26 July, 2026

Il commissario straordinario della Zona Economica Speciale (ZES) della Sardegna, Aldo Cadau, ed il presidente del Banco di Sardegna, Gianfranco Farre, oggi a Cagliari hanno firmato una convenzione finalizzata a favorire la nuova grande opportunità di sviluppo economico, di potenziamento produttivo e di crescita sociale che l’Isola ha dinanzi a sé. Diventata realtà operativa, la ZES della Sardegna potrà ora contare sulla collaborazione, sull’assistenza e sul supporto specialistico del Banco, primo istituto di credito dell’Isola. Le aziende che vogliono investire potranno accedere ad agevolazioni e strumenti amministrativi e fiscali certi. L’obiettivo dichiarato della convenzione è quello di integrare le risorse attribuite alla ZES con quelle del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), dei Fondi Por-Fesr (Programma Operativo Regionale – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e del Banco di Sardegna, pronto a cofinanziare le azioni strategiche finalizzate allo sviluppo economico e sociale del Territorio.

«Lo strumento, rivolto principalmente all’attrazione di nuovi investimenti ha detto il presidente del Banco di Sardegna, Gianfranco Farre – servirà a rafforzare il tessuto imprenditoriale dell’Isola e a costruire le condizioni infrastrutturali e la rete di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Sono azioni necessarie per attuare le importanti linee delineate dall’attuale ciclo di programmazione economico-finanziaria nazionale e internazionale. L’Unione Europea, l’Italia e la Sardegna hanno l’obbligo di far scendere in campo le migliori risorse e competenze professionali per essere protagonisti del cambiamento. Il Banco di Sardegna ha concluso Gianfranco Farrecondivide tali obiettivi ed è al fianco della ZES e del suo Commissario per creare insieme le condizioni necessarie a raggiungerli.»

Piena soddisfazione anche per il Commissario Straordinario della ZES Aldo Cadau, che commenta così la firma della convenzione: «Oggi abbiamo aggiunto un ulteriore tassello al percorso di crescita della Zona Economica Speciale. A soli pochi mesi dalla costituzione, la ZES entra nel vivo della sua operatività, dando vita ad una sinergia di valore con il più importante istituto di credito del territorio. Suggellare un’alleanza fra banche e imprese significa infatti facilitare la strada di uno sviluppo innovativo per il sistema economico regionale, ma significa allo stesso modo aprire una prospettiva nuova per gli imprenditori che decidono di credere ed investire nella nostra terra. Nel Banco di Sardegna troviamo un partner di eccellenza, un ente sicuro, affidabile, lungimirante, capace di accompagnare le imprese ad un successo che amplifica le opportunità di crescita del tessuto regionale sardo. Come Commissario Straordinario della ZES non posso che essere soddisfatto di questa intesa. Ancora una volta si conferma l’impostazione di un’operatività basata su un approccio di rete che renda partecipe tutta la nostra isola».

Zes Sardegna

La Zona Economica Speciale della Sardegna è estesa su 2.770 ettari collegati ad aree portuali e retroportuali nei territori di 15 comuni. Comprendono terreni gestiti dai Consorzi industriali di Cagliari (Cacip), di Sassari (Cipss), del Nord Est Sardegna – Gallura (Cipnes), dell’Oristanese (Cipor), di Carbonia-Iglesias (Sicip), dell’Ogliastra (Cipo), e superfici demaniali e dell’aeroporto di Cagliari-Elmas. La ZES, attraverso le agevolazioni fiscali e la semplificazione e lo snellimento delle procedure amministrative, ha come obiettivi: favorire la nascita, il potenziamento e l’internazionalizzazione di micro, piccole, medie e grandi imprese, nazionali ed estere; stimolare il rientro a casa delle attività produttive in passato delocalizzate fuori dall’Italia; realizzare le infrastrutture necessarie a incrementare la competitività e ad aumentare l’occupazione.

Banco di Sardegna

Il Banco di Sardegna (Gruppo BPER) è l’istituto di credito leader nell’Isola, presente nel 69% dei comuni, con 640mila clienti e 308 filiali. Lavora nel rispetto dei valori di semplicità, trasparenza ed efficacia, in un contesto di innovazione continua, per sostenere con servizi di qualità il territorio, per favorire lo sviluppo economico, sociale e culturale, per promuovere uno stile di crescita sostenibile. Il Banco si attesta a livelli di eccellenza in ambito nazionale per la sua solidità patrimoniale (CET 1 Ratio phased-in del 30,54% e Texas Ratio del 46%) e per l’elevata posizione di liquidità con indici ben superiori ai minimi richiesti dalle norme regolamentari.

Egas, l’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna, ha approvato il progetto per il terzo lotto di interventi previsti nel centro abitato di Iglesias finalizzati alla riqualificazione idrica del territorio comunale e dato così il via libera al documento redatto dai tecnici di Abbanoa SpA, di fatto immediatamente appaltabile, che prevede la realizzazione di 882 metri di nuove condotte e 75 allacci in via Pescivendoli, località Cappuccini (nel tratto compreso tra via Falcone a via Fadda), via Concie, via Tempio, via Corsica e vico Cappuccini.

I lavori, per un importo di 630 mila euro, sono finanziati dall’Egas a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione FSC 2014-2020, nell’ambito di un più ampio intervento da 44 milioni di euro che interessa altri centri dell’isola e volto all’efficientamento della rete e al contenimento delle perdite idriche.

Il progetto del Lotto B, di ultima approvazione, va ad aggiungersi ai lotti A e C che hanno ottenuto il via libera dall’Egas nelle scorse settimane e che complessivamente prevedono la sostituzione di oltre 3 chilometri e 700 metri di vecchie condotte sottodimensionate e in materiali ormai obsoleti, oltre alla realizzazione di 384 nuovi allacci per un valore complessivo pari a circa 1 milione e 750mila euro.

«Stiamo dando delle risposte concrete alle reali esigenze dei territorio, dal nord al sud dell’isola, dove le reti idriche sono fatiscenti e il fenomeno della dispersione idrica è un reale flagello per l’ambiente», ha spiegato il presidente di Egas, Fabio Albieri.

I carabinieri della Compagnia di Iglesias si schierano al fianco dei cittadini per prevenire le truffe perpetrate soprattutto nei confronti delle cosiddette “fasce deboli”. I Comandanti delle 13 Stazioni che fanno capo al presidio di Iglesias (da Fluminimaggiore a San Sperate) hanno fornito, presso le parrocchie dei Comuni di competenza, precise informazioni su come difendersi da possibili truffe e raggiri. Una campagna che, lo ricordiamo, nasce dall’esigenza di integrare l’azione quotidiana di prevenzione e contrasto con una mirata opera di rassicurazione sociale, da svolgersi anche attraverso quei momenti di contatto presso le comunità parrocchiali della Diocesi.

Purtroppo, quello delle truffe sta diventando una vera e propria piaga sociale ed ecco, allora, che tutti i cittadini devono prestare particolare attenzione soprattutto ai raggiri online, diffidando di coloro che preannunciano vincite in denaro o in viaggi, leggendo attentamente ciò che viene richiesto di sottoscrivere e ponendo sempre attenzione a non fornire alcun dato personale e del proprio conto corrente, quali iban e password. La truffa perpetrata nei confronti dei più anziani è un fenomeno tanto più esecrabile ed invasivo perché i manipolatori di turno agiscono spesso con la volontà di entrare in casa e la finalità di portar via i ricordi di una vita. Spesso gli anziani che vengono raggirati non vogliono denunciare il fatto per la vergogna di non aver compreso per tempo la situazione. Oltre al danno economico si ha anche un forte disagio emotivo e una diminuzione della propria autostima.

Verranno avviati a breve i tavoli specifici sull’attività in corso che riguarda la valorizzazione del patrimonio regionale. Il gruppo di lavoro, a cui partecipano i servizi che gestiscono demanio e patrimonio dell’assessorato degli Enti locali, è stato attivato con l’obiettivo di censire tutti i beni che fanno capo alla Regione per arrivare alla redazione di un database complessivo che consenta per la prima volta di fotografare in maniera complessiva e realistica lo stato patrimoniale della Regione.

«Si tratta di un lavoro necessario, che nasce per mettere ordine e classificare in maniera ordinata i beni pubblici, alcuni dei quali non sono classificati né catalogati in maniera corretta», spiega l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Aldo Salaris, che con l’inizio del nuovo anno avvierà i tavoli specifici sull’attività in corso.

«Lo stato patrimoniale esisteaggiunge Aldo Salarisma con l’allargamento del patrimonio che fa capo alla Regione ci siamo scontrati con la necessità di incrociarlo con gli elenchi catastali e poi di censirlo. Diverse migliaia di cespiti non risultano regolarmente catalogati.»

Sul patrimonio originario della Regione sono infatti intervenuti, nel corso degli anni, altri innesti come per esempio il patrimonio di Forestas, Laore e Ferrovie della Sardegna, trasferiti come competenza all’amministrazione regionale, che si è ritrovata quindi a dover gestire un compendio immobiliare importante e per certi versi ‘nuovo’.

«Questoconclude l’assessore Aldo Salarisha determinato la necessità di un riordino complessivo del patrimonio, a cui oggi stiamo lavorando per arrivare alla piena valorizzazione del patrimonio pubblico.»
Si tratta di un lavoro che ha un orizzonte temporale di cinque anni ma che, proprio grazie all’attivazione dei tavoli specifici sul tema, subirà una forte accelerazione nel corso del 2023.

Il comune di Nuxis riceverà un contributo di 330.000 euro nell’ambito del programma che assegna “Contributi agli investimenti finanziati dall’Accordo tra Stato e Regione Autonoma della Sardegna”, per “Interventi di conservazione e valorizzazione del sito preistorico di Acqua Cadda – Nuxis” (ex miniera di Sa Marchesa). Con questo nuovo cospicuo finanziamento, potrà proseguire il lavoro già avviato da diversi anni, organizzato e realizzato dallo Speleo Club Nuxis, diretto dal presidente Roberto Curreli.

Grande soddisfazione per l’assegnazione del nuovo contributo, è stata espressa sia dal sindaci di Nuxis, Romeo Ghilleri, sia dal presidente dello Speleo Club Nuxis, Roberto Curreli.

Lo scorso 30 settembre è terminata la prima campagna di scavi triennale nella grotta di Acquacadda, diretta dal professor Riccardo Cicilloni, professore dell’Università di Cagliari. E’ attesa la conferma della nuova campagna di scavi triennale.

Da venerdì 21 a domenica 23 ottobre, il sito ha ospitato il 1° convegno internazionale “Le grotte nella preistoria: scavi, studi e valorizzazione”, che ha visto la partecipazione di esperti a livello internazionale, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, cattedra di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di Lingue, Lettere e Beni Culturali (proff. Riccardo Cicilloni e Carlo Lugliè), il comune di Nuxis, il ministero della Cultura, la missione archeologica presso la Grotta di Acquacadda – Nuxis, il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. L’evento culturale è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna (assessorato del Turismo, artigianato e commercio), L.R. 7/1955, annualità 2021.

Successivamente, il 16 novembre, il sito di Sa Marchesa ha ospitato un incontro-dibattito sul tema “L’Importanza degli animali nell’economia e nella cultura sarda, dal Neolitico alla fine dell’Età nuragica”; il 14 dicembre il convegno “Nuovi studi geologici e minerari nel Distretto del Sulcis”; il 16 dicembre la conferenza “Le acque sotterranee: esplorazione e valorizzazione degli acquiferi carsici”.

Si susseguono senza soluzione di continuità, inoltre, le visite di gruppi organizzati, provenienti da scuole e associazioni, alla scoperta dei segreti della grotta di Acquacadda.

Giampaolo Cirronis

 

Prosegue il progetto di Flexicurity nell’Area di crisi industriale complessa di Portovesme per la riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori Alcoa e Indotto, ex-Ila, indotto Eurallumina. La legge regionale 22 (del 12 dicembre 2022) per il sostegno e il rilancio dell’economia, ha stanziato oltre un milione di euro per la prosecuzione dei cantieri occupazionali comunali che coinvolgeranno i 40 lavoratori dell’Area industriale di Portovesme. Le risorse saranno trasferite ai 12 Comuni già beneficiari della misura, che hanno sottoscritto l’accordo preliminare: Carbonia, Carloforte, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias, Masainas, Portoscuso, Sant’Antioco, San Giovanni Suergiu, Tratalias e Villamassargia.

«Un progetto di riqualificazione importante – ha detto l’assessore del Lavoro, Ada Lai -. Diamo continuità lavorativa, tuteliamo le professionalità dei lavoratori e non disperdiamo le loro competenze, garantendo un apporto lavorativo alle amministrazioni comunali.»

Ultima tappa a Gesico per la manifestazione itinerante Trexenta Experience. Domani, 28 dicembre, appuntamento alle ore 9.30 per scoprire le bellezze archeologiche di Gesico. Sarà questo l’ultimo appuntamento della manifestazione che si è svolta in questi due mesi in Trexenta. Trexenta Experience è stato un viaggio alla riscoperta del territorio, fortemente voluto dall’Unione dei Comuni, dove protagonista assoluto è stato il visitatore che, attraverso varie tappe è stato coinvolto in una esperienza emotiva, sensoriale, storica, ambientale, ma anche fisica ed intellettuale.

Il percorso, pensato per appuntamenti del fine settimana, ha attraversato e coinvolto i paesi di Senorbì, Ortacesus, Siurgus Donigala, Pimentel, Suelli, Guasila, Gesico, Selegas e Guamaggiore.

Sono 560 i nuovi positivi al Covid-19 in Sardegna su 963 tamponi eseguiti (58,15%), 107 diagnosticati da molecolare, 453 da antigenico.

E’ rimasto invariato il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, 8.

I pazienti ricoverati in area medica sono 124 (-3).

Sono 6.191 le persone in isolamento domiciliare (+12).

Si registra un decesso nell’area della ASL di Cagliari.

Il 29 dicembre del 1922 Luigi e Salvatore Fois furono vigliaccamente uccisi a sangue freddo, da una banda fascista proveniente da Iglesias mentre erano al lavoro a Portovesme. L’azione criminosa si inquadra nel disegno del padronato e della dirigenza delle miniere di eliminare il movimento popolare, che nell’Iglesiente, nella seconda metà dell’Ottocento, aveva conosciuto un importante sviluppo a seguito del processo di industrializzazione. La conseguenza fu la proletarizzazione di vasti strati di masse contadine fino ad allora addette ai lavori agricoli e la nascita di un movimento operaio industriale. Sorgono così le leghe di resistenza, le cooperative e la Federazione dei minatori, viene fondata la cooperativa dei battellieri, che organizza gli addetti al trasporto dei minerali da Portoscuso a Carloforte. Si sviluppano nell’Iglesiente all’inizio del Novecento una serie di lotte, talora molto dure come quelle di Buggerru del 1904, di Gonnesa e Nebida del 1906, che ebbero un’eco nazionale, ponendo il movimento socialista in breve tempo alla guida del governo locale. Nelle elezioni del 26 luglio del 1914, infatti, le liste socialiste vincono ad Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Calasetta e Carloforte; nella successiva tornata del 1920 conquistano anche le amministrazioni di Arbus, Guspini, Villamassargia e Portoscuso. Vengono mandati all’opposizione i ceti agrari, che fimo ad allora avevano gestito i comuni in alleanza con la dirigenza mineraria. La prospettiva è l’ulteriore estensione della forza e dell’influenza delle organizzazioni popolari che induce una crescente preoccupazione nel padronato industriale, non disposto ad accettare passivamente i nuovi equilibri economici e politici imposti dal proletariato minerario. Gli industriali minerari e gli agrari aspettano l’occasione per ribaltare i rapporti di forza. E trovano l’occasione propizia nei fatti che portano alla Marcia su Roma e alla nomina di Benito Mussolini a capo del governo. Sorgono così ad Iglesias e nei principali centri sulcitani le sezioni del fascio, che avviano un’azione violenta ed illegale di riconquista delle amministrazioni.

I fratelli Fois erano a capo della cooperativa dei battellieri, dalla quale i fascisti pretendevano di estrometterli con l’intimidazione e la violenza. La loro uccisione fu la reazione criminale e premeditata al loro rifiuto e alla loro ferma resistenza. Ricordare il sacrificio dei fratelli Fois significa, dunque, onorare, con loro, quanti si sono opposti al fascismo, difendendo le libertà democratiche e i diritti del lavoro. Con questo spirito, mentre nel Paese e in Sardegna si manifesta una ripresa di umori e movimenti che si richiamano al fascismo, l’ANPI ha diramato un appello col quale invita i cittadini a partecipare alle iniziative, organizzate dal Comune a Portoscuso e dall’Anpi a Cagliari, in ricordo dei fratelli Fois nell’anniversario del loro assassinio, e a continuarne l’opera in difesa delle libertà sancito nella Costituzione antifascista. Il 29, alle 9.00, si terrà a Portoscuso la commemorazione ufficiale indetta dal comune di Portoscuso, che proseguirà con diversi eventi per tutta la mattinata. Il 29, alle 17,45, nella sala della CSS via Marche n. 9 a Cagliari l’ANPI, insieme al CRC – Coordinamento per la democrazia costituzionale – ricorda l’eccidio dei fratelli Fois con un incontro introdotto da Andrea Pubusa, lettura degli atti processuali di Rita Atzeri e Piero Marcialis, canti popolari e antifascisti del Coro dell’Anpi diretto da Roberto Deiana.

Andrea Pubusa