lo ama, vuole che i turisti arrivino per conoscerlo e contribuiscano alla sua ripresa economica. La formazione: Marco Pala (portiere), Giuseppe Maiellaro, Giuseppe Labate, Cristian Cocco, Carlo Pala, Paolo Matassa, Massimo Bennati. All. Massimo Cannas.

E’ il caso di dirlo, dalla cantonata di una deputata, capogruppo alla Camera, che in un’intervista a Radio Radicale dichiarava che l’età anagrafica minima necessaria per diventare presidente della Repubblica non le sembrava fosse menzionata nella Costituzione, sbottando con un memorabile “E dove sta scritto?”, nasce l’emblematico titolo del reading che ha avuto luogo sabato 1 giugno presso il salone Velio Spano a Carbonia; un momento celebrativo per la festa della Repubblica, allo scopo di far riflettere sul presente, recuperando il meglio dei valori civili e sociali scritti nella nostra legge fondamentale, spesso non abbastanza “frequentata”. «D’altra parte – hanno dichiarato gli organizzatori dell’evento, appartenenti al Centro Servizi Culturali Carbonia Iglesias della Società Umanitaria – tale titolo ci ha permesso di mettere in evidenza quanto i cittadini, noi che abbiamo realizzato l’evento compresi, siano lontani dal conoscere il vasto contenuto della Costituzione e quanto, alle volte, lo siano anche i coloro che ci governano.» Era il 26 gennaio del 1955 quando Piero Calamandrei pronunciò nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria di Milano un memorabile discorso d’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana organizzato da un gruppo di studenti universitari e medi per illustrare, in modo accessibile a tutti, i principi morali e giuridici ritenuti fondamento della vita associativa. Il discorso è ancora oggi di un’attualità disarmate ed in prima fila, al Velio Spano, erano seduti alcuni studenti, forse più disillusi, e la cittadinanza. «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi» – diceva Calamandrei, citando l’articolo 34 -, «quando l’individuo non ha i mezzi è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Anche nel Sulcis? Anche – e soprattutto – oggi? Parafrasando il Calamandrei, occorre dare lavoro ed una giusta retribuzione a tutti, una scuola pubblica di qualità, occorreva ed occorre “dare a tutti gli uomini dignità di uomo”. Soltanto quando questo sarà raggiunto – continua il giornalista, giurista, politico, scrittore, poeta e docente universitario (1889-1956) – si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo – “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”- corrisponderà alla realtà. Perché – drammaticamente attuale questo passaggio – «fino a che non ci sarà la possibilità, per ogni uomo, di lavorare, di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società». Ancora oggi la Costituzione italiana è una realtà soltanto in parte: «In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere». Ebbene c’è tanto lavoro da compiere. La Costituzione è a nostra disposizione: impariamo a servircene, cogliendone il senso polemico e di giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, come strumento di legalità utile per trasformarlo, per modificarlo gradualmente. Serviamocene, in questa società «in cui può accadere che, anche quando ci sono, le libertà giuridiche e politiche siano rese inutili dalle disuguaglianze economiche». Impegnamoci ad esigere che certe promesse vengano rispettate e facciamolo partecipando attivamente, combattendo l’indifferenza alla politica. A tal proposito, nel suo discorso, Calamandrei racconta l’edificante aneddoto di due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno dei due dormiva nella stiva mentre l’altro che stava sul ponte si accorse che il piroscafo oscillava a causa di onde altissime, nel mezzo di una burrasca. Impaurito, quest’ultimo, corse a domandare ad un marinaio se fossero in pericolo: «Se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda». Corso in stiva a svegliare il compagno, spiegando la possibile sorte del bastimento, il contadino si sentì rispondere: «Che me ne importa, non è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica. «E’ così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, ci sono altre cose da fare piuttosto che interessarsi alla politica. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica». Chi legge ciò che scrivo, da anni, è al corrente di quanto io non ami riempirmi la bocca di buonismo e retorica gratuita e prego tutti di non travisare il senso di questi virgolettati. Li ho riportati con l’intento – credo il medesimo di coloro che hanno organizzato l’evento e ai quali va il mio ringraziamento per aver reso l’ennesimo servizio utile alla città e per avermi dato l’occasione di poter toccare l’argomento – di far scaturire una seria riflessione a proposito di solidarietà sociale, ma anche umana e della nostra comune sorte. «Io mi ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, – continua Calamandrei – il 2 giugno 1946, un popolo che da venticinque anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare dopo un periodo di orrori – il caos, la guerra civile, le lotte le guerre, gli incendi. Ricordo file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese. Giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico – in questo è fondamentale il contributo della scuola, a partire dagli asili, ndr -, la coscienza civica”. Io scorgo in queste parole, con gioia, l’invito a considerarci parte di un tutto, nei limiti della Sardegna (non mi avventuro in “perigliose” considerazioni, d’appartenenza, di sentire propria tale Costituzione, comuni a molti sardi), dell’Italia e nel mondo. La Costituzione italiana racchiude nei suoi articoli tutta la storia ed il passato del Paese (con il beneplacito dei nostri numerosi costituzionalisti e di Benigni, che ne ha fornito una parafrasi memorabile quanto quella di Piero Calamandrei – ma decisamente più gravosa sulle tasche della Tv di Stato) e dietro questi articoli si scorgono precise posizioni politiche. «“Quando io leggo nell’art. 2, l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, o quando leggo, nell’art. 11, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle alte patrie, dico: ma questo è Mazzini; o quando io leggo, nell’art. 8, “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour; quando io leggo, nell’art. 5, “la Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo; o quando, nell’art. 52, io leggo, a proposito delle forze armate, “l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica” esercito di popolo, ma questo è Garibaldi; e quando leggo, all’art. 27, “non è ammessa la pena di morte”, ma questo è Beccaria. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Dietro a ogni articolo di questa costituzione voi dovete vedere giovani, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade delle città italiane, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti.» La lettura di tale discorso ha concluso il reading, organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia Iglesias della Società Umanitaria, facente parte di un programma più vasto, promosso dall’assessorato alle Politiche sociali e giovanili della Provincia di Carbonia Iglesias, che ha voluto celebrare cinque giornate simbolo del nostro calendario civile, il 25 aprile, la giornata di impegno per la legalità e contro tutte le mafie, la Giornata Internazionale della Non-violenza, il ricordo di Antonio Gramsci e, appunto, il 2 giugno, Festa della Repubblica. L’incontro pubblico è stato preceduto e seguito da una serie di incontri nelle scuole superiori dove, utilizzando lo strumento audiovisivo, si sono invitati i ragazzi a riflettere sul senso e sui valori della Costituzione. «Agli appuntamenti – raccontano gli organizzatori – è stato presente l’assessore Luca Pizzuto, il quale agli studenti ed alle persone intervenute al reading ha consegnato copia della Costituzione. Il reading ha riscosso un buon gradimento da parte del pubblico presente: una cinquantina, tra cui diversi giovani, hanno scelto di partecipare, nonostante la concomitanza con innumerevoli altre manifestazioni di rilievo tra cui il Girotonno, e hanno avuto modo di apprezzare il taglio partecipativo e “nuovo” dell’iniziativa. Così come spiegato nell’introduzione all’evento, il reading constava di alcuni testi su articoli specifici della Carta, prodotti da ragazze e ragazzi di Carbonia, che hanno quindi voluto esemplificare in questo modo il loro ruolo di cittadine e cittadini attivi.» Sull’improvvisato palco del salone, le letture di Benedetta Deriu e Marco Lisci, accompagnati dalle note jazz di Matteo Leone, giovane promessa della musica sulcitana, hanno trasformato la sala – solitamente utilizzata per le proiezioni cinematografiche – in un piccolo teatro dal sapore metropolitano. Cinzia Crobu